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Ciao, oggi condivido un denario dell'imperatore Settimio Severo (193-211 d.C.) con la raffigurazione sul rovescio di un trofeo ( che voleva rappresentare quanto sottratto ai nemici sconfitti) e due prigionieri seduti in posizione dimessa segno inequivocabile di resa e sconfitta, coniato a Roma nel 201 d.C. . Chiaramente un denario celebrativo e di propaganda che voleva ricordare la vittoria riportatata dall'imperatore contro i Parti, popolo di confine che sempre problemi causò all'impero. Settimio Severo divenne imperatore nel 193 d.C. al termine di una sanguinosa guerra civile che vide avvicendarsi al potere 5 contendenti diversi, Pertinace, Didio Iuliano, Prescennio Nigro, Clodio Albino ed appunto Settimio. Dopo aver sconfitto ed ucciso Prescennio Nigro proclamato imperatore dal suo esercito in Oriente ed appoggiato dai Parti ( e questo fu il pretesto che diede origine alle campagne partiche dal 195 al 198) e successivamente Clodio Albino (suo co-reggente dal 193 al 197) nominato dalle sue legioni in Britannia e Spagna, restò al potere fino al 211 data della morte avvenuta per cause naturali durante una sua ennesima campagna militare in Britannia. Fu un ottimo stratega e condottiero, vista la sua formazione fortemente forgiata dalla scuola militare, attivo soprattutto nella difesa dei confini. Molto importante fu quella contro I Parti dell'Armenia/Mesopotamia a cui partecipò di persona insieme al figlio Caracalla e all'Augusta sua moglie Giulia Domna ( alla quale fu conferito per l'occasione il titolo di Mater Castrorum cioè protrettrice degli accampamenti militari). Non fu una passeggiata quella in Oriente ma grazie all'impressionante macchina da guerra che aveva messo in piedi ( si narra di circa 150mila uomini e la creazione di tre nuove legioni per l'occasione, le Partiche) riuscì a sconfiggere I Parti ed il loro re Vologase V ripristinando l'ordine nell'area e creando una nuova provincia nella Mesopotamia settentrionale amministrata da funzionari romani. Ottenne così il titolo di Parthicus Maximus e fu costruito per festeggiare la vittoria ed il suo ritorno a Roma un arco di trionfo ai Fori Imperiali, ben conservato ancora oggi. Il denario che ricorda tali eventi da esame diretto risulta coniato ( spero ai tempi di Settimio), centrato, con buon metallo ed ha circolato. Grazie ed alle prossime 🙂 ANTONIO 19 mm 3,30 g RIC 176 L'arco di trionfo ai Fori Imperiali dove sono ben visibili alcuni bassorilievi che illustrano alcune fasi di guerra delle campagne partiche.4 punti
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Siamo a buon punto! in Tingile ci sono ben due lettere che sono presenti nel cognome del personaggio misterioso, certo che ha una scrittura peggio di quella delle ricette mediche!4 punti
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Si certo,era solo una supposizione, inoltre non essendo una pratica diciamo ufficiale niente vietava di apporre queste contromarche in punti diversi da quelli che conosciamo già,anche il numero stesso di contromarche non significa per forza che se c'è ne solo una sia farlocca,e di contro non garantisce che siano autentiche se sono più di una... Potrebbe essere un' inedito come no...3 punti
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studio ancora lungo....ma almeno credo di aver trovato in alcuni conii, a mia interpretazione, i segni segreti sui grossi di Enrico Dandolo (ritrovati uguali anche in Jacopo Tiepolo)...3 punti
