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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/15/24 in Risposte

  1. buonasera a tutti, posto la mia del 1825 scusate per le foto
    3 punti
  2. Buonasera a tutti, ciao @gennydbmoney... dai documenti a nostra disposizione, si evince che la Zecca di Napoli coniò monete con l'effige di Francesco I a partire dal 1825 e per tutti gli anni consecutivi, fino al 30 Aprile 1831. Premetto che - ad oggi - non si conosce nessuna moneta con i millesimi 1829, 1830 e 1831 - e queste coniazioni sono indistinguibili dalle precedenti. Ora - riporto un esempio che dovrebbe essere ancora più esaustivo per poter comprendere che, quando si tratta di date di coniazione, non possiamo affatto ragionare "a rigor di logica": Anche il 15 Ducati con data 1825 - a rigor di logica - dovrebbe essere stato coniato nell'anno 1825... invece no, i documenti della Zecca ci raccontano tutt'altra storia! La coniazione delle monete in oro di 15 Ducati con data 1825, ebbe inizio il 21 Gennaio 1826 - con una prima liberata di 1.936 monete. La seconda ed ultima liberata invece, fu eseguita solo il 7 Giugno 1828 e furono coniati soltanto altri 401 esemplari. Basterebbe questo dato, per comprendere il senso del mio precedente intervento. Questo per dire che, nella Zecca di Napoli, non vigeva affatto la regola "a rigor di logica" ma, si coniava moneta eseguendo degli ordini ben precisi (Ministero delle Finanze - Decreto legge) e se in un determinato momento si necessitava di una determinata tipologia di moneta - perché ad esempio, scarseggiava nelle piazze dei mercati - allora si batteva tale moneta per favorire i pagamenti nel commercio. Un saluto, Lorenzo
    3 punti
  3. Purtroppo alle precise domande che ho posto non ho trovato una risposta chiara. Accettando l'attribuzione delle tipologie tardive di Valentiniano III e delle serie Inbictissimo e Domino Nostro (pur non essendone convinto), come si spiega che intorno al 450 improvvisamente gli incisori della zecca cartaginese diventano analfabeti e passano dalle diciture Domino Nostro ben scritte e grammaticalmente corrette, a pseudo-legende fatte con trattini? Perché i vandali avrebbero fatto propria l'iconografia di un tempio distilo? Quella con la stella non è un'iconografia originale ma presente sin dalle coniazioni imitative costantiniane. Infine, l'analogia di iconografie, come nel caso della porta di Campo, tra Valentiniano III, Inbictisimo e Domino Nostro mostra la vicinanza temporale di queste emissioni e forse la possibile identità degli incisori, ma non dimostra la loro sequenza... Io non ho una tesi mia da difendere: di questo argomento ne discuto da tempo con altri studiosi al di fuori del forum e le idee sono spesso discordanti. Credo che nessuno abbia la certezza che la "sua" idea sia quella giusta. In questo tema, così controverso, il dubbio è la ricchezza maggiore, perché porta a fare domande, ad ascoltare risposte alternative, a porsi altre domande ancora, e quindi a crescere. Caro Vel Saties: ora hai più dubbi di prima? non dedicarti all'uncinetto ma vedi in questi dubbi un'opportunità di crescita cercando di farti un'idea tua propria.
