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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/12/24 in Risposte
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Buon pomeriggio, condivido l’ultimo arrivo, Massimino I il Trace (FIG 1). La ritrattistica monetale mostra diverse varianti, che trovo in rete ricondotte in estrema sintesi a tre principali tendenze (nota 1 e FIG 2). Vi si distinguono un primo stile ancora vicino alla fisionomia di Alessandro Severo, probabilmente a causa della mancanza di modelli conosciuti dell’imperatore appena acclamato. Una seconda fase che mostra invece i tipici, forti caratteri del suo volto, tuttavia ancora entro una certa eleganza formale. E un terzo e ultimo tipo, quello che ho scelto, che mostra invece con evidenza quella fisicità estrema, quasi caricaturale, che la storiografia attribuisce a Massimino. Come spesso mi capita ho apprezzato il tondello irregolare, che mi sembra faccia rivivere il colpo e il suono del conio sul metallo ammorbidito. Sul rovescio si notano alcune tracce di processi che spero non pericolosi. Denario, titolo 50%, gr 2,85, mm 21, 6h, tipo RCV 8313; RIC IV.5, Roma, 237 d.C. Diritto: MAXIMINVS PIVS AVG GERM . Busto di Massimino I laureato, drappeggiato e corazzato, verso dx. Rovescio: P M TR P III - COS P P. Massimino in abito militare, in piedi di fronte, guarda a sx, tiene un'asta con la sx e un'insegna militare nella dx; un'altra insegna militare sulla dx. Come già Alessandro Severo, Massimino I il Trace non emette antoniniani. Poiché i titoli non presentano nel complesso diminuzioni apprezzabili (A. Forzoni) e in assenza di afflussi di nuove risorse dall'esterno, le crescenti spese militari dovettero di conseguenza essere alimentate da una maggiore e più estesa pressione fiscale, cui si aggiunse anche il ricorso a requisizioni e confische, scelte che peseranno negativamente sul suo ritratto storiografico. So che le vicende storico-biografiche di Massimino sono celeberrime e più che narrate, ma non resisto a una breve sintesi e ad alcune annotazioni. Come noto l’ex pastore trace (per l’Historia Augusta figlio di un goto e di un’alana) viene arruolato da Settimio Severo in virtù di membra e prestazioni degne di un Ercole vivente. Le fonti lo ritraggono come un gigante tanto smodato e smisurato da suscitare esagerazioni quasi fiabesche (nota 2). Ma aldilà delle iperboli letterarie e al netto di ipotesi medico-patologiche, le sue qualità di combattente dovettero essere veramente notevoli per farsi apprezzare prima da Settimio Severo e poi da Alessandro Severo (l’unico a dileggiarne volgarmente la prestanza fu Eliogabalo, nota 3). La progressione nei ruoli militari e vari cenni storiografici lo mostrano legato alla casa dei Severi e ad Alessandro in particolare, il quale avrebbe persino considerato di concedere la propria sorella in sposa al figlio di Massimino, Massimo. Il che non impedì a Massimino di partecipare, in modo più o meno diretto secondo le fonti, all’assassinio dello stesso Alessandro Severo e della madre Giulia Mamea a Magontiacum, eccidio cui conseguì la sua acclamazione. Le fonti, vicine ai ceti tradizionali, strapazzati anche fiscalmente da Massimino, non lesinano critiche verso il rozzo imperatore. E tuttavia devono anche riconoscerne il personale coraggio in battaglia e le capacità militari alla guida dell’esercito lasciatogli da Alessandro Severo. Grandi quadri - dipinti con le vittorie riportate durante le campagne sarmate e germaniche dirette in profondità nel territorio nemico (nota 4) - furono inviati a Roma per essere esposti in senato (salvo naturalmente essere bruciati all’indomani della sua caduta). Sia Erodiano (nota 5) che l’Historia Augusta (nota 6) ne offrono un ritratto fatto anche di luci e non solo di ombre, facendo trasparire una personalità forse più complessa di quanto non si sarebbe portati a credere. Massimino fece anche efficacemente fronte a diversi tentativi di ribellione (Magnus, Quartino) fino all’azione dei due Gordiani in Africa (nota 7). Tuttavia neppure la totale adesione di Massimino agli umori e alle logiche dell’esercito fu sufficiente a proteggerlo dai suoi stessi soldati quando, invece di guidarli verso glorie e ricompense, si trovò a stancarli ed affamarli vanamente. Prima con il mancato saccheggio di Emona (Lubiana), poi con