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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/09/23 in Risposte

  1. Allego uno studio fatto su questa moneta, potra' chiarire MOLTO, ad un occhio meno esperto, cosa guardare e quali dettagli vanno considerati........ diventera' ben piu' facile riconoscere l'autenticita' di questa tipologia (compreso valutare questo esemplare!!!!!) Falsi da Studio - 5 LIRE 1914 In questa sezione analizzeremo il falso della moneta da 5 lire 1914 coniata dal Re Numismatico Vittorio Emanuele III. Viene ritenuta una delle più belle monete che siamo mai state coniate in tutto il mondo ed è pertanto molto ricercata e ambita dai collezionisti, nonché massimamente falsificata. Regno d'Italia - Vittorio Emanuele III 5 lire 1914 Quadriga Briosa Zecca di Roma - Tiratura: 272.515 Argento 900% - Diametro: 37 mm - Peso: 25 g. Foto da Asta Nomisma 50 del 15/10/2014 – lotto n° 426 Contorno: in incuso FERT nodi e rosette Dritto: VITTORIO EMANUELE III RE D'ITALIA. Semibusto in uniforme, con il Collare dell'Annunziata, a destra; in basso D. CALANDRA. Rovescio: L'Italia con ramo di ulivo e scudo in piedi su quadriga briosa a sinistra ornata di fiori e FERT; sotto i cavalli ed il carro D. CALANDRA M/A MOTTI. INC. Nell'esergo R (mdz) L.5 tra nodi savoia. Si conoscono numerosi tentativi di falsificazione di questa moneta, ovviamente in questo studio non possiamo accogliere tutte le numerose varianti in circolazione, ma ci proponiamo di dettare delle linee giuda utili per analizzare ogni singolo esemplare. Nella foto in alto si può raffrontare l'esemplare originale con 3 diversi falsi. è importante notare come nelle monete false i rilievi siamo più bassi e confusi, “nei falsi manca il movimento e la forza del rilievo che l'incisore A. Motti ha saputo dare nella moneta originale” scrive G. Manfredini nel suo libro “I falsi numismatici”. In questi ingrandimenti possiamo notare in dettaglio il bordo circolare delle tre monete che risulta essere più stretto e arrotondato rispetto a quello originale. I dettagli del Collare dell'Annunziata indossato dal Re sono completamente diversi dall'originale. Firma dell'incisore D. Calandra completamente diversa e quasi del tutto assente nel falso III. Ancora in quest'immagine possiamo notare, oltre al già accennato dettaglio del bordo, delle differenza nella resa dei piccoli fregi e dei nodi posti a decorazione dell'esergo della moneta. Anche i nomi degli incisori differiscono dagli originali. Numerose sono le differenze tra originale e falsi nella figura dell'Italia stante su quadriga: ramoscello di ulivo molto evanescente, con un minor numero di foglie e quindi completamente diverso dall'originale; i dettagli dell'elmo dello scudo e dell'armatura sono appena abbozzati (negli esemplari falsi è difficile accorgersi che l'Italia indossa una spada!); gli ornamenti alle spalle dell'Italia presentano un incisione molto debole ed appena abbozzata. Completamente diversa dall'originale la resa delle briglie e la criniera dei cavalli. La briglia che cinge il ventre del cavallo in primo piano è zigrinata, dettaglio totalmente assente nei tre falsi in esame ma non solo. Particolari diversi si notano anche nel disegno delle zampe dei cavalli. Riguardo al contorno ci sembra buona la resa delle rosette del falso I, non altrettanto si può dire per i nodi e i Fert; contorno del falso II e III completamente diversi dall'originale. Caratteristiche dei tre falsi: Colore Peso Diametro Spessore Metallo Note Falso I Più chiaro Minore 24,84 g Uguale 37 mm Leggermente inferiore Argento Tentativo di imitazione dell'usura da circolazione. Falso II Lucente con fondi speculari Minore 23,10 g Uguale 37 mm Uguale Argento Dalla discreta incisione. Può ingannare i principianti. Falso III Più chiaro (a volte lattiginoso) Minore 22,94 g Uguale 37 mm Uguale Metallo bianco Totalmente diverso; più che un falso si tratta di un riconio moderno Un semplice controllo del peso può aiutare a riconoscere questi falsi, ma è nota la presenza di falsi dal peso identico all'originale. Roberto
    6 punti
