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  1. caravelle82

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/07/21 in Risposte

  1. Ciao a tutti! Ho acquistato questo due Tornesi 1859 di Francesco II, altra monetazione che adoro... Si tratta di una moneta periziata, naturalmente ora è ancora chiusa nella sua perizia, ma volevo chiedervi se secondo voi è opportuno tirarla fuori (io le monete amo toccarle, sentirle sotto le dita), o visto che è sigillata è meglio lasciarla così. Già che ci siete, nonostante le foto orribili, sotto luce diretta e con il riflesso, me la daresti una valutazione su questa moneta? Grazie in anticipo a chi vorrà rispondermi. Buona serata!
    3 punti
  2. Ciao a tutti, Intervengo solo ora...su segnalazione di un amico. Allora vi rispondo postando la foto del pezzo Gillett fatta da uno dei photofiles originali realizzati da Silvia Hurter della Leu prima della vendita Kunstfreundes 1974. Mi e' stato regalato dalla vedova di un noto commerciante ahimè che non e' piu' tra noi. Aggiungo inoltre che il pezzo e' ribattutto su tondello di un didramma arcaico del tipo con il granchio dalle sembianze umane... Personalmente reputo il pezzo buono nonostante la battitura su tondello arcaico.... Mi riservo ulteriori approfondimenti. Odisseo
    3 punti
  3. Massimino il Trace Gaio Giulio Vero Massimino (in latino Gaius Iulius Verus Maximinus, nato in Tracia nel 173 circa e morto ad Aquileia Romana il 10 maggio 238), meglio noto come Massimino il Trace (Maximinus Thrax), è stato imperatore romano dal 235 alla sua morte nel 238. Fu il primo barbaro a raggiungere la porpora imperiale, grazie al solo consenso delle legioni, essendo nato senza la cittadinanza romana e senza essere neppure senatore. Fu anche il primo imperatore a non aver mai messo piede a Roma, in quanto trascorse i suoi tre anni di regno impegnato in vittoriose campagne militari. Egli fu anche il primo imperatore-soldato del III secolo. Il suo governo viene ritenuto dagli storici un vero momento di svolta della storia imperiale (anarchia militare). Massimino, da vero soldato qual era, ottenne successi militari sia lungo il fronte renano sia danubiano, dove sconfisse prima gli Alemanni e poi i Sarmati della piana del Tibisco. Massimino impose un durissimo prelievo fiscale per finanziare l'esercito e s'inimicò sia il Senato sia le élite delle città. La rivolta contro di lui partì dall'Africa, dove proprietari e coloni si ribellarono e venne acclamato Augusto il proconsole d'Africa Gordiano I che associò al potere il figlio (Gordiano II) venendo quindi riconosciuto dal senato. La rivolta fu domata dalle truppe di Massimino e i due Gordiani furono eliminati. Nel 238, però, Massimino venne infine ucciso dai suoi stessi soldati mentre assediava Aquileia nel tentativo di raggiungere Roma. Massimino fu anche uno degli uomini più alti della storia umana, misurando tra i 239 e 248 cm circa. (Liberamente tratto da Wikipedia) Massimino il Trace (235-238) Valore nominale: Denario Zecca: Roma Officina: 4 Anno: Aprile-dicembre 235 Diritto: . IMP MAXIMINVS PIVS AVG (Imperator Maximinus Pius Augustus) . Busto laureato, drappeggiato e corazzato a destra visto di 3/4 da dietro Rovescio: . PROVIDENTIA AVG (Providentia Augusti) . La Providentia in piedi a sinistra tiene un bastone nella mano destra e una cornucopia nella mano sinistra, ai suoi piedi, a sinistra, un globo Campo: Esergo: Conservazione: BB Rarita': Metallo: Argento Peso: 3.14 gr Diametro: 197.00 mm Riferimenti/Link: RIC 13, Cohen 77, BMC/RE 86 Note: Ultima moneta, per il momento, del nostro Massimino. Discreta conservazione, bel ritratto. Al retro la rappresentazione della Providentia (che rappresenta una delle delle "virtù romane" facenti parte del culto imperiale) che nell'antica religione romana è la personificazione divina dell'abilità di prevedere il futuro. Ai piedi un globo che simboleggia il mondo. Infatti sembra che i Romani (ce ne dà testimonianza Plinio il Vecchio) avessero cognizione della sfericità della Terra. Ma il globo ai piedi della Provvidenza cosa sta a significare? Forse che l'intero mondo conosciuto "dipenda" dal destino? Voi che ne pensate? Ave! Quintus
    2 punti
  4. .....continuo con 50 lire Cittá del Vaticano del '67.
