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Buongiorno, @VALTERI, un ringraziamento profondo per lo spunto che offre questo tua discussione. Prima di arrivare al nocciolo della questione un piccolo riepilogo su questa ristretta emissione di didracmi akragantini di fine V secolo a.C. : La professoressa Westermark in The coinage of Akragas nota tre conii di dritto ed uno solo di rovescio: al numero 601 (O1-R1) come l’esemplare Franke-Hirmer, al numero 602 (O1’-R1, dritto reinciso) come gli esemplari NAC 13/262 e Gulbenkian 165, infine al numero 603 (O2-R1) abbiamo l’aquila rivolta a sinistra. L’esemplare in asta Leu non proviene da nessuno dei sopra citati conii, mi sorprende che la casa d’aste non se ne sia accorta. Alcune caratteristiche che evidenzio nelle foto sottostanti sono differenti sia per il dritto che per il rovescio: al dritto le zampe dell’aquila sono differenti, così la parte inferiore del piumaggio dell’ala sinistra (laddove raggiunge il corpo del rapace) e poi anche buona parte del corpo del serpente, nella parte inferiore delle spire che formano un “8” è più allungata e grande, ad esempio. Sembrerebbe dunque una ulteriore reincisione. Al rovescio il granchio è completamente differente nelle zampe e la loro apertura, nelle chele e la foglia (con picciolo), nel carapace ed i suoi particolari. Assai simile ma non uguale mi sembra la cernia. Tali differenze non sono dovute alla ribattitura su un diverso sottotipo o allo scivolamento di conio che sdoppia la sagoma delle zampe di sinistra del granchio. Parrebbe quindi un nuovo conio e non uno reinciso? Potremmo classificare l’esemplare Leu come Westermark 602A (O1’’-R2) quindi? Curioso infine che anche la professoressa Westermark ignorasse l’esemplare dell’asta Leu. Nelle immagini la prima di ogni serie è dell’esemplare Leu (Westermark 602A ?), la seconda dell’esemplare Franke-Hirmer (Westermark 601) e la terza dell’esemplare ex Moretti, NAC 13/262 (Westermark 602). Zampe dell’aquila e spire del serpente: Ala e piume dell’aquila: Carapace e zampe del granchio: Chele del granchio e foglia (con picciolo): Mi piacerebbe sentire le opinioni di tutti, ma in particolare mi interessa qualche particolare di natura tecnica sugli interventi di reincisione, Giovanni @gionnysicilypuò sicuramente essere illuminante in merito.5 punti
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Buongiorno a Tutti , per la mia Napoletana di oggi vi propongo un bel quadretto di Publiche di Ferdinando IV. A parte il millesimo ognuna si presenta diversa dalle altre per qualche particolare, ci sarebbe da sbizzarrirsi a collezionarle. Tu Rocco @Rocco68 ne sai qualcosa, ma anche Cristiano @Asclepia se non sbaglio non disdegna questa tipologica. Saluti Alberto5 punti
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Ulteriore contributo con la mia cinquina di Filippo II di Spagna. Dovrebbe riferirsi al n. 89 del Magliocca. Peso gr. 0,67. Diametro mm. 14,50 Domenico4 punti
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Sapevano o non sapevano? Scopro questa discussione con l’ultimo intervento di @ARES III (stupenda moneta barbarica, comunque). Vi allego le foto di un aureo di Diocleziano. In questo caso, non bisognava fare il viaggio in Ucraina, nemmeno recarsi sul sito di aste ucraino. Venduto nel 2014 da una casa d’aste polacca: https://www.acsearch.info/search.html?id=1869892 E nel 2016 dalla Fruhwald poi dalla Numismatik Naumann, sempre con il buco: https://www.acsearch.info/search.html?id=3104461 https://www.acsearch.info/search.html?id=3247164 E ricompare come nuovo dopo qualche lavoretto eseguito da una mano esperta:3 punti
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Ciao a tutti. Sono un collezionista dalla Cina. È il più costoso della mia collezione. Bellissime le monete di Vittorio Emanuele III. Ho la maggior parte delle monete in circolazione di questo periodo.2 punti
