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Il 6 aprile 2010 a seguito di alcuni lavori di ristrutturazione a Epfig, un operatore della ditta che stava effettuando alcuni lavori di sterro in un terreno, con la pala del mezzo urtò qualcosa di duro frantumandolo. Si trattava di un vaso contenente circa 14000 monete romane prevalentemente del IV secolo (sebbene risulti una rappresentanza di monete del III secolo dato che il ripostiglio dovrebbe aprirsi con esemplari di Probo). Il tesoro rimase "custodito" per circa 10 anni prima di finire all'asta nel 2019. Nel mentre fu occasione prima di uno studio preliminare, poi di una perizia nel 2012 che ne stimò il valore commerciale a 100.000€ e infine di una diatriba giudiziaria terminata nel 2016 in quanto uno dei tre scopritori rivendicava la paternità assoluta della scoperta, paternità però respinta e pertanto rimasta condivisa. Di nummi provenienti da questo tesoro se ne vedono spesso ultimamente in vendita su vari siti numismatici. L'asta ha venduto l'intero tesoro in un unico lotto (eccettuata una piccola parte trattenuta dal locale museo) e successivamente il compratore ha iniziato a disperdere in lotti multipli il tesoro che ora si trova a sua volta disperso in altri lotti o esemplari singoli... lo vedremo circolare ancora un po' salvo poi scomparire nelle collezioni numismatiche tra qualche tempo come accade puntualmente ai vari ripostigli commercializzati che dopo il boom iniziale di vendite e disponibilità di materiale, scompaiono per poi riapparire saltuariamente in occasione di successive dispersioni di collezioni. La storia di questo ripostiglio e la sua composizione rimarrà a disposizione di tutti gli interessati grazie allo studio di MD Walton, "À propos d'un trésor monétaire tardo-antique découvert fortuitement à Epfig (Bas-Rhin)", in Cahiers alsaciens d'archéologie, d'art et d'histoire 55 (2012). Recentemente sono riuscito ad acquisire una manciata di esemplari provenienti da questo ripostiglio: nell'ordine, da sinistra a destra e dalla prima fila alla seconda: CONSTANTINVS IVB NOB C PROVIDENTIAE CAESS, /PLC RIC 229 - 2.46 gr - 18 mm CONSTANTINVS PF AVG SOLI INVICTO COMITI, T|F/PTR RIC 47 - 3.19 gr - 20 mm VRBS ROMA **, /TRP* RIC 547 - 1.99 gr - 17 mm CONSTANTINVS IVN NOB C GLORIA EXERCITVS, /TRP· RIC 527 - 2.64 gr - 17 mm CONSTANTINOPOLIS /TRP RIC 554 - 1.97 gr - 16 mm Si tratta di monetine molto comuni, niente di che... tuttavia la provenienza aggiunge quel "quid" che non guasta e che mi garba assai! Mi sento molto come il sindaco di Epfig (sulla sinistra) che custodisce soddisfatto parte del ritrovamento! Infine, un ritaglio di giornale francese che parla del ripostiglio:5 punti
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Ciao a tutti, posto il mio 6 Tornesi 1803 che oltre ad avere il "taglio" sul bordo ha anche una serie di dentellature al R/ in corrispondenza di questa anomalia. Vi sarei grato se qualcuno potesse fornire un ipotesi al riguardo. La stessa moneta ha anche una depressione circolare sul collo del Re. (Acquistata da Nomisma ) Grazie e saluti, Beppe4 punti
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Buon pomeriggio...ve l'ho tirata fin troppo lunga e allora mi sbottono io. La particolarità di questo 3 grana del primo tipo sta nel rovescio, è l'unico esemplare che conosco che porta con se la data in cifre 1810 e la stella a 5 punte!! Tutti gli esemplari da me visionati se portano il simbolo "stella a 5 punte" hanno sempre la data con I8I0 lettere e cifre, salvo questo ovviamente! Provate a cercare tra i vostri tre grana, o in rete. Sicuramente ci sarà qualche altro esemplare, ma da quando ho iniziato a impegnarmi attorno alla monetazione in rame di Murat questo è il solo che ho scovato. La reputo rarissima. Buon pomeriggio.4 punti
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Potrebbe essere il nome di uno dei monaci basiliani venuti in terra di Calabria, forse nel periodo dell'iconoclastia . E questo nome potrebbe essersi trasmesso a Papasidero, piccolo comune nell'entroterra di Scalea sulla costa tirrenica . Papasidero conserva l'antico, attraente aspetto di borgo medievale, con resti del castello normanno-svevo e delle mura urbiche unitamente al reticolo di stretti vicoli : oltre il fiume Lao, contro il monte, è interessante il santuario di N. S. di Costantinopoli, complesso semi-rupestre del XVII sec. . La città, con altre nell'area, è tra quelle ipotizzate come sito della antica Scidro, insediamento grecizzato attorno al VII sec. a.C. da parte di Sibari come uno dei suoi presidi sul Tirreno per i commerci verso l'Etruria, Massalia e la iberica Tartesso . Nelle vicinanze di Papasidero, si trova la spettacolare grotta del Romito che offre importanti testimonianze dal Paleolitico Superiore al Neolitico : tra queste spicca la lastra in pietra con il graffito di un Bos Primigenius . In Papasidero ha probabilmente circolato la moneta di Bisanzio, alla quale la zona era soggetta fino alla conquista normanna nel XI sec. : potrebbero, ad esempio, esservi state note le monete in oro ed in argento di Costantino IX, imperatore in Costantinopoli dal 1042 al 1055 .3 punti