    2 punti
  5. Grazie per avere condiviso l’immagine del photofile della collezione Gillett. Assai interessante la menzione della ribattitura su un didrammo arcaico, ho provato a intravvederne le tracce ma, per quel che riguarda il rovescio, continuo a vedere solamente le vistose tracce di doppia battitura (?) dello stesso soggetto, come da immagini allegate. Mi farebbe molto piacere se potessi indicare le tracce di un sottotipo estraneo e più antico, per capire cosa non riesco a vedere e quindi apprendere. Lo sdoppiamento delle zampe: Lo sdoppiamento della chela di destra con le frastagliature del primo segmento dell’arto indicate dalla freccia, nel cerchio quello della foglia con picciolo, nel quadrato quello dell’occhio con a destra la sagoma del carapace. E sulla cernia le la bocca e l’occhio spostate a destra nel riquadro: Ma quanti colpi di martello(?) potrebbe avere ricevuto questo tondello?!
    2 punti
  6. Ciao. Riprendo questa discussione per segnalare che molto probabilmente un esemplare di questa medaglia-moneta fu utilizzato a Campobasso come “moneta di fondazione” nel 1727 e fu poi ritrovato nel 1835. Lo si può leggere in questo articolo di pochi giorni fa su Cronaca Numismatica: https://www.cronacanumismatica.com/campobasso-identificate-le-monete-fantasma-di-porta-maggiore/
    2 punti
  7. SOLO CHI CAPISCE SA PERDONARE ANCHE CHI È DA DEPRECARE Buona giornata da Stilicho
    2 punti
  8. In primo luogo rinnovo i miei complimenti per la discussione e ringrazio per la gradita menzione!! In secondo luogo concordo con la riflessione finale: è sorprendente come queste monete, anche se non eccezionali per la conservazione, riescano a comunicare all'occhio attento una grande quantità di contenuti. Poi, per chi come me è ancora all'inizio, leggere queste discussioni non può che essere un arricchimento!
    2 punti
  9. Grazie giro tutto ad Alberto D'Andrea e gli chiederò in quale volume saranno addenda come questo, poi lo farò sapere!!! la classificazione che devi dare è per forza MIB 87 var saluti Alain
    2 punti
  10. Oggi voglio parlare di questa moneta che ho recentemente inserito in collezione. Si tratta di un Mezzo Grosso di Piemonte di Carlo Emanuele I datato 1591 e con le sigle BA di Bartolomeo Arnaldi, moneta non facile da trovare... Vi sono discussioni, non ancora risolte, su dove vennero coniate queste monete, perché all'Arnaldi furono affidate contemporaneamente sia la zecca di Torino che quella di Chambery. Il Simonetti attribuisce alla zecca di Chambery i mezzi grossi con la stella ad inizio legenda del rovescio, ma questa è una affermazione troppo generica, essendoci dei mezzi grossi con data successiva al 1600 con la stella, cioè in un periodo in cui quella zecca era chiusa. Differente è invece il caso di questa moneta, il 1591 si può trovare con il segno T di Torino e la croce iniziale e con le sigle BA e la stella. Siccome è risaputo che l'Arnaldi coniò quarti di Piemonte e di Savoia indifferentemente nelle due zecche, potrebbe aver fatto la stessa cosa anche con i mezzi grossi... Rimango quindi dell'idea che questa moneta sia stata coniata a Chambery, anche perché non ci sarebbe stato il motivo, nello stesso anno, di avere due coni differenti per la stessa moneta, uno con la sigla di Torino e una con le sigle dello zecchiere...