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Buonasera, si tratta di una medaglia commemorativa fatta subito dopo la nascita della Repubblica sulla falsa riga delle monete da 100 lire e 50 lire. Sono medaglie di produzione privata e non prodotte dalla zecca dello Stato (infatti manca il nominale). Quella postata è in oro 900/1000 e riporta in basso a destra sia il titolo sia il marchio del fabbricante. Mi sembra dalla foto che il punzone riporti ancora il fascio littorio... dettaglio importante, dato che lo stesso è rimasto in vigore ufficialmente fino alla fine del '44 (decreto 26 Ottobre 1944 n. 313), ma nel '46, con le vicissitudini della guerra, molti fabbricanti non avevano ancora adeguato i marchi senza il fascio. Inoltre il titolo dell'oro e privo del caratteristico contorno oggi in vigore ... ma questo era usuale nel dopoguerra. Le medaglie commemorative/premio in oro, prodotte durante il Regno dalla Zecca di Stato, riportavano solo la dicitura "Regia Zecca" ma non punzoni di fabbrica o titolo. Posto un esempio della medaglia di Umberto II (il Re di maggio) fatta nel 1946 e una Medaglia Premio Ministero Pubblica Istruzione prodotta quasi per tutta la durata del regno di Vittorio Emanuele III.3 punti
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Secondo me è Andy Warhol che dopo una serata passata a firmare mazzette di banconote - comprese quelle stampate dopo la sua morte - ha deciso di modificare un po’ la sua firma per rilassare le dita.2 punti
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Ciao @franco1951, innanzitutto inserisco i riferimenti al nostro catalogo, per facilità di lettura della discussione: Zecchino Benedetto XIII 1729 "della rosa": https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-BE13RM/2 Zecchino romano Clemente XII: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CXIIRM/41 Entrambe le monete, e sono le uniche assieme allo zecchino della Sede Vacante 1730, riportano il valore in legenda, cosa alquanto inusuale nel XVIII secolo, indubbiamente per il fatto che si tratti delle prime emissioni di questo nuovo nominale, simile per peso allo scudo in oro con il quale "conviveva" nella circolazione, ma coniato “in oro zecchino” a 24 carati, da cui il nome. L’unicità dello zecchino “della rosa” di Benedetto XIII è quella di riportare al rovescio la rosa dello stemma di papa Orsini, piuttosto che elementi figurativi o lo stemma completo: al diritto, quella che sarà una rappresentazione classica di tutti gli zecchini coniati nel corso del secolo, la personificazione della Chiesa sulle nubi. Lo zecchino romano di Clemente XII riporta lo stemma completo del pontefice al rovescio, sovrastato dalla colomba dello Spirito Santo, una “invenzione” già trovata nell’emissione della Sede Vacante 1730 (Camerlengo Card. Annibale Albani), che sarà l’iconografia classica delle emissioni a seguire. Mentre per il primo si tratta di una coniazione di fine pontificato (che terminerà nel 1730), rarissima anche per questo motivo, per il secondo si tratta probabilmente di una emissione, per quanto non datata, di inizio pontificato, alla quale seguiranno altre emissioni con millesimi 1738-1739 o non datate, riconducibili comunque a quest’ultimo periodo per stile e raffigurazioni, assai più comuni. A partire da queste ultime e per le emissioni dei pontefici successivi, sparirà anche la denominazione del valore “ZECCHINO” dalle legende, ormai lo scudo in oro era stato soppiantato del tutto, e non sarà più coniato fino al secolo successivo. Ciao, RCAMIL.2 punti
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Ciao Francesco Mi ero perso questa discussione. La mezza lira è l'unico valore emesso da Luigi XIV che ancora mi manca (e confesso di accontentarmi spesso anche di conservazioni non eccelse). La scarsa qualità degli esemplari a nome di Luigi XIV è spesso dovuta a evidenti difetti di coniatura, con basso spessore dei profili e scarsa qualità della mistura. La damnatio memoriae imposta al ritorno di Rinaldo I d'Este ha poi fatto il resto, rendendo tutte le tipologie, tranne il sesino, decisamente rare. Questo esemplare oltre che raro è anche in conservazione decisamente superiore alla media. Complimenti! Ho recentemente avuto modo di pulire e stabilizzare un esemplare di lira 1705 in condizioni a mio parere paragonabile allo splendido. Purtroppo non sono autorizzato a pubblicarne le immagini ma se venerdì sarai al convegno di Modena te le mostrerò de visu. Mario2 punti
