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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/28/23 in Risposte

  1. Cari amici, come saprete stiamo preparando il Gazzettino n.10 che sarà un numero speciale sia per il numero che per il numero importante di contributi. Al 15 giugno si chiuderanno i termini per le accettazione di lavori, successivamente si procederà colla lavorazione dei contributi inviati, grazie già da ora a chi ha partecipato a questo che si profila veramente un supernumero !
    4 punti
  2. Il Crondall Hoard è un tesoro di monete e altri oggetti che è stato trovato nel villaggio di Crondall nella contea inglese dell'Hampshire. Il tesoro fu scoperto nel 1828 e si ritiene risalga al VII secolo. Era il più grande tesoro di monete d'oro anglosassoni trovato prima del 21° secolo. Le monete sono ora nella collezione dell'Ashmolean Museum di Oxford. Il tesoro fu scoperto accidentalmente da Charles Lefroy nella tenuta della sua famiglia nel 1828. Come scoperto, comprendeva 97 monete d'oro, insieme a tre piastrine d'oro non coniate e un oggetto placcato in oro che avrebbe potuto essere un falso di moneta. C'erano anche un paio di ornamenti ingioiellati, insieme a piccole catene che Lefroy pensava potessero essere i resti di un sacchetto che un tempo aveva contenuto monete e gioielli. Delle 97 monete, 73 erano thrymsa anglosassoni e 24 erano tremissis merovingi o franchi. Il consenso tra gli storici è che il tesoro risale al periodo compreso tra il 635 d.C. e il 650 d.C. circa. Non è possibile sapere se le monete siano state nascoste o perse accidentalmente. È stato suggerito dal numismatico e storico Philip Grierson che il tesoro potrebbe essere un guidrigildo, un compenso pagato alla famiglia di qualcuno ucciso dall'assassino. Grierson ha notato che secondo le leggi del Regno del Kent il guidrigildo per l'uccisione di un anglosassone libero era di 100 scellini d'oro e questo corrispondeva alla quantità di oro nel tesoro. Tuttavia, non vi è alcuna certezza che le 100 monete e spazi vuoti recuperati da Lefroy costituissero l'intero tesoro, e il luogo in cui è stato trovato il tesoro fosse effettivamente nel Regno del Wessex, dove le tariffe del guidrigildo erano diverse. Dopo la scoperta, il tesoro rimase alla famiglia Lefroy fino al 1895 quando fu venduto al quinto Lord Grantley. Il destino dei tre pezzi grezzi d'oro, della possibile contraffazione e degli oggetti di gioielleria è sconosciuto, ma tutte le monete furono vendute dopo la morte di Grantley nel 1943 alla ditta numismatica AH Baldwin & Sons. A loro volta li hanno ceduti, a prezzo di costo, all'Ashmolean Museum, dove sono esposti. Il tesoro è di notevole importanza storica, in quanto è l'unico grande tesoro di thrymsa anglosassone mai trovato, e una grande quantità di conoscenza attuale della monetazione dell'oro anglosassone è il risultato dello studio di questo tesoro. -> https://britisharchaeology.ashmus.ox.ac.uk/coins/crondall-hoard.html Il tesoro di Crondall Il Crondall Hoard rimane la prova più importante per l'inizio della monetazione inglese. Il tesoro fu sepolto qualche tempo prima del 650 d.C. e include le prime monete anglosassoni. Questa è stata la prima moneta prodotta in Gran Bretagna dopo la partenza dei Romani due secoli prima. Le nuove monete sono state modellate su quelle francesi, ma hanno anche guardato indietro a Roma per l'ispirazione. Il tesoro conteneva oltre 100 pezzi. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il suo valore potesse essere di 100 scellini d'oro ("thrymsas"), un importo pari al compenso per aver tolto una vita umana secondo un codice di legge dell'epoca. Gli studiosi discutono su come queste monete siano state effettivamente utilizzate. Il diciottenne Charles Lefroy era in viaggio di caccia con il suo guardiacaccia a Crondall, nell'Hampshire, quando notò un mucchio di piccoli oggetti metallici dove le persone stavano tagliando il tappeto erboso. Fermandosi per esaminarli, Charles trovò le monete d'oro insieme a due gioielli e catene. Era il 1828. Le monete furono acquistate per l'Ashmolean nel 1944, in quel momento chiave della storia britannica, per commemorare Sir Arthur Evans. Delle 98 monete d'oro del tesoro alcune provenivano dal Continente, ad esempio dall'Italia e dalla Francia/Olanda, ma ben 73 sono inglesi. Le monete inglesi furono per lo più coniate da re e (probabilmente) vescovi di Londra e del Kent. Tre delle monete erano emissioni non ufficiali fatte per sembrare monete. Il tesoro originariamente conteneva anche alcune monete in bianco e un falso. Sono stati ritrovati anche due gioielli e catene, forse provenienti da un contenitore per le monete, ma nessuno sa dove siano ora. I disegni sulle monete sono notevolmente vari e spesso indicano il potere reale o ecclesiastico. Alcuni sono un mistero. Lo stile semplice del fronte frontale è il modo in cui vescovi e santi sono disegnati nei manoscritti.