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Massimino il Trace Gaio Giulio Vero Massimino (in latino Gaius Iulius Verus Maximinus, nato in Tracia nel 173 circa e morto ad Aquileia Romana il 10 maggio 238), meglio noto come Massimino il Trace (Maximinus Thrax), è stato imperatore romano dal 235 alla sua morte nel 238. Fu il primo barbaro a raggiungere la porpora imperiale, grazie al solo consenso delle legioni, essendo nato senza la cittadinanza romana e senza essere neppure senatore. Fu anche il primo imperatore a non aver mai messo piede a Roma, in quanto trascorse i suoi tre anni di regno impegnato in vittoriose campagne militari. Egli fu anche il primo imperatore-soldato del III secolo. Il suo governo viene ritenuto dagli storici un vero momento di svolta della storia imperiale (anarchia militare). Massimino, da vero soldato qual era, ottenne successi militari sia lungo il fronte renano sia danubiano, dove sconfisse prima gli Alemanni e poi i Sarmati della piana del Tibisco. Massimino impose un durissimo prelievo fiscale per finanziare l'esercito e s'inimicò sia il Senato sia le élite delle città. La rivolta contro di lui partì dall'Africa, dove proprietari e coloni si ribellarono e venne acclamato Augusto il proconsole d'Africa Gordiano I che associò al potere il figlio (Gordiano II) venendo quindi riconosciuto dal senato. La rivolta fu domata dalle truppe di Massimino e i due Gordiani furono eliminati. Nel 238, però, Massimino venne infine ucciso dai suoi stessi soldati mentre assediava Aquileia nel tentativo di raggiungere Roma. Massimino fu anche uno degli uomini più alti della storia umana, misurando tra i 239 e 248 cm circa. Massimino il Trace (235-238) Valore nominale: Denario Zecca: Roma Officina: 2 Anno: Aprile-dicembre 235 Diritto: . IMP MAXIMINVS PIVS AVG (Imperator Maximinus Pius Augustus) . Busto laureato, drappeggiato e corazzato a destra visto di 3/4 da dietro Rovescio: . FIDES MILITVM (Fides Militum) . Fides drappeggiata stante a sinistra, tiene due stendardi (signa) Campo: Esergo: Conservazione: qSPL Rarita': Metallo: Argento Peso: 3.64 gr Diametro: 17.00 mm Riferimenti/Link: RIC 7a, Cohen 7, BMC/RE 58 Note: Nonostante il mio interesse, negli ultimi tempi, sia orientato soprattutto verso i sesterzi ho in collezione anche qualche piccolo argento. Questo denario di Massimino, pur essendo una moneta alquanto comune, mi piace tantissimo. Ottima la conservazione ed un ritratto veramente molto bello, spesso in altre monete sembra "Nonna Abelarda". ? Voi che ne dite? Ave! Quintus2 punti
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Il lobo, più che appuntito a me sembra usurato assai, quello del naso è forse un effetto di luce, in ogni caso non è significativo. Della D ti ha già detto l'amico @nikita_. Ammesso e non concesso che sia una barretta, non risulta indicata tra le varianti più comuni, che contemplano essenzialmente doppie battiture di conio in varie parti della moneta (legende, data e marchio di zecca in particolare) e i famosi accented hair https://usa-coins.collectorsonline.org/moneta/US-12SD/8 riscontrabili però solo sulle monete proof, e non è questo il caso. Sempre nell'ipotesi che possa essere una variante, il fatto che non sia contemplata tra le più comuni non significa affatto che sia rara, e di conseguenza, di valore (perché immagino sia questo, in ultima analisi, che interessa al tuo amico ). Al contrario, poiché è improbabile che su 156 milioni di monete coniate a Denver nel '64 questa barretta sia solo sulla tua, e ancor più improbabile che in tutti questi anni sia sfuggita alla maniacale attenzione dei collezionisti americani, la conclusione è che, se anche si trattasse di una variante, non sarebbe considerata significativa e degna di nota. Alla fine, a mio parere, rimane solo una moneta comune e molto usurata, che vale per l'argento che contiene. petronius2 punti
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GRIGNASCO (NO) CENTENARIO 1886-1986 DELLA SOCIETA' OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO2 punti
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Se il peso è quello che ci hai comunicato.....il discorso è chiuso. Comunque molte cose non convincono.2 punti
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Ciao, interessante... partiamo dalle cose banali da escludere: sei certo della precisione della tua bilancia? Altra cosa: sicuro che il materiale sia argento? Dall'aspetto sembrerebbe piombo o stagno... Michele2 punti
