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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/25/22 in Risposte

  1. Riapro questa discussione per postare il mio piccolo acquisto pomeridiano. Lotto 406 Asta Maison Pruvost Numismatique 25/9/2022 Venise, Palma Nova, Siège de 1814 par les autrichiens, 50 Centimes, Av. MONta. D'ASSEo. PALMA, Couronne, 1814, Rv. NAPOLEONE IMPe. E RE / CENT 50, Cuivre, SUP. 12.35 g. 28 mm, KM 2 MIR1/R2 - Pag.281, Superbe exemplaire à la patine marron uniforme. Rare qualité! Monnaie de siège de la fin de l'Empire Français. Certainement l'un des plus bel exemplaire connu en cuivre. Ex. Burgan Numismatique Maison Florange, vente du 15 janvier 2021, lot 531.
    6 punti
  2. Ecco gli originali per informazione. https://coins.nd.edu/colcurrency/currencytext/MA-05-05-80b.html (mi dispiace 🤷‍♂️)
    4 punti
  3. Un'insolito tondello per questo grano 1678 AC/A, simbolo:X...
    4 punti
  4. io tra le monete di Carlo II, che trovo tra le più belle coniate a Napoli, ho un a coppia di ducati.
    4 punti
  5. Qualche tempo fa ho acquistato dal venditore “Sondermann Numismatics” due monete. Ecco la prima: D/: IMP C VICTORINVS P F AVG: Busto di Vittorino, radiato, drappeggiato e corazzato, a destra. R/: PAX AVG: La Pax stante a sinistra, con un ramoscello nella mano destra e uno scettro trasversale nella sinistra; V/ star nei campi ESERGO: - Questa la seconda: D/ IMP CC VAL DIOCLETIANVS P F AVG: Busto di Diocleziano, radiato, drappeggiato e corazzato, a destra R/ CONCORDIA MILI-TVM: Diocleziano, stante a sinistra in abiti militari, mentre riceve una piccola Vittoria su globo da Giove stante a sinistra appoggiato ad uno scettro; H al centro del rovescio ESERGO/ XXI Si trattava di due esemplari senza particolari pretese di rarità, tutto sommato gradevoli, ma con una particolarità: erano accompagnati dai loro vecchi cartellini di catalogazione. Ed eccoli questi cartellini, piccoli da stare dentro le caselle di un vassoio. Dalla descrizione del venditore, le monete risultavano provenire dalla “Ex Grohs-Fligély collection, 1875-1962”. Quindi le monete facevano parte della collezione di un certo Grosh-Fligèly, nato nel 1875 e morto nel 1962. Per ora fermiamoci qua. Trovo interessanti questi cartellini che fanno trasparire una certa conoscenza della numismatica romana imperiale. Nel cartellino di Diocleziano è indicata la corrispondente classificazione del Cohen (e mi sembra anche correttamente). L'opera del Cohen "The description historique des monnaies frappées sous l'Empire Romain" uscì con il primo volume del 1859 e fu completata nel 1868. Il RIC (The Roman Imperial Coinage) iniziò ad essere pubblicato nel 1923 ed il volume V (che tocca il periodo in cui cadono le due monete) è del 1927. E' probabile che il nostro avesse dimestichezza soprattutto con il Cohen che però, come sappiamo, ha i suoi limiti in quanto ha fonti poco attendibili ed ha una valenza per lo più antiquaria. A maggior ragione per i "gallici" che erano davvero poco conosciuti (su di essi anche il RIC zoppica molto). Alla luce di ciò, interessante che avesse in collezione proprio un Vittorino. Gli perdoniamo, pertanto, sia il lapsus calami (Diocleianus anziché Diocletianus) sia l'errore nella collocazione cronologica di Vittorino. Al di là di tutto ciò, inoltre, anche la qualità delle monete non e' poi male, no? A questo punto la domanda sorge spontanea, come si suol dire: ma chi sarà mai stato questo Grohs-Fligély? Che tipo di collezione era? E’ partita così una mia piccola indagine numismatica senza grosse pretese, ma animata dalla volontà di cercare di capire a chi fossero appartenute le monete prima di finire nelle mie mani. Quindi ho iniziato qualche ricerca ed ecco a cosa sono giunto. La storia comincia