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buona sera volevo condividere il mio ingresso nel club presentando questo esemplare che mi sono procurato di recente. è il tipo più comune, millesimo 1622, al dritto presenta una ribattitura, mentre il rovescio è regolare. non ne ho potuto misurare il diametro, che a detta del venditore è di 32,5 mm mentre il peso è di 14,21 grammi. tondello che mi ha sempre affascinato anche per la vaga aria da moneta romana, ha rappresentato per oltre un secolo e mezzo, fino alla produzione degli 8 tornesi del 1796, la moneta di rame con il più alto valore coniata a Napoli.4 punti
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Buongiorno, @Litra68, @gennydbmoney, @Releonoto con piacere che le nostre piastre con il doppiopunto sono state aggiunte al nuovo catalogo Nomisma. Complimenti e grazie ancora a Pietro Magliocca per il lavoro svolto. Un saluto a tutti. Raffaele.4 punti
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Buongiorno a tutti, Noto con piacere che questa variante è stata aggiunta sul nuovo Nomisma con grado di rarità R4. Con l'occasione ringrazio e mi complimento con Pietro Magliocca per il lavoro svolto. Un saluto Raffaele.4 punti
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Buongiorno e buona domenica di inizio dicembre ! Da qualche tempo sto portando avanti uno studio relativo alle mezze piastre di papa Innocenzo XI, che analogamente ai testoni della serie "MELIVS...", affidò al nominale superiore il motto "AVARVS NON IMPLEBITVR", traducibile nell'ammonimento contro l'avarizia "L'avaro non sarà saziato (dal denaro)". Mentre per i testoni ci furono anche altre emissioni "fuori serie", le mezze piastre sono tutte di questa tipologia, con coniazioni riportanti l'anno VII di pontificato (1682-1683), a meno di un tipo senza data. Il Muntoni ne classifica dieci tipi dal n°44 al n°53, e negli anni ho elaborato una "tabella di rarità", come segue: Muntoni 44 R Muntoni 45 R Muntoni 46 R4 (???) Muntoni 47 R2 Muntoni 48 C Muntoni 49 R Muntoni 50 R Muntoni 51 R Muntoni 52 R2 Muntoni 53 R Per la Muntoni 46 ho inserito i "???" perchè non ne ho mai viste, e il fatto che sia l'unica mancante al Serafini mi lascia il dubbio che possa anche essere una "errata interpretazione" dei compilatori del CNI (sarebbe la CNI 50, ma anche le foto delle tavole non corrispondono alla descrizione), poi ripresa dal Muntoni. Dopotutto si tratterebbe dell'accoppiamento di due conii di altre tipologie (D. M.51 / R. M.47), come da questo "fotomontaggio": Se qualcuno ne ha notizia, eventuali segnalazioni sono graditissime ! 😉 A queste dieci, c'è da aggiungere una undicesima mezza piastra che Muntoni e CNI non considerano, ma che era presente sul Serafini al n°62 (rarità R3), che differisce dalla Muntoni 45 per il bordo perlinato della cartella del rovescio: L'immagine di destra è il rovescio dell'esemplare passato in asta Ranieri 19, lo scorso 13/11. Allego una tabella riassuntiva con classificazioni e immagini, ogni contributo o integrazione è ben gradito. Ciao, RCAMIL. Tabella mezze piastre Innocenzo XI.pdf3 punti
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Ha sempre dato la stessa impressione anche a me, questo è il rovescio di un bronzo dell' imperatore Clodio Albino,la corona di alloro è praticamente uguale...3 punti
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Allego stesso francobollo con annulo d'epoca, come ben visibile l'annullo ha impresso molto bene il fronte del francobollo, passando anche al retro dello stesso. poi se si ha la fortuna di trovarli su grande frammento, come quello che posto, la cosa è più facile, purtroppo per chi fa storia postale è come un omicidio..3 punti
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buon giorno amici volevo condividere con voi le monete che ultimamente sono entrate nella mia collezione.3 punti
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@fapetri2001 Premetto che quello che scrivo non è il Vangelo in merito, ma una fallibile opinione che mi sono fatto nel tempo. Questo un' altro esempio simile al tuo. Questi alti valori per l' epoca oltre che fiscalmente vennero sicuramente usati anche per posta ma in quantità molto limitate, vennero invece usati per l' uso dei telegrammi. Soprattutto quando gli annulli sono così ben centrati credo che quasi sempre non siano di uso postale. Qui un esempio di One shilling con il timbro postale di Glasgow datato 17 agosto 1871, uno scellino era una grossa somma di denaro nel 1871 e questi francobolli venivano usati per telegrammi fino a 20 parole. Quando i francobolli non erano usati postalmente veniva apposto sugli stessi l' annullo con datario a cerchio, quando invece venivano usati per posta l' annullo circolare non era quasi mai sul francobollo dove invece troviamo gli annulli numerali con forme diverse. Esempio: Altri esempi di uso postale. Come sai in filatelia ci sono sempre delle eccezioni, ma diciamo che seguendo una statistica ci permette di stabilire alcune conclusioni partendo dall' esame di alcuni esempi/campioni.3 punti