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Ciao a tutti, volevo condividere con voi una bellissima giornata che ho passato a Roma questo venerdì per la vigilia dell'Epifania, erano 20 anni almeno che non mettevo piede nella capitale, per me è stata una giornata particolare per molti motivi, soprattutto adesso che da quasi un anno sto collezionando monete romane. E' capitato tutto per caso con un viaggio a scopo benefico organizzato da una Fondazione, il viaggio prevedeva un'udienza privata con Papa Francesco nella mattina con una breve sosta in Piazza San Pietro, ora, premetto che non sono un fervente praticante cattolico ma è stata comunque una cosa molto emozionante, sia dal punto di vista religioso/antropologico sia dal punto di vista storico, dopotutto il Papa è il detentore del titolo di Pontifex maximus che è l'unico titolo che a quanto mi risulta non ha mai cessato di esistere fin dalla Fondazione di Roma. Ero con una mia cara amica e collega e avevamo deciso di non tornare indietro con il gruppo a fine mattinata ma di approfittare di qualche altra ora per vedere Roma, abbiamo quindi iniziato un tour de force passando velocemente davanti a Castel Sant'Angelo per poi andare a Piazza Navona, Pantheon, Fontana di Trevi, Altare della Patria, colonna traiana, foto di rito con la statua di Cesare, occhiatina veloce ai fori, al basamento del colosso, alla meta sudans e agli archi di trionfo per poi terminare con l'unica visita che avevamo previsto con il tempo che avevamo, quella del Colosseo. Inutile dire l'emozione che ho provato nel trovarmelo davanti e nel visitarlo, un tuffo al cuore, ho scoperto con piacere, cosa che non ricordavo, che all'interno al momento c'è una mostra sulla colonna traiana, quando pensavo che le emozioni della giornata fossero finite, ecco che in una teca mi trovo davanti un aureo di Traiano con al rovescio la colonna, è stata la cosiddetta ciliegina sulla torta, non avevo mai visto un aureo dal vivo e anche se dietro al vetro della bacheca è stato un momento estremamente emozionante. Metto qui sotto la foto, bruttina, che ho fatto e poi un'immagine che ho trovato, anche se non proprio della medesima moneta (non sono riuscito a trovarla) per avere il quadro completo anche del dritto. La descrizione della mostra recita così: Aureo di Traiano con colonna. Oro - 113-114 d.C. Roma - Museo Nazionale Romano - Medagliere del Museo Nazionale Romano inv. 87299 Qui sotto per riferimento metto la moneta completa del dritto anche se come dicevo non proprio la solita, non sono riuscito a trovarla: Aureus Dritto: IMPTRAIANOAVGGERDACPMTRPCOSVIPP -Capo coronato d'alloro, drappeggio e busto rivolto a destra. Verso: SPQROPTIMOPRINCIPI - Colonna Traiana; Traiano all'apice con aquila in ambo i lati. c.115 (Roma). Perdonate se il post magari non è propriamente numismatico e altamente emotivo, se magari la sezione non è quella giusta spostatelo pure però ecco, ci tenevo a condividere l'emozione che ho provato anche se non è facile spiegarla a parole. Matteo2 punti
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Sarà perché il paese sta combattendo strenuamente per difendersi da un aggressore sanguinario molto più grande? A me l'angoscia la mettono Putin e tutti i suoi lacché...2 punti
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Tomassoni R. Il ripostiglio monetale di epoca repubblicana rinvenuto a Santo Stefano di Arcevia e conservato nel Museo Archeologico Nazionale delle Marche in 2023, "Atti e memorie della Deputazione di storia patria per le Marche", 116, pp. 59-74 il tesoretto è conservato nel Museo di Ancona ed è costituito da 10 vittoriati, altrettanti denari ed un quinario. Grazie ad un denario del magistrato monetario Lucius Plautius Plancus (cat. n° 21), che risulta essere la moneta più recente del gruppo, sappiamo che la chiusura del ripostiglio, e di conseguenza il suo possibile occultamento, si colloca nel 47 a.C. Il_ripostiglio_monetale_di_epoca_repubbl.pdf1 punto