dai due fratelli Adolf ed August (nati rispettivamente nel 1808 e 1810) appartenenti alla nobile famiglia austriaca dei Fligély. Dei due il più famoso era August che era un ufficiale, un cartografo ed un feldmaresciallo austriaco. August si era sposato tardi in età ed il suo matrimonio era stato senza figli. Di Adolf sappiamo molto meno, se non che morì di tifo e che, prima di morire, ebbe una figlia di nome Emilie. Tuttavia, allora, ciò che contava nelle famiglie nobili era avere un erede maschio che portasse il nome di famiglia. E questo arrivò quando Emilie sposò un noto farmacista di nome Anton Grohs al quale passò, con solenne dichiarazione, la nobiltà, lo stemma ed il nome dei Fligély. Da allora, la famiglia avrebbe avuto il doppio nome di Grohs-Fligély. Anton Grohs, inizialmente, era stato avviato dalla famiglia al sacerdozio, ma dopo due anni di studio in seminario capì che quella non era la vita che faceva per lui; lui voleva studiare farmacia, campo al quale si era avvicinato grazie alla amicizia con alcuni giovani medici. E così, dopo essersi guadagnato da vivere prima lavorando in una birreria e poi in un conceria, finalmente divenne farmacista lavorando in diverse farmacie di Vienna. Di indole curiosa e animato da spirito innovativo, inventò e allestì preparazioni di gelatina utilizzata per la prodizione di capsule, compresse, confetti e supposte divenendo famoso nel suo campo tanto che, nel 1870, ricevette la concessione per gestire una grossa farmacia di Vienna, l’Apoteke zur Austria in Wahringstrasse 18 e che e’ esistente ancora oggi: Anton ebbe cinque figli, quattro femmine ed un maschio; il maschio era August, nato nel 1875: e’ proprio il nostro collezionista. Con la morte di Anton, la farmacia fu inizialmente gestita insieme da tutti i componenti della famiglia, anche se l’unico farmacista era proprio August, come sembrerebbe testimoniato da questi strani annunci trovati in rete in parte in tedesco (grassetto) ed in parte (credo) in ungherese (sarebbe interessante se qualcuno potesse tradurli bene: io ci ho provato, ma mi sono perso subito): Interessante, in particolare, questo secondo annuncio. Ipotizzo possa indicare una sorta di un preparato galenico brevettato (zäpfchen ho visto che vuol dire “supposte”), ma anche qui sarebbe utile una traduzione ad hoc. Ciò porterebbe August sulla linea del padre Anton, al punto da essere riconosciuto nel 1913 “reale fornitore” degli Asburgo. August Grohs-Fligély e’ morto nel 1962: Quindi abbiamo identificato il collezionista, ma purtroppo non sappiamo molto di più della sua collezione. Ho provato quindi a scrivere a Sondermann. Ecco la sua risposta: Hello, Sorry, I don't have much Information about Grohs-Fligely. He was an Apothecary in Vienna, Austria. His collection was auctioned by Dorotheum in June 2020. That's all I know about him. Best regards, Sebastian Sondermann Quindi la sua collezione è stata venduta all’asta da Dorotheum nel giugno 2020. La sensazione è che la collezione dovesse essere piuttosto cospicua, magari non solo di monete romane. Del resto, la disponibilità economica doveva averla. Ieri ho provato a scrivere a Dorotheum; attendo la risposta; vi terrò aggiornati. Qui finisce questa piccola ricerca. Spero di non avervi annoiato. Io mi sono divertito e, per di più, ho ricostruito alcuni passaggi precedenti delle mie due monete, cosa che rappresenta (a mio avviso) un valore aggiunto per i pezzi in collezione. Infine, abbiamo conosciuto un po' questo farmacista austriaco con la passione per le monete (solo romane?). E voi sapete qualcosa in più su questa collezione? Avete qualche esemplare che ne ha fatto parte? Chiudo con un ringraziamento particolare all'amico e collega Curatore @grigioviola. Un saluto a tutti voi da Stilicho