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Sempre restando "fuori Roma" con Clemente XI, ecco il Ponte Clementino, uno dei monumenti simbolici di Civita Castellana che offre uno dei panorami più suggestivi del borgo. La costruzione sorvola una profonda forra sul cui fondale scorre il Rio Maggiore, che dà il nome alla valle. Con un’altezza di 40 metri e una lunghezza di 90 metri è stato, sia in passato che oggi, soggetto di artisti e pittori. Costruito nel 1709 per ordine di Papa Clemente XI, il ponte unisce due crinali di tufo e collega il centro storico alla parte nuova di Civita Castellana. Il progetto fu affidato all’architetto romano Filippo Barigioni. Appena completato, il ponte diviene subito un importante luogo di passaggio del Lazio e si collega alla Via Flaminia. Clemente XI (1700-1720), PIASTRA (Munt 42), al R/ veduta di Civita Castellana e del ponte. Il confronto con una stampa del 1834.3 punti
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Contrariamente a quanto riportato dai “sacri” testi, Luigi Cigoi nacque il 6 agosto 1811 ad Udine, in luogo del 5 agosto 1811. Più precisamente, nacque il 6 agosto 1811 alle ore 5 pomeridiane mentre la denuncia di nascita fu fatta il giorno 7 agosto 1811 davanti all’Ufficiale dello Stato Civile del Dipartimento di Passariano, Udine, Comune di Udine, come si legge dall’atto di nascita. Il Dipartimento di Passariano, costituito nel 1806 nell'ambito del Regno d'Italia e che cessò di esistere nel 1814, prendeva il nome dal paese di Passariano, piccolo borgo sorto presso la Villa Manin, residenza estiva dell'ultimo doge della Repubblica di Venezia. Aveva come capoluogo Udine ed era suddiviso in 4 distretti (Udine, Tolmezzo, Cividale e Gradisca). La nascita fu denunciata dal padre, il sig. Francesco Cigoi del fu’ Gregorio, e al neonato fu “imposto” il nome, allo stato civile, di Luigi-Valentino. Luigi nacque a Borgo Grazzano, nella casa del padre, antichissimo borgo di Udine. Sua madre si chiamava Anna Maria Puppino, figlia dei defunti coniugi Giacomo Puppino e Maddalena Celotti, entrambi quest’ultimi sarti di professione. In sede di denuncia di nascita, il sig. Francesco Cigoi dichiarò di svolgere la professione di “acconcia pelli”, mentre la di lui moglie quella di “incannatrice di seta”, che in pratica consisteva nella trasformazione della matassa, realizzata nella trattura della seta dal bozzolo, in rocchetti di filo di seta. Sempre in sede di dichiarazione, il sig. Francesco Cigoi dichiarò di avere 31 anni (nacque il 30 ottobre 1781 nell’allora Comune di Cernizza), mentre la moglie sig.ra Anna Maria Puppino doveva avere 46 anni, età che è dedotta dalla lettura dell’atto di matrimonio (civile) avvenuto in data 4 settembre 1810 presso il medesimo Dipartimento di Passariano. Il sig. Francesco Cigoi era figlio di Gregorio e di Marianna Budigna, entrambi “agricoltori”, e domiciliati nell’allora Comune di Cernizza “presso Gorizia”. Oggi, Cernizza è un paese della Slovenia, frazione del comune di Aidussina, e durante il dominio asburgico fu comune autonomo, appartenente alla Contea di Gorizia e Gradisca. Dopo la prima guerra mondiale passò, come tutta la Venezia Giulia, al Regno d'Italia; il Comune venne inserito nel circondario di Gorizia della provincia del Friuli, con il nome di Cernizza Goriziana. Nel 1927 passò alla nuova provincia di Gorizia, e dopo pochi mesi vi furono aggregati i comuni di Camigna, Goiaci e Vertovino. Dopo la seconda guerra mondiale il territorio passò alla Jugoslavia. Quando si sposò il sig. Francesco Cigoi, la sig.ra Anna Maria Puppino era vedova del sig. Urbano Martinis, morto il 28 dicembre 1805. Era nata il 26 luglio 1765 nell’allora Comune di Lumignaco, sempre del Dipartimento di Passariano, oggi Lumignacco, frazione di Pavia di Udine. Fu comprovato il “fermo domicilio” dello sposo, Francesco Cigoi, nel Comune di Udine, “da dodici anni in poi”. Corretta, invece, la data di morte del Cigoi collezionista avvenuta ad Udine il giorno 23 maggio 1875; per precisione, nell’atto di morte, il decesso avvenne alle ore 3 pomeridiane esatte. Morì celibe. Saluti, ? P.S. - Allego della documentazione ufficiale tratta dallo Stato civile e liberamente consultabile sul sito Internet istituzionale di riferimento.2 punti