    2 punti
  4. Ciao a tutt*, preciso che non ne capisco assolutamente niente, quindi mi scuso per le eventuali ingenuità di cui mi "macchierò". Sono entrato in possesso di questa medaglia (acquisita solo perché sono appassionato di storia e di qualsiasi cosa riguardi la mia città). Conosco le ragioni della sua produzione, e le vicende che stanno dietro alla sua emissione. Ma di medaglie non ne so niente. Chiedo una mano agli esperti, non solo in relazione a questo oggetto, ma anche in senso più generale sulle Medaglie. Questa è stata prodotta per fusione nel 1499, conosco una ri-emissione in piombo del '700, e infine una edizione, in bronzo, emessa un 10/15 anni fa in occasione della Mostra "Novara Civitas", sulle produzioni monetali e medaglistiche di Novara. E' possibile risalire alla storia di tutte le fusioni e rifusioni di una medaglia, esiste una sorta di cronologia delle emissioni, oppure una medaglia può essere fatta da chiunque e in qualunque momento? E' possibile considerare "originale" una medaglia, anche se non è la prima edizione, basta che sia una produzione presa dagli stampi originali? In senso più generale, è possibile, comunque datare una medaglia, sulla base di elementi oggettivi, solo in base ad evidenze visive? Grazie a tutti e buona giornata Giulio
    1 punto
  5. DE GREGE EPICURI Medaglia in rame, di 25 mm e 6,10 g. Al D, testa di Umberto 1° a destra; anepigrafe. Al R, scritta su 9 righe: Alla-gloriosa memoria-di-Umberto I re d'Italia-nato il 14 marzo 1844-tolto da mano esecranda-all'affetto-del popolo italiano-il 29 luglio-1900.
    1 punto
  6. 1 punto
  7. In generale non mi piacciono molto, ma serve studiare l esemplare nella sua interezza. non basta postare il solo rovescio .
    1 punto
  8. Ciao a tutti! Non ho trovato nulla di utile, così ho mandato direttamente una mail all'archivio della , vediamo se e cosa rispondono. Nel frattempo ho trovato qualcosa di INUTLE😁 un calcola-valute storico https://www.eurologisch.at/docroot/waehrungsrechner/#/
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  9. Non e' stata una delle idee piu' felici organizzarlo nelle stessa data del convegno di Salerno.....gia' come ben dice, e' piccolo, poi ovviamente anche alcuni dei pochi espositori presenti negli altri anni, hanno disertato a favore de convegno commercialmente piu' conveniente
    1 punto
  10. Vulcano ha un volto incredibile👌
    1 punto
  11. Ginevra Denaro dei vescovi Ti posto un esempio https://www.cgb.fr/suisse-eveche-de-geneve-denier-tb-tb-,bfe_322696,a.html
    1 punto
  12. Piace anche a me 120 euro ben spesi
    1 punto
  13. Bene😁👌 Specialmente in tal caso,nessun parere penso sia banale,ma al di là di ciò,sai come la penso. Mi fa piacere sentire anche il tuo parere,pur essendo diverso dal mio😉
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  14. Ben trovati, accolgo volentieri l'invito dell'amico @caravelle82 e butto lì la mia opinione: Da quello che vedo in foto, bordo, FERT e rosette comprese, ponderali corretti, per me la moneta è autentica e le differenze evidenziate con esemplari sicuramente originali possono ricadere in problemi ottico/fotografici... Ai NIP l'ardua sentenza!!! Vero!
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  15. ciao, sicuramente un pezzo autentico. Molto interessante la presenza della corona reincisa. Sebbene molto accurata, la ritengo molto probabilmente coeva al periodo (sarebbe da vedere meglio in mano e magari con un microscopio per vedere se vi è alterazione o uniformità di patina). Oggettivamente anche senza reincisione avrebbe avuto un buon valore di mercato numismatico che non andrebbe a giustificare il rischio di comprometterlo con una reincisione posticcia... l'aumento di quotazione indubbiamente c'è per via della reincisione, ma a mio modesto avviso non così significativo da rischiare di pregiudicare in toto il valore della moneta se "smascherato" in quanto moderno. Quindi, per quello che consente l'analisi delle sole immagini, darei per buona anche la corona reincisa in antico per raddoppiarne il valore.
    1 punto
  16. Concordo al 100% con la tua analisi! son rientrato ieri e non avevo ancora controllato nel Bastien, ma vedo che mi hai preceduto con perizia! Devo verificare sul libro di Pilon se c'è qualche passaggio specifico sull'operato di questo incisore, ma a memoria non mi sembra di ricordare nulla.