  2. Allora, se da ricercatore dovessi scrivere una peer-review per un articolo in cui ci sono le argomentazioni e ipotesi discusse in questo thread, io personalmente scriverei così: 1) In generale, la disposizione di 3 gigli in un modo o in un altro non ha rilevanza nel simbolismo massonico. 2) Detto questo, che i maestri di zecca fossero massoni non rappresenta di per sé alcuna prova che quello che avveniva in zecca, in qualunque fase del processo di coniazione, fosse voluto dalla "massoneria", per altro -semmai- da una "loggia" o "obbedienza" non dalla "massoneria". Né dimostra una scelta dettata da principi massonici. 3) Mi pare che questa variante sia troppo diffusa nel tempo per poterla associare ad un "messaggio" politico preciso legato ad un determinato avvenimento. Dovrebbe avere ogni volta lo stesso significato? nel 1736, 1788, 1793, 1795, e 1817 1818? son 80 anni. Quale sarebbe e come lo si dimostra? 4) È assolutamente implausibile che un messaggio rivolto a poche persone avvenga in questo modo. Un "messaggio" su monete che circolano tra migliaia di persone avrebbe infatti senso come affronto o derisione pubblica, non come messaggio privato: Tutti lo devono vedere. Al netto del punto (3) che secondo me è fondamentale, e anche volendo ammettere uno "sgarro", se ne dovrebbe aver notizia in qualche modo: documenti, giornali, pamphlet, poesie, parodie, manifesti, lettere. Esistono "sfigurazioni" dello stemma in contesti coevi chiaramente riferibili alla contestazione della casa regnante? Se sì, sarebbe un argomento a favore. Le foto di stemmi già postati vanno nella direzione opposta. 6) In mancanza di documentazione certa, la soluzione più plausibile è la più semplice in termini di congetture: variante araldica. Dalle foto già presentate pare che per i Borboni la disposizione dei gigli medicei fosse di poca o nessuna rilevanza. 7) Come linea di ricerca dovrebbe essere proficuo raccogliere e confrontare rappresentazioni dello stemma al di fuori della numismatica(!) negli 80 anni in questione e -importante- gli eventuali commenti coevi(!) sulla disposizione dei gigli ed eventuali sostituzioni di stemmi errati. Se in 80 anni nessuno hai mai scritto nulla per lamentarsi o evidenziare l'errore/affronto/parodia, allora la possibilità che si tratti di una mera variante grafica senza alcun significato recondito diventa una certezza.
    6 punti
  3. mah... che dire? visto che hai solamente ripetuto quanto avevi già detto, non rispondo su tutto perché mi ripeterei. però faccio 2 appunti: 1. i gigli, 2 o 3, non sono un simbolo massonico. 2. l'argomentazione del tipo "se non ci sono dati potrebbe essere che x è vero", per esempio "per quale motivo non avrebbero potuto utilizzare le monete al fine del raggiungimento dei loro scopi", è un'argomentazione pseudoscientifica, perché se non ci sono dati allora tutto può diventare teoricamente possibile, il che però significa che nessuna ipotesi può avere priorità su altre. quindi nessuna È stringente e quindi non c'è motivo di sceglierne una se non per un bias di conferma di una scelta già fatta in partenza. Il che poi si riduce ad un'argomentazione dunque circolare. 3. per quanto mi riguarda l'argomento principe è la presenza dei gigli male ordinati negli stemmi sugli edifici. Si può presumere siano stati fatti su commissione per chi ci abitava. Se questi li hanno lasciati evidentemente gli andavano bene. 4. per quanto riguarda l'aspetto propositivo io ti risposto: variante araldica. se questa abbia un particolare significato nella simbologia araldica non lo so, ma la presenza di gigli male ordinati negli stemmi, uno che ti posto anche qui (tratto dal sito nobili-napoletani.it), per me metta la parola fine ad ogni possibilità di vederci un qualche messaggio occulto in codice. prova a chiedere A Questi: http://www.nobili-napoletani.it/Pubblicazioni.htm 5. Visto che ti adagi su certa vena complottista, e visto che le mie argomentazioni tanto non ti convincono, allora ti faccio strippare su questo: la disposizione male ordinata ricorda i tre puntini massonici ⁂
    4 punti
  4. Buonasera a tutti (quasi tutti) Taggato dall'amico Rickkkk e non posso esimermi dal rispondere. Falsone. basterebbe il tentativo quasi riuscito di imitare i FERT autentici ma mancano di impronta e di spessore, gia' qua si chiude la diatriba. Inoltre la rosetta non mente mai, e' mal eseguita, sbilenca e non esagonale al centro (indice di grande genuinita' della quadriga). Moneta usurata artificialmente, cavalli mal eseguiti specie la prima zampa sopra il 5 che e' una cosa oscena, data sbagliata specie il 9. questo solo a una prima sommaria visione ah, la moneta ha subito una procedura con pietra pomice per usura artificiale e conseguente ripatinatura artificiale. AMEN e buona serata, potete pure chiudere il post. Semprevostro Eros Marchetti Molto bravo!