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Dovrebbe trattarsi di un 1622, anche se dopo la prima cifra 2 sembra esserci un punto, quindi 162? Variante con le sigle MC poste in orizzontale e tipologia del busto più grande. molto raro.2 punti
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Un'ultima cosa per rispondere alla domanda "che cosa bisogna evitare oltre a politica e religione?". Di sicuro tutti i temi legati alla disinformazione. Tipo se qualcuno invia una discussione dal titolo: "COVID 19: Non esiste è solo influenza e si cura con la nutella" non sta parlando nè di politica nè di religione ma topic come questo verranno cancellati / chiusi senza passare dal via ed a insindacabile giudizio dello staff di questo forum.2 punti
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C'è in alto all'inizio di ogni discussione un rettangolino con la scritta : ignora discussione. Non vi piace la discussione ? la trovate inutile o noiosa ? basta un click e non la vedrete più. Elementare Watson !2 punti
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E' adesso mi metto in pari Divisionale canadese del 20022 punti
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Ciao a tutti, vorrei intanto ringraziare quanti fin ora hanno partecipato ed integrato la discussione! Quindi andiamo avanti! Non solo Roma e i suoi monumenti sono stati protagonisti delle raffigurazioni in moneta che possiamo ritrovare nei tondelli papali. Clemente XI, al secolo Giovanni Francesco Albani, di Urbino, proprio alla città marchigiana riservò preferenze specialissime. Una lapide murata nel palazzo ducale nel 1710 annovera i benefici che la città ebbe da Clemente XI: oltre al restauro del palazzo ducale e di quello arcivescovile, si ricordano la cancellazione di debiti, la costruzione di un istituto educativo per la gioventù, la decorazione della cattedrale con dipinti ed un magnifico altare, il restauro delle mura, la fondazione di una biblioteca pubblica, la costruzione di una chiesa e di un convento, l'erezione di un obelisco e di un monumento all'antenato del papa, Alessandro VIII, ed infine i privilegi all'Università. Ecco dunque due monete coniate a Roma (nessuna moneta venne coniata infatti ad Urbino), la mezza piastra e il testone, che tuttavia proprio alla città marchigiana fanno riferimento. A confronto per la mezza piastra la stessa "pittorica" rappresentazione in tre stampe rispettivamente del 1757, del 1861 e del 1891. Per il testone RESTITVISTI MAGNIFICENTIAM (Ne hai restituito la magnificenza) il medesimo prospetto del palazzo ducale restaurato, in una stampa del 1891. Clemente XI (1700-1720), MEZZA PIASTRA (Munt 52), al R/ la veduta della città di Urbino. Clemente XI (1700-1720), TESTONE (Munt 80), al R/ prospetto del palazzo ducale di Urbino. Vi invito in particolare su questa moneta a notare la precisione della rappresentazione, confrontando proprio la stampa: nella facciata, all'ordine superiore si notano le due piccole finestre spostate sulla sinistra; all'ordine intermedio, le quattro grandi finestre e tra la terza e la quarta si nota lo stemma araldico appeso al muro, che si vede anche nella moneta rappresentato come un piccolo rilievo. Infine, all'ordine inferiore le tre grandi porte, intercalate da quattro finestroni, il primo dei quali in epoca successiva alla moneta è stato murato, come di vede bene dalla stampa.2 punti
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Ed eccomi ancora qua, ad iniziare un nuovo viaggio alla scoperta dei dollari del 2021 Due soltanto le monete finora emesse, la prima, uscita l' 8 giugno, è... 2021 - New Hampshire ... un'altra di quelle dedicate a un uomo il cui nome, probabilmente, non vi dirà nulla: Ralph Baer. Un ingegnere tedesco, naturalizzato americano, nato nel 1922 in Renania e morto a 92 anni, nel 2014, a Manchester, non la nota città inglese, ma una dallo stesso nome nel New Hampshire, dove viveva... da cui la moneta Negli Stati Uniti, dove era scappato insieme alla famiglia nel 1938 (erano di origine ebraica), si diploma dapprima come tecnico radio, per poi specializzarsi nel dopoguerra sulla nascente televisione. Dai primi anni '50 si occupa di apparecchiature radar per l'industria