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  17. 1 punto
  18. Spederei qualcosina in più per un'altra banconota come scritto un precedenza, ma se vuoi accoglierla nella tua collezione anche così non vedo alcun problema.
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  19. Gorny & Mosch Giessener Münzhandlung > Auction 302 Auction date: 4 March 2024 Lot number: 287 Price realized: This lot is for sale in an upcoming auction Lot description: BAKTRIEN. KÖNIGREICH BAKTRIEN. Antimachos I. Theos, ca. 178 - 170 v. Chr. Tetradrachme ø 31mm (16,71g). Vs.: Drapierte Büste mit Diadem u. Kausia n. r. Rs.: ΒΑΣΙΛΕΩΣ ΘΕΟΥ / ΑΝΤΙΜΑΧΟΥ, Poseidon mit Dreizack u. Palmzweig, r. unten im inneren Feld Monogramm. Glenn Group III (O33 R); Bopearachchi 1D; Mitchiner 1, 124b; HGC 12, 106. Meisterhaftes hellenistisches Porträt! vz Ex Sovereign Rarities Auktion 7, London 2022, Los 92; ex Sidney Mygind, erworben im Juni 1998. Antimachos I. ließ sich auf seinen Münzen stets mit einer Kausia abbilden, der traditionellen makedonischen Filzmütze, die neben den Königen auch die Soldaten sowie die einfache Bevölkerung trug. Seine Porträts gehören zu den ausdrucksstärksten der baktrischen Münzprägung und weisen zum Teil ein enigmatisches Lächeln auf, das W. W. Tarn zu Vergleichen mit der Mona Lisa inspirierte. Estimate: 2000 EUR ILLUSTRAZIONE: RITRATTO DI EUTIDEMO DI BATTRIANA CHE INDOSSA IL KAUSIA, UN CAPPELLO DI FELTRO, EX MUSEO TORLONIA
    1 punto
  20. Vacci piano, non sembra in grado di sopportare molte "attenzioni"...
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  21. come dicevo, c'è una spiegazione molto semplice e logica a un certo punto togliendo di mezzo la legenda di Valentiniano, e la DN che fanno comunque riferimento all'impero, e non essendo ancora il tempo (politicamente) per una loro legenda nominativa, ne mettono una volutamente non leggibile... la cosa non dovrebbe suonare strana, perché è accadono cose simili nella serie longobarda... legende imitative, poi sparite, poi riappaiono con il nome del re ... scomodare l'analfabetismo non ha molto senso, perchè non sono lettere copiate e mal tracciate o fraintese... ma sostituite da altro... parliamo comunque di prototipi di più di un secolo prima....
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  22. Se c'era una moneta/serie emessa a metà novembre, sono al limite dei tempi prefissati, entro 90 giorni dall'emissione
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  23. Scavano vicino a un fiume e in una tomba romana trovano, intatto, un intero mobile di 2000 anni fa smontato. Cos’era? Una nuova misteriosa scoperta è stata compiuta in queste ore, a una profondità di 6 metri dall’attuale piano di campagna, in Gran Bretagna. “Stiamo effettuando degli scavi vicino all’Holborn Viaduct a Londra, in vista della trasformazione del sito in uno spazio per uffici su misura per lo studio legale globale Hogan Lovells. – dicono gli archeologi del Mola, il Museum of London I nostri scavi, condotti per conto di Royal London Asset Management Property, hanno rivelato 2000 anni di storia sul sito, comprese alcune scoperte entusiasmanti”. Cos’hanno trovato gli archeologi? Un letto funerario romano incredibilmente raro. Incombusto. Smontato e collocato nella fossa. “Questo è il primo letto funerario completo trovato in Gran Bretagna – rispondono gli archeologi del Mola – Realizzato in rovere di alta qualità, il letto ha piedini intagliati e giunti fissati con piccoli pioli di legno. È stato smontato prima di essere deposto nella tomba, ma potrebbe essere stato utilizzato per trasportare l’individuo alla sepoltura. Pensiamo che probabilmente fosse inteso come un corredo funerario da utilizzare nell’aldilà. Le lapidi di tutto l’impero romano mostrano incisioni del defunto sdraiato su un divano o un letto”. Questo sito fu utilizzato come cimitero durante il periodo romano (43-410 d.C.). “Accanto ai resti scheletrici, abbiamo trovato oggetti personali come una fiala di vetro e gioielli di alto rango con perle di giaietto e ambra. Abbiamo scoperto anche una lampada decorata. Il disegno sulla lampada è l’immagine di un gladiatore sconfitto e riteniamo che risalga al primissimo periodo romano in Gran Bretagna, tra il 1500 circa. 