Vai al contenuto

Classifica

  1. Andy66

    Andy66

    Utente Senior


    • Punti

      7

    • Numero contenuti

      356


  2. Pxacaesar

    Pxacaesar

    Utente Storico


    • Punti

      5

    • Numero contenuti

      3899


  3. nikita_

    nikita_

    Guru


    • Punti

      5

    • Numero contenuti

      24783


  4. Massimiliano Tiburzi

    Massimiliano Tiburzi

    Utente Storico


    • Punti

      3

    • Numero contenuti

      1634


Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/27/24 in Risposte

  1. Buonasera a tutti, @fricogna, stavo leggendo il tuo quesito, partirei dalla premessa che tutti i tondelli delle pubbliche di Filippo IV sono ottenuti per fusione. Poi abbiamo pubbliche totalmente fuse e publiche battute al martello. Tu stesso sottolinei che per quelle in buona conservazione le differenze caratteristiche sono ben evidenti. Mentre hai difficoltà con quelle in conservazione inferiore. Direi che la visione di più esemplari porterebbe ad affinare la vista e ad individuare con buona probabilità se si tratta di una pubblica totalmente fusa o coniata. Riguardo al diametro, come direbbe un mio Amico, difficile trovare delle monete Vicereali di diametro uguale e con il taglio perfetto. L'osservazione del taglio sarebbe di aiuto per capire l'eventuale tipo di fusione. Nel frattempo che aspettiamo altri interventi. Ti consiglio di dare uno sguardo alle discussioni che sono qui in sezione, dove c'è una carrellata di Publiche per tutti i gusti. Saluti Alberto
    3 punti
  2. Buonasera, condivido una mia Piastra 1855 (27,52 g / 37 mm) con alcune curiosità: al R/ corona con cerchio completo in basso (Traina 249 / Luccioni 74); Due leoni sovrapposti (come 1856, Traina 280 / Luccioni 88); sul C/ manca il giglio (come 1856, Traina 281 / Luccioni 92). Nota: la corona di questo specifico conio, con sotto-corona chiuso o completo - forse a causa di un'illusione ottica - potrebbe apparire più piccola del normale, ma non lo è. A tal proposito, allego una GIF comparativa. Mi preme aggiungere anche due parole per i neofiti. Le Piastre che presentano queste curiosità, come ad esempio il leone ribattuto, potrebbero essere proposte su annunci di vendita - magari a cifre spropositate - con la dicitura: variante rara "leone a sette zampe". Queste semplici curiosità, non aumentano il valore economico delle Piastre.
    3 punti
  3. La discussione è stata ripulita sia dal linguaggio inappropriato che da espressioni poco carine che possono suscitare (e hanno suscitato) qualche risentimento. Dato che qui non siamo su Facebook dove tutto è permesso, siete cortesemente pregati di moderare i termini. Tenete presente che attraverso un testo scritto è più facile equivocare, per cui un minimo di empatia mentre si scrive un messaggio sarebbe cosa gradita, che andrebbe a tutto vantaggio del Forum. Grazie a tutti per la collaborazione
    2 punti
  4. @Moro85000 Ho visto che stai postando diverse monete romane imperiali da identificare. Si tratta di monete che, al di là del loro valore veniale, hanno un importante valore storico. Hai tra le mani pezzi che hanno viaggiato nello spazio e nel tempo, passando in chissà quante e quali mani, per arrivare poi a te. Affascinante, non trovi? Quello che posso consigliarti (da semplice appassionato quale sono io) e' di unire al collezionismo anche lo studio della monetazione romana imperiale, magari con qualche lettura (libri, riviste, forum....). Vedrai così che, pian piano, collezionare diventerà più appassionante ed anche più divertente. Ciao. Stilicho
    2 punti
  5. Il Gigante 2024, la classifica Comune fino allo SPL, e NC in FDC, come valore 30 euro in SPL, e 350 in FDC.
    2 punti