della difesa, fino ad approdare alla Sanders, uno dei leader del settore. Un giorno del 1966, mentre sta aspettando un collega alla fermata di un autobus, ha una vera e propria "folgorazione". Da anni è alla ricerca di una funzione alternativa alla televisione, e i giochi sul piccolo schermo sembrano essere la soluzione. In pochi minuti appunta 4 pagine manoscritte per la realizzazione di un "game box" economico e interattivo. Il primo prototipo, denominato "Brown Box", vede la luce l'anno seguente, ed è già in grado di offrire una serie di giochi di abilità, sport, quiz. Ulteriormente migliorato, viene acquistato dalla Magnavox, che lo trasforma nell'Odyssey, la prima console per videogiochi della storia, che esce sul mercato nel 1972, aprendo poi la strada ad Atari e a una lunga serie di cloni. L'Odyssey non solo poteva essere collegata alla TV ma, tramite apposite cartucce, era in grado di offrire giochi leggermente diversi, di fatto creando quello che sarà per molti anni a venire il classico modello di distribuzione dei giochi. Prima di allora i videogiochi erano un lusso a disposizione dei pochi che avevano accesso a un computer, utilizzati nei centri di ricerca e nelle aziende, ma non nelle case. Nel 2006, Baer ha ricevuto la National Medal of Technology dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush, per lo sviluppo "rivoluzionario e pionieristico" dei videogiochi interattivi. La prossima volta che accenderete la vostra Xbox One o PlayStation 4, dedicate un pensiero grato all'uomo che le ha rese possibili La moneta, disegnata da Christina Hess e incisa da Eric David Custer, mostra il gioco Handball (pallamano) sul lato destro. Il lato sinistro presenta le iscrizioni NEW HAMPSHIRE e PLAYER 1 rialzati, su uno sfondo incuso. Le scritte IN-HOME VIDEO GAME SYSTEM e RALPH BAER circondano la moneta su un bordo rialzato, un omaggio all'Odissey di Baer. UNITED STATES OF AMERICA nel giro interno, e le immancabili iniziali degli artisti, la Hess a sinistra e Custer a destra, completano il tutto. petronius2 punti
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Ciao,concludo questo pomeriggio la catalogazione dei miei denari con questo di Adriano con al rovescio la Pietà seduta. Nessun problema di attribuzione per il RIC 260. Come sempre posto foto è chiedo parere (SOLO UN PARERE non una perizia impossibile da farsi tramite foto) sulla sua autenticità. Ringrazio di cuore tutti quelli che hanno dedicato il loro tempo rispondendo ai miei post in questi mesi, mettendo la loro esperienza a disposizione mia e penso anche di altri, contribuendo a farmi crescere dal punto di vista numismatico. Ma non temete continuerò a darvi fastidio? dal mese prossimo con i miei due nuovi acquisti che farò (ho deciso di cercare un antoniniano di Eliogabalo ed un denario di Plautilla).Grazie di nuovo Alla prossima ANTONIO Ad maiora semper! MM 17,5 G 3,341 punto
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Ciao a tutti! Più volte si è detto che le monete papali, in particolare quelle di epoca barocca, costituiscano per la pregevolezza e la varietà delle incisioni, un vero e proprio documento vivo dell'epoca. Un aspetto particolare è costituito dalle rappresentazioni architettoniche di monumenti, piazze, edifici, che costellano molte monete pontificie e che, riportate su tondello dai grandi maestri incisori dell'epoca, possano essere considerate delle vere e proprie "foto metalliche" del passato. Apro questa discussione su un'idea di Fabrizio @ilnumismaticocon l'intento di presentare monete la cui iconografia possa essere confrontata con altri documenti d'epoca, in particolare stampe, litografie, dipinti e acqueforti per trovare un parallelismo tra quanto riportato in moneta e quanto riprodotto con i metodi più tradizionali del tempo. Scopriremo insieme come le monete siano davvero un'istantanea di ciò che è stato e che ora spesso non è più! Partiamo! Volendo parlare di monete papali e monumenti, non posso non partire se non dal più iconico e famoso monumento della cristianità: Innocenzo XI (1676-1689), PIASTRA (Munt 38): al R/ il prospetto della Basilica di San Pietro. Su questa meravigliosa piastra, opera di Giovanni Hamerani, si può ammirare la facciata della Basilica Vaticana eretta tra il 1607 e il 1614 da Carlo Maderno sotto il pontificato di Paolo V Borghese (1605-1621). La legenda PORTAE INFERI NON PREVALEBVNT (Le porte dell'inferno non prevarranno), fanno riferimento al fatto che Innocenzo XI fu animatore della "Lega Santa" che portò alla liberazione nel 1683 di Vienna, assediata dai Turchi. Il Papa, mettendo in moto tutta la diplomazia pontificia, cercò di promuovere una grande Lega contro la potenza musulmana, ma riuscì solo a concludere una lega tra Impero e Polonia e ad ottenere contributi in denaro dagli Stati italiani; anche i cardinali si quotarono per ingenti somme e fecero oblazioni perfino delle argenterie personali. Per la guerra ai Turchi, la Camera Apostolica durante il pontificato di Innocenzo XI, inviò all'Imperatore oltre 5 milioni di fiorini. Ecco la piastra e a confronto lo stesso prospetto in un acquaforte del 1724.1 punto