    3 punti
  6. Due tornesi 1680, il premio coniato a martello, il secondo a bilanciere.
    2 punti
  7. Una riproduzione con lo stesso numero di serie (25480) 1780 - Eight Dollar
    2 punti
  8. @Litra68, spero di far cosa gradita nel condividere nella tua discussione anche falsi d'epoca delle monete di Carlo II. 8 Grana 1688
    2 punti
  9. Una foto del 1899 che rappresenterebbe Elisabetta II del Regno Unito? Bizzarro. In quell’anno regnava Sua Maestà Alexandrina Victoria, sua trisnonna, madre di Edoardo VII, nonna di Giorgio V, e bisnonna di Giorgio VI…🤣
    2 punti
  10. Dopo la riforma monetaria che portò i tarì al valore di 22 grana si presentò il bisogno di creare un nuovo taglio per facilitare gli scambi commerciali... È fu così che nacque la moneta da 8 grana,che sommato al tarì riformato raggiungeva la cifra di 30 grana,pari a 3 carlini...
    2 punti
  11. Non ne dubito … diciamo che preferisco ancora illudermi che le monete - uno degli step piu’ fondamentali nell’ evoluzione sociale ed economica dell’Uomo - abbia ancora un granello di spessore culturale in piu’ rispetto alle figurine e anche alle gemme ( Claudio non mene voglia anche queste ultime rivestono un’importanza eccezionale nell’evoluzione della Terra - ma qui parliamo soprattutto di valore culturale). e questa culturalita’ appunto e’ il valore che maggiormente dovrebbe venire enfatizzato, venendo prima di quello venale o di investimento che gli ‘slab’ purtroppo contribuiscono invece a standardizzare. in buona sostanza se standardizzo un bene, lo rendo il piu’ possibile fungibile, inquadrandolo e gradandolo automaticamente metto prima il suo valore economico e di scambio sul mercato e di conseguenza ne deprimo l’individualita’ , la sua culturalita’ , la storia che mi puo’ raccontare la singola moneta. ecco perche le monete antiche - dove l’individualita’ ’ anche culturale, e’ massima sono quelle che meno si adattano alla pratica dello ‘slab’
    2 punti
  12. Buongiorno amici, anzi buon pomeriggio...finalmente ho aggiunto un nuovo pezzetto alla mia collezione murattiana, moneta anche piuttosto rara, qui la variante consiste nel grosso punto a chiudere la legenda dopo SICI 2 GRANA 1810 Dritto: GIOACCHINO NAPOLEONE RE DELLE DUE SICI . (grosso punto) Rovescio: PRIN .E GRAND'AMMI. DI FRAN. e data non spaziata. Taglio : serpentina in rilievo La moneta come ben si vede ha un difetto di conio dovuto ad una frattura dello stesso, è la prima che trovo con quella "bella e abbondante" frattura in quel punto. La moneta vi dico la verità anche l'avessi già avuta in collezione l'avrei presa comunque, la conservazione infatti è degna di nota, la moneta ha dei fondi praticamente e potrei togliere il praticamente, intonsi!!! Si vedono raramente così "lissi lissi" sembrano il culetto di un bambino. Ha i classici difetti dovuti al conio stanco ma è di conservazione superiore. A voi le foto e graditi i pareri di tutti...cito chi magari non mi commenterebbe, altri li conosco e so che diranno sicuro la loro in qualche modo @dareios it @rhoss @nikita_ (che sento sempre volentieri, anche se mi dice che lui di conservazioni e simili si intende poco) @Releo @gennydbmoney e ripeto e tutti quelli che vorranno esprimersi...se qualche amico ha in collezione sta variante e pregato di condividerla (non è la prima che vedo con il punto grosso, ma è la prima che vedo con quella frattura, magari poi il conio a smesso di lavorare). Eccovi le foto...per me un gioiellino, i fondi sono eloquenti. Grazie a chi si esprimerà
