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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/13/23 in Risposte
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Ciao a tutti, oggi posto un sesterzio di Giulia Mamea con patina azzurra intonsa, proveniente dall'Asta Roma Numismatics. Posto la descrizione dell'asta: Julia Mamaea Æ Sestertius. Rome, AD 222-235. IVLIA MAMAEA AVGVSTA, diademed and draped bust right / VENERI FELICI, Venus standing right, holding Cupid and sceptre; S-C across fields. RIC 694; C. 62. 19.30g, 29mm, 12h. Attractive green and turquoise patina.8 punti
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Questa sezione appare un po’ sottotono… Allora, ho pensato di postare dei semplici esemplari aggiudicati e provenienti dall’asta Varesi 80 e-live 7 parte II del 6/2/2022. Asta particolare, in quanto tutti i diritti d'asta pagati dagli acquirenti sono stati devoluti alla Confraternita Canepanova dei Frati Minori che si occupa di allestire la mensa francescana per i meno abbienti. Sinceramente, pensavo che vi fosse più “battaglia”, ma tant’è! Buon divertimento. 🙂3 punti
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Sì @Rocco68 é proprio lì il PUNTO, dove c'é quel rilievo... piccolo, tondo e ben visibile all'estremità del rametto. Se alcuni utenti della sezione si fidano di te, tanto da considerarti "una fonte inesauribile di chiarimenti"... sii più cauto.3 punti
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Buona domenica a tutti. Inserisco anche le mie Piastre di Francesco I Inizio con la 1825 1826 E la 1826 Reimpressa3 punti
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è un triente di C. Cluvius Saxula, Crawford 173/3 https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G/8 in quanto la legenda è C.SAX (il link precedente prende a riferimento la moneta con legenda SAX cioè Crawford 180/3 http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G198/72 punti
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Ciao @nikita_ ecchime....non ho il millesimo 38 ma il 47...e pure questa si difende bene che dici? Non facile trovare sto spiccioletto ben messo.... Tu tieni la 38?2 punti
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Buongiorno a tutti, ciao @enriMO e complimenti per la tua splendida moneta... credo che non vi sia alcuna variante di rilievo e che la punteggiatura sia completa anche al R/: A punto piccolo / P punto grande / M punto medio / G punto medio... (il punto dopo la sigla "A" é più piccolo, tondo e ben visibile all'estremità del rametto). Intervengo solo per dire che, una NON corretta valutazione (variante - non variante), potrebbe alimentare la confusione che aleggia sull'argomento... per questo, dovremmo essere più cauti prima di dichiarare una "variante" in questo campo minato. Poi ci lamentiamo quando troviamo riportate sui cataloghi delle varianti inesistenti... é proprio così che si genera lo scetticismo di Genny, la sfiducia di Releo e le fazioni di chi "crede o non crede" alle varianti napoletane... é così che appare e scompare "la banda dell'esubero di metallo", ogni qual volta si discute di una variante: "doppio punto" VS esubero, "A capovolta" VS esubero, ecc. ecc. Un saluto, Lorenzo2 punti
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Grazie anche a te, ma noto con dispiacere, da parte di molti, una certa riluttanza a postare le proprie monete. Postare monete a mio avviso non vuol dire ostentare la propria collezione, anche perchè nel mio caso non c'è nulla da ostentare, la mia è una collezione decisamente mediocre rispetto a molte collezioni di amici che ho visionato dal vivo. Condividere le proprie monete a mio avviso è un gesto di altruismo nei confronti degli utenti del Forum perchè permette a tutti gli utenti di vedere monete magari fotografate con foto migliori, rispetto a quelle dell' asta, o magari è utile per aprire discussioni costruttive di vario genere sulla moneta postata. 🤷♂️2 punti