    4 punti
  5. se vai a vedere il bb periziato.. il ramo d'ulivo è messo anche peggio.. le analisi su questa moneta vanno fatte su una moneta in pari grado di conservazione..
    4 punti
  6. Segnalo l'uscita del n. 394 di Panorama Numismatico. Questo è l'indice: Gianni Graziosi, Da Asterix alle monete celtiche – p. 3 Vincenzo Pagano, Monete a legenda IRNTHI – p. 11 Roberto Diegi, La monetazione di tipo greco in Sicilia, 7, Naxos e la plasticità delle sue monete – p. 20 Numismatica 2023, Dove comprare, tutto il mondo della numismatica – p. 25 Alberto Castellotti, I fiumi e loro allegorie nelle monete di zecche italiane – p. 41 Giuseppe Carucci, Le monete del Teatro Bolshoj – p. 47 Andrea Lucchi, Le monete dei Rajah bianchi di Sarawak – p. 51 Recensioni – p. 57 Mostre e Convegni – p. 62 Aste in agenda – p. 63
    3 punti
  7. Salve, Forse il mio messaggio non è chiaro o è lei ad aver letto male. Mi riferivo alla catalogo d asta di Jacob Hirsch XXXIV che esita una collezione molto bella di fusi attribbuiti al Garrucci. Ma questa attribuzione è scorretta perché non erano nient'altro che i fusi del museo Kircheriano che andarono perduti. Per ulteriori dettagli vedere i mio messaggio sopra .
    3 punti
  8. L'esemplare postato mi offre l'occasione per un piccolo approfondimento alla luce di recenti studi (E. Spagnoli, La prima moneta in Magna Grecia: il caso di Sibari, Pomigliano d'Arco 2013, pp. 176-177). La tecnica incusa, come è ben noto, è un fenomeno peculiare della Magna Grecia per il quale sono state chiamate in causa tanto specificità locali quanto apporti di ambito metropolitano, in particolare corinzio, ma anche peloponnesiaco. Con specifico riferimento al tipo di Sibari (toro retrospiciente) e all'aquila incusa degli stateri di Crotone è stato richiamato un interessante confronto con alcuni dischi in avorio o in osso di ambito argivo e corinzio con rappresentazioni in incuso di animali circondati da un bordo decorativo e caratterizzati da un modulo pressoché coincidente a quello delle serie incuse più antiche (circa 31/29 mm). Allego a titolo esemplificativo uno di questi dischi rinvenuto presso l'Heraion di Argo tratto da J. Boardman, Greek Gems and Finger Rings: Early Bronze Age to Late Classical, London 2001, p. 114, fig. 216. Https://archive.org/details/boardmangreekgemsandfingerrings1994pdf/page/n137/mode/2up?view=theater
    3 punti
  9. Tradizionalmente li si fa nella sezione euro, ma un'occasione importante come la Festa Nazionale Europea si merita un thread generale anche qui. Auguri a tutti, che la fortuna ci arrida.
    2 punti
  10. Buonasera, Piastra 1840 In questo anno in Zecca a Napoli vennero usate due tipologie di busto, sia nelle Piastre che nei 10 Tornesi . Mentre per i 10 Tornesi è di facile reperimento , nella Piastra del 1840 è molto raro trovarlo.
