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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/17/22 in Risposte

  1. Raccolta di quattrini aquilani: ladislao giovanna II, 3 di Ludovico e renato
    4 punti
  2. Il MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospiterà dal 21 dicembre 2022 al 13 febbraio 2023 una bella mostra dal titolo "Bizantini. Luoghi, simboli e comunità di un impero millenario". L'esposizione sviluppa il tema delle fasi storiche successive all'impero romano d'Occidente, con un focus sulla Grecia, su Napoli (città "bizantina" per circa cinque secoli dopo la conquista da parte delle armate guidate da Belisario nel 536 d.C.) e sull'Italia meridionale. La mostra racconta "il millennio bizantino", approfondendo diversi temi: la struttura del potere e dello Stato, l'insediamento urbano e rurale, gli scambi culturali, la religiosità e le espressioni della cultura scritta, letteraria e amministrativa. In allestimento, oltre quattrocento reperti, appartenenti alle collezioni del Mann o concessi in prestito dai principali musei e siti archeologici che custodiscono, in Italia e in Grecia, materiali bizantini: anche grazie alla sinergia con il Ministero ellenico della Cultura, molti manufatti sono visibili per la prima volta e provengono dagli scavi della linea metropolitana a Salonicco. In allestimento, anche materiali scavati nella linea metropolitana di Napoli (Tra l'altro - per i maniaci degli Ostrogoti - c'è anche il tesoretto di Classe con un cucchiaio col monogramma di Teoderico) Un buon motivo in più (come se non ce ne fossero abbastanza) per andare a Napoli ❤️
    3 punti
  3. Buonasera a tutti, riporto su questa discussione sulle monete di Carlo II D'Asburgo. Vi presento il mio Carlino del 1687, conservazione molto scarsa ma mi accontento , magari se capiterà l'occasione lo affianchero' con uno migliore. Magliocca 38 Spulciando sul Web mi sono imbattuto in due suoi ritratti che mi hanno molto colpito, soprattutto per quello che mi hanno trasmesso anche leggendo alcune note che riguardavano la sua vita, la sua salute. Carlo II adolescente ritratto da Juan Carreño de Miranda. Il sovrano viene sempre dipinto appoggiato a dei punti fissi perché non era in grado di camminare autonomamente. Busto marmoreo di Carlo II, eseguito da Paul Strudel nel 1695. Saluti Alberto
    3 punti
  4. Anche io penso di aver espresso abbondantemente il mio punto di vista, pur considerando che la moneta è in asta pubblica e quindi va evitata la possibilità di incorrere, pur molto ipoteticamente, nella turbativa d'asta. Parlando in generale e non necessariamente sulla moneta di cui trattasi, il mio giudizio su monete riprodotte ieri o oggi, e su altre talmente ritoccate che di buono rimane al massimo il tondello, è lo stesso: trattasi di ruzziche non collezionabili. Ripeto ancora: parlo in generale.
    3 punti
  5. @Oppiano, Domenico la mia amarezza era riferita anche ai bei tempi passati con veri Numismatici come De Falco, Becker, Morello, Miatello, Fornoni, Baranowsky, Ruotolo, e tanti altri...seri, e dispensatori di sinceri consigli verso un giovane appena entrato in un mondo avventuroso come lo è la monetazione Napoletana . Ora quei tempi non ci sono più, ma da "vecchio" collezionista ho imparato che siamo noi a portare avanti questo mondo...noi siamo quelli che alla fine decidiamo cosa mettere in collezione, nessuno mi ha mai costretto ad acquistare ciò che non mi piaceva...e il tempo mi ha dato ragione, ogni moneta ha per me un bel ricordo indissolubile. Ed è questo per me il vero motivo del collezionare.
    3 punti
  6. E' proprio così. La moneta, pur nota, è stata confusa in passato con una emissione aragonese. Confusione giustificabile sicuramente da esemplari non perfettamente leggibili. Solo nel 1983 Maurizio Bonanno, nella rivista Sicilia Archeologica, Anno XVI nr. 51, rende la corretta paternità a questo denaro pubblicando il suo articolo Un inedito denaro siciliano di Carlo I d'Angiò, ovvero riclassificazione di una moneta erroneamente attribuita. Questo dimostra che la parola fine in numismatica non esiste (aggiungerei per fortuna ). Per @azaad, credo di poterti confermare che il peso superiore non sia indice di un eventuale multiplo. I denari angioini rispetto ai precedenti svevi avevano un contenuto di fino leggermente superiore . In una libbra (320.758999 gr) ci dovevano essere 7.5 trappesi d'argento (6.6824775 gr) e che da tale libbra si dovevano produrre 420 denari. Il risultato è che ogni denaro doveva avere un peso teorico di 0.763712 gr. Appare evidente la difficoltà di rispettare appieno questo peso per il singolo pezzo. L'importante era rispettare il numero di pezzi per libbra come disposto (ovviamente per i denari in mistura). Una curiosità: il contenuto d'argento per denaro (rispettando il peso legale) era di soli 0.01591 gr. Un contenuto così basso che però gli permetteva un cambio forzoso con il tarì d'oro che valeva sicuramente molto di più...
