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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/28/24 in Risposte

  1. Capisco che a te è venuto istintivo .. non ti devi scusare.. ma facciamo un po' sperimentare chi inizia.. altrimenti se diamo la soluzione non c'è la loro ricerca e crescita. Sappi comunque che ti stimiamo e ti vogliamo bene. .. ostrega!
    4 punti
  2. Festeggio il mio post 20.000 con questo video ricordo di Milano Numismatica, buona visione https://drive.google.com/file/d/1M-NjUcDGo9bEmlvKy6SNjuEsXIiSwklp/view?usp=drivesdk
    4 punti
  3. Sono d'accordissimo con il tuo punto di vista, ma permettimi di "spezzare una lancia" nei confronti di chi cerca le monete "imbullettate" (non scrivo "periziate" visto che i ben noti cartellini costituiscono semplicemente un attestato di autenticità con parere di conservazione). Quello che tu osservi riguardo i collezionisti di monete medievali è sacrosanto, ma tra i due tipi di collezionisti c'è, spesso, un profondo divario. Escludendo chi colleziona il Regno da anni, queste monete di grande modulo sono molto attraenti per i nuovi collezionisti, che ovviamente non hanno l'esperienza e la preparazione per giudicare sia l'autenticità che la conservazione di queste tipologie molto falsificate. Una "perizia" Tevere, ad esempio, fa certamente gola, visto soprattutto la fama di grande serietà e integrità che questo noto Professionista si era costruito nel tempo. Quindi, per alcune categorie di persone, cercare le monete "periziate", è comprensibile. Certo, rimane sempre e ancora di più valido l'invito a imparare quanto prima: come scrivo sempre, è fondamentale imparare a fidarsi solo ed esclusivamente dei propri occhi e del proprio sapere, visto che il mercato numismatico è, purtroppo, pieno di venditori "generosi" quando devono vendere. Non è esagerazione ma un triste dato di fatto. Spendo due parole per quanto riguarda il sistema di valutazione che sto approntando, visto che serve a "completare" il concetto sopra espresso. Sia le "perizie" degli slab, che quelle nostrane sono estremamente "parsimoniose" in termini di spiegazioni. Di fatto, non ne hanno, a parte qualche brevissima nota sulla patina, su qualche difetto tecnico, ma poi, tutto finisce li... Non ci sono informazioni relative alla qualità di coniazione, o altri parametri valutativi che possano aiutare a capire il perchè si è giunti a un determinato grading. Ecco, riuscire a trasformare tutto questo in un concept rodato e modulare (in base alle tecniche produttive) è davvero molto ostico, ma sono certo che aiuterebbe i collezionisti che vorrebbero imparare a valutare tutti gli aspetti in gioco di una valutazione qualitativa.
    3 punti
  4. Chiedo perdono se apro un'apposita discussione, ben sapendo che ne esiste un'altra, ma, data l'importanza dell'argomento, non ho potuto fare altrimenti. Il 22 novembre del 1773 Bernardo Perger - avendo ricevuto l'ordine dal Re di "esporre tutto quello che bisogna per il miglioramento della Real Zecca" - scrive al presidente della Regia Camera della Sommaria, nonché delegato della Regia Zecca, informandolo sullo stato attuale dell'officina monetaria. La zecca, stando alla rapporto del Perger, versava in uno stato miserevole in particolare per i macchinari obsoleti e logorati dall'uso che non permettevano un'alta qualità della monetazione. In questo importante e inedito documento (ASNA, Ministero delle finanze, fascio 299) si epongono le ragioni dei graffi sulle monete napoletane, almeno per il periodo precende al 1774 e forse anche successivo, visto che non si hanno finora notizie se i nuovi macchinari vennero adottati in zecca. Le carte rivelano come i graffi siano attribuibili a una fase precisa del processo di coniazione, ovvero quello successivo alla trafilatura. I cilindri della trafile, essendo in ferro e non in acciaio, presentavano la superficie scabra impedendo così un corretto appiattimento delle lamine (piance) per raggiungere lo spessore (doppiezza) desiderato. Non essendo le trafile pefettamente funzionanti, le lamine prodotte non erano di giusto peso e si era costretti all'utilizzo della lima per riportarle al peso prescritto (documento n. 1). Nel documento successivo, datato 25 gennaio 1774, il regio ingegnere Giuseppe Astarita fa le medesime dichiarazioni del maestro dei coni (documento n. 2). documento n. 1 a firma di Bernardo Perger Documento n. 2 a firma di Giuseppe Astarita
    2 punti
  5. Buonasera lamonetiani e buonasera agli amici appassionati di Vicereali. Non scrivo da un pezzo e vi sottopongo le foto di questo Tornese. Vorrei leggere i vostri pareri. Buona serata.