    2 punti
  13. Segnalo questo interessante esemplare di Ottavo di scudo della croce a nome del Doge Pesaro che sarà esitato nella prossima asta Hirsch del 23/9: Lotto 2930. ITALIEN-VENEZIA, REPUBBLICA Giovanni Pesaro. 1658-1659, Ottavo di Scudo d. Croce o.J. (Mmz. BV = Benardino Vizzamano). Kreuz mit Weinblättern. Rs: Markuslöwe in verziertem Schild. Montenegro 1791 vgl. Paolucci 9. Hübsche Tönung. Kleine Randausbrüche. 3,78 g. RRR ss Da: https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pesaro Figlio di Vettor ed Elena Soranzo, uomo ricchissimo, fece una rapida carriera nell'amministrazione pubblica venendo eletto più volte senatore e consigliere, giungendo a ricoprire in un paio di occasioni la carica di Vice-doge. Nonostante tutti questi onori numerose macchie infamanti oscurarono a lungo il suo nome: nel 1642 aveva abbandonato la guarnigione di Pontelagoscuro all'arrivo dei nemici nonostante ne fosse il comandante, durante gli anni successivi s'era macchiato di malversazione ed appropriazione indebita. Durante un rettorato in terraferma aveva rubato dalle proprietà dei suoi amministrati. Vedovo di Lucia Barbarigo, si diceva che avesse sposato una governante dai facili costumi. Il fratello venne bandito a vita per numerosi crimini. Eppure, pur con queste macchie, il Pesaro era riuscito a risalire pian piano la china e poco prima, con un lungo discorso al Maggior Consiglio, aveva convinto i nobili, titubanti, a proseguire la guerra offrendo egli stesso 60.000 ducati. Questo nuovo atteggiamento gli fruttò grandi consensi tra le famiglie aristocratiche e gli permise di candidarsi allo scrutinio del 1658. L'8 aprile 1658 riuscì sin dal primo scrutinio ad imporsi sugli altri, grazie all'appoggio della maggior parte dei nobili. Sofferente da tempo di problemi di salute, nel giugno del 1658 venne colpito da una malattia sconosciuta e perse tutti i denti. Il doge Pesaro morì il 30 settembre 1659 dopo soli diciassette mesi di governo e venne sepolto con grande pompa nella basilica dei Frari, dove gli fu poi eretto un sontuoso monumento. d
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  14. Un esemplare di statere di Terina con particolare figurazione della testa della ninfa al diritto . Definito dal compilatore forse il 7^ esemplare noto di questo unico conio del diritto . Sarà il 3 Novembre in vendita Harlan&Berk 221 al n. 41 .
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  15. Questo invece è l'esemplare illustrato da Holloway-Jenkins (Terina, Bellinzona 1983, n. 21) proveniente da una collezione privata.
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  16. Aggiungo altri due esemplari, il primo da New York (SNG ANS 810: gr. 7,69), il secondo dal ripostiglio di Altamura (IGCH 1923), pubblicato integralmente nel 1987 da Guzzetta nel Bollettino di Numismatica (cat. n. 165: gr. 7,65):
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  17. Siamo sicuri che si tratti dello stesso tipo di conio? il R/ mi sembra molto carente di dettagli, e al D/ il naso è molto piu pronunciato ...