    3 punti
  3. Ciao a tutti condivido con voi una mia tetradracma di Settimio Severo con un ritratto carino, provenienza: Naville Numismatics Allego descrizione dell'asta: Septimius Severus, 193-211 Tetradrachm Laodicea ad Mare circa 207-208, AR 26.10mm., 13.43g. Laureate and draped bust r. Rev. Eagle standing facing on ground line with wings displayed, head l., holding wreath in beak; star between legs. Prieur 1140.
    3 punti
  4. Salve a tutti, ciao @Releo... per quanto riguarda i 10 Tornesi "doppio orecchio" 1856 e '57 con il medesimo conio al dritto, credo che sia abbastanza palese il fatto che si tratti di uno sdoppiamento sul conio, così come per tutti gli altri casi postati sino ad ora, perché è sufficiente riscontrare anche due sole monete gemelle e con lo stesso identico difetto per poter constatare che si tratti effettivamente di un difetto sul conio. Quindi, io non parlerei più di opinioni, congetture, ipotesi o supposizioni ma, di qualcosa di certo, evidente, chiaro ed inconfutabile. Ad esempio, la Piastra del 1836 postata da magicoin, mostra soltanto un minimo spostamento dell'orecchio e questo potrebbe anche far pensare ad un micro difetto in fase di coniazione della moneta, se non fosse che, se ne trovano delle altre con lo stesso conio ed il medesimo difetto al D/ - anche quando abbinato ad un diverso conio al rovescio. Se invece, trovassimo altre Piastre con lo stesso identico conio 1836, ma senza quel millimetrico spostamento dell'orecchio, potremmo facilmente dedurre che questo dettaglio sulla Piastra di magicoin sia il risultato di un doppio colpo di bilanciere in fase di coniazione della moneta. Per far comprendere meglio la differenza tra sdoppiamento presente sul conio e sdoppiamento presente solo sulla moneta, prendo come esempio una mia Piastra 1834 con un difetto di sdoppiamento ruotato dei rilievi più alti - effige al D/ e lo scudo al R/ - dovuto ad un doppio colpo di bilanciere durante la coniazione della moneta, che mostra una evidente rotazione del tondello. Per via di questo particolare, non parleremmo più di un determinato grado di rarità del difetto, bensì di esemplare unico. Piastra 1834 con doppia variante e difetto di coniazione, D/ GRTTIA - R/ 11 torrette. Buona serata, Lorenzo
    3 punti
  5. Ed ecco anche la mia 1856, con il bordo a pettine.
    3 punti
  6. Buona domenica a tutti, Condivido una piastra appena acquistata, millesimo 1836 .
    3 punti
  7. In questa giornata di pioggia primaverile e con un afa da fine Luglio stavo riguardandomi alcune foto che mi hanno ispirato questo post. Esitata all'asta Varesi N° 76 del 2020 al lotto N° 355, questo Mezzo Scudo da Lire 2 è l'unica moneta coniata nella Zecca di Bologna per la Sede Vacante del 1769. Classificata al Muntoni 4 e al Chimienti 958, concordo pienamente con l'attribuzione della Rarità descritta nel catalogo accompagnata dalla nota che non risultavano alcun passaggi in asta da almeno 15 anni..... Nella mia personale ricerca delle monete dei Camerlenghi ho censito solamente altri 2 passaggi: Asta K&M XXI del 1980 - lotto 778 Asta Montenapoleone 4 del 1984 - lotto1028 Una particolarità di questi 3 esemplari: Tutti e 3 si differenziano per la posizione BONONIA DOCET al Rovescio in quanto la B inizia: a ore 7 (Varesi), a ore 10 (K&M XXI) a ore 13 (Montenapoleone 4) Inutile commentare la conservazione per questa difficile tipologia per alcuni "mal coniata", per altri " da conio stanco" ( aveva fatto una maratona????😂) per molti "tipica debolezza di conio"..... Tutti gli esemplari censito sono mb/q.bb. Gradite info in merito ad altri esemplari noti, buona Domenica a tutti. Daniele
    2 punti
  8. Nel 1769 Filippo Balugani preparò i conii dei mezzi scudi da 45 baiocchi con nuovi punzoni da lui creati: il 19 giugno ne vennero coniati 1.400 pezzi. Una parte di essi era per la Sede Vacante del 1769 da poco terminata (2 febbraio - 19 maggio 1769), rappresentando l’unico nominale coniato in tale frangente; un’altra parte portava invece lo stemma del nuovo pontefice Clemente XIV e l’armetta del cardinale legato Pallavicini. Si trattava di emissioni di scarso rilievo quantitativo ma importanti dal punto di vista giuridico perché servivano a ribadire il diritto di Bologna a battere quel tipo di moneta: l’aspetto era scadente e tale cattiva qualità suscitò molte critiche nei confronti del nuovo incisore, rischiando di rovinarne la reputazione; egli tentò di rimediare eseguendo un nuovo conio del mezzo scudo con il quale dopo pochi mesi venne effettuata una nuova emissione di soli 56 pezzi (ovviamente sempre per Clemente XIV). In Collezione Reale vi è un esemplare per ciascuna delle 3 monete. Per quanto sopra si tratta solo della rotazione della Moneta (croce a 4 bracci uguali) che in fotografia fa sembrare diversi i conii (credo (ma non ho controllato) si tratti di un solo conio di D/ e uno di R/.