    2 punti
  6. Ottima e piacevole serata, Purtroppo mancando Guancarlone non ci sono le sue fotografie super professionali .... ma grazie a Tiziano che si è prodigato in ogni modo per la riuscita della serata. Come sempre la visione e il tebete in mano le monete di cui si è trattato durante la conferenza, è quel qualcosa in più che fa appassionare...
    2 punti
  7. Ciao, oggi condivido un denario dell'imperatore Gordiano lll (238-244 d.C.) recante sul rovescio la sua figura che regge un globo ( che simboleggiava il mondo romano) con il palmo della mano sinistra ed una lancia (che significava forza militare e potere) con la destra coniato a Roma nel 240/241 ( come ci indica la tribunicia potestas lll). Un rovescio chiaramente dimostrativo che rappresentava l'imperatore come colui che aveva il potere assoluto su tutto e che grazie a questo avrebbe assicurato protezione e benessere a tutto il popolo romano. Gordiano lll, l'imperatore ragazzino come veniva chiamato dal popolo ( aveva 13 anni quando sali sul trono di Roma) che si trovò a governare in un periodo più che tumultuoso sia politico che civile. Tre anni prima con Massimino Trace si inaugurò il cinquantennio passato alla storia come il periodo dell'anarchia militare dove gli imperatori salivano al potere non per successione dinastica ma perché acclamati ed imposti dall'esercito con o senza avallo del Senato. Dopo che Massimino Trace fu ucciso dal suo stesso esercito fu acclamato imperatore dalle sue legioni Gordiano l (ormai ottantenne) ed il figlio Gordiano ll che erano di stanza nelle province dell'Africa e della Siria. Lontani da Roma e dal potere centrale furono anche loro eliminati dopo pochissimo tempo e per volere del Senato romano furono eletti due nuovi coimperatori , Pupieno e Balbino che vivevano nella capitale. Invisi sia dal popolo che dall'esercito ebbero anche loro breve durata. Subentrò quindi Gordiano lll ( nipote di Gordiano l) che tutti, popolo per primo, vedevano come legittimo imperatore e che riuscì a tenere le difficili redini dell'impero per circa 6 anni. In pochi mesi del 238 d.C. si contarono 6 imperatori ed è proprio per questo che viene ricordato nella storia come l'anno dei 6 imperatori. Alcune note tecniche per quanto riguarda questo denario. Da esame diretto risulta coniato, ben centrato e con buon metallo. Ha circolato anche se non tanto ed ha svolto quindi la sua funzione 🙂. Anche per questa moneta ho trovato un altro esemplare che condivide lo stesso conio di martello del mio esemplare cosa sempre molto importante ai fini dell'autenticità. Grazie ed alle prossime ANTONIO 19,50 mm 2,98 g RIC 115 Foto denario con identico conio di rovescio del mio
    2 punti
  8. Aggiungo, ancora da Efeso per Augusto, un attraente esemplare di cistoforo in AG con al diritto testa dell' imperatore ed al rovescio altare, decorato con 2 cervi affrontati e ghirlande . Questo sarà dopodomani in vendita Imperio Numis 5 al n. 7 .
    2 punti
  9. PARTECIPA A PANTHEON 24 e 25 gennaio 2025 a Piacenza Expo Una storia che prosegue, un appuntamento atteso per i collezionisti italiani. Pantheon aprirà al pubblico con ingresso gratuito: Venerdì 24 gennaio dalle 10,30 alle 17,30 Sabato 25 gennaio dalle 9,30 alle 17,30 Segreteria: Piacenza Expo - tel. 0523602711 [email protected] - www.pantheon.piacenzaexpo.it ingresso gratuito - parcheggio gratuito