  6. Ciao @Sandokan il tiralacci è utilissimo per la pesca sportiva per serrare i nodi.
    2 punti
  7. Ciao, si tratta di un sesterzio dell'imperatore Massimino Trace con la Fides Militum ( segno di reciproco rispetto tra l'imperatore ed il suo esercito, molto importante in questa fase storica per le sorti degli imperatori) personificata sul rovescio. Posto foto di esemplare simile per corretta catalogazione. Sul suo valore economico non posso esserti di aiuto🙂 ANTONIO
    2 punti
  8. Ciao, bel sesterzio. Si tratta dell'imperatore Treboniano Gallo e sul rovescio vi è la personificazione della dea Virtus. Posto foto di esemplare simile per catalogazione 🙂 ANTONIO
    2 punti
  9. Anche in questo caso...nonostante le foto sfocate... e sempre che non mi sbagli, concordo con @gennydbmoney sul fatto che sia un Quadrante in bronzo. Come quello già postato in precedenza, anche questo è stato coniato a Roma nel 9 a.Csotto Augusto dai magistrati monetari Lamia, Silio e Annio. Dritto: LAMIA SILIVS ANNIVS attorno a un Simpulum (coppa sacrificale) e un Lituo (bastone pastorale), Rovescio: III VIR AAAFF attorno a SC Rif. RIC 421
    2 punti
  10. Ciao, bella la tua moneta, ho un rapporto particolare con i sesterzi di Filippo l'Arabo, caso vuole che ne abbia due proprio del tipo con la Felicitas, li metto qui per condivisione e per ulteriore riferimento se può servire, il primo è un RIC 149a, il secondo è un RIC 150a:
    2 punti
  11. Buonasera a tutt* Di recente acquisizione vi porto questo sesterzio di Filippo l'Arabo. Sebbene il rovescio non sia dei migliori e lasci intravedere un'Annona con cornucopia e spighe, il colore della patina mi ha convinto a prenderla! Cosa ne pensano i collezionisti di III secolo (e ovviamente tutta la community di Lamoneta😁) ? Grazie a tutti per eventuali feedback! FILIPPO I L'ARABO, 244-249 d.C., SESTERZIO D/ IMP M IVL PHILIPPVS AVG, busto laureato con corazza e paludamento a d. R/ ANNONA AVGG / S C, l'Annona stante a sinistra con un mazzo di spighe ed una cornucopia; ai suoi piedi un modius Rif. bibl. RIC 168a ; Cohen, 26
    1 punto
  12. Dalla antica città di Tomis nella Mesia ( ora Costanza in Romania ) un interessante esemplare in AE ai nomi di Gordiano III con Tranquillina, con al diritto i busti affrontati dei 2 personaggi ed al rovescio grifone rampante con zampa su piccola ruota . Dopo 16 mesi, ritornerà al mercato il 22 Marzo in vendita RomaNum. XXX al n. 354 .
    1 punto
  13. Moneta più vicina allo SPL che al BB
    1 punto
  14. Buongiorno. Nella prossima asdta Naumann viene presentata la seguente moneta segnalata come: Unpublished Argenteus MAXIMIANUS HERCULIUS (First reign, 286-305). Argenteus. Serdica. Obv: D N MAXIMIANO B S AVG. Laureate and mantled bust right, holding branch and mappa. Rev: PROVID • DEORVM QVIES AVGG / S - F / A / •SM•SD•. Providentia standing right, extending hand to Quies standing left, holding branch and sceptre. RIC -, cf. 10b (Aureus); RSC -; cf. NAC 46, lot 691 (with officina B); cf. Gorny & Mosch 180, lot 431 (same). Condition: Extremely fine. Weight: 3.19 g. Diameter: 20 mm. La moneta in questione è presentata ad una base d'asta di 4.000 euro a fronte della stima di 5.000 euro https://www.numismatik-naumann.at/auktion/#!/auction/lot?a=4301&l=799&p=4&c=100319
    1 punto
  15. Ti allego le pagine 599 e 613 del RIC VI: Un segno di valore che esiste a Antiochia sia all’esergo che nei campi Un po’ nascosto tra due Parcae su questo aureo: A Tessalonica e a Serdica lo troviamo nei campi. Si vede sull’ aureo di abdicazione di Serdica della vendita Trau, tra Quies e Providentia.
    1 punto