    2 punti
  9. Ciao Daniele, ti segnalo dalla importantissima Hamburger del 12 luglio 1921 il lotto 1724. Bella conservazione per questa difficile tipologia, rovescio come quello della Montenapoleone. Certo, non è un passaggio recente...
    2 punti
  10. ci sono i tutorial su come togliere le monete dagli slab: colla sega a mazzolate col cacciavite col tronchese
    2 punti
  11. Buongiorno, Molto bella @magicoin. Quindi per le piastre conosciamo le date: 1836 1854 1855 1856 (due coni, uno con il bordo normale e uno con il bordo a pettine al rovescio ). 1857 Altre? Un saluto a tutti. Raffaele.
    2 punti
  12. Here are some of my coins from Alexandria. Constantius II:- Obv:- D N CONSTANTIVS P F AVG, pearl diademed, draped and cuirassed bust right Rev:- FEL TEMP RE-PARATIO, Helmeted soldier left, shield on left arm, spearing falling horseman; shield at ground to right. Horseman falls forward clutching his horse. He is bare headed Minted in Alexandria (* | _ // ALEA). A.D. 348-350 References:- RIC VIII Alexandria 46 (R) A scarcer early issue. 5.77 gms. 23.72 mm. 180 degrees Obv:- D N CONSTANTIVS P F AVG, pearl diademed, draped and cuirassed bust right Rev:- FEL TEMP RE-PARATIO, Helmeted soldier left, shield on left arm, spearing falling horseman; shield at ground to right. Horseman turns to face the soldier, and reaches his left arm up towards him. He is bare headed and has a beard Minted in Alexandria (G | _ // ALEA). References:- RIC VIII Alexandria 72 Minted in Alexandria (G | _ // ALEG). References:- RIC VIII Alexandria 72 Minted in Alexandria (G | _ // ALED). References:- RIC VIII Alexandria 72 This one is of the same type but in the reverse legend "FEL TEMP RE-PARATIO" the Rs seem to be made from Retrograde Ns Obv:– D N CONSTANTIVS P F AVG, Pearl diademed, draped and cuirassed bust right (Delta behind bust) Rev:– FEL TEMP REPARATIO, Helmeted soldier left, shield on left arm, spearing falling horseman; shield at ground to right. Horseman turns to face the soldier, and reaches his left arm up towards him. He is bare headed Minted in Alexandria (//ALED). Reference:– RIC VIII Alexandria 75 Obv:- D N CONSTANTIVS P F AVG, pearl diademed, draped and cuirassed bust right Rev:- FEL TEMP RE-PARATIO, Helmeted soldier left, shield on left arm, spearing falling horseman; shield at ground to right. Horseman turns to face the soldier, and reaches his left arm up towards him. He wears a Phrygian hemlet and is beardless Minted in Alexandria (_ | _ // ALEA). References:- RIC VIII Alexandria 80 Obv:– D N CONSTAN-TIVS P F AVG, Pearl diademed, draped & cuirassed bust right; Rev:– FEL TEMP REPARATIO, Helmeted soldier to left, shield on left arm, spearing falling horseman; shield on ground at right. Horseman is bare headed and reaches back towards the emperor Minted in Alexandria (M | _ // ALEA). Reference:- RIC VIII Alexandria 84 var (84 wears cap) 2.74 gms. 16.63 mm. 180 degrees. Alexanadria - Constantius Gallus:- Obv:– DN CONSTANTI-VS NOB CAES, Bare, bust draped and cuirassed right Rev:– FEL TEMP RE-PARATIO, Soldier spearing fallen horseman, who is bare headed, reaching back towards the emperor Minted in Alexandria (G|_//ALED), Reference:– RIC VIII Alexandria 74 corr. Obv:– DN CONSTANTI-VS NOB CAES, Bare, bust draped and cuirassed right; Delta behind bust Rev:– FEL TEMP REPARATIO, Soldier spearing fallen horseman, who is wearing a Phrygian cap, reaching back towards soldier Minted in Alexandria (// ALED), Reference:– RIC VIII Alexandria 77 (C2) 4.64g. 21.17 mm. 0 degrees Obv:– DN CONSTANTI-VS NOB CAES, Bare, bust draped and cuirassed right Rev:– FEL TEMP REPARATIO, Soldier spearing fallen horseman, who is bare headed, reaching back towards soldier Minted in Alexandria (Dot S Dot | _ // ALEA), Reference:– cf RIC VIII Alexandria 79 (C2) where soldier wears peaked cap Obv:– DN CONSTANTI-VS NOB CAES, Bare, bust draped and cuirassed right Rev:– FEL TEMP REPARATIO, Soldier spearing fallen horseman, who is bare headed, reaching back towards the emperor (horseman wears Phrygian helmet) Minted in Alexandria (//ALED), Reference:– RIC VIII Alexandria 81
    2 punti
  13. Ciao, avendo visionato altri esemplari della stessa tipologia, quella lettera che sembra chiaramente una V (o presunta tale) è presente anche in molti altri esemplari (con conii diversi). Sicuramente indicherà qualcosa 🙂. ANTONIO
    2 punti
  14. Molto complicato ricostruire la monetazione capuana preromana, ho trovato queste due monete che evidenziano la scritta Capua in lingua osca.