l’infruttuoso assedio di Aquileia, durante la discesa in Italia (FIG 4) cui si era visto costretto per reagire alla nomina da parte del senato di Pupieno e Balbino (nota 8). Riguardo questo ultimo, cruciale assedio, cito due testimonianze: una archeologica, ovvero un’ara votiva del Museo Archeologico di Aquileia (FIG 6); ed una bibliografica, ovvero un’accurata analisi storico-filologica condotta sul racconto di Erodiano (nota 9). La rottura del rapporto di fiducia con i propri uomini costò a Massimino letteralmente la testa, mozzata e inviata in lugubre marcia a Roma assieme a quella del figlio Massimo. Di quest’ultimo le fonti ricordano l’aspetto piacevole, ancora evidente nel ritratto scultoreo del giovane nonostante lo sfregio conseguente alla damnatio memoriae (FIG 7). Grazie e a presto, Lucius LX (nota 1) Ricavo l’osservazione da un contributo in rete dedicato alla ritrattistica di Massimino e dei suoi familiari: http://augustuscoins.com/ed/Maximinus/Maximinus.html (nota 2) “Il suo pollice era così grande che usò il braccialetto della moglie come anello”; “Raccoglieva il sudore in tazze e vasetti per esibirne due o tre pinte”, etc. etc. (nota 3) «Dicono, o Massimino, che tu abbia lottato vittoriosamente con 16, 20 e 30 soldati. Potresti farcela per trenta volte con una donna?». (nota 4) Riguardo le campagne germaniche, una testimonianza archeologica della profondità dell’offensiva romana di questi anni è offerta dai reperti della battaglia di Harzhorn (FIG 3). Sulla questione vedi ad es. la discussione aperta da @Pablos: (nota 5) “Tale fu Massimino nelle imprese militari, e ne avrebbe ritratto fama immortale se non si fosse mostrato assai più grave e feroce ai suoi medesimi che ai suoi nemici”. (nota 6)«Era un omone di grossa corporatura, famoso per il coraggio in mezzo a tutti i commilitoni, bello d’aspetto, rozzo nei modi, grossolano, pieno di sé, sprezzante, ma spesso giusto». (nota 7) La rivolta dei Gordiani, appoggiata dal senato e accompagnata da sommosse anche a Roma con l’eliminazione degli uomini di fiducia di Massimino, come il prefetto praetorio Vitaliano e del prefetto urbi Sabio, fu comunque rapidamente soffocata da Capeliano, il legato Augusti pro praetore della Numidia, rimasto fedele a Massimino anche a causa di una personale rivalità con Gordiano I. (nota 8) Prima della nomina imperiale facevano parte della commissione dei XX viri consulares ex senatus consulti rei publicae curandae, istituita per difendere l’Italia da Massimino. (nota 9) Giacomo Caspar, L’assedio di Aquileia del 238 d.C. Commento storico al libro VIII della Storia dell’Impero Romano dopo Marco Aurelio di Erodiano.5 punti
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Continuo a non capire,la zecca di Lucca ha chiuso definitivamente nel 1843,a meno che tu non abbia fatto un viaggio nel tempo mi sembra un'affermazione alquanto inverosimile...4 punti
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Ciao. Lo scudo del "cinquantenario" circolò? Una moneta emessa in 60.000 esemplari, che doveva essere prenotata alla Direzione generale del Tesoro e acquistata mediante la consegna di scudi di vecchio conio, è ragionevolmente credibile che circolò come moneta? M.3 punti
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Off-topic solo parzialmente: qualsiasi scudo d'argento del Novecento usurato è falso fino a che non si dimostra il contrario (casi eccezionali possono però esistere). Mi sento di dare totalmente ragione a Michele (@bizerba62), che saluto caramente, anche relativamente all'utilizzo della moneta come merce di scambio nei periodi più bui dell'italica storia. Mi riallaccio poi ad un esempio di una cinquantina d''anni fa e che ricordo molto bene, nonostante fossi allora un bambino: l'emissione delle 1000 Lire Roma Capitale. Coniata in 3.000.000 di esemplari, mio padre ne prenotò uno in banca per me (che già all'età di 10 anni raccoglievo monete) al costo del faciale, e fece molta fatica ad ottenerlo perchè ambitissimo. Il valore in argento della moneta era circa 500 Lire di allora (provate a chiedere a ChatGPT!). Il catalogo di lamoneta.it riporta: "di fatto pochissimi esemplari circolarono. L'afflusso di persone alle filiali della Banca d'Italia per il ritiro di questa moneta fu imponente. Agli impiegati ministeriali e statali fu promessa la cessione di alcuni