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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/25/24 in Risposte
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DE GREGE EPICURI Oggi il prof. de Callatay ha tenuto all' Univ. Statale di Milano due lezioni di numismatica antica, nell'ambito dei corsi del prof.- Alessandro Cavagna, rispettivamente magistrale e per il triennio. Le lezioni continueranno mercoledì 23.10 e mercoledì 30.10, sempre in via S.Sofia, nell'aula M301 alle 12.30 e M402 alle 14.30. La prima lezione ha affrontato temi generali della numismatica greco-romana: anzitutto una revisione dei numerosi data-base presenti in rete, sia a carattere generale che per regioni o temi speciali (Caria, Anatolia, Penisola iberica, contromarche, monete riconiate, ripostigli, studi dei conii...) Poi un accenno all'antologia generale curata da Stefan Krmnicek: "A cultural history of coins of Antiquity". Infine una serie di considerazioni generali sulla coniazione dell'oro, dell'argento e del bronzo; sui limiti della legge di Gresham nell'antichità; sulle principali ipotesi relative all'introduzione della moneta, da Aristotele in poi; sulla prevalente importanza del soldo delle truppe e degli eventi bellici per i volumi delle coniazioni. La seconda lezione, molto più "tecnica" e complessa, ha riguardato la quantificazione delle emissioni antiche: studio dei conii (per ora soprattutto "a occhio", ma tra breve con strumenti informatici), numerosità delle formule statistiche per determinare il loro numero, tasso di sopravvivenza delle monete, ricerche già completate (anche dal conferenziere) e pubblicate, in particolare sul mondo ellenistico.3 punti
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Tra la numerosissima schiera di Magistrati romani repubblicani che batterono monete a loro nome presso la zecca di Roma , compare questo Pretore appartenente alla semi sconosciuta Gens romana dei Clovii o Cluvii . Provero’ a capire chi fosse questo Magistrato di cui ci sono giunte discrete quantita’ di monete bronzee , alcune comuni altre rare . Per maggiore affidabilita’ storica e numismatica chiameremo il Pretore come appartenente alla Gens Clovia , anche se in rete si trovano notizie di questa ristretta Gens con il solo gentilizio Cluvia . Questa Gens si pensa fosse di origine campana , probabilmente a causa di un primo membro di questa famiglia che appare nella storia , una certa Faucula Cluvia , una cortigiana che viveva a Capua durante il periodo della seconda guerra punica , quando Annibale risalendo dal Sud verso Roma , conquisto’ Capua fermandosi a lungo in questa Citta’ , invischiandosi nei famosi “ozi di Capua” che probabilmente salvarono Roma dandogli tempo per la riscossa . Il Cognomen del nostro Pretore , Saxula , Cognomen che negli anni successivi scompare dalla Famiglia che preferi' assumere il Cognomen Rufus , oppure nessun Cognomen , sembrerebbe derivare da un diminutivo della parola Saxa (sasso) , quindi significare “piccolo sasso” , forse ricordando il luogo di origine della Gens in Campania , in prossimita’ di un luogo montuoso a forma di montagna spoglia di alberi , liscia , che ricordava un sasso , oppure , altra ipotesi , avere la testa completamente calva ricordando un liscio sasso . Qualunque fosse il significato di Saxula , le monete bronzee emesse dal Pretore si dividono in due tipologie , una riporta il solo SAX senza il prenome , in anagramma con la A che si incrocia con la X , Crawford serie 180 , la seconda riporta invece C. SAX nella stesa sequenza della prima , Crawford serie 173 . Il motivo che spieghi queste due differenze di emissioni non e’ facile capire , si potrebbe ipotizzare che la serie con SAX faccia forse riferimento al primo Pretore della Gens , il personaggio che ricopri’ la Magistratura negli anni 175 a.C. e nel 173 a.C. , mentre il secondo Pretore di questa Gens , C. Clovio che si firmo’ C. SAX , fosse quello dell’ anno 89 a.C. , oppure viceversa , questo secondo gli anni riportati dal Babelon che segue le citazioni e gli anni di Tito Livio ; anni di Pretura un po’ diversi da quelli riportati del Crawford che attribuisce ad un unico (o due ?) Pretore 169 a.C. e 158 a.C. entrambe le diverse emissioni con SAX e C. SAX . Esisterebbe anche una terza variante con SIX , forse un errore di conio ? Interessante questo link che riporta il nome Saxula come il nome di una antica Citta’ degli Equi , popolo abitante nel medio basso Lazio ; risiedesse in questa antichissima Citta’ il significato del Cognomen Saxula ? Link : https://www.aequa.org/v1/index.php/saxula-unantica-citta-equa-tra-mito-e-poesia/ In foto un mio esemplare di Asse con il solo SAX3 punti