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Ehhh vedessi in certe discussioni cosa posta ... Lí fa spaventare al contrario??? @jaconico2 punti
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Grazie! È davvero degna di essere horror però come già detto alla fine 3 euro non mi pesavano e poi non so perché queste banconote d’occupazione molto grandi mi affascinano Anche se vissute. Dettaglio che ho imparato oggi grazie a questa banconota, credo sia una delle poche che in filigrana ha il re rappresentato. Ps. Il cartello informativo è attaccato su uno vecchio dove c’è scritto 130 euro, ovviamente non è riferito a questa banconota ?2 punti
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Bella discussione, alla quale vorrei contribuire anche io. Il tempio cosiddetto di Romolo nel foro doveva essere quasi certamente dedicato ad altre divinità (forse ai Penati, come è stato già ricordato, oppure ai Dioscuri e Giove Statore, come sostenuto da altri) o avere un'altra funzione che non ci è nota. Gli studiosi moderni avevano tuttavia inizialmente ipotizzato che fosse stato intitolato a Romolo, il figlio di Massenzio, non tanto per le effigi monetali ma in virtù della documentazione sulla toponomastica del foro che attestava l'esistenza proprio di un tempio di Romolo. Tuttavia, prima del IX sec., nel foro è documentata solo la presenza del tempio di Roma (e Venere), ovvero quello costruito da Adriano, ma mai quello di Romolo. Approfondendo ulteriormente lo studio della toponomastica del foro, in tempi recenti è stato in seguito ben dimostrato, con argomenti convincenti, che in realtà il nome Templum Romae (quello appunto di Venere e Roma) si sarebbe corrotto in età medievale perdendo in principio la cointestazione a Venere (che evidentemente non piaceva ai cristiani) e poi divenendo Romuli proprio dal IX sec. Inoltre, erroneamente, con tale nominazione si volle identificare non da subito il nostro tempietto circolare, ma la vicina basilica di Massenzio (la si indicava come il tempio di Romolo "accostato alla Chiesa dei santi Cosma e Damiano" nei testi medievali). Nel Rinascimento fu fatta ulteriore confusione: la basilica di Massenzio divenne il Templum Pacis mentre come tempio di Romolo fu identificato l'edificio di forma rettangolare corrispondente alla chiesa dei santi Cosma e Damiano, e quindi non ancora il nostro tempietto circolare che gli era adiacente ma sul retro. Infine fu Luigi Canina, verso la metà dell'800, a ricollegare le varie fonti toponomastiche che attestavano il tempio di Romolo nel foro di periodo rinascimentale con le effigi monetali dedicate a Romolo, figlio di Massenzio, con sul retro un edificio a pianta circolare, identificando quest'ultimo con quello appunto adiacente alla chiesa dei santi Cosma e Damiano. Questo è, in definitiva, l'enorme ed intricato equivoco che ci siamo portati dietro fino ai nostri tempi sull'identificazione dell'edificio come quello del Divo Romolo, quando in realtà nel foro non è mai esistito alcun edificio dedicato ad un qualsivoglia Romolo. Riguardo all'ambito numismatico, l'ipotesi che ritengo più plausibile, tra quelle avanzate dagli studiosi, è che tutti i vari e variegati edifici circolari rappresentati sui rovesci dei vari imperatori tetrarchici a cui è stata concessa l'apoteosi (Costanzo, che fu il primo a presentare l'iconografia, Massimiano, Galerio e anche il nostro Romolo) abbiano una funzione meramente simbolica e non rappresentino alcun specifico edificio esistente (nemmeno quello sull'Appia). Nel dettaglio i rovesci di Romolo presentano 4 tipologie iconografiche diversi di templi, a loro volta suddivisibili, contando altre specifiche differenze, in altri sottogruppi (per un totale di almeno 13 sottogruppi). Mi sembra impossibile che una tale varietà iconografica possa identificare uno specifico monumento. Più in generale, concordo con chi sostiene che la tipologia dell'edificio circolare tipica dei mausolei, adottata su questi rovesci commemorativi, avesse la sola funzione di alludere al trapasso del defunto.2 punti