    1 punto
  10. Usa un francobollo con dentellatura 13½ e sovrapponilo.
    1 punto
  11. ciao, ho due tornesi del 36, entrambi con il fiore suppongo non ci sia una regola in merito
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  12. Salve,vorrei delle informazioni su questa moneta ed eventualmente una sua valutazione,grazie
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  13. Proprio così: la prima lettura da cui scartare la enne è l’aggettivo di un animale che ha unghie lunghe e robuste come quel simpatico gattino. La soluzione è cognome e nome del musicista considerato uno dei massimi esponenti della scuola violinistica italiana contemporanea, una sequenza da elenco telefonico perché la precedenza del nome sul cognome quando ci si presenta o nella firma è una norma della nostra lingua. Anche citando il Maestro, tutti dicono Uto Ughi e non Ughi Uto. Uto è l’ipocoristico del nome proprio di persona Bruto, vale a dire la modificazione fonetica che dà origine a un raccorciamento del nome (https://it.wikipedia.org/wiki/Ipocoristico). apollonia
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  14. Non conoscevo questa pubblicazione, ho cercato un po' in giro ma non sembra facile a reperirsi, comunque metto il link alla relativa scheda bibliografica dell'opac sbn, con tutte le disponibilità presenti nelle varie biblioteche che possiedono il volume in questione... https://opac.sbn.it/risultati-ricerca-avanzata/-/opac-adv/index/11/ITICCUSBL0744071?fieldvalue[1]=mostra+d'arte+antica+in+Chieti&fieldaccess[1]=Keywords%3A1016&fieldstruct[1]=ricerca.parole_tutte%3A4%3D6&struct%3A1001=ricerca.parole_almeno_una%3A%40or%40
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  15. Provo: U(N)GHIUTO: UGHI UTO Ciao. Stilicho
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  16. Bella e dettagliata recensione oggi di Milano Numismatica sul giornale di Numismatica Svizzera di Zurigo Numis Post, buona lettura ! https://drive.google.com/file/d/1_dkncWYPoD_g7xE-8FQpAJQRkEl_c_F7/view?usp=drivesdk
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  17. Bello mi piace, anche lui, anzi loro a dire il vero, devo inserirli prima o poi in collezione, intanto mi guardo i tuoi 😄
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  18. Numismatica Ars Classica > Auction 150 Auction date: 2 December 2024 Lot number: 818 Price realized: This lot is for sale in an upcoming auction Lot description: Trajan augustus, 98 – 117 Sestertius 103-104, Æ 35 mm, 25.8 g. IMP CAES NERVAE TRAIANO AVG GER DAC P M TR P COS V P P Laureate bust r. with aegis. Rev. SPQR OPTIMO PRINCIPI S C. The Circus Maximus, as seen from the Forum Boarium: porticos with two entrances, with monumental gate crowned by quadriga, triumphal arches, curved wall, temple of Sol, spina with obelisk flanked by equestrian statue of Trajan and shrine of Cybele in background. C 546. BMC 853. RIC 571. CBN 222. Woytek 175a (this coin cited). Hirmer pl. 76, 267. Very rare and possibly the finest known specimen of this important and intriguing issue. Struck on a very broad flan and with a reverse exceptionally well detailed and complete. Lovely untouched green patina and extremely fine Ex NAC 7, 1994, 723; Superior Stamp & Coins 8-9 December 1995, 90; Ira & Larry Goldberg 72, 2013, Hunter, 4144 and NAC 97, 2016, 111 sales. From the Peter Bowe collection. The skeletal outline of the Circus Maximus in Rome today is only a faint indication of the grand structure that once was the focal point for entertainment in the capital. This hippodrome is said to have been Rome's oldest stadium. It evolved from a simple racetrack between the Aventine and Palatine hills with no formal structure, to one incorporating wooden, and then stone benches, and finally a massive superstructure as seen on this sestertius. Over time the area was decorated with monuments, statues, trophies, shrines, arcades, towers, porticoes, triumphal gates and arches. Gilded metal at each end of the spine (spina) of the sand racetrack glistened in the sun, and a tall obelisk of Ramesses II that Augustus had shipped to Rome in 10 B.C. served as the centrepiece of the spina. Pliny the Elder describes the circus as able to accommodate 250,000 people, but this figure no doubt includes those viewing from the slopes of the flanking hills. However, at its peak in the mid-4th Century A.D. it is believed to have been able to seat more than 200,000 spectators. The circus was damaged on many occasions, including by fire during the reigns of Augustus and Nero. Restorations to the structure, it seems, are celebrated on coinage. For this reason, Trajan issued sestertii depicting the hippodrome, which probably served as the prototype for Caracalla's issue since both show the structure from the same elevated perspective with simultaneous exterior and interior views. A variety of events were held there, including parades, theatrical events, foot races, boxing and wrestling matches and equestrian contests. Bloody spectacles were also hosted, such as gladiatorial combats (ludi gladiatorii) and exotic animal hunts (venationes). Chariot racing (ludi circenses), however, was the most popular event held in the circus. In Trajan's time two dozen races would have been held in a single day, with eight teams competing in each event. A race consisted of seven laps that could be completed in less than ten minutes. The chariots were usually drawn by teams of two, three or four horses. Occasionally there were teams of six horses, which certainly was more of a crowd-pleasing novelty than a practical event. Estimate: 40000 CHF ILLUSTRAZIONI: RICOSTRUZIONI DEL CIRCO MASSIMO
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  19. Ogni Verona sono sempre i soliti discorsi.. se i numeri sono questi non c'è dubbio che l'organizzazione cambi qualcosa ( a maggior ragione se sono migliori di maggio). La cosa che trovo strana è che quando parlo con i commercianti si parla di svariati motivi per cui ogni anno ci sia poco, e il motivo principale viene spesso imputato alle numerose aste che spuntano come funghi, poi viene il problema sicurezza. Leggendo questo forum si ha la percezione invece che ai convegni ci sia da girare armati fino ai denti. Io penso che la verità sia nel mezzo, il collezionismo non penso siano morto (credo che ci sia un mercato florido on line) e soffra degli stessi problemi dei negozi sotto casa con la sostanziale differenza che il mercato on line viene fatto dagli stessi che prima avevano il banco in fiera. chi farebbe centinaia di km quando si può vendere dall'ufficio? Al sicuro certamente da malintenzionati. Le cause sono molteplici ma non addosserei tutto solamente alla sicurezza, secondo voi entrare al sabato e vedere già banchi vuoti è bello?! Invoglia a venire un'altra volta?