  16. Sono sempre io, ho qualche moneta da identificare e come da regolamento faccio post separati, altrimenti se mi autorizzate posso farne anche uno con tutte. Questo anche è un sesterzio 30 mm e 17,72g di peso, vorrei sapere di chi imperatore si tratta gentilmente. Scusatemi per il disturbo e grazie per l’attenzione
    1 punto
  17. Buonasera a tutti, grazie per il tuo intervento @giuseppe ballauri, Beppe tutto può essere... sarà mia premura fotografare il pezzo da ogni angolazione e soprattutto il taglio. Se fu ridotta per incastrarla in un anello portativo forse porta i segni di contatto, non essendo perfettamente rotonda.
    1 punto
  18. il foro alla base del cono è rotondo o sfaccettato? Se fosse esagonale come sembra potrebbe essere un porta inserti tipo cacciavite (o giravite non so come o chiami) tipo questi
    1 punto
  19. Il primo numero del codice è 3, ed indica allevamento in gabbia. Le uova da allevamento biologico hanno il codice che inizia per 0.
    1 punto
  20. Altra moneta da identificare, sesterzio 32 mm 23,60g, vorrei sapere di chi si tratta e se è in rame. Grazie mille a tutti
    1 punto
  21. Le battute a martelo, spesso, hanno un diametro differente misurando con un calibro i quatro punti nord..sud..est..ovest e un bordo che si sente al tatto 'a scalino' non uguale in tutto il bordo. Le fuse hanno dettagli e rilievi scarsi.
    1 punto
  22. Buongiorno. La valutazione secondo la conservazione? Dipende. Se devi VENDERE ad certe numismatiche,la valutazione della tua moneta sarà "normale BB in un millesimo molto comune,con graffi deturpanti nei campi ed evidenti tracce di circolazione". Al che ti propongono che fanno il servizio di smaltimento gratuito delle vecchie Lire. Se devi COMPRARE da certe numismatiche,la valutazione della tua moneta sarà "moneta sicuramente non circolata,con sottilissimi graffi che non inficiano una bellissima freschezza di conio in un millesimo difficile a trovarsi". Al che aprono il Gigante o il Montenegro.
    1 punto
  23. Buongiorno, si tratta di un comune sesterzio di Antonino Pio. I sesterzi erano monete in oricalco, una lega composta da rame e zinco, simile all'ottone.
    1 punto
  24. Secondo me la moneta non è rara, le 100 lire Minerva primo tipo del 1957 sono comuni. Per me e non mi reputo grande esperto, non vanno oltre al massimo dello SPL meno.
    1 punto
  25. Non sono esperto ma non mi pare che sia una moneta così rara, o mi sono perso qualcosa? Concordo comunque sul fatto che la moneta sembra avere bei rilievi. Riesci a fare delle foto migliori?
    1 punto
  26. Io proporrei Massimino il Trace, visto che alla fine si legge "GERM" azzarderei che si tratti di una di queste: Online Coins of the Roman Empire: RIC IV Maximinus Thrax 37 (numismatics.org) Online Coins of the Roman Empire: RIC IV Maximinus Thrax 40 (numismatics.org) Attendo smentite...
    1 punto
  27. Giustissimo, sicuramente riconducibile a Francesco I e quasi sicuramente medaglietta ricordo, anche se è un po' scarna in quel senso (in questi casi, normalmente, proprio perché "ricordo", le scritte sovrabbondano...). Comunque, giusto per conferma e riprova di quanto detto da @Andy66, allego una foto da me scattata alcuni anni fa durante la visita al castello di Chambord; un soffitto costellato di salamandre, alternate al monogramma "F" di Francesco I...
    1 punto
  28. 1 punto