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  18. @Matteo91 Una buona sintesi sugli argomenti che vuoi approfondire è l'Oxford handbook of greek e roman coinage, più facilmente reperibile ed economico del Kraay e con riferimenti bibliografici per ogni capitolo, di seguito ti posto i link per visionarne il contenuto e quello dove reperirlo eventualmente: https://academic.oup.com/edited-volume/27945 https://www.amazon.it/Oxford-Handbook-Greek-Roman-Coinage/dp/0199372187 Sulla monetazione ateniese e i mitici tetradrammi in particolare, un ottimo, recente ed economico testo è The Athenian empire: using coins as sources, di cui puoi trovare un'anteprima su Amazon: https://www.amazon.it/Athenian-Empire-Using-Coins-Sources/dp/1107686709/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=&sr=
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  19. DE GREGE EPICURI La serata ormai è imminente. Per motivi tecnici, forse sarà l'ultima che riusciremo a mandare anche in video, almeno per un po' di tempo. Vi consiglio quindi caldamente di non perderla!
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  20. Per me qSpl,anche perchè,a mio avviso,la pulizia aggressiva abbassa il grado. Saluti
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  21. Grazie a tutti per gli interventi, vedo che in generale le due foto ci hanno lasciati un po’ dubbiosi nell’esprimerci. Mi fa piacere non essere solo in questo caso. Dux-sab è più convinto d’altro canto, e non riesco a dargli torto. Così come è vero quello che nota Tinia. O hanno aggiornato a nuove tecnologie le tecniche di clonazione o certi particolari sarebbe impossibile ripeterli senza variazioni macroscopiche. Per le foto, sinceramente, i metodi usati nelle immagini proposte da questi due commercianti non li ho mai graditi particolarmente, per motivi differenti ho trovato entrambe spesso “innaturali”. Parere personale ovviamente, ma che vedrei confermato dal caso in questione. Ho appena provato a cercare i tre esemplari in ambito museale cui si riferisce la nota del catalogo di Berk. Credo di averli trovati, anche se ho qualche dubbio residuo sul secondo da Londra, perché una pulizia deturpante ha un po’ alterato i rilievi, in ogni caso la tipologia è quella corretta, la coppia di conii sembrerebbe la medesima e Berk menziona un unico conio di incudine per questa particolare emissione. Dal British Museum l’esemplare più completo, con un segno di saggiatura. A Londra dal 1841, acquisito da Thomas Burgon (1787-1858), mercante a Smirne fino al 1841circa e dal 1844 al 1858 assistente dello stesso museo. Peso 7.37 grammi. Sempre dal British Museum un esemplare lì conservato grazie al lascito Lloyd del 1946. Peso 6.81 grammi. Dal monetiere della Biblioteca Nazionale di Francia l’esemplare proveniente dalla collezione del Conte François Chandon de Briailles (1892-1956), membro di una importante famiglia di produttori di champagne. A Parigi dal 1953, peso 7.60 grammi.
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  22. ci vorrebbero ancora un paio di foto, comunque per me siamo sul q.spl/spl
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  23. Ciao, coperchio in rame con la parte decorata placcata in oro e con appicagnolo, la vedo un pò improbabile
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  24. il lustro c'è più al rovescio che al dritto.. un spl+ ci starebbe pure.. però ci sono parecchie tracce di pulizia che sicuramente la penalizzano.. perciò per me vale anche meno di uno spl+
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  25. Bastano due minuti per trovare sul web l’origine di questo film dei fratelli Lumiere, girato nel 1899/1900 da Gabriel Veyre: https://english.factcrescendo.com/2022/09/10/video-shared-claiming-queen-elizabeth-ii-throwing-food-to-africans/amp/ La moglie e la figlia di Paul Doumer, governatore generale dell’Indocina e futuro presidente della Francia, davanti ad un tempio annamita (Vietnam) gettano monete a dei bambini. L’immagine rimane molto disturbante ma nella fattispecie, si riferisce al passato coloniale francese.
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  26. È una moneta commemorativa dell'epoca di Costantino I. Potrebbe commemorare il padre Costanzo, o Claudio II, o Massimiano. Il rovescio inizia con REQVIES. La zecca mi sembra Siscia. Per oggi, senza libri, non so aggiungere altro... Arka Diligite iustitiam.
