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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/21/23 in Risposte

  1. Buongiorno, come millesimi ha completato. Manca la rara variante del 1800 che anziché di avere A. P. ha R. C. che oggi è diventata abbastanza ostica da trovare specialmente in buone condizioni. Per un confronto posto la mia serietta dove per adesso manca il 1802. Buona domenica a tutti.
    8 punti
  2. La citazione di @Rocco68 mi ha fatto vedere questo post e mi permetto di provare a rispondere. Acciarino, pietre focaie e fiamme fanno parte della simbologia del collare dell'ordine del Toson d'Oro. Collare dell'ordine caratterizzato dalla presenza del vello d'oro. Il motto "Ante ferit quam flamma micet" Ferisce prima che la fiamma risplendi". Sono lontano dai libri ma per i significati dei singoli simboli basta fare una ricerca nel web.
    7 punti
  3. Buonasera a tutti, sono orgoglioso di mostrarvi la mia mini raccolta di 6 Tornesi di Ferdinando IV. Il 6 Tornesi ha un bel modulo (34/35mm) per un peso che va per alcuni esemplari da 16,30 a 19,31 grammi ed è piacevole da maneggiare , un gran bel monetone a mio avviso. Ho iniziato con un paio di esemplari 33 anni fa ma solo poco tempo fa grazie al graditissimo regalo di Sergio @motoreavapore ho aggiunto il millesimo 1799 che era quello che mi mancava per chiudere la sequenza che mi ero prefissata, cioè tutte le annate senza pensare alle varianti, anche se una c'è. La conservazione è quella che mi è capitata devo essere onesto non mi sono applicato molto , magari nel tempo cercherò di migliorarli. Per il momento va bene così. Ma partiamo proprio dal 1799 Nel lontano 13 giugno del 1799 l’esercito della Santa Fede, guidato dal Cardinale Ruffo, si unì ai Lazzari, ovvero ai giovani che difesero Napoli contro la Repubblica Partenopea che era sostenuta dalla Francia e protetta dalla “divina provvidenza” di San Gennaro. L’armata Sanfedista entrò così in città per liberare il popolo dalle truppe francesi e per ripristinare il dominio borbonico. Ne seguì una vittoria sanguinosa che 224 anni fa segnò la fine della Repubblica Partenopea e l’inizio degli innumerevoli processi contro i tanti repubblicani napoletani e non solo.(Fonte Sito Web Vesuvio online). Il Ruffo assume la carica di vicario Generale del regno, capitolata definitivamente la Repubblica , il 19 Giugno 1799 , gli fu agevole fare fabbricare in zecca , immediatamente nuove liberate di monete con l'impronta di S.M.Ferdinando IV ristabilito sul trono. Ciò fu reso possibile perché gli ufficiali della Zecca rimasero sempre fedeli a Ferdinando IV e Domenico Perger in particolare, riuscì a conservare nei locali della medesima Zecca, coni e matrici delle monete con l'effigie di Ferdinando IV. (Fonte Magliocca). Tra questi proprio il 6 Tornesi 1799. Saluti Alberto
    6 punti
  4. Ma è proprio così infatti. Io ieri ci sono andato per due ragioni che nulla hanno a che fare con le motivazioni che anni fa mi muovevano, ovvero: 1. Dovevo ritirare dei lotti aggiudicatimi da Nomisma e da Varesi 2. C’era il pranzo dei lamonetiani Due ragioni più che valide, ma che potevano trovare realizzazione anche senza la kermesse. Signore dei Collezionisti, se ci sei ridacci Vicenza Numismatica…ma come era negli novanta e primi anni duemila! 😣
    6 punti
  5. Abbiamo già affrontato il discorso più volte. Personalmente, per vari motivi, anche di sicurezza, preferirei che i convegni durassero solo un giorno, ovvero il sabato. Dalle 9.00 alle 19.00 ci sarebbero 10 ore per vedere, comprare, discutere... E tutti resterebbero anche nel pomeriggio. Arka Diligite iustitiam
    6 punti
  6. Buongiorno amici, al Veronafil di ieri, dopo quasi vent'anni di lontananza dalle monete Regno, ho comprato uno dei pezzi che negli anni Novanta, quando mi dedicavo a questo settore, non avevo mai avuto occasione di mettere in collezione. Ve lo condivido, anche perché per una divertente combinazione la moneta era sigillata in una perizia che risaliva proprio all'epoca in cui io ho chiuso il capitolo Regno... è un po' come se questo fosse l'ultimo acquisto effettuato allora, che per qualche disguido solo ora mi è stato consegnato La conservazione non è indicata sulla perizia ma compare sulla certificazione del venditore professionista (BB); mi pare che sia abbastanza corretta, forse un quarto di punto in più al R/ e un quarto in meno al D/. Che ne pensate? Un saluto a tutti
    4 punti
  7. Vorrei allegare degli screenshot di una discussione che finalmente dipanerà il tutto, dove si evince che sono stati chiesti pareri su questa "moneta" un po' da tutte le parti. Purtoppo il sistema non permette di allegare file di oltre 1mb e quindi copio qua la discussione paro paro. spero che ora sia finalmente chiusa sta cosa fastidiosa e stucchevole. . " Buona domenica a tutti gli Amici del Corner Numismatico ! Vi scrivo per segnalarvi un falso molto insidioso che è stato portato in giro al convegno di Verona finché qualche perito non si è convinto a sigillarlo per buono . Si tratta di una Quadriga del 1914 in APPARENTE stato di conservazione molto bassa . I cinesi , falsari provetti , hanno capito che provare a riprodurre una quadriga in alto stato qualitativo è sempre una battaglia persa : tutti gli esemplari visti sul mercato sono infatti non circolati , al massimo tenuti