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Non mi ricordavo che tempo fa avevo scritto su come lavare/pulire i francobolli, riporto qui la stessa spiegazione in quanto è utile anche a staccare i francobolli da frammento cartaceo. Da buon Filatelista mi piace ricordare che non andrebbero mai staccati se sono su busta integra e timbrati con annulli interi e nitidi e soprattutto su materiale antico/classico questa è un operazione che non si fa MAI ! Il primo metodo è il classico bagnetto che si fa per staccare i francobolli da supporto cartaceo. In un piccolo contenitore mettere dell'acqua tiepida ed aggiungere un cucchiaino di bicarbonato di soda, mischiare affinché il bicarbonato si sciolga ed immergere con una pinzetta il francobollo/bolli. Lasciare per 10 15 minuti non di piu.. a questo punto vedrete che il francobollo che è fatto di una carta diversa dal frammento cartaceo si staccherà o inizierà a staccarsi da solo. Non forzate l'operazione in quanto il francobollo in questa situazione è molto delicato. .. generalmente si staccano da soli, questo vale per il francobollo in foto, altri francobolli.. alcuni stranieri o i moderni si staccano con molta difficoltà, questa operazione va valutata caso per caso. L' operazione va fatta usando una pinzetta filatelica, mai altri tipi di pinzette tipo per le ciglia . Una volta staccato sempre con la pinzetta immergere il francobollo in altro contenitore dove abbiamo messo dell'acqua fredda senza bicarbonato per il risciacquo. .. dopo qualche secondo in acqua pulita adagiare il francobollo su un tovagliolo di cotone spostandolo e capovolgendolo di tanto in tanto in posizioni del tovagliolo non bagnate per l'asciugatura. Dopodiché lasciarlo sul tovagliolo anche un paio d'ore . Non mettere mai il tutto al calore della luce solare o altra fonte di calore rischierebbero di arricciarsi. Dopodiché prendere un piccolo foglio di carta da forno piegato in due e in mezzo ai due lembi mettiamo il nostro francobollo, .. il tutto verrà messo in mezzo ad un libro che metteremo in orizzontale su un piano con sopra qualche librone pesante. Il nostro eroe sarà pronto il giorno successivo, asciutto , lavato , disinfettato e stirato pronto per l'album.8 punti
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Salve. Condivido la mia piastra 120 grana del 1767 con il taglio a cerchi e quadrati. Saluti.6 punti
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Ciao a tutti, oggi condivido con piacere con voi l'ultimo arrivo, un dupondio di Giulia Titi, figlia dell'Imperatore Tito. Non si conosce molto della vita della suddetta fanciulla, cercando sul forum ho trovato un interessantissimo ed esauriente post di @Illyricum65 che mi permetto di utilizzare come riferimento autorevole, trovate il link in fondo al post. Veniamo alla moneta, la conservazione generale non è eccelsa ma la cosa che più risalta e che non mi ha lasciato dubbi sul fatto di aggiungerla alla collezione è il bellissimo ritratto. Roma, 80-81 d.C., RIC 398, 12.22g x 28mm, AE. D/ IVLIA IMP T AVG F AVGVSTA; busto drappeggiato. R/ VESTA; S - C; Vesta con Palladio e scettro. Grazie a tutti per l'attenzione, ogni commento è sempre gradito ovviamente, Matteo6 punti
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Ciao ragazzi da anni volevo migliorare questa moneta presente in collezione, come si dice delle raccolte prestigiose, 😁, in conservazione “che era solo BB+”. Non è il top certamente ma il qFDC indicato dalla casa d’aste San Martino a mio parere può starci. Mi è piaciuta la patinatura al R. E il rapporto qualità/prezzo, trattandosi di uno dei due esemplari andati invenduti alla base, mi è sembrato decoroso. Per un po’ non cercherò di migliorarla ulteriormente per raggiungere il massimo di conservazione anche perché onestamente tirar fuori i tremila euro che il FDC65 richiede un pochino mi disturba. ☺️ Buona serata a tutti6 punti
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Moneta non autentica, in tutto, nel senso che hanno fatto una copia da un mocenigo contromarcato aggiungo che fa parte di quel "lotto" di monete false che vennero ritirate da savoca ed altri l'anno scorso4 punti
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Non ho trovato ancora l'articolo ma mi ero salvato alcuni screen per uno studio, è tradotto male ma qualcosa si comprende, se riesco a trovare il link lo condivido.3 punti