    2 punti
  11. Ecco disegni e descrizione dal Salinas skuby
    2 punti
  12. Buonasera a tutti, a me piacciono molto le monete che riportano Cavalieri e Cavalli, da qui l'idea di aprire una discussione ad hoc. Sempre per approfondire in maniera leggera non troppo dottrinale. Posto una delle mie monetine ad esempio, chiunque vorrà potrà intervenire con le sue monete, senza distinzione di epoca o nazione. Spero di non annoiarvi ma dare uno spunto di approfondimento Storico e Numismatico allo stesso tempo. 20 Kuruny Rep.Ceca 1993 Il soggetto principale della discussione è il Cavaliere, vediamo cosa dice Wikipedia al proposito. Un cavaliere, in tempi antichi, era un uomo insignito del cavalierato, da parte di un monarca, vescovo o altro capo politico o religioso, al servizio del monarca o della chiesa cristiana, specialmente in campo militare.Storicamente, in Europa, il cavalierato era conferito a guerrieri a cavallo. Durante l'Alto Medioevo, i cavalieri erano considerati una classe di bassa nobiltà. Dal Basso Medioevo, il rango venne associato agli ideali di cavalleria e codice di condotta del perfetto guerriero cristiano di corte. Spesso, un cavaliere era un vassallo che prestava il suo servizio come combattente d'élite, guardia del corpo o mercenario ad un signore, remunerato sotto forma di proprietà terriere. I signori si fidavano dei cavalieri, che erano abili nella guerra a cavallo. Il cavalierato nel Medioevo era strettamente legato all'equitazione (e soprattutto ai tornei) dalle sue origini nel XII secolo fino alla sua fioritura finale come moda tra l'alta nobiltà nel Ducato di Borgogna nel XV secolo. Questo legame si riflette nell'etimologia di cavalleria, cavaliere e termini correlati. Il prestigio speciale accordato ai guerrieri a cavallo nella cristianità trova un parallelo nel furusiyya nel mondo musulmano, nel greco hippeis (ἱππεῖς) e nel romano eques dell'antichità classica. Nel basso Medioevo, nuovi metodi di guerra iniziarono a rendere obsoleti i cavalieri classici in armatura, ma i titoli rimasero in molte nazioni. Gli ideali della cavalleria erano diffusi nella letteratura medievale, in particolare nei cicli letterari noti come Ciclo carolingio, relativi ai leggendari compagni di Carlo Magno e ai suoi armigeri paladini e Ciclo di Bretagna, relativo alla leggenda di Re Artù e alla sua Tavola Rotonda. Oggi continuano ad esistere un certo numero di ordini di cavalieri nelle chiese cristiane, e in diversi paesi cristiani e loro precedenti territori, come i cattolici Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e Sovrano militare ordine di Malta, il protestante Ordine di San Giovanni, l'inglese Ordine della Giarrettiera, lo svedese Ordine dei Serafini e l'Ordine reale norvegese di Sant'Olav. Ciascuno di questi ordini ha i propri criteri di ammissibilità, ma il cavalierato è generalmente concesso da un capo di Stato, monarca o prelato a persone selezionate, per riconoscere qualche risultato meritorio, come nelle Onorificenze britanniche, spesso per il servizio prestato alla Chiesa o al Paese. L'equivalente femminile moderno nel Regno Unito è Dame. Sarei curioso di saperne di più sul Cavaliere rappresentato su questa moneta, non è che mi dareste una nano? Saluti Alberto
    1 punto
  13. Salve, segnalo: Perfetto S., Loise de Rosa, custode «assagii» della zecca di Napoli, dal tempo di Ladislao di Durazzo a quello di don Ferrante, in «Aragón en la Edad Media», 31 (2020), pp. 209-226 https://www.academia.edu/50943168/Loise_de_Rosa_custode_assagii_della_zecca_di_Napoli_dal_tempo_di_Ladislao_di_Durazzo_a_quello_di_don_Ferrante_in_Aragón_en_la_Edad_Media_31_2020_pp_209_226_septembre_2021_
    1 punto
  14. Vi riggiro questo curioso argomento storico che ho trovato su facebook da Anticae Viae "Tra le testimonianze più colorite e accese dell'Guerra di Perugia (?????? ?????????) che si combattè tra le forze di Ottaviano (futuro Augusto) e quelle asserragliate tra le mura di Lucio Antonio, fratello di Marco Antonio, insieme alla sua cognata Fulvia tra il 41 e il 40 a.C. sono le cosidette ??????? ?????????. Le ghiande missile, un gruppo di proiettili in piombo che si scagliavano addosso i due eserciti tramite i frombolieri - dei reparti ausiliari che supportavano le legioni. Su questi proiettili, in materiale pesante ma tenero da incidere, a volte i frombolieri scrivevano insulti (per lo più a carattere sessuale) rivolti contro il nemico: se ne trovano sia contro Ottaviano, sia contro Marco Antonio, sia contro le loro partner femminili. Oggi esposte al Museo archeologico nazionale di Perugia, se ne possono leggere di ogni: - "cerco l'ano di Ottaviano" (peto Octavia<ni> culum); - "salve Ottaviano, tu lo succhi" (salve Octavi felas); - disegno di fallo e scritta: Octavi lax<e> ("Ottaviano sfondato"); - scritta: Octavi laxe. Disegno di fallo e scritta: sede ("siediti sopra"); - "L. Antonio il calvo e Fulvia, spalancate il didietro" (culum pandite); - scritta molto rovinata, forse: patice ("o tu, sodomita passivo")." Salutoni odjob
    1 punto
  15. testa più piccola , diversa sicuramente. Zecche Italiane. Napoli. Ferdinando II. ... - ACM Auctions Aste Numismatiche (acm-auctions.com) testa diversa capigliatura.......... Zecche Italiane. Napoli. Ferdinando II. ... - ACM Auctions Aste Numismatiche (acm-auctions.com) sotto il 9 della data c'è un 7 o cosa ? Se fosse un 7 non ci sono con 1857 sotto la R di REX c'è un'altra lettera ? Zecche Italiane. Napoli. Ferdinando II. ... - ACM Auctions Aste Numismatiche (acm-auctions.com) Queste oltre a quelle già aggiudicate fra Tari e Carlini e altre....... come questo Mezzo carlino spropositato nel prezzo,per me: Zecche Italiane. Napoli. Ferdinando II. ... - ACM Auctions Aste Numismatiche (acm-auctions.com) Anche se davvero è cosi al momento sarebbe l'unico conosciuto.............un pò strano ma possibile.