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Buongiorno a tutti, un'altra particolarità che accomuna il conio del rovescio della piastra di Raff,quella di Releo e del rovescio postato da Lobu al post #11 è che la distanza tra G di grana e 120 del valore è maggiore rispetto agli altri esemplari postati da chubacabra e Lobu al post #14...3 punti
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Buonasera, posto questa sera una busta di interesse storico postale, particolarmente per amanti del calcio, oltre che ai puri filatelici. la busta in questione venne spedita il giorno 10 .6. 1934 giorno della finale del campionato del Mondo, disputata tra Italia e Cecoslovacchia, vinta dall'Italia per 2-1 La busta venne affrancata per la tariffa posta aerea per interno con 4 francobolli appartenenti alla serie calcio2 punti
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Ciao,non saprei se censita o meno,forse mi sbaglio ma se ne parlò già in sezione... Non è una variante rara...2 punti
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Per questi personaggi ci vorrebbe una proposta filatelico commemorativa2 punti
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La moneta è stata coniata sotto Pio VI nel gennaio o nella prima decade di febbraio 1798, prima dell’occupazione della città da parte delle truppe francesi (tra il 9 e il 10 febbraio) e della successiva proclamazione della Repubblica Romana del 15 febbraio 1798. Secondo il Rossi (Le monete fermane del XVIII secolo) e (Zecche e monete della bassa marca nel Settecento) “la zecca fermana coniò i mezzi baiocchi dal 16 dicembre 1797 al 10 febbraio 1798. A dirlo è il libro degl’istrumenti della zecca di Fermo consultato dal De Minicis nell’800 ed ora introvabile”. Il Bruni (Le monete della Repubblica Romana ...) riporta l'apertura della zecca nel gennaio 1798 e in nota riprende quanto detto dal Rossi.2 punti
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Perché dovrebbe farci dispiacere.. ?? Posta cio' che desideri, qui tutto il guardare ..anche senza commenti e' un bel guardare. Mi dispiace non dire niente di calcio ma non l' ho mai seguito , gli unici sport che seguo sono il biliardo e le freccette (i dardi), .. di cui mia moglie dice che non sono sport. Affittiamo ogni tanto una piccola sala biliardo con i soliti amici, dove oltre a giocare degustiamo sigari o tabacchi da pipa con distillati vari.. ci facciamo una chiacchierata con tante risate, soprattutto dopo i distillati 😁2 punti
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Condivido immagini di una cartolina giapponese, credo non viaggiata anche se affrancata! Grazie a chi vorrà dare qualche info in più2 punti
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La storia del Sud America dopo l'indipendenza dei suoi paesi presenta molti spunti politici e numismatici interessanti. In particolare ci furono vari progetti o tentativi di unioni che non ebbero successo, di cui il più famoso è senza dubbio la República de Colombia, detta comunemente Gran Colombia, creata dal celebre Simón Bolívar come unione federale fra Colombia, Venezuela ed Equador fra il 1819 e il 1831. Ma per iniziare parlerò sinteticamente di un tentativo meno noto, quello della Confederación Perú-Boliviana. Esistita fra il 1836 e il 1839, era formata da tre membri: Stato Nord peruviano, Stato Sud peruviano e Stato Boliviano, di cui i primi due furono appositamente costituiti nel 1836. Il caos in cui versava il Perù fin dal 1835 a causa del colpo di stato del generale Felipe Santiago Salaverry culminò nel patto fra il presidente legittimo, Luis José de Orbegoso, e il presidente della Bolivia, generale Andrés de Santa Cruz, per unire le due repubbliche seguendo un sentimento diffuso fra molti politici influenti dell'epoca. Il progetto fu spinto anche da Simón Bolívar, che lo vedeva come una tappa verso l'unificazione con la Gran Colombia sulla via della formazione della Federación de los Andes, a sua volta concepita come base per una possibile futura unione politica dell'intero Sud America. Salaverry si scontrò con Santa Cruz, che aveva attraversato il confine peruviano-boliviano col suo esercito su richiesta di Orbegoso. Nella battaglia decisiva di Socabaya vinse Santa Cruz: Salaverry fu processato e condannato a morte per tradimento e insubordinazione. Il 28 ottobre si costituì la Confederazione Perù-Boliviana, di cui Santa Cruz era a capo con ampi poteri, retta con la costituzione del 1837. Stato Nord peruviano Stato Sud peruviano Stato Boliviano Ognuno dei tre aveva una monetazione a sè stante. 