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Ciao Releo complimenti bella piastra e bel taglio. Io l'ho sempre pensato. Saluti Raffaele.3 punti
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Buonasera a tutti, complimenti @Releo, una piastra con un bel taglio cerchietti e quadratini (o rettangoli?) mi ricorda i disegni delle civiltà pre-colombiane, magari l'argento usato proviene proprio da quelle parti. Piacerebbe anche a me avere una piastra con un taglio simile. Saluti Alberto3 punti
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Simón Bolívar, detto "el Libertador", è il più famoso personaggio politico e militare venzuelano e sudamericano, considerato ancora oggi da molti un grande eroe. Il suo sogno era l'unificazione politica del Sud America, con la formazione di un'entità in grado di impedire le rivalità fra i paesi nati dalla fine dominio spagnolo, e garantire la reale indipendenza del continente dalle grandi potenze dell'epoca. Nonostante le differenze d'epoca e contesto geografico è a mio avviso impossibile non fare un parallelismo con l'integrazione europea, che ha gli stessi obiettivi strategici, tanto che si potrebbe definire Simón Bolívar il Jean Monnet del Sud America. Nel 1816 Bolívar preparò la campagna di liberazione del continente con l'aiuto dei generali Urdaneta, Piar, Páez, Mariño, Nariño, Monagas e altri. Nel giro di un anno ottenne una serie di vittorie sulle forze realiste e proclamò la fondazione della República de Colombia ad Angostura il 17 dicembre 1819, come unione fra Venezuela e Nueva Granada (l'attuale Colombia), a cui in seguito si aggiunsero Ecuador e Panama. Al Congresso di Cúcuta del 30 agosto 1821 fu promulgata la costituzione del nuovo Stato e si stabilì la capitale a Bogotà. All'inizio il governo fu fortemente accentrato, per poter mantenere la massima unità nello sforzo indipendentista, e per questo una volta sconfitto il nemico comune affiorarono tensioni insanabili fra chi avrebbe voluto mantenere lo Stato nella forma unitaria (come Bolívar stesso, che lo concepiva quale membro della futura Federación de los Andes) e i federalisti. Sconfortato, Bolívar abbandonò il progetto e rassegnò le dimissioni da presidente della Grande Colombia il 4 maggio 1830. Già di fatto dissolta nel 1830, la repubblica fu sciolta formalmente il 19 novembre 1831 per secessione di Venezuela ed Ecuador. Il sistema monetario era basato su: Peso = 8 Reales (argento) Escudo = 2 Pesos (oro) ma nella realtà non si fece in tempo a completare l'unificazione del contante. La circolazione rimase composta dal peso unitario e da una gran varietà di monete, come i "cuartillos" di rame, i pesos pre-1772 e quelli degli standards del 1772 e 1786, "macuquinas" di diversi tipi e varie altre monete coniate da repubblicani e realisti durante le guerre d'indipendenza. 8 reales Nel 1819 fu proposta anche l'emissione di banconote per finanziare l'esercito bolivariano. Una certa quantità di biglietti di vari tagli fu stampata da Peter Maverick di New York, mossa sostenuta da Antonio Nariño ma osteggiata dal vicepresidente Francisco de Paula Santander. Non si arrivò a un accordo quindi alla fine non vennero mai emesse. https://www.numisubastas.com/IMAGES/ITEMS/149adec3-7a35-4e13-9b20-4203fee568a3_PH1.JPG?upd=20230830064706 Simón Bolívar Inti Illimani - Simón Bolívar (1973)3 punti
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DE GREGE EPICURI Complimenti ad @Ale75per la notevole bravura, ma anche a @dareios itche ha così messo insieme una bella collezione di islamiche medievali, ed ha avuto la costanza di proporle a tutti noi. Purtroppo, di qui a diventare capaci di riconoscerle e classificarne, per quanto mi riguarda, ce ne corre!2 punti
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@Releo, una curiosità, la sequenza è per tutto il perimetro Cerchio/Rettangolo/Cerchio/Rettangolo? Nella porzione di foto sembra di intravedere che ad un certo punto diventa Cerchio/Cerchio. Saluti Alberto2 punti
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Per una catalogazione iniziale, per quanto riguarda l'Area Italiana ( Italia - San Marino - Vaticano - Sovrano Militare Ordine di Malta ) vi è questo ottimo sito: https://www.ibolli.it/index.php2 punti
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Vedrai che nascerà la passione anche in te Antonio 🙂. Per intanto ti faccio i complimenti per il tuo raccoglitore e ti consiglio di comprare un buon catalogo di filatelia, io ho il Sassone, vedrai che ti divertirai.2 punti
