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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/29/21 in Risposte
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Niente di personale ma bisognerebbe "vedere" e non solo "guardare " prima di esprimere giudizi definitivi . Ti sei ,forse,fatto fuorviare dal colore inusuale per un bronzo, ma non impossibile ( le patine ,queste sconosciute...? ). Osservando un po' meglio avresti notato lo stile congruo del dritto ,sia come caratteri della scritta sia come iconografia del volto . Anche il distacco della patina sul bordo evidenzia il bronzo sottostante ,la forma è presumibilmente quella di un sesterzio di "barra" e anche dallo spessore che si intravede si intuisce l'autenticità del pezzo. Le macchie ferrose possono dipendere da molti fattori tra cui la giacitura ,magari con utensili di ferro o la ferrettizzazzione di un suolo ,piuttosto comune nelle pianure del nord Italia. Quanto alla faccina prendila come una "cortesia". Saluti Adelchi.4 punti
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Ciao Raffaele, Ho sempre creduto anche io che fosse l'astina della A quel rilievo obliquo, ma osservando questa Piastra mi sono ricreduto. Sotto la parola GRATIA sembra esserci un'altra GRATIA posizionata più in alto e sul lato destro, quindi la "barretta" altro non è che parte della stessa lettera. Correzione sul conio? Un caro saluto, Rocco.3 punti
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A me non sembra una patacca della perugina,non c'è questa versione! Da cosa lo capisci in modo così sicuro?? Poi peso e diametro corrispondono perfettamente ai sesterzi di Roma! Dovrebbe essere un sesterzio di Commodo, si intravede in basso a sinistra sul D la scritta COMM!! Aspetterei pareri più esperti prima di dichiararla falsa!!3 punti
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In tema di attribuzioni non sempre facili, vale un ricordo il celebre ed estremamente raro (5 esemplari noti ) statere anch'esso con bellissima testa arcaica di oplita con elmo corinzio, che si ipotizza possa essere stato coniato in Kalymna o forse in Aineia . Di nessun aiuto la ben nota provenienza dal Taranto Hoard del 1911 : naturalmente le frazioni viaggiavano più raramente dei moduli maggiori . una buona serata2 punti
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Caro Roberto, su questa affermazione sono un po' in difficoltà a "schierarmi"! Di certo, sia sotto il pontificato di Innocenzo XII, che sotto il successivo di Clemente XI, siamo nel pieno dell'"età d'oro" per quello che riguarda la qualità incisoria e la straordinaria produzione artistica monetaria della numismatica papale, soprattutto per quanto riguarda i grossi moduli argentei, ma non solo. Alla corte di questi due papi hanno infatti lavorato incisori e modellisti di qualità assoluta, quali Giovanni ed Ermenegildo Hamerani, Ferdinand de Saint Urbain e Pietro Paolo Borner, che forse (come già altre volte è stato detto), non è riuscito sempre ad eccellere nelle sue raffigurazioni come gli altri due "colleghi". Posso affermare con relativa certezza che proprio dopo Clemente XI, si inizia ad osservare quel progressivo declino artistico che porterà ad una maggiore standardizzazione iconografica delle tipologie e un assai minor fiorire di rappresentazioni e soggetti, sicuramente conseguenti in parte alla profonda crisi economico-finanziaria dello Stato Pontificio, quindi alle conseguenti riforme monetarie che ad un certo punto hanno visto una assoluta preponderanza della produzione aurea con moduli piccoli che si prestavano meno ad essere "tavolozza" come quelli che fino ad ora abbiamo presentato. Michele2 punti
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Naturalmente, chiunque voglia aggiungere qualcosa è ancora libero di farlo: per quanto mi riguarda, a meno di eclatanti interventi, mi ritengo soddisfatto delle risposte avute. Si tratta di un Tornese "Cornucopia" 1622. Anzi, sono più che soddisfatto: avevo un esemplare R2 e ora mi ritrovo, grazie all'aggiornamento del Magliocca, un R4...2 punti