48-80 d.C.”. “Sappiamo che i romani seppellivano i loro morti lungo le strade, fuori dai centri urbani. – dicono al Mola – Non è stata quindi una grande sorpresa scoprire sepolture in questo sito, che durante il periodo romano sarebbe stato situato a 170 metri a ovest delle mura della città e vicino alla principale strada romana di Watling Street. Tuttavia, i livelli di conservazione che abbiamo riscontrato – e in particolare la scoperta di una così vasta gamma di reperti in legno – ci hanno davvero sbalordito- È molto raro scoprire oggetti in legno nei siti archeologici, ma poiché questo sito si trova sulle rive del fiume Fleet, sono stati conservati nel fango umido. Oltre al letto funerario romano, abbiamo trovato alcuni interessanti oggetti in legno risalenti alla vita successiva del sito”. https://stilearte.it/scavano-vicino-a-un-fiume-e-in-una-tomba-romana-trovano-intatto-un-intero-mobile-di-2000-anni-fa-smontato-cosera/
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  24. Grazie per l'interessante spiegazione e per le belle monete, Buon San Valent...ehm...Buoni Lupercalia a tutti voi 😃
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  25. 1 punto
  26. Prima del "piatto forte" (sempre se arriva...) iniziamo con l'aperitivo: 2.9.2 Gli albori della stampa di banconote Fin dall'inizio la Banca nazionale si concentrò sulle migliori caratteristiche di sicurezza possibili per le sue banconote. Nel 1816 tutte le banconote furono dotate di una filigrana ondulata, di un timbro a secco, di un numero scritto a mano e delle iniziali di due funzionari della banca. Particolarmente degni di nota sono i guilloches, utilizzati per la prima volta come elemento protettivo sulle banconote europee. Si tratta di motivi lineari realizzati con precisione a macchina. L'inventore del cosiddetto "dispositivo guilloché" fu Jakob Degen (1760-1848), responsabile delle officine meccaniche della Banca Nazionale tra il 1825 e il 1841. L'introduzione del processo di incisione in acciaio all'inizio degli anni Quaranta del XIX secolo, su cui si basò la successiva stampa calcografica, portò un significativo miglioramento della tecnologia di protezione. La Banca Nazionale importò dall'Inghilterra questo complesso processo, considerato all'epoca a prova di falsificazione. Nel novembre 1839 fu firmato un contratto con John Oldham per la fornitura di macchine da stampa al prezzo di 5.000 sterline. Il nuovo processo permise di produrre motivi pittorici e raffinati con una qualità costante. I disegni delle prime banconote prodotte con questo processo furono creati dal famoso pittore viennese Biedermeier Peter Fendi. Ma anche questo elaborato processo trovò ben presto il suo padrone, sotto forma dell'ingegnoso falsario Peter Ritter von Bohr. I falsi di Bohr erano di qualità così elevata che la comparsa dei primi pezzi fu trattata con il più stretto riserbo dalla banca centrale e persino le banconote false furono onorate per evitare incertezze. Prima della sua "carriera di falsario", Bohr aveva co-fondato la prima österreichische Sparkasse e la Compagnia di navigazione a vapore del Danubio e aveva anche ottimi rapporti con la corte imperiale. Bohr fu scoperto e scoperto e condannato a morte, ma fu graziato dall'imperatore e imprigionato per diversi anni. Morì in carcere solo due anni dopo la sua incarcerazione. Nel frattempo, la Banca Nazionale lavorava migliorava e sviluppava costantemente le sue banconote. Biglietto originale (sopra) e falso di Bohr (sotto) a confronto: Adesso vado veramente a preparar cena! 😁 Njk PS: se volete l'originale: https://www.oenb.at/dam/jcr:d8e98a25-eea2-4229-bd50-35ff41c6e7d0/oesterreichische_geldgeschichte_flipbook_2.pdf