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Oggetto curioso! Indubbiamente realizzato dopo il 1904... Il motivo penso fosse legato proprio ai diametri delle monete che sono ascendenti, sono state usate monete fuori corso e vecchie selezionate probabilmente per il loro diametro. Gli spiccioli da 1 cent del Regno sono andati fuori corso nel 1924. Magari è stato realizzato in Toscana vista la provenienza delle monete... Un'ipotesi di utilizzo, ovviamente molto ipotetica, un sonaglio o gioco per bambini magari2 punti
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Come correttamente anticipato da @Litra68, si tratta di un bolognino. Devo però evidenziare che nel campo centrale della seconda immagine si legge distintamente URBI' e nel contorno, un po meno distintamente DE ROMA. Si tratta quindi di una emissione della zecca di Roma a nome di papa Gregorio XI; in collegamento, per confronto, le immagini di un esemplare esitato da Ranieri https://www.numismaticaranieri.it/archivioscheda/3913-roma-gregorio-xi-pierre-roger-de-beaufort-1370-1378-bolognino-romano.aspx ciao Mario2 punti
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Prendendo spunto da una vignetta che ho allegato in un nuova discussione in Agorà dal titolo Umorismo numismatico Mi domandavo quanti di Noi/Voi effettivamente quando trovano una moneta che desiderano da tanto tempo (ma anche da meno) su un sito si mettono subito in contatto con il professionista, indipendente dall'orario e dal giorno (festivo) ? Naturalmente si parla di email, perché al telefono purtroppo non rispondono, strano vero ? Io devo ammettere di sì, per paura che poi se aspetto qualcuno mi soffia via la moneta. E dunque quando vedo qualcosa che mi interessa e devo contattare il venditore lo faccio indipendentemente dal giorno o dall'orario. Anche perché il venditore non è detto che la leggerà immediatamente e magari solo quando rientrerà al lavoro. L'ultima volta che mi è capitato è stato nel pomeriggio del 1 Gennaio 2023. Infatti un po' annoiato avevo deciso di fare una visita ad un sito in cui non passavo da più di un anno e poi ho visto due monete ... Non mi sono fatto scrupoli e gli ho inviato una mail. Dopo un'ora mi ricontatta e ci mettiamo d'accordo. Qualche storia simile simile o da condividere ?1 punto
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Buonasera a tutti, anche se vi seguo da molto tempo leggendo le vostre discussioni, è la prima volta che intervengo direttamente e lo faccio perchè sono incuriosito da una monetina della quale, nei mei vagabondaggi in internet, non sono riuscito a trovare traccia. E' una monetina piuttoso rovinata, che presenta su una faccia una croce patente, forse anche uncinata, con l'asta a coda di rondine (non so se i termini sono del tutto corretti, ma credo rendano l'idea) e sull'altra un fiore a 8 petali con un marcato globetto centrale. Il diametro è piuttosto regolare, di circa 11 - 12 mm, e presenta su entrambi i lati una "corona" che potrebbe essere solo di abbellimento o essere una scritta, per me illeggibile. Qualcuno di voi espeti saprebbe darmi qualche indicazione? Grazie p.s allego anche alcune foto, ma non sono granchè..1 punto
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Buona sera, vi propongo questa interessante curiosità di cui sono entrato da poco in possesso. Si tratta di 7 monete che sono state bucate e inserita in un gangio saldato in un punto. Sicuramente non è un oggetto creato da poco , la moneta più recente è 1 centesimo 1904 di vittorio emanuele iii ; oltre questa sono presenti 1 centesimo umberto i , 1 centesimo vittorio emanuele ii , 5 centesimi vittorio emanuele ii , 1 centesimo di napoleone , 10 quattrini di leopoldo ii e la più interessante, il quattrino per i Reali Presidi della Toscana di ferdinando iv del 1782 che è considerata rara. Le monete sono disposte in ordine di diametro. Non riesco a capira lo scopo di aver bucato e unito varie monete di epoche diverse e anche stati preunitari differenti,non so che funzione potesse avere questo oggetto. Le monete mi sembrano tutte autentiche. Se qualcuno ha qualche idea, benvenga .1 punto
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Ciao a tutti oggi vi posto un denario di Antonino Pio di Consacrazione, provenienza Asta iNumis. Vi sposto la descrizione dell'asta. Divin Antonin, denier, Rome, 161 (consécration de Marc Aurèle) A/DIVVS ANTONINVS. Buste, tête nue, à droite, avec pan de draperie sur l'épaule gauche. R/CONSECRATIO. Bûcher funéraire surmonté d'un quadrige vu de face. Argent, 17,5 mm, 3,29 g, 5 h. C.164, RIC.438, BMC.611 punto