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Timore che condivido, ahinoi, ed una grave perdita di dati scientifici per il mondo della numismatica antica e dell’archeologia.2 punti
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Buonasera @VALTERI, Per una più completa leggibilità della coppia di conii utilizzati per battere questa moneta (visibile anche la A al dritto) allego foto dell’esemplare pubblicato sul Fischer-Bossert al numero 452 (a), battuta nella vendita Classical Numismatic Group 100/1234 per 4250$, proveniente tra l’altro dalla collezione di Claudius Côte, esitata in asta da Rodolfo Ratto il 28 gennaio 1929 al lotto 165, nonché ex Leu 36/17 e Peus 291/110: https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=293192 Monete coniate su tondelli in genere un poco stretti e con difetti come scivolamento dei conii e con usura del conio di rovescio, vedasi anche gli esemplari ANS 948 e Dewing 148. Difetti che non inficiano la gradevolezza dello stile naturalmente. ANS 948 Dewing 148 Interessante infine notare il fiero balzo della quotazione dell’esemplare in asta Roma XXII/140, che stimata 750£ (875€) e in battuta da una base di 450£ (525€) si confronta con il passaggio precedente nella vendita Bruun Rasmussen 2033/5003 del 16 agosto 2020 dove partiva da una base di circa 168€ per concludere con un hammer di circa 309€. Certamente il mercato che tira ed una platea differente fanno la differenza.2 punti
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Ci sono molti nominali in rame di Filippo IV dove manca l'ultima cifra della data,molto probabilmente per un motivo da imputare all'errato calcolo di misura per la legenda... Ma non è il caso della moneta postata,la data è 1622,l'ultima cifra della data non è subito intuibile ma con un po'di esperienza proprio su questo periodo ci si può arrivare,nel caso fosse veramente impossibile determinare con sicurezza la data allora ci sono altri particolari a cui fare affidamento... Ma ripeto,nell'esemplare postato è chiara la base del 2, personalmente non ho dubbi in merito...2 punti
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Buongiorno a tutti e buona domenica, devo dire che sia le argomentazioni di @El Chupacabra che quelle di @gennydbmoney, sono molto eloquenti, ma propendo per quest'ultimo. Ho provato anche io ad osservare meglio il dettaglio della data, e propendo per il 22. Posto il ritaglio dove vedo i due 22 uno vicino all'altro, intravedo la base. Saluti Alberto2 punti
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Fai caso alle dimensioni (rapportandola alle dita): è troppo grande per essere la solita riproduzione.2 punti
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Ciao Rocco @Rocco68, innanzitutto bellissima la tua Piastra che presenta una patina eccellente. Ma...“Cos'è e come si forma la patina?” E' una questione non facile da affrontare. La formazione della patina è un processo estremamente complesso: la moneta in lega d'argento risente dell'ambiente esterno e delle manipolazioni, in quanto questo metallo è corruttibile e abbastanza malleabile. Le variabili sono innumerevoli e pertanto la formazione della patina non è riproducibile in maniera standard. La base è sempre l'ossidazione superficiale, che si può presentare in molti modi, strettamente legati alla conservazione ed appunto all'ambiente circostante. Pertanto una moneta posta in un luogo umido potrebbe sviluppare velocemente una patina pesante bruno-nerastra. Un'altra, in ambiente secco ed aerato, dopo qualche anno si presenterà con una patina tendente al biondo, più carico in prossimità dei rilievi ( ma non è la regola). In qualche rarissimo caso sarà visibile la cosiddetta “patina iridescente” che però, nella grande maggioranza dei casi, è una patina artefatta ( penso che tutti noi abbiamo presente le forzature con il “fegato di zolfo” o il “metodo dell'uovo”). Grande importanza ha dove si conserva la moneta. Negli anni '60 – '70 erano in commercio degli album con taschine di plastica ( mi sembra in acetato ) che rendevano l'argento macchiato con delle antiestetiche macchie verde brillante ( la