    3 punti
  7. Non so leggere l'arabo, conosco solo i numeri e la moneta in questione sembra che sia del 1196 ١١٩٦ (nostro 1782), per il resto, conoscendo la tipologia, il diametro ed il peso, ci si affida ad un motore di ricerca. quella del link per esempio è del 1191
    2 punti
  8. Secondo me SPL/FDC, bella moneta, usura veramente minima e fibbia delle briglie ancora visibile (è il rilievo maggiore) Per un confronto posto la mia, ex NAC47 e descritta nel catalogo come qFDC, posso dire che ancora non ne ho vista una più bella
    2 punti
  9. Sempre parlando in generale, una pulizia e persino un eventuale restauro ben fatto e dichiarato per me sono accettabili. Un tondello antico ampiamente reinciso non è più una moneta antica secondo me. Poi, se uno vuole metterlo in collezione fa benissimo dal suo punto di vista perché in collezione ognuno è libero di mettere ciò che vuole. Però la gente cerca sempre cose dichiaratamente non toccate (la realtà è quasi sempre differente, ma questo è un aspetto del discorso), ma non capisce spesso la differenza fra le une e le altre. Esperienza personale: avevo tempo addietro come residuo della vecchia collezione un medaglione del basso impero, rarissimo, con buco tappato e piccoli restauri. Dichiarandoli per correttezza, e del resto il venditore lo aveva fatto con me, chi lo valutava fuggiva. Non ho più le foto da mostrare ma, credetemi, non era male, né "scandaloso". L'ho dato via ampiamente sotto costo, cosa che mi capita sovente (pazienza) e chi lo ha preso lo ha rivenduto in un baleno. Trattasi di un commerciante. Come ha fatto, potreste chiedermi? Ebbene, col cavolo che ha dichiarato i restauri, me lo ha candidamente raccontato. E allora ai collezionisti bisogna dare delle sole? Io non credo, ma pare che funzioni così. Tornando alla moneta di cui tratta la discussione, sarei molto sorpreso se si vendesse realmente, visto il ritiro nella vendita precedente (non ricordo cosa successe da Tkalec).
    2 punti
  10. Buongiorno. Penso a uno denario di Carlo II di Spagna, zecca di Majorque(1665_1700.) Riferimento=Catalogo general de la moneda espanola (Jose Vicenti.)
    2 punti
  11. Non saprei. Ho comprato una sola moneta in slab da una casa d'aste tedesca, ma solo perchè la slabbatura non era segnalata. Nel garage di mio padre, che aveva una specie di officina, ci ho messo due ore per liberare la moneta e sempre sudando freddo per non rovinarla. Alla fine ho anche scoperto un piccolo colpo sul bordo non segnalato. La casa d'aste non poteva saperlo perchè era sotto la presa di plastica, ma l'ente terzo che inscatola, che piace tanto ad alcuni, lo sapeva sì, eccome! Da allora chiedo in caso di dubbio se è slabbata la moneta di mio interesde e se sì, mi astengo dall'acquisto. Arka Diligite iustitiam
    2 punti
  12. diciamo che - in ogni caso - non sono falsi! Poi (Questa affermazione è da prendere con le pinze!) quelli del '21 e del '22, se sono "belli" o particolari (come i miei di sopra) è molto probabile che siano stati fatti non tanto per la necessità degli stessi, se poi non sono circolati e sono FDS, o se il venditore ne ha un raccoglitore pieno di tutti perfetti e uguali... si parla anche di "Serienscheine" https://de.wikipedia.org/wiki/Serienschein Le "banconote in serie" furono stampate e messe in circolazione in Germania durante il periodo dell'inflazione dal 1917 al 1922 da città e comuni, ma anche da privati, come sostituto degli spiccioli mancanti. La loro validità era limitata e durava solo pochi giorni in occasione di fiere o altri eventi. Una legge del Reich del 17 luglio 1922 ne vietò poi l'emissione. Nella maggior parte dei casi, una serie è composta da banconote in tagli da 10 pfennig, 20 pfennig, 50 pfennig, 75 pfennig e un marco. Le banconote in serie hanno spesso un design artistico, realizzato con silhouette o stampe multicolori. Esistono anche serie fotografiche che mostrano la città o i suoi dintorni. Le "banconote di serie" erano destinate ai collezionisti che le raccoglievano come francobolli. Gli emittenti delle banconote, le città, i comuni, ma anche gli albergatori, le aziende e le associazioni, hanno generato un reddito aggiuntivo vendendo le banconote di questa serie con un sovrapprezzo. Insomma: tanto per capirci, questo - da 5 Pfennig, del 1919 - tu lo potresti definire "vero" questo... no! Un libro gratis World Notgeld 1914-47 / A Guide & Checklist And other Local Issue Emergency Money lo trovate qui, basta "registrarsi" https://www.academia.edu/41221582/A_Guide_and_Checklist_2nd_Edition_And_other_Local_Issue_Emergency_Money Servus, Njk
    2 punti
  13. Spesso ne abbiamo discusso di quanto interventi di totale ridefinizione su una moneta antica fossero leciti ..vero è che ciascuno in collezione puo mettere quello che vuole, pero il rischio è, se parliamo di autenticità del solo tondello di sdoganare pure altre tecniche che con i tondelli antichi vanno a nozze... e che poi, a mio modesto parere poco si differenziano.
