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  1. Illyricum65

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 06/26/22 in Risposte

  1. In conclusione nell'areale indagato abbiamo varie segnalazioni di rinvenimenti di monete collegate a fenomeni cultuali connessi a cavità (culti dell’acqua e divinità connesse, divinità ctonie o culti misterici). E’ possibile che in qualche caso si sia trattato di ripostigli monetali di urgenza celati e poi non recuperati e interpretati erroneamente per deposizioni rituali; in genere per quanto concerne il territorio indagato non si tratta di rinvenimenti numismatici di pregio (monetazioni bronzee) pertanto è da ritenere che si tratti di deposizioni, quale ne fosse la natura, praticate da persone di censo popolare (contadini, soldati, etc…). Che la frequentazione delle cavità fosse spesso connessa a culti è attestato anche dalla sporadica presenza di are/inscrizioni dedicatorie. L’analisi delle cavità interessate indica che la scelta di frequentare una cavità non era strettamente influenzata dalla facilità di accesso ma da altri fattori a noi verosimilmente non chiari. Altre cavità con singole sporadiche segnalazioni di monete e materiale fittile (trascurate nell’elenco) sono state frequentate come luoghi di raccolta di acque di stillicidio in un territorio carsico privo di corsi d’acqua superficiali o come cantina e il reperto numismatico può essere considerato come testimonianza di un involontario smarrimento più che di un gesto deliberato e volontario. Altri rinvenimenti sporadici sono probabilmente dovuti a fenomeni di fortuito smarrimento da parte di pastori che utilizzavano i vestiboli delle cavità orizzontali come ripari/stalle naturali per i loro armenti (es. Grotta dell’Edera o le buche di palo rinvenute durante gli scavi della Grotta Caterina non presenti nell'elenco di cui sopra). Spero abbiate gradito questa discussione e la riflessione che il reperto "moneta" è riflesso di attività umana e la sua valenza storica è sempre elevata. Illyricum (1) https://www.bpp.it/Apulia/html/archivio/1981/I/art/R81I016.html (2) https://www.archeologiaviva.it/4972/su-tempiesu-di-orune-e-il-culto-nuragico-delle-acque/ (3) https://www.academia.edu/33058944/Doni_votivi_di_spade_alle_acque_del_territorio_atesino_Quadro_di_sintesi (4) https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/12811/1/BOTTOS_345-374.pdf (5) https://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Dee_Sequana.htm (6) https://etrurianews.it/2021/11/22/putti-e-monete-il-miracolo-degli-scavi-di-s-casciano-dei-bagni/ (7) https://www.romanoimpero.com/2019/01/terme-di-bath-inghilterra.html (8) https://archaeology.co.uk/articles/features/bath-coin-hoard.htm (9) https://admaioravertite.org/2018/12/08/il-dio-fons-ed-il-culto-delle-sorgenti/ (10)https://journals.openedition.org/mefra/10806?lang=it (11)https://www.romanoimpero.com/2010/06/culto-delle-ninfe.html?m=1 (12)https://www.soprintendenzaspecialeroma.it/schede/fonte-di-anna-perenna_2976/ (13)https://xoomer.virgilio.it/wjerman/appunti/dei.htm (14)https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/12811/1/BOTTOS_345-374.pdf (15)https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/16112/1/72_04.pdf (16)https://www.archeocartafvg.it/portfolio-articoli/duino-aurisina-ts-la-grotta-del-dio-mithra/ (17)http://storieromane.altervista.org/la-battaglia-del-frigido/ (18)MARZOLINI G., PAPARELLA R., 1986, Segnalazione di ritrovamenti archeologici sul Carso triestino. Atti Soc. Preistoria e Protostoria del F.V.G., 5:133-150 19) https://www.catastogrotte.it/grotta/2/grotta-gigante 20) (1) https://www.openstarts.units.it/bitstream/10077/10947/1/Ritrovamenti_interni.pdf Inoltre: https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2021/01/A-proposito-delle-grotte-carsiche-in-eta-romana.pdf Più in generale per le grotte carsiche frequentate in epoca romana vedasi: https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2021/01/A-proposito-delle-grotte-carsiche-in-eta-romana.pdf
    9 punti
  2. Eccoci Piccola parentesi,non sono moderatore?,era solo un consiglio,lo avrebbero fatto loro? Va be,ormai "il pegaso " lasciamolo qua anche se del Regno non fa parte. Esso secondo me non è fdc. Ha sul taglio una riga visibile e dei colpettini qua e la. Per i 10 centesimi credo che l' alta.conservazione fdc la veda dall' astronave. Ps: lasciali dove sono.