    2 punti
  15. Questa targa che ho ricevuto ieri al Museo Archeologico di Bologna da parte dell’Accademia Italiana di Studi Numismatici è’ il Premio per l’anno 2022 per il nostro Gruppo Numismatico Quelli del Cordusio per la diffusione della cultura numismatica, un premio per tutto quanto è’ stato fatto da tanti dal 2010…un Premio che gratifica tutti noi per questo straordinario percorso compiuto finora sia in termini di sacrifici, di iniziative e idee, ma anche di tanto lavoro attivo sul campo ! Un grazie ovviamente a Accademia Italiana di Studi Numismatici e al suo Presidente Michele Chimienti !
    1 punto
  16. Stimolato dalla diatriba sorta in questo punto del mio thread sui gatti, vi chiedo: a quale fazione appartenete? 1) Qual'è 2) Qual è Sostenitori di una delle rispettive grafie. Non hanno paura della morte e non si fermeranno finchè uno dei due l'avrà vinta. 3) MAA (Movimento per l'Abolizione dell'Apostrofo) Esasperati per il continuo stato di tensione/guerra fra le due sopracitate parti, vorrebbero risolvere in modo radicale il problema proponendo l'abolizione degli apostrofi nella lingua italiana (ufficialmente in Italia ma possibilmente anche nel Canton Ticino) 4) neutrale Del tutto disinteressati alla questione 5) non-allineato Interessati alla questione ma non tifano per nessuna delle due parti in conflitto Allora, qualè (*) il vostro pensiero in merito? La prima guerra mondiale apostrofale ha inizio: che il sangue scorra! (*) forma neutra inesistente ideata da me per non favorire nessuna parte P.S. In premio al più impegnato partecipante alla discussione... l'Apostrofo d'Oro
    1 punto
  17. La disgregazione dell'Impero Maurya in India ha portato alla nascita di numerosi piccoli stati e di altrettante tipologie monetali, ricche di simboli. Questa per esempio è una moneta attribuita alla città di Kosambi, nel nord-est dell'India. Lotto 2120. KAUSAMBI: Anonymous, ca. 2nd century BC, cast AE round unit (5.82g), Mitch-4588, Pieper-1129, lanky horse left, Indradhvaja to left, several nandipadas above // ornate railed tree in center, chakra left, nandipada above, swastika right with Ujjain symbol above, and 6-arch hill at bottom, light porosity, bold designs, EF. https://www.sixbid.com/it/stephen-album-rare-coins/9893/-/8500101/kausambi-anonymous-ca-2nd-century La descrizione riporta i seguenti simboli: Al dritto: Ianky horse. Dovrebbe trattarsi di una razza di cavalli tutt'oggi presente in India. Indradhvaja. Letteralmente, dovrebbe tradursi come "bandiera di Indra". Un piccolo simbolo, che però raccoglie in sé molto della complessa cultura e spiritualità indiana. Con riferimento a questo simbolo, vi riporto un breve estratto di quanto trovato in internet: "When the asuras were winning the battles against the Deva-s (Gods), the worried Deva-s approached Brahmā, the Father of universe. He took them to Viṣṇu and apprised him of the problem. Viṣṇu gave a dhvaja or a flag to Indra and advised him to fight the asura-s, keeping it in front, then Indra succeeded in routing the asura-s. Since then it became famous as ‘Indradhvaja’". https://www.hindupedia.com/en/Indradhvaja Al rovescio: ornate railed tree. Si tratta di un simbolo piuttosto comune nella monetazione indiana di ogni epoca, probabilmete legato a Budda. Per esempio, è molto comune nelle monete della "regione" dell'Ujjan: https://coinindia.com/galleries-ujjain4.html chakra. nandipada. Letteralmente "piede di Nandi", divinità induista: https://en.wikipedia.org/wiki/Nandi_(Hinduism) swastika 6-arch hill: un simbolo piuttosto ricorrente nella monetazione Maurya, ma anche in quella successiva alla disgregazione dell'impero. La sua interpretazione non è ancora del tutto nota, ma potrebbe essere legata a uno dei culti di Budda. https://en.wikipedia.org/wiki/Arched-hill_symbol I compilatori dei cataloghi di queste monetazioni penso abbiano i loro grattacapi... Purtroppo non ho la possibilità di consultare i testi citati. Il Pieper so essere un recente e buon compendio della monetazione indiana antica. Penso che prima o poi lo comprerò.