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I simboli, per quanto variegati, non sono infiniti, questa è una croce tra l'altro già vista in altre monete non solo per la repubblica2 punti
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Numismatica Ars Classica > Auction 146 Auction date: 8 May 2024 Lot number: 2212 Price realized: 400,000 CHF (Approx. 440,480 USD / 409,779 EUR) Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: Troas, Abydos. Stater circa 330, AV 17 mm, 8.60 g. Facing head of Artemis, wearing an ornate stephanos decorated with acanthus leaves, triple pendant earrings and necklace. Rev. Eagle standing l. with closed wing; in l. field, vine-tendril with bunch of grapes. For similar reverse type. cf. Traite II, 2449 and pl. CLXVIII, 2 (eagle standing r.). Apparently unique and unpublished. A portrait of enchanting beauty, in the finest late Classical style work of a very talented master engraver. Virtually as struck and almost Fdc Ex NGSA sale 6, 2010, 84. From the Collection of a Man in Love with Art. The eagle type used for the reverse of this unique stater signals its production at the mint of Abydos on the Hellespont. This city, which faced Sestos in the Thracian Chersonesos, was a popular crossing point from Asia to Europe and vice versa due to is location at the narrowest point on the Hellespont. As such it was a staging area for various invasions, such as those of Xerxes against mainland Greece and of Philip II and Alexander the Great against the Persian Empire, ostensibly in revenge for the earlier campaign of Xerxes. Unlike most Greek cities, Abydos possessed its own gold mines and is known to have struck gold coins in the late fifth and early third centuries BC, probably in support of the fleets used by both the Spartans and Persians to end Athenian domination in the region. The city probably also struck gold coins in the name of Alexander the Great and Philip III Arrhidaeus in the period between 328 and 297 BC. The present coin, however, probably belongs to the 330s BC and the beginning of Alexander's conquest of the Persian Empire. The Mysian city of Pergamon also struck an unexpected civic gold emission at this time, possibly in support of Alexander's fleet before he could release the vast wealth of the Persian treasuries. The obverse type, depicting an exquisite image of Artemis, the patron goddess of the city, is mirrored in the contemporary bronze coinage of Abydos. The goddess is shown facing and wearing a polos on the bronze issues, but only on this remarkable stater is her headdress so masterfully ornamented with palmettes and acanthus decorations. Estimate: 500000 CHF2 punti
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Salve a tutti! Vorrei continuare la bella discussione sulle contromarche proponendo la foto di questo Mocenigo con contromarche di Cipro. Il venditore non specificava il tipo di moneta, ma chiaramente ha le fattezze di un Mocenigo di L. Loredan, con una contromarca 18 e i classici quattro cerchi disposti a croce. Il tutto molto simile alle monete di cui si fa riferimento nel Montenegro e piu' precisamente nel Gamberini, il quale riporta specificamente il Mocenigo di Loredan contromarcato. I guai arrivano quando si guarda al peso. Contro i 6.52gr tipici della lira, dalla mia bilancia di precisione risultano 7,54gr, che va a confermare piu' o meno i 7,57 gr indicati dal venditore. Con una superficiale (rispetto ai calcoli di @bordinrolandomirko e @fabry61) moltiplicazione basata sul valore di 1 soldo per 0.32 grammi, il peso della moneta non dovrebbe teoricamente superare i 5.76 grammi, o esservi inferiore assumento perdita di peso dopo essere stata contromarcata. Cosa potrebbe spiegare questa discrepanza secondo voi? Potrebbe essere un falso, con contromarca falsa, e se si', perche' mai in eccesso di peso? La porosita' potrebbe forse tradire in livello inferiore di fino? * Visto che si parla di Mocenighi (e di Marcelli), vorrei prendere l'occasione di chiedere lumi in merito all'aumento del valore di conversione della lira da 20 a 21 soldi. All'inizio di questa discussione si parla anche del valore del Marcello, che cambia da 10 soldi a 10 soldi e 1/2. Francamente ho provato a ragionarvici anche leggendo una discussione parallela su questo forum in merito alle monete di conto, ma da profano e non addetto ai lavori, non sono riuscito a venirne a capo. ** Lo stesso vale per le conversioni relative ai valori delle contromarche di Cipro, con il sistema dei resti e includendo i ragionamenti sull'aggio e il "difetto" derivante dall'uso dei grani. Se per caso vi fosse un modo piu' semplice per ri-spiegare i calcoli discussi a pagina 9 di questa discussione, sarei felicissimo se gli esperti del forum riuscissero a trovare ancora un po' di tempo per spiegarlo ad un caprone come me 🙂 Tanta carne al fuoco, scusate, ma la discussione tratta moltissime questioni diverse e questi quesiti erano piu' o meno collegati fra loro. Grazie2 punti