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Grazie @VALTERI per aver menzionato questa moneta, che offre alcuni spunti di riflessione. Si tratta infatti della moneta censita al n. 532 del famoso Randazzo hoard, ritrovato nel 1980 in Sicilia e ricostruito magistralmente dalla Arnold Biucchi. Questo esemplare era già stato già venduto in asta diverse volte dal 1981 (Bowers & Ruddy, Leu, Genevensis, Nomos). Dal punto di vista numismatico è un tetradramma interessante - artisticamente ad alcuni può non piacere - perché si tratta di una tipologia con il simbolo del “ketos” attribuita al post Demareteion, e quindi al periodo appena dopo la caduta dei Dinomenidi nel 466, quando a Siracusa si restaurava la democrazia. Coerentemente, è una delle ultime monete del ripostiglio, la cui chiusura è attribuita al 450 a. C., e l’elevata conservazione lo dimostra. Una riflessione a margine. Quanto sia opportuno per un collezionista EU (e italiano in particolare) acquistare una moneta ex ripostiglio del 1980 è un altro paio di maniche, e non escludo che questo aspetto possa aver contribuito alla disattenzione di Kuenker nel non rappresentare la prima provenienza della moneta…1 punto
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Buonasera lo so che è quasi impossibile ma ci provo. Materiale rame, misura 20 mm, peso 1,58 grammi. Chi riesce a carpire qualche particolare ? Grazie1 punto
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Gran bella moneta di modulo largo e piatto, Se non sbaglio le prime coniate nella fine dell'800 erano leggermente più pesanti g.27,215 infatti: PIASTRA DI COMMERCIO 1887 INDOCINA FRANCESE ARGENTO #211 » Numismatica Luciani Luca1 punto
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Questa discussione sta diventando un "solo contro tutti" 🤣 Peccato che molti leggono e quasi nessuno osa dire la sua ! Io resto della mia convinzione e non me ne importa nulla di essere giudicato. Dato che ultimamente vengo "velatamente" trattato come uno che di monete Napoletane non ne capisce un beato piffero....d'ora in poi mi limiterò a leggere i Vostri interventi. Un caro saluto.1 punto
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Buona sera a tutti, porto alla vostra attenzione questa moneta, una lira veneta del 1800 con peso calante, cosa ne pensate ?1 punto
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Su questa moneta però quelli che a prima vista sembrano colpetti sono rientranze dovute alle lettere profondamente incuse, e spesso l'incuso asimmetrico rispetto al centro del bordo, spostato cioè verso uno dei due lati. Se vedete la mia, in corrispondenza delle lettere FERT sul contorno si notano1 punto
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D/ FAUST. ADVENTUS - Firma SIMON G. P. DUROI – Esergo XVII. OCT. MDCCCXVI - Il principe Guillaume d’Orange e la sua sposa in costume romano, su un carro trainato da due leoni; i geni della Fama e dell'Amore, e una bandiera; R/ Nel campo IN / WILHELMUM FRID. AURANTIAC / ET ANNAM PAULI F. / DUM / FELICIB. NUPTIIS JUNCTI / AUGG. PRINCIPES / BRUXELLAS INGREDIEBANTUR /CIVIUM PIETAS. Bronzo argentato: 48,8 g; 50 mm; provenienza asta Elsen 153. apollonia1 punto
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Sono "solo" monete... come tutte quelle su cui si scrive in questo forum... Ma tutte le monete se raccolte fanno parte di un collezionismo! Tenere delle monete che ci passano per mano perché ci piacciono o perché sono diverse da altre è una forma di collezionismo, poi ci si può appassionare sempre di più e cercare le "sorelle" da mettere insieme! Il mondo del collezionismo numismatico è enorme, pensa a quante monete circolano nel mondo, pensa a quante ne sono circolate nei secoli... bisogna solo vedere da cosa si è più attratti!1 punto
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Per me è semplicemente meravigliosa! ho il 3 piccioli del 1755 ma in condizioni pietose e quindi per questa volta passo nel postarla. Grazie per avermela mostrata, ciao1 punto