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  20. 1. Emissione 1949. £1.30 2. e 3. Emissione 1950 Cina repubblica popolare, soprastampa area orientale libera 0.30p ognuno. 4. Cina 1951, Repubblica Popolare - Area nord est libera, sovrattassa su emissioni del 1949. 0.40p
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  21. ciao a tutti publico altre due mie cartoline.volevo sapere cosa ne pensate voi
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  22. Buongiorno e grazie Releo...la corona è quella con foglie di alloro e qui c'è anche un fiore a ore 12...
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  23. Comunque ho letto che ci sono state ben 5.112 visite in questa edizione, superiori a quella di maggio cui partecipai. Un bel numero direi.
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  24. perdonami @Adriana87 non capisco. Sei andata in un cambio valute in aeroporto e ti hanno cambiato i dollari canadesi vecchia emissione con EURO?
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  25. Buon giorno. Certo nel suo insieme questa moneta non mi convince non è però una monetazione che seguo, comunque, se inviasse il peso ed il diametro sarebbero ulteriori indicazioni. Guardando le immagini inviate ho notato che il simbolo sulla sinistra della data che dovrebbe essere una croce per la zecca di Strasburgo e penso un'ape per quella di Parigi nella sua moneta non corrispondono. Nella sua moneta con la zecca di Strasburgo a sinistra della data c'è appunto un'ape e penso che la cosa non possa andare. Cordiali saluti. Gabriella
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  26. Per gli adoratori dei pagamenti con smartphone 👹
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  27. Considerando il millesimo, mi sembra bello. Magliocca pagina 238 n.107(R3). Si legge chiaramente la data, non capita spesso.
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  28. Ciao @Granderik, senz'altro 60 euro non è una spesa esagerata per un sampietrino di Pergola... Approfitto per postare uno degli "esemplari peggiori" per Pergola che citavo in precedenza; qui al conio logoro del rovescio, si unisce anche un tondello in rame ben poco amalgamato, con qualche porzione perduta, ed altre crepe... Ciao, RCAMIL.
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  29. Luciano il "giovane" era a lavorare a Ispra 😀 Grazie a tutti per i commenti positivi sulla conferenza. Altri momenti della piacevole serata.
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  30. Per la misurazione della dentellatura @dareios it ti dice come fare se non possiedi un odontometro.
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  31. Cartolina illustrata In tariffa cinque parole con 20c bruno e oltremare, dell' emissione 4° centenario nascita di Emanuele Filiberto del 27.7.1928. Come diceva giustamente @caravelle82 il francobollo è interessante e ha viaggiato città x città cioè partita da Monza x Monza, andrebbe studiata la dentellatura, infatti con dentellatura 11 e' quotato 20€ se fosse dentellato 13 e 1/2 la quotazione è di 360€. (Questi controlli sono l' essenza e la caccia al tesoro della filatelia). L' annullo è un meccanizzato doppio cerchio con datario su tre righe e svolazzo a dx del 23 XII 1928. La cartolina oltre che quotata è incantevole.
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  32. Non credo, impareremo a diffidare di ciò che non ci convince. Mi fido dell'intelligenza (non) artificiale 😉
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  33. se la cambiale e' falsa la sentenza e' una buffonata immensa......
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  34. Anche io ho un piccolo gruzzolo di dollari canadesi, dovrebbero essere spendibili in Canada ma le banche qui non li ritirano.