  29. Dovrebbe trattarsi di una medaglietta ricordo del castello di Chambord, costruito nel 1515 dal Re Francesco I di Francia oppure di uno degli altri innumerevoli siti storici francesi. Mi spiego meglio: Il sovrano francese Francesco I elesse, quale suo animale protettore, la salamandra. Francesco I l’aveva scelta come suo emblema in quanto le credenze popolari dicevano che l'animale avesse il potere di resistere alle fiamme. Il motto scelto dal sovrano fu : "Nutrisco et extinguo" (Mi nutro del fuoco buono e tengo lontano il fuoco cattivo). Nel castello ci sono scolpite centinaia di immagini dell'animale sormontato dalla corona di Francia... da quel momento diventò simbolo della regalità francese e riprodotta anche dai sovrani successivi ovunque. L'immagine si trova anche scolpita e dipinta in molte cattedrali francesi (sempre dal 1500 in poi) e castelli (fantastiche sono quelle del castello di Blois). Nel retro della medaglietta sembrano esserci due marchi ... ma la foto non permette di esserne sicuri. (riporto la foto con indicazione del punto). Però potrebbero essere solo riflessi o anche ammaccature... sarebbe meglio verificare (alcune di queste medagliette sono anche state fatte in metalli più o meno preziosi). In ogni caso un ottimo spunto per riscoprire un pochino di storia europea. 😉
    1 punto
  30. Espressione pessima, oltre che neanche tanto velatamente offensiva. Capisco perché tanti colleghi che hanno scritto su questa sezione abbiano smesso. Mi fermo anche io qui. Un caro saluto
    1 punto
  31. Non lo conosco. Sono andato a vedere la descrizione del libro e parla delle monete in Polonia dalle origini celtiche e romane fino ai giorni nostri. Però non so a che livello tratti la materia. Io ho Henryk Cywinski, Dziesiec Wiekow Pieniadza Polskiego che è di un buon livello. Comunque Gumowski viene usato come riferimento da tutti. Arka Diligite iustitiam
    1 punto
  32. Quello di destra dovrebbe essere una piccola torcia con un anello portachiavi. Quello di sinistra potrebbe essere: un portamine; un puntatore laser; un pennino per touchscreen capacitivi (anche se non si vede il cuscinetto); una micro telecamera*; un lancia dardi avvelenatie/o esplosivi*; *c'è qualcosa di segreto nel tuo lavoro? In Inghilterra? Magari al servizio di sua maestà? 😎
    1 punto
  33. Il tiralacci da corsetto è un vecchio arnese da toilette che serviva alle signore per raggiungere punti della schiena inaccessibili alle sole mani, in modo da stringere i lacci del corsetto. L’arnese può servire anche a tirare i lacci delle scarpe che rimarranno saldi e stretti, garantendo un’allacciatura compatta. Il tiracci è anche utile per slacciare velocemente la scarpa. I tiralacci moderni (Lace puller in inglese) non terminano a forma di gancio ma ad angolo. apollonia
    1 punto
  34. Altra banconota ben conservata... anche questa come le due precedenti secondo me presenta una leggera piega sul mezzo.
    1 punto
  35. Vado al massimo! Vado a gonfie vele! 😁
    1 punto
  36. Ciao Rocco, il "lavoretto" pare molto rozzo, penso che il deturpamento non è di certo coevo alla moneta, penso a dei vandali del nostro tempo... ma c'è da dire che non hanno infierito sulle scritte e sul profilo del Re, volevano renderlo portativo? Non so a che cosa poteva servire ridurre il diametro, solo per divertirsi su un vecchio tondello? Non vorrei che l'hanno fatto per farla entrare in un portachiavi che aveva un diametro inferiore!
    1 punto
  37. Inoltre, si evidenzia come il doppio punto sia ricorrente dopo le solite parole ( FERDINAN, HIE, SICILIAR, “D” o “G” del valore ). La qualcosa abbassa ulteriormente le possibilità di una casualità o di un errore. Almeno secondo il mio parere. Saluti.
    1 punto
  38. Buon pomeriggio @Fiore151, eccoci alla n° 2. anche in questo caso dovrebbe trattarsi di una moneta coreana "mun" Sang pyeong Tong bo ( 常平通寶), prodotto in Corea. La lettura del rovescio deve essere fatta ruotandolo di 90° a dx. Marchio della zecca di emissione (in alto) 户 " ho " ovvero Dipartimento del Tesoro Anche in questo caso in basso (al rovescio) troviamo uno dei 44 caratteri presi dal "Classico dai mille caratteri"... tanto per cambiare 天 (chon) ... ovvero "paradiso".