pezzi unitamente allo stipendio ma questo avvenne solo in alcune zone. Addirittura, ad Ivrea i postini scioperarono per 3 ore il 9 gennaio per la mancata consegna di queste monete con lo stipendio di dicembre.". Personalmente non ricordo di aver mai visto circolare un solo esemplare e a fronte di una tiratura molto elevata e di un prezzo di acquisto pari al nominale (e vi ho prestato attenzione per molti anni!). Mi sembra scorretto dover chiamare in campo la legge di Grisham e la tesaurizzazione: in questo caso tutti percepivano il valore "numismatico" della moneta ben oltre quello reale dell'argento in essa contenuto. Per tornare alla moneta oggetto di questa discussione, credo che ad un certo punto si debba sospendere il giudizio. Il bordo della moneta sembra deporre per un falso; il contorno non è chiaro (FERT e nodi male impressi, rosette apparentemente corrette); concordo con chi si stupisce che un contorno del genere si associ a facce così usurate (d'altra parte un uso apotropaico della moneta, o sfregamenti per altro motivo, non possono mai essere esclusi). L'esame diretto da parte di un perito esperto (ho visto in asta anche falsi pacchiani chiusi come autentici da "periti" della Casa d'aste che saranno quantomeno poi "morti" di vergogna) potrebbe essere risolutivo. Per quanto mi riguarda non acquisterei mai una moneta così rovinata anche se dovesse risultare "autentica", pertanto il problema non mi tocca direttamente ...2 punti
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Ciao a tutti, mi ricollego a questa discussione per condividere qualche mio francobollo USA, ma sopratutto per chiedere a @PostOffice o chi altri lo sapesse se quelli del gruppetto nella seconda foto siano sovrastampati o trattasi di semplice annullo.2 punti
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Tutte considerazioni giuste, ma forse stiamo omettendo che in mezzo ci sono state due guerre mondiali. Quasi sicuramente non venivano scambiate al valore facciale, ma non sono magari fioriti mercati neri o torbidi, dove servivano discrete quantità di oro e argento al peso e magari con l'estero? Penso alla guerra in Ucraina, se il bancomat non dà più fuori i contanti, secondo me 1kg di pane, acqua e benzina tutti noi li pagheremmo con una sterlina d'oro, o no? Se dovessimo partire per una spedizione, porteremo dietro banconote o oro? È una mia ipotesi, non lo so ovviamente, chiedo a voi2 punti
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Certo, comprendo lo spirito della chiacchierata...però, a tutto quanto già detto, perchè non provi anche ad aggiungere il fatto che gli scudi, in quanto tali, ormai erano divenute monete quanto meno abbastanza desuete nella seconda decina del XX secolo? Chi li usava più? Gli ultimi, quelli di Umberto, erano stati battuti 30 anni prima e la carta moneta ora circolava a più non posso. Poi però arriva dalla campagna quello che per pagare il formaggio mette sul tavolo uno scudo del '14 o del cinquantenario...forse quasi più per stupire gli astanti che per aver volutamente deciso di pagare con quella modalità...Torno a dire...tutto è possibile, ma la comparsa sempre più frequente di scudi del '14 in condizioni stra-circolate, a me non fa una buona impressione.2 punti
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Secondo me bisogno abbandonare il pensiero "cosa faremmo noi (appassionati di numismatica). Pensate a quanti saranno stati i collezionisti all'inizio degli anni '10 del secolo scorso... poi pensate a come si possono essere comportati i parenti (mogli in particolare) una volta venuti in possesso di queste monete... certo qualcuno di essi avrebbe pensato di rivolgersi ad un amico competente del collezionista, ma gli altri? Chi l'avrebbe conservata come ricordo (pochissimi), magari in un cassetto insieme ad altre monete, chi in un borsellino e chi l'avrebbe spesa senza esitazioni. E una volta entrata in circolazione? Quanti sarebbero stati i collezionisti pronti a tesaurizzarla? La moneta avrebbe continuato a circolare fino a depositarsi in una nuova collezione (ma quanto tempo vi avrebbe impiegato?) Ricordo anche quella "leggenda metropolitana" della figlia (o della moglie, non ricordo con esattezza) di Giampaoli che, trovato in un cassetto un 500 Lire "Prova", non sapendo cosa fosse la prese e la spese come un qualsiasi 500 Lire "Caravelle" dell'epoca. Quanto tempo pensate abbia trascorso in circolazione? Guardatevi intorno, guardate le facce e le espressioni di chi vi circonda e che non s'interessa di numismatica. Siete ancora così sicuri che certe monete, per noi rare, non siano potute circolare per anni prima che un collezionista non le portasse in salvo?2 punti