    3 punti
  3. Nei pressi del Mitreo sono state rinvenute monete romane anche nella Grotta Alexander Hohle/Grotta II presso la fermata ferroviaria Duino-Timavo, assieme a resti di anfore(18). La moneta più tarda non supera i primi anni del V secolo d.C. per cui è stato supposto che si tratti di una deposizione legata ad una presenza collegata alle truppe impegnate nello scontro tra Alarico e Stilicone presso il Timavo (401). In alternativa è stato proposto l’utilizzo temporaneo della cavita a scopo cultuale da parte dei seguaci del Dio Mitra dopo la distruzione del Mitreo da parte dei cristiani. Monete romane sono state rinvenute nella Grotta Gialla presso Aurisina, una piccola caverna orizzontale con stratigrafia pre e protostorica a circa 200 mt sud del percorso di una strada romana. Oggetto di scavi archeologici, negli anni cinquanta del XX secolo, vi furono rinvenute ceramiche romane, lucerne (I-IV secolo d.C.), due monete della seconda metà del II secolo d.C. e cinque del IV. Nel 1993 furono consegnate alla Sovrintendenza 65 monete integre + 25 frammentate trovate nella grotta (III-IV secolo d.C.) che si ricollocarono alla presenta di culti a divinità a noi sconosciute. E’ segnalata la presenza di un dupondio di Antonino Pio, di una moneta di Aureliano e di un AE3 di Onorio (408-423). La massima concentrazione copre il periodo tra Costantino e Valentiniano II. Per questo motivo taluni ritengono che si tratti di un deposito monetale tardo antico. Il rinvenimento di monete romane nel 1893 è riportato nella Grotta Romana di Sgonico assieme a lucerne, all’interno di un bacino idrico (reperti dispersi). Il rinvenimento fu considerato di tipo cultuale. La Grotta di Nivize si trova all’interno di un abitato protostorico in altura e fu utilizzata probabilmente a scopo funerario (presenza di resti scheletrici umani) e/o cultuale: nel 1892 il Puschi rinvenne un bronzo di Alessandro Severo (MARS ULTOR) e uno di Gordiano III (VICTORIA AETERNA); nel 1984 fu rinvenuto un bronzetto di Valeriano I assieme ad altri manufatti in metallo e terracotta (18). E' caratterizzata da un ingresso a pozzo. Anche nella celebre Grotta Gigante(18) furono rinvenute una moneta bronzea di Lucilla (rovescio PIETAS) e un bronzetto di Costanzo II (Perko, 1897) rinvenute nel cono detritico del “piazzale di fondo” (verosimilmente caduta dall’ingresso alto) che nella cosiddetta “sala dell’altare” (giunta da un accesso ora chiuso?) che non risulta attualmente accessibile senza tecniche di esplorazioni avanzate. Altre monete non ben precisate sono segnalate nella Grotta delle Lucerne, una modesta caverna con un deposito archeologico sconvolto da scavi di sistemazione da parte dei soldati austriaci durante la Prima Guerra Mondiale e che prende il nome dal rinvenimento in una nicchia laterale di alcuni di questi manufatti fittili ascrivibili all’epoca romana. Potrebbe essere la cosiddetta “Grotta di Santa Croce” di cui sono conservati degli esemplari monetali, costituiti da una trentina scarsa di monete che coprono il lasso temporale che va dal Primo Impero a Valentiniano II.
    3 punti
  4. Posto la mia 1592 che poi è una magliocca 144
    3 punti
  5. Grazie Cristiano @Asclepia per l'ottimo inquadramento storico delle monete Commemorative del 1791. Ascolto il tuo invito e posto la SOLIDI REDUCI della mia collezione. Conio che mi piace particolarmente perchè molto originale e oserei dire moderno. Saluti a Tutti
    3 punti
  6. Salve a tutti Vi presento questa nuova acquisizione tra i miei falsi d'epoca comprata oggi ad una modica cifra. Un bel falso d'epoca del 10 centesimi di Vittorio Emanuele II a mio avviso probabilmente realizzato per fusione. Il millesimo è il 1866 Napoli. Vi riporto anche i dati ponderali così che possiate confermare o disconfermare la mia impressione Peso: 7.76 Diametro: 29 mm Come sempre vi ringrazio anticipatamente per ogni parere, osservazione e commento
    2 punti
  7. Il regalo della mia ragazza: un bel 1000 corone 1924 dell'Austria, già avevo il 10 groshen dello stesso tipo
    2 punti
  8. Ottimo @caravelle82 concordo in pieno con i tuoi pareri. Il discorso andrebbe allargato, nel senso che ormai se non punti ad presunto FDC non sei un bravo collezionista, perchè sprechi i tuoi soldi. Invece a me sinceramente piacciono anche le monete vissute, circolate, che ti trasmettono di più di quelle "presunte intonse". Sulla ricerca spasmodica del FDC si sono già espressi molti e quindi lascio perdere. Se uno ha un budget illimitato fa bene a ricercare il FDC ci mancherebbe. L'importante è amare le proprie monete anche quelle non proprio bellissime e non lasciarle da sole sempre in una cassetta di una Banca. Buona Serata
    2 punti
  9. Sembra un denario repubblicano come questo https://www.numismaticavaresina.it/coniazioni-a-nome-della-gens-a-c/31736/calpurnia-l-calpurnius-piso-frugi-90-a-c-denario-3-77g-crawford-340-1-ottima-patina-conservazione-elevatissima.html