moneta non respirava e l'umidità atmosferica faceva il resto). Attualmente gli album con nuovi tipi di plastiche o le capsule non hanno più questi problemi, ma “congelano” le monete senza possibilità che si sviluppi una patina (lo stesso vale per gli orribili “slab”). Come insegna l'esperienza, il metodo migliore per conservare una moneta è un vassoio ricoperto di vero velluto ( non plastica simile al velluto ) posto possibilmente in un monetiere o un cofanetto di legno. Non saprei dire perchè, però la moneta conservata in tale modo, sembra sempre in evoluzione e la patina che si crea è piacevole e naturale. Come rilevato da @QuintoSertorio, logica vorrebbe che il lato rivolto verso l'osservatore patinasse di più rispetto a quello appoggiato sul velluto ( l'aria ha sempre una percentuale di umidità, pulviscolo, fumi etc). Non sempre è così. Io mi sono fatto un'idea (del tutto opinabile): il velluto, soprattutto se di un vassoio di qualche decennio fa, ha comunque assorbito e concentrato degli elementi esterni, che poi rilascia su quel lato della moneta. Devo anche dire che è mia abitudine, ogni tanto, girare le monete proprio per cercare di uniformare la patina. Saluti a Tutti, Beppe2 punti
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Per farvi apprezzare al meglio l'arte incisoria in questi nominali, vi faccio vedere due miei disegni riguardanti un dritto ed un rovescio.2 punti
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Salve a tutti, scrivo questo post per sapere opinioni su questo sesterzio da me comprato da poco. D. Imp. Maximinus Pius Aug R. Victoria Aug Zecca di Roma Ha un peso di 20,86 g è un diametro di 30,41 mm. Aspetto i vostri commenti?1 punto
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Buon giorno a tutti i "lamonetiani". Volevo segnalare il prossimo VI^ convegno filatelico-numismatico di Venezia-Mestre nel giorno 16 ottobre p.v. dalle ore 9.00 alle 18.00 nella consueta collocazione del Novotel di Mestre, immediatamente adiacente all'uscita Castellana della Tangenziale di Mestre. Il lusinghiero successo della manifestazione del 2020, pur conscio della situazione molto particolare che stiamo vivendo, e, visto l’annullamento di tutti i convegni precedenti (adesso sta iniziando la stagione convegnistica) e la lenta ripartenza che si prospetta, mi fa considerare questa edizione ancora come una sfida. Sia alla fine del convegno precedente, sia adesso sto avendo richieste di conferma dell’effettuazione della manifestazione. Che confermo, quindi, in questa sede ed inizio a pubblicizzare oggi. La squadra che mi accompagna è sempre la stessa, collaudata: quindi sia i Circoli Numismatico di Padova e quello Filatelico-Numismatico di Noale, oltre che Andrea Melchioretto, fresco Responsabile Comunicazione e Social della NIP (https://numismaticinip.it/segreteria), che coordinerà la parallela sessione culturale-divulgativa. Al momento ci sono in programma tre memorie, contando di ampliarle, il dettaglio e l’ufficializzazione verrà fatta convenientemente in anticipo e quando avremo il panel certo di tutti i relatori. Ovviamente vi sarà da sottostare ai protocolli previsti, confidando in una definizione chiara delle modalità da parte del legislatore. Allego a tal proposito locandina dell'evento. Come sempre la lista dei partecipanti la redigerò poco prima. Sempre a disposizione. Stefano Palma – alias Sivis1 punto
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Continuando nelle mie ricerche sulla monetazione bizantina, sono stato incuriosito dalla ritrattistica di Costantino IX Monomaco. Infatti in un periodo dove i ritratti sono molto schematici, questo basileus presenta più di un ritratto e di notevole stile. Purtroppo non sono bravo con le immagini (magari poi qualcuno mi aiuterà) e quindi per adesso posso solo invitarVi ad andare sul sito acsearch e cliccare Sear 1828 o Sear 1829 o Sear 1830 o, infine, Sear 1831per poter vedere le immagini. Cominciando dal primo ritratto (Sear 1828) possiamo notare il busto di Costantino IX che indossa una corona e il loros appoggiato sulle spalle e arrotolato intorno al busto