male o puliti ma un rapido confronto tra un originale ed un falso porterà immediatamente a comprendere cosa non vada nel pezzo riprodotto . Produrre una versione MB di questa rarità classica apprezzata in tutto il mondo per il valore artistico del suo modellato , significa scombinare le carte in tavola ; non potersi più aggrappare a concetti conosciuti ed a comparazioni semplici da fare . Stravolgendo questi canoni si può imbrogliare più facilmente il Collezionista ed in questo caso l'imbullettatore di turno . Una volta sigillata è stata portata anche al mio tavolo e mi è stato chiesto , come rappresentante NGC per l'Italia , di farla slabbare e poi consegnarla in un paese straniero molto lontano ; cosa IMPOSSIBILE perché dall'Europa si deve aprire verso l'America una pratica di esportazione temporanea che va a chiudersi col ritorno della stessa una volta chiusa in SLAB NGC . Rifiutatomi di ritirarla (il mio lavoro comprende un'importante opera di triage tramite la quale consiglio o sconsiglio la chiusura in scatoletta americana onde evitare inutili attese ; spese ed enormi arrabbiature) il possessore è andato verso nuovi lidi , forte del fatto che ormai , nonostante almeno 20 persone gli avessero già detto la brutta verità riguardo al suo cioccolatino , uno gli abbia regalato la sua bella bugia chiudendola tra quattro rivetti ed apponendovi il suo nome e la sua firma . Un falso rimane un falso , anche quando viene imbullettato o slabbato ; gli errori possono capitare a tutti ; la differenza è che chi slabba paga in caso di errata comprensione del tondello rinchiuso tra silicone e due valve di plastica ; chi sigilla probabilmente no ! Queste foto vi mostrano chiaramente il pezzo prima di essere sigillato e dopo . Se avete modo di confrontarle con immagini trovate sul web di altri esemplari meglio conservati ponete la vostra massima attenzione al rovescio ; musi dei cavalli ; firme di incisore e modellatore ; volto dell'italia sul carro ; data della moneta e , davvero , mille altri piccoli particolari che portano alla naturale conclusione che SI , è uno stramaledetto falso fatto benissimo anche nell'incisione dei FERT sul bordo ma comunque resta un FALSO ! Augurando a tutti una buona domenica e conscio del piccolo terremoto che questo post susciterà , vi invito a GUARDARE SEMPRE LE MONETE , non i fiumi di inchiostro da cui sono circondate ; siano essi cartellini oppure labels ! A presto 🤗 "
    4 punti
  8. Vi condivido con piacere questo raro scudo di Napoleone I coniato a Bologna nel 1813, nella variante con puntali sagomati Proviene dall'asta 3 di Nomisma Aste di Verona, dove veniva presentato qFDC / FDC Le foto del catalogo a mio avviso non davano risalto alla bellezza della moneta, dai rilievi satinati su fondi speculari Non colleziono in particolare Napoleone, però un pezzo così capita veramente infrequentemente e ne ho approfittato Foto del catalogo https://bid.nomisma-aste.it/it/lot/8208/bologna-napoleone-i-1805-1814-5-lire-1813-/ Le mie foto sono invece allegate... direi che le danno più giustizia
    3 punti
  9. Buona domenica a tutti, dopo il testone di Clemente VIII per Fano che recentemente ho presentato qui sul forum ( https://www.lamoneta.it/topic/214643-clemente-viii-testone-per-fano/ ), oggi vi mostro questo testone coniato a Roma. Clemente VIII (1592-1605), Roma, Testone. Munt 23, CNI 1. D/: busto a destra a testa nuda con piviale ornato di figura dell'Immacolata Concezione e di santo vescovo in abito pontificale, e con fibbia ovale. . CLEMENS . VIII . PON . MAX. In basso . A . _ . I .ai lati del segno di zecca di Guglielmo Tronci, zecchiere. R/: San Pietro, nimbato, seduto di fronte nella navicella a sinistra, la destra in alto regge con la sinistra il timone; in basso il mare agitato, in alto nel giro ai lati due teste di venti che soffiano. . NON . _ . PREVA - LEBVNT. Es.: ROMA, in basso segno di zecca di Guglielmo Tronci, zecchiere. T/: liscio. Peso 9.41 g Si tratta di un testone rarissimo che presenta un pedigree di tutto rispetto: ex Bank Leu 36, lotto 736 (collezione Cappelli), ex Varesi 16 del 1992, lotto 175 ed infine ex NAC 81 lotto 441 (collezione DeFalco). È inoltre l'esemplare illustrato sul MIR. La conservazione è molto buona per la tipologia. La legenda al rovescio che si traduce con "Non vinceranno" (Matteo XVI, 18), fa riferimento alla lunga guerra contro i Turchi che il papa intraprese durante il suo pontificato. Da Wikipedia: "Clemente VIII si impegnò durante tutto il suo pontificato per la costituzione di un'alleanza di regnanti cristiani contro gli Ottomani. Nel 1594 il pontefice riunì una Lega Santa per appoggiare l'imperatore Rodolfo II nella Lunga Guerra contro l'Impero ottomano. All'inizio degli anni novanta del XVI secolo l'Impero ottomano era giunto ad espandersi fino a toccare il cuore dell’Europa danubiana. Il Sultano aveva esteso il proprio dominio sul quaranta per cento delle terre ungheresi. I vicini principati di Moldavia, Valacchia e Transilvania erano diventati suoi tributari. Clemente VIII avviò un'intensa attività diplomatica volta a ricreare, sulla falsariga della coalizione che aveva vinto la battaglia di Lepanto, un ampio schieramento anti-ottomano comprensivo di Spagna, Venezia, Polonia, Transilvania, Moldavia e Valacchia. Strumento funzionale a tale opera fu innanzitutto la rete dei