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  35. CIRCOLO NUMISMATICO DI RAVENNA XV° CENTENARIO IMPERATORE ROMOLO AUGUSTOLO anno 1975
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  36. Buonasera a tutti. Secondo voi, trattasi di moneta originale, ma deturpata con argentatura oppure di un falso argentato? I dati ponderali sono coerenti col 1° tipo,anche perchè si scorge anche sotto la stessa colorazione. Il peso è un filino superiore,ma è chiaro che venga influenzato dall' appiccagnolo. Da segnalare uno sfasamento dell' asse sul rovescio di 20° . Volevo sentire anche Andrea @andrea78ts gentilmente. Grazie a tutti
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  37. Sembra una medaglia celebrativa emessa da un circolo numismatico, negli anni 70/80 del secolo scorso erano frequenti queste riproduzioni tratte da monete antiche (in questo caso dell'epoca di fine imperio romano) . C'è una numerazione al dritto che fa pensare ad una bassa emissione di esemplari. L'iscrizione al verso parla del XV secolo di proclamazione dell'impero. A me pare invece trattarsi del XV secolo della caduta dell'impero, vale a dire il 1976.... c'è da studiare l'immagine al dritto....vedere di quale imperatore si tratta ONROMV : U : NIGVSTVSI
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  38. Con Ruggiero Lupo che ha tra l’altro tantissimi libri importanti da acquistare
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  39. A mio parere la sigillatura in bustina è a dir poco anacronistica all’alba del 2025. Inoltre, malgrado il miglioramento pubblicizzato della plastica, sempre a mio parere conserva i suoi lati negativi. Al di là della possibile manipolazione nella sostituzione della moneta (non facile, ma non impossibile), a mio parere non rimane la scelta migliore per la conservazione (e la tutela) a lungo termine della moneta (specialmente se questa è stata lavata nell’apposito liquido). Ultimamente ho ripreso i miei lavori sul mio sistema di grading, e al contempo sto lavorando su un sistema economico di sigillatura in bustina senza sigilli metallici (non mi sono mai piaciuti, specie quando sono vicini alla moneta) e con la possibilità immediata di verificare l’integrità della sigillatura. Spero a breve di mostrarvi qualcosa
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  40. La filatelia e la storia postale ai tempi di internet e' incredibile visivamente e veloce, apre scenari impensabili. Anche postalmente non mi ripeto piu', ormai chi segue questa sezione da tempo ha appreso almeno i rudimenti di questo hobby, ho sempre cercato di essere divulgativo affinché chi colleziona possa capire e gioire del materiale che possiede. Sono contento inoltre che si siano aggiunti vecchi collezionisti come @fapetri2001, che con la sua collezione di pezzi diciamo non comuni, ampia i nostri orizzonti in materia, inoltre bisogna dire che la filatelia è talmente ampia che nessuno conosce tutto di tutto, bisogna unire i saperi per giungere a soluzioni e risultati. Detesto fortemente la filatelia e il collezionismo in generale motivato per il puro guadagno, in quanto e' sempre un collezionismo ignorante. Detesto anche chi vuole tenere i segreti di questo hobby per sé, utilizzandoli per un proprio tornaconto che poi non c'è mai, in quanto non si creano altri collezionisti, l' hobby va divulgato affinché venga gioito da tutti.
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  41. Taglio: 2 euro cc Nazione: Lussemburgo Anno: 2010 Tiratura: 500.000 Condizioni: BB+ Città: Milano
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  42. Simboli I simboli considerati sono quelli delle grandezze che interessano la Numismatica, in particolare le monete. Una di esse è la lunghezza che indica la distanza geometrica tra due punti e serve a misurare le dimensioni lineari dei corpi, quindi il diametro e lo spessore di una moneta di forma circolare. L’unità di misura della lunghezza nel Sistema internazionale (SI) è il metro (simbolo m), ma per le monete si usa un suo sottomultiplo, il millimetro (simbolo mm), dove la prima emme è il prefisso che divide per mille (o moltiplica per 10-3 in notazione esponenziale) l’unità di misura che la segue senza spazi, nella fattispecie la emme simbolo del metro. Si può mettere per iscritto questa caratteristica della moneta usando le lettere. Ad es.: la moneta ha un diametro di venti millimetri e uno spessore di due millimetri. Oppure si possono scrivere i valori in numeri e le unità in simboli: la moneta ha un diametro di 20 mm e uno spessore di 2 mm. Notare che il simbolo (che deve sempre seguire il numero) è rappresentato da lettere senza punto tranne quando è alla fine di una frase, dove il punto è un simbolo della punteggiatura italiana per indicare la chiusura del periodo in modo netto (punto fermo). Quindi mm. non è l’abbreviazione di millimetro ma il simbolo di millimetro alla fine della frase. apollonia