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Sulla circolazione "da mishandling", un Utente del forum, in un'altra discussione di cui ora non ricordo gli estremi, aveva dimostrato empiricamente che anche solo tenendo in un borsellino una moneta "intonsa", insieme ad altre, per un certo numero di anni, essa si usurava come se avesse circolato. D'altro canto, abbiamo fascioni e fascetti che non hanno mai circolato come monete (e che non provengono da montatura), che talvolta appaiono in conservazione BB o anche meno. Eppure, salvo che non si voglia sostenere che abbiano circolato anche questi, solo perchè sono in BB, sappiamo che queste monete auree del Regno non hanno mai circolato (fra l'altro, uscivano dalla zecca ad un prezzo pari al quadruplo del facciale....quindi, la vedo dura che circolassero come monete). M.2 punti
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Ciao Fabry. Il caso del 2 euro di Grace Kelly e ben diverso dall'ipotesi di trovare nel circolante uno scudo del '11 o del '14. A parte noi, che siamo malati, il 99% della popolazione non farebbe caso al 2 euro di Grace Kelly, perchè esso è sostanzialmente uguale ad un comune 2 euro. E se anche ciò accadesse per la totale infermità mentale del soggetto che l'ha spesa, quanto a lungo pensate che potrebbe rimanere in circolazione quella moneta da due euro?2 punti
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Ma scusate: se oggi la zecca emettesse in 60.000 esemplari una moneta speciale da 2 euro, completamente diversa da quelle già in circolazione, per avere la quale fosse anche necessario prenotarsi presso la zecca (e anche in fretta, perchè altrimenti i 60.000 esemplari potrebbero andrebbero esauriti), quasi certamente pagando anche un surplus non foss'altro per la spedizione o per una qualche confezione particolare...., ebbene, secondo voi qualcuno dei 60.000 acquirenti userebbe quella moneta - del tutto difforme da quelle in circolazione e quindi perfettamente distinguibile da tutte le altre monete da due euro, per pagare due caffè al bar?2 punti
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Le lire in argento vengono coniate e circolano fino al 1917. Quindi non c'è proprio alcun motivo per cui anche lo scudo quadriga non possa averlo fatto per un paio d'anni. Che poi non fossero esattamente periodi tranquilli, che la stragrande maggioranza delle quadrighe sia stata tesaurizzata, che moltissime di queste siano poi sparite chissà dove... questa è un'altra storia.2 punti
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Furto avvenuto tra 2006 e 2009. Se dopo la scoperta del furto avessero fornito a NIP , AINP , e anche al Forum un PDF con tutte le monete rubate ? Non pensate che si sarebbero risparmiati anni e anni di ricerca sul web in siti di mezzo mondo, e sopratutto Gratis ?2 punti
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Buon giorno. Non riesco a capire perché si possa asserire con certezza che la moneta da 5 lire del 1914 non abbia mai circolato. Questa moneta non fu emessa come moneta "speciale", l'emissione non fu seguita da un immediato decreto di ritiro, fu coniata in un abbastanza cospicuo numero di pezzi (circa 270.000) , fu un'emissione quasi contemporanea ad un analogo scudo (cinquantenario), che circolò ; perché non deve aver circolato? Si potrebbe supporre al limite, per via del titolo, ad una tesaurizzazione che giustificherebbe comunque solo una limitata circolazione; in questo caso però perché anche il quasi contemporaneo 1911 non ha seguito la stessa sorte? Si sta parlando di una moneta ( 5 lire 1914) che, bellezza e fascino a parte, per tiratura non dovrebbe rappresentare certo una rarità. Non credo nemmeno che ai tempi dell'emissione, visti gli eventi storici, fosse subentrata la psicosi del bene rifugio, anche perché tutto il circolante in argento , benché di titolo leggermente inferiore, sarebbe dovuto sparire. Grata a chi riuscirà a dipanare questo mio dubbio porgo cordiali saluti. Gabriella2 punti