    2 punti
  14. Trovato su un annuncio su ebay: 2023 lituano per l'Ucraina
    2 punti
  15. Il nomen, "Norbanus", denota una provenienza della gens del monetiere da Norba, attuale Norma in provincia di Latina. Si tratta dell'unica emissione attribuita a questa gens. Nell’83 era console un Gaio Norbano, insieme a Scipione Asiageno (autore del denario rrc 311/1); il R/ allude ad una sua impresa dell’88, quando - pretore in Sicilia durante il bellum sociale - aveva organizzato una flotta per approvvigionare Reggio, assediata dagli insorti. Amisano osserva che gli elementi che lo compongono sono anche simboli del potere militare: flotta, politica e approvvigionamenti Il monetario dovrebbe essere suo figlio e potrebbe essere anche il monetario di rrc 491/1 (Crawford) oppure suo padre (Amisano). La raffigurazione di Venere colla spiga di grano deriva dalle credenze astrali degli antichi Mesopotamici. Essi associavano il transito della Luna Piena nella costellazione della Vergine (associata da sempre alle Dee più importanti essendo l'unica componente femminile dello Zodiaco) con il periodo primaverile, ossia in concomitanza con le prime apparizioni di grano. È anche per questo che essi chiamavano la costellazione, inizialmente, il solco, associandola appunto alla prosperità terrena. Con l'epoca classica poi il simbolismo della fanciulla ha preso il sopravvento, e la Vergine/Venere è diventata direttamente anche un simbolo di prosperità. In origine la Vergine/Venere doveva essere associata alla Dea del grano Babilonese Nidoba e questo portò, secondo la tradizione, ad identificare la costellazione come Isthar, ossia la moglie del Dio del mais. Il fascio littorio si crede fosse composto da 12 verghe e una scure a doppio taglio; si crede che appunto il numero 12 sia di origine etrusca, 12 come il numero di città che essi fondavano in ogni regione e 12 come i Littori che precedevano i Consoli, e poi gli Imperatori fino a Domiziano. Il numero 12 è stato associato dunque alle divinità principali, 6 femminili e 6 maschili (Giunone, Vesta, Minerva, Ceres, Diana, Venus; Mars, Mercurius, Jovi, Neptunus, Volcanus, Apollo), tra cui è presente Venere; da questo forse l'associazione colla dea.
    2 punti
  16. Personalmente penso che sia la stessa moneta. Le foto,come detto nei post precedenti, in questa moneta hanno un ruolo determinante. Nella foto di Thalek, si vedono molto bene i piani levigati nelle altre invece si vedono, oltre alla lisciatura, delle lievi corrosioni sia nei fondi che nel bordo che possono ricondurre all' autenticità della moneta. Penso che la visione dal vivo oppure quella del bordo possano essere le prove definitive per esprimersi sull' autenticità o meno della moneta. In percentuale,anche se la moneta sembra una medaglia od un gadget pubblicitario e non potendola esaminare dal vivo sono a favore del 90% per l' autenticità. Con @Tinia Numismatica condivido in pieno il suo giudizio su quella persona che si considera esperto in falsi.... Buonanotte!!!!
    2 punti
  17. La prima dovrebbe essere : Tunisia - Mahmud I - 1 Kharub ah1153 (1740). Tunisia AH1153 Kharub Coin : Mahmud I – Antique Coins World
    2 punti
  18. Ho aperto questo thread per una discussione generale sulla fase d'introduzione dell'euro in Croazia, interessante da osservare non solo tecnicamente ma anche perchè avviene in un periodo non proprio facile, e dei primi tempi della sua circolazione. L'attuale periodo di difficoltà economiche, in questo caso in particolare l'ondata di alta inflazione che coinvolge mezzo mondo , vede la Croazia con un'inflazione al 12% circa, leggermente superiore a quella media dell'UE attestata al 10%. E' senza dubbio il peggior contesto in cui ci si potesse ritrovare in una fase delicata come il cambio della valuta, perchè fra l'altro aumenta il rischio di quelle speculazioni nel periodo iniziale di circolazione dell'euro in forma contante unitaria che tutti noi (veterani) conosciamo benissimo. Quello a cui poi seguì l'ancor più noto, esasperante gran concento di lamentele e chiagni & fotti assortito sull' "euro che ha fatto aumentare i prezzi", "l'euro che ci ha rovinati" ecc. ecc. , cavalcato e fomentato da certa politica, oggi - anno 2022 di N.S. nonchè anno 23 di N.S. l'Euro - indebolito ma non ancora scomparso. Sia come sia, la Croazia sta procedendo secondo programma. Con la doppia prezzatura di tutte le merci e i servizi, obbligatoria dal 5 settembre 2022 al 31 dicembre 2023, ha pure avviato la campagna d'informazione dell'opinione pubblica su monete, banconote, procedure e disposizioni varie che si svolge sui media e con postazioni pubbliche. P.S. A proposito di monete, si potrebbe forse verificare una cosa interessante: quando da dicembre saranno disponibili gli starter kit qualcuno magari potrebbe decidere di cominciare a spendere parte di quelle monete durante un giro a Trieste o a Lubiana...