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Buonasera a tutti! Vi presento il mio ultimo acquisto: 1 Grano del Regno di Sicilia, sovrano Carlo II d'Asburgo, anno 1699. Dopo la "fissa" iniziale con le monete Regno delle Due Sicilie (fissa che comunque non mi passerà ) ho deciso di "allargarmi" anche ad altri periodi storici che riguardano il Mezzogiorno d'Italia. Un parere/valutazione su questa moneta? Scusatemi per le solite pessime foto2 punti
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Oltreoceano si sta discutendo molto per un presunto scandalo venuto alla luce da poco. Nella prossima CNG battuta sono stati ritirati 8 aurei del terzo secolo e la cosa potrebbe essere la punta dell'iceberg? In pratica sembra che più di 250 aurei di questo periodo siano stati in origine delle monete bucate, poi riparate in maniera esperta e pressoché perfetta chiudendo i buchi e infine rivendute nelle maggiori aste internazionali senza menzione dei restauri. Finora sarebbero stati rintracciati esemplari con questo tipo di problematica in alcune delle maggiori aste tipo CNG, NAC, Heritage, Leu, Kuenker, Rauch, Naumann e altre (non ho verificato tutte le presenze ma riporto quanto scritto da Murphy su internet). La cosa è diventata evidente in quanto molte delle monete provengono dell'Ucraina e sono state vendute su un sito di aste ucraino, per cui si son potute in questo modo rintracciare molte delle immagini delle monete bucate come vendute originariamente sul sito ucraino. Pare che gli aurei bucati siano piuttosto comuni per la seconda metà del terzo secolo soprattutto in regioni barbarizzate dell'Est Europa che riutilizzavano gli aurei come gioiello, si ipotizza pertanto un ritrovamento di un grosso gruzzolo in quelle regioni. Sembra anche che chi ripara le monete possa essere un'unica persona/gruppo. Non si hanno ancora tutte le informazioni perché le case d'aste stanno decidendo il da farsi anche dal punto di vista legale credo, pare che Heritage intanto stia contattando i clienti che hanno comprato le monete rattoppate senza saperlo. Barry Murphy di NGC è una delle prime persone che han permesso di scoprire il problema (probabilmente in fase di slab) e si è speso per identificare altre monete di questo gruppo. Uno dei problemi al momento è che in alcune di queste monete la chiusura del buco non è evidente neanche ad un'osservazione al microscopio tanto è ben fatta, per cui stan cercando di capire se c'è qualche esame specifico che possa aiutare a evidenziare senza dubbio i buchi riempiti. Pubblico qui un pò delle foto che girano, immagino ce ne saranno altre e spero ci sarà la volontà magari anche per un comunicato ufficiale più avanti quando ci saranno più elementi.1 punto
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Passerà il prossimo 23 Ottobre in asta LEU 8 al lotto 17, un piuttosto raro didrammo di Agrigento nel tipo con aquila e serpente / granchio con cernia . Unisco di questa bella moneta. l'esemplare passato nel 1998 in NAC 13 n. 262 ed il superbo esemplare pubblicato nel 1972 in Franke-Hirmer tav. 65 n. 182 .1 punto
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Bello... ma contrariamente a quanto verrebbe naturale, il nome è Ranieri, e il cognome Zeno1 punto
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Basta qualche minuto prima delle 10. Di seguito, alle 10 precise ti verrà assegnata casualmente una posizione in coda. Quando sarà il tuo momento verrai reindirizzato sul sito per l’acquisto.1 punto
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A suo tempo prima di cederle mi ero conservato una scansione di fronte e retro, non sono proprio degli orrori, ma obbrobri sicuramente1 punto
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Se l'hai acquistata per buona ( con relativo prezzo giusto per la tipologia, NON il prezzo giusto per te....) è meglio restituirla... saluti TIBERIVS1 punto
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Credo che sul Falso non ci siano molti dubbi ma in foto il dubbio è la regola. Sicuramente foto migliori aiuterebbero a chiarire ma come chi mi ha preceduto gli indizi sono tutti per il falso.1 punto