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Si infatti, per questo non mi fossilizzo molto sulle forme (ovviamente devono avere contorni ben marcati) piuttosto sulla posizione, poco fa riguardavo la tua piastra del 55 con punto dopo la data e cercavo di darmi delle risposte. Inutile sottolineare che il millesimo 55 ci riserva ogni tanto delle sorprese sia per l'argento che per il rame. Vado un attimo OT solo per ricordare il mio 10 tornesi del 55 doppio orecchio. Saluti Alberto Certo nella scrittura ogni punto ha il suo significato, come può averlo punto e virgola, doppio punto. Ma un punto e un quadratino/rombo sovrapposti cosa potrebbero segnalare? Immaginate se un giorno dovessimo trovarci davanti ad un inversione tipo quadratino/rombo sotto e punto sopra. Lo so penserete che io stia fantasticando un po' troppo. Ma a volte le risposte le abbiamo sotto al naso e non lo vediamo o non le sappiamo leggere. Saluti Alberto2 punti
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Secondo me sono due punti voluti anche se di diversa fattura. Ho difficoltà ad immaginare un ipotetico esubero di conio proprio in quella precisa posizione. Saluti Alberto2 punti
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Tu continui a mostrare foto di esemplari (non pezzi… non usiamo la numismatica come una clava per favore, parliamo in italiano come tra l’altro il regolamento del Forum incoraggia a fare) in alta conservazione, ma mi stupisco come dall’alto della tua lunga esperienza tu non riesca a capire che paragonare una moneta usurata con una fdc non sia cosa appropriata (per giunta in foto, con due tipi di illuminazioni differenti, con un esemplare patinato in cui è più difficile vederne i dettagli e per giunta anche in bassa risoluzione). Il paragone, semmai, dovrebbe essere fatto con un esemplare certamente autentico e con le stesse peculiarità di conservazione, proprio per capirne la morfologia del rilievo usurato, vero punto difficile da capire su questa tipologia che si presenta sempre in alta conservazione. In ultimo: va da sé che far paragoni con falsi dozzinali lascia il tempo che trova. Al di là del bordo, il colore del metallo, le fattezze del modellato, gli incusi del taglio e in generale la moneta nella sua interezza non hanno assolutamente nulla a che vedere con falsi dozzinali che gridano la loro pacchianeria da un km di distanza. Ciao Graziano, una domanda: come fai a essere così certo vedendo una foto in bassa risoluzione e con i dettagli tutti bruciati dalla luce? Aggiungo un’ultima precisazione. Non sto dicendo che questo esemplare sia autentico, ma non sto nemmeno dicendo che sia falso. Dalle foto, per me potrebbe essere autentico, ma non ci metterei mai la mano sul fuoco sulla base di queste fotografie.2 punti
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Basta informarsi prima di affermare determinati discorsi Vedo che stiamo iniziando ad inciampare, ripeto, il motivo per cui ho aperto la seguente discussione era per capire che quotazioni avevano raggiunto le seguenti monete, accetto qualsiasi opinione elaborata, a chi farà piacere terrò aggiornato, dopo essermi recato da un perito… buona serata a tutti e buona continuazione!1 punto
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Come suggerito da PostOffice, apro una nuova discussione col titolo di cui sopra. Purtroppo sono francobolli in cattivo stato di conservazione ma che nulla cambia per la storia che raccontano. N.1 N.2 N.31 punto
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Bella bella, come sempre mi rileggerò con comodo il tuo consueto e gradito excursus. Sebbene sia un pò fuori dal mio periodo prima o poi una sua moneta mi piacerebbe molto aggiungerla, è un personaggio veramente particolare sia storicamente che iconograficamente 😃1 punto
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Si chiamano pre-cancelled (pre-annullati), venivano venduti in sconto a compagnie che inviavano posta massiva, non era possibile l' acquisto dal pubblico normale.1 punto
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Tu stai parlando del 25 lire rosso e nero emesso il 1.3.1949..che e' senza dentellatura. .. ..qui abbiamo un 20 lire azzurro e nero emesso il 17.5.1950. con dentellatura ...la prima riga dell'indirizzo dovrebbe essere la corta.. purtroppo non la vediamo perché coperta. Dovresti avere questa informazione sul tuo catalogo..?.. a proposito che catalogo usi..?1 punto