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  43. http://www.lamoneta.it/topic/95133-moneta-dargento-haeberlin-35/
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  44. Ipotesi di destinazione Secondo Plinio (N. H., 33, 46) il vittoriato sarebbe stato introdotto come mercis loco, ossia argento a peso, nell'Illirico. La teoria estrapolata dagli scritti di Plinio attualmente tende ad essere screditata; si ritiene infatti che l'associazione con i territori dell'Illirico sia scaturita da un'analogia ponderale con i nominali circolanti in quelle aree, come accade colla comparazione alle dracme padane. Plinio però scrisse la sua opera due secoli dopo l'entrata in circolazione del vittoriato e la sua associazione non appare molto credibile o comunque non verificabile. Patrick Marchetti, studioso belga, ritiene che il vittoriato sia un nominale destinato ad un differente canale di emissione. I Romani lo avrebbero utilizzato, almeno nel corso della guerra annibalica, per pagare gli auxilia. Le truppe straniere infatti ricevevano una paga inferiore rispetto a quella dei legionari e sempre secondo lo studioso belga ad un ausiliario spettava la paga di un vittoriato per 4 giorni di servizio, mentre ad un legionario un denario per il medesimo periodo. Il vittoriato rappresenterebbe dunque "una frode" perpetrata dallo Stato nei confronti degli ausiliari, ma si trattava di una truffa poco evidente in quanto apparentemente questi soldati percepivano lo stesso numero di monete di un legionario. Questa particolare ipotesi risulta incerta principalmente perché si ritiene che gli auxilia, in quel periodo, percepissero la paga direttamente dai governi di origine ma, al tempo stesso, fornisce una verosimile spiegazione sul perché questo nominale fu coniato. Sempre a sostegno di questa ipotesi vi è la corrispondenza tra le aree di circolazione del vittoriato e quelle costituenti il teatro bellico frequentato da queste truppe ed i territori di reclutamento. Un peso e una riduzione ponderale analoghi a quelli del vittoriato si rinvenirebbero nelle dracme dell'Illiria: inizialmente pari a 3 scrupoli sia ad Apollonia che a Dyrrachio, si sarebbero inoltre svalutate, nella prima città, a 2,92 grammi. Su questa base, Thomsen ha ipotizzato che il vittoriato fosse stato dapprima coniato nelle zecche del centro-sud Italia approssimativamente in contemporanea all'introduzione del denario, al fine di disporre di una moneta che, in vista della campagna illirica contro il regno macedone (alleato di Cartagine), rispondesse a una metrica ponderale compatibile con quella dei Paesi in cui si sarebbero svolte le operazioni belliche. Sulla base dei dati di circolazione, F. Barello (Archeologia della moneta. Produzione e utilizzo nell'antichità, Roma 2006, pp. 197-198) propende per l'ipotesi che il vittoriato fosse destinato a fare da aggancio con il sistema monetale dei Celti stanziati nella pianura padana, che utilizzavano, nella seconda metà del III secolo, una dracma al di sotto dei 3 grammi di peso. In questo senso è estremamente significativo il contenuto dell'arbitrato romano (117) tra gli abitanti di Genova (Genuates) e i Viturii Ligurenses (tribù ligure dell'interno), che impose a questi ultimi un tributo annuo di 400 nummi vittoriati, conservato sulla tavola bronzea detta "di Polcevera" (CIL I, 199)[1]. Considerato il basso contenuto d'argento del vittoriato, l'imposizione riportata sulla tavoletta di Polcevera potrebbe essere vista come un tentativo di risparmio di risorse: imponendo il pagamento in nummi vittoriati veniva utilizzata una moneta probabilmente più familiare ai diretti interessati ed al tempo stesso le risorse di argento dell'area di influsso romano venivano in certa misura preservate; quel nominale "povero" avrebbe poi circolato in quelle zone a tutto vantaggio del politicamente sempre più pesante denario di Roma. Per Coarelli (Argentum signatum, 2013) il vittoriato deve essere leggermente precedente al denario (come Thomsen ha dimostrato) e deve quindi incastrarsi fra la fine dell’emissione del quadrigato e la riforma denariale, quindi nell’anno dal 261 al 215. Riduzioni ponderali Mommsen, per primo, evidenziò l'esistenza