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  18. Luppino nel suo ultimo testo dedicato alle prove e progetti riporta un 8 tornesi del 1816 di Ferdinando IV rifacendosi all'asta Artemide XXXVII dell'8 dicembre 2012, lotto 358. Il compilatore del catalogo così la descrive: 8 tornesi 1816, prova in metallo bianco. g. 24.04 RRR. Secondo voi si tratta veramente di una prova o è semplicemente un falso d'epoca? Grazie a coloro che interverranno.
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  19. LO SCAPIGLIATO MONELLACCIO Buona notte da Stilicho
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  20. Ciao, sempre a beneficio della discussione ho trovato un altro esemplare in vendita dove quella presunta V ( in questo esemplare ben visibile) viene invece interpretata dal venditore come numero che corrisponderebbe alla 5a officina che ha battuto la moneta attribuita alla Zecca di Roma. Ipotesi interessante 🙂. ANTONIO
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  21. Buonasera @vindar, il tuo 5 Tornesi del 1798 presenta al dritto i gambi lunghi della corona di alloro e la P del PERGER senza punto. Divertiti a trovare le altre varianti di conio per questa moneta: Rami corti e P senza punto Rami corti e P con punto.
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  22. Salve chiedo vostro parere di conservazione della piastra in foto. Peso 27,48g. Ringrazio in anticipo
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  23. Io ti rispondo volentieri, ma mi devi dare tempo e non avere fretta nelle risposte. Questo è un hobby lento, ...se vuoi risposte sensate, concrete e realistiche. Per alcuni si impiega cinque minuti, per altri ho bisogno se devo fare un buon lavoro di consultare più libri, soprattutto per gli antichi. Questo è un intero postale, una cartolina o cosa .?? Necessita foto intera fronte/retro.
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  24. Per quanto riguarda la tua richiesta per questo francobollo, ho mandato la foto ad un mio amico ed esperto negli States, ..sotto è quanto mi ha risposto: triangoli negli angoli superiori erano gli stessi nei tipi III e IV di questo progetto (A88 in Scott). Il tuo francobollo sembra essere di tipo III -- alcuni degli indicatori sono oscurati dal timbro postale ma ce ne sono abbastanza distinguibili per escludere il tipo IV. Gli unici francobolli libretto booklet di questo disegno erano di tipo IV. Il tuo è un francobollo della prima riga di un riquadro inferiore (puoi vedere la linea guida orizzontale in alto). Quanto al timbro di bandiera, si tratta di bollo di macchina descritto come bandiera a campo aperto con drizza. L'ufficio principale di Boston iniziò a ricevere questo nuovo dado per le sue macchine postali americane nel 1896. È listato qualche dollaro. Questo è quanto.
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  25. Sono segnatasse per giornali ( o francobolli per giornali) austriaci. L'unico segnatasse adoperato nel Lombardo Veneto fu il 2k azzurro appunto austriaco. Il segnatasse di sx è un bel mistero perché gli indizi che potrebbero dirci a quale tipo appartiene sono coperti dall'annullo molto deturpante. Solitamentei francobolli con questi annulli erano secondi o terze scelte. Comunque.... esiste anche 1k azzurro con un valore usato di 4.500 euro se del (II) tipo, o di 275.00 euro se del (I) tipo. Questo se il colore fosse azzurro e fosse 1k ..?! Cosa che non vediamo. Nel caso fosse un 2k verde il suo valore usato e di circa 70 euro. Per il 2k bruno o vermiglio, tra laltro ben marginato ho quotazioni diverse da cataloghi diversi 70.00 o 140.00 euro. Questi valori sono per francobolli puliti, senza pieghe, senza assottigliamenti o danni visibili o occulti. Spero di averti dato informazioni che stimolino interesse per questo hobby. Avrai sicuramente capito che per ogni francobollo esiste um mondo di tipi e varianti non facili da stabilire, pertanto è un hobby che richiede tempo.