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Io non so quanti fossero "quelli come noi" nel 1911, ma ho la sensazione che fossero molti, molti meno di 60mila. Vedo assai probabili situazioni del genere: un tizio benestante, più che un numismatico probabilmente un "appassionato" di monete come oggi ci sono gli appassionati ai 2 euro circolati, legge di questa nuova emissione e passa in banca con una manciata di scudi, facendosi dare una decina di cinquantenari. Se li porta a casa, se li guarda, li fa vedere a figli e amici, qualcuno lo regala ai sopracitati, poi quando gli serve qualcun altro lo spende pure. No?1 punto
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Perchè chi entrò in possesso di quella moneta era uno di noi, cioè un soggetto che si era preso la briga di prenotarla, di attendere qualche tempo per averla (sopratutto se non abitava a Roma) e di compiere un'azione, per quanto semplice e probabilmente non troppo onerosa, cioè quella di corrispondere un'altro scudo di vecchio conio, che di per sé dimostra quanto meno un particolare interesse verso quella moneta, destinata in ogni caso ad un numero relativamente piccolo di fortunati o privilegiati...fate voi. Il motivo per il quale uno di questi 60.000 mila fortunati o privilegiati avrebbe poi dovuto spenderla al facciale, come se nulla fosse, rimane per me un'altra incognita. E ancora di più mi lascia perplesso chi, ricevuta questa "strana" moneta in argento da 5 lire, la faceva ulteriormente circolare come se nulla fosse e così per X passaggi, fino a farla consumare arrivando anche al BB o a conservazioni inferiori.1 punto
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E’ esattamente quello che ho pensato anch’io. Inoltre: furto nel 2006-2009: chi poteva? (Come giustamente già osservato: un interno) Se ne sa nulla? Indagini dal 2016? Esiste poi un database fotografico delle monete rubate o si va ad intuito (gli articoli di sopra riportano delle caratteristiche di monete che teoricamente dovrebbero essere desunte da schede e foto: ma a che risoluzione?) Inoltre non vorrei essere lo sprovveduto collezionista che dopo aver comprato InAsta una moneta se la vede sequestrare senza sapere bene il perché e in base a dei presupposti di 20 anni prima…1 punto
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Classical Numismatic Group, Triton XXII, lot 812, 14/01/2020 Roman Imperial Severus Alexander. AD 222-235. Æ (33mm, 22.17 g, 8h). Amasia (Pontus) mint. Dated CY 228 (AD 225/6). AYT K CЄOYHPOC AΛЄΞ[AN∆POC], laureate, draped, and cuirassed bust right / A∆P CЄY AΛЄΞ AMACIAC MHT NЄ ΠP around, [Π]ON ЄT CK[H] (date) in exergue, view of Amasia on mountainside, with temple and altar of Zeus Stratios. RG 102; SNG von Aulock 44; Price & Trell 159. Dark green to black patina, light roughness. VF. Rare and interesting architectural type.1 punto
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Buongiorno, Sto avendo problemi nel catalogare questo follis: dovrebbe essere Galerio da cesare, zecca di Lione, ma il dritto è diverso e non riesco a trovarlo. Non credo sia Massimiano perché dovrebbe avere il naso più corto e non sarebbe mai stato cesare. Peso 9.11g per 30 mm Qualcuno può aiutarmi? Grazie mille Atexano1 punto
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Lettera in perfetta tariffa per l'interno con 50c violetto, annullato con meccanico con svolazzo (o linee ondulate) a dx di Como Arrivi e Partenze del 2 XI 1930... .. annullo di arrivo di Oggiono (Como) del 3.11.1930. .. .. sicuramente all'epoca Annone Brianza non aveva ufficio postale e veniva servita dall' ufficio di Oggiono che dista solamente qualche chilometro. Non mi stancherò mai di ripeterlo, queste affrancature sono sottovalutate. Bel francobollo con belli annulli. Evviva!!!1 punto
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Buongiorno a i tramite un esporto gioiellerie e appassionato di punzoni ho trovato il mio , pensavo più vecchio è dopo 1934.1 punto
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@leop buongiorno. Non ci sono più dubbi ormai. Il fatto della linea lungo il bordo è un dettaglio chiave che non sapevo e non capivo. Ora ho un elemento in più per giudicare, grazie.1 punto