    1 punto
  39. @sdy82Quello più famoso è il manuale di Marian Gumowski in tedesco "Handbuch der polonische numismatik" edito a Graz. Non credo che sia difficile da trovare. Arka Diligite iustitiam
    1 punto
  40. @VALTERI Ciao, qui puoi trovare bronzi con la famiglia di Asclepio al completo https://www.lamoneta.it/topic/205717-bronzi-provinciali-romani-e-mitologia-greca/page/20/#comment-2349865 Igea, divinità salutare ellenica e personificazione della sanità fisica e spirituale, elevata a divinità e ritenuta figlia o moglie di Asclepio, mi è particolarmente simpatica perché il suo attributo è il serpente e anche Olimpiade, la madre di Alessandro Magno aveva familiarità con i serpenti. Secondo numerose leggende, Olimpiade non avrebbe generato Alessandro dal re macedone Filippo II ma da Zeus in forma di serpente. Si diceva inoltre che fosse solita praticare riti orfici e dionisiaci tipici delle popolazioni degli Edoni e dei Traci e portare nelle processioni grandi serpenti addomesticati. Si diceva che Olimpiade fosse solita portarsi i serpenti anche a letto, cosa che avrebbe allontanato Filippo dalla camera nuziale. Ma non è tutto. Dalle fonti storiche sappiamo che Filippo venne ferito da una freccia all’occhio destro, durante l’assedio di Metone nel 355-354 a. C. Plinio ci racconta che la freccia penetrò nell’orbita destra, ma il pronto intervento di un chirurgo, Critobulo di Cos, salvò la vita al sovrano. Da allora Filippo verrà ritratto nelle monete mostrando il profilo sinistro e non più il destro, come era consuetudine. Un pettegolezzo vuole invece che Filippo perse l’occhio ad opera di Zeus per punirlo delle sue sbirciate nella camera di Olimpiade, per curiosare sui suoi rapporti con i serpenti nell’intimità. apollonia
    1 punto
  41. Un birr dell'Etiopia del 1892 La data del 1892 equivale al nostro 1900 in quanto in tale Paese si segue ancora oggi il calendario Giuliano che ha 7 anni e 8 mesi in meno del nostro calendario Gregoriano (per facilità di calcolo si arrotonda a 8 anni). Il calcolo della data etiope necessita di una formula: In questa specifica moneta sotto il busto di Menelik II° abbiamo in fila un 10 poi 8 un 100 seguito da 90 e 2 (i 5 numeri dentro i quadratini rossi della tabella) La formula: ( 10 + 8 ) x 100 + ( 90 + 2 ) = 1892
    1 punto
  42. Taiwan 10 new dollars anno 80 del calendario cinese repubblicano. Il loro calendario parte dal nostro 1912 (anno della fondazione della Repubblica di Cina), la moneta è quindi del 1991. Per ricavare la data dai simboli presenti sulla moneta: 10 x 8 = 80
    1 punto
  43. Buongiorno @Tinia Numismatica, temo di non capire. Chiedo venia e ti prego, te e qualunque altra persona, di seguirmi. Esemplifichiamo così: sono una casa d'aste, bandisco un'asta con tante monete, riesco a vendere a un offerente, preparo l'attestazione di provenienza (lasciamo da parte l'autenticità) e ci scrivo che quella moneta proviene dall'asta stessa appena bandita (vi prego, lasciatemi essere romanamente scurrile: grazie al c....! 😇). Quest'ultima specifica costituisce "provenienza"? Non deve la provenienza riferirsi al passaggio immediatamente precedente all'asta? Se per attestare la provenienza davvero bastasse affermare che questa moneta, messa in codesta asta, proviene... da codesta asta stessa, non siamo difronte a una enunciazione fallace, a una elusione? Non parlo in termini giuridici, non è nelle mie competenze, parlo in termini prettamente linguistici. Lasciamo perdere ora l'ultimo certificato/attestato che ho caricato, visto che si tratta "solo" di un marengo ottocentesco. Ipotizziamo. Se io ricevessi un attestato di autenticità e provenienza secondo cui il triente acquistato proviene niente popò di meno che... dall'asta da cui ho acquistato, io dovrei ritenermi soddisfatto? "Buongiorno, sono l'Autorità. Mi dice per favore da dove proviene la moneta che ha tra le mani?" "Certamente! Viene dal palmo stesso della mano." "Ah, bene! Grazie molte." Non è kafkiano, non è "supercazzolesco", non è tautologico? Grazie per le vostre preziose opinioni.