    1 punto
  16. Ciao, contribuisco a questa tua interessante discussione con un denario di Gordiano lll con al rovescio l'imperatore a cavallo,moneta coniata in occasione del rientro a Roma (Adventus)dello stesso dopo una campagna militare vittoriosa o dopo esservi stato assente da parecchio tempo. Era per la città un avvenimento importante celebrato con grandi festeggiamenti che coinvolgevano anche il popolo, e che era visto come propiziatorio di un futuro più roseo e prospero per tutti. Alla prossima ANTONIO
    1 punto
  17. In questo periodo di realizzi pazzi per le alte conservazioni... chi si accontenta, gode Moneta comune, passata recentemente in un'asta estera minore Bellissimi fondi e leggera usura, secondo me non è male... e soprattutto, presa bene Come la giudicate?
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  18. Questa è facile Dracma La collezione Gillet, una delle piu' grandi ma soprattutto prestigiose mai formate constava di molti ma molti piu' esemplari della celeberrima vendita "Kunstfreund" del 1974 (la vendita fu organizzata congiuntamente da Bank Leu e Münzen und Medaillen - le due maggiori ditte numismatiche svizzere all'epoca - proprio a sottolineare l'importanza dell'asta). Si parla di almeno 1600 monete, oltre quelle dell'asta che già non erano poche. L'asta rappresentava la creme de la creme, e ancora oggi un pedigree 'ex Kunstfreund' è prestigiosissimo al pari di un ex Jameson, ex Moretti (per non parlare di ex Pennisi - ex Gulbenkian - sigh - non ve ne sono). Si parla anche di un 'ex Gillet' che è puo' considerarsi un piccolissimo gradino piu' basso, in quanto non la prima scelta del celebre collezionista, prima scelta pero' operata probabilmente dalle due case d'asta per mettere insieme la Kunstfreund. Tornando all'assunto, ci sta tranquillamente che Gillet avesse altri esemplari di Akragas che non erano stati inseriti nella vendita in asta e che, affidati alla Bank Leu, siano stati venduti privatamente. Lo stesso avvenne per la celeberrima raccolta Moretti dove in asta (la famosa NAC 13) fini solo una selezione della collezione che in realtà era enormemente piu' vasta
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  19. Alla fine questa è stata comprata prima che me la potessi aggiudicare. In compenso ho comprato questa. Diametro 27.30 con peso 11.30 g Zecca di Roma. Che ne pensate di questa invece? A me piace.
    1 punto
  20. Precisazione: il visto reale è come quando il presidente della Repubblica italiana firma una legge, con la differenza che i nostri presidenti hanno anche rigettato in alcune occasioni certe leggi, mentre la regina non mi sembra che lo abbia mai fatto soprattutto su argomenti importanti. Quindi questa garanzia è equivalente alla nostra, se non addirittura meno importante. Ricordiamoci che nel 1929 e poi nel 2008 fu responsabile di ca***i finanziari globali, quindi non sarei così fiducioso! PS: la GB diventerà probabilmente una colonia americana, quindi se prima era Bruxelles a mettere i piedi in testa poi sarà Washington, con la differenza che non avrà più alcuna voce, neppure di facciata.