    2 punti
  10. Autografo dell'incisore Bernardo Perger. Fonte: ASN. Ministero delle Finanze. Busta 2136.12.
    2 punti
  11. Buongiorno, esemplare all’asta 101 E-Live organizzata da Inasta Spa in data 25/06/2022 ex Lotto 1711 di cui riporto la descrizione in Catalogo e le relative foto web-sito: ZECCHE ITALIANE - VENEZIA - Antonio Priuli (1618-1623) - Quarto di scudo della croce. Pao. 18 (AG g. 7,53) Grading/Stato: meglio di MB L’esemplare è certamente comune per tipologia e il suo stato di conservazione è ben visibile ad occhio nudo. Ho cercato di riclassificare l’esemplare rispetto al Papadopoli e al CNI, e, francamente, non ho ritrovato una corrispondenza univoca, dipesa da una diversa interpunzione, fermo restando -come avverte il Montenegro- che esistono varianti nei punti, nei triangoli, nelle stelle e nelle rose piccole e grandi dell’esergo e delle legende e nelle combinazioni delle legende stesse. Segnalo da subito che la caratteristica (semmai possa esser considerata tale) dell’esemplare postato è l’assenza di qualche segno di interpunzione al R/ tra MARC e VEN. Non è presente ne’ un bisante (o punto), ne’ un triangolino, ne’ altro, salvo consunzione dello stesso che verosimilmente non compare evidente dall’esemplare. Con riferimento al Papadopoli, l’esemplare è riconducibile per il D/ alla varietà n. 91, e per il R/ è “assimilabile” alla varietà n. 97 ma senza il triangolino con punta all’insù interposto fra MARC e VEN. C’è da dire che il Papadopoli segnala n. 10 (dall’88 al 97 compresi) varietà di questo esemplare con sigla del Massaro GR (Giacomo Renier, entrato il 18/12/1618). Al contempo, nel CNI vi è la descrizione di n. 13 (dal 45 al 57 compresi) varietà dell’esemplare GR. Nella fattispecie, il D/ è riconducibile al tipo n. 52 e il R/ “assimilabile” al tipo n. 46 ma sempre senza il triangolino con punta all’insù interposto fra MARC e VEN. Infine, qualche riflessione potrebbe essere richiamata in ordine alla sigla del Massaro al D/. Al riguardo, sappiamo dal Papadopoli che esisterebbero tre varianti: i) (rosa) G (triangolino con punta all’insù) R (rosa), ovvero, ii) idem, ma senza triangolino, ovvero, iii) idem, ma con punto tra la G e la R. Ora, nell’esemplare postato non è ben definito il segno di interpunzione tra la G e la R, anche se sarei propenso a considerarlo un triangolino, il che farebbe ulteriormente caratterizzare l’esemplare assimilandolo, per tale aspetto, alle sole varianti n. 88 e 89 del Papadopoli. Sarebbe interessante poter conoscere se esistano altri esemplari con le caratteristiche (o particolarità) di quello postato. Un cordiale saluto. Domenico
    2 punti
  12. Come scrivevo l'altro giorno, esistono migliaia di varianti per cambi minimi tipo punteggiatura. Facendo una rapida ricerca ne ho trovato uno simile per il fronte nel catalogo nac 108. Il retro però è differente. Essendo una moneta molto comune avranno fatto decine di accoppiamenti per il semplice motivo di cambi di conio magari per rotture di parti. Probabilmente ne esistono altre di uguali bisogna solo trovarle.