nunzio pontifici, stabile e ramificata in tutta l’Europa cristiana. Il Papa avviò un dialogo anche con il re dei Russi (ortodosso) e persino con lo scià di Persia, in quanto acerrimo nemico degli Ottomani. Clemente VIII aveva compreso che, affinché l'alleanza avesse la forza necessaria per sconfiggere i Turchi, ne dovevano fare parte sia la Francia che la Spagna, le due più forti potenze militari europee. I suoi sforzi per coinvolgere le due potenze in una «Santa Impresa» avevano come fine ultimo quello di formare un esercito transnazionale. Gli sforzi del pontefice non ebbero successo: Filippo II di Spagna si limitò a promettere al pontefice un sostegno finanziario, trovando troppo onerosa e impegnativa una partecipazione diretta con le forze di terra e (soprattutto) di mare; da parte sua, Enrico IV di Borbone era alleato del Sultano, in funzione antiasburgica. Neanche il progetto di occupare Costantinopoli servendosi del capo dell'esercito turco, Scipione Cicala (un genovese che, rapito dai turchi all'età di quattordici anni, aveva dovuto rinnegare la fede cristiana) trovò attuazione. Il territorio dell'Impero Ottomano confinava con i possedimenti della Casa d'Asburgo. Gli Asburgo erano contrari a condividere con la Santa Sede il merito di un'eventuale cacciata degli Ottomani dai Balcani. La loro strategia – da Ferdinando a Rodolfo II – era improntata all'ottenimento di accordi di tregua (l'ultimo era stato stipulato nel 1590). Questi accordi, però, avevano un alto prezzo (gli Ottomani pretendevano una cospicua dote di fiorini ungheresi in cambio della pace). Non solo: durante i mesi caldi le truppe del Sultano compivano scorribande aldilà dei confini che allertavano costantemente le forze asburgiche. Quando gli Ottomani assaltarono la fortezza di Giavarino, caposaldo strategico sulla riva destra del Danubio (luglio 1594), gli Asburgo si risolsero ad accettare l'aiuto del pontefice. Papa Clemente VIII nominò capo della spedizione militare pontificia Giovan Francesco Aldobrandini, Capitano generale della Chiesa. Aderirono all'appello di Clemente VIII i principati di Transilvania, Valacchia e Moldavia. In Italia si mobilitarono: il Ducato di Mantova, il Granducato di Toscana e la città di Bologna. Clemente VIII impose decime al clero d'Italia e riuscì a formare un esercito di diecimila fanti e seicento cavalieri. Poi incaricò i frati Camilliani di curare i feriti sui campi di battaglia, ordinando la loro partenza per l'Ungheria nel 1595. I Camilliani istituirono a Strigonio un ospedale da campo, con dottori e infermieri, segnalandolo con una croce rossa simbolo dell'ordine. All'assistenza spirituale dei soldati vennero comandati i Gesuiti. Clemente VIII inviò tre volte in Ungheria il generale Aldobrandini a sostegno dell'imperatore Rodolfo II d’Asburgo. Le tre campagne ebbero come esito: -la vittoriosa presa di Strigonio nel 1595; -la conquista di Pápa e l'inconcludente assedio di Giavarino del 1597; -la tentata liberazione di Canisa (assediata dai Turchi) nel 1601. Il lasso di tempo che intercorse tra la seconda e la terza campagna fu dovuto al diffondersi delle epidemie di peste e colera che decimarono le truppe nonché all'insorgere di dissidi con i capitani imperiali sulla strategia da adottare. L'Aldobrandini infatti propose di liberare la città di Buda per infliggere una sconfitta decisiva agli Ottomani, ma gli imperiali non si mostrarono mai favorevoli all'impresa. Nel complesso l'esercito pontificio riportò due vittorie contro i Turchi. Giovan Francesco Aldobrandini morì durante la terza spedizione (17 settembre 1601), volta a liberare Canisa dall'assedio turco. Dopo la sua morte il comando dell'esercito pontificio passò a Flaminio Delfini. Però gli Asburgo decisero autonomamente di abbandonare l'assedio. I soldati papali rimasero soli sotto le mura della città. Ad essi non rimase che ritirarsi e ripiegare verso l'Italia. Alcuni storici stimano che, dei diecimila soldati impegnati nelle tre campagne, ben seimila non abbiano fatto più ritorno in patria. La «Santa Impresa» fu la più massiccia mobilitazione di truppe pontificie al di fuori dei confini dell’Italia di tutta la storia dello Stato della Chiesa". Michele
    3 punti
  10. Ciao @RENIER, non sono abbastanza preparato per dirti se possa essere o meno una contraffazione. Di sicuro lo inserirei tra i falsi d'epoca a nome di Francesco Erizzo. La legenda del rovescio, DEFENS NOSTER, per quanto di stile rozzo è stata rispettata, anche la figura di S. Marco che risulta solo forse un po' paffuto. Guardata solo questa parte la moneta sarebbe da ritenersi un semplice esemplare in bassa conservazione. Il gioca cade però con la legenda del dritto: io leggo °M V FRANC ERN. Detto che sembra una costante nei falsi d'epoca di questa tipologia la consunzione sempre localizzata sulle zone salienti delle iconografie (che potrebbero fornire ulteriori tracce della falsificazione) chiuderei il commento sottolineando le incongruenze nella legenda del dritto: in particolare a inizio e fine legenda dove manca la S, e con ERN mai riscontrato prima oltre al generale stile rozzo in alcuni dettagli. Bellissimo falsetto. Complimenti. -Mattia P. S. All'attivo ho 12 falsi d'epoca di questa tipologia e sto provando a scrivere un lavoro a riguardo, il falso in questione potrebbe essere utile, teniamoci in contatto!