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Non so nulla di minerali, ma ritengo che ogni collezione possa essere interessante. E soprattutto sono contento che sia stata riaperta la discussione. ? Arka Diligite iustitiam1 punto
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Se vuoi, potremmo richiudere la discussione, così avrai modo di riflettere in modo più tranquillo sul da farsi....1 punto
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Buonasera ART, penso che @Agricola sia più preparato di me nel dirti di cosa si tratta. Nel frattempo non ho preso nessuna decisione in merito al taglio... Per tanto tempo da ragazzino ero convinto che fosse un uovo di dinosauro ? Quindi, da un certo punto di vista, mi sembrerebbe di far torto a quel mio io oramai sepolto dai decenni trascorsi ? Però la curiosità gatta rimane anch'essa.1 punto
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Pensi sempre male. Guarda stai sicuro che se continui così il prossimo sarò io a sviluppare una certa antipatia nei tuoi confronti. ?1 punto
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Concordo, qua il focus non è però su academia in generale, ma proprio su letters1 punto
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Dunque com'è andata a finire col geoide? Io ho una piccola collezione di minerali, mi hanno sempre affascinato, ma solo da qualche anno la mia rudimentale, primordiale curiosità inconscia per la geologia ha assunto una certa rilevanza fra i miei interessi. La "lampadina" si è accesa dalla visione di alcuni documentari su Focus, poi ho cominciato a leggere anche qualche libro. Quello che m'interessa molto è la storia della formazione della Terra e l'evoluzione dei continenti, ma mi piace anche lo studio dell'evoluzione geologica di specifici territori.1 punto
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La soluzione che avevo partorito è “Distante totale” con “totale” come sostantivo, ma è giusta senza dubbio la tua, con “fatta” che concorda con “tabella” oltre al senso della frase. Bravo e buona serata anche a te. apollonia1 punto
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di s fatta T: O tale DISFATTA TOTALE Buona serata da Stilicho1 punto
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Lo stesso accade a me. Non mi interessa però essere citato o meno in articoli pubblicati (ammesso che sia vero e non una trappola per invogliare al pagamento), ma solo scaricare di tanto in tanto qualcosa di interessante da consultare.1 punto
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A me, come a tutti quelli che si iscrivono dando l'indirizzo email,per leggere gli articoli pubblicati chiedono soldi scrivendo anche che il mio nome è menzionato in diversi articoli e se voglio leggere questi articoli dove sono nominato devo pagare. Ci sarà senz'altro chi aderisce per sentirsi un illustre letterato , a me non interessa,ricevo on line articoli di Numismatica da parte loro e tanto mi basta. E'un modo come un altro di far cassa con la cultura. Salutoni odjob1 punto
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La moneta in Grecia e a Roma, di R. Cantilena. Libro che però non ho mai letto. In italiano effettivamente non conosco molto...1 punto
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Eccola qui, sono soddisfatto dell acquisto, non penso sia stata reincisa più di tanto, vedo solo tracce di pulitura selvaggia, e la patina mi pare autentica ?1 punto
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Aspetta qua qualcuno ci può esser d'aiuto? @Rocco68 Questi non sono facili da reperire in una condizione ottimale?1 punto
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Ecco un ORRORERARO che come minimo è R2 (se fosse 1622, altrimenti R4 se 1621): è talmente devastato (ma sono tutti così...) che potrebbe essere anche più raro, ma non è decifrabile (almeno per me). Questo, però, data la peculiarità, è in collezione: FILIPPO IV - TORNESE "CORNUCOPIA" Domandina estiva: qualcuno vuole provare a decifrare la data?1 punto