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  27. La moneta che ho pubblicato, presenta delle analogie con quella denominata "bordo largo" e cio è il rialzo del bordo o per meglio dire orlo, che negli esemplari "normali" del 1872 Milano non è presente; pur tuttavia, concordo che non è così largo ed esteso per far parte della variante citata. E' strano che finora non siano apparsi esemplari poco usurati, per capire meglio il perchè di questa coniazione......
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  28. Lorenzo, mi sembra veramente una bella moneta!
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  29. Ciao,come detto è un bel cavallo di Filippo IV di Spagna per il regno di Napoli... Osservando attentamente l'effige del sovrano si nota la somiglianza con i carlini coniati nel 1633 sotto la direzione del mastro di zecca Lorenzo Salomone,che coprì tale carica dal 16 novembre 1630 al 24 novembre 1634, effige diversa dagli esemplari coniati sotto la direzione del mastro di zecca Michele Cavo,che invece coprì la carica dal 14 luglio 1621 al 11 giugno 1623, inoltre se il peso del tuo esemplare è effettivamente di 0,88 grammi abbiamo un'ulteriore prova per attribuirlo sotto la direzione di Lorenzo Salomone,mentre i cavalli coniati sotto la direzione di Michele Cavo hanno un peso medio di 0,63 grammi... In base a queste considerazioni personalmente l'ho classificherei al numero 148,pagina 250,con grado di rarità R5 del : "LA MONETA NAPOLETANA DEI RE DI SPAGNA NEL PERIODO 1503-1680"... dI Pietro Magliocca... allego delle immagini per confronto...
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  30. Ciao, da quando si può vedere dalle foto il sesterzio secondo me è autentico. Peccato per la reincisione della corona d'alloro ( forse d'epoca per farla apparire un doppio sesterzio aumentandone così il valore? Ho visto anche altri esemplari con tali caratteristiche). Non si può escludere del tutto ,purtroppo, che il ritocco sia stato fatto invece recentemente 🙂 ANTONIO
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  31. Ed è per questo motivo che lo studio delle famigerate e odiate patacche è essenziale e non bisogna sdegnarlo. I falsi miglioreranno sempre di più e avremo la necessità di scovare nuovi punti utili per l'autenticità.
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  32. Considerazione da profano totale della monetazione repubblicana: immagino che, per il valore comunque modesto, non avesse senso all'epoca falsificare la moneta da 1 lira... a parità di peso di alluminio utilizzato, tanto valeva falsificare la 10 lire... ma di contro, se la produzione è postuma, come si potrebbe sperare di frodare un collezionista con un falso così grossolano? Come detto non sono un esperto, ma basta prendere una moneta originale e constatare che le sole due lettere che ci sono (L e R) sono palesemente diverse! Un caso interessante.
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  33. Io credo che dobbiamo sperare tutti che quella moneta sia autentica, perché se cominciano a girare allegramente falsi di questo livello la veggo buia per i prossimi anni...