come una stola (vedi il post nella discussione sui simboli nella stessa sezione). Nella mano destra il basileus stringe una lunga croce cruciforme e nella sinistra tiene un globo con sopra una croce patriarcale. Questo ritratto presenta una variante (Sear 1828 A) dove sopra il globo, oltre alla croce, è presente anche un crescente. Molto simile è il ritratto classificato come Sear 1829. La differenza è che nella mano destra questa volta c'è un labaro e che sul globo spicca una croce latina al posto di quella patriarcale. Notevole invece il cambiamento nel ritratto successivo (Sear 1830) soprattutto nella veste. Infatti il loros (se ancora di lui si tratta) non è più rappresentato in forma di stola, ma è proprio una veste da cui spunta la corazza. Ritorna una lunga croce nella mano destra e la croce sul globo è formata da quattro punti. Ma il più interessante, a mio avviso, ritratto è quello classificato come Sear 1831 che presenta due comete (o stelle) ai lati. La veste ricorda molto le vesti tardoimperiali con un mantello chiuso da un gioiello indossato sopra la corazza. A dare una maggiore impressione di ritratto militare, il basileus, oltre al solito globo crucigero, questa volta tiene una spada. Il tutto espresso in uno stile molto elegante. Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensate. Arka1 punto
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Cari Lamonetiani, buongiorno. Oggi voglio sottoporvi una moneta in mio possesso da tempo immemore che qualche giorno fa ho postato "per stare al gioco" nella simpatica discussione "Il museo degli orrori" inserita nella sezione "La piazzetta del numismatico". Del Reame colleziono unicamente le Piastre di Ferdinando II (qualcuno di voi le ricorderà in qualche discussione proprio in questa sezione). La moneta in oggetto, tempo addietro, fu periziata come Tornese "Cornucopia" 1622 sostanzialmente perché - viste le misere condizioni proprio della data - presentava il millesimo solo al D/ e quindi, per deduzione, doveva trattarsi di quell'anno perché i 1621 conosciuti (peraltro in pochissimi esemplari tutti R4 o R5) presentano la data solo al R/. Ora però, grazie proprio alla discussione dell'esimio @caravelle82 ho ripreso lo studio di questo consunto tondello perché il dubbio che sia un '21 mi è rimasto e si è rinforzato. A occhio nudo non riesco a individuare la forma del 2 finale, ma percepisco un breve tratto verticale. Qui sotto vi posto la foto presentata per l'occasione nel discussione dianzi detta dove i colori sono stati "forzati" per aumentare la visibilità dei rilievi senza però, sottolinearli con tratti aggiuntivi: Come potete vedere, la data è abbastanza leggibile nelle prime tre cifre "162...", mentre per l'ultima possiamo solo notare due "punti" allineati (che sembrano formare un tratto) e che non è visibile né l'arco superiore né il tratto orizzontale della base di un eventuale secondo "2". Mi rendo conto che Vi chiedo di giudicare da una foto e che quindi qualcuno può storcere il naso sull'emettere qualsiasi giudizio: Vi prego solo di considerare che le foto sono state fatte tramite stativo e con una camera EOS 500D, quindi con un minimo di accuratezza. Sollevato il dubbio, ho proceduto a rifare le foto con luce radente da più direzioni (le frecce gialle indicano la provenienza dell'illuminazione) e ho solo schiarito un poco l'immagine per renderla più leggibile. La figura 1 è praticamente la stessa della precedente, mentre la figura 2 si presenta ruotata di 90° presentando un cambiamento di luce interessante dove, a mio avviso, l'1 ipotizzato sembra più evidente (anche qui i segni di un eventuale 2 non appaiono). Nella figura A evidenzio la possibile intrpretazione dei rilievi, mentre nella figura B riporto l'immagine del millesimo 1622 per confronto (tratto dal catalogo "La Moneta"). Un'ulteriore rotazione (figura 3) porta - sempre a mio avviso - ad una ancor maggior evidenza del numero 1 che sembra "coprire" col proprio rilievo, grazie alla modificata illuminazione, in parte il numero 2 altrimenti ben visibile nelle precedenti immagini: Ora Vi chiedo, in via del tutto ipotetica perché stiamo ragionando sul delle immagini e non sul tondello anche se sembrano riprodurre fedelmente la moneta, potrebbe trattrsi di un inedito 1621? Ricordo che i Tornesi 1621 sono assai rari e quindi non è detto che i pochi conosciuti esauriscano tutte le varianti di un conio martello, anzi sembra più facile reperire una variante non censita che trovarne uno uguale ad un altro... a Voi l'ardua sentenza.1 punto