8 reales nordperuviano: 8 reales sudperuviano: 8 soles boliviano: Tutto finì per mano del maresciallo peruviano Agustín Gamarra, non ostile all'idea generale di unione ma contrario alla divisione del Perù, che insieme ai peruviani contrari a Santa Cruz e ai governi del Cile e dell'Argentina dichiarò guerra al governo della confederazione. L'Esercito Unito di Restauro, formato dall'esercito cileno e da truppe peruviane al comando di Gamarra e del generale cileno Manuel Bulnes, sconfissero l'armata della confederazione, composta dall'esercito boliviano e dalle truppe confederate peruviane, nella battaglia di Yungay a gennaio del 1839. Il 25 agosto Gamarra proclamò sciolta la confederazione e riunificato il Perù. Lo stesso Gamarra iniziò nel 1841 una guerra d'annessione contro la Bolivia, ma morì in battaglia. Ci fu un secondo tentativo nel 1880, quando i presidenti dell'epoca del Perù e della Bolivia idearono la federazione degli Estados Unidos Perú-Bolivianos fra i due paesi, ma il progetto non fu attuato a causa dei disordini provocati dalla Guerra del Pacifico contro il Cile.1 punto
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Volevo aprire una discussione solo per una moneta ma poi ho deciso che la Zecca di FERMO merita una sua discussione dove si potranno postare le varie monete e varianti, ce ne sono tantissime, molto interessanti. Inizio con questo Mezzo Baiocco 1798 ANNO XXIII Fermo. peso g.4,40 diametro mm 24,6 Il MIR la riporta al 2911/5 sotto Zecche Provinciali e Repubblica Romana 1795/1799 RRR senza nessun prezzo di riferimento. Questa insieme al fratello FERMANO meno raro, sono del 1798 anno XXIII con la scritta Papa Pivs VI ma da quanto sembra non si sa di preciso, in quel momento, chi governasse e/o ha battuto questi tondelli , se lo Stato Pontificio o il Governo Municipale o La Prima Repubblica Romana. (?) .... Questa in foto, almeno da quelle che ho visto, si differenzia per il doppio punto dopo PIVS : negli altri non c'è proprio. Ne ho altre e le posterò e spero che ci siano altri appassionati a seguirmi. FV1 punto
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DE GREGE EPICURI Ne abbiamo già parlato ripetutamente; la discussione più completa è quella di Illyricum (Rovesci imperiali aviari: una ricerca semiseria- che al contrario era serissima!). Volevo sottolineare solo qualche dettaglio ed esemplificare. E' vero che l'aquila è stata raffigurata in primis come animale sacro a Zeus, ed è passata così dalla monetazione greca a quella romana; ma in quest'ultima è andata poi assumendo una connotazione specificamente militare. Le aquile erano insegne delle Legioni e venivano come tali custodite e difese in battaglia fino all'estremo; per lo più vi è al rovescio di certi tipi una raffigurazione di 3 o 4 insegne militari, una delle quali portante l'aquila. Alcune legioni avevano poi l'aquila come loro emblema specifico , ad es. nel 3° secolo la Legio V Macedonica, acquartierata a Potaissa in Dacia. L'aquila "militare" caratteristica stringe nel becco una corona d'alloro, segno della vittoria: la troviamo così sui tetradrammi di Antiochia, ma anche ad Alessandria d'Egitto, sui bronzi di Costantino e Licinio "Iovi conservatori". Si può pensare, almeno in generale, che solo l'aquila che regge la corona alluda ad una dimensione militare; altre aquile (v. la discussione prima citata) si riferiscono a Giove ed al suo culto, oppure hanno a che fare con la divinizzazione post-mortem nelle monete di consacrazione. Ecco qualche esempio. Il primo è di Alessandria d'Egitto, mostrata recentemente (Claudio 2°):1 punto
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Good evening. Welcome to our forum and this section in particular. In fact, the first step would be this: Nuovi arrivati, presentazioni - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo I don't understand what do you mean. Can you better explain? Stilicho1 punto