    3 punti
  11. Concordo assolutamente che il perito migliore è quello che sbaglia meno, fermo restando la buona fede.
    3 punti
  12. volevo condividere anche io i miei nuovi acquisti vicereali. monetazione che mi sta appassionando sempre di più:
    3 punti
  13. Le motivazioni sono multiple e si sono ripetute forse allo sfinimento... In primis la sicurezza dentro e fuori la fiera ma anche il cambio di questo mondo negli ultimi anni col proliferare delle case d'asta....il materiale migliore ed anche le monete ritirate dai commercianti passano al 90% da li. In fiera vedi gli invenduti,monete passate 10 volte da un commerciante ad un altro e quindi più care e del materiale invendibile. L'ultimo veronafil a cui ho partecipato cioè a novembre era desolante e questo a quanto mi è stato riferito anche peggio...già la zona bar adesso è deserta,poi ci son più case d'asta che venditori e negli stand delle case non ci son monete da poter vedere. Anche la filatelia si è ridotta parecchio. Il mondo è cambiato ma quelli della fiera non son certo persone che cercano di tenere il passo.
    3 punti
  14. Non devi portarla da nessun altro, il dottore Simone Rocco di Torre Padula è un perito prestigioso,ho il numero del suo cellulare da oltre 20 anni lo conosco da quando collaborava con In ASTA,persona seria e preparata,anche per me era buona,ma dalle foto non mi sono voluto appositamente sbilanciare,complimenti per l'acquisto,saluti Aldo.
    3 punti
  15. Buonasera @Litra68 Alberto, sapevo che ti mancava il 6 tornesi del 1799 per completare la serie, ma ultimamente stregato dalle belle "Romane" eri un po distratto. Quindi ho approfittato che il buon @Asclepia Cristiano stesse alienando appunto il suo 6 tornesi del 1799 per farne dono a te. Naturalmente la moneta ha un passato storico molto importante come tu giustamente hai ricordato, ma ha anche un importante pedigree. L'indirizzo per la spedizione, infine mi è stato dato dal caro Rocco @Rocco68 che è sempre disponibile. Come vedi non è stato solo merito mio ma anche di altri. Con sincera stima e amicizia, Sergio.
    3 punti
  16. Salve sono a chiedervi maggiori informazioni sulla cartolina in oggetto e se la stessa può avere un interesse collezionistico. Ringrazio in anticipo.
    2 punti
  17. Salve sono a chiedervi maggiori informazioni sulla cartolina in oggetto e se la stessa può avere un interesse collezionistico. Ringrazio in anticipo.
    2 punti
  18. Ho smesso di credergli quando iniziò a portarmi i regali che diceva lui e non quelli che chiedevo io 😁 .... ecco, da allora ha perso la mia stima!
    2 punti
  19. Sigla ZB Zuanne Boldu 1435-1437 M.I.R pag. 355 n.411 grosso C.N.I. VI pag. 551 n. 7 e succ. Hai anche Scutari 😜
    2 punti
  20. Salve. Condivido con piacere una moneta di Carlo di Borbone. Una piastra 120 grana del 1754 con 4 ribattuto su 3. Come tutte le monete della mia collezione, non è di alta conservazione. Un caro saluto a tutti.
    2 punti
  21. Intendi ex collezione Asclepia 😅, non credo e se invece fosse, ne sono onorato, la mia collezione è ancora molto modesta rispetto ad altre qui nel forum, forse è una tra le più ricche di rame ma niente più,...in ogni caso son felice sia finita a completare la raccolta x millesimi di Alberto. Un caro saluto amici e scusate la poca partecipazione al forum , ma sono oberato da tante altre cose...ma questo non mi impedisce di continuare cmq a comprare, anche qualche bella rarità....Siciliarv e Gioachini vari, tra ebay e amici....