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Savoca Numismatik GmbH & Co. KG > Online Auction 214 | Silver Auction date: 26 May 2024 Lot number: 111 Price realized: 2,400 EUR (Approx. 2,598 USD) Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: Claudius AD 41-54. Rome Sestertius Æ 35 mm, 27,83 g TI CLAVDIVS CAESAR AVG P M TR P IMP P P, laureate head right / SPES AVGVSTA, Spes, draped, standing left, holding flower and raising skirt; SC in exergue Beautiful olive green-chestnut colored patina, severe and expressive portrait of Claudius, professionally conserved/gently smoothed, Extremely Fine. RIC I 115; BMCRE 192 Provenance: Ex Pecunem, Numismatik Naumann (formerly Gitbud & Naumann), Gitbud & Naumann Auction 19, lot 500 (July 6th, 2014). Claudius' deliberate choice of Spes, the goddess of hope, to feature prominently on his coinage speaks volumes about her significance in his mind. According to Carson, this particular motif likely debuted in the accession year of 41, coinciding with Claudius' own birthday on August 1st, which was also the day dedicated to making vows to Spes. During this crucial year, Claudius sought Spes' aid for his newborn son, Britannicus, underscoring her importance in moments of transition and anticipation. Spes' role as the goddess of the future endowed her with particular significance in pivotal life events, such as weddings and births, where hope for what lies ahead is paramount, especially for the well-being of children. Against the backdrop of the eventful year of 41, Claudius' selection of Spes resonated deeply. Carson observes that this depiction of Spes later became a customary representation for imperial heirs, with the reverse inscription, "SPES AVGVSTA," suggesting hope not just for the individual but for the entire empire, embodied through the imperial family. Kent further highlights the evolution of this symbolism, noting that as Claudius' reign progressed, the hope for imperial succession shifted from Britannicus to his adopted son, Nero. The prevalence of temples and altars dedicated to Spes in Rome, coupled with the meticulous craftsmanship of Claudius' coinage featuring her, hints at the inspiration drawn from statues, possibly of ancient origin, given their archaic qualities Starting price: 2000 EUR ILLUSTRAZIONE: STATUA ROMANA DELLA DEA SPES2 punti
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UNCERTAIN GERMANIC TRIBES. GOLD 'Aureus' (Circa late 3rd century). Possibly imitating Septimius Severus. Obv: Blundered legend. Laureate head right. Rev: Blundered legend. Horse prancing right. Weight: 5.78 g. Diameter: 20 mm.1 punto
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Bella monetona, complimenti @Releo! Una tipologia rarissima da trovarsi in SPL e praticamente inesistente in FDC. Il conio basso è una delle ragioni per questo.1 punto
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Ciao,prego è stato un piacere aiutarti e sono contento che siamo riusciti a individuarle tutte nei limiti del possibile. E comunque io ringrazio te perché con questa full immersion ho potuto apprezzare più approfonditamente i conii islamici. Quest ultimo dirham e del sultano Baybars I zecca di Dimashq (Damasco)1 punto
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Ho fotografato parti del taglio. Mi sembra ci sia qualche punto dove non viene rispettata la sequenza cerchio/quadrato. Ma probabilmente capita di frequente. Sinceramente, non ne so nulla. Ciao.1 punto
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Sulla somiglianza delle Auguste ai loro coniugi e familiari segnalo questa bella discussione del 2011:1 punto