    2 punti
  11. E vabe,tanto oramai,abbiam messo falsi di tutti i tipi,studi ecc....la viribus unitis manca...mettiamola in mezzo(è un pataccone che anche gli orbi riconoscerebbero,da tante cose,troppe,miriadi,compreso quel nerastro di finta patina che mi fa pensar al made in China). Non ne ho viste cosí. Dai,aperta e chiusa parentesi😉
    2 punti
  12. Chiamato in causa dal buon @Gallienusmi tocca rispondere 😝 L’esemplare postato è senza alcuna ombra di dubbio autentico, senza se ne’ ma. Forse qualcuno dovrebbe documentarsi prima di dichiarare falsi esemplari genuini come questo. Come conservazione invece secondo me siamo lontani dal qFDC per varie ragioni, prima delle quali la mancanza di lustro, da quel che le (brutte) foto lasciano immaginare. Siamo nel range dello SPL, poi un + davanti di questi tempi - in cui dopo 100 post qualcuno pensa ancora di avere in mano una Quadriga 1914 buona e, sopra il conto, di andare a farsela chiudere per tale - non si nega a nessuno. 😝😊
    2 punti
  13. Quello e' solo un articolo (ben fatto) che prende in esame alcune tipologie per far comprendere a chi non conosce questa moneta (purtroppo parecchi), cio' che bisogna notare e i particolari da osservare......non poteva certo mettere qualsiasi tipologia di falso (ve ne sono anche altri)
    2 punti
  14. Combatti contro i mulini a vento. A certuni collezionisti entra meglio in c. che in testa.
    2 punti
  15. E' la Sacra Scintilla Collezionistica che s'accende.
    2 punti
  16. cioè, siccome dei maestri di zecca erano massoni allora la variante dei gigli avrebbe un significato massonico? mi sembra proprio un'argomentazione pseudoscientifica. no, questo è un modo di procedere pseudo-scientifico. Così scrivono i "diabolici", per citare il Pendolo di Foucault del compianto Prof. Umberto Eco. Gli studiosi seri si basano sulle fonti, in questo caso i documenti delle logge, le divulgazioni, le pubblicazioni più o meno ufficiali, i protocolli, la corrispondenza, le memorie. quello che non è scritto fa parte al limite della ricostruzione ipotetica. La stessa variante di per sé non È prova proprio di nulla.
    2 punti
  17. Di chi e’ appassionato di queste monete. Non tutti siamo studiosi puri, alcuni di noi sono collezionisti ‘peccatori’ inclini a cedere ai richiami della ‘carne’.. per fortuna il mondo e’ grande e c’è spazio sis per asceti che per peccatori e anche per la speranza dj ‘redenzione’ un giorno 😁
    2 punti
  18. COMMISSIONE EUROPEA CTSE - Orientamenti riguardanti l'attuazione del regolamento (UE) n. 1210/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 2010, relativo all'autenticazione delle monete in euro e al trattamento delle monete non adatte alla circolazione (ottobre 2019) https://www.ipzs.it/docs/public/cnac/ETSC_-_Guidelines_Pubbliche_-_Ottobre_2019_in_italiano.pdf MONETE EURO CORROSE Si tratta di monete in euro sottoposte a vari agenti chimici, soprattutto acidi, o ad alcuni trattamenti che possono portare all'ossidazione, alla vaiolatura, allo scolorimento o ad altri livelli di deterioramento fisico. Queste monete corrose ed erose subiscono di solito una grave alterazione dell'aspetto visivo, persino dei rilievi e dei motivi sui bordi, che crea dubbi sulla loro autenticità in quanto i dettagli della moneta possono essere difficili da identificare.
    1 punto
  19. Buonasera. Che pensate della data di questo mezzogrosso? Mille grazie in anticipo.
    1 punto
  20. Qui entriamo nel complicato. Mettiamola così: non sono persone e commercianti seri e professionali. L’episodio delle minacce al tuo amico, mi fa propendere per etichettarli come truffatori professionisti.
    1 punto
  21. Intanto ringrazio @furia78 , come detto per me il maggior esperto su queste monete Vi posto per un confronto la rosetta sul mio (ex NAC di diversi anni fa, e di cui @ilnumismatico ha già postato un'altra sezione del bordo) e anche le foto che avevo tenuto in archivio di un altro bel falso passato su ebay.it anni fa. Anche su questa la rosetta era fatta benino, con l'esagono al centro. La moneta di questa discussione come detto è un falso per nulla banale (rispetto agli altri del 5L 1914), e anche il peso tutto sommato verosimile ne è la prova. Anche secondo me più di un commerciante la sigillerebbe per buona... ma consoliamoci, PCGS in USA ha scatolettato una patacca cinese da 1 euro come quella di @caravelle82 come autentica https://www.pcgs.com/cert/83216269 (e ho anche inutilmente perso tempo a informarli, visto che se ne sono fregati!)