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Buona Sera, Intervengo, per opportunità, dopo la chiusura dell’asta nella quale è stata offerta una delle monete oggetto di questo intervento. L’asta in questione è la Bolaffi numero 46 chiusa oggi, con riferimento a questo lotto e ad acuni Fiorini, unitamente a quello in questione ne presentava altri, oltre a due imitazioni anonime, quasi tutti in conservazione modesta. In aggiunta a quello esaminato, un altro dei Fiorini, per altro non classificato correttamente, meriterebbe un approfondimento. Da notare come il realizzo più alto tra i Fiorini della Repubblica d Firenze riguardi una imitazione, per altro sottopeso. C’è anche chi colleziona imitazioni. Evito di divagare. Per stabilire un punto di partenza, allego una coppia di immagini, nell’ordine i due esemplari, il primo dall’asta Ranieri 14 del 19-11-2019 lotto 326, l’altro dall’asta Bolaffi indicata lotto 585. Presentano il primo il segno “croce stilizzata” (Bernocchi 137/8) MIR 4-8, il secondo il segno “giglio piccolo” (?) (Bernocchi 254/6) MIR 4-52. Asta Ranieri Asta num. 14 Asta Bolaffi Asta num. 46 Non avendo ancora potuto analizzare un MIR 4-52 (al di sopra di ogni sospetto) e non conoscendo nel dettaglio l’aspetto del segno, non potendo ricavare ulteriori informazioni dalla sua classificazione (a un certo punto la classificazione della IV serie segue l’ordine alfabetico del nome del segno) che non risulta indicativa di un periodo specifico; non sono in grado di stabilire che aspetto dovrebbe/potrebbe avere questo specifico Fiorino. Tutti i riferimenti che ho potuto trovare sono per me irraggiungibili. Al contrario mi è invece noto come si dovrebbe presentare un MIR 4-8. Allego l’immagine di un Fiorino MIR 4-8 dall’ asta CNG Triton XX del 2017 lotto 1246 (a mio parere sicuramente buono) con tutte le caratteristiche stilistiche dei Fiorini più antichi della IV serie. Faccio notare in particolare le campiture delle ali del giglio. Asta CNG Triton XX Dimenticavo, le prime due monete sono al netto del segno di zecca figlie degli stessi coni di diritto e di rovescio. La cosa è quanto meno inusuale e certamente inattesa. Alcune considerazioni: premetto che il mio atteggiamento di fronte a situazioni simili è sempre particolarmente prudente (leggi negativo), ho criteri di valutazione e riferimenti precisi, scostamenti troppo marcati da quella che valuto personalmente come normalità impongono una precisa analisi; non ho visto le monete ma solo le immagini. Bisognerà capire e spiegare i motivi delle difformità rispetto al modello di MIR 5-8. Si potrebbero considerare come varianti o come artefatti a seconda delle prove a supporto. Nel caso fossi in errore verrebbe rivalutata la possibilità che alcuni coni possano essere stati “reimmatricolati”; oppure potrebbe trattarsi di un caso simile a quello del Fiorino MIR 3-7 esitato nell’asta NAC 44 del 2007 e successivamente nella recente Lugdunum 23 del 2023 dove un possibile danneggiamento (?) del conio aveva alterato il segno di zecca rendendolo di difficile lettura. Se ne era parlato qualche tempo fa in una discussione. In questo caso mi risulta difficile comprendere, anche chiamando in causa doppie battiture o altri possibili incidenti, come possa essersi alterato in questo modo il segno. Ma come insegna l’esperienza, le cose evolvono verso la complessità. Non sono gli unici Fiorini, tra quelli esitati nelle aste degli ultimi anni, appartenenti al primo periodo della IV serie, che “non mi piacciono”, presentano a volte particolari spiazzanti o conservazioni improbabili, è stato un periodo di evoluzione dello stile e di continui cambiamenti. Sono sempre pronto a ricredermi nel caso si riesca a comprendere l’arcano, non si finisce mai di scoprire cose nuove se si è curiosi, invito chi volesse a esprimere le sue considerazioni. Come puro esercizio della fantasia provo a prospettare alcuni possibili scenari, in ordine sparso, senza