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Ciao, sono d'accordo 🙂. Tutt'altro che ostentazione (nel mio caso sicuramente, sono monete di poche decine di euro di valore). Proprio per quanto da te espresso è cioè mostrare monete già visionate ed analizzate da chi le possiede, proposte con foto migliori ecc. secondo me possono essere d'aiuto ai tanti neofiti che le guardano spronandoli a porsi ed a porre domande ed a confrontarsi con altri. È così che si cresce dal punto di vista Numismatico, parere ovviamente personale. Le mie monete le posto da quando ho iniziato a frequentare il forum sperando di fare cosa gradita. ANTONIO1 punto
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Tarì 1795 con i rami grossi. E numero maggiore di foglie nella corona d'alloro .1 punto
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Sì confermo, erano foto proprio all'apertura. Lungi da me voler dare l'impressione di uno scarso successo. Anzi. Volevo solo dare idea delle dimensioni del convegno e di dove è stato tenuto che era sicuramente un bellissimo posto. Personalmente, anche grazie al fatto che Salerno è raggiungibile con l'alta velocità, vi tornerò.1 punto
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1) Tessuto di lino trasparente e sottile, molto usato nell'antichità per la confezione degli abiti dei più alti dignitari, specie in Egitto, dove serviva anche ad avvolgere le mummie. Il tipo più fine, chiamato alessandrino, era tanto trasparente da rendere indispensabile l'impiego di una sottoveste. Il bisso, conosciuto anche dai Romani e spesso dipinto in rosso, proveniva principalmente dall'Egitto e dalla Siria. La finezza del tessuto e il suo alto costo ne limitarono la diffusione. Il bisso è esclusivamente impiegato per la biancheria. Più genericamente, nell'uso lett., tessuto finissimo di delicato candore: “una danzatrice vestita di bisso candido e cinta d'oro sotto le mammelle” (D'Annunzio). 2) Sostanza secreta dalle ghiandole del piede di alcuni generi di Molluschi Bivalvi, sotto forma di filamenti biancastri semifluidi che al contatto con l'acqua si solidificano e servono a fissare l'animale a un sostegno. I filamenti di color bruno dorato del bisso di Pinna nobilis hanno una lunghezza di 15-30 cm e un diametro che varia da 20 a 100 m; vengono impiegati, dopo filatura rudimentale, nella produzione di articoli artigianali come veli, calze, guanti in alcune regioni dell'Egitto, Iugoslavia e Italia. https://www.sapere.it/enciclopedia/bisso.html1 punto
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Il bisso è una fibra tessile di origine animale, una sorta di seta naturale marina ottenuta dai filamenti secreti da una specie di molluschi bivalvi marini (Pinna nobilis) endemica del Mediterraneo e volgarmente nota come nacchera o penna, la cui lavorazione è stata sviluppata esclusivamente nell'area mediterranea. Con lo stesso nome si indicano anche gli analoghi filamenti emessi da altre specie di molluschi bivalvi per potersi attaccare agli scogli, come ad esempio quelli del genere Mytilus. Il bisso di essi non è sfruttabile per ottenere l'omonima stoffa pregiata. Dal bisso si ricavavano pregiatissimi e costosi tessuti con i quali probabilmente già nell'antichità si confezionavano tessuti e vesti ostentati come veri e propri status symbol dai personaggi più influenti delle società babilonese, assira, fenicia, ebraica, greca e infine romana. Il più antico manufatto in seta marina rinvenuto archeologicamente risale effettivamente solo al IV secolo: le fibre, riconosciute in sezione al microscopio elettronico come bisso di Pinna nobilis, vennero alla luce nel 1912 in una tomba femminile ad Aquincum (oggi Budapest), per essere poi distrutte da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale. L'oggetto più antico realizzato in bisso marino oggi disponibile è una cuffia lavorata a maglia rinvenuta nel 1978 in una campagna di scavi archeologici presso la basilica di Saint Denis a Parigi: la datazione stratigrafica la pone nel XIV secolo. I pescatori inoltre ritenevano che il bisso avesse proprietà terapeutiche per le sue supposte proprietà emostatiche, usato quindi per