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Ciao, alcuni mesi fa mi sono stati regalati da una conoscente ( appartenevano a suo zio) due album con centinaia di Francobolli sia italiani che esteri. In più una cartella con molti francobolli di diversa provenienza tutti su frammenti di lettere e cartoline e non sistemati come nelle foto che posto. Non sono un appassionato purtroppo ma visto i raccoglitori molto vecchi che sono da cambiare ed i tanti pezzi tenuti alla rinfusa ho deciso di risistemarli e perché no ( nei pochi ritagli di tempo che ho a disposizione percui sarà una cosa lunga🙂) anche iniziare a capirne di più. ANTONIO1 punto
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Ciao @Rufiliuscome sempre complimenti per l'ottima moneta. Io devo inserire in collezione un denario di Iulia Titi ( non sono rarissimi, ma a prescindere dalla conservazione la loro valutazione è sempre alta percui sono ancora alla ricerca dell'esemplare consono ai miei canoni di acquisto, senza fretta 🙂) ed ho visionato centinaia di esemplari. Il ritratto sulle monete per me è fondamentale e devo dire che il maestro incisore che ha lavorato sul conio del tuo dupondio ha abbellito molto i tratti dell'augusta. Pur restando nella sua fisionomia tipica dei Flavii è molto diverso da quello che si riscontra sui denari, la quasi totalità identici a quelli del padre e del nonno Vespasiano ( vedi naso, fronte e guance) ai quali somigliava moltissimo. Di nuovo complimenti ed alla prossima 😉 ANTONIO1 punto
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Bellissimo ritratto , inconfondibile e tipico dei Flavi . @Rufilius , sai scegliere molto bene le tue monete1 punto
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Mi permetto di rispondere al tuo quesito:i falsi moderni vengono realizzati con leghe più moderne,ad esempio nikel e alpacca per imitare l'argento, inoltre un'altro fattore da prendere in considerazione e lo stile totalmente diverso da quello dell' epoca... Ad ogni modo per riconoscere un falso d'epoca da uno moderno occorre lo stesso occhio che serve per riconoscere una moneta autentica da una falsa,che sia d'epoca o meno...1 punto
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...ma già concupisce NaR I! = Magia con cupi scenari Buon pomeriggio!1 punto
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Buongiorno, complimenti Rocco, bella Pubblica bel metallo, sul simbolo del coniatore propenderei per una Croce Biforcuta. Vediamo cosa dicono gli altri utenti. Saluti Alberto1 punto
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Salve Vorrei delle maggiori info tecniche riguardo questa cartolina, dove si evince un nonno amorevole verso la nipote.... Ringrazio in anticipo tutti ed anche @PostOffice Non vi è francobollo, bensì la stampa.1 punto
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Ciao, l'ho ricontrollata bene,anche la parte consunta e posso affermare con certezza che il sultano è Muhammad I , non posso confermare la zecca però perchè è troppo consumata.🙂1 punto
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Nella documentazione se non nella pubblicazione di scavo vengono indicati i criteri ed i punti di campionamento.1 punto
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Sempre attraenti @apollonia le Tue narrazioni . Una buona serata1 punto
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In perfetta tariffa per l' Interno con 25c azzurro Michetti, effigie del Re V.E. III volto a sx emissione del 1908 ( questo è il primo Michetti con volto a sx). Annullo di partenza bello nitido di Reggio Emilia addirittura "Centro" del 5.5.1921. Deliziosa anche solo per la calligrafia.1 punto
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Ecco l’altro lato, la medaglia è del 1848, medaglia di grosso modulo del peso di gr.150.1 punto
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E per tre euro oggi ho portato a casa un bel farthing del 1865, ne avevo già una del 1862 ma piuttosto liscia. Un 20 para dell'Impero ottomano del e.H. 1255 anno di regno 3 (nostro 1841) in argento 170/1.000 E questo bel 2 centesimi del 1859 che va a sostituire la stessa corrosa presa due settimane fa (post 1452) ancora in ammollo.1 punto