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Non mi pronuncio sull'autenticità o meno, ma sono convinto che monete del genere vadano acquistate solo se periziate (e da perito conosciuto), o se si è abbastanza esperti da poter fare a meno della perizia, essendo in grado di valutarne autonomamente autenticità e conservazione. Se il tuo caso è il secondo @Ranbel, vai pure a vedere la moneta e poi decidi, altrimenti, se la moneta non è periziata da qualcuno che conosci (anche solo di fama) e di cui ti fidi, meglio lasciar perdere. petronius1 punto
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Ciao a tutti, oggi 4 ottobre è la ricorrenza di San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia e figura chiave non solo per la storia della Chiesa. Relativamente all'agiografia del "poverello d'Assisi" nato nel 1181 (o 1182), morto il 3 ottobre 1226 e canonizzato il 16 luglio 1228 da papa Gregorio IX, moltissimo è stato detto e scritto, proprio per il rilievo che questo frate ha avuto e continua ad avere tuttora a distanza di 800 anni circa dalla sua morte. In questa sede tuttavia volevo soffermarmi sulla rappresentazione in moneta di san Francesco, partendo dalla monetazione papale per arrivare tuttavia anche al di fuori dello Stato Pontificio. Nella mia ricerca ho rilevato che San Francesco, fondatore dell'Ordine Francescano, pur essendo come detto figura ecclesiastica di assoluta importanza, trova invero assai poco spazio nella iconografia della monetazione papale, e viene maggiormente rappresentato su altre monete, come avremo modo di vedere. Partiamo tuttavia, proprio dalla monetazione pontificia con una moneta papale chiave, che trova come protagonista proprio san Francesco: Sisto V (1585-1590), Felice Peretti . Piastra 1588. SIXTVS • V • [PONT] • MAX • ANN • IIII Busto del Pontefice a destra, con piviale ornato da due figure di santi; nel troncato della spalla, •GT• sormontato da crocetta (Guglielmo Tronci, incisore). Sotto, nel giro, • 1588 •. Rv. IN TE • SIGNVM • NOSTRE • REDENPTIONIS • San Francesco, nimbato, genuflesso a sinistra con le braccia aperte nell’attimo in cui riceve le stigmate. A sinistra, su di una roccia, il crocefisso raggiante, e a destra nel campo, rupi. CNI 122. Muntoni 6. E’ questa la prima piastra battuta nella zecca di Roma. Sisto V, che apparteneva all'ordine dei frati minori conventuali, con questa piastra offre un tributo al Santo al quale il suo ordine faceva riferimento: fu infatti lo stesso san Francesco a volere che i suoi frati fossero e si chiamassero "minori". L'esemplare che allego è ex InAsta 73, ed è probabilmente il pezzo più bello mai apparso in commercio, proveniente dalla vendita Montenapoleone N.1, lotto 267. E' lo stesso esemplare fotografato sul Muntoni.1 punto
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Passiamo ad una moneta estremamente rara: Compiano Federico Landi principe e marchese di Bardi, 1590-1630. Ducatone 1622. D/ FED LAN S R I AC VALL TAR PRIN IV ET C Busto con gorgiera, corazza e collare a d.; in esergo I OZ. R/ S FRANCIS – PROTEC TNOSTER San Francesco genuflesso riceve le stimmate; in esergo MDCXXII /N (stella) G. CNI 2. Ex NAC 851 punto
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Passiamo ad Urbino, medesima autorità emittente: Francesco Maria II della Rovere (1574-1624) Mezzo paolo. D/ F M II VRBINI DVX VI ET C Stemma semiovale coronato. R/ AVXILIVM DE – SANCTO San Francesco genuflesso che riceve le stigmate; all'esergo VR in nesso. CNI 146.1 punto
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C’e’ una traccia di appicagnolo guarda anche la differenza di definizione dei volti dei personaggi con quelli della piastra di Zuolo molto meglio dettagliati il problema forse non e’ solo l’usura na anche una lega di metallo diversa responsabile anche del peso calante1 punto
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Grazie mille @Rapax e @L. Licinio Lucullo per le tante informazioni! La moneta non è ben messa ma di sicuro ha una grande storia! Grazie ancora ad entrambi!1 punto
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Ciao jaco! Hai fatto benissimo! È bellissima anche questa!Avrei speso anche io questi 3€! Tra l' altro non sapevo esistesse la scritta FERT sulle banconote! Spettacolo,ne ho imparata n' altra!1 punto