privilegiarne alcuno, anche se probabilmente alcune ipotesi sono più fragili di altre. Le monete sono entrambe buone, le discrepanze dipendono dalla evoluzione stilistica, il segno giglio piccolo è dovuto alla alterazione accidentale di un conio e in effetti non esiste (se questo fosse effettivamente il segno indicato dal Bernocchi come giglio piccolo, in considerazione della poca precisione nel delinearlo, potremmo avere la spiegazione). Ribadisco di non aver visto direttamente nessuno degli esemplari censiti segnalati in letteratura, l’ipotesi potrebbe essere fuori dalla realtà. È la tesi che preferisco, non che valga più delle altre, le monete con il segno “giglio piccolo” sarebbero da considerare un “artefatto”, contemporaneo al Fiorino originale prodotto in conseguenza a un danno del conio. Le monete continuano ad essere buone, persiste l’evoluzione stilistica, i due segni esistono e sono distinti, come conseguenza sono di periodi contigui (ci sarebbe una logica nella successione temporale), trova conferma l’ipotesi di Fiorini “reimmatricolati”. Questa ipotesi mi piace poco, la sua conferma cambierebbe alcune mie convinzioni, ma quello che conta è la realtà (il fatto che l’ipotesi mi piaccia poco e che ho convinzioni da adeguare è solo un mio problema). Le monete sono in qualche modo imitazioni, anche se sembrano fatte troppo bene, al netto di alcuni particolari e di alcune proporzioni. Le possibili varianti del caso, declinate per le imitazioni si possono ricavare dalle precedenti ipotesi. Le monete ci sono contemporanee, esistono CNC a cinque/sei assi che consentono di realizzare coni con risoluzione e finiture superficiali di pochi micron (realizzano ingranaggi per orologi e minuterie simili), copiando un modello, magari riadattato. Avrebbe poco senso cambiare solo il segno anche se l’incisione ex novo di tutto il conio richiederebbe parecchie ore di lavoro macchina. Coniare “male” le monete le rende più credibili. Forse il gioco, al di là di un esercizio di verifica delle potenzialità del sistema, non varrebbe la candela. Ricordiamo che l’oro con titolo molto elevato non pone problemi riguardo alle patine. Risparmio a tutti teorie aliene, cospirazioni e altre amenità, l’ultima di quelle proposte si colloca già ai limiti del ragionevole. Una ulteriore possibilità, potrebbe ridursi al fatto che la moneta di Bolaffi nulla avrebbe a che fare con il segno indicato, essendo il segno “giglio piccolo” altro e differente da quello in questione. Si sarebbe, fino a questo punto, ragionato attorno e di un abbaglio, mi consola sperare non sia, in ogni caso, solo tempo perso. Le possibili spiegazioni sarebbero più semplici, le ipotesi si ridurrebbero e si semplificherebbero, non riterrei comunque questo esercizio inutile se potesse servire a fare chiarezza. Spero di non aver tralasciato altre ipotesi plausibili e non avere eccessivamente tediato. Sono e restano pareri e valutazioni personali. Il fatto che un Fiorino, in immagine, non piaccia a me è irrilevante. Potrebbe dipendere solo da come è stato fotografato, non tutti i fotografi sono artisti. Cordialità2 punti
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E' una riproduzione moderna. Veniva regalata dalla MisterDay Parmalat : https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/falsi/ParmalatMisterDay/MisterDay.html E' la n. 11 della serie2 punti
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Era la cassetta postale dell' albergo solitamente era in portineria, la posta poi veniva portata all' ufficio postale per l'invio e a volte gli alberghi avevano il proprio annullo. Esempi:2 punti
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Anche questa discussione sarebbe utile averla in primo piano così che sia facilmente accessibile a tutti2 punti
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Dovremmo averla in primo piano questa discussione per alimentarla con facilità.2 punti
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Trovata all’interno di un albergo nel centro storico di vicenza2 punti