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prenditi i 29 vol. del British, anche in ristampa, si trovano in qualche asta. giamba HBC1 punto
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Buongiorno a tutti, Cristiano il mio I8I0 ha gli assi alla tedesca se ti può essere utile. Saluti Alberto1 punto
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Un sesterzio molto bello, dalla patina davvero affascinante e particolare per le sue tonalità e dalle effigi nitide. Sono stato incuriosito dal rovescio e quindi sono andato un po' a leggere. Il tutto nasce dal mito greco di Demetra (Cerere nella versione latina), dea della fecondità e della fertilità (qui rappresentata con due spighe di grano nella mano destra). Demetra aveva sposato Zeus da cui aveva avuto una figlia, Persefone (Proserpina). Tuttavia, Persefone era stata promessa in sposa ad Ade, il signore degli inferi, che la rapì. Demetra comincò a cercarla disperatamente giorno e notte (ecco la torcia, la fiaccola che tiene in mano) e non trovandola, decise di lasciare l'Olimpo (per protesta, diremmo noi). La terra, quindi si inaridì e cominciò a non produrre più le sue messi; Zeus, vista la gravità della situazione, concesse (in accordo con Ade) che Persefone potesse tornare sulla terra per sei mesi all'anno, tra la primavera e l'autunno. Demetra fu soddisfatta, tornò sull'Olimpo e la terra riprese a rifiorire ciclicamente. Perchè Cerere sulle monete di Adriano? Potrebbe forse essere un richiamo alla sua passione ed ammirazione per la cultura greca di cui era un profondo conoscitore (così come dei suoi luoghi particolari). Non e' escluso, quindi, che gli fossero ben noti i misteri eleusini, celebrati nel tempio proprio di Cerere/Demetra ad Eleusi. Oppure, si tratta semplicemente un richiamo al fatto che sotto il suo regno veniva garantita a tutti prosperità e abbondanza (non so sinceramente se prese provvedimenti specifici in merito all'approvvigionamento granario). O, infine, un richiamo al suo predecessore Traiano, che anche lui aveva fatto coniare monete con Cerere, talora effigiata anche con il modio ai suoi piedi. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Ciao da Stilicho1 punto
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Scusatemi ma sono un ritardatario cronico 2000 lire vaticano del 2000 Una lira 20011 punto
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Grazie tante dell'informazione, ho acquistato subito una copia. Spero arrivi presto per poterlo sfogliare con immenso piacere. Grazie ancora. ???1 punto
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Concordo con Rocco, l'apostrofo sembra una stanghetta verticale ed è quasi equidistante tra la "D" e la "A". Naturalmente dividerò la vincita con Rocco ( se è questa l'anomalia ). ? Buona Serata1 punto
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Gerhard Hirsch Nachfolger > Auction 368 Auction date: 23 September 2021 Lot number: 3020 Lot description: GRIECHISCHE MÜNZEN, ITALIEN, LUKANIEN, METAPONT. Stater. Um 330 v. Chr. AMI Kopf des Leukippos mit korinthischem Helm r. Rs: [META]; Ähre, r. Blatt, darüber Blitz. Johnston, Metapont III, B4.3. SNG COP. 1214. 7.76g, Schöne Tönung. Minimaler Schrötlingsriß. vz-St Ex Roma II, 2011, Los Nr. 22. Die Ähre war das Hauptmotiv der Münzprägung von Metapont und deutet auf die Fruchtbarkeit der Landschaft zwischen den Flüssen Bradanos und Kasuentos hin. Dies trug zum Wohlstand der Stadt bei, der sich nach Strabo auch in der Weihung einer "goldenen Ernte" in Delphi zeigte, wohl in Form von Ähren. Estimate: 5000 EUR1 punto
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Di oggettivo e documentabile oggi purtroppo non è rimasto molto, si contesta qualsiasi cosa, dalla sfericità della terra ai risultati delle partite di calcio, e più la spari grossa più trovi seguaci, figuriamoci poi in politica. Potrei farti un elenco di cose per me oggettive e documentabili che, sono sicuro, non ti troverebbero d'accordo. Io credo che, come CdC, fatte salve le linee guida generali, non si possa far altro di quello che stiamo facendo, valutare di volta in volta, con la consapevolezza che si può anche sbagliare (vedi sopra), ma sempre in un'ottica di neutralità e obiettività.1 punto
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Russia, 10 rubli 2001 Commemorativi del 40° anniversario del volo di Gagarin (12 aprile 1961)1 punto