la medicazione delle ferite che i pescatori frequentemente si procuravano con gli arnesi da pesca. Fino alla metà del Novecento il bisso veniva ancora raccolto e lavorato in Puglia, nel territorio di Taranto con il nome di "lana-penna". In Sardegna, nell'area di Cussorgia, tra Calasetta e Sant'Antioco, la morbida fibra dal colore bruno-dorato viene ancora filata, tessuta e utilizzata per realizzare preziosissimi ricami. Sempre a Sant'Antioco permangono in attività alcune persone in grado di tessere il bisso. La Pinna nobilis, bivalve di grosse misure che può arrivare a un metro di lunghezza, è considerata a rischio estinzione a causa della pesca indiscriminata, dell'inquinamento e della diminuzione delle aree dove crescere. La specie è sottoposta a regime di protezione e tutela in conformità a Atti Ufficiali quali la Convenzione di Barcellona (1995), ratificata dal Governo Italiano con la legge n° 175 del 25/05/1999, e la Direttiva Habitat della Comunità europea (43/92). Sulla base di questi atti ufficiali è proibita la raccolta, l'uccisione, la detenzione, la commercializzazione e persino l'esposizione ai fini commerciali della specie. La produzione di vero bisso è quindi praticamente inesistente. Al giorno d'oggi il termine "bisso" indica tessuti pregiati, molto leggeri e trasparenti, ad armatura tela, in cotone o lino, adatti al ricamo. Il crescente interesse di archeologi e filologi suscitato negli anni 2000 da fibre, tessuti e più in generale problematiche connesse all'industria tessile antica hanno avuto come conseguenza il fiorire di numerosi studi. Recentemente alcuni di questi hanno discusso la possibile identificazione già a partire dall'età del ferro della seta marina con la fibra identificata durante tutto il I millennio a.C. dal termine bisso. https://it.wikipedia.org/wiki/Bisso1 punto
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Sono nuovo del gruppo ed è affascinante leggere i commenti di persone che ne sanno molto più di me.1 punto
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Un titolo storico della Banca Italo -Belga. Costituita ad Anversa il 27/28 gennaio 1911, il capitale era di 150.000.000 Franchi diviso in 300.000 azioni da 500 Franchi ciascuna. Nell'immagine centrale la città portuale di origine medievale di Anversa. Storico il quartiere dei Diamanti che ospita migliaia di commercianti. Nell’ordine finemente disegnato con immagini floreali si trovano gli stemmi del Regno D'Italia e del Belgio. apollonia1 punto
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Oppure cambiare canale come faccio quasi sempre preferendo programmi di informazione scientifica ,naturalista o astronomia, meno male che cè Focus1 punto
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Un esemplare " von grossen Seltenheit " di statere a doppio rilievo da Metaponto, con al diritto spiga ed al rovescio chicchi . Sarà il 16 Marzo in vendita Kunker 382 al n. 22 . Unisco dalla rete, altro esemplare passato a suo tempo in CNG Triton I al n. 85 .1 punto
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Ringrazio davvero tantissimo gli organizzatori e lo speaker in particolare Enrico Lesino. Mi accodo a quanto detto da @gpittini sul fatto che ho imparato molte cose che sono state espresse con grande semplicità anche per un animale come il sottoscritto. Purtroppo, non essendo in presenza, dopo un ora il collegamento è saltato. Attendo con trepidazione la prossima.1 punto
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Un attraente esemplare di obolo al nome di Kotis I re in Tracia, con al diritto testa barbata ed al rovescio tazza a 2 anse ed iniziali del nome . Sarà il 19 Febbraio in vendita Savoca 156 al n. 40 .1 punto
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Spero di far cosa gradita agli appassionati del periodo repubblicano segnalando anche qui l'importante articolo preliminare di Pierluigi Debernardi, Roberto Lippi, Alberto Campana comparso sul nr 127 di Monete Antiche dal titolo: "Dal denarius quadrigatus al denarius bigatus: manovre finanziarie e monete dopo Canne". [pp. 3-23]1 punto