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Buon anno a tutti, spero che per tutti qui sul Forum possa essere un 2024 ricco di soddisfazioni numismatiche e non solo. Io personalmente quest'anno lo comincio con un piccolo botto, che ci tengo a condividere con voi: Si tratta di una Mezza Lira di Luigi XIV, zecca di Modena, con data 1705. Proprio il dettaglio della data è quello che mi dà più soddisfazione: delle due date di coniazione della Mezza Lira (1704-1705) questa è decisamente la più rara, inoltre ho avuto la fortuna di reperirla in una conservazione che ritengo buona (intorno al BB) e con ancora tracce dell'argentatura originale. Che ve ne pare? Se qualche collezionista vuole aggiungere qualche foto di un suo esemplare simile è ben accetto! Grazie ed ancora buon anno a tutti!1 punto
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Inizio l'anno mettendo in collezione la mia prima moneta di Tiberio, in attesa di trovare - con un rapporto prezzo/conservazione per me adeguato - il "tribute penny" con Livia sul rovescio. AE As, zecca di Roma, 35-36. Obv. TI CAESAR DIVI AVG F AVGVST IMP VIII. Testa di Tiberio laureato, a sinistra. Rev. PONTIF MAX TR POT XXXVII S C. Caduceo alato verticale. RIC I (2a ed.) Tiberio 59. AE. 11,04 g. 26,00 mm. Buon Anno a tutti, vi auguro un anno ricco di belle soddisfazioni numismatiche.1 punto
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Bella moneta, in particolare mi piace l'effigie di dritto, davvero espressiva e definita nei dettagli. Ciao. Stilicho1 punto
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DE GREGE EPICURI Denario in conservazione particolarmente buona. Il ritratto poi è bellissimo.1 punto
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No, non è "angoscia per il messaggio reiterato che trasmettono", è l' immagine della cruda realta' nella quale gli Ucraini vivono. Niente, un nulla se paragonato a quello che esprimono gli occhi di Margherita, la bambina ucraina adottata dalla mia nipotina. E' moralmente indecente confondere l'aggredito con l'aggressore (non penso sia il tuo pensiero, ma è bene sempre ribadirlo).1 punto
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I tagli dei 6 Tornesi....quello in alto è di un falso d'epoca.1 punto
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Hai ragione, è una piccola variante non censita da nessuna parte, CNI - Muntoni - Serafini - MIR Infatti Serafini e Muntoni riportano: S PETR VS A1 punto
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Tesori Etruschi della Toscana | La Stele di Auvele Feluskes Alla scoperta del capolavoro nascosto nel Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi» di Vetulonia in compagnia dell’etruscologo Giuseppe M. Della Fina Un particolare della riproduzione grafica della Stele di Auvele Feluskes. Vetulonia, Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi» Giuseppe M. Della Fina | 27 novembre 2023 | Castiglione della Pescaia (Gr) Nella Sala A del Museo Civico Archeologico «Isidoro Falchi» di Vetulonia è presente una stele che ricorda Auvele Feluskes, un personaggio vissuto durante il VII secolo a.C.: il segnacolo funerario è databile, infatti, nell’ultimo quarto di quel secolo. Si tratta di una stele che riesce a illustrare le caratteristiche della società etrusca in decenni centrali per il suo sviluppo. Conosciamo i tempi e i modi del ritrovamento avvenuto nel 1894. Essi sono ricordati da Isidoro Falchi, il medico condotto appassionato di archeologia a cui si deve l’identificazione di Vetulonia, e da Luigi Adriano Milani, direttore del Regio Museo Archeologico di Firenze (oggi Museo Archeologico Nazionale), in