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  19. Un saluto a tutti! Ogni tanto si parla di Notgeld - il denaro di emergenza tedesco a partire dal 1914 e fino agli anni '20, da non confondere poi con le banconote dell'inflazione - e spesso si trovano biglietti di diversa fattura per pochi spiccioli sui mercatini, essendo pure l'emissione degli stessi (scusatemi il gioco di parole) anch'essa inflazionata, la qualità e la moltepilicità delle serie mi fa un po' ricordare i nostri italici miniassegni. Vediamo un po' di numeri delle banconote ufficiali: Nel 1914 sono in circolazione 8.703 miliardi di marchi in cartamoneta, 1920: 81,6 miliardi di marchi di cartamoneta in circolazione, 1921: 122,9 miliardi di marchi di cartamoneta in circolazione, 1922: 1295,2 miliardi di marchi di cartamoneta in circolazione. Mentre l'offerta di moneta inizialmente si decuplica in circa sei anni, tra il 1921 e il 1922 il salto è di solo un anno. Un altro anno dopo, nel 1923, arriva l'esplosione dei costi con il calcolo di somme astronomiche: trilioni e quadrilioni, ma questa è un'altra storia. =============== All'inizio (1914) c'erano veri e propri fondi di emergenza, anche durante la guerra, con un'attenzione particolare al 1916 e al 1918, questi sono gli "autentici" notgeld. Dopo la fine della guerra, nel 1918, si creò molto rapidamente un mercato di collezionisti per i biglietti d'emergenza emessi fino a quel momento. Molte città hanno deciso di produrle autonomamente, supportate anche da aziende tipografiche specializzate. Queste banconote da collezione non erano destinate alla circolazione come moneta, ma servivano solo all'interesse dei collezionisti. Si chiamano banconote in serie perché una serie di 4-6 banconote raffigura solitamente scene di storia, edifici importanti o personaggi della città in questione. I comuni hanno subito fiutato l'affare e i produttori di denaro d'emergenza hanno rilanciato il tutto. Così, concentrandosi sul 1921, vennero prodotte serie di grande bellezza visiva con un unico scopo: la vendita ai collezionisti (a volte con un sovrapprezzo sul valore nominale). I pezzi sono formalmente contrassegnati come denaro, ma non sono praticamente mai stati in circolazione. In alcuni casi, le note recitano: "valido solo il giorno dell'emissione" (immagine sotto) o indicazioni simili. Ci sono anche banconote retrodatate per non doverle scambiare o per dare l'apparenza delle ricercate banconote "autentiche". C'erano anche commercianti che acquistavano il diritto di emettere denaro d'emergenza dai comuni. Si trattava di un'attività priva di rischi per i comuni, ma la cosa è stata anche rapidamente denunciata in pubblico. Il Ministero delle Finanze del Reich ha risposto relativamente tardi con dei divieti, cosicché questa forma di emissione si è praticamente arrestata a partire dal 1922. Inoltre, a causa dell'emissione di massa, la domanda dei collezionisti era molto diminuita (cosa che mi ricorda il declino delle carte telefoniche). Dopo la fine del periodo del Notgeld nel 1923/1924, non c'era quasi più interesse a collezionarli. Durante il picco del collezionismo di moneta d'emergenza, c'erano parecchi che (come qualcuno fa anche oggi) per speculazine, acquistavano 50 o 100 serie di un'emissione in una volta sola per diventare "ricchi" con esse in seguito. Oggi, soprattutto le prime emissioni e quelle della fine del 1923 sono ricercate e in parte molto rare, le banconote delle serie 1921/1922 sono quasi tutte estremamente comuni e alcune di esse sono ancora oggi disponibili in grandi quantità presso i commercianti. =============== Adesso piano, piano ci avviciniamo ai biglietti di questa discussione. Il Reutergeld è un'invenzione commerciale del 1921. Questi sono una serie progettata per città del Meclemburgo (Regione del nord-est), per emettere una serie di notgeld, uniformi nel formato, nel valore, nel disegno di base, e in cui una citazione di Fritz Reuter (uno scrittore locale) doveva apparire sul retro. I disegni dovevano essere realizzati da artisti locali, tenendo conto che i motivi devono essere una pubblicità per il Meclemburgo. Perché? Solo il 3% doveva essere messo incircolazione, mentre il 97% era prodotto come oggetto da collezione. Le argomentazioni: Questo prodotto stampato è "un mezzo per alleviare la disoccupazione", "un'opportunità di impiego per disegnatori, incisori e stampatori" e, inoltre, è una pubblicità al turismo. Sono state stampte banconote da 10, 25 e 50 pfennig per 70 città, il numero di copie è stato fissato a 50.000. La serie doveva essere composta da 70x3 = 210 banconote, stampate su entrambi i lati, cioè 420 disegni. Perchè io ho preso i biglietti di Marlow? Perchè li ho trovati i più strambi, e forse anche perchè non ho speso neanche 5 Euro, spedizione inclusa. Tutti senza filigrana. 10 Pfennig: fiori e farfalle, stemma / 25 Pfennig: vista dalla collina / 50 Pfennig: la chiesa Fiori e farfalle??? Nulla di speciale...si... ma il retro? Tre uomini al tavolo davanti a bicchieri di birra. Il testo: "Caccia all'orso Immagine 1 - Come si cattura l'orso? Come dovrebbe essere questo, come dovrebbe essere quello? Chi può sapere questo, chi può sapere quello? E che questo sarebbe inquietante, e chi potrebbe mai capirlo? E come sarebbe possibile e chi può saperlo? Tre uomini di notte con falce, forcone, flagello e falcetto alla luce della lanterna Testo: "Caccia all'orso Immagine 2 - Ecco che sono usciti! Chi sa cosa significa "fisematenten" (circostanze) si faccia avanti e lo dica! Penso che non mi abbiate avvisato, e nessuno lo fa bene. Due dei "cacciatori" che pugnalano mucchi di paglia, il terzo che scappa mentre un orso osserva. [ndr. troppa birra?] Testo: "Caccia all'orso Foto 3 - E uccisero il (pagliaio)! Vorresti strapparti tutti i capelli e mordere il tuo stesso naso. ============= Per oggi ho finito, buona caccia all'orso a tutti voi! Servus, Njk