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  34. Buongiorno e ben trovati, io non sono certamente titolato per esprimere giudizi sull'autenticità o meno di questa moneta e quindi mi asterrò dal farlo pur avendo la mia opinione in merito. Volevo invece fare una riflessione su quanto possa essere difficile dare giudizi certi partendo dalle foto ed essere "condizionati" dal prezzo di acquisto!!!! Credo che se il nostro amico @Rubismatica avesse detto di aver acquistato questa moneta a 700€ da un conoscente, forse, 35 post dei 40 non ci sarebbero stati... La mia ovviamente non è una polemica ma soltanto uno spunto, un pensiero... Concludendo, personalmente l'avrei già portata a un paio di NIP e mi sarei tolto ogni dubbio... Saluti a tutti, Massimo.
    1 punto
  35. mi permetto caro @antvwaIa di fare qualche critica di metodo... perché la questioni poste in un modo o nell'altro possono virare le considerazioni in modo improprio... se per esempio scrivi "è quasi certo che la zecca continuò a coniare senza interruzione poiché la ricca Provincia Africae non poteva fare a meno del circolante necessario, anche più minuto (nummi enei)." fai pensare a qualcosa di non corretto, soprattutto se non dici che la zecca di Cartagine è ufficialmente chiusa dall'inizio de IV secolo, quindi quand'è che "continuò senza interruzioni"? poi sul tema del dativo nelle legende serve essere chiari: 1 - le legende del V secolo perdono spesso il senso che avevano nel IV e quindi tutto il tema per esempio della spezzatura per i senior e delle legende continue per i junior, è già perso con Arcadio poco dopo il 395 2 - le legende al dativo non esistono per nessun "junior" al di fuori di un caso... non ci sono per Onorio sotto Arcadio non ci sono per Teodosio II sotto Onorio non ci sono per nessuno.... se non per Valentiniano III sotto Teodosio e SOLO a Cizico... infatti abbiamo la terminante Valentinianvs sia su un nuovo esemplare di "crocetta" di Antiochia, sia sulle emissioni di Costantinopoli per Cherson.... e Valentiniano non conia in italia nessuna moneta a nome di Teodosio. Poi sì, trovi le terminanti in NIANO nelle monete del gruppo 2140-2164 .... ma anche TINI, TINIA etc .... e mi pare poco per costruire una ipotesi che si basa su due sole tipologie emesse a Cizico... quindi Orientali
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  36. saluti a tutti, da organizzatore del Convegno di Salerno, mi permetto di dare qualche specifica ulteriore. 1) L'area militare dove sorge la stazione marittima di Salerno, e' interdetta al passaggio veicoli se non autorizzati ( autorizzazione all'ingresso carico /scarico e costo della sosta per espositori fuori regione SONO A TOTALE CARICO della organizzazione) 2) l'area e' presidiata da sbarra di ingresso con guardiola tra due edifici , uno della GDF e l'altro della Capitaneria di Porto che ha autorita' sulla zona portuale. 3) 35 le telecamere tra esterno ed interno che supervisionano la zona della esposizione. 4) 7 elementi della security incluso guardianìa notturna armata e in borghese hanno sorvegliato tavoli, ingressi e esposizione (ANCHE questi a totale carico della organizzazione) 5) la zona di Carico e Scarico pertanto era protetta da telecamere e personale queste cose ovviamente hanno un costo, un costo che spesso gli organizzatori NON vogliono pagare per intascare cifre che dovrebbero invece essere destinate alla esposizione. Le scelte di altre organizzazioni di non inserire elementi di sicurezza, di non stipulare un contratto con una societa' di sorveglianza diurna o notturna, di utilizzare location economiche o fuori mano o disagevoli, sono figlie della avidita' organizzativa. Da imprenditore credo illuminato, ho scelto di fare piazza pulita di questi errori e di investire nella qualita'; il tempo mi ha dato ragione. Il meteo quest'anno non ci ha consentito di fare aperitivo sul mare, ma la esposizione ha premiato economicamente tutti gli espositori e garantito ai collezionisti di aggiungere un pezzo o piu' alle loro collezioni. La presenza di produttori che hanno esposto, come la Leuchtturm, direttamente dalla germania, la presenza di 5 case d'asta, e di quella di espositori da ogni regione ncluso le isole di Sardegna e Sicilia, ci hanno gratificato pur essendo solo la seconda puntata della kermesse. Questo vuol dire che non basta avere un pedigree di decenni per fare una fiera di grande qualità. L'appunto sulle luci lo ricevo e lo prendo a spunto per migliorare ulteriormente il servizio di illuminazione che era gia' stato implementato e arricchito dalla prima edizione dello scorso anno, ma migliorare si puo' e SI DEVE. Ultima nota a margine: mi occupero' anche della organizzazione del primo convegno di Giulianova, per creare lo stesso standard qualitativo per una nuova esposizione nel centro italia. Mancano a mio parere le basi strutturali e la voglia di INVESTIRE economicamente (anche magari andando in perdita per qualche anno) per CREARE e MANTENERE un successo espositivo; ma ci proviamo almeno per Salerno e spero Giulianova. Un saluto a tutti Pierpaolo Irpino.