    2 punti
  22. Buon giorno e Buona domenica a tutti gli utenti, vorrei un consiglio da voi non ho mai provato a pulire una moneta perchè sono uno di quelli che ritiene che le monete non si devono toccare però ho voluto fare una prova ho comprato una moneta a pochi euro e in bassa conservazione questo il risultato che ne pensate l'ho migliorata o peggiorata. Ecco le foto. Prima della pulizia. Queste le foto dopo la pulizia.
    2 punti
  23. Ciao @Gallienus Anzitutto tiratina d’orecchi: potevi unirti alla nostra tavolata, è stato un pranzo gradevole e simpatico 🤗 Venendo alla moneta, mi pare che il BB ci stia, nonostante che le foto, non ottimali, aiutino relativamente poco ad una valutazione accurata. Questo è un millesimo molto raro, certamente non difficile da trovare in questa conservazione, ma che diventa molto bisbetico da reperire nei gradi superiori, tanto è vero che già lo SPL richiede uno sforzo di alcune migliaia di euro, se si trova. Naturalmente esistono anche i FDC. In particolare, di recente, nel 2020 e 2021 ne sono stati esitati tre esemplari di gran qualità, non ho verificato se uno di essi sia lo stesso, e precisamente: 1. Asta Aurora 2020: 14.160 euro diritti inclusi, qFDC/FDC, direi MS63, gran pezzo 2. Asta MDC 2021: 19.840 euro diritti inclusi, MS65, il migliore esemplare mai apparso 3. Asta NAC 2021: 14.782 euro diritti inclusi, MS 64, eccellente esemplare Questi realizzi stellari la dicono lunga sulle differenze che il mercato paga questo millesimo al variare della conservazione. E sarà sempre più così. Buona domenica
    2 punti
  24. Eh, magari... finché è esistita, a parte forse l'ultimo anno o due, è sempre stata incomparabilmente superiore a Verona, principalmente per la presenza di quell'aspetto culturale che nella massima manifestazione nazionale della nostra disciplina non dovrebbe mai mancare. Non solo le conferenze ma anche le mostre tematiche a Vicenza erano bellissime, perché costituivano un momento di crescita per i giovani collezionisti che non fosse unicamente vincolato all'elemento commerciale. La Numismatica a mio parere può continuare a esistere solo così, e il supporto del convegno sarebbe davvero utile, visto che a differenza di altri paesi noi non abbiamo un vero e proprio museo numismatico nazionale (e pure questo è qualcosa di cui dovremmo vergognarci, con la Collezione Reale a disposizione, che invece può essere intravista solo in maniera quantomeno discutibile a Palazzo Massimo).
    2 punti
  25. Chiudo d’iniziativa questa discussione. Penso che @Loruca possa considerarsi soddisfatto rispetto alla sua richiesta di cui al post #1 dopo 204 interventi compreso questo ultimo. Un caro saluto e buona domenica a tutti! Avanti tutta!!
    2 punti
  26. Non ci sono da 25 assi con la gorgone , ne in oro né in argento.
    2 punti
  27. Nel passato era una pratica relativamente applicata ora lo Stato e’ molto piu’ ‘stitico’ pero’ al contempo butta via soldi oer acquisire - coattivamente - monete gia’ possedute in numerosi esemplari o comunque di modesto interesse culturale invece si impiegare quei fondi nell’unica opera di tutela veramente efficace: la catalogazione selle collezioni pubbliche 🙏
    2 punti
  28. Buonasera a tutti (quasi tutti) Taggato dall'amico Rickkkk e non posso esimermi dal rispondere. Falsone. basterebbe il tentativo quasi riuscito di imitare i FERT autentici ma mancano di impronta e di spessore, gia' qua si chiude la diatriba. Inoltre la rosetta non mente mai, e' mal eseguita, sbilenca e non esagonale al centro (indice di grande genuinita' della quadriga). Moneta usurata artificialmente, cavalli mal eseguiti specie la prima zampa sopra il 5 che e' una cosa oscena, data sbagliata specie il 9. questo solo a una prima sommaria visione ah, la moneta ha subito una procedura con pietra pomice per usura artificiale e conseguente ripatinatura artificiale. AMEN e buona serata, potete pure chiudere il post. Semprevostro Eros Marchetti Molto bravo!
    2 punti
  29. Buonasera Grisu', noto con piacere che ti stai appassionando alle varianti nelle monete Napoletane. Nel tuo 6 Tornesi 1801 il numero del valore è effettivamente più grande del normale, questa variante la conoscevo da tempo.... Io stesso la ho in Collezione. Non saprei dirti quale delle due grandezze è più rara dell'altra ☺️ Un caro saluto, Rocco.