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Siamo amici nel collezionismo e non e' poco al giorno d'oggi, nel reciproco rispetto e stima, e come si fa in tutti i forum ci si da del tu, in questa sezione per quello che riguarda la filatelia e storia postale TU SEI LIBERO di postare quello che vuoi, anche se non ci sono commenti parlo a nome di tutti gli amici, ci fa immenso piacere. Naturalmente se parli poi dei giocatori del campionato del 1934 mi trovi forse un pochino impreparato, parlo per me. Inoltre sono benvenuti i tuoi commenti in qualsiasi discussione. Per quanto riguarda la pipa il mio cardiologo ha detto che posso fumarla, e' un mito!!. Tranquillo pipa e francobolli non li abbandonerò mai, e così mia Moglie che mi da solo saggi e affettuosi consigli.1 punto
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Sul CNI non c'è,però è censita la mezza piastra con la stessa variante... Eccone una...1 punto
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Sono passato in tarda mattinata, affluenza bassa, compresibile dato l'orario, il giorno feriale e la pioggerellina. Gli espositori erano in prevalenza filatelici, pochi i numismatici. L'unico nome che ricordo ( perdonate la memoria, ma è un periodo per me complicato ) è quello di Felsinea. Alcuni espositori erano assenti, magari perchè hanno prenotato il tavolo per domani e perchè impossibilitati dal maltempo che sta imperversando. Il salone espositivo è ampio e ben illuminato grazie anche alla tipologia di padiglione, con servizio di sicurezza all'interno e punto di ristoro compreso. Personalmente consiglio di farvi visita, i convegni in presenza vanno sempre stimolati a crescere ed essendo questo il primo, vi è un motivo in più1 punto
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Bronzo di Commodo (Philadelphia, Cilicia) che raffigura al rovescio un’aquila ad ali chiuse in piedi a destra nel tempio distilo; nel frontone un’aquila in piedi a destra ad ali spiegate (https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=7654&lot=1341). Lot 1341. Starting price: 25 CHF. Price realized: 65 CHF. CILICIA. Philadelphia. Commodus, 177-192. Diassarion (Bronze, 23 mm, 7.88 g, 6 h). AYT K M AYP KOMOΔOC C B Laureate head of Commodus to right. Rev. ΦΙΛΑΔЄΛ ΚIΗΤΙΔΟϹ Eagle with closed wings standing right in distyle temple; in pediment, eagle standing right with wings spread. BMC 2. RPC IV.3 online 4984 corr. (bust type). SNG von Aulock 5803. Very rare. Light deposits and with minor traces of corrosion, otherwise, very fine. From a European collection, formed before 2005. apollonia1 punto
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Toh, una discussione tutta per noi! (Sbirulino detto anche "Gufino" per come sbarra gli occhi e muove la testa a scatti). Feo e la sua grande passione (Evy):1 punto
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Grazie @gennydbmoney, ammetto che a me era sfuggito questo particolare. Un saluto Raffaele.1 punto
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Ciao Marco C'è da dire che i ducati non venivano spesi ordinariamente in Venezia, questi circolavano soprattutto all'estero, in oriente per comperare merci preziose, tessuti, spezie, vino, frumento, ecc. ecc. Tutte cose che poi Venezia, in gran parte, vendeva nel Nord Europa, oppure si pagavano i mercanti "todeschi" che portavano oro e con parte di quell'oro importato, venivano coniati ducati per pagare il commerciante. Faccio una supposizione: l'oro a Venezia poteva arrivare da terra o da mare, a seconda della provenienza veniva inviato al Fondego dei Tedeschi e al Castello del Lido, per poi essere venduto a Rialto. Forse i ducati coniati con l'oro proveniente da una parte o dall'altra venivano, per qualche motivo a noi sconosciuto, (statistica, controllo ....) segnati. Fantasia la mia, ma che bello fantasticare ..... saluti luciano1 punto
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Aggiungerei anche la possibile necessità di differenziare i ducati coniati con una specifica partita di metallo. E consideriamo anche possibili errori. Per esempio, a mio avviso, il globetto dopo la M in MARIPET del post #26 è un errore dovuto al fatto che spesso alla M segue un globetto in S M VENET... Arka # slow numismatics1 punto
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Ringrazio Cronaca Numismatica e Roberto Ganganelli per la bella presentazione di oggi di Milano Numismatica ! https://www.cronacanumismatica.com/nip-e-quelli-del-cordusio-insieme-per-milano-numismatica-2024/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR3dOsRA5NvaTQf9p7hIpJFHJwnfNX_j5_7L8J27-NPonZzqvDt6UG8lfAE_aem_VrcVXg8Nck554poKafxorg1 punto