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Ciao Roberto @RobertoRomano, visto che ne hai fatto un accenno nel tuo post, presentiamo anche queste due monete: Clemente XI (1700-1720), MEZZA PIASTRA (Munt 53), al R/ la veduta del Pantheon con i due campanili. Questa moneta è un vero e proprio documento storico. Infatti, durante il pontificato di Urbano VIII il grande Bernini ebbe l'incarico di dotare il Pantheon di due campanili. L'opera fu eseguita, ma non ebbe successo. Non piacque, e il popolo romano, impietoso, soprannominò quei campanili le "orecchie d'asino" tanto sembravano brutti e inadeguati e in contrasto con l’architettura classica che caratterizzava l’intero edificio. Questa definizione "orecchie d'asino" fu sfruttata dal Borromini per offendere il suo rivale. Raccontano infatti le cronache del tempo che, per rimarcare il fallimento, Borromini avrebbe fatto scolpire due orecchie d'asino sul palazzo davanti al quale abitava il grande Gian Lorenzo. I campanili furono demoliti dopo l'Unità d'Italia, nel 1883. La legenda al R/ DILEXI DECOREM DOMVS TVAE, tratta dal Salmo XXV, 8 si traduce in "ho amato la bellezza della tua casa" con riferimento al Pantheon, nella veste di Basilica di Santa Maria ad Martyres. A confronto, come di consueto, la moneta ed alcune rappresentazioni d'epoca del Pantheon. In ordine, un'acquaforte del 1761 (Piranesi), un'acquatinta del 1820 (Abbott) e infine un acquarello del 1836 (Alt) nel quale si può ben vedere l'obelisco antistante, protagonista della prossima moneta...1 punto
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La differenza e'che nel 96 la data è solo al dritto mentre nel 99 la data è presente sia al dritto che al rovescio...1 punto
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Sarebbe un’ottimo acquisto.. Ecco il ritaglio. ( Ho evitato di pubblicare la foto in quanto, dai riferimenti della stessa, ho capito che si trova in collezione privata.. )1 punto
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Sono tornato da poco dal supermarket con un cent delle Bermuda. E' grande esattamente come un 2 eurocent ma leggermente meno spesso.1 punto
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Ciao @Rocco68, dalla foto non si capisce se la macchia è sporco "centenario", oppure dovuta ad un agente estraneo che abbia scurito quella parte. Puoi appurarlo passando il pollice sulla macchia: se è sporco hai una sensazione di unto ed incontri una certa resistenza. In questo caso la metterei a bagno in acqua calda e sapone neutro ( scaglie di Sapone di Marsiglia) e la lascerei riposare per una decina di giorni. Poi passerei sulla macchia un panno in microfibra ( quello x pulire gli occhiali). Se invece ( come penso ) è una macchia di solfuro d'argento puoi provare con l'acido Citrico ( spremi un mezzo limone e filtralo con una garza ) usando delicatamente un cotton fioc immerso nel succo. Il metodo migliore è, a mio parere, il metodo del foglio di alluminio e Bicarbonato di Sodio, però non è possibile farlo solo su una parte della moneta. Ciao Beppe1 punto
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A questo punto potremmo classificarlo come; ”Magliocca 96” con un grado dì rarità R4, giusto @gennydbmoney ?1 punto
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Buongiorno. Ci provo io; mi sono tenuto un po’ più distante dal contorno reale della cifra in modo da poterla valutare meglio.1 punto