    1 punto
  44. Segnalo l'uscita del nuovo volume della collana "Materiali" n. 72 Giorgio Fusconi, La zecca di Piacenza. Da Francesco Farnese (1694-1727) a Ferdinando di Borbone (1765-1802).
    1 punto
  45. Salve. Secondo me, nella moneta di Alberto è da individuarsi un doppio punto. Dobbiamo riuscire a convincerci che, quando abbiamo due punti, in verticale o in orizzontale, belli chiari ed evidenti, con molte probabilità abbiamo a che fare con un segno di riconoscimento dell’ incisore. Si tratta della firma dell’incisore o di chi per lui. Chiaramente, capiterà anche quel raro caso in cui possiamo trovarci di fronte ad una casualità, ma si tratterebbe dell’eccezione che conferma la regola. E la regola è, secondo me e secondo logica, che la punteggiatura sia stata usata abbondantemente per segnare “ volontariamente” le monete, sia quando i punti sono in più sia quando sono in meno. Noi riusciamo ad individuare solo quelle variazioni che si presentano evidenti, chiare, ordinate e precise, ma chissà in quante e quali modalità diverse la punteggiatura è stata usata dagli incisori! D’altra parte, quei “segni” dovevano essere riconosciuti da chi li aveva apposti e non da chi aveva la moneta in mano. Di conseguenza, nulla di strano che un punto sia più piccolo o più grande: la firma ogni ogni incisore la realizzava come gli pareva e piaceva! Magari egli puntava proprio a confondere le acque! Come si fa ad incolpare il solito conio ogni volta che incontriamo una variazioni nella punteggiatura? Diciamo, piuttosto, che non ci capiamo nulla! Tutto ciò, naturalmente, se si crede al fatto che le monete venissero “segnate”. In caso contrario…
    1 punto
  46. Buongiorno a tutti, vediamo oggi la “punzonatura del conio” e gli errori che si possono generare da questa fase delicata. La punzonatura è l’operazione con cui da un cd. “punzone riproduttore” (che ha le impronte della moneta in rilievo e in positivo) si ottiene un “conio” (che ha le impronte della moneta in incuso e in negativo). Questa operazione consiste nel comprimere con una pressione molto elevata il punzone riproduttore sopra un cilindro d’acciaio appuntito per imprimergli in negativo la sua impronta; la fortissima pressione richiesta può essere prodotta con una pressa che può essere idraulica, a ginocchiera o a vite. Come detto, il conio vergine (detto “punta”) è formato da un cilindro d’acciaio molto duro sormontato da una punta conica (da qui il nome di “punta” a tutto il pezzo), della conicità che in genere è di 104°, lavorata scrupolosamente a lucido e priva di qualsiasi rigatura, incrinatura, sporcizia o altro. La punta di acciaio va lavorata prima al tornio, per ricavarne la parte conica, poi viene passata sulla mola con agglomerante gommoso per la lucidatura della superficie tornita e all’atto della punzonatura va accuratamente pulita con un panno assolutamente privo di cascami. La conicità della punta serve al fatto che comprimendo il punzone riproduttore su di essa, si fa sprofondare gradualmente, per la forte pressione ricevuta, il materiale del vertice, facendo allargare sempre più la superficie di contatto tra il punzone riproduttore e la punta, secondo cerchi concentrici, di modo che in tutta la superficie punzonata non vi siano due punti, posti sullo stesso raggio, i quali ricevano contemporaneamente la deformazione; se ciò si verificasse potrebbe restare