    1 punto
  26. Ciao Lorenzo, mi trovi completamente d'accordo. Complimenti anche per la bellissima 34. Un saluto Raffaele.
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  27. Il CULTO DI SELENE da https://www.romanoimpero.com/2017/05/culto-di-selene.html INNO OMERICO Da lei, dal suo immortale capo, un diffuso chiarore si spande sulla Terra e una sovrumana bellezza appare sotto la sua luce: l'aria buia si fa luminosa di fronte alla sua corona dorata, e i raggi splendono quando dall'Oceano, lavate le belle membra, indossata la veste lucente, la divina Selene, aggiogati i bianchi puledri dal collo robusto, lancia in avanti il cocchio splendente e appare, dopo il tramonto, al culmine del mese. Selene, da Sèlas: “splendore”, Dea notturna del firmamento che guida un carro lunare trainato dai candidi buoi, dono di Pan per farsi perdonare l'inganno grazie a cui l'aveva sedotta: "nascosto il pelo irsuto e nerastro sotto il vello di una bianca pecora, aveva potuto avvicinarla convincendola a salire sulla sua groppa per poi goderla, ormai consenziente" (Kâroly Kerênyi). Forse il mito rimanda a un antico rito orgiastico, in cui al chiarore della luna del Calendimaggio, la regina della festa cavalcava in piedi un maschio umano prima di congiungersi con lui in un sacro amplesso. Ma la cosa ci sembra strana, le donne non hanno mai umiliato i maschi, semmai è avvenuto il contrario. Secondo un'altra versione il Dio Pan, brutto e oscuro, era innamorato della Dea bella e luminosa, ma Selene amava l'oscurità ricevendone l'abbraccio ogni notte. LE ORIGINI La Dea era figlia della titanessa della luce, Teia (detta anche Tia o Tea o Theia o Euryphaessa) "colei che splende fin lontano” e dal fratello Iperione, il cielo diurno e luminoso. Essi dettero la luce a tre figli: Elios, che guidava il carro del Sole, Selene, che guidava il carro della Luna, ed Eos, la luce dell'Aurora, equivalente a Leucotea, la Dea Bianca. GLI ATTRIBUTI La Dea veniva raffigurata come una bella donna con il viso pallido, con lunghe vesti fluenti e candide oppure argentate, con un quarto di luna crescente sulla testa ed in mano una torcia. Oppure aveva sul capo, oltre al crescente lunare, due teste di ariete, simboleggianti la primavera, a quei tempi inizio e fine dell'anno. Talvolta era avvolta nel mantello della notte, mantello oscuro ornato però da fiori o da stelle. Selene era dunque la regina della notte, collegata alla natura ed al culto dei morti, nonchè Dea della fecondità. Questo ci fa capire che anticamente fosse una Grande Madre, Dea triforme e trina, Dea della nascita, della crescita e della morte. Essa venne adorata soprattutto in Grecia, spesso confusa con Artemide, ma mentre Selene avrebbe rappresentato la luna piena, Selene sarebbe stato il crescente lunare. La sua iconografia però rappresenta Selene col crescente lunare sul venerabile capo, per cui la cosa è discutibile. Gli egizi invece la identificarono con Iside. I romani la identificavano a Roma con la Dea della caccia Diana, ma soprattutto nel sud, cioè nella Magnagrecia conservò in parte il suo culto, legato soprattutto alle donne. Selene è la personificazione della luna piena, insieme ad Artemide, la luna nuova, alla quale è a volte assimilata, ed a Ecate, la luna calante. (segue)
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  28. Un altro tondello aggiunto in collezione: Coronato con croce potenziata. Zecca: Napoli. Segno di zecchiere dietro al busto: C. Peso: 3,97 grammi. Catalogata come MIR 68/9 ma verosimilmente 68/15.
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  29. E comunque nel mibe questa moneta non è presente
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  30. @ARES III la mia perplessità di fronte al tuo racconto deriva dal fatto che tu dici che "in un esame scritto di diritto costituzionale (e parlo degli anni 2000 mica la preistoria) mi ricordo che qualcuno ha omesso l'apostrofo e la professoressa con tutti gli assistenti si sono fatti beffa ed hanno bocciato senza se e senza ma i malcapitati." A me pare surreale che gente che di diritto ne capisce bocci un alunno per aver rispettato una regola grammaticale da scuola superiore. Sarebbe una situazione sufficiente per vincere un ricorso a occhi chiusi. Poi se è vero tanto peggio per noi, vuol dire che il livello culturale nel campo del diritto è più basso del previsto, che ti posso dire. Resta il fatto che la grammatica non è fatta di opinioni ma di regole: secondo la grammatica italiana "qual è" si scrive senza apostrofo, e mettercelo non è un'opinione ma soltanto - e oggettivamente - un errore. Cent'anni fa forse non lo era, tra altri cent'anni forse non lo sarà più, ma oggi è così.