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Senza polemica ma credo che prima di scrivere certe affermazioni occorra fermarsi un attimo, studiare (come Luca ben fa) e magari valutare anche CHI scrive e cosa (in questo caso un utente molto preparato sul periodo in questione). Scrivo questo perchè alcune osservazioni come quelle citate potrebbero suscitare in chi si prodiga nel condividere i suoi acquisti sentimenti di scoraggiamento, specie quando sono accompagnati da note informative che richiedono studio, impegno e tempo. Luca si distingue ripetutamente per approfondimento e studio, e per questo motivo dovrebbe godere della nostra fiducia. Ripeto: non significa essere dei creduloni, ma vista la sua preparazione, prima di mettere in dubbio un suo scritto, che almeno che ci si dedichi a capire meglio cosa è stato scritto in merito. E' quanto ho fatto io, ed ho potuto constatare che quanto da lui scritto viene confermato sia dagli scritti del Crippa (noto per i suoi approfonditi studi sulle monete di Milano) e nelle note dell'asta Nomisma 40 redatte da Nicolò Pirera, appassionato cultore e collezionista dell'epoca Napoleonica; infatti, al lotto 934 dove viene esitato un analogo esemplare (vedi foto in allegato) viene scritto quanto segue: "Moneta che appare sia nell'opera di A. Pagani sulle prove ed i progetti al n. 493 sia nell'altra sulla monetazione ordinaria dello stesso autore e censita al n. 75b. Crippa lo elenca al n. 50 tra i progetti (con rarità R4). Si differenzia dalla monetazione usuale del soldo per una definizione del conio molto più curata, il metallo solitamente lucido e di colore scuro, mentre l'impronta di Napoleone è maggiormente definita, oltre che per il bordo perfettamente circolare, liscio, e di maggior spessore. Siamo propensi a considerarla una moneta, giacchè se ne conoscono due esemplari che hanno circolato, anche se di tipo transitorio. Da li a poco infatti fu introdotto il nuovo tipo da un soldo (1811) con il bordo leggermente rialzato e liscio e la testa di Napoleone più piccola con la capigliatura a ciocche grandi. Di questo tipo, ad oggi, sono comparsi in asta pubblica, due soli esemplari negli ultimi 30 anni". Grazie Luca per aver condiviso un esemplare importante della monetazione Napoleonica2 punti
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E ti pareva! mi è scappata l'intera immagine dell'astronave! Dopo l'invio del post sono andato su un'altra home e non ho controllato! ne dovevo mettere solo una porzione per l'identificazione! Era già pronta2 punti
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Di Saint Vincent e Granadine, paese caraibico indipendente dal 1979 dove come valuta si usa il dollaro dei Caraibi orientali, fa parte anche l'arcipelago delle Grenadine. Negli anni '70 queste isole, pur essendo parte unitaria dello Stato e non dipendenze, hanno ricevuto autonomia postale e francobolli specifici (poco utilizzati ma validi) diversi da quelli ordinari di Saint Vincent, con indicazione di provenienza Grandine di Saint Vincent. I primi erano esemplari di Saint Vincent sovrastampati con l'aggiunta di "Grenadines of" sopra il nome dello Stato: Poi arrivarono le emissioni specifiche con la scritta per intero: Stessa idea ebbero i vicini di Grenada, indipendente dal 1974 e utilizzante il dollaro dei Caraibi orientali, che adottarono emissioni specifiche per le isole Grenadine nel loro territorio con la denominazione Grenadines of Grenada, o più spesso Grenada Grenadines. Inizialmente anche loro sovrastamparono francobolli ordinari di Grenada: E poi stamparono quelli specifici:2 punti
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Solo falsi moderni per ingannare i numismatici. Al 90% lo studio riguarda le monete con il castello.2 punti -
Aggiungo l'immagine presa dal catalogo dell'asta Varesi 79 del 10 maggio 2022.2 punti
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Ringrazio per gli apprezzamenti Apro un piccolissimo off-topic, scusandomi con @Alan Sinclair. Concordo con @torpedo sul fatto che, per il mercato internazionale, lo slab sia una realtà assolutamente consolidata. Se sia o meno un obbligo non saprei dirlo, ma i realizzi importanti che fanno le monete chiuse in queste scatoline sono sotto gli occhi di tutti. Per una serie di motivi, personalmente ho scelto di non far chiudere le mie monete in slab quando, recentemente, le ho esitate . Visto che ogni tanto spunta fuori questo argomento, che ne direste se apro una discussione ad hoc in questa sezione e la metto in evidenza? Se siete d'accordo potete votare questo mio intervento con le faccine sorridenti o piangenti (in questo modo i punteggi non verranno sommati al profilo utente). Se ci saranno ALMENO 15 reazioni su questo post procederò ad aprire il thread. Grazie Chiudo l'off topic sullo slab (nel caso ne parliamo nell'apposito topic) EDIT: Qui c'è un'interessantissima discussione sugli slab relativa alle monete preunitarie. L'ho messa in evidenza visto che l'argomento è sempre attuale2 punti