una relazione pubblicata sulla rivista «Notizie degli Scavi di Antichità» nel 1895. Falchi ricorda che, scavando sul Poggio alle Birbe, fu localizzato, tra la casetta Bambagini e la «via del piano» (o «dei sepolcri»), «un grande ammasso di pietre piccole informi, che sembrava costituissero un cumulo regolare». Nel proseguo delle ricerche, il cumulo di pietre si rivelò «una tomba a circolo grandissimo di pietre ritte», al cui interno si rinvenne una «pietra grandissima e pesantissima», che «si mostrava pel circolo con una sua punta all’esterno fra i pruni e i cespugli del bosco». Lo scopritore denominò la tomba come «del Guerriero», o «della stele figurata». Il corredo funerario era stato già sconvolto e gli scopritori segnalano soltanto «frammenti di bucchero baccellati» e «fittili a grande anse intagliate». Rinvennero anche un piccone antico in ferro. La stele attrasse subito l’interesse degli studiosi soprattutto per l’iscrizione etrusca incisa su tre dei suoi lati: il destro, il sinistro e l’inferiore. Un’iscrizione difficile da leggere per lo stato di conservazione e sulla quale, da allora, si sono confrontati numerosi studiosi di epigrafia etrusca giungendo a conclusioni divergenti in alcuni dettagli significativi. Va segnalato subito che essa inquadra la figura di un guerriero intento a incedere verso sinistra: la testa è sormontata da un elmo di tipo corinzio simile ad alcuni che sono stati rinvenuti, dotato di un cimiero e di un paranaso; il corpo è nascosto da un grande scudo rotondo decorato da una rosetta a sei petali; le gambe sono raffigurate nude e prive di schinieri nell’atto di camminare (di marciare, verrebbe da scrivere); i piedi sempre nudi poggiano sul terreno da cui sorge un virgulto vegetale proprio tra le gambe del guerriero. L’uomo ha in mano una doppia ascia, intorno ad essa si è discusso a lungo: per alcuni rappresenterebbe il simbolo del potere militare di cui l’uomo era investito; per altri si tratterebbe invece di un’effettiva arma da combattimento. Il contesto sembrerebbe rendere la prima ipotesi più plausibile. Va segnalato che la stele è solo incisa e precede cronologicamente di poco altre rese a leggero rilievo e, di qualche decennio, quelle a pieno rilievo che sono datate tra il primo e il secondo quarto del VI secolo a.C. L’interesse dell’iscrizione è notevole e, senza entrare nel dibattitto che l’ha caratterizzata e la caratterizza, va segnalato che ricorda un personaggio di nome Auvele Feluskes. Paolo Poccetti nel 1999 ha proposto di riconoscere nel gentilizio (Feluskes) il ricordo dell’etnico dei Falisci. Per Adriano Maggiani, che ha realizzato un nuovo apografo dell’iscrizione nel 2007, anche il prenome (Auvele) trova un confronto nell’agro falisco. Ci dovremmo trovare così di fronte a un italico, a un uomo d’arme confrontabile, sempre nell’ipotesi di Maggiani, con Avile Tite a Volterra, Larth Ninies a Fiesole, i Vipiennas a Vulci e Lars Porsenna a Chiusi seppure in un’epoca più recente e con un successo ancora maggiore. Si potrebbe aggiungere anche Larth Cupures a Orvieto. Tutti personaggi che riuscirono a scalare la società del loro tempo grazie alle doti militari e alla capacità politica e, nel caso di Porsenna, a lasciare un segno importante nella storia etrusca. C’è un aspetto ulteriore da evidenziare nella stele rinvenuta a Vetulonia: si ricorda anche il matronimico di Auvele Feluskes, quindi non solo il nome del padre, ma anche quello della madre, una Papanai, a suggerire il ruolo sociale diverso avuto dalla donna nella società etrusca rispetto ad altre del mondo antico. Chi aveva dedicato la stele? Per alcuni epigrafisti un membro della famiglia; per Maggiani, che legge il nome del dedicante come Hirumina Phersnainas, un personaggio non legato a lui da legami di sangue, ma da vincoli di altro tipo, di «etaireia» o di «philìa», in quanto suo compagno di arme o erede politico. https://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/tesori-etruschi-della-toscana-la-stele-di-auvele-feluskes/144239.html1 punto