    2 punti
  30. Salve, segnalo: L’introduzione della trafila nella zecca di Napoli (1542-1543): un «ingegno» poco noto https://www.academia.edu/102056851/L_introduzione_della_trafila_nella_zecca_di_Napoli_1542_1543_un_ingegno_poco_noto_in_Napoli_Nobilissima_VOLUME_LXXX_DELL_INTERA_COLLEZIONE_RIVISTA_DI_ARTI_FILOLOGIA_E_STORIA_SETTIMA_SERIE_VOLUME_IX_FASCICOLO_I_GENNAIO_APRILE_2023_pp_19_29
    1 punto
  31. Buonasera a tutti. Ho trovato questi 10 grani del 2° tipo. Ferdinando III di Borbone - Regno di Sicilia anno 1814 con la rigatura obliqua (rif. Gigante 79b). Secondo voi potrebbe arrivarci al MB o siamo molto indietro? Grazie a tutti per l'aiuto.
    1 punto
  32. Buonasera a tutti, pur non essendo un libro in senso stretto, vorrei condividere con voi questo catalogo del 1912 - trovato ad un mercatino stamattina -, che mi ha colpito per la frase contenuta nel retro. Dopo più di cent'anni ha raggiunto il suo scopo raggiungendo un novello collezionista Il catalogo contiene l'indicazione di quasi 5.000 monete - senza foto - ed è la prima volta che sento parlare di questa "serie". Interessante leggere alcune classificazioni e denominazioni di monete che sono cambiate negli anni. Se qualcuno avesse qualche informazione in più mi farebbe piacere leggerle. Intanto buona serata, Riccardo
    1 punto
  33. Voglio avvertirti, Putin ha assunto il malvagio Babbo Natale dal KGB, si vendicherà degli europei che sostengono l'Ucraina.
    1 punto
  34. Io credo fermamente nei nargilli, perchè spesso mi trovo un calzino spaiato. Con le scarpe va un po' meglio, ma ogni tanto spariscono pure quelle. Ora, se esistono i nargilli, perchè non dovrebbe esistere Babbo Natale, che nella mia terra natale porta il nome di San Nicola. Arka Diligite iustitiam
    1 punto
  35. Io purtroppo ho Cattaro. Ma non credo siano gli stessi.
    1 punto
  36. Ciao @Gallienus, bella moneta! Come già giustamente sottolineato da Massimo @Scudo1901, il nostro esperto di grandi moduli argentei, la conservazione è da ritenersi sicuramente gradevole. Domanda provocatoria: sapendo la tua avversione per le monete imbustate, la tieni chiusa o la liberi? Michele
    1 punto
  37. Buonasera @apollonia, visto le altre medaglie che hai postato con "indirizzo sanitario" forse potrebbe essere: Centro Igiene Mentale.
    1 punto
  38. Per completezza di informazione, visto che l'hai citata anche tu aggiungo l'immagine della Croce al Valore Militare emessa dalla R.S.I. Non esiste al riguardo una documentazione ufficiale, per cui nel Cataloghi compare spesso il termine di "adottazione" al posto di quello"Istituzione". Nel suo breve periodo di vita, la R.S.I. non procedette alla creazione di una propria medaglistica concernente le Decorazioni al Valore che rimasero le stesse (Medaglia d'Oro, d'Argento, di Bronzo e Croce al Valore Militare), un provvedimento che sarebbe stato impopolare presso l'Esercito di leva al comando del Mar. Graziani, ma si limitò ad introdurre i propri simboli al posto di quelli preesistenti : l'Aquila ad ali spiegata posta su un fascio Littorio al posto della Stella d'Italia, ed al rovescio la rimozione del monogramma del Re e l'introduzione in basso del fascio littorio. Non risulta che nei 600 giorni di durata della R.S.I. queste Croci siano mai state distribuite, se ne conosce anche una variante il cui spessore è più sottile. Il Metallo impiegato è il Bronzo, ma esistono anche esemplari coniati in Argento. Il nastro è di colore azzurro-turchino, nessuna sigla al verso. @gpittini
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  39. Leu Numismatik AG > Auction 13 Auction date: 27 May 2023 Lot number: 23 Price realized: This lot is for sale in an upcoming auction Lot description: SICILY. Naxos. Circa 461-430 BC. Drachm (Silver, 17 mm, 4.34 g, 11 h). Bearded head of Dionysos to right, wearing wreath of ivy. Rev. N-A-XI-ON Silenos, bearded and nude, squatting half-left, drinking from a two-handled kylix he holds in his right hand and resting his left hand on his left knee; behind, his animal tail curling out on the ground behind him. Boston MFA 305 (same dies). Cahn, Naxos, 56 (V41/R47). De Luynes 1064 (same dies). Jameson 676 (same dies). SNG ANS 518-9 (same dies). Beautifully toned and of excellent style, with a most charming reverse. Struck from a somewhat worn obverse die with the typical die break on Dionysos' cheek, otherwise, very fine. From an British old collection, privately acquired from Leu in 1994, ex Leu 7, 9 May 1973, 71. When Dionysos was born from Zeus' thigh after the death of his mother, Semele, he was entrusted to the care of the wild Silenos, the patron deity of wine-making. The name Silenos literally refers to the rhythmic motion of the wine-press, from the Greek 'σείω' ('to move to and fro') and 'ληνός' ('press'). While Silenos clearly imparted a love for the grape to his foster son, Diodoros (4.4.3) mentions that he also instructed him in the best customs, and continued to serve him as an advisor. As such, he is often depicted in Greek art as Dionysos' companion, as on the reverse of this wonderful drachm. It shows him in his typical disheveled, pug-nosed form, naked and just able to keep himself propped up despite his inebriation, while pensively studying his kylix, the source of his joy and troubles. Surprisingly, although Silenos is best known for his near-perpetual state of drunkenness, he also possessed deep wisdom and the gift of prophecy (Virgil, Eclog. VI, 31 ff.), confirming the age-old adage: in vino veritas! Estimate: 15000 CHF
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  40. Concordo, le aste stanno rivoluzionando il settore e portano molti più profitti, considerando la qualità e la conservazione dei pezzi che presentano. Guardando poi le aggiudicazioni si vedono prezzi assurdi per monete banali e quindi molti allocchi che giocano al rialzo, non pensando che con gli stessi soldi si potrebbero comperare 3 o 4 monete di pari livello.