chiusa fra essi una qualsiasi angolazione del rilievo che rovinerebbe irrimediabilmente il conio punzonato. Nel gergo si dice che la punzonatura è “arrivata” quando tutti i punti del punzonato hanno ricevuto per compressione l’impronta del punzone. Quando la punzonatura è eseguita con una pressa a vite, o bilanciere, difficilmente si arriva a dare l’impronta completa con un colpo solo, nel riappoggiare il punzone sul conio per un secondo colpo, si deve essere assolutamente certi che l’uno e l’altro riprendano esattamente la loro reciproca esatta posizione iniziale, cioè, come si dice con termine tecnico, che “ingranino” bene, per evitare sdoppiamenti di immagine sul conio. Ora vediamo cosa accade se queste operazioni non vengono effettuate a regola d’arte Se dopo l’operazione di tornitura della punta del conio vergine, lo stesso non viene lucidato a regola d’arte sulla sua superficie rimarranno delle tracce dei cerchi concentrici lasciati dal tornio che saranno poi trasferiti alle monete (moneta 1) Se durante la fase di punzonatura la “punta” non è stata pulita accuratamente e rimane della sporcizia o dei piccoli corpi estranei sulla sua superficie, sul conio si formeranno delle piccole cavità che nelle monete appariranno come dei punti, linee o barrette in rilievo (moneta 2). Se tra una compressione e l’altra il punzone riproduttore o la “punta” si spostano leggermente sulla moneta si formeranno degli sdoppiamenti delle impronte (moneta 3). Gli sdoppiamenti coinvolgono più frequentemente la zona centrale delle impronte proprio a causa della forma conica del conio vergine. Infatti, la zona centrale è la prima area ad essere trasferita con la prima compressione del punzone riproduttore sul conio vergine.
    1 punto
  47. Le monete d'argento sono state popolari in rituali magici dal Medioevo in poi in diverse e grandi culture tipo la Cina e l'Europa. In molte parti del mondo, per soddisfare questa credenza popolare diffusa, si coniano appositamente anche dei token in argento da tenere in tasca come portafortuna, negli Stati Uniti invece non hanno bisogno di realizzarli perchè hanno una moneta già esistente :) Il silver dimes "Mercury", ed in particolare quelli con una data di anno bisestile: 1916 - 1920 - 1924 -1928 - 1936 - 1940 - 1944 Questi pezzi sono considerati particolarmente fortunati ed i giocatori d'azzardo li portavano addosso come portafortuna, usanza che continua ancora tutt'oggi, se si hanno più esemplari si fanno tintinnare in tasca, pare che portino ancor più fortuna :D Certi siti che trattano amuleti vari vendono questi dime molto usurati anche a 8/10 dollari + spedizione, non importano le condizioni, basta che si intravede una qualsiasi data bisestile, in buona sostanza c'e' chi, digiuno in materia, e non conoscendo il mercato, le paga anche sino a 5 volte tanto il loro reale valore. I dime americani in argento coniati in precedenza (dal Draped bust al Barber), ed i successivi (Roosevelt), anche se di annate bisestili non godono di questa fama, deve essere necessariamente un Mercury. La cosa nasce dal fatto che Mercurio era un dio che, tra le altre cose, proteggeva anche i giocatori d'azzardo. In verità sulla moneta è raffigurata una Liberty, ma la sua straordinaria somiglianza con il messaggero degli dei la portarono ad essere popolarmente riconosciuta sin da subito come dimes Mercury. __________________________ Parto svantaggiato poichè faccio solo la tipologica, quindi ne ho solo una ed è del 1918 (non bisestile)
    1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
×
  • Crea Nuovo...

Avviso Importante

Il presente sito fa uso di cookie. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie, dei Terms of Use e della Privacy Policy.