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  20. Dal momento che negli ultimi tempi spuntano nuove teorie come funghi, Vi riporto una relativa all'invasione degli Unni guidati da Attila e la siccità: La siccità ha portato Attila ad attaccare l’impero romano, lo suggeriscono gli anelli degli alberi Gli unni migrarono verso attraverso l'Eurasia, passarono dall'agricoltura alla pastorizia e divennero predoni Da quando sono iniziate le misurazioni meteorologiche, l’Ungheria ha appena vissuto la sua estate più secca che ha devastato terreni agricoli solitamente produttivi. Il nuovo studio “The role of drought during the Hunnic incursions into central-east Europe in the 4th and 5th centuries CE”, pubblicato sul Journal of Roman Archaeology dall’archeologa Susanne Hakenbeck e del geografo Ulf Büntgen dell’università di Cambridge suggerisce che, nel V secolo, condizioni simili potrebbero aver incoraggiato i pastori a diventare predoni, con conseguenze devastanti per l’impero romano. Lo studio sostiene che «I periodi di estrema siccità degli anni 430 – 450 d.C. sconvolsero gli stili di vita nelle province di frontiera del Danubio dell’impero romano orientale, costringendo i popoli unni ad adottare nuove strategie come buffer contro gravi sfide economiche». La Hakenbeck e Büntgen sono giunti a queste conclusioni dopo aver valutato una nuova ricostruzione idroclimatica basata sugli anelli degli alber e prove archeologiche e storiche. All’università di Cambridge ricordano che «Le incursioni unne nell’Europa centrale e orientale nel IV e V secolo d.C. sono state a lungo viste come la crisi iniziale che ha innescato le cosiddette “grandi migrazioni” delle “tribù barbariche”, portando alla caduta dell’impero romano. Ma da dove provenissero gli Unni e quale fosse il loro impatto sulle province tardo romane non era chiaro». I nuovi dati climatici ricostruiti dagli anelli degli alberi forniscono informazioni sui cambiamenti climatici annuali negli ultimi 2000 anni e dimostrano che nel IV e V secolo l’Ungheria ha vissuto episodi di estati insolitamente secche. La Hakenbeck e Büntgen sottolineano che «Le fluttuazioni climatiche, in particolare i periodi di siccità dal 420 al 450 d.C., avrebbero ridotto i raccolti e i pascoli per gli animali oltre le pianure alluvionali del Danubio e del Tibisco». Büntgen è convinto che «I dati sugli anelli degli alberi ci offrono una straordinaria opportunità di collegare le condizioni climatiche all’attività umana anno dopo anno. Abbiamo scoperto che i periodi di siccità registrati nei segnali biochimici negli anelli degli alberi hanno coinciso con un’intensificazione dell’attività di incursione nella regione». Una recente analisi isotopica degli scheletri della regione, realizzata anche dalla Hakenbeck, suggerisce che «I popoli unni hanno risposto allo stress climatico migrando e mescolando diete agricole e pastorali». La Hakenbeck aggiunge: «Se la scarsità di risorse fosse diventata troppo estrema, le popolazioni stanziali potrebbero essere state costrette a spostarsi, diversificare le loro pratiche di sussistenza e passare dall’agricoltura all’allevamento mobile di animali. Queste avrebbero potuto essere importanti strategie assicurative durante una recessione climatica». Ma lo studio sostiene anche che «Alcuni popoli unni hanno cambiato radicalmente la loro organizzazione sociale e politica per diventare violenti predoni». Gli attacchi unni alla frontiera romana si intensificarono dopo che Attila salì al potere alla fine degli anni ’30. Gli Unni chiedevano sempre più pagamenti in oro e alla fine una striscia di territorio romano lungo il Danubio. Nel 451 d.C. gli Unni invasero la Gallia e un anno dopo invasero l’Italia settentrionale. Tradizionalmente, gli Unni sono stati i barbari violenti per antonomasia, «Guidati da una sete infinita per l’oroz. Ma, come sottolinea lo studio, «Le fonti storiche che documentano questi eventi furono scritte principalmente da romani dell’’élite che avevano poca esperienza diretta dei popoli e degli eventi che descrivevano». La Hakenbeck fa notare che «Fonti storiche ci dicono che la diplomazia romana e unna era estremamente complessa. Inizialmente prevedeva accordi reciprocamente vantaggiosi, con il risultato che le élite unne ottenevano l’accesso a grandi quantità di oro. Questo sistema di collaborazione si è rotto negli anni 440, portando a regolari incursioni nei territori romani e a crescenti richieste di oro». Lo studio sostiene che «Se l’attuale datazione degli eventi è corretta, le più devastanti incursioni unne del 447, 451 e 452 d.C. coincisero con estati estremamente secche nel bacino dei Carpazi». La Hakenbeck ribadisce che «La perturbazione economica indotta dal clima potrebbe aver richiesto ad Attila e ad altri