    2 punti
  13. Buongiorno. Questo il mio Sebeto del 34. Dovrebbe essere il più comune...
    2 punti
  14. Personalmente ritengo che le ipotesi sul rinvenimento dell’Antro di Bagnoli sono condizionate dalla sporadicità del rinvenimento e dall’eccezionalità dello stesso. Una trentina di assi che coprono un lasso temporale fino all’età adrianea possono essere anche una parte minoritaria di un deposito cultuale contraddistinto dalla deposizione di numerali in bronzo dove quelli più pesanti (riflettendo sulle circostanze del rinvenimento) possono essere rimasti nel luogo di deposizione ipogeo a causa del loro valore ponderale maggiore. Se viceversa il lotto fosse effettivamente rappresentativo allora la deposizione assume un valore più che altro cultuale ma non di grosso valore intrinseco – l’asse era considerato un po’ lo spicciolo del periodo, la moneta di maggior utilizzo quotidiano, non al pari degli € cents attuali ma con un valore lievemente maggiore, tipo l’€ attuale… Sicuramente non si tratta di un deposito di emergenza, come già segnalato dal Flego (periodo relativamente tranquillo nell’area del nord adriatico). Forse la deposizione monetale è legata allo sfruttamento come fonte dell’acquedotto di Tergeste (di cui non si conosce una data certa di fondazione) che da qui partiva alla volta della città e può esser letta come una sorta di offerta alle divinità che presiedevano all’erogazione dell’acqua di risorgiva. O come “rito di fondazione”. D’altra parte le evidenze di frequentazioni di cavità ipogee in epoca romana sono tutt’altro che infrequenti nella Venezia Giulia, dove l’altipiano carsico risulta in particolare ricco di grotte anche dall’accesso semplice. Purtroppo la documentazione archeologica pervenuta è stata spesso danneggiata e proprio l’area prossima al già citato Lacus Timavi è quella dove le cavità sono state utilizzate e riadattate a scopo bellico/rifugio durante il primo conflitto mondiale. I fenomeni che hanno portato alla frequentazione ipogea in epoca romana sono legati al loro utilizzo come ripari, come punti di raccolta delle acque di stillicidio e talvolta per uso, appunto, cultuale. Si ha notizia di rinvenimenti di are dedicatorie rinvenute a inizio 1900 in grotte ormai distrutte (Grotta del Diavolo Zoppo, Grotta del Pettirosso). Per evitare di uscire troppo dal discorso numismatico escludo dall’elenco che segue le cavità che pur presentando una frequentazione in età romana prive di evidenze numismatiche, i rinvenimenti singoli e i quelli sporadici non ipogei. I dati sono tratti dal testo di B. Callagher di cui alla nota 20. Il ritrovamento più spettacolare è sicuramente la Grotta del Mitreo di Duino, cavità sistemata a tempio ipogeo dedicato al Dio Mitra (16). All’atto degli scavi furono rinvenute circa 400 monete, la maggior parte del IV secolo d.C. ; dapprima rinvenute come offerte cultuali al Dio Mitra, recentemente è stata proposta la possibilità che si tratti di monete deposte da militari di stanza in zona (per bloccare l’arrivo in Italia di Teodosio che nel 394 d.C. è impegnato nella Battaglia del Frigido (17)) e mai recuperate. Il deposito copre un periodo che va dal Primo Impero fino ad una imitativa di Valentiniano III. Tracce di incendio indicano una probabile distruzione del tempietto da parte dei paleo-cristiani che a breve distanza, alle già citate foci del Timavo costruirono un luogo di culto. Tavola I, nr.10, Antonino Pio dupondio
    2 punti
  15. Tornando al tema iniziale delle fonti, il pantheon latino tra divinità ancestrali italiche, fluviali e sincretiche è molto affollato. Spesso poi per noi le divinità, legate a substrati preromani, restano ignote. Vediamone alcune. · Fons, adorato anche dai Sabini. Figlio di Giano e Giuturna. Vi era dedicato un altare al Gianicolo, ricco di fonti e falde acquifere. Venerato nelle festività dette del Fontinalia, il 13 ottobre. Rilievo di Epitynchanus. Musei Capitolini, Palazzo Nuovo, Sala degli Imperatori inv. S. 504, (da Gregori – Mattei 1999, n. 2195, p. 574, ill. 575).(10) Fons disteso al centro attorniato da ninfee/grazie. Le fonti sono tutte soggette a Fons che spesso assume il numen fontium del corso d’acqua: ecco quindi comparire un Fons Ventinus o un Fons Caeretanarum, assumendo l’epiteto del ruscello o della località. · Lo stesso Dio Nettuno/Neptunus nasce come divinità latina e prima italica delle acque correnti e delle sorgenti che solo successivamente (post guerre puniche) prende il posto del dio del mare greco Poseidone. In breve compie lo stesso passo dell’esercito di Roma: dopo la vittoria contro Cartagine il dominio di Roma da prettamente terrestre (riferimento alle sorgenti di acque dolci) diviene potenza (Dio) dei mari e delle acque nel suo insieme. Aiuta e protegge marinai, pescatori e… cavalli, di carattere iracondo scatena spesso tempeste e