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  27. In effetti hai fatto bene a non prenderla. Bisognerebbe averla in mano, ma sospetto sia Cancro del Bronzo.
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  28. Direi un AE3 di valente (D N VALENS P F AVG al diritto), con GLORIA ROMANORVM al rovescio, con l'imperatore che trascina un prigioniero mentre tiene un labaro nell'altra mano. Zecca di Siscia.
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  29. Ciao, credo che sia un 2 grani del 1815, il 5 finale è piuttosto deturpato facendolo somigliare ad un 9. Riguardo la scritta quel che credi essere IU non è altro che III , l'usura ha unito il secondo e terzo carattere III tale da sembrare una U. La X sembrerebbe solitaria ma non è altro che quello che è rimasto di un REX usurato, e sempre colpa dell'usura la H di HIER la fa sembrare una E. Ma è giusto che aspetti qualche altro intervento più qualificato.
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  30. Buona Domenica @VALTERI, Vedi sempre molto lontano 😊 Mi sovviene un vetusto “Ahi! Ahi Ahi! Signora Longari..”, accompagnato da un’amarezza del tutto estranea alla celebre “uscita” attribuita a Mike Bongiorno. Da una recente asta Numismatik Naumann GmbH del 03-04-2022, la numero 115 al lotto 104, peso grammi 7,62, diametro 20 millimetri. Base 80 €, aggiudicazione 325 €. https://www.biddr.com/auctions/numismatiknaumann/browse?a=2383&l=2629250 https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=6087&lot=41 Stesso esemplare? Diversi particolari non mi convincono affatto che sia così. Tra gli altri la testa della Nike, l’occhio della ninfa. Ma non è il mio campo di interesse specifico. Potrebbe essere la foto a trarmi in inganno? Cosa ne pensate? @skubydu @odisseo @Tinia Numismatica @Emilio Siculo @Brennos2 @gionnysicily @dracma Purtroppo non dispongo dei necessari riferimenti bibliografici per approfondire questa emissione, e specifica coppia di conii, con i dovuti confronti. Mentre potrebbe essere fondamentale accedere alle immagini dei pochi, a quanto pare, esemplari noti. Certo la rarità genera appetiti, ma passare da una stima di 100€ ad una di 4000$ in sei mesi. Qualcuno aveva solo certezze e qualcun’altro solo dubbi? Classificazione e descrizione delle condizioni corrispondono del resto.
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  31. Grazie, ha i suoi difetti, ma in fondo resta una bella moneta, in mano fa ancora piacere guardarla, e nella mia collezione che non è composta solo di pezzi splendidi non sfigura affatto!
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  32. Confermo: fino a qualche anno fa mia moglie aveva il diabete alto e non subiva attacchi, ora che fortunatamente il livello di glicemia è sceso.....viene bersagliata anche lei!