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Ciao @babelonesiccome l'unico che ha espresso qualche dubbio sulla moneta del post sono stato io francamente questa dell'argento cristallizzato da probabile incendio, e quindi dell'eventuale danno subito dal metallo non lo avevo proprio considerato. Forse quelle che sembrano bolle da fusione sia in negativo che in positivo che si vedono sulla superficie sono dovute proprio a questo. Siamo qui per apprendere e sopratutto per confrontarci. È così che si cresce. Tutti i miei interventi sono sempre motivati con spiegazioni, dettate da quello che mi comunica visivamente la moneta. Sono solo pareri ovviamente e lo specifico sempre, espressi per di più da foto. Le Perizie le fanno dal vivo I Periti Numismatici, percui 🙂. ANTONIO1 punto
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Prima immagine della seconda moneta commemorativa Germania 2023 Carlo Magno1 punto
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Pertanto, incremento del volume di coniazione, presenza eccezionale di nominali di più alto valore intrinseco (distatere) e di metallo prezioso (AV) sembrerebbero concorrere alla composizione di un medesimo quadro monetario che denuncia una situazione di urgenza di moneta. Che un tale impegno finanziario sia rapportabile a una situazione bellica è un’ipotesi certamente plausibile. Molti dei tipi raffigurati sono inequivocabilmente connotati in senso militare: Leucippo e Tharragoras indossano l’elmo corinzio, peraltro decorato, nel primo caso, con immagini (quadriga e Scylla) che ben si collegano ad una situazione di scontro. Athena è altresì divinità della guerra per antonomasia e al medesimo contesto riconduce il simbolo del trofeo. Che tuttavia a far da sfondo a queste emissioni siano le operazioni militari connesse alle vicende del Molosso resta un’ipotesi da verificare. La teoria, sostenuta dalla Johnston, è stata infatti rivisitata nel 2000 dalla Caccamo, che sulla base del confronto con emissioni siracusane di età agatoclea ha proposto un diverso inquadramento delle serie in oggetto (M. Caccamo Caltabiano, Le monete di Metaponto e l’influenza di Agatocle, in S. Mani Hurter-C. Arnold-Biucchi edds., Pour Denyse. Divertissements Numismatiques, Bern 2000, 33-41). La studiosa ha rilevato come lo sviluppo iconografico delle emissioni con Leucippo segua con sostanziale coerenza quello della monetazione agatoclea tra la fine del IV e il primo decennio del III secolo a.C. Elementi di corrispondenza sono stati infatti rilevati tanto nella presenza sui distateri della quadriga sull’elmo, che richiama l’analogo tipo, emblema dei tetradrammi siracusani, a cui i nominali metapontini si equivalgono in termini di potere d’acquisto, quanto nella presenza nelle serie finali del simbolo della triskeles, immagine che si ritrova anche sui primi pegasi emessi da Agatocle nel secondo periodo del suo governo. https://www.acsearch.info/search.html?id=9994002 https://www.acsearch.info/search.html?id=9850998 Ulteriori affinità iconografiche sono state poi rilevate dalla Caccamo nell’evoluzione della resa dell’elmo e, soprattutto, nella corrispondenza delle serie d'oro di Metaponto con il peso dell'aureo agatocleo con t. di Athena/fulmine nonché con l’emistatere siracusano con testa di Apollo/biga al galoppo. https://numismatics.org/collectionimages/19501999/1955/1955.190.26.obv.width175.jpg https://www.acsearch.info/search.html?id=9912046 La particolare attenzione rivolta da Alessandro il Molosso a Metaponto si inserirebbe, per la Caccamo (p. 40-1), in quella politica agatoclea di espansione verso l’Italia meridionale che dopo la pace con Cartagine (306) mirava alla salvaguardia dei mercati siracusani contro le possibili limitazioni che i trattati romani con Cartagine e Taranto avrebbero finito per imporre. La posizione strategica rivestita dalla polis ionica quale base di collegamento con le neo-possedimenti Leucade e Corcyra - quest’ultima conquistata dall’Epirota tra il 301 e il 299/8 a.C. – ma anche come base di appoggio contro i Bruzi, potrebbero pertanto aver veicolato l’interesse del tiranno siracusano.1 punto
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Il Rinaldi, nel Fondo numismatico della Socità Napoletana di Storia Patria, così lo descrive: "Campo monetale delimitato da cornice ornata da fregio", vol. III, p. 238.1 punto