terremoti. Agrippa (Gaio, 37-41), Asse, Roma, dopo il 37 d.C.; AE (g 11,01; mm 30; h 7); M AGRIPPA L - F COS III, testa con corona rostrata a s., Rv. Nettuno clamidato stante verso s., tiene il tridente ed un piccolo delfino; ai lati, S - C. RIC 58; C 3. Patina verde, spl. https://www.deamoneta.com/auctions/view/389/493 · Il mondo rurale antico è caratterizzato dalla presenza di una moltitudine di piccole divinità minori che alimentano i racconti dei Miti. Tra queste rientrano a pieno merito le ninfee che nella Antica Grecia non sono pienamente divine, non sono immortali come gli Dei e al contrario di questi non hanno accesso all’Olimpo. Sono generalmente giovani, indipendenti, libere, vergini: raramente hanno luoghi di culto dedicati se non altari improvvisati o luoghi dedicati. Gli eventi mitologici cui sono costrette le porta a trasformarsi e ad assumere una nuova connotazione. Aretusa ad esempio, inseguita dal Dio Alfeo, per sottrarsi alle sue attenzioni fu trasformata dalla Dea Artemide in fonte. Analogamente al mondo greco anche nei popoli italici il culto delle ninfee era molto rappresentato. I luoghi più sacri erano le sorgenti, le radure dei boschi, i massi di roccia, le caverne naturali, le cascatelle dei fiumi, gli stagni, gli alberi, i crepacci, o una curiosa disposizione di rocce, o una zona satura di funghi, o piante acquatiche, o piante medicamentose. Nel traversare un bosco, nel raccogliere erbe curative o mangerecce selvatiche, nell'attingere acque a una fonte o nel bagnarsi in un fiume, ciascuno si rivolgeva alla ninfa del luogo e le faceva una preghiera e un'offerta. Nella tradizione popolare rurale rimasero in vita fino al medioevo quando furono demonizzate come streghe, demoni oppure rimasero presenti come fate dei boschi e delle sorgenti. A Roma furono collegate alle sorgenti come fonte di purificazione e Ovidio le celebra: “Così si deve placare la dea, e tu rivolto ad oriente dì quattro volte le preghiere e lavati le mani nella viva onda”. Una ninfa di sorgente è Lara, fatta diventare muta da Giove perché aveva rivelato a Giunone la divina attrazione del padre degli dei per la ninfa Giuturna; in seguito ebbe due gemelli da Mercurio, i Lari, che proteggevano casa, famiglia e campi. Venerate assieme a Fons durante le Fontinalia, si gettavano corone di fiori presso fonti e sorgenti; nel tempo la festività più importante passò ad essere quella del 23 luglio in onore di Nettuno. (11 · Assimilabile ad una ninfa secondo il mito era Anna Perenna, della quale nel 1999 è stata rinvenuta una fonte (quartiere Parioli di Roma). Si trattava di una antica divinità festeggiata nel capodanno romano arcaico la cui fontana fu attiva dal IV secolo a.C. ad oltre il VI d.C. Nella cisterna sono state rinvenute tavolette plumbee recanti maledizioni, figure antropomorfe, monete e lucerne.(12) file:///C:\Users\Andrea\AppData\Local\Temp\msohtmlclip1\01\clip_image002.jpg · Molto probabilmente localmente il mito pescava nel substrato di tradizione locale preromano. Ad esempio al Lacus Timavi(13)* abbiamo una iscrizione che rimanda al Dio Timavo che trova probabilmente stretta connessione con lo stesso Deo Temavus rinvenuto a Montereale Valcellina (14). Altra divinità dell’area montana era Belenos (in seguito connesso ad Apollo) che trova in seguito attestazioni di culto anche nella stessa Aquileia,Lubiana/Emona, Zuglio/Iulium Carnicum, Virunum (15). *Il Lacus Timavi era una zona nota agli antichi romani anche antecedentemente al loro insediamento nella Venezia Giulia: si tratta dell’area dove il fiume Timavo dopo un corso ipogeo di 40 km sbocca nel mare attraverso alcune polle (attualmente 3, in antico tra 9 e 7 a seconda degli autori). Si sa che nei pressi esisteva sicuramente un santuario e attestazioni culto collegate a Diomede, ad Ercole, alla Spes Augusta, a Saturno; nel 178 a.C. l’area fu utilizzata dalla flotta romana come base per l’invasione dell’Istria per cui si può dedurre che fosse ben conosciuta da tempo (la fondazione di Aquileia risale a soli 5 anni prima).
    2 punti
  16. Il vestibolo, come si vede dalle immagini che seguono, è parzialmente chiuso da un muro costruito dagli abitanti locali durante la Seconda Guerra Mondiale al fine di utilizzare la cavità come rifugio antiaereo; si può penetrare per alcuni metri all’interno su una cengia rocciosa che poi diviene impraticabile Perché ve ne parlo? Perché ero a conoscenza che dalla cavità erano uscite delle monete bronzee romane ma non avevo notizie più precise in merito. Avendo trovato il testo di riferimento della segnalazione, vi posto il paragrafo tratto da: Stanko Flego - Lidija Rupel - Matej Župančič, “Ricognizioni topografiche e archeologiche a Bagnoli della Rosandra”, Borgolauro, Rivista semestrale di Storia Lettere ed Arti della Fameia Muiesana, Anno IX – N.13 – Muggia 1988. Pagine 57-59.