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  41. Bella cartolina a colori di Venezia con '' l'affrancatura speciale'' di 5c. Leoni. Il normale importo di affrancazione per una cartolina sarebbe dovuto essere 25c. , ma una simile riduzione veniva concessa per le grandi mostre fasciste, per i corsi della gioventu' del littorio, per l'opera nazionale balilla e per i campi Dux. Quindi ha un'affrancatura di tariffa ridotta particolare. La cartolina è viaggiata proprio durante il periodo dell'esposizione, 4 luglio 1922, con un nitido annullo dell'esposizione. BELLA e non comune. Manifesto pubblicitario dell'esposizione:
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  42. Denaro di Deols per Raoul VII... https://www.cgbfr.it/berry-seigneurie-de-deols-chateauroux-raoul-vii-denier-ttb,bfe_712656,a.html mario
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  43. Filippo IV, monetazione in rame del primo periodo : 14 Luglio 1621 all' 11 Giugno 1623. Cavalli tre, con Busto e Croce di Gerusalemme.
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  44. Ma mi avete modificato "cazzo" ma mi censurate?
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  45. SPETTACOLO!!! 😁 Come volevasi dimostrare. Mi raccomando, poi lamentatevi del perche' le monete nostrane non valgono piu' un [bip] e il mercato e' florido solo all'estero. Ormai
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  46. Premesso che in storia noi sappiamo veramente molto poco di cosa avveniva nel passato, archeologicamente parlando se la nave di Enea fosse stata quella originaria non sarebbe stata come quella ritratta nelle monete. Se era una "reliquia" ex post allora avrebbe potuto essere qualsiasi cosa. Io vorrei sottolineare la questione comunicativa. Al diritto queste immagini hanno le effigi degli dei patri, quelli della tradizione. In particolare Giano era una divinità tipica delle nazioni centroitaliche e non etrusche. Non è mai stato assimilato ad altre divinità ellenistiche: era una divinità propria della nazione romana; inoltre era una divinità primigenia: non era figlia di qualcuno come, per esempio, Giove. Quindi una fortissima connotazione nazionalista. Al rovescio non abbiamo l'immagine di una nave: abbiamo il dettaglio del dritto di prua in cui spicca il particolare del rostro, soluzione tecnologica chhe parrebbe derivare da soluzioni già presenti in navi del mediterraneo orientale; già Tucidide ne parlava. Già altre realtà come Phaselis, unica città marinara della Licia, hanno posto la prua di nave come simbolo del proprio essere città. E la raffigurazione, pur con le limitazioni della fusione nelle prime serie e sempre con maggior dettaglio nelle serie coniate, non è una raffigurazione idealizzata: è una realizzzione estremamente reale e dettagliata. Se guardiamo i dati archeologici ricavati dai rostri delle Egadi notiamo come la popolazione stessa abbia contribuito autotassandosi alla realizzazione dei rostri; gli stessi cartaginesi scrivevano su di essi invettive e maledizioni contro i nemici oltre ad invocazioni agli dei perché fossero efficaci in battaglia. Quindi erano un sofisticato elemento di tecnologia bellica (pensiamo ai deviatori di flusso laminare che facilitavano la navigazione diminuendo gli attriti), pratico e simbolico al contempo. La parte (significativa) per il tutto. Se fossero vere le tradizioni storiografiche antiche allora, facendo 2+2: Concetti espressi al diritto: divinità nazionali, tipicamente romane, identità, nazionalismo Concetti espressi al rovescio: particolare di nave da guerra, rostro, guerra, battaglie, potenza militare, espansione, difesa del territorio.