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Ho visto che e' presente nella collezione Sabetta. Ecco solo un riferimento: La_collezione_numismatica_Sabetta.pdf E poi qui:1 punto
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A mio parere sono monete molto affascinanti soprattutto dal punto di vista storico.1 punto
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Ciao,io penso sia corretta la tua valutazione perché i quattrini del papa successivo con millesimo 160x (Paolo V) hanno la data sotto la scritta Bononia Docet. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-BO1592/61 punto
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Concordo, alla fine non è strano vedere nella monetizzazione di Ferdinando II punti di fome diverse nella stessa legenda.1 punto
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Ciao Alberto, Si nella parte alta a dx si vede la parte squadrata. Un saluto Raffaele.1 punto
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Complimenti, è una bellissima moneta. In effetti, i fusi repubblicani hanno un loro fascino: sono caratterizzati da grande austerità. Non ho mai saputo di differenze iconografiche fra i due fratelli ... su questo sarebbe utile il conforto di @Rapax1 punto
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Buongiorno,il Nomisma valuta il 100 lire aquila sabauda del 1903: 6000 in MB 8000 in BB 15000 in SPL 80000 in FDC Il 100 lire aratrice del 1912: 2600 in MB 3800 in BB 6000 in SPL 20000 in FDC Mi permetto di esprimere i miei dubbi sulla conservazione espressa in precedenza,le foto non sono chiare,inclinate e con luce non adatta, bisogna essere un mago per riuscire a determinare la conservazione,ancor di più determinarla in FDC... Da ciò che si vede dalle pessime immagini l'aratrice sembrerebbe in conservazione migliore dell'aquila sabauda dove si notato segni e graffi,nonché aloni causati probabilmente dalla circolazione... Con queste immagini, e perché non è la monetazione che seguo,non mi esprimo sulla conservazione ma credo siamo abbastanza lontani dal FDC...1 punto
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la cosa più bella a mio avviso, è che abbiano "ristretto" il periodo dei furti a un periodo...di anni .... in un medagliere in cui non entra nessuno, nel quale io, che sono di Parma, con tre richieste scritte a partire dal 2004, non sono mai riuscito a entrare........ per dire....1 punto
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Buona sera, In questo post non entro nel merito dell'autenticità o meno della moneta (dovessi scommettere 10 Euro, scommetterei sull'autenticità però) Invito piuttosto a non lasciarsi condizionare dallo stato di conservazione e nel considerare questo un motivo per considerarla falsa. Sappiamo bene che il 5 lire del '14 non è una moneta coniata per la circolazione e che nessun esemplare ha mai circolato. E anche qualora qualche ingenuo lo avesse messo in circolazione, tale circolazione si sarebbe conclusa dopo 1-2 passaggi nelle mani di chi capiva cosa aveva in mano. Tuttavia esistono svariati esempi di monete non coniate per la circolazione che mostrano usura anche molto marcata dovuta alla modalità di conservazione e alle vicissitudini avvenute nel corso dei decenni. Nel corso degli anni ho visto 5 lire 1914 in BB, 20 lire fascetto in MB, Fascioni in bb+ ecc. ecc. L'usura quindi non è usura da circolazione ma usura da cattiva conservazione in mezzo ad altri oggetti, urti e attriti continui con altri pezzi d'argento o altro metallo. L'usura avrà caratteristiche diverse rispetto a quella dovuta alla semplice usura da "passaggio di mano" e anche di questo bisogna tenere conto per valutare l'autenticità di questa moneta.1 punto
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Carissimi, Vi invito a non di rispondere a messaggi che sono ampiamente Off Topic. Ho appena oscurato un messaggio... Vi prego, non facciamo intervenire la commissione disciplinare Qui nessuno deve dimostrare qualcosa. Cerchiamo di parlare oggettivamente della moneta, e non dei pareri espressi. Grazie1 punto
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Grazie mille Genny per avermi dato la possibilità di inserire proprio questa piastra nella mia umile raccolta di Ferdinando II. Un saluto Raffaele.1 punto
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