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Ciao,volevo fare una piccola considerazione per quel che riguarda una discussione di ieri che è stata chiusa questa mattina dal CdC. ( Greche in argento).Sono iscritto al forum da circa tre mesi e devo dire che per fortuna questa cosa è capitata poche volte ma,e qui vengo al mio pensiero, dovremmo impegnarci tutti affinché questo non accada più. Secondo me non è una cosa impossibile da farsi: educazione e rispetto da parte di chi fa richieste agli esperti del forum(che gentilmente mettono a nostra disposizione il loro sapere in maniera gratuita) ed anche un po meno permalosita' da parte di alcuni che intervengono nelle discussioni a volte anche sopra le righe mi dispiace dirlo. Quando una discussione sul forum viene chiusa ricordatevi che non c'è mai un vincitore ed un vinto, uno che ha ragione ed un altro che ha torto,ma perdiamo dal punto di vista numismatico tutti quanti! Questo ovviamente é un mio pensiero che ci tenevo ad esternare e a farvi conoscere, ovviamente senza polemiche verso niente e nessuno?. Alla prossima ed a tutti noi ad maiora semper. ANTONIO1 punto
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Grazie @Stilicho, mi hai fatto capire come distinguere una drappeggiata da una drappeggiata e corazzata, mi mancava assolutamente!! Grazie mille Crine1 punto
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Buon giorno a tutti, Ciao Rocco, si, ora che mi ci fai riflettere potrebbe essere. Si nota benissimo sotto la R, forse si stava andando a punzonare troppo in alto e subito hanno rettificato...c'è uno spazio anche più evidente tra la R e la A, una "curvatura" più aperta... A questo punto potrebbe essere una V capovolta ribattuta.1 punto
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Ciao Rocco,ciao a tutti? Guardando la moneta e leggendo attentamente cosa hai scritto mi sento proprio di concordare!1 punto
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Ma figurati... chi lo vende non mi interessa minimamente, sono solo affari tuoi. Il prezzo mi serviva per fare confronti in giro. Se guardi in giro per circa 100€, da venditori professionali, si trovano monete messe molto meglio di questa. ? Ti saluto e ti auguro una buona domenica. Ave! Quintus1 punto
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Scusa ma hai aperto 3 discussioni identiche. Tra l'altro nella prima aperta già ti avevano risposto: https://www.lamoneta.it/topic/201005-che-moneta-è/ @CdC1 punto
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Ciao Michele @Zenzero, purtroppo fino a domani(spero) non riesco a consultare il Baldassarri ma si tratta sicuramente di un sesino A.X.1 , quello che sembra un segno di zecca dovrebbe però essere un tratto del nimbo della vergine, peccato che non si veda il vero segno che dovrebbe essere un po più in basso perché la vera rarità poteva proprio essere quella, domani ti do un mio parere. Intanto dai un'occhiata a questa discussione sui miei due esemplari dove fortunatamente è intervenuta anche Monica Baldassarri, un ? a tutti e a presto.https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&url=https://www.lamoneta.it/topic/129868-sesino-pisa/&ved=2ahUKEwiG2ZWG09TyAhUS3qQKHVImD6kQFnoECAMQAQ&usg=AOvVaw2h5fl9p8nkwOXcuKN6z1_n1 punto
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Non sono mai stato a Cipro ma quella situazione la conosco piuttosto bene. Per quanto mi riguarda, pur essendo ancora "nel mezzo del cammin di nostra vita" credo che un mondo felice e senza frontiere sia fuori dalle possibilità dell'umanità, almeno dell'epoca attuale. Quella europea è una parziale eccezione che ci è stata concessa e che ritengo importante tutelare finchè si potrà, per quel che si può. Comunque Cipro è uno di quei posti particolarmente interessanti che prima o poi dovrò vedere.1 punto
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E mi raccomando, anche se è del 1982 non mangiartelo. (da Wikipedia): "ll metallo zinco, un componente principale dei cent fatti dopo il 1982, è tossico se ingerito in grosse quantità. Inghiottire o leccare un penny, che è composto al 97,5% di zinco, può causare danni all'epitelio dello stomaco a causa della grande solubilità dell'ione zinco nell'acidità dei succhi gastrici."1 punto