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  47. Posto un articolo di Fiorenzo Catalli sul rapporto tra Lorenzo il Magnifico e le monete, molto interessante. https://www.cronacanumismatica.com/gli-speciali-di-cn-quando-il-poliziano-disegno-le-monete-del-magnifico/?fbclid=IwAR0ZcbL5A9qr-Z4BTNTgOtX9YuDFcnrDy_YdTx-nsZO-d9VRn9Eyrl0MnlY
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  48. Ecco il secondo campione Ancora grazie
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  49. Allego uno studio fatto su questa moneta, potra' chiarire MOLTO, ad un occhio meno esperto, cosa guardare e quali dettagli vanno considerati........ diventera' ben piu' facile riconoscere l'autenticita' di questa tipologia (compreso valutare questo esemplare!!!!!) Falsi da Studio - 5 LIRE 1914 In questa sezione analizzeremo il falso della moneta da 5 lire 1914 coniata dal Re Numismatico Vittorio Emanuele III. Viene ritenuta una delle più belle monete che siamo mai state coniate in tutto il mondo ed è pertanto molto ricercata e ambita dai collezionisti, nonché massimamente falsificata. Regno d'Italia - Vittorio Emanuele III 5 lire 1914 Quadriga Briosa Zecca di Roma - Tiratura: 272.515 Argento 900% - Diametro: 37 mm - Peso: 25 g. Foto da Asta Nomisma 50 del 15/10/2014 – lotto n° 426 Contorno: in incuso FERT nodi e rosette Dritto: VITTORIO EMANUELE III RE D'ITALIA. Semibusto in uniforme, con il Collare dell'Annunziata, a destra; in basso D. CALANDRA. Rovescio: L'Italia con ramo di ulivo e scudo in piedi su quadriga briosa a sinistra ornata di fiori e FERT; sotto i cavalli ed il carro D. CALANDRA M/A MOTTI. INC. Nell'esergo R (mdz) L.5 tra nodi savoia. Si conoscono numerosi tentativi di falsificazione di questa moneta, ovviamente in questo studio non possiamo accogliere tutte le numerose varianti in circolazione, ma ci proponiamo di dettare delle linee giuda utili per analizzare ogni singolo esemplare. Nella foto in alto si può raffrontare l'esemplare originale con 3 diversi falsi. è importante notare come nelle monete false i rilievi siamo più bassi e confusi, “nei falsi manca il movimento e la forza del rilievo che l'incisore A. Motti ha saputo dare nella moneta originale” scrive G. Manfredini nel suo libro “I falsi numismatici”. In questi ingrandimenti possiamo notare in dettaglio il bordo circolare delle tre monete che risulta essere più stretto e arrotondato rispetto a quello originale. I dettagli del Collare dell'Annunziata indossato dal Re sono completamente diversi dall'originale. Firma dell'incisore D. Calandra completamente diversa e quasi del tutto assente nel falso III. Ancora in quest'immagine possiamo notare, oltre al già accennato dettaglio del bordo, delle differenza nella resa dei piccoli fregi e dei nodi posti a decorazione dell'esergo della moneta. Anche i nomi degli incisori differiscono dagli originali. Numerose sono le differenze tra originale e falsi nella figura dell'Italia stante su quadriga: ramoscello di ulivo molto evanescente, con un minor numero di foglie e quindi completamente diverso dall'originale; i dettagli dell'elmo dello scudo e dell'armatura sono appena abbozzati (negli esemplari falsi è difficile accorgersi che l'Italia indossa una spada!); gli ornamenti alle spalle dell'Italia presentano un incisione molto debole ed appena abbozzata. Completamente diversa dall'originale la resa delle briglie e la criniera dei cavalli. La briglia che cinge il ventre del cavallo in primo piano è zigrinata, dettaglio totalmente assente nei tre falsi in esame ma non solo. Particolari diversi si notano anche nel disegno delle zampe dei cavalli. Riguardo al contorno ci sembra buona la resa delle rosette del falso I, non altrettanto si può dire per i nodi e i Fert; contorno del falso II e III completamente diversi dall'originale. Caratteristiche dei tre falsi: Colore Peso Diametro Spessore Metallo Note Falso I Più chiaro Minore 24,84 g Uguale 37 mm Leggermente inferiore Argento Tentativo di imitazione dell'usura da circolazione. Falso II Lucente con fondi speculari Minore 23,10 g Uguale 37 mm Uguale Argento Dalla discreta incisione. Può ingannare i principianti. Falso III Più chiaro (a volte lattiginoso) Minore 22,94 g Uguale 37 mm Uguale Metallo bianco Totalmente diverso; più che un falso si tratta di un riconio moderno Un semplice controllo del peso può aiutare a riconoscere questi falsi, ma è nota la presenza di falsi dal peso identico all'originale. Roberto
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  50. Buongiorno a tutti! Non vorrei essere ripetitivo nel dire sempre la stessa cosa (cioè che le foto servono ma fino a un certo punto), ma come potete ben vedere da alcuni pareri scritti, si tratta (molto probabilmente) di un insidioso falso per nulla banale. Permettetemi di ricordarvi che concentrarsi puntigliosamente su confronti e dettagli fotografici può fare brutti scherzi: prospettive diverse, nitidezza, e soprattutto luci e ombre possono facilmente ingannare. Anche secondo me si tratta di un falso, ma se mi chiedeste di metterci la firma vi rispondo che devo necessariamente averla sottomano. Come ha ben sottolineato @Giov60 è molto più complesso stabilire l'autenticità di una moneta che presenta usura (autentica o riprodotta che sia). Questa è una moneta facile da trovare in stato "non circolato", per cui giudicare una probabile riproduzione, per niente pacchiana, richiede un'ottima conoscenza dei dettagli che vengono alterati con la consunzione; spero di essermi spiegato bene! Su tuti, mi rimane sempre molto molto difficile pensare che un esemplare autentico possa finire su una bancarella! Un esemplare autentico è stato certamente pagato bei soldi, per cui chi lo ha lo tiene ben da conto. Questa rimane una moneta che, se la si vuole autentica, va acquistata da commercianti professionali che ne attestino l'autenticità indiscussa, con tutte le garanzie del caso.
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