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  21. Buonasera a tutti, @Pietralberto come ti accennavo , ti faccio vedere la mia , ne ho viste anche altre nel forum in altre discussioni. È una patacca che ho da almeno un trentennio, la conservo e uso come fermacarte. Come vedi sei in buona compagnia Saluti Alberto
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  22. Oggi @nikita_ ha raggiunto i 10 anni d'iscrizione!
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  23. Brexit, ....ma la domanda è: Il Regno Unito ci è mai entrato nell’Unione Europea veramente ..? Credo che la discussione sia più complicata dei problemi del carburante mancante o degli autisti dei camion. Il Regno unito è una grande nazione che a mio (umile) parere trarrà in un futuro non molto lontano grandi vantaggi dalla brexit. La Brexit è la scelta io direi ovvia della Gran Bretagna di volere e potere giocare i propri interessi in tutto il globo, senza avere la palla al piede dell'Ue. Chi conosce un pochino gli inglesi capisce sicuramente cosa voglio dire, inoltre hanno sempre guardato oltre oceano verso l'America e non dimentichiamoci inoltre che al Regno Unito è legato ancora il Commonwealth cosa da tenere in considerazione. La Gran Bretagna, ha classi dirigenti capaci e un popolo tenace, non credo proprio che voglia trattare ogni suo movimento con la Ue come siamo costretti noi italiani, non vuole legarsi ad un progetto geopolitico che ritiene (non a torto) fallito, non vuole infine che Bruxelles impedisca le sue scelte. Non dimentichiamoci che gli inglesi hanno fatto la storia del mondo moderno, le loro decisioni hanno visioni che guardano lontano nel tempo e non vengono mai prese a svantaggio del popolo inglese, non so se l'Italia possa e potrà dire lo stesso nel prossimo futuro.
    1 punto
  24. Buonasera a tutti, ho l'occasione di postare una monetina che viene da una delle mie raccolte parallele. 1 Lek Albanese Riporto quanto trovato sul Web tra wikipedia e un sito di Viaggi. L'attuale nome della città in albanese è Berat (o Berati, a seconda del contesto nella lingua albanese), dall'antico slavo Бѣлградъ o "Bel(i)grad". In passato era chiamata anche "Belgrado di Albania" per distinguerla dall'omonima città serba. Durante l'antichità il territorio è stato il sito di una città illirica, mentre durante l'era dell'Impero Bizantino il nome della città era Pulcheriopolis (Πουλχεριόπολις, "città di Pulcheria"). Arroccato su di una collina rocciosa alla destra del fiume Osum, ad un’altezza di ben 214 metri, il castello di Berat domina dall’alto tutto il territorio circostante. Si tratta di una struttura che ha superato lunghi anni di dominazioni straniere, di cui attualmente rimangono ben conservate le mura perimetrali composte da 24 torri, all’interno delle quali si trovano chiese, moschee ed edifici di altro tipo. Sebbene il castello vada fatto risalire al XIII secolo, la sua storia cominciò in realtà molto tempo addietro. Edificato durante il Basso Impero, nel 200 a.C. circa. Il castello fu bruciato dai Romani, per poi essere rafforzato e ricostruito dapprima con Teodosio II (V secolo) e poi con Giustiniano I (VI secolo). Fu poi nel XIII secolo che Michael I Comneno Doukas, despota dell’Epiro e cugino dell’imperatore bizantino, diede al castello di Berat la forma che possiamo vedere tuttora. Saluti Alberto
    1 punto
  25. PS: per ulteriori ricerche, puoi consultare il Muntoni Vol. I
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  26. grazie dracma per il tempestivo intervento, allego anche l'altro mio piccolo bronzo (asta InAsta) mm.12,5 gr.1,81, che certifica senza dubbio la presenza di una tau. Veramente notevole mi sembra, aldilà del grado di consunzione, lo stile del tripode... rimane il mistero T-E... un cordiale saluto
    1 punto
  27. Agli esemplari opportunamente segnalati da @Archestrato aggiungo il pezzo venduto nell'asta Artemide del 22.10.2016, lotto n. 25 (gr. 2,76). Sembrerebbe effettivamente un'inedita emissione di Salapia non riportata nemmeno nel catalogo di Rutter (HN).