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Un'altro indizio potrebbe essere la posizione del numerale "IIII"del Re,nel 1621 parte dal centro della testa del Re per scendere verso la nuca, mentre nel 1622 di trova perfettamente al centro sopra la testa del Re,questo perché nei 1621 il nome del Re è trascritto in PHILIPPVS,mentre nel 1622 è trascritto in PHILIPP, quindi essendo più corto il nome il numerale rimane più arretrato... Ci sono comunque esemplari per il 1622 con nome PHILIPPVS,e altri esemplari senza data al rovescio,ma comunque,secondo il CNI,il 1621 è solo con PHILIPPVS e con data anche al rovescio divisa dalla cornucopia,quindi se consideriamo la posizione del numerale del Re nel tuo esemplare,e che non porta la data al rovescio allora si può affermare con un certo margine di sicurezza che il tuo esemplare è un 1622...1 punto
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Stati Uniti d'America - Quarter "State" Dollar 2002 - Mississippi La nuova bandiera del Mississippi, di recentissima istituzione e che sostituisce quella in vigore dal 1894, con al centro il fiore di magnolia simbolo tradizionale dello stato, contornato in basso dal motto "Confidiamo in Dio", ai lati dalle 20 stelle a 5 punte a simboleggiare che è il ventesimo stato ad aderire all'unione, sul cui culmine una stella dorata a ricordo dei Nativi Americani che vivevano nel territorio prima della colonizzazione degli europei.1 punto
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Io, per esempio, come commerciante, ho deciso di non andarci. I rischi sono maggiori dei benefici1 punto
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Buongiorno a tutti, @Rocco68 spinto dalla curiosità ho fatto delle ricerche e mi sono imbattuto in un esemplare di cui non posso postare foto perché non autorizzato. Ma riporto la leggenda al diritto, credo possa essere di aiuto per lo studio in corso. ? +FEDERICVS: DEI:GRA o REX o SI:I:V Saluti Alberto1 punto
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Thailandia, 10 baht 2002 Commemorativa del 75° compleanno del Re Rama IX°, Bhumibol Adulyadej (1927 - 2016)1 punto
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Ares ascolta mi hai frainteso alla grande. Non è nel mio stile provocare,esser scortesi ecc.,chi mi conosce sul forum lo sa. Mi spiego meglio,la conta 1-2-3 era una mia battuta ,era riferita alla "conta" che avrebbe fatto il perito per non esprimersi. Ok? Era na battuta. Spero di essermi spiegato ora?1 punto
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Argomento molto interessante! Vorrei proporre qualche osservazione: Sear 1828: Costantino IX indossa il loros lungo e incrociato di tipo antico e sembrerebbe essere l'ultima testimonianza sulle monete di questa tipologia. Molto particolare lo scettro nella mando destra: si tratta di uno scettro con "croce fiorita", ornamento molto diffuso nell'arte bizantina e pure sulle monete, come su questo follis anonimo di Niceforo III http://www.acsearch.info/record.html?id=460826 e, al contempo, utilizzato dai sovrani della Georgia come mostra questo magnifico sigillo di Maria di Alania, sposa di Michele VII, di Niceforo III e c'è chi dice amante di Alessio I http://www.acsearch.info/record.html?id=1452 La moneta di Costantino IX è l'unica moneta bizantina con questo scettro. Sear 1829: Stesso discorso sul loros. Sear 1830: Ora Costantino IX indossa il loros "semplificato", introdotto sulle monete auree ai tempi di Costantino VII: http://www.acsearch.info/record.html?id=424096 Sera 1831: Questa volta Costantino IX porta la clamide e l'attributo militare della spada potrebbe alludere alle vittorie dell'Imperatore che, sebbene poco propenso alla guerra, all'inzio del suo regno riuscì a soffocare i tentativi di rivolta degli usurpatori Giorgio Maniace e Leone Tornicio. Le due stelle potrebbero invece riferirsi all'avvistamento di un corpo celeste nel 1054. Infine, segnalo questo bel ritratto di Costantino IX da un mosaico della Santa Sofia: http://www.britannica.com/EBchecked/media/148233/Constantine-IX-Monomachus-detail-of-a-12th-century-votive-mosaic1 punto
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