    1 punto
  22. Su questo hai ragione. Mi scuso, a volte do troppe cose per scontate. La conoscenza è sempre qualcosa da incentivare.
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  23. Dai dai che arriviamo a 100 post sul nulla più totale. 😅😇
    1 punto
  24. ecco L esemplare Pozzi
    1 punto
  25. Buongiorno, recentemente un mio amico mi ha regalato delle banconote. Tra queste, a mio avviso, spicca per bellezza questa banconota da cento franchi francese. Ho ricavato quella che presumo sia la data dalle cifre in basso. A proposito, capisco il numero seriale, ma le altre cifre a cosa servono? Chi sono i due personaggi ritratti sulla banconota? Penso che il primo sia Richelieu, ma non sono sicuro. Ci sono anche delle immagini di due città. Secondo me la città a destra è Strasburgo, ma non sono sicuro. Questa banconota ha altre particolarità o meccanismi di sicurezza oltre me figure che si vedono in controluce? Penso che siano le personificazioni della Francia. Ma soprattutto, questa banconota quanto valeva all'epoca e quanto vale oggi?
    1 punto
  26. Medaglia devozionale di fattura artigianale incisa a bulino, argento, sec. XIX.- D/ San Giacomo il maggiore (apostolo )in abiti da pellegrino, venerato nel Santuario di Santiago di Compostela, dove riposano le sue spoglie mortali.- R/ Dalle scritte iniziali dovrebbe essere San [F] Francesco [D] di Sales. Ciao Borgho
    1 punto
  27. visto che sei stato bravissimo ad identificarlo ti premio con un altro radiato dritto messo malino ma un bel rovescio, è sempre Treboniano? idem penso sia argento ultra sporco vivevano da quasi un secolo nella cantina di famiglia sono fermi dal mio bisnonno vissuto nel metà ottocento 22mm 2,81gr h12...dirti grazie è poco
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  28. E si...fu un periodo molto tosto per lasicilia il post arabo....grazie...tanto rispetto....bruttina ma ha fatto il suo ruolo
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  29. Biglietto postale cubano ad uso privato di un centavos, affrancato con 1 centavos dell'emissione fondo di ricostruzione del 1951. Dunque la cartolina postale è strana, nel senso che non ho prove che non abbia viaggiato .. ma allo stesso tempo non ho certezze in merito. Non essendoci annulli di viaggio non sappiamo quando è partita e neanche quando è arrivata a Milano, l'unica certezza avendo il francobollo emesso nel 1951 sappiamo che è una missiva di quell'anno o anni successivi. Bella ma priva di annulli.
    1 punto
  30. Non è sicuramente più li in quanto non riesco a trovarlo, ..ma era per dire quanto erano precisi addirittura gli annulli all'epoca..
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  31. Delle gote in asta ? Nessuna ma conosco abbastanza questa serie e tutta la letteratura di riferimento (Demo, Metlich, MEC, etc per citare solo le opere recenti) sono monete non rare o rarissime ( salvo Theia) . Queste in asta erano piacevoli e hanno riscontrato un buon interesse . Ovvio che magari in qualche mercatino si possono fare affari migliori ma occorre anche avere occhio 😉
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  32. io lo avevo citato al post #11 😁 Confermo la mia impressione sul fatto che sia una riproduzione, ma posso capire che sia facile avere dubbi fondati. Saluti
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  33. Grazie a tutti...molto utile vostro supporto
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  34. Confermo zecca Arelate. Classificazione RIC VII, 376. Arka Diligite iustitiam
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  35. È una discreta monetina e il BB ci sta,non è semplice reperire questo nominale in alta conservazione,come anche il nominale minore da un tornese... La leggera decentratura è un difetto dovuto al processo di coniazione e non una variante,e non aggiunge un plus valore alla moneta...