    1 punto
  28. La passeggiata è stata lunga... E il rebus non era una... passeggiata. Buona giornata da apollonia
    1 punto
  29. In realta' la giornalista ha nominato svariate nazioni di sfuggita una volta sola. Ossessione di chi ?
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  30. Il deterioramento non credo sia dovuto ad operazioni di pulizia, ho piuttosto 2 ipotesi: 1) Tosatura per ricavarne polvere in epoche successive 2) Limatura pesante per ricavarne un cameo da incastonare in anello o pendente. Difatti il rovescio è davvero limato al massimo e il contorno è stranamente regolare, sembra un ellisse perfetta
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  31. Per un tentativo di truffa magari... ma non sapeva che ci siamo noi di lamoneta ?
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  32. Tutta la vita il 50 lire per il futuro .... ma è solo un'opinione...molto di parte perché mi piace tanto.
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  33. Non mi piace la monetazione di Ferdy II ,ma questa monetina è squisita!!!
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  34. Venezia. Editto dell'8 settembre 1754 dell'Inquisitorato sopra Ori e Monete della Serenissima, diretto da Pietro Barbarigo. mm. 330 x 210. Testatina con Leone di San Marco. Volevo condividere questo “pezzo” di storia locale: un simpatico ed interessante editto, testimonianza del problema dell’epoca.
    1 punto
  35. Personalmente preferisco entrambe le tipologie, sono grosse e imponenti come monete. Anche se con il rame devo stare più attento perché possono insorgere dei punti di ossidazione in superficie, verde rame o addirittura degli inizi di cancro del bronzo. Ma ti assicuro che vedere un vassoio da 24 caselle in velluto, pieno di 10 Tornesi è uno spettacolo!
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  36. Buonasera, Ero in debito soprattutto con @Poemenius per quanto riguarda foto e dettagli di questa moneta. Bene, finalmente ce l'ho tra le mani, e devo dire che è molto gradevole, sicuramente migliore che nelle foto..... Che spero siano abbastanza buone, anche al fine di essere inserite nelle integrazioni dell'opera di D'andrea.... Il suo peso è di 2,90 grammi, con un diametro di circa 17 mm (non tenuto conto della protuberanza). Come dovrei catalogarla, visto che non risulta essere ancora censita? Mi piacerebbe a questo punto anche poter acquisire una copia della futura edizione in questione.... Per quanto è prevista la sua stampa, e comunque come sarà possibile richiederla? Grazie Emiliano
    1 punto
  37. L'esubero c'è, ma quella è proprio una R
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  38. Nel 2018 facemmo una iniziativa innovativa che fu il primo workshop sulla qualità e conservazione delle monete con tutor dei Numismatici professionisti. A Milano faremo il secondo, credo che sia il timing giusto e il momento per ripartire col reale sempre con lo scopo di fare un service per i collezionisti e gli appassionati !
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  39. È l' arte di non far na mazza?
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  40. Buona giornata Credo anch'io che l'esempio della "Brexit" non sia avvenuto invano; gli effetti per la Catalogna sarebbero devastanti. saluti luciano
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  41. Buonasera, Sembrerebbe una moneta non nota alla bibliografia, ho potuto trovare solo due esemplari uno del 2014 venduto da CNG che veniva considerato unico allora ed un secondo in un’asta Bertolami, con l’unico riferimento alla vendita di CNG. Classical Numismatic Group eAuction 327/123 del , stimato 100$ ed aggiudicato a 750$, 3,16 g e 13 mm: https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=259172 Bertolami E-Live Auction 60/23 del 9-10 luglio 2018, stima 40 £ apparentemente invenduto, 2,90 g e 13 mm: https://auctions.bertolamifinearts.com/it/lot/32223/northern-apulia-salapia-c-225-210-bc-/ https://www.numisbids.com/n.php?lot=23&p=lot&sid=2624 In entrambi i casi la scritta a destra della civetta è solo parzialmente presente o non leggibile. Si potrebbe eventualmente controllare il testo di D’Andrea “Le monete della Daunia”? Ma è stato edito nel 2008, prima del 2014 quindi.
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  42. Ciao @Archestrato, Ottimo intervento il tuo. Giorni fa, avevo osservato questo Didramma e come al solito, quando c'è qualcosa che non torna, cerco di analizzarlo. Già di per sé e fuori i canoni per rappresentare artisticamente, quello che i maestri incisori della fine del V sec. a. C. sapevano esprimere. In effetti hai visto bene, sicuramente questa moneta, non è stata coniata dalla zecca di Akragas. Ti ringrazio per averti citato a conoscere la mia opinione. Osservando la foto del dritto, ci si accorge che le proporzioni su molti dettagli, creano forti dubbi. Osservando i dettagli che più evidenziano la stranezza di questa moneta. La mancanza dell'etnico, dato importantissimo, per una emissione ufficiale. Un tondello che sà di moderno ( 1800/1900 ). Gli artigli, come tu menzionavi, sono sproporzionatamente tozzi. Il piumaggio ( nel cerchio rosso ) non ha nessun precedente sulla rappresentazione delle aquile Agrigentine. Lo stesso dicasi per il becco e il piumaggio esterno alla seconda ala. Per finire, il serpente..........tozzo incisione insicura, ovvero.......imitativa.