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  31. 1 punto
  32. Come tutti i 2 lire di Carlo Alberto, anche questo è un pezzo molto raro. La conservazione è nel range dell'MB. Moneta per me comunque gradevole per l'omogeneità dell'usura, queste povere monete hanno circolato moltissimo e si trovano nella gran parte dei casi in condizioni disastrate.
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  33. forse basta semplicemente "loggarsi" al sito per 5-6 giorni consecutivi? quindi frequentando ma non producendo contenuti la dicitura del traguardo dovrebbe essere più esplicativa: "FORUMISTA ASSIDUO PASSIVO" 😆
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  34. Buongiorno a tutti, mi permetto di mettere questo nuovo post per chiedervi un parere sull'autenticità di questa moneta (a me sembra autentica ... ma, come già detto, non sono un esperto ... ma sono disposto a imparare). Grazie. Dimenticavo: peso 14,87 gr dimensioni 35,5 mm x 2 mm (circa) metallo ... sembra argento
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  35. Ciao @vindar, complimenti per le foto. Idea ingegnosa…. Bravo!
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  36. In effetti hai ragione . Quando Alboino scese nel 568 in Italia per conquistarla gli Ostrogoti ormai non c' erano piu' , tranne alcuni che erano rimasti stanziali definitivamente nell' Italia nord-orientale . In piu' Giustiniano mori nel 565 , tre anni prima dell' arrivo dei Longobardi in Italia . L' unica spiegazione di questa "discordanza" storico-numismatica della Bolaffi , potrebbe essere che Giustiniano combatte' a lungo contro gli Ostrogoti inducendo nell' errore la Casa .
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  37. Entrambi i testi citati riportano questa variante Papadopoli 260 C.N.I. 501
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  38. Dissentir a parole Disse N: "tira!" Parò LE
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  39. Ciao! Se intendi le monete bullion, le monete d'oro coniate in grandi quantità per essere tesaurizzate come forma di investimento, non ha nulla a che vedere con la numismatica.
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  40. Buon pomeriggio vorrei condividere con voi, questa bella moneta che ho acquistato oggi: 1000 dinara 1981 in argento 750, commemorativa del 40° anniversario dell'inizio della lotta di liberazione, dall'invasione dell'aprile 1941. Non è facile trovare monete in argento della Federazione jugoslava, questa è la prima che prendo. AL dritto : emblema dello Stato e valore Al rovescio : profilo del maresciallo Tito con stelle e bandiere.
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  41. A very nice find. These heroic busts from Ticinum are always sought after. The examples here with the helmet are slightly more scarce than the same type without the helmet. Here are two of mine:- Same bust type but HERCVLI PACIF and the bust without the helmet Regards, Martin
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  42. Tempo fa ho venduto ad 1 commerciante il mio peggior zecchino veneziano....da me considerato un bb. È apparso ad un paio di aste chiuso ms 64. Non amavo gli slab, ma dopo questa vi giuro che per me quel numero non significa nulla. Non è una diceria è successo a me direttamente.
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  43. Buongiorno a tutti, riflettendo l'immagine del rovescio si notano alcuni particolari che rafforzano la mia idea iniziale che il rovescio presenti tracce di collisione di conio... Sotto la zampa dell'aquila si nota il taglio del busto di Maria Teresa... Tra l'ala e la corona è visibile il naso,la bocca e parte del mento di Maria Teresa... Qui invece si nota il profilo della nuca.. Alla luce di questi particolari ritengo che la moneta sia autentica...
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  44. Le serie annuali emesse dai privati erano create utilizzando monete distribuite per la circolazione. Di solito erano in conservazione FDC, ma per mia esperienza diretta non sempre era così, si possono trovare anche monete con qualche segno di circolazione.