unni di alto rango di estrarre oro dalle province romane per mantenere le bande di guerrieri e mantenere lealtà tra le élite. Gli ex pastori di animali da equitazione sembrano essere diventati predoni». A quell’epoca, le fonti storiche descrivono gli Unni come un gruppo altamente stratificato con un’organizzazione militare difficile da contrastare, anche per gli eserciti romani. Lo studio suggerisce che «Uno dei motivi per cui gli Unni attaccarono le province di Tracia e Illirica nel 422, 442 e 447 d.C. era per acquistare cibo e bestiame, piuttosto che oro», ma aggiunge che sono necessarie prove concrete per confermarlo. Gli autori dicono che «Attila avrebbe richiesto una striscia di terra “larga cinque giorni di viaggio” lungo il Danubio perché questo avrebbe potuto offrire un pascolo migliore in un periodo di siccità». Ma entro il 450 d.C., a pochi decenni dalla loro comparsa nell’Europa centrale, gli Unni erano scomparsi. Lo stesso Attila morì nel 453 d.C. La Hakenbeck conclude: «Il clima altera ciò che gli ambienti possono fornire e questo può portare le persone a prendere decisioni che influenzano la loro economia e la loro organizzazione sociale e politica. Tali decisioni non sono semplicemente razionali, né le loro conseguenze hanno necessariamente successo a lungo termine. Questo esempio storico dimostra che le persone rispondono allo stress climatico in modi complessi e imprevedibili e che le soluzioni a breve termine possono avere conseguenze negative a lungo termine». https://greenreport.it/news/clima/la-siccita-ha-portato-attila-ad-attaccare-limpero-romano-lo-suggeriscono-gli-anelli-degli-alberi/
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  21. Ok intanto grazie mille ancora per il tuo tempo. Domani con calma proverò ad approfondire ciò che mi hai suggerito poi ti farò sapere. Grazie mille ancora e buona serata
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  22. No, è un altro. Al diritto sempre testa di Augusto con la scritta CAESAR AVGVSTVS TRIBVNIC POTEST (a partire da ore 7 si legge TRIBVNI(CPOTEST)[CAESARA]VGVSTVS Il magistrato monetario stavolta era Caio Asinio Gallo figlio di Caio (C ASINIVS GALLVS IIIVIR A A A F F)
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  23. Il sigillo è un dono tutt’altro che recente. La G è l’iniziale del mio nome. Sul foglietto all’interno della scatola ci sono la mail e l'indirizzo in rete della ditta dal nome inglese apollonia
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  24. Medaglia devozionale, bronzo/ottone, con appendici globulari o piolini a ore 3,6,9,. della prima metà del XVII sec..- D/ Gesù crocifisso tra due figure in basso ai lati della croce ( La Madonna e la Maddalena o S. Giovanni apostolo,), anepigrafe.- R/ Volto coronato di S. Barbara, anepigrafe. medaglia non comune.- Ciao Borgho
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  25. 1 punto
  26. Bella. PS scrivo da telefono scusate.
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  27. Al rovescio (dove nel campo c'è la scritta SC = Senatus Consulto = per decisione del senato) c'è il nome del magistrato (il monetiere) che ha gestito questa emissione. I Tresviri Monetales erano i magistrati preposti al controllo dell'emissioni monetarie con compiti decisionali ed esecutivi. Lo si evince dalla scritta IIIVIRAAA(F)F che parte da ore 6 in senso orario fino a quasi ore 12. Sciolta si legge IIIvir aere argento auro flando feriundo (III VIR AAAFF), cioè triumviro per fondere (flando) e coniare (feriundo) Bronzo (aere), Argento ed Oro (auro). Invece il nome si evince dalle lettere PL[...]RIPPA: P(ublius)? Lurius Agrippa
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  28. Un esemplare piuttosto raro di tetradrammo di gela con al diritto quadriga sorvolata da airone e particolare rovescio con protome di toro androprosopo, emergente da un canneto con airone e vicino altare . Sarà il 10 Gennaio in vendita CNG Triton XXVI al n. 47 .
    1 punto
  29. https://www.amazon.it/milionario-precursore-capitalismo-compratore-finanziatore/dp/8868528908/ref=sr_1_2?keywords=Fugger&qid=1671285639&s=books&sr=1-2
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  30. Ciao Da valutare bene a mio avviso,uno per la plastica e due per le foto non propriamente a fuoco. Credo che sia mSpl,ma non è attendibile come parere,perchè non ci sono i presupposti chiari per sbilanciarsi seriamente. Indicativamente mSpl,vedo segnetti al dritto. Il R/ è poco chiaro....🤷🏻‍♂️
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  31. SPL?? Da un novizio 😅 Molto bella comunque. saluti
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  32. DE GREGE EPICURI Confermo asse di Augusto, forse del monetiere Lurius Agrippa.
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  33. Al giorno d oggi, tu come distingui 5 centesimi di euro da 10 centesimi di euro? Hanno quasi stesso modulo e peso, leggi la cifra? Non credo, sicuramente lo fai dal colore, rame il primo bronzital il secondo.. ebbene, per i romani era lo stesso, per quanto potevano ossidarsi e patinarsi rimanevano ancora distinguibili, oltre che per il peso diverso.. ovviamente quando avevano corona radiata la cosa era più immediata , ma con cesari ed auguste ( o figlie, vedi Julia Titi) non era possibile , c erano certe regole che andavano rispettate..