    2 punti
  17. RIC 2132 senza grossi dubbi saluti
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  18. Ciao a tutti! Probabilmente qualcuno di voi avrà già visto quelle tabelle della storia della terra condensate in un giorno, dove l'uomo sapiens esiste da due minuti e 20 minuti fa si sono estinti i dinosauri; ebbene, prendendo spunto da una discussione di un collega - ciao @jaconico ! - ho preparato questa tabella della storia della numismatica ed accessori pressandoli in una giornata: -> Click per ingrandire l'immagine! Un secolo qui dura 60 minuti: se non ho fatto casini con i calcoli, i miniassegni non son durati neanche il tempo di una sigaretta Questo per cercare di dimostrare perchè certe mode sono state passeggere, altre sono rimaste stabili - l'ulima scheda telefonica è stata emesa nel 2018 (se ho capito bene) ma di sicuro non erano più così diffuse. Qui trovate il file per eventuali modifiche e/o suggerimenti Tra tutte 'ste crisi, cerchiamo di divagarci un po'! Servus, Njk
    1 punto
  19. Ciao Per me non vi è dubbio. Un falso d' epoca ottenuto per fusione. L' aspetto ed i " crateri " non mentono....senza veder dati ponderali☺️ Ottimo acquisto specie se per una cifra irrisoria!
    1 punto
  20. Salve a tutti! Oggi sono riuscito a scovare una bella ciotola di mercatino con tre ottimi acquisti (e un bel regalo della mia ragazza) ad 1€ l'uno, finalmente ho potuto sistemare in collezione due monete che cercavo da tempo! 10 Cents 1933 East Africa 50 Matonas 1931 Etiopia
    1 punto
  21. Conoscendomi,ne avrei messi da parte un bel pò,ma essendo figlio degli '80, beh,li acchiappo? Saluti?
    1 punto
  22. Ciao! Assolutamente d'accordo. Croce e delizia di tante monete veneziane. saluti luciano
    1 punto
  23. Pare Filippo III
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  24. Saluti di buona domenica a tutti! I soldi avendo più o meno appena lasciato la carta di credito, mi butto immediatamente sul forum preferito per condividere con voi l'ultimissimo ed recentissimo pezzo in collezione! Non è ne FDC ne SPL, In tutto, un BB direi, ma mi sembra avere una buona patina, senza traccia di pulitura od altri difetti vistosi o deturpanti! Una moneta quasi più collezzionabile di quei tondelli del secondo tipo mal pulite o lucidate che riempiono i ranghi dei pezzi a cui il mio portafoglio può accedere! L'ho pagata 395 tutto compreso, e con tanto di foto del venditore passabile in più! Per ora gli ho già fatto spazio, e aspetto con ansia il suo arrivo! Graditissimi pareri e commenti - anche quelli contrari! LRC
    1 punto
  25. So di dire una cosa banale, ma anche ai nostri giorni, in fondo, facciamo un po' la stessa cosa quando buttiamo le monetine (di solito di basso valore) nella Fontana di Trevi (tanto per fare un esempio) o nei pozzi (mi viene in mente il pozzo di San Patrizio ad Orvieto). In quel semplice gesto riconosciamo il valore dell'acqua come fonte (guarda caso) di vita, di benessere, di speranza. Indirettamente, in questo approfondimento, @Illyricum65 ci ha ricordato l'importanza dell'acqua, proprio in questi giorni di estrema siccità. Buona domenica da Stilicho
    1 punto
  26. Buongiorno a tutti. Alberto ho ricevuto la minuscola vicereale e la condivido con nuove immagini, dalle quali almeno io non scorgo tracce di legenda. Confermo il peso di grammi 0,65
    1 punto
  27. I think the thread was resurrected because the coin will be auctioned again this time with an NGC certification https://coins.ha.com/itm/greek/ancient-coins/sicily-syracuse-time-of-dionysius-i-405-370-bc-ar-decadrachm-ngc-choice-au/p/3101-12084.s?ic4=ListView-ShortDescription-071515
    1 punto
  28. Non era facile per la mancanza di punteggiatura (; dopo il secondo 1) e dell’apostrofo tra 1 e 1. Buona domenica da apollonia
    1 punto
  29. Il culto delle acque è molto diffuso nella penisola italiana fino dall’età preistorica (es. Grotta Scaloria (1)) e protostorica (es.civiltà nuragica (2)? l’uomo si rese conto ben presto del valore vitale che aveva l’acqua e l’associazione a figure divine/mitologiche che potessero favorire il perpetuarsi del suo scorrere fu precoce. L’acqua è fonte di vita, animata, dotata di una forza che andava controllata: la sua scarsità risultava nefasta (siccità), una improvvisa abbondanza poteva risultare altrettanto pericolosa (es. alluvioni). Questa tendenza a conferire un’importanza magica all’acqua e nello specifico alle sorgenti da cui scaturisce è pressoché universale, si manifestò anche al di fuori della penisola italiana in culture non italiche o comunque estranee agli influssi della sfera cultuale mediterranea: nell’area celtica lo testimoniano gli abbondanti casi di offerte votive di armi (ritualmente “uccise” ovvero ripiegate) in aree umide (laghi, fiumi, fonti o aree palustri)(3, 4) anche in età protostorica. Nella Britannia preromana sono note molte divinità celtiche che hanno dato in seguito il nome al fiume che tutelavano: Sabrina/Severn, Clutoida/Clyde, Belisama/Mersey, Devona/Devon, Verbeia/Wharfe, Matrona/Marna. In Irlanda il mito riportava che Boann, Sinann e Banna erano delle ragazzine curiose che cercando la saggezza immortale si recarono a un pozzo alle foci dei rispettivi fiumi: il Boyne, lo Shannon e il Bann. I pozzi, furibondi per esser stati disturbati, niente affatto desiderosi di rivelare segreti, strariparono facendo affogare le giovani indagatrici. Così, diceva la leggenda celtica irlandese, si formarono i grandi fiumi della terra. E’ probabile che storie analoghe sulle dee-fiume venissero narrate anche in Britannia e Gallia. In prossimità delle fonti del fiume Senna sono stati trovati santuari dedicati alla Dea eponima, con numerosi ex-voto (stampi di terracotta rappresentanti arti con medicazioni di vario tipo, e soprattutto coppie di occhi di lamina di bronzo), offerte in denaro contenute in vasi di terracotta, composizioni di statuette lignee e raffigurazioni della Dea che manovra un'imbarcazione conformata come un uccello acquatico e dotata di un unico remo, da usarsi in posizione eretta (5). Oltre alle fornitura dell’acqua, indispensabile alla vita, si riscontrano poi frequentemente attestazioni di culti in fonti di acque termali. E’ recente lo spettacolare rinvenimento di San Casciano dei Bagni(6) dove sono state rinvenute numerose monete romane imperiali, ex voto e statuette deposte per procacciarsi la benevolenza della ignota divinità (ctonia?), che esprimeva il suo grato compiacimento producendo l’acqua curativa. A duemila chilometri di distanza, ai confini settentrionali del mondo noto, presso Aquae Sulis (attuale Bath) ile popolazioni locali romanizzate si appellavano alla Dea sincretica Minerva Sulis e con devozione donarono monete e costruirono delle Terme tuttora in funzione (7). Nel 410 d.C. Roma abbandonò la Britannia al suo destino ma le Terme continuarono a essere attive… E si continuano a rinvenire monete romane deposte in antichità a mo’ di omaggio (8)…
    1 punto
  30. MUSICHE CELESTIALI Buona domenica da Stilicho
    1 punto
  31. DRAMMA IN ALLESTIMENTO Buona notte da Stilicho
    1 punto
  32. No, erano abbastanza carine a mio avviso Queste erano le prime: http://www.all-cards.net/storia-delle-schede-italiane-le-giallo-blu-sida/ Poi vennero quelle orizzontali:
    1 punto
  33. A mio modesto avviso l'ardua sentenza non esiste: la questione è impossibile da risolvere. Il classico "cane che si morde la coda", la stranezza che più si cerca di spiegare più diventa intricata (in questo mi ricorda la fisica quantistica moderna)
    1 punto
  34. @Litra68, riguardo al simbolo "Croce biforcata" al rovescio, ho un Tornese del 1590 che lo riporta.
    1 punto
  35. A me a dir la verità sembra che facciano proprio il contrario. Altro che piedi di piombo... hanno creato un nuovo prodotto e ora sfruttano all'inverosimile l'effetto novità, che entro pochissimi anni andrà a esaurirsi. L'anno scorso hanno testato il prodotto e quest'anno hanno moltiplicato l'offerta aumentando numero di monete e tirature. Poi, ad un certo punto, quando vedranno che l'effetto novità si esaurisce si inventeranno un altro prodotto.
    1 punto
  36. Ciao Cristiano @Asclepia naturalmente siamo nel campo delle ipotesi e non vorrei essere il solito che posta delle "teorie non ortodosse", quindi è solo un mio parere personale. E' indubbio però che la monetazione di Rame di Gioacchino presenta delle anomalie nei tondelli che sono difficilmente riscontrabili in altre tipologie. Mi riferisco in particolare alle mancanze di conio che si presentano con dei buchi oppure alle schiacciature molto frequenti. Può essere che parte dei tondelli di questo tipo siano stati coniati sui 6 Tornesi di Ferdinando IV ( 1799-1803 ) già con qualche difetto "ab origine". Fosse così, "sorge spontanea la domanda" come diceva un noto giornalista: perchè le monete di rame di Murat non presentano le immagini fantasma presenti su molti esemplari Reimpressi? Probabilmente perchè il tondello veniva scaldato ad una temperatura elevata, troppo elevata. Si formavano delle bolle che si sarebbero trasformate in buchi. La moneta ,una volta coniata ed ancora caldissima, veniva prelevata con delle pinze che causavano le schiacciature su una lega molto malleabile. Mi sono fatto questa idea guardando un numero notevole di 3 Grana/Grana 3 ed acquisendone qualcuno che presenta queste anomalie. Eccone uno che presenta dei chiari segni di schiacciature che ritengo essere "da pinza" e quindi appena dopo il conio. Naturalmente posso sbagliarmi e chiedo a voi un parere in proposito. Buona Serata
    1 punto
  37. I FERT in incuso sul contorno non venivano incisi dalla virola ma prima della battitura da una macchina chiamata "orlettatrice rettilinea", similmente alla scritta "REPUBBLICA ITALIANA" nelle 10 lire ulivo per questo motivo l'orientamento e la posizione della scritta sono casuali. I cuscinetti dell'orlettatrice rettilinea che avevano la scritta FERT in rilievo con l'usura perdevano il rilievo dei caratteri fino a scomparire
    1 punto
  38. Mah, a me pare che i giudizi, espressi dai più (fra cui il mio), propendano per l'autenticità, ovviamente la certezza non può averla nessuno, ma questo fammi dire sta nelle cose, accontentiamoci.... D'altro canto non credo che insinuando dubbi, o disseminando perplessità, senza avere particolare competanza, si contribuisca così tanto alla discussione che rischia appunto di divenire infinita e poco interessante...