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  43. Riapro questa discussione per condividere il mio esemplare ex Asta Kunst und Munzen 1980. Saluti, Domenico
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  44. Quoto in toto l'intervento dell'amico Stefano. La concomitanza di eventi è sempre e comunque un danno. Per esempio questo weekend Roma e Ravenna, il prossimo nulla ?, poi Venezia e Terni, poi nulla ?, poi Bologna Torino Padona e militaria a Milano!!!! Una assurdità
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  45. Mi inserisco io nella discussione. SERVE UNA CABINA DI REGIA!!! Sono anni che si ripetono le stesse cose!! Se i circoli, che sono i principali organizzatori di convegni, aggiungono, ai vari argomenti di cui discutono nelle riunioni anche questo: si fa un primo cronoprogramma verso la fine dell'anno precedente (quindi questo è il periodo ideale per iniziare ad impostarlo per il 2022). Tanto le date quelle sono, non ci dobbiamo inventare niente. Per chi frequenta i convegni, come me, non è difficile già inquadrare le necessità. Sperando, comunque, in una calmierata, perché il proliferare di duplicazioni di convegni già esistenti o la nascita di microconvegni bene non fa. E, a mio personale giudizio, va un pò guidato, dando delle linee di indirizzo generali, a cui chi ha intenzione di organizzare nuovi convegni si dovrebbe (ma mi piacerebbe più usare l'indicativo che non il condizionale) attenere scrupolosamente. Ci si parla, ci si confronta, ci si coordina e questo calendario viene pubblicizzato da un ente super partes che faccia da garante. Con i soci del Circolo di Padova ci riuniamo mercoledì 6/10, ne parleremo. Ed iniziamo ad impostare una comunicazione ai vari circoli italiani. Perché questa, per me, è l'unica strada per uscire, definitivamente, da questo guazzabuglio. E chissà che non riusciamo, finalmente, a dare un minimo di organizzazione coordinata al panorama delle manifestazioni numismatiche italiane. E ne guadagniamo anche in immagine generale della numismatica fieristica italiana. Venendo all'osservazione che si siano due eventi disgiunti, non sono assolutamente d'accordo, perché sempre di numismatica si parla, come ha scritto correttamente Arthur, con anche miei colleghi NIP presenti all'evento milanese. Il che distoglie risorse ad entrambi. Come ultima osservazione pongo l'accento anche sull'aspetto logistico: pensare che un evento al sud ed uno al nord, in contemporanea, possano coesistere non lo vedo così automatico. Senza nascondermi dietro ad un dito: io, Francesco Cavaliere e Simone Rocco di Torrepadula eravamo a Capua e non a Montichiari. E comunque, a tal proposito, subentrano anche considerazioni sull'organizzazione dei convegni, sulla pubblicità che viene fatta, sulle locations (luci, tavoli....), sulla presenza di security, sulla logistica (posti difficili da raggiungere, dove diventi pazzo per scaricare e portare il materiale,.....) ...... A buon intenditor poche parole.... Stefano Palma
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  46. Ciao, uno spicciolo, il più piccolo che abbiamo usato, riporta uno dei capolavori del nostro passato, come giustamente facevi notare. Sono tra i fortunati che ha avuto la possibilità di vederlo da vicino, purtroppo solo all'esterno. Stupendo e maestoso in mezzo agli ulivi. ? Riporto note Wikipedia. Tra le prime testimonianze scritte riguardanti la costruzione dell'edificio è ben conosciuta la lettera inviata dall'Imperatore Federico II Hohenstaufen il 29 gennaio 1240 da Gubbio, con la quale ordinò al giustiziere di Capitanata Riccardo da Montefuscolo che venissero predisposti i materiali e tutto il necessario per la costruzione di un castello presso la chiesa e monastero di Santa Maria del Monte (non più esistenti) «quod apud Sanctam Mariam de Monte fieri volumus» (che presso S. Maria del Monte vogliamo sia costruito). Un'importante testimonianza che riguarda il Monastero di Santa Maria del Monte è la Bolla “Dignitatem ecclesiis” privilegio del papa Callisto II del 6 novembre 1120; questa testimonia l'esistenza in tale data del Monastero di Santa Maria del Monte e la sua pertinenza alla Città ed all'Arcidiocesi di Trani: "-Per presentis igitur privilegii paginam tibi tuisque successoribus in perpetuum confirmamus quicquid dignitatis et quicquid parochiarum ad Tranensis archiepiscopatus ecclesiam cognoscitur pertinere, urbem videlicet Tranensem, Coratum, Andrem, Barulum, Vigilias cum omnibus pertinentiis suis et ecclesiis constructis intus et foris; monasterium Sanctę Marię de Monte, quod in territorio Tranensis civitatis situm est, cum aliis monasteriis et ecclesiis ad predicta loca pertinentibus, et quęcunque alia ad vestram ecclesiam juste atque canonice pertinere noscuntur.