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Salve a tutti, alcuni optano per il passo della Novena in virtù del presunto scontro avvenuto presso il Ticino, Vigevano, si dice, facilmente raggiungibile dal passo predetto. Lo escludo nel modo più assoluto: Annibale aveva con sè 37 elefanti, non 37 ghepardi e aveva una certa fretta per motivi che non sto qui a precisare. La battaglia del Ticino dovrebbe chiamarsi la battaglia dell'Agogna, tra Lomello, Ferrera e Ottobiano, dove un tempo c'erano i tumuli, poi abbattuti per far posto alle risaie (lo conferma l'archeologia ma anche testi antichi). Escludendo il Monginevro, il Moncenisio e il Piccolo S Bernardo, quest'ultimo percorso da Asdrubale 10 anni dopo con i 10 elefanti, due restano i passi più attendibili: Il Col Savine Coche (200 metri ca. a ovest del Col Clapier e, quindi, il sentiero 806 interessato da antichissime frane, cioè il Rocher Penibles e la curva a est per il "Vallone del Tiraculo", e non il sentiero 805 percorso dai valdesi; oppure il Colle delle Traversette più a sud, pure interessato da più frane e, a differenze del Savine Coche, interessato da stretti passaggi e precipizi da capogiro. La via artificiale fatta costruire da Annibale in 3 gg per far passare gli elefanti, ovvio, non esiste più, in quanto il pietrisco come basamento del passaggio è precipitato per gli agenti atmosferici nati in tutti questi secoli, magari con l'aggiunta di qualche terremoto, ma la foto scattata dal professor William Mahaney misurante 1 metro massimo di lunghezza, a ridosso del Colle, sarebbe l'effettivo passaggio che ha incusso paura ai soldati cartaginesi nel superarlo: il precipizio al lato dx fa immaginare una morte sicura, figuriamoci con la neve fresca su quella ghiacciata dell'anno prima. Il colle delle Traversette per me è il primo indiziato e neanche i consoli romani ci avrebbero scommesso. Annibale è stato depistato dalle false guide galliche essendo il suo obiettivo, dopo aver superato Gap, quello di percorrere la strada che poi sarebbe stata chiamata la via Domitia, cioè quella che devia a nord all'altezza di Mont Dauphin, per poi superare L'Argenterie La Bassee, St Martin Queyrieres, Briancon e il Monginevro. Il depistamento ha invece condotto Annibale per il Queyras, cioè per Chateaux Queyras, poi, al primo bivio, dritto per Aiguille. Annibale non ci ha impiegato molto a capire di essere stato vittima di un depistamento, sapendo ben riconoscere le pietre di direzione del sentiero, quelle emiliane secondo Totò)....Poi il secondo bivio: invece di svoltare a dx per Molines e quindi per il col dell'Agnello, il suo istinto l'ha fatto andare dritto per Abries. Eccoci al terzo bivio: l'istinto non lo ha fatto allontanare dal fiume Guil, incontrato già sotto mont Dauphin, e quindi ha svolto a dx invece di andare dritto per il sentiero più stretto del torrente Bouchet (quello che porta al Col Maleure), ed ha sostato a "La Monta" dopo aver superato Ristolas: il pianoro è vasto e bello al punto da invitare a una sosta per riposare e rifocillarsi. Dopo aver superato Echalps, ultima località degna di una denominazione toponomastica, allora inesistente, il percorso si restringe a vista d'occhio: la vista del torrente de la Faito sulla sx, molto più avanti, sviluppa l'istinto di percorrerlo fino alla cima: il percorso è segnato dalla sigla GDV sulla mappa con un bivio che si affaccia prima del Buco del Viso. La deviazione a dx porta al colle (2947 m) con a dx le rocce Fourion (3153 m). La discesa solo a vederla incute timore per i motivi esposti sopra: si svolta a sx e si scende un poco zig-zagando fino a incrociare e superare l'uscita del tunnel "Buco del viso" del versante italiano, poi il percorso devia a est con il Monte Granero ben in vista (3170 m). Si percorre una lunga curva fino a incontrarne un'altra più a gomito: quella interessata dalle due frane descritte da Polibio e Livio. Spettacolo, molte cose coincidono e quante belle pietre rotolanti che si sono staccate dalla parete. Subito dopo c'è un'altra curva a sx, una rientranza, che porta fino al bivio con a sx il sentiero