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  36. Dunque, di tutto questo variegato materiale mi piacciono le monete colorate (ho scritto qui nel dettaglio come la penso https://www.lamoneta.it/topic/182272-monete-colorate-circolanti/ ) e le monete con anello in polimero inventate in Germania. Delle prime mi piacerebbe avere la 2 € della zecca francese per il 30° anniversario dell'adozione ufficiale della Blue Starry, quanto alle altre mi auguro che in futuro la stessa tecnica sia utilizzata per un'eventuale 5 € divisionale in moneta, e solo in quel caso me la procurerò. Per queste ed eventuali altre novità del futuro il discorso di cui al punto 1) del thread nel link rimane sempre valido: per suscitarmi interesse devono essere monete circolanti, con la faccia comune e valide in tutti gli stati.
    1 punto
  37. Comunque non ho potuto non notare la tua foto. Moneta stupenda!
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  38. Queste poche righe mi sembrano abbastanza chiare...
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  39. Dalla didascalia relativa all' obolo, " Sixteenth Nomos-Obol " , vale una curiosità notare che se il sistema ponderale di Crotone era l' acheo-corinzio con 1 statere = 3 dracme, essendo 1 dracma = 6 oboli, l' obolo dovrebbe essere 1/18 di statere . una buona serata a Te @Taras ( non so trovare l' alfabeto greco )
    1 punto
  40. Ciao, oggi condivido un denario dell'imperatore Caracalla (198-217 d. C.) recante sul rovescio la personificazione della dea Speranza (Spes) coniato dalla Zecca di Lodicea a Mare nel 199 d. C. circa. Il ritratto mostra un Caracalla ragazzo ed è stilisticamente caratteristico proprio dei conii approntati dai maestri incisori di Lodicea. In questo post vorrei sottoporre alla vostra attenzione alcuni particolari di questa moneta (acquistata parecchi mesi fa) che mi hanno sempre fatto porre degli interrogativi. Avendo visionato in foto parecchi esemplari della stessa tipologia nell'aspetto generale e nello stile mi sembra in linea con quelli trovati così come anche il diametro (17,50 mm) e lo spessore (circa 2 mm). Da esame diretto risulta coniato ( cosa sempre importante) e vengo quindi a quelle che per me sono le anomalie cioè il peso e la qualità del metallo. Il primo per la tipologia è veramente molto scarso visto che con bilancia di precisione pesa solo 1,71 g (nessuno dei denari che ho trovato ha un peso simile, la quasi totalità ha un peso superiore ai 3 g) e come si può vedere dalle foto non c'è fenomeno di cristallizzazione del metallo o pezzi mancanti ne tantomeno risulta essere suberato che in qualche modo giustificherebbero un peso così esiguo. E veniamo al metallo che per la sua leggerezza ed il suo aspetto visivo sembra alluminio (molto simile alle 10 lire spighe della repubblica, per rendere l'idea). Infatti penso che di argento nella lega c'è ne sia poco o niente e non dovrebbe essere così perché emessi sotto Settimio Severo dove il quantitativo di fino era ancora del 60% circa. Alcune lettere delle legende non sono ben impresse (ma ci sono) mentre il ritratto e la Spes sono ben raffigurati. Inoltre presenta anche usura (non eccessiva) che sembra da circolazione e quindi cosa aggiungere? Chiedo a quanti vogliono farlo di esprimere un parere in merito, sempre importante per noi neofiti e per quelli che seguono le discussioni. Fatelo tranquillamente, la moneta è mia da parecchio tempo e tale resterà 🙂. Grazie ed alle prossime ANTONIO 17,50 mm 1,71 g RIC 341a Alcuni esemplari della stessa tipologia con peso superiore a 3 grammi coniati a Lodicea a Mare.
    1 punto
  41. Pensavo fosse strana la tua, poi ho esaminato centinaia di denari di Caracalla, la maggior parte con peso superiore ai 3 grammi, una buona parte con peso inferiore ma sempre sopra i 2 grammi e una di soli 1,91 grammi. Poi, baamm, una addirittura più leggera della tua, venduta all'asta Savoca 87 lotto 1555, che pesa solo 1,70 g con diametro 19 mm. Per cui credo che il tuo denario sia un esemplare leggero ma originale.