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Che orrore ! Napoleone finito nelle mani di un pessimo parrucchiere … Scherzi a parte, qui è in molte altre monete mostrate non occorre essere dei geni per capire che i tratti così netti ed avulsi dal contesto del tondello non sono altro che ripassate grossolane. La piastra Fecunditas mostrata da @ilnumismaticoinvece, al netto dell’incisura a bordo collo e delle ritoccate alla capigliatura della regione frontoparietale in effetti è un lavoro certo inaccettabile ma non così immediato da riconoscere che potrebbe tradire un occhio meno esperto ma non per forza del tutto digiuno dalla conoscenza della numismatica . A scanso di equivoci, voglio gridare che la bulinatura e’ uno sfregio e riconoscerla ma accettarla e ‘ un errore culturale ed una dimostrazione di insensibilità artistica che non merita commenti.1 punto
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Forse qui sta la risposta: https://storianumismatica.wordpress.com/2020/10/29/monete-sottopeso/1 punto
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Il CORPUS LUIGINORUM di Maurice Cammarano lo cataloga al n° 100 C (Comune) con Ø 21 mm. ed un peso tra 1,98 e 2,05 g. Altri 3 Luigini del 1669 (da R2 a R4) hanno la parola BONITATIS completa (anziché BONIT) e la riportano al R/ anziché al D/ come nel caso della moneta in oggetto. Esiste, inoltre, catalogato un quinto Luigino del 1669, ma presenta legende completamente diverse.1 punto
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nuovo denaro entrato in collezione che classificherei come Baldassarri VI.a (Variante): presenta infatti il crescente nel I quarto ma la seconda interpunzione del rovescio è posizionata fra la lettera E e la X. Peso: 0,72 grammi Diametro: 16 mm1 punto
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No non è normale. Qui trovi delle informazioni: https://www.erroridiconiazione.com/b-8-coni-mal-posizionati/1 punto
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2019 - Georgia Il dollaro della Georgia, quarto e ultimo del 2019, celebra la creazione dei Trustees' Garden di Savannah, Georgia, all'inizio del '700. Una "innovazione" non prettamente statunitense, poiché gli Stati Uniti non esistevano ancora, e che, a differenza delle due precedenti, universalmente note (chi non ha mai visto una lampadina? ), credo meriti qualche riga di approfondimento A creare il giardino, nel 1734, fu James Edward Oglethorpe (1696 – 1785) fondatore della colonia della Georgia. Nel 1714, lasciato il college, Oglethorpe era entrato nell'esercito del principe Eugenio di Savoia, di cui divenne aiutante di campo, e durante la Guerra austro-turca dal 1716 al 1718 si distinse nei combattimenti contro le truppe dell'Impero ottomano, particolarmente nell'assedio di Belgrado del 1717. Dopo il suo rientro in Inghilterra fu eletto nelle liste dei Tories (i Conservatori, anche oggi al governo) come deputato del Parlamento nel 1722. In tale veste propose la creazione di una colonia nell'America settentrionale che potesse ospitare i poveri debitori insolventi e i protestanti perseguitati nel Continente. La colonia avrebbe dovuto essere costituita fra la Carolina del Sud e la Florida spagnola. Oglethorpe salpò con la nave Anne nel 1732 e giunse 88 giorni dopo a Charleston, sistemandosi nei pressi dell'attuale Savannah in Georgia, il 12 febbraio 1733. Trattò con la tribù pellerossa locale dei Muscogee (Creek) per avere terre a disposizione ed eresse una serie di fortificazioni difensive, fra le quali Fort Federica, i cui resti sono a tutt'oggi visitabili. A Oglethorpe e ai suoi colleghi e soci, riuniti nel Georgia Trust, che divenne il primo organo di governo della colonia (dal 1732 al 1752), fu assegnata un concessione regale per la provincia della Georgia fra il fiume Savannah e l'Altamaha. E fu il Georgia Trust a promuovere, nel 1734, la creazione dei Trustees Garden, il primo orto botanico del Nordamerica. Il giardino di Savannah, della grandezza di circa 10 acri, doveva essere modellato sui giardini botanici di Oxford e Chelsea, ed era anche inteso come stazione di sperimentazione agricola per i prodotti semitropicali, principalmente seta e vino, che la Georgia doveva provvedere ai suoi sponsor inglesi e alla corona. Lo vediamo in una stampa dell'epoca. Le foglie di gelso bianco importato dovevano nutrire i bachi da seta e le viti, sempre importate dovevano produrre uva nobile. Anche altri prodotti semitropicali e mediterranei dovevano essere coltivati, dalle arance ai capperi, dal cotone alle olive. L'obiettivo di questo esperimento non era tanto quello di