V20, la modern route, e il percorso che va diritto, quello percorso da Annibale. Attenzione, c'è subito un altro bivio ancora: non svoltate a dx, per la modern route, ma proseguite dritto, sotto il costone (tutti i percorsi, in epoca pre-romana, seguivano le pareti rocciose): vi ritroverete al Pian de Re, dove il professor Mahaney ha condotto le sue ricerche. Ah, dimenticavo: il comune di Ostana è stato interessato dal ritrovamento di una zanna di elefante alcuni anni fa in occasione di lavori di scavo. E' conservata con una reliquia per volere del sindaco di allora. Saluti! Alessandro Ferrante (Alecs Ferrante on fb)1 punto
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Ho seguito e letto con attenzione alcuni interventi su questa discussione e posterò il mio pensiero...su questa "spinosa" questione, ponendovi una domanda alla quale mi sono già risposto : "Ritenete lecito, corretto onesto e giuridicamente opportuno in una democrazia (sic !) intervenire in maniera come descritto in alcuni casi sulle collezioni private ed in particolare sulle monete lecitamente acquistate, possedute, ect. ect. ect ? nei confronti di inermi cittadini ? " (perchè potete dire e pensare quello che volete ma un cittadino è inerme di fronte all'azione di tutela o giudiziaria, in particolare in questi casi dove fondamentalmente si pensa, giustamente, di non aver commesso nulla di male) Conoscete chiaramente la mia risposta ed è NO ! Cercherò di dare una risposta chiara agli utenti cosi "creduloni" da affermare che il tutto viene fatto per il bene dello Stato...appunto dello Stato e non della Nazione e dei suoi cittadini. Una democrazia deve badare al benessere dei suoi cittadini....non ai sogni, ai vezzi o interessi degli uomini di "Stato". Perchè nel caso di collezioni, antichità e monete antiche...di questo si tratta (parere personalissimo). Se non chiaramente di altro. Ma sappiamo tutti che l'arroganza e l'ingordigia non hanno limite. Lo Stato vuole degli oggetti....se vuole una cosa la paga...il giusto prezzo. Se non sussistono limiti per illecita provenienza (altro argomento spinoso e tipicamente italico) in nessun modo si dovrebbe legiferare per limitare la libertà al possesso e all'uso..... se lo si fa allora ci sono interessi occulti verso quei beni, che non trovano per me giustificazione nell'azione "tutelatrice" @bizerba62Non mancano i soldi....non diciamo cose non vere....non si trovano ..non si vedono....non sono arrivati....non sono disponibili...sono in bilancio ma......ma i soldi per tante stupide crociate paternalistiche e di facciata LI TROVANO SEMPRE...specialmente quando si tratta di arte antica e specialmente in molti ambienti e salotti dei dirigenti e preposti alle belle arti, cultura e storia italica. Altro aspetto è quello del "è un bene di interesse nazionale...storico"...io, non so voi, vivo nel 2019, l'impero romano è finito da millenni e altri staterelli minori pure e non credo che ci si appassioni alla storia e alla nazione tutelando monete o altri residuati o artefatti antichi. Sono oggetti storici e come tali vanno trattati, oggetti storico artistici e non "residui di una cultura nazionale primordiale che tanto ha dato ai nostri nonni e padri"..e altri sviolinamenti vari. La tradizione storica e gli eventi si sono tramandati, non sono stati "confiscati" o "tutelati" o "notificati". Per le monete bastano foto e dati ponderali. E la storia è fatta ! Se poi vuoi il pezzo.....paghi ! Concludo : quando una persona detiene un oggetto può disporne come meglio crede, alla luce del sole ed in serenità. Quando cosi non è vuol dire che quel cittadino non vive libero ed il bene da lui posseduto "sotto protezione di sofismi e leggi" non gli appartiene cosi come la sua libertà ! Chi lo pretende, ingiustamente in nome di una cosa lo fa, ma, in totale malafede, e per puro accanimento compulsivo possessivo ! Altra possibilità questi oggetti sono "roba nostra" altra triste sintomatologia del male italico, è roba tua o quando la trovi (e qui sapete tutti come funziona..) o quando te la regalano o quando la compri e la paghi. Roba nostra mi suona strano, a voi no ?1 punto
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