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  34. Ho capito , adotterò il suo criterio per gli acquisti ! Fuori si compra solo monete rare e particolari allora il gioco vale la candela ! Grazie ,è stato gentilissimo .
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  35. Guy COLOMBIER était avant tout un homme de passions. Ses études de pharmacien biologiste à Paris et la reprise de la pharmacie de son père à Carmaux, n’ont pas suff à combler sa vie. En parallèle d’une vie de famille partagée avec sa femme et ses trois enfants, sa curiosité insatiable et sa grande culture avaient besoin d’être nourri en permanence : Par la musique, qui l’a accompagné toute sa vie. Ses goûts étaient éclectiques, parfois assez surprenants qui ne s’interdisait aucun genre ni interprète avec toutefois un amour indéfectible de la musique classique qu’il faisait volontiers partager. Par toutes les expressions artistiques, avec une préférence pour la peinture, à tel point qu’il peignait lui-même les grandes œuvres qui le touchaient tant. Par l’Histoire par-dessus tout. Il est diffcile de faire un classement de toutes ses passions mais c’est certainement celle qui a pris le plus de place jusqu’à sa 90e année avec tant de recherche, de réécriture, d’apprentissage, de questionnement. Alors bien sûr la numismatique était une suite logique et l’accomplissement parfait de cette osmose entre savoir et esthétisme. Le choix de chaque pièce était surtout dicté par son importance historique et donnait lieu à des recherches et un récit quasi encyclopédique. Cette collection qu’il a mis plus de vingt ans à constituer l’aura accompagné jusqu’au bout et lorsqu’il nous la montrait, on était frappé par son émotion, comme un aboutissement qui le rendait heureux. C’est bien ça, c’était son bonheur à lui. A l’occasion de la vente de sa collection, sa femme Ginette et toute sa famille tenaient par ces quelques mots à rendre hommage à cet homme, grand érudit et humaniste. Son fls Daniel et sa belle-flle Corine https://www.gazette-drouot.com/ventes-aux-encheres/130879-numismatique---collection-guy-colombier
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  36. Resterebbe, infine, nello storico dell' esemplare, la presentazione in vendita The New York Sale LI il 12-01-2021 lotto 114, conclusasi con il ritiro .
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  37. Gentili utenti, mi aggiungo a questa discussione per rispondere a PriamoB, riguardo i CLL raffigurati sul volume soldi d'italia. purtroppo i biglietti sono raffigurati sul fronte sovrastampato dove non appaiono i numeri di serie, di conseguenza il volume non e' di aiuto nel fornire numeri di serie. L'unico biglietto che appare con i numeri di serie e' il 100 lire capranesi con numero di serie O247-2611 spero di essere stato utile bruno
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  38. Il problema della collezionabilita' è soggettivo ed è un discorso diverso....in questo caso stiamo discutendo sulle criticità che può avere questa moneta ed i pareri, anche di gente competente, sono stati contrastanti anche se tutti hanno concordato sull' antipatia della moneta e su questo sicuramente non ci piove. Personalmente, anche se il mio giudizio, con margine di errore, depone a favore dell' autenticità del " tondello " , neanche io metterei mai una moneta così in collezione sarebbe impensabile.... Queste però sono scelte personali.....magari " l' americano " di turno con il portafoglio pieno e che non capisce una mazza di monete romane la compra, non si può escludere del tutto perché sembra che specialmente queste monete vadano forte all' estero e lo si può notare in tantissime vendite.
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  39. Beh mi pare una scelta logica e coerente....proprio come fanno qui da noi da sempre 🤣
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  40. Heritage AUCTION #1351 Lotto 4030. 1880 TOKEN Wailuku Plantation Half Real XF45 PCGS. M. 2TE-7. The Wailuku Plantation was an early cane sugar farm operated by American businessmen. The half real, a Mexican silver denomination, traded for 6 1/4 cents in U.S. money. Struck by a local blacksmith, tokens from the Wailuku Plantation are rare today, although several die varieties are known. This ebony-brown example has an even strike and displays slightly granular surfaces. Careful inspection reveals a few faded field marks on the reverse. Listed on page 433 of the 2023 Guide Book. Ex: Long Beach Signature (Heritage, 9/2014), lot 3564, where it realized $9,987.50. apollonia
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  41. Condivido in toto; la foto di Palombo é fatta con una angolatura di luce diversa che mette in ombra le forme (polpacci-nervature della pergamena-palma ecc.) e dà una percezione diversa della realtà.Quanti si dilettano a fotografare le monete antiche lo sanno bene. Se la morfologia appare differente però il rilievo fatto al post 31 per me ha solo una spiegazione...è la stessa! Scusa ci siamo sovrapposti 👍
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  42. Ciao @mazzarello silviosono d'accordo che in base a quanto detto da tutti in questa bella discussione ognuno di noi si farà una sua idea. Però che la moneta/e abbia/no lo stesso peso, identica forma del tondello, identica perlinatura sia del dritto che del rovescio, stesso difetto del metallo in più punti, sono ex Tkelec sono opinabili quasi niente. La palma, l'elmo o qualche altro particolare che può essere diverso ma anche no (effetto foto, angolatura ed esposizione luce) o addirittura leggermente modificati con bulino sono sempre presunti ed ipotetici. Quelli da me esposti molto ma molto meno. Percui, ed è l'ultimo intervento che faccio perché di più non saprei aggiungere mi permetto solo di esprimere il mio parere e cioè che per il 99% si tratta della stessa moneta. 🙂 ANTONIO
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  43. Riferendomi SOLO alle monete Napoletane, da vecchio collezionista ...devo dirti che non "è stato sempre così " sia nel giudicare le conservazioni delle monete messe in vendita e sia come prezzi d'acquisto di monete molto rare e importanti. I miei registri cronologici di acquisto, con tutti i riferimenti : lettere fra numismatici, Aste, Listini o privati...bigliettini e cartellini manoscritti descrittivi, fatture, prezzi pagati....sono un documento vivo sul modo di proporre le monete dai venditori nel tempo....