    1 punto
  37. Buona sera. Le immagini potrebbero essere migliori, più a fuoco e senza plastica. Da quel poco che vedo, però direi che la moneta mi sembra bella ed originale. Credo che varrebbe proprio la pena di farla periziare. Cordialità Gabriella
    1 punto
  38. Sul sito della Società Numismatica Italiana, nella sezione estratti ed opuscoli (lettera K) potete leggere e scaricare (se interessati) il mio lavoro sulle bolle (sigilli) veneziane https://www.socnumit.org/estratti-e-opuscoli/
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  39. Il tallero coniato 'per Pisa ' nel 1619 esiste in due varianti principali: data grossa e data piccola. Entrambi piuttosto comuni tra i talleri. Questo esemplare presenta una variante decisamente insolita che lo rende particolare e, almeno per me, anche molto interessante. Il granduca è difatti raffigurato SENZA la croce dei Cavalieri di Santo Stefano. Questo particolare esemplare è stato pubblicato da Andrea Pucci, La monetazione della zecca di Firenze. Cosimo II (2009) p. 74 nr. 57f, che però non fa alcun accenno alla variante. Forse non ha notato la particolaritÀ. Per ora è l'unico tallero di Cosimo II nel quale ho riscontrato questa inattesa variante. qui un esempio di un normale tallero con l'usuale croce. Questo è della stessa data, ma anche nelle altre la croce è -a mia conoscenza- sempre presente
    1 punto
  40. I serpenti sono spesso associati a Gaia, che aveva il controllo dell'oracolo di Delfi prima che Apollo uccidesse il protettore lì, il Pitone. I serpenti erano generalmente associati agli ctonico, in particolare Gaia. Ci sono varie storie secondo cui i serpenti sono direttamente la "voce" dell'oracolo. Luciano dice che la voce oracolare proveniva da un serpente sotto il treppiede. Si suppone che gli Iamidai di Olimpia discendessero da un antenato allevato da una coppia di serpenti ecc.
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  41. Julio Romero de Torres ( 1915 ) Il Poema di Cordoba Cordoba - Museo Julio Romero de Torres
    1 punto
  42. Su alcune monete arcaiche di crotone come queste ci sono dei serpentelli. questi serpenti hanno a che fare con eracle o stanno sulle monete arcaiche per altri motivi ?
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  43. Salve, Napoli Ferdinando I d'Aragona cavallo con C gotica sotto la zampa, molto raro , immagini da coll. privata
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  44. Per il confronto con una moneta reale. Non conosco l'equivalente italiano o ungherese di questo proverbio. E in Russia, quando vedono un falso visivo, dicono: “Abito sbagliato”.
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  45. 120 Grana ATR 120 Grana VTR doppiopunto
    1 punto
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