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Buon pomeriggio a tutti Ho aperto questa discussione come invito agli appassionati della monetazione del Grande a inserire gli esemplari più interessanti dal punto di vista estetico e anche per rarità, sia posseduti sia visti in giro. E questo indipendentemente dal metallo, quindi dai distateri ai bronzi. Questo mio tetra proveniente dalla Tkalec di Zurigo dell'ottobre 2007 penso sia adeguato ad aprire la galleria, anche perché Martin Joseph Price ha scelto questa immagine come illustrazione del suo libro più famoso ‘The Coinage in the Name of Alexander the Great and Philip Arrhidaeus’. La zecca è di Tarso, in Cilicia, e il periodo c. 323-317 a. C. Leggiadra la Nike in volo a destra nel campo a sinistra. La catalogazione è Price 3042a in quanto, oltre al monogramma sotto il trono, è presente una sigma maiuscola in esergo. apollonia1 punto
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DE GREGE EPICURI Sì, credo sia una semi-autonoma, e pertanto manca l'immagine imperiale. Il busto femminile presente al D dovrebbe raffigurare forse la città di Tessalonica.1 punto
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Potrebbe stare sullo spl/spl+ Forse un colpettino h 10 sul D/1 punto
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ecco qua... l'ho liberata... come dice il ns caro amico in comune @caravelle82 a quanto pare la perizia e la plastica non la faceva respirare bene 😉😉1 punto
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https://www.veronafil.it/it/veronafil/la-voce-scaligera/ https://www.cronacanumismatica.com/veronafil-139-un-risultato-che-scaccia-le-cassandre/1 punto
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Scusa ma per me è esattamente l'opposto. La parte culturale che è importantissima può essere tranquillamente online con streaming vari. È la parte commerciale che necessita di una visone dal vivo.1 punto
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Più si procede indietro nei secoli e più diventa complesso reperire tutta la documentazione ufficiale dell’epoca. È normale, ad esempio, che si abbiano più documenti riguardanti ciò che è avvenuto all’interno della zecca ai tempi di Vittorio Emanuele III rispetto a Napoleone (posto che, comunque, anche sulla monetazione del Re Numismatico ci sono ancora diversi aspetti da chiarire). Riguardo al bisogno da parte di taluni del pezzo di carta che dimostri in maniera inoppugnabile certe cose mi sembra, senza offesa, una necessità tipica di un neofita che ha poche sicurezze. Personalmente, consiglio a questi individui di collezionare monetazioni più vicine temporalmente ai giorni nostri e sulle quali possono avvalersi di tutta la documentazione che più desiderano.1 punto
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Buonasera, come prevededibile dal fronte, il retro ci dice chiaramente che il bollo è un postumo, cioè non applicato all'epoca, caratteristica principale degli annulli autentici dell'epoca, è la loro pressione e quindi il ripassare al retro del francobollo, in più rilasciano in svariati casi, una parte oleosa tipica dell'inchiostro dell'epoca, questo come altri francobolli di alto valore all'epoca, sono molto soggetti ad essere bollati di favore, in quanto molto spesso il valore di catalogo per l'usato è superiore al nuovo, se interessa il valore venale del francobollo, viene considerato di catalogo come linguellato, anche se in realtà è tutta altra cosa1 punto
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Salve @Pino 66 purtroppo anche con queste nuove foto è difficile deciifrare il rovescio. Si puo fare un ultimo tentativo.Magari se riesce a ricalcare quello che riesce a vedere..🙂1 punto
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Se voleva imitare l'autentica da gr.1,61 è perfettamente in linea, una differenza di 0,15 grammi non sono nulla, secondo me la produzione non è recente, gli darei almeno un secolo alle spalle.1 punto
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Questo il Francobollo: effigie di Umberto I in un ovale, emesso il 7.1.1896, progettisti e disegnatori furono Enrico Repettati e Lodovico Bigola (artisti che sapevano fare il loro lavoro). Visto che parliamo di storia postale il dietro e la filigrana del Francobollo ovviamente non si vedono mai, a scopo divulgativo metto anche l' immagine della filigrana. Annullli tondo riquadrati con barrette curve ai quattro angoli senza anno di Bologna ferrovia del 22 NOV alle 7 Serali. Busta con lieve quotazione, ma a mio avviso veramente bella, con tanto di scritto interessante storico archivistico. Curiosità, la cartolina non è di produzione italiana ma bensì francese, lo vediamo dalla scritta accanto al francobollo "rue Mazzini 84 o 94".1 punto