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Io avevo trovato un interessante documento su academia.edu: Contributi alla lettura della storia identificativa di alcuni monumenti posti lungo la via Sacra: il c.d. Tempio del Divo Romolo di Raffaella De Felice Segue un piccolo estratto della premessa... Ave! Quintus "Premessa All’interno dell’area archeologica del Foro Romano, sul lato settentrionale della Via Sacra, sorge un edificio antico, molto ben conservato, noto nella letteratura come “Tempio del Divo Romolo”. L’identificazione di questo edificio è ancora molto controversa. Una attenta ricognizione delle fonti relativa a questo e ad altri complessi posti nelle immediate prossimità, tutti coinvolti nel riassetto dell’area occorso durante il regno di Massenzio, potrebbe però aggiungere qualche nuovo indizio su cui riflettere. Ulteriori considerazioni degne di nota sono emerse di recente dall’analisi delle strutture superstiti della limitrofa Basilica di Massenzio e da quelle dello stesso edificio oltre che dagli scavi dell’adiacente Templum Pacis. Sembra quindi utile fare un punto della situazione. Il cosiddetto Tempio di Romolo è situato tra il Tempio di Antonino e Faustina e la Basilica di Massenzio. La parte posteriore dell’edificio confina con l’angolo meridionale del Templum Pacis, mentre il versante orientale è delimitato dallo stretto passaggio del Clivo delle Carine. Sul lato occidentale della struttura doveva esistere una costruzione antecedente: strutture di epoca severiana ed adrianea furono, infatti, individuati nel secolo scorso. Il complesso viene oggi in genere citato col nome di Tempio del Divo Romolo. È questa un’identificazione che risale al Canina. Il titolo di Templum Romuli compare solo in fonti tardo antiche e medioevali e fino al XIX secolo venne identificato in diversi edifici posti nel Foro e lungo la via Sacra. Va precisato che prima dell’identificazione proposta da Canina per Romolo si intendeva il mitico fondatore della città. La sua costruzione risale ai primissimi anni del IV secolo. [...continua...]" (da Contributi alla lettura della storia identificativa di alcuni monumenti posti lungo la via Sacra: il c.d. Tempio del Divo Romolo di Raffaella De Felice)1 punto
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Apro una parentesi. Rileggendo quei passi si coglie davvero l'essenza della mentalità repubblicana e la valenza della concezione gentilizia. Livio parrebbe suggerire che se il pretore non fosse appartenuto alla gens Furia molto probabilmente non avrebbe ottenuto la concessione da parte del Senato di celebrare il trionfo, nonostante avesse mantenuto una condotta impeccabile sia nella fase dello scontro che nella successiva gestione della vittoria. "Le guerre contro i Galli toccano sempre alla famiglia dei Furii".1 punto
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Sono delle righe lasciate dalla macchina che imprimeva il motto. Magari altri utenti ti daranno anche la loro opinione Complimenti per le belle monete che posti, un saluto. Raffaele.1 punto
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Ripropongo la copertina del volumetto già segnalato. Per chi fosse interessato, esiste anche un'altro volumetto che propongo: Le Medaglie di Sisto V della Collezione Grisostomi di Fermo, di Franco Emidi.1 punto
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Buongiorno a tutti, partecipo alla carrellata di orrori Numismatici con il mio 6 Tornesi del 1803 Ferdinando IV. Saluti Alberto1 punto
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Si, questa moneta é scesa abbastanza di prezzo negli ultimi 2 anni, come altri grandi moduli in Ag di Ve3 come l'anno V, il 5 lire 11 eccetera. Comunque sia, per essere da Heritage, non ha fatto poi questa gran cifra.1 punto
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Nooooo,praticamente una bestemmia. Un pò come la mille lire che postai con quel ( pulcino???) disegnaccio. Era pure bella la banconota?1 punto