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  44. Bella e importante moneta. Oggi riflettevo sul fatto che fino a qualche tempo fa si trovavano piastre di Ferdinando ll con varianti, adesso sono sparite quasi del tutto. Ciao e buonanotte.
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  45. Napoletana di oggi è una rara mezza Piastra di Ferdinando II del 1834, senza punteggiatura nel rovescio e senza un'aquiletta nello stemma Aragona/Sicilia. Un caro saluto, Rocco.
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  46. Avendo bisogno di una pulizia e restauro di una moneta ho cercato parecchio in rete ma senza grossi e soddisfacenti risultati. Quasi per caso mi sono imbattutto nella pagina Facebook di Pierpaolo Irpino (titolare di SNI, studio numismatico italiano) dove si possono vedere alcuni lavori di restauro da lui fatti su diverse monete. Contattato telefonicamente, l'ho incontrato al convegno 2022 di Castellamare di Stabia (io abito in Piemonte, potevo spedirgliela ma ho approfittato per qualche giorno di vacanza) e gli ho consegnato la moneta da "curare". Devo dire che ha fatto un lavoro fantastico considerato che la moneta era in uno stato pietoso. Oltretutto, sapendo della mia breve permanenza, me la fatta per il giorno successivo. Mi ha spiegato, inoltre, i vari complessi procedimenti professionali che ha adottato e che ha imparato attraverso studi appositi ed uno specifico master di restauro. Ed il tutto, come se non bastasse, con una cortesia e simpatia non comune. Quindi, se state impazzendo per trovare qualcuno come sono impazzito io, vi posso assicurare che se vi affidate a lui siete in ottime mani. Riguardo al costo dipende dai trattamenti che devono essere fatti caso per caso. Allego il lavoro fatto a me, prima e dopo, premettendo che le foto non rendono giustizia e che la moneta è molto più bella dal vivo.
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  47. Sono nuovo ed ho trovato questa discussione molto interessante. Volevo quindi dare il mio contributo con questa versione della medaglia Esposizione Milano 1881 in argento e la spilla per occhiello del Comitato Esecutivo da poco entrate in collezione. Con questa versione in argento vado a completare la serie quindi andrà ad aggiungersi alla versione in Bronzo, Zinco e Metallo Dorato.
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  48. Quindi possiamo dire che chi colleziona altre tipologie di monete può dormire sonni tranquilli che tanto la propria collezione non si svaluterà mai, anzi è un sicuro investimento? “...questo, non creto”
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  49. Onestamente, sono dovuto andare a vedere di che moneta si trattava perché è da diverso tempo ormai che non seguo più gli euro. Quindi, non sono per nulla aggiornato sulle ultime emissioni. Che dire? Evidentemente, per esserci stato un incremento così repentino dei prezzi, la richiesta è molto più alta della risicata offerta di 15.000 pezzi. Tra l’altro, mi sembra che ci siano state lunghe attese e problemi durante la vendita online. Quindi, è probabile che più di qualche collezionista non sia riuscito a portarsi a casa quanto desiderava ed ora si vede “costretto” a pagare la cifra richiesta dal venditore. Comunque, senza voler offendere i collezionisti degli euro (tra l’altro lo ero anch’io fino ad alcuni anni fa), secondo me gli euro da collezione hanno finito il loro corso già da diverso tempo. Ormai, le emissioni sono sempre più ridondanti, monotone e poco ispirate. Di monete esteticamente gradevoli, piacevoli alla vista, attraenti, interessanti, se ne vedono sempre meno. Questa di Monaco, ad esempio, non ha un briciolo di personalità (e stiamo parlando di Monaco). Sarà che i principi sono invecchiati, ma sembra la brutta copia di quella del 2011… Una moneta di una piattezza unica ma, nonostante ciò, gran parte dei collezionisti la compra lo stesso perché ormai è nella “giostra” di dover tener la collezione sempre aggiornata e completa. Le zecche che emettono i 2 euro commemorativi (e non solo) sanno che possono far leva su questo fattore psicologico e, quindi, non importa più che la moneta venga bella o che si trovi chissà quale occasione da commemorare. Questo, a mio avviso ha progressivamente impigrito la creatività e ha portato al circolo vizioso che di anno in anno sta determinando il declino (morale) del collezionismo degli euro. Ormai i collezionisti vanno avanti spinti più dalla “esasperazione” che non dal piacere effettivo nel possedere quella determinata moneta… Per questo, personalmente, decisi di darci un taglio diversi anni fa e, francamente, non mi sono mai pentito di questa mia scelta. Molte delle monete che avevo le ho spese o vendute. Mi sono tenuto solo un piccolo nucleo di esemplari che trovo ben riusciti per gusto estetico, particolarità del soggetto rappresentato, stile, ecc.
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