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Foto di tutto rispetto. I telefonini oggi somo equipaggiati con delle ottiche eccellenti. Le reflex hanno naturalmente marce in piu’ e una grande versatilità ma queste fotonon hanno nulla a che invidiare alle fo tu o che vediamo, in media, nei cataloghi di vendita - fatte in modo industriale. Diverso il caso invece di foto fatte ad hoc da professionisti dedicati al singolo pezzo e chd magari usano banco ottico. bello soprattutto il secondo set di foto per la luce radente che ‘spara’ meno rispetto alle prime. Aggiunge armonia lo sfondo, di pelle ( forse la copertina vissuta di un vecchio testo o il rivestimento di un vassoio?) che si sposa assai bene con la moneta.1 punto
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La moglie di un nostro amico vuole che il marito faccia almeno mezz'ora di tapis roulant al giorno, lui nell' ultimo incontro al biliardo propose un premio per l' inventore del divano ed un ringraziamento ai pelati di poltrone e sofà .. beato chi so fa. ..il sofà. Applaudimmo con ovazione !!!1 punto
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Ma mia moglie continua a dire che il biliardo non è uno sport perché non si suda.. eppure io quando torno a casa sono sempre accaldato.. anche in inverno. 😳🤔1 punto
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A parte quello che dice con ragione @rickkk ma siamo numismatici e non fotografi... queste foto a me piacciono, come mi piace la moneta! ottimo risultato con un telefono, e io sarei contento cosi!1 punto
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DE GREGE EPICURI Tempo fa ho letto il libro di Iris Origo "Il mercante di Prato. La vita di Francesco Datini, nel nome di Dio e del guadagno"; veramente ben fatto, con un mucchio di documenti originali. E la prefazione è addirittura di Luigi Einaudi: non a caso a lui fu dedicata la medaglia, in quanto il mandato scadeva l'11 maggio 1955.1 punto
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Ciao ragazzi ecco l'esito dell'applicazione dei preziosi suggerimenti di Fabrizio, fotografo provetto e grande amico! Che ne dite, meglio? Grazie a tutti1 punto
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Ah ecco ho confuso. Queste sono un macello. Ahah vado piú su quelle tondeggianti Infatti ti confesso che mi concentro meglio su quelle di Hirohito, perchè col fatto che hanno caratteri difficili da interpretare ecc, meglio restringere il campo. Poi chiaro, ogni tanto anche queste fa piacere averle, ma maggiori info, per queste, le domando onestamente ai miei fidati amici "nipponici" del forum ahahahah Non ricordavo che questa facesse parte della scuderia "nonno" Meiji Questa aveva se non erro un bassissimo titolo di oro1 punto
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Non voglio far andare in depressione nessuno, però ho i miei anni e magari avrò ancora tanti anni davanti, però...non ho figli e non ne avrò. Non conosco nessuno al quale un domani potrò mai lasciare la mia collezione. Una collezione nella media, certo non parliamo di tesori antichi, ma nemmeno una collezione insignificante. Insomma, l'ho eredita in parte dai miei nonni e custodita con cura negli anni aggiungendo quando possibile altri pezzi, più o meno pregiati, sia banconote che monete. Provo tanto fastidio nel vedere su ebay o mercatini collezioni smembrate e rivendute da gente che magari era vicino a questi collezionisti e poteva almeno conservarle, invece no. Ma questo è soggettivo. La mia vera domanda è; esiste un modo per far continuare a vivere una collezione anche dopo la scomparsa del suo proprietario? Io pensavo a qualche museo, secondo voi potrebbero accettare oppure anche loro la smembrerebbero prendendo solo i pezzi più pregiati? Certo non pretendo che venga esposta in toto o in larga parte, mi darebbe tanta serenità sapere che sarà un domani custodita in mani sicure senza scopo di lucro1 punto
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Ancora una cartolina estera, questa volta siamo in Francia. Allego immagini fronte retro. Trovo molto bello il francobollo1 punto
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Cartolina illustrata in perfetta tariffa per l'interno con 10c carminio della serie detta floreale emissione del 1901. Francobollo quotato. Annullo di partenza tondo riquadrato di ????? del 18.11.1902.. .. annullo di arrivo cerchio singolo di Torino Centro del 19.11.1902. Per quanto riguarda gli annulli e' un pochino pasticciata e non vedo il modo di capire da dove è partita. la prima parola a sx dovrebbe essere il luogo di partenza..poi 18 novembre, ma anche nello scritto è incomprensibile. Mi sa che oltre al lato postale non è possibile tirare fuori molto altro, .. ..in quanto alla Sig.ra Pregiatissima Cotella Elisabetta su Google non c'è niente, e' possibilissimo che non sia una nobile infatti nell' indirizzo viene usato l' appellativo di Sig.ra, anche se la cartolina è indirizzata al palazzo ducale puo' essere una semplice persona dell'entourage del palazzo. Succede ! La cartolina è molto bella ed anche il francobollo, hai fatto bene a prenderla comunque. PS la cartolina e' in pieno stile art decò (o Liberty) come il francobollo.1 punto