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  45. Buongiorno, la zecca dal 1971 al 1979 non ha prodotto i divisionali, vi sono solo quelli di privati. Tutti gli altri anni sono ufficiali della zecca, non ho avuto riscontro su divisionali emessi da privati. Quindi dal 1968 al 1970 e dal 1980 al 2001 sono solo quelli ufficiali della zecca. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ITLD/2 (dal catalogo del forum) Qui un'altra discussione del forum:
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  46. La Storia: la Pubblica Assistenza “L’Avvenire” nasce dal popolo per il popolo. ll 23 agosto 1899, nella trattoria “Il Ponte”, durante una “sbicchierata” (come la definisce Armando Meoni), i sarti Alfredo Targetti e Mariano Corsani, il cappellaio Carlo Pierotti, i calzolai Gino Cavaciocchi e Giovanni Grazzini, i fornai Giovacchino Papi , Giuseppe Cintolesi , Brunetto Giorgi e Vittorio Vannucchi) ed il tessitore (Felice Vinattieri), hanno la “generosa” idea di fondare una società di Pubblica assistenza, in alternativa alla Misericordia, società di ispirazione clericale, nata nel 1751 dalle ceneri della Compagnia della Morte. I 10 popolani organizzano una adunanza per il successivo 1 settembre nella sala del Partito Popolare di Piazza del Duomo 19 alla quale partecipano un centinaio di cittadini. Da ricordare che quella sede non fu scelta a caso; era un “covo” frequentato da anarchici, laici convinti e massoni. Nasce quindi la laica società che, solo dopo un mese dalla fondazione, conta quasi 500 soci e che orienta i propri interventi alla solidarietà umana, senza vincoli di confessione religiosa o di fede politica. Il 14 ottobre è approvato lo statuto in cinquanta articoli ispirati a moderne concezioni ordinative degli scopi sociali: il soccorso in ogni evenienza; il trasporto di malati; l’estinzione degli incendi; l’istituzione di sanatori e stazioni climatiche per tubercolotici; l’assistenza ai soci malati; l’istituzione di scuole per infermieri; il soccorso durante contagi ed epidemie; la tutela della sanità pubblica; l’igiene e l’educazione fisica. Il giorno seguente ci furono le elezioni dalle quali uscì presidente il dottor Arnaldo Billi, vice presidente l’avvocato Guido Perini, segretario Ciro Rosati, cassiere il dottor Emanuele Nencini, computista Giovacchino Carducci, consultore medico Sem Sanesi, direttore delle squadre Antonio Del Rigo, consiglieri il notaro Camillo Dami, Silvio Savi, Giovacchino Francioni, Torquato Nannicini e Alieto Cai, censori Luigi Benini e Luigi Corsi. Sia l’amministrazione pubblica che altre associazioni cittadine intervennero a sostegno della Pubblica Assistenza: il Comune mise a disposizione una stanza dell’ex Monastero di San Clemente, la Società Corale Guido Monaco prestò il proprio teatro per le adunanze e le assemblee e la Società del Misoduli si adoperò per il sostegno economico. Chi invece rimase sorda alle richieste di contributo, da parte dell’Associazione, fu la Cassa di Risparmio che, invece, “foraggiava” la Misericordia e ciò suscitò molta polemica in città, tanto che anche la stampa cittadina censurò tale atteggiamento. Ma la popolazione dette un forte sostegno alla Pubblica Assistenza, donazioni, raccolte fondi e molti altri intervento furono organizzati a favore della stessa. I soci aumentarono a dismisura e le sedi risultavano subito insufficienti: lo studio dell’avvocato Perini in Via Magnolfi, le sedi dei Partiti Popolari, ecc. Nell’agosto del 1900, viene individuata una sede in Via Santa Trinita (nella “Conca”, come era chiamata ed è chiamata ancora dai vecchi pratesi quella zona del centro) di proprietà della signora Giorgina Ciani e, reperiti mobili, attrezzature mediche ed arredi vari (molti donati da privati cittadini): la Pubblica Assistenza vi si trasferisce il 17 novembre 1901, data storica: con una duplice cerimonia si inaugurano la nuova sede ed il vessillo sociale, quello che sarà definito “il bianco vessillo” e che diventerà l’emblema della società. La sede era modesta, ma funzionale, nel cuore del fermento operativo cittadino; via Santa Trinita era piena di botteghe artigiane e negozi, oltre che di fiaschetterie dove “con un buon bicchier di vino si rinsaldano quei vincoli di fraterna solidarietà che rendono gli uomini più sicuri e più forti” (come riportato nell’articolo “S. Trinita, i primi passi” contenuto nel numero celebrativo del 60° della P.A. nel 1959 e firmato da Remo Tesi). L’Associazione cresce a dismisura, sia nel numero di soci che nelle attività, tanto da diventare, già dal 1904, la più importante delle Pubbliche Assistenze toscane. La P.A. intensifica la propria attività su tutto il territorio pratese: si aprono molte Sezioni, da nord a sud, da est a ovest, fino a tutta la vallata … oggi le Sezioni sono 15 dislocate su tutta la provincia. Da https://www.pa-lavvenireprato.it/about/ apollonia
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  47. Buongiorno, trasmetteremo anche in diretta nel orario della conferenza a partire dalle 20:45 circa. Il link della prima parte: meet.google.com/uzj-soxs-nei e il link per la seconda parte meet.google.com/mpf-nibs-nwb
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  48. Provo a inserirmi, con ben poche speranze di non passare ormai inosservato travolti come siamo dai “condivido volentieri” di Domenico 🤣👍, con un mio condivido volentieri 🫢😁 da poco entrata in collezione. Da asta Nomisma 67, lotto 1218 Vittorio Emanuele II re eletto, 5 lire 1860 Bologna - Nomisma 824, RR, minimo colpetto al bordo. Leggeri segnetti nei campi al D/ - FDC Le foto sono mie…🤗
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  49. Condivido un interessante bagattino anonimo che mi pare ribattuto su un sesino
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