    1 punto
  39. Ho sempre cercato di privilegiare le monete che potessero simbolicamente essere associate a un valore che andasse oltre la moneta come mezzo di pagamento, la moneta valore. Molti autori hanno parlato di cosa può diventare a seconda delle situazioni, gli avvenimenti, una moneta, la moneta diventa valore, anche disvalore, simbolo, icona. Vediamone qualcuno che è anche diventato cavallo di battaglia di alcuni autori, per Le Goff il denaro è maledetto e sospetto, l'avarizia è peccato, per Lucia Travaini la moneta può diventare a seconda dei casi, moneta memoria, moneta identità, la moneta nelle tomba può assurgere al messaggio più elevato di tramite tra i pellegrini e il Santo venerato, ma la moneta poteva anche essere icona, era protettiva, porta fortuna, diviene simbolica nei riti di fondazione, ma anche reliquia da conservare. Nella storia la moneta assume vari significati, basti pensare ai trenta denari di Giuda, al denaro come elemosina di San Francesco, ma tanti ancora possono essere i valori che la moneta assume nelle varie situazioni. Studiando la monetazione milanese mi sono imbattuto in un altro significato, non tanto divulgato secondo me che la moneta aveva assunto in un particolare e travagliato momento storico della vita di Milano. Siamo negli anni 1848 - 1849, la moneta viene tagliata a forma di scatola, si può aprire e chiudere, può contenere messaggi, dispacci, immagini, a volte dagherrotipi. I casi più conosciuti ricorrono nel 5 lire del 1848 del Governo Provvisorio di Lombardia, ma anche nei 10 e 5 centesimi del 1849 di Francesco Giuseppe I. E allora, come mi è sempre piaciuto, la moneta si mette a raccontare storie, fa sognare, penso ai patrioti delle Cinque Giornate che si mandano messaggi o figure di patrioti, la moneta fa la storia, diventa protagonista, diventa mezzo di comunicazione, di propaganda, trasmette sogni. La moneta porta messaggi, la moneta patriota, anche le monete hanno fatto la storia e in questo caso non è un modo di dire, è realtà storica..., e ora qualche immagine di queste monete, sognate pure, se vorrete, con loro e con me......, Mario P.S. Qui sotto un 5 lire del Governo provvisorio di Lombardia aperto.
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  40. Buonasera a tutti , Cristiano @Asclepia posto due mie Publiche del 1791 , sono diverse tra di loro, sia per i rami che per posizione della data. Mi scuso per la qualità delle foto, ma al momento ho solo queste in galleria. Saluti Alberto
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  41. Grazie Cristiano, come sai su qualche tipologia sono proprio fissato, anche perchè ritengo le Piastre 1815-16 tra le più belle. Ho svolto un modesto studio sulla 1816, prendendo in considerazione i passaggi in asta negli ultimi 10-12 anni. E' una tabella sempre aperta, quindi non stupitevi se il campione è scarso ( una cinquantina di Piastre ). E' vero che la Variabile " Rombo - data - Rombo " non è censita, però in base ai passaggi direi che non è proprio comune. Quelle restanti sono 1816 Rombo ( le più comuni ). Ecco comunque la Tabella.
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  42. Se con "conviene" intendi economicamente, la risposta è no. Ma questo vale in generale per tutta la numismatica... Colleziona ciò che ti piace, se invece è al ritorno economico che pensi ti suggerirei di puntare su altri campi.
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  43. Il mio. Taglio con treccia in rilievo e assi orientate alla tedesca. Rovescio.
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  44. @Litra68 mi hai fatto venire voglia di postare le mie... In attesa dell'elenco tuo ?
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  45. Buonasera a tutti, ho fatto una foto d'insieme dei miei Tornesi con Tosone di Filippo IV ne manca uno all'appello , non capisco dove sia andato a finire? Non sono un granché come conservazione, ma visti insieme fanno un bell' effetto. Saluti Alberto
    1 punto
  46. Vittorio Emanuele II è in riferimento alla Prima Rassegna della Flotta del 1863 rappresentata sotto. Arka Diligite iustitiam
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  47. A' lava' a cap' o ciucc' si perde acqua e sapone. Passo e chiudo.
    1 punto
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