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A meno che il venditore non commetta errori nell'identificazione e lo confonda con il Costante II Pogonato del VII sec… È quello che è successo al solidus di Saragozza, collocato tra le monete Bizantine dalla casa d'aste Harmers of London nel 2020, e venduto per 500 sterline, al di sotto della stima corrispondente ad un solido bizantino, senza dubbio a causa delle sue pessime condizioni. Un anno dopo fu venduto con corretta attribuzione dalla NAC per 50.000 CHF. Non bisogna mai disperare! https://www.harmerslondon.com/en/lot/4001/210/detail https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=4784&lot=7951 punto
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Buonasera, lo scorso sabato 9 marzo gli studiosi Stanko Flego e Fulvio Colombo hanno presentato presso il Centro Visite della Riserva Naturale Regionale della Val Rosandra di Bagnoli della Rosandra (TS) un’interessante conferenza dal titolo ‘Il “refugium” tardoantico del Crinale in Val Rosandra’, con il patrocinio del Comune di San Dorligo della Valle. Gli autori hanno presentato i risultati di oltre 30 anni di ricerche (il Flego assieme al compianto Zupancic segnalò il sito in una breve nota nel testo “Topografia archeologica del Comune di San Dorligo della Valle” già nel 1991). L’ipotesi dei ricercatori, sulla base di materiali archeologici rinvenuti nei ghiaioni sottostanti ad una serie di ripiani (in parte naturali, in parte ottenuti artificialmente) - di misure variabili tra i venti-trenta metri di lunghezza per due/tre di larghezza - è che il rilievo orografico denominato Crinale (e spesso utilizzato da rocciatori) sia stato sede di un sito tardoantico utilizzato in condizioni di emergenza (invasioni barbariche?) da parte delle popolazioni che abitavano la vallata. Chi non conosce l’area si chiederà “cos’è la Val Rosandra” e nella fattispecie “e cos’è il Crinale?” Per la prima domanda rinvio al link http://www.riservavalrosandra-glinscica.it/ In genere i Triestini la chiamano semplicemente “la Valle”: è un tipico percorso agreste a poca distanza dalla città. Ma pur essendo a breve distanza da Trieste e a poche decine di metri di altitudine sul livello del mare, le alte pareti calcaree che la circondano e la vegetazione rimanda a paesaggi montani (vi ha sede il Rifugio Premuda che è il Rifugio montano più basso d’Italia con i suoi 30 mt s.l.d.m). Brevemente, si tratta di una vallata con ripide ed alte pareti calcaree nel cui fondovalle, tra forre e qualche pozza più ampia, scorre il Torrente Rosandra; la presenza del corso d’acqua (uno dei pochi di superficie dell’area giuliana) ha inciso nei tempi remoti la pietra calcarea creando grotte, ripari ma soprattutto dando refrigerio a selvaggina e ad assetate comunità umane. Per cui abbiamo un’area dove sono state identificate presenze umane riferibili all’Uomo di Neanderthal, del Mesolitico, del Neolitico, la Protostoria e della romanizzazione. Da qui partiva l’acquedotto che serviva la città romana di Tergeste già oggetto di una mia presentazione sul forum https://www.lamoneta.it/topic/114912-acquedotti-romani/#comment-2090919 Il Crinale è un ripido e marcato rilievo calcareo che crea una dorsale che fa parte della stessa Valle ed è separato dal Monte Carso sovrastante da un ampio e profondo canalone. La sua parte sommitale si ricollega all’altipiano costituito appunto dal Monte Carso, già sede di un ampio abitato protostorico Già da questa immagine appare evidente la pendenza della dorsale. I ripiani prima descritti sono evidenziati nella locandina della presentazione già presentata in apertura di testo, indicati dai numeri. Salvo il nr. 1 che è alla base e con la specifica che il nr. 6 è la Chiesa di Santa Maria in Siaris. L’assenza di resti di murature con legante porterebbero ad escludere una natura prettamente militare del sito e una durata cronologicamente abbastanza breve del sito, d’altra parte l’utilizzo di alture erte e facilmente difensibili è comune nelle aree