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Mi piace tantissimo questo denario, grazie per averlo condiviso.1 punto
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Ma quale affondamento? Si è semplicemente riposizionata sul fondo marino...1 punto
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Cartolina di franchigia emissione del 1.1.1917 con stemma di tipo unico e cartiglio di diffida in alto a sinistra. Annullo nitido di partenza del 10.6.1917 con posta militare Divisione 33a, con lunette barrate.... sotto lo stesso annullo. Annullo di censura VERIFICATO in nero. Annullo di arrivo tondo riquadrato del 15.6.1917 di Gorgo al Monticano (Treviso)1 punto
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Ho confrontato gli esemplari in mio possesso con la moneta qui presentata: tenendo conto dello schiacciamento da usura e dalla posizione relativa fra i "9", io opterei per la "variante" standard. Secondo il Gigante in mio possesso (2021), la rarità di entrambe (più che di una vera e propria variante il catalogo la considera una "variazione" ininfluente ai fini della valutazione) è NC. Comunque, anche se fosse rara, data la bassa conservazione, il valore economico non cambia.1 punto
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Perdonami... ho scritto una cosa che non centrava nulla ... ma ho invertito i dati con un'altra risposta che stavo scrivendo ad un amico riguardo ai costi di toner... l'età inizia a farsi sentire. 😥 L'unica cosa divertente è che mi ha chiamato esattamente un minuto fa ridendo a lacrime e facendomi notare che, nonostante l'età (8 anni in più) il più rincitrullito sono io. Come correttamente hai fatto notare l'oro fino è pari a 19,8 gr mentre la quotazione odierna dell'oro è intorno a 59,70 euro/gr (in acquisto ... non in vendita) ai quali bisogna togliere una certa quota quando viene venduto (ovvero il margine e il lavoro* del compratore, che è molto variabile... da un paio di euro/gr al 10/12% al grammo). Diciamo che quì a Cagliari, prendendo come riferimento due dei banchi metalli più importanti la media odierna in acquisto del fino è di circa 54 euro al grammo (quindi verrebbe acquistata a circa 1.070 euro. Perdonatemi ancora il disguido. *Purificazione del metallo per portarlo a 24 carati (ovvero ad un titolo con purezza del 99,9%), produzione di barre garantite e di un determinato peso ecc. ... oltre, logicamente, ai costi di gestione dell'attività, trasporto del metallo nobile, sicurezza ecc.1 punto
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@gennydbmoney, in un verbale di sequestro redatto dalla polizia borbonica risulta la confisca di sei carlini del 1838 contromarcato. Ad oggi, tale millesimo non risulta in nessuna collezione. Forse anche la piastra di Vittorio Emanuele ricade in questa casistica, ma senza foto...1 punto
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Grazie Andrea, non ero a conoscenza di questa tipologia. Un ottimo intervento 😊1 punto
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Quei propositi stanno prendendo stranamente forma,anche quello rimborsato ora è (ri) diventato tracciabile,in quanto si trova finalmente in Patria 😁. Quindi 1 proposito su 3 è arrivato da babbo Natale,aspettiamo gli altri arretrati per poi capire meglio il 2024🤣. Mi sbilancio un pochino . Mai fatto sui nuovi propositi,in quanto da non collezionista,ma da raccoglitore senza pretese particolari,non mi fisso veri e tassativi obiettivi. Mi piacerebbe approfondire poco poco il discorso medaglistica del Giappone del periodo imperiale. Mi sono accorto come da "semplici scritte" o caratteri impressi, si possa aprir un mondo,fatto in primis di storia (quanto è bella la storia!) e poi di numismatica. Inutile dire che mi vorrei "specializzare" su qualcosa (ahahaahahaahaha), mi metto solo a ridere , @Litra68( Albè pure tu ,un regnante dai🤣🤣🤣). Daltronde papà è come me....e io de chi so figlio??? (ahhh amati cromosomi🤣).1 punto