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Ecco la mia ultima horror-banconota (l'horror, e il motivo per cui è il pezzo che più odio tra le mie, è non tanto per l'usura ma per il trattamento che le hanno riservato... mi sa che erano finiti i post-it ?♂️?♂️?♂️). 10 dirhams, Marocco.1 punto
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Ho comprato la rivista dove è presente il lavoro del Bosco. Saluti, Domenico1 punto
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Emilio Bosco ha scritto quelle parole nel 1933 https://www.amazon.it/Curiosita-numismatiche-mercantile-beneficenza-Vigevano/dp/B06XCRHGB4/ref=sr_1_15?dchild=1&qid=1633370205&refinements=p_27%3ABOSCO+Emilio+-&s=books&sr=1-15 Pur concordando con voi che un collezionista non dovrebbe tener conto di opinioni politiche personali, visto il periodo è difficile pensare che il Bosco non seguisse il pensiero dominante, e per questo non ha perso l'occasione per criticare una parte politica avversa. petronius1 punto
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Con mia grande sorpresa il 24/09 mi é arrivata la comunicazione che il mio pacco é stato spedito (pagato con epay il 9/08. Oggi ho ricevuto. Ho visto che la fattura stava fuori con l'importo totale in bella vista. Per fortuna ho ricevuto io. Non mi immagino cosa sarebbe successo se evesse ricevuto mia moglie.1 punto
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Un progetto di collezione ambizioso ed elaborato, tarato comunque su di un taglio ben particolare, diciamo di natura politico-economica prima ancora che numismatica. Un progetto interessante. Diciamo che è difficile valutare ed esprimere preferenze su un'impostazione piuttosto che un'altra, il tutto ha sempre una componente soggettiva che è ciò che rende unica ogni collezione ed è giusto che sia così! Ti posso solo dare un consiglio per verificarne la fattibilità (reperimento materiale di studio, disponibilità tipi monetali sul mercato, budget ecc): concentrati intanto su di un periodo e vedi di portare a termine quello, ad esempio l'Anarchia Militare, che offre molto materiale a vario prezzo e racchiude in sé mille sfaccettature che permettono digressioni interessanti (gli usurpatori? li hai considerati? direttamente o indirettamente anche loro hanno avuto un peso considerevole nelle riforme numismatiche e loro stessi ne hanno messo in atto in maniera più o meno deliberata e manifesta).1 punto
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Altra versione, con ritratto del "papa tosto" estremamente caratterizzante e un rovescio di grande equilibrio. Sisto V (1585-1590), Piastra anno V 1589. D/ SYXSTVS V PON MAX AN V, busto a sinistra con piviale ornato da due Santi in ovale e grande fibbia; sotto, nel giro, simbolo Guglielmo Tronci, zecchiere R/: IN TE SITIO, San Francesco genuflesso a sinistra, con le braccia aperte, riceve le stigmate da un crocefisso posto orizzontalmente in cielo; a sinistra, sullo sfondo, la città di Assisi su colle, a destra albero con cespuglio; esergo, ROMA. Muntoni 7. Ex NAC 118:1 punto
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Non tutti sanno che nel 1011 un nobile longobardo di nome Alferio, imparentato col principe di Salerno Guaifero III, fondò il primo nucleo dell'abbazia benedettina di Cava dei Tirreni, seconda nel tempo per importanza solo all'abbazia di Montecassino. In pochi anni a causa della santità di Alferio (fatto santo in seguito), la badia acquisì territori, chiese e monasteri in tutta l'Italia meridionale, soprattutto sotto il terzo abate di nome Pietro I nipote si Alferio. Undici abati della badia di Cava saranno fatti santi. Non solo i principi longobardi di Salerno concederanno privilegi ai monaci, ma anche i successori normanni. Quando fu pronta la Basilica di Monreale, il re Guglielmo si trovò la chiesa priva degli officianti e chiese aiuto all'abate di Cava, il quale fece giungere in Sicilia 100 monaci per popolare il tempio appena edificato.1 punto
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Ciao è un bel cavallo di Ferdinando I Brindisino, vedi la presenza della colonna davanti all'equino. Secondo altri autori è di Tagliacozzo. Una bella moneta da conservare con cura Saluti Eliodoro1 punto
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