pedemontane nel periodo tardoantico. In realtà è presente un robusto muro con malta di natura non ben chiara prossimo alla Chiesa di Santa Maria in Siaris, mentre nei ripiani è conservato solo un breve tratto di muratura a secco e alla base di uno di questi vi sono abbondanti pietre arenarie di chiara origine alloctona. I materiali raccolti sono perlopiù ceramiche, chiodi da carpenteria (che fanno supporre la presenza di tavolati e/o strutture in legno che avrebbero ampliato la superficie disponibile e fornito qualche copertura), chiodi da ferro equino (utilizzo di muli per il trasporto di materiali da costruzione e/o delle anfore contenenti acqua prelevata nel torrente?) ed una punta metallica. In cima al Crinale, vicino al c.d. Cippo Comici, è presente una piccola cavità a pozzo (Grotta dei giovani/Jama Mladich 3938/5231 VG) dove negli anni ’80 in occasione della prima esplorazione fu rinvenuta una fibbia, un bottone/borchia (?) ed un femore umano attrbuiti ad un generico “periodo romano”. L’accesso alla stessa fu ottenuto forzando una stretta fessura e si presuppone che in antico esistesse un ingresso più comodo. Il rinvenimento di alcune sepolture (1941 e 1974) rinvenute nel tratto dell’acquedotto romano sottostante il Crinale a a Crogole (1954) andrebbero collegate a questo periodo di frequentazione tardoantica. In un ambiente dove le comunicazioni erano mano semplici, gli insediamenti romani privilegiavano il concetto di “intervisibilità” tra gli stessi: a causa dell’orografia del sito non tutti i ripiani possono tenere sotto controllo gli altri. In un contesto difensivo dalla Grotta delle porte di ferro /Zelezni prton (504/3027VG) che si trova sul versante destro della Valle sotto il monte Stena si avrebbe avuto il controllo visivo sia sul “Refugium” che verso l’accesso della Valle stessa sia su una porzione di mare. Dal mare infatti nel periodo tardoantico non sarebbero giunti contingenti barbarici ma più facilmente rinforzi di truppe amiche. Riporto parte della descrizione tratta dal catasto Grotte: “… La cavità è interessante non solo per il suo deposito preistorico, il quale ha fornito reperti analoghi a quelli della sottostante e più nota Grotta delle Gallerie, ma anche per un singolare adattamento subito dal suo ingresso: esso infatti ha una forma molto regolare, ovale, con l'asse inclinato di circa 45° e presenta sul lato orientale una serie di incavi, alcuni dei quali cilindrici, scavati nel calcare; dalla parete opposta si osservano invece tracce di intonaco di cocciopesto, che la patina del tempo confonde ormai con la roccia. Da questi segni, e da resti fittili trovati nella cavità, è stato possibile dedurre che la stessa fosse stata adibita, in epoca tardo romana, a postazione militare di vedetta, per la sua particolare posizione dominante e che l'imbocco sia stato munito di una solida porta, i cui cardini erano posti appunto negli incavi, tutt'oggi visibili. A suffragare tale ipotesi, si nota inoltre un piccolo rialzo del suolo con la superficie molto levigata, che richiama perciò l'immagine suggestiva delle scolte che qui sedute sorvegliavano il territorio circostante.” Il Crinale (vedi profilo nero) visto dall’interno della cavità Il sito risulta di estremo interesse perché va a collocarsi cronologicamente in un periodo poco noto per l’area giuliana e che doveva esser contraddistinto da una certa instabilità in quanto anche a Tergeste vennero rinforzate le difese urbiche (vedasi al riguardo la costruzione del torrione a fianco della scalinata che porta a Santa Maria Maggiore). Il territorio non fu colpito direttamente dalle ondate barbariche che puntavano ad accedere alla Bassa Friulana e da qui, una volta superata Aquileia, a penetrare nel cuore dell’Impero ma l’accesso di contingenti barbarici (es. Unni) mise in apprensione le popolazioni locali. Personalmente ringrazio gli autori per il contributo e le istituzioni locali che da anni puntano sulla ricerca storica culturale ed etnografica per valorizzare un territorio ricco di attestazioni di frequentazioni umane fin dalla Preistoria passando per la Protostoria, la Romanizzazione e il periodo successivo. Per restare al periodo romano, nei pressi della Valle si insediarono i primi contingenti militari impegnati nella Guerra contro gli Histri e nella successiva conquista dell’area https://www.lamoneta.it/topic/200166-nuovi-scavi-archeologici-nellarea-triestina/#comment-2209348 Spero di aver destato la vs attenzione Illyricum1 punto