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Così... Detto un po' a casaccio... Proseguire con un po' di bronzo di Ferdinando IV Re di Napoli (obiettivo fissato nei precedenti messaggi del 2023), aggiungere un paio di sestantali romane repubblicane, dare forma compiuta alla collezione di banconote non italiane sparse qua e là, cominciare a ragionare seriamente su come impostare un eventuale raccolta tipologica di Bluzger grigionesi, cominciare a ragionare seriamente su come impostare un eventuale raccolta tipologica di Ivan il Terribile, reperire informazioni sulla dispersa collezione numismatica del museo di Terracina (LT), scrivere e leggere di più, coinvolgere persone nel mio circolo di provincia, ...e tanti altri propositi. "Di 10 cose fatte, te n'è riuscita mezza..." Comunque ho messo in collezione pochi mesi fa propositi del '21 e '22. Buon anno nuovo a voi!1 punto
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Ed eccoci qua.....finalmente! Dal 14 dicembre stavo penando😅 Ecco il 10 soldi che ho preso.e rimpatriato dalla Francia,Parigi per l' esattezza😁 Altre foto con più luce È ben conservato per questa tipologia. Sono molto soddisfatto,per tante cose🥳1 punto
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Ciao @CORNELIUS MAXIMUM (sic!) Si tratta di un’imitativa e in questo caso, non si deve per forza cercare un denario officiale con questo rovescio associato allo stesso dritto. Forse sono due dritti combinati. Esiste un’imitativa con un dritto identico, ispirato dal denario serrato Memmia, Crawford 313/1 (Saturno con arpa/falcetta alle spalle al dritto), e probabilmente potremmo trovare il rovescio nello stesso ambiente geto-dacico… Se non si tratta di qualche scherzo, perché non capisco perché una foto di questo denario non sarebbe condivisibile sul forum? https://www.acsearch.info/search.html?id=3333055 il denario Memmia 313/1:1 punto
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Stimato " very rare " , un esemplare di AE da Corinto al nome di Marco Aurelio, con al diritto busto laureato dell' imperatore ed al rovescio costruzione ( octagonal enclosure ) dalla quale emerge un albero di palma . Sarà il 17 Gennaio in vendita CNG Triton XXVII al n. 5417 .1 punto
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Iniziamo l'anno con due novità. La prima mi sono deciso a comprare la siliqua di Giuliano II (era costosa e ho fatto una controfferta). Mi è arrivata senza documenti ma chiederò alle aste da dove è passata copia della fattura. Con questo acquisto continuo a sostituire i bronzetti del IV secolo con silique. La seconda, ho comprato un lotto di 5 denari e tre bronzi a un prezzo estremamente conveniente. Risulta che una decina di anni fa ho fatto una tesina sulle monete del regno Nabateo conquistato poi da Traiano e varie volte avevo cercato di comprare il denario che ne commemora la conquista (ne esiste anche una dracma in greco con lo stesso motivo). Mi piace molto il bronzetto di Arcadio, e mi dispiace che varie monete siano state pulite in modo precipitoso.1 punto
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Quale invasione? Credo tu intenda erroneamente la seconda, lo scontro armato praticamente è iniziato nel 2014. A parte questo, cosa pretendiamo da un paese ormai in conflitto da un decennio? In guerra aperta da due anni? Io credo che queste edizioni, insieme a quelle per es. dei francobolli "Russian ship...", non siano che un moderno mezzo di propaganda ed uno strumento anche per finanziarsi. Con me ha funzionato qualcosa lo ho presa anch'io. Servus, Njk1 punto