di due differenti standard di peso per il vittoriato: 3 scrupoli (circa 3,41 g), il primo; 2 e 4/7 di scrupolo (circa 2,92 g), il secondo, con ogni evidenza più recente. Dalle fonti tradizionali sappiamo che nel 217, dopo l'inizio della Seconda Guerra Punica, la lex Flaminia ridusse il peso del denario da 4 a 3 e 3/7 scrupoli (portandolo a g 3,9); si ritiene che la prima riduzione del vittoriato, pari appunto a 1/7 di peso, sia contemporanea, per mantenere invariato il rapporto di 3/4 tra le due monete. Una successiva riduzione subì verso il 104 in seguito alla lex Clodia che ne fissava il peso a g 1,95 rendendolo quindi pari a mezzo denario e portandolo, di fatto, a ricostituire il quinario romano che aveva cessato di esistere colla riforma monetaria del 217. Vittoriati e dracme padane Mommsen (Histoire de la monnaie romaine, Tomo II, Parigi 1870, pag. 99) per primo ha supposto un'influenza ponderale del vittoriato sulla dracma padana. Osserva Pautasso (La monetazione preromana dell'Italia settentrionale, 1966) che la dracma padana, nata sotto l'influenza commerciale di Massalia, perde ben presto ogni relazione con la di originaria ispirazione; può quindi porsi il quesito se il diverso andamento ponderale della monetazione cisalpina possa essere stato determinato dall'influenza del vittoriato, coniato sul piede della dracma focese e destinato al commercio con le regioni adriatiche e ioniche, l'Italia meridionale, la Spagna, la Liguria e la stessa Massalia. I ripostigli forniscono indicazioni contrastanti. Sono pochi i casi di ritrovamenti congiunti di dracme padane e vittoriati e questo farebbe dubitare di un rapporto di coesistenza fra le due monetazioni e di una equivalenza ponderale, finalizzata a semplificare gli scambi. Tuttavia sono ancor più rari, forse inesistenti, i ritrovamenti delle dracme padane con quelle di Massalia, onde si può escludere che fosse Massilia il riferimento ponderale per i popoli padani. Su queste basi, alcuni studiosi escludono una connessione ponderale fra le due monetazioni: i ripostigli attesterebbero un afflusso graduale dele monete romane nelle regioni cisalpine, parallalelo alla crescente influenza commerciale di Roma, per cui la scarsità dei vittoriati (e, soprattutto, dei ritrovamenti congiunti con le dracme padane) dimostrerebbero una loro scarsa penetrazione, imputabile ala fatto che sarebbero arrivati solamente con la fondazione delle colonie, quando ormai erano una moneta in declino. Inoltre, le dracme padane non presenterebbero alcuna riduzione ponderale parallela a quella subita dal vittoriato con la lex Clodia (g 1,95), in un’epoca in cui ormai erano più intensi gli scambi col mondo romano, e ciò attesterbbe una totale mancanza di collegamento ponderale. G. Gorini, invece, ritiene che le monete celtiche del Nord Italia si siano sempre progressivamente adattate al peso del vittoriato e alle sue riduzioni (da 3,41 a 2,92 g e infine a 1,95 g). Infatti, dacendo riferimento alla classificazione del Pautasso, si osserva che i tipi da 1 a 3 (localizzati in area ligure-pedemontana) hanno peso medio di poco superiore a 3 g e possono quindi essere associati ai primi vittoriati (fine III secolo a.C.); presentano inoltre un’escursione ponderale da 3,5 a 2,7 g che potrebbe essere letta in chiave diacronica e giustificarsi con un progressivo adattamento alla prima riduzione ponderale dei vittoriati. I tipi successivi attestano una progressiva diminuzione di peso, anche in questo caso interpretabile come adattamento alla seconda riduzione ponderale del vittoriato: 2,8-2,7 g per il n. 4 (nord-est della Liguria); 2,6 g per il n. 5 (associato ai Salluvi, localizzati nel Ticinese oppure nel sud della Francia); 2,3 g per il n. 6 (Cenomani, tra Brescia e Verona) e il n. 7 (Insubri); 2,25-2,2 g per i n. 9 e 10 (con alfabeto leponzio o nord etrusco). Per il tipo n. 12 (con alfabeto leponzio) è stato ipotizzato uno standard ponderale di 2 g ma, in realtà, queste monete hanno quasi sempre peso inferiore e potrebbero quindi essere allineate ai vittoriati di 1,95 g, di cui peraltro condividono la datazione alla fine del II secolo a.C. Infine, i tipi da 13 a 30 sono quelli presenti nel tesoretto di Serra Riccò, spesso intepretati come mezze dracme od oboli; presentano tuttavia peso da 1,75 a 0,6 g e potrebbero quindi attestare un adattamento agli ultimi vittoriati e ai quinari del I secolo a.C. Zecche militari I vittoriati con simboli e lettere sembrerebbero emessi nell’Italia meridionale: alcuni simboli sembrano infatti adeguarsi a simboli già utilizzati su