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Buona Sera, voglio precisare un aspetto che ritengo importante, la differenza fondamentale tra il probabile, il possibile, il verosimile e il ragionevole e il riscontrato (provato). È solo una questione di metodo, le ipotesi possono essere vere, bisogna dimostrarle e convincere, diversamente restano ipotesi. Per poter affermare che i coni di alcuni Fiorini siano stati “reimmatricolati”, mi scusino il termine, ossia che sia stato modificato un conio di rovescio cambiando il segno di zecca, servono due Fiorini (limitiamoci ai rovesci) che hanno origine da uno stesso conio avendo come unica differenza il segno di zecca (identici escludendo il segno). Avere idee e intuizioni “non canoniche” può essere un buon punto di partenza, poi il tutto deve trovare riscontri validi. Nei primi anni duemila ho inseguito a lungo questa idea, per gli anni fino alla peste non ho trovato riscontri, come aggiunta non ho mai trovato neppure diritti che passavano da un semestre al successivo (al di là di ogni ragionevole dubbio), può essere imputabile ai miei limiti, infatti ogni tanto ritorno sull’argomento, per ora senza risultati. Non dispongo di un numero sufficiente di monete e immagini per sperare di trovare una risposta, ci sono vari segni per i quali esistono decine di coni diversi. Per quanto riguarda gli “aloni” attorno al segno (ma anche alle lettere e ad altri particolari, si presentano in genere come depressioni attorno al particolare in rilevo, sul conio sono in rilievo), possono essere presenti sul conio o anche dovuti alla battitura, l’uso di punzoni, essendo il metallo del conio incomprimibile, genera deformazioni attorno al segno impresso che se non vengono spianate con cura su una superficie abrasiva piana, imprimono lo stesso difetto in negativo sulla moneta. Queste considerazioni sono frutto di esperienze dirette, non che abbia mai pensato di fare il falsario, ma ho realizzato e sperimentato alcuni punzoni, che ipotizzo possano essere compatibili con quelli dei Fiorini. Inoltre, non sempre l’intagliatore partiva da una superfice liscia, ho esempi di asportazione di metallo prima dell’uso del punzone. Le tecniche sono tutte da scoprire, paradossalmente ci raccontano di più le monete originate da coni mal riusciti rispetto a quelle belle e ben coniate.. Cordialità1 punto
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Il Gazzettino di Quelli del Cordusio e’ un’autoproduzione prima cartacea e poi on line che viene donata a tutti gli appassionati di numismatica. E’ un grande lavoro di gruppo con articoli e contributi di ben 27 autori, molti giovani, esperti e anche chi vuole provarci con un primo articolo. La magia si ripete ormai da anni essendo arrivata ora al numero 10.1 punto
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Salve, segnalo : il libro, scritto da Renzo Bruni ed Alberto D’Andrea, “Evolution of the monetary circulation in North-Eastern Italy and the annexed territories of Yugoslavia during the Second World War and in the immediate postwar years”. L’opera tratta la circolazione monetaria fra il Nord-Est italiano e le zone annesse dell’Istria e della Slovenia dall’invasione da parte del fascismo fino alla cessazione delle Zone A e B di Trieste. Il libro, oltre a riportare tutte le valute regolari e di occupazione, si sofferma anche sui biglietti delle basi militari alleate in uso all’indomani della fine del conflitto. In totale sono 310 pagine interamente a colori. https://www.edizionidandrea.com/1 punto
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Oltretutto, ci è mossi come si è sempre fatto sul forum in tema falsi.... il tutto, in modo piu che pacato e professionale..(senza neanche litigare ?). Già molti ci hanno lasciato e se ne sono andati (ed erano una risorsa inesauribile..).... spero si tutelino quei pochi utenti storici rimasti che quando scrivono..sanno quello che scrivono e sono una risorsa per chi si affaccia verso questo mondo ...molto tortuoso..1 punto
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Ecco a voi Nora, la gatta pianista: A giudizio di molti talmente brava che il musicista europeo Mindaugas Piečaitis ha messo in piedi con lei un intero concerto1 punto
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Salve. Vorrei precisare che le Aquile in dotazione alle Legioni romane non avevano una corona d'alloro nel becco, bensì erano posate su di un fascio di fulmini e di solito erano raffigurate ad ali spiegate.1 punto
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