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  33. Ciao succedeva anche a me poi ho scoperto di avere il diabete….Il diabetologo mi ha spiegato che il sangue eccessivamente carico di glucosio respinge le zanzare. Incredibile ma è così. Ti auguro di cuore che la causa sia un’altra naturalmente. Io da quando lo sto tenendo compensato con i farmaci quotidiani sono di nuovo bersaglio preferito dei maledettissimi insetti volanti 😰😂 Buona domenica
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  34. Ciao Antonio Anzitutto sappi che ti considero una persona di grande equilibrio e competenza e che ho sempre letto i tuoi commenti con interesse e apprezzamento. Aggiungo che questo tuo intervento è sicuramente condivisibile ed è frutto un confronto di opinioni assolutamente civile e costruttivo. Io stesso mio malgrado acquisto monete slabbate. Se mi piacciono non mi fermo davanti ai sarcofagi. Io ho solo un po’ contestato che le scatolette siano figlie naturali di una volontà dei collezionisti. Io le subisco, altri rimangono indifferenti, altri ancora ne sono soddisfatti, qualcuno entusiasta. Come dici tu ognuno è libero. Io penso che questa moda purtroppo proseguirà e tutti se ne faranno una ragione, senza drammi, continuando ad acquistare belle monete col sovrapprezzo se sono inscatolate. Già le aste veleggiano verso il 25% di diritti, aggiungiamoci anche il plus degli slab e poi non stupiamoci se le grandi rarità e le alte conservazioni volano alle stelle. Buona domenica
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  35. Ciao @Cremuzio, molto interessante la figura del Genio. Contribuisco con un denario (anche questi rari ma ci sono) trovato in rete con il tempio al rovescio 🙂 ANTONIO
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  36. Confronto interessante e credo Pxcaesar e Scudo abbiano entrambi ragione. Ma la distinzione da fare e’ a priori e riguarda ‘cosa’ viene venduto/acquistato in slab prevalentemente. Tirno a ripetere che monete classiche o un bel ducatone di Savoia, una quadrupla papale possono esistere ma e’ molto raro trovarli in slab proprio perche i collezionisti che acquistano tali materiali NON li richiedono in slab. diverso e’ il discorso per materiale moderno - piu’ standard - che anzi va standardizzato e quindi lo slab - da fiera - e’ comodo. Garantisce, protegge, facilita lo scambio e la conservazione. entrambe le opzioni: CON e SENZA continueranno a coesistere - ma da qui a dire che tutte le monete inevitabilmente un domani finiranno in slab - eh no - ce ne passa. Piuttosto il contrario. Se proprio dovessi fare uno scenario previsivo vedo il rischio per i vari ‘slabbatori’ di soccombere progressivamente alla lunga se non si riprendono dagli errori che stanno puntellando il loro sviluppo. Lo slab e’ un fenomeno di mercato ma come tale e’ destinato a restare circoscritto alla cerchia che piu’ lo utilizza e ne beneficia mentre viene respinto da una parte consistente - oggi un’ampia maggioranza- del mondo collezionistico e soprattutto di quello che conta ( parlo del settore classico e pre-1800).
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  37. Magari diciamo che, almeno io, e non credo di essere da solo, non ho fatto decollare un bel niente. No perché passare da chi subisce questa specie di malversazione a chi l’avrebbe “fatta decollare”, proprio non ci sto.
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  38. Ecco da dove ha preso il nome il nostro amico @Arka😀
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  39. Complimenti per tutte le belle monete! Una menzione particolare per il carlino 1687 che è conosciuto in veramente pochissimi esemplari!! Qui un 3 cavalli 1680.
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  40. Complimenti Cristiano @Asclepia per la bella moneta acquisita. Nel Rame murattiano bisogna sempre mettere in conto, oltre all'usura quasi inevitabile per monete che erano ben accette dalle persone e quindi circolarono molti decenni dopo la Restaurazione, anche il "conio stanco", inevitabile con monete che presentavano rilievi alti ed erano coniate dalle macchine con forza non adeguata e coni madre non sufficientemente temprati. La tua moneta, pur avendo circolato poco, presenta i particolari più in rilievo mancanti di alcuni dettagli ( come quasi tutte ), fondi magnifici ed "intonsi" e si caratterizza per quella frattura di conio piuttosto evidente sul ritratto. Come scrivi è probabile che il conio sia stato sostituito a breve e pertanto sarà difficile trovarne un'altra con questa caratteristica. Nonostante questo, penso di aver trovato la "sorella più giovane"( Ex Asta Ranieri Online 5 del 04.04.2020). Presenta l'inizio della frattura sul collo, lo stesso "punto grande" dopo SICI e la legenda uguale alla tua. Presumo quindi derivi dallo stesso conio. In attesa delle vostre opinioni, eccola. Buona Serata
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  41. Medal commemorating smallpox vaccinations, France, 1830-1840 (Science Museum, London) I medici francesi ricevettero questa medaglia realizzata dall’artista francese Alexis Joseph Depaulis (1792-1867) e battuta dalla zecca nazionale per il numero di vaccinazioni antivaiolose effettuate in Francia. Obverse: EX INSPERATO SALUS -- Bull with smallpox vaccination implements above (scraper and bifurcated needle). // Reverse: VACCINATIONS MUNICIPALES DE PARIS MDCCCXIV -- Inscription surrounded by wreath. Silver, 32.71 mm, 12.80 g, Edge: Plain, smooth edge, no mint marks; struck at the French Mint prior to October 1841. Il risultato dimostra l'importanza attribuita ai programmi di vaccinazione in Francia dove la vaccinazione antivaiolosa fu obbligatoria solo nel 1902, quasi cinquant'anni dopo la Gran Bretagna. L'iscrizione latina in esergo EX INSPERATO SALUS vuol dire che la salute sorge in modo inatteso. apollonia
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  42. è una moneta tra le più comuni vittima di una bolla speculativa, non escludo che molte siano coniazioni recenti. sarebbe interessante confrontare le varie tipologie di elefanti con quelli conosciuti nell'ottocento, certi sembrano autobotti dello spurgo!