sviluppare un'economia indigena quanto di utilizzare manodopera locale per fornire le materie prime da trasformare e consumare in Inghilterra. Erano lì per soppiantare le costose importazioni dalla Spagna e da altre aree del Mediterraneo, secondo le politiche mercantiliste delle potenze coloniali del XVIII secolo. La produzione era di grande interesse per Londra, poiché i prodotti in seta e la seta grezza erano popolari tra la popolazione inglese sempre più benestante. Il giardino, come stazione sperimentale, doveva fornire grandi quantità di foglie di gelso fresche durante la primavera alle persone assunte come fabbricanti di seta. Ancora più importante, il giardiniere fiduciario doveva fornire piantine di gelso sufficienti per la distribuzione ai coloni, che erano tenuti a piantare alberi di gelso sui loro appezzamenti come parte delle loro concessioni di terra. Ma la coltura della seta era laboriosa e richiedeva una notevole esperienza e abilità nell'allevare i bachi, che dovevano essere alimentati continuamente durante la primavera, prima di trasformarsi in bozzoli. Gli amministratori quindi fecero arrivare fabbricanti di seta italiani, per insegnare ai coloni il loro commercio. La viticoltura venne promossa in particolare da Philip Miller, capo giardiniere del Physick Garden a Chelsea, ma le viti nobili non prospererarono, nonostante l'abbondanza di uva locale. E difficoltà furono riscontrate anche nella crescita di alberi da frutto, castagni e ulivi importati. Uno dei principali motivi della mancanza di successo fu il clima. Contrariamente alle ipotesi del governanti della colonia e dei loro consulenti, la Georgia non era subtropicale ma soggetta a notevoli sbalzi di temperatura, in particolare all'inizio della primavera. Inoltre, mancava manodopera qualificata. La fabbricazione della seta a Savannah fu assillata dal conflitto costante tra gli esperti italiani e le autorità locali; solo nell'insediamento tedesco di Ebenezer, con il suo governo e la sua economia centralizzati, i bachi da seta furono allevati in modo consistente. Ma sebbene la sericoltura sia riuscita a fornire seta filata per le reti da pesca fino al diciannovesimo secolo, nella colonia non si ottennero né vino, né utili e consistenti raccolti di lino e canapa. Nel corso di un ventennio, visti gli scarsi risultati, il giardino fu abbandonato, e ora solo una targa, simile a quella di tanti altri luoghi storici americani (ne abbiamo mostrate diverse in altre discussioni), lo ricorda, nel luogo in cui sorgeva. Ma ora, a ricordare una storia probabilmente ignota anche a moltissimi americani, arriva anche una moneta Disegnata da Emily Damstra e incisa da Michael Gaudioso, la moneta raffigura una mano che pianta semi nell'iscrizione Trustees 'Garden, da cui cresce una varietà di specie che rappresentano la varietà di piante coltivate nel giardino: una piantina di arancio, sassofrasso, uva, gelso bianco, lino, pesche, olive e un virgulto giovane troppo piccolo per essere identificato. Le iscrizioni UNITED STATES OF AMERICA - TRUSTEES’ GARDEN - GEORGIA, unitamente alle iniziali degli artisit che hanno disegnato e inciso la moneta, completano il tutto. Tiratura di 399.900 esemplari per Philadelphia e 368.475 per Denver, tutti con finitura FDC, mentre a San Francisco sono state coniate 85.839 monete con finitura proof su entrambe le facce. Non conosco, al momento, la tiratura delle monete con finitura proof solo al rovescio. Questa discussione, per ora, termina qui. Nulla ancora si sa delle emissioni del 2020, e la cosa non deve stupire più di tanto, poiché lo scorso anno i dollari furono emessi a partire da settembre, al ritmo di uno al mese fino a dicembre (anche il dollaro inaugurale del 2018 fu emesso a dicembre). Sarà con ogni probabilità così anche quest'anno, e dunque a me non resta che darvi appuntamento all'autunno, ringraziandovi per aver avuto la pazienza di seguirmi fin qui petronius1 punto
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Ciao a tutti! Trovata pochi giorni fa in Francia (non l'ho trovata io "magari ?") le foto le ho reperite online sui social. Non so che altro aggiungere se non fortunato chi l'ha trovata!!! L'unica pecca è che non è in ottime condizioni, probabilmente ha circolato un pochino. Probabilmente la sta piangendo qualcuno questa moneta, ma come dice il detto i soldi non hanno nome.1 punto
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Lui gioco di noi.... ?!? Mi sa che s'è preso in giro lui stesso...1 punto
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