monete greche (ad esempio, il pentagrammacompare su bronzi di Teanum e su monete puniche del Bruttium) e se ne registra una maggior presenza nei ripostigli[2], rispetto ai vittoriati senza simboli. Il fenomeno potrebbe spiegarsi con la presenza di zecche ausiliarie, forse anche itineranti con l’esercito, operanti in loco per evitare il pericolo di spostamenti di denaro in un territorio altamente insicuro: infatti i vittoriati con simboli, mediamente più leggeri dei vittoriati senza simboli e quindi attribuibili ad anni successivi al 217, sarebbero stati emessi in concomitanza con l’occupazione cartaginese. Anche l’iconografia ne confermerebbe la natura di monetazione militare di guerra, assolvendo a una funzione di messaggio ideologico grazie all’associazione tra la protezione del dio supremo e la vittoria militare. Per altro verso, si registrano rinvenimenti di vittoriati con simboli in Hispania, lungo la direttrice della campagna di conquista finalizzata a tagliare i rifornimenti ad Annibale (in questa regione sarebbe stato emesso il vittoriato con legenda Roma in incuso, considerato tuittavia il più antico e quindi anteriore alla campagna degli Scipioni, e l’unico doppio vittoriato conosciuto). Campana propone di attribuire a zecca ispanica le coniazioni con pentagramma e con bastone (Cr. 105/1 e 106/1). [1] Lastra bronzea su cui è incisa un'iscrizione in lingua latina, che riporta una sentenza emessa dal Senato romano nel 117 in merito ad una vertenza di confini tra i Genuates e i Veiturii-Langenses, due tribù liguri. Fu rinvenuta nel 1506 nel greto del torrente Pernecco a Pedemonte di Serra Riccò da un contadino del luogo, Agostino Pedemonte, mentre era intento a dissodare un pezzo di terreno. La tavola arrivò quindi nelle mani del governo della Repubblica di Genova che ne permise lo studio e la traduzione. Attualmente è custodita nel Museo di archeologia ligure presso la villa Pallavicini di Genova Pegli. La vertenza tra i Genuates e i Veiturii-Langenses riguardava i confini tra alcuni terreni pubblici e terreni privati ed aveva raggiunto momenti di elevata tensione. Essendo il territorio oggetto del dissidio particolarmente delicato perché attraversato dalla via Postumia, i consoli e il Senato, decisero di intervenire direttamente inviando in loco i due magistrati citati nel testo, Quinto e Marco Minucio Rufo, i quali, dopo un'adeguata ispezione del territorio tornarono a Roma ed emisero la sentenza che fu resa esecutiva dal Senato il 13 dicembre dell'anno 637 di Roma (117). Detta sentenza venne incisa su alcune lastre di bronzo, di cui una sola venne ritrovata. [2] Sono però assenti dai ripostigli dell’Italia meridionale (compreso quello di Caltrano, ove sono presenti quasi tutti i tipi di vittoriati con simboli) il vittoriato con crescente (Cr. 57/1) e quello con pentagramma (Cr. 105/1, presente invece nei ripostigli di Pisa e di Fano).
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  45. L'asta NAC 16 dovrebbe essere la collezione del Dr. Pannuti, sarebbe stato interessante sapere come la classificasse e come l'abbiano classificata i compilatori del catalogo. Se ho capito bene gli esemplari di presentazione avrebbero conii diversi dalla monetazione regolare ? La zecca avrebbe prodotto una coppia di conii ad hoc per la produzione da presentare al regnante. La documentazione ci deve essere se così fosse viste che che la produzione dei conii veniva pagata a parte e che siamo nell'800 e tutte le spese di zecca erano minuziosamente trascritte sui registri e dovevano presentare rendiconto. Io credo che i conii fossero gli stessi al più opportunamente preparati, nuovi potevano avere maggiore definizione, poteva variare invece il materiale, con la presentazione di monete di maggiore spessore o peso, oppure variate nel metallo o nell'orlatura. Produrre dei conii ed incidere l'acciaio non era cosa da poco, perchè farlo per poche monete. Secondo me non esiste nessun archivio o registro che parli di esemplari di presentazione ma di monete presentate ai sovrani. Le monete prima di essere presentate ai sovrani era sottoposte ad una commissione di zecca, ora se le monete erano idonee i conii avrebbero battuto oltre a quelle presentate tutto il resto dell'emissione; se non lo fossero stato il conio sarebbe stato riadattato, e comunque non sarebbe giunto a noi alcun esemplare differente da quello presentato ai sovrani a meno che non facessero una produzione normale e le migliorie post emissione cosa che non credo sia possibile.
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