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Ciao, oggi condivido un asse molto comune dell'imperatore Nerone (54-68 d.C.) con la personificazione sul rovescio della dea Vittoria coniato a Roma. Fu l'ultimo esponente della dinastia Giulio-Claudia (14-68 d.C.) iniziata con l'imperatore Tiberio a cui seguirono nell'ordine Caligola, Claudio ed appunto Nerone. Tutti imperatori che continuarono l'opera di Augusto salito al potere dopo la sanguinosa guerra civile che segnò ufficialmente il passaggio dalla repubblica all'impero, contribuento al consolidamento definitivo di quest'ultimo e del principato. Nerone e' senza dubbio tra I più noti e controversi imperatori romani il cui operato sarà da me approfondito con tutta l'attenzione che merita. Gli storici dell'epoca ne riportano un ritratto tutt'altro che positivo,forse legato al suo essere spietato nei confronti di chi cercava di contrastarlo. Le fonti storiche dell'epoca, molto probabilmente, non erano del tutto neutrali e forse politicamente legate alla parte avversa percui il tutto va letto con il beneficio dell'inventario. Certamente non fu un santo facendo addirittura assassinare la madre Agrippina Minore nonché due mogli Ottavia e Poppea e fu anche il primo imperatore ad essere colpito ufficialmente dall'istituto della damnatio memoriae per delibera del Senato, la peggiore onta che un defunto augusto poteva ricevere. Da esame diretto l'asse risulta coniato, un po decentrato al dritto, con buon metallo (considerando che si tratta di rame e che ha 2000 anni) ed ha svolto egregiamente la sua funzione di moneta rimanendo pienamente leggibile e ( per me) piacevole . Buono anche il ritratto dell'augusto. Grazie ed alle prossime 🙂 ANTONIO 28 mm 9,72 g RIC 3121 punto
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DE GREGE EPICURI La mia non è stata "addentata", comunque il lato femminile è abbastanza liscio, mentre l'altro si difende meglio. Avrete notato che la Francia è in prima fila, inalberando il berretto frigio, mentre la povera Gallia Subalpina (anzi, Gaule Subalpine) è in secondo piano. Questo mi dà lo spunto per una riflessione: in pochi anni si è passati dalla Repubblica Piemontese (1798/99), scritta in italiano, alla Gaule Subalpine scritta in francese (1800/1802), e poi con un balzo (settembre 1802) alla République Française con Napoleone Primo Console e, dal 1804, Empereur. Strana repubblica, dotata di un Empereur...Il Piemonte annesso alla Francia! Voi non lo sapevate, ma anche questa era Gallia, come nel 200 a.C. E poi si meravigliano quando dico che Napoleone mi sta...non proprio simpatico. Per non dire di tutto quello che si è portato in Francia. La Sindone però l'ha lasciata a Torino, con grande sollievo dei Savoia e delle vecchiette piemontesi.1 punto
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Per quanto riguarda cosa possa aver utilizzato per il pagamento è difficile da dire. Il tema è più economico (storia dell'economia) che numismatico. Gli spezzati usati dalla popolazione generale erano maggiormente quelli di rame o di mistura (moneta fiduciaria) o i bassi valori d'argento (moneta reale), in particolare grossi e giuli, ma anche testoni. Tenderei a considerare meno probabili pagamenti in natura, perchè meno consoni alla Pubblica amministrazione, ma non si può mai dire (se previsto dal contratto): ad esempio sacchi di farina. Infine il circolante poteva essere dipendente anche dalla tipologia monetaria emessa nei territori circostanti (ben presente anche nello stato Pontificio e regolata da precise tariffe) e dal momento economico (durante i periodi di guerra il contante spariva). Per riassumere è probabile che il pagamento venisse fatto soprattutto in testoni, giuli, grossi, carlini, muraiole e baiocchi.1 punto
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Buon pomeriggio a tutti gli amanti di questa sezione. Non ho trovato nulla relativo alla moneta che voglio presentarvi nella varie discussioni del forum. Ero gia' in possesso della lira 1778, che io chiamo "normale" o "standard", in quanto le stesse fattezze sono state riprodotte anche negli esemplari degli anni successivi 1779 e 1780. In questi giorni, ho inserito in raccolta anche questo esemplare, con lo stile del leone al rovescio e soprattutto con la rappresentazione dello scudo papale al diritto, molto diversa. Sia il MIR che il Chimienti danno solo un grado di rarita' a questa moneta. Nella mia esperienza, però, ho visto pochissimi esemplari ed un esemplare passato in asta qualche anno fa era dichiarato rarissimo con un realizzo finale molto interessante. Mi piacerebbe conoscere l'opinione sulla rarità e anche sul grado di conservazione di questo esemplare che io giudico BB/BB+ da chi si interessa a questa monetazione. Grazie mille a tutti1 punto
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