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Io invece è dal 14 dicembre 2023 che sono iscritto, ho da poco superato un anno, è il mio primo forum.Mi sono iscritto per chiedere informazioni su delle monete lasciatemi, non sono proprio un appassionato….Però lo trovo molto interessante e pieno di persone preparate. Ho iniziato da un po’ a collezionare banconote e Notgeld, seguendo come tematica le due guerre mondiali, vorrei ampliarla col tempo e tramandarla a figli/nipoti, come è stato fatto con me con le monete.1 punto
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Ciao e benvenuta, come detto da Petronius, il mercato dei buoni fruttiferi postali non è decollato come si aspettava il compianto Franco G. che aveva fatto un catalogo a essi relativi, tanto che i prezzi di valutazione che erano stati inseriti nello stesso hanno avuto un crollo verticale (esempio serie D da 50€ a 5€). Quelli che hai Tu, essendo emessi nelle Colonie, valgono un po' di più. Essendo emessi a Tripoli sono meno rari di quelli emessi in altre località dell'impero. Ne ho comprati un paio il mese scorso al Convegno di Verona pagandoli 25€ l'uno. Se li avessi trovati quando uscì il prezzario almeno 200 € potevi chiederli (ammesso di trovare un collezionista che all'epoca era più raro dei buoni). Spero di esserti staro d'aiuto Adriano1 punto
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Altre due buste dalle basi Antartiche (spedite il 28/08/2023) AMUNDSEN-SCOTT SOUTH POLE STATION (Stati Uniti) Consegna 4/1/24 CASEY (Australia) La scritta first day of issue dovrebbe essere riferita ai timbri con nuove grafiche... il foglietto è del 2014 e non risultano emissioni AAT il giorno 8/11/23 Consegna 22/12/23 [Immagine mappa da pagina wikipedia Antartide]1 punto
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Grazie mille, io cerco sempre pezzi insoliti e ogni tanto mi capita di trovarne uno. Purtroppo le mie conoscenze sono ancora allo stato embrionale ma grazie ad amici e a questo forum mi sto facendo lentamente le ossa in questo campo così vasto e affascinante. Mi piacerebbe sapere perché Russo lo avrebbe datato dopo l'82 a.c. e da dove provenisse davvero, e se fosse stato coniato dai Romani o da qualche popolazione limitrofa che magari aveva in uso i loro numerari , cosa che mi intrigherebbe ancora di più. Ma penso che sarà difficile avere una risposta su questi temi. Riguardo alla conservazione mi sembra messo meglio dell'unico altro esemplare che ho visto in foto, quello che a un asta della NAC andò invenduto. Riguardo allo scambio mi sembra di essere stato comunque onesto, non sapendo effettivamente del tutto cosa stavo acquisendo , l'ho scambiato per un denario di Tiberio tipo "retribution penny" in buona conservazione,meno insolito ma che che sicuramente ha più mercato , ed era apprezzato e ricercato dal precedente proprietario del semisse... Io cerco di non dare troppo peso al valore economico(nei limiti della razionalità) il pezzo mi intrigava e così siamo stati tutti e due contenti!1 punto
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La referenza è: Istituto Italiano di Num. Annali 29(1982), p.139- Crawford, Michael Unofficial Imitations and Small Change under the Roman Republic Nr. 56 è il Asse con Corona; pero il Semis non è listato. Evidentemente il Semis non ufficiale è raro.1 punto
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Un esempio dei danni che può fare chi trova "casualmente" un simile oggetto e se lo intasca.1 punto
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Questo invece è probabilmente il più bell'esemplare apparso sul mercato per questa tipologia: Ex Varesi 79 (2022), lotto 372, classificato giustamente "FDC, eccezionale fondi speculari".1 punto
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Tutte le lettere in questione (con parziale eccezione moderna della W) appartengono all'area linguistica europea / UE, quindi per me non possono essere definite "straniere" 😇1 punto
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