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  43. In vista ad Ottobre, del 48^ raduno, la locandina del XII, di 50 anni or sono . Un convegno di prima del WEB e di quando le aste, già allora numerosissime, erano quasi solo un recente ricordo della didattica della scuola elementare .
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  44. Condivido il mio esemplare da 2 Grana
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  45. Bella domanda! il secondo dopoguerra fu il periodo in cui si hanno le ultime monete coniate per la circolazione in Europa e nel mondo. Lo spartiacque per la coniazione di monete destinate alla circolazione è il 1980. Durante quell'anno una terribile speculazione fece salire di 10 volte il valore dell'argento mettendo fuori circolazione qualsiasi moneta in argento. Il valore intrinseco della moneta era improvvisamente diventato molto superiore a quello nominale e risultava più conveniente fonderle o cederle al valore intrinseco piuttosto che al valore nominale. A partire da quella data le emissioni di argenti per la circolazione nel mondo furono sostanzialmente trascurabili e le poche monete emesse circolarono poco o non circolarono affatto. Per la circolazione ricordo le seguenti monete (mi limito per ora a discutere francia - Spagna - Greciaa e Italia): Francia: 5 Franchi dal 1960 al 1966 12 grammi argento Argento 835/1000 (dal 67 al 69 ne vennero coniate poche e non so se in queste date fossero ancora intese per la circolazione) 10 Franchi 1965 - 1973 25 Grammi Argento 835/1000 (71 - 73 coniazione scarsa) 50 Franchi 1974 - 1980 30 Grammi Argento 900/1000 (quest'ultima data molto rara e sicuramente non realmente circolante per i motivi sovra-esposti) dal 1982 in poi (dopo il ricrollo dell'argento) vennero coniate monete da 100 Franchi del peso di 15 grammi in un numero di esemplari non trascurabile (alcuni milioni per anno). Non ho mai capito la destinazione di tali monete. Spagna: 100 pesetas 1966 - 1969 19 Grammi argento 800/1000 Grecia: 20 Drachme 1960 7.5 grammi Argento 835/1000 30 Drachme 1963 18 Grammi Argento 835/1000 Italia: 500 lire Caravelle 1958-1967 11 Grammi Argento 835/100 500 lire Unità d'Italia 1961 11 Grammi Argento 835/100 500 lire Dante 1965 11 Grammi Argento 835/1000 1000 lire Roma capitale 1970 grammi 14.6 Argento 835/1000
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  46. Per me bb-Spl la rosetta è quasi integra, per la vendita non partirei da 1 € ma da 150 € a scendere ogni volta potresti calare di 5 o 10 € fino a fermarti a 90 €, se parti da 1 euro meglio aspettare ottobre le ferie riduranno le risorse disponibili e le possibilità d'acquisto.
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