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Penso che la sostanziale differenza sia tra chi è commerciante e fa tanto volume con una percentuale ridotta di guadagno su ogni transazione e chi invece millanta come pezzo raro super fdc, monete che magari si trovano a 20% in meno e vende poco con maggiore percentuale di guadagno su ogni moneta. La differenza penso sia che con internet e la moltitudine di aste, il collezionista ha più mezzi per scegliere anche con più calma rispetto al caos di un "convegno". Anzi secondo me eventi come quelli di Verona dovrebbero prediligere spazi di conferenza di esperti piuttosto che i banchetti di vendita come un mercatino. Però il vile denaro viene prima, comprendo bene... visto che viene prima il denaro dico anche che chi non si adatta "muore".1 punto
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Buon Giorno, lo stemma dovrebbe essere quello vescovile "standard" (mi scusi il termine) Non penso sarà agevole risalire al titolare dello stemma se non riesce a restringere l'area geografica dalla quale potrebbe provenire. Altra cosa importante cercare di interpretare i simboli sullo stemma, non sempre gli stemmi disegnati o a stampa riproducono fedelmente i sigilli corrispondenti e viceversa; la simbologia in genere resta immutata. Mi ritrovo anch'io diversi disegni di stemmi vescovili e arcivescovili che non riesco ad assegnare ai rispettivi titolari. Non conosco siti di storia della chiesa che riportino elenchi di stemmi di Vescovi e Prelati diversi dai Cardinali, forse bisognerebbe conoscere qualche storico della chiesa. Localizzando l'area di "emissione" si potrebbe provare a contattare le sedi vescovili "circonvicine" cordialità1 punto
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Io ci sono stato sabato e non mi ha fatto una brutta impressione, anche se forse è stato un pò sottotono rispetto a qualche anno fa. Comunque credo anch'io, che sia fondamentale cercare di mantenere sempre vivi questi convegni, sono momenti di aggregazione, di scambio interpersonale, di confronto, insomma sono fondamentali per una crescita equilibrata di un intero settore.1 punto
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A questo punto perchè non un giuramento scritto registrato da un notaio sul legale ottenimento della moneta? Giuramento sulla Bibbia ovviamente. 😀1 punto
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con qualche foto in più potrei essere più preciso.1 punto
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@favaldar, come sai, nel 1810 c’è stato l’allontanamento dalla zecca di Milano e l’esilio dal Regno d’Italia di Luigi Manfredini per la vicenda della lira NATOLEONE. Il ruolo di direttore di zecca venne affidato a Girolamo Vassallo. Dal 1811 fino al 1813 i nominali in rame vengono coniati entro virola. Il bordo non presenta più i filetti circolari paralleli tra loro ma è liscio e il volto di Napoleone viene rappresentato in maniera differente. Tra I e II tipo troviamo certi esemplari con data 1810 che presentano un ritratto estremamente definito ed un bordo liscio e rialzato. Tutti gli esperti che trattano la monetazione napoleonica sono concordi nel definire questi esemplari come prove di transizione. Perciò, per quanto mi riguarda, non mi sono mai posto il problema di un’eventuale mancanza di documentazione dell’epoca.1 punto
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Normalmente io facevo periziare o faccio periziare solo quando la moneta "deve" essere dichiarata sia per conservazione o genuinità da un Professionista, meglio se super apprezzato e conosciuto. Il perchè è semplice se vuoi venderla io sono uno dei tanti e non ho qualifiche, su carta, un professionista conosciuto e riconosciuto da fiducia e sicurezza soprattutto con certe cifre, tutto qui. Altrimenti le monete mi piace sentirle a contatto con la pelle e scrutarle nei minimi dettagli alla lente, cosa che in busta o scatola non puoi fare e ti perdi sensazioni uniche. Sicuramente capirete.........🙏🏼 🧐 Aggiungo: una moneta con una perizia Tevere Emilio con la sua firma originale per me a un valore a parte, in più.😔1 punto
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Sono d