-". Lo stato di avanzamento dei lavori al 1240 non è ancora chiaro: secondo alcuni studiosi, infatti, la costruzione del castello in quella data potrebbe già essere giunta alle coperture. Incerta è anche l'attribuzione a un preciso architetto: alcuni riconducono l'opera a Riccardo da Lentini ma molti sostengono che a ideare la costruzione fu lo stesso Federico II. Pare che sia stato costruito sulle rovine di una precedente fortezza prima longobarda e poi normanna.[6] Probabilmente alla morte di Federico II (avvenuta nel 1250) l'edificio non era ancora terminato. Dai tempi dell'imperatore Federico fino a Giovanna I, regina di Napoli, questa splendida fortezza fu sempre denominata "Castello di Santa Maria del Monte". La prima volta che fu descritto senza l'appellativo "Santa Maria", quindi semplicemente "Castel del Monte" è in un decreto di re Ferdinando d'Aragona, datato dal Castello di Altamura, il 1º dicembre 1463.[7] Fu raramente adibito a feste; fra queste nel 1246 si ricordano le nozze di Violante, figlia naturale di Federico e Bianca Lancia con il conte di Caserta Riccardo Sanseverino. Castel del Monte è stato anche un luogo destinato alla funzione di carcere. Sotto il Regno di Manfredi vi fu imprigionato Marino da Eboli dopo la congiura del 1253[8]. Sotto la giurisdizione di Carlo I invece vi furono imprigionati, in via del tutto segreta e sotto la custodia del castellano Golardo Saumeri, i figli piccoli di Manfredi: Enrico, Federico, Enzio e Corrado di Caserta con Enrico di Castiglia. Nel 1528 a causa di una spedizione francese nel Regno di Napoli, Castel del Monte fu devastato e bombardato. L'8 settembre 1552 fu venduto al Conte di Ruvo, Don Fabrizio Carafa, al prezzo di 100.000 Ducati. Negli anni a seguire, i Carafa nominavano i castellani e vi impiantarono una panetteria con mulino e un forno. Per i Carafa fu un incantevole luogo di villeggiatura[10]. A partire dal XVII secolo seguì un lungo periodo d'abbandono, durante il quale il castello venne spogliato degli arredi e delle decorazioni parietali di marmo (le cui tracce restano visibili solo dietro i capitelli) e divenne oltre che carcere anche un ricovero per pastori, briganti e profughi politici. Nel 1876 il castello, in condizioni di conservazione estremamente precarie, venne infine acquistato (per la somma di 25.000£) dallo Stato italiano, che ne predispose il restauro a partire dal 1879. Il 24 giugno 1883 il cavaliere Buongiovannini, ispettore centrale dei monumenti presso il Ministero della Pubblica Istruzione e l'ingegnere del Genio Civile Francesco Sarlo tennero un convegno sul restauro del manufatto.Nel 1928 il restauro diretto dall'architetto Quagliati rimosse il materiale di risulta all'esterno del castello e demolì parte delle strutture pericolanti, ricostruendole in seguito per dare al castello un aspetto "ringiovanito"; questo non ne arrestò il degrado e si dovette procedere a un ulteriore restauro tra il 1975 e il 1981. Nel 1996 l'UNESCO lo ha inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità per il rigore matematico ed astronomico delle sue forme e per l'armoniosa unione degli elementi culturali del nord Europa, del mondo islamico e dell'antichità classica, tipico esempio di architettura del medioevo. Saluti Alberto
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  47. Mi auguro che le monete fossero inventariate e adeguatamente fotografate così nel caso da procedere, qualora venissero ritrovate, a sequestri certi e non probabili.
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