    1 punto
  42. In passato varie discussioni affrontarono esemplari 5 Lire 1914 usurati. La solita disputa su come una moneta del genere non circolata (formalmente emessa a cavallo dell'inizio della 1^ guerra mondiale, con prezzo dell'argento imbizzarrito nell'immediato, e quindi con valore nominale molto inferiore a quello reale, ecc. ecc. ...) e la conclusione sostanziale che ogni volta che si vede una moneta del genere il sospetto fortissimo è che sia falsa (anche se periziata ...) perché non poteva ridursi così ... In realtà l'elemento principe per definire l'autenticità di questa moneta non sono i "particolari" ma il bordo. E' piano senza alcun rigonfiamento o stondamento. Se quest'ultimo è presente anche solo in una parte del tondello, la moneta è falsa. Ecco alcuni particolari del bordo (qui sotto) che per la patina intensa, risultano ben evidentemente piani (indice di autenticità!). Perciò l'esemplare che ha dato il via a questa discussione, è falso.
    1 punto
  43. A parte tutto, risulta molto difficile credere che un orafo che sta lì a vendere altre monete non sappia che quella è una moneta di pregio tra le più rinomate del Regno d'Italia e non l'abbia fatta vedere a esperti del settore. Tutto depone a favore di una moneta falsa.
    1 punto
  44. Buongiorno @Loruca, come detto da chi mi ha preceduto purtroppo è un falso. Il bordo è leggermente più sottile in alcuni punti e soprattutto piu stondato. Al rovescio se ingrandisci le foto di un originale rispetto a quelle che hai postato noterai che ci sono moltissime differenze. Te ne evidenzio alcune: le firme del modellista e dell ' incisore nell' originale sono nitide, nel falso sono impastate e perdono definizione nella parte bassa diventando quasi un tutt' uno con la parte superiore della linea dell' esergo. La briglia del cavallo in primo piano finisce, nel falso, sotto la pancia del cavallo,la data nell' 1 è nel 4 è leggermente più sottile nell ' originale, la ruota del carro trionfale dell' originale è diversa dal falso nei particolari, gli zoccoli non sono ben definiti... e ce ne sono tante altre come anche al dritto ed anche la rosetta nel contorno è grossolana. Certo come detto non è uno dei soliti falsi pacchiani, ma dubito che il venditore fosse così sprovveduto. Avendo una moneta da diverse migliaia di euro in mano andrei, nel dubbio, subito a farla periziare piuttosto che venderla al misero prezzo di 250 euro. Saluti Andrea.
    1 punto
  45. Dalle foto: falsa. Bordo stondato ed un insieme di piccoli particolari diversi. Indubbiamente il miglior falso che abbia mai visto.
    1 punto
  46. Il collezionismo, anche quello di monete e banconote, non può conoscere davvero delle crisi esiziali in quanto collezionare è parte intrinseca della natura psichica umana, ci sarà sempre qualcuno che collezionerà qualcosa, il collezionismo numismatico inoltre ha il vantaggio ineguagliabile di permettere a quasi tutte le tasche di acquisire degli oggetti del passato anche molto remoto, cosa che in nessun altro campo collezionistico avviene con la medesima accessibilità, per fare solo un esempio, quali altri oggetti di epoca greca o romana sono acquisibili a prezzi abbordabili al pari delle monete? Diverso può essere il discorso sullo stato di salute della numismatica come disciplina di studio, dal momento che numismatica come studio e collezionismo di monete non necessariamente vanno di pari passo, si può collezionare senza una particolare passione per l'approfondimento storico come si può approfondire lo studio della storia e delle monete senza collezionarle... detto questo la mia impressione è che anche in quest'ambito, della numismatica come scienza, i tempi attuali siano espansivi e in evoluzione favorevole, vi è un numero crescente di pubblicazioni nuove e importanti su tante zecche italiane, alcune mai trattate in precedenza o comunque non con lo stesso approfondimento, e tutto questo non solo nel formato cartaceo tradizionale, ma anche sotto forma di saggi e articoli disponibili sul web, non c'è mai stata tanta abbondanza e disponibilità di testi di argomento numismatico, anche gratuitamente sul web, come nel tempo attuale, a ciò andrebbe aggiunto anche il progetto scientificamente epocale, di pubblicazione sistematica della collezione di Vittorio Emanuele III, finalmente in atto con pubblicazioni disponibili sia in formato tradizionale che virtuale, un progetto di rilevanza assoluta che solo adesso si sta realizzando... mi pare che tutto questo evidenzi lo stato di salute, piuttosto florido, della nostra amata disciplina, anche nel nostro Paese...
    1 punto
  47. Finalmente mi è arrivato oggi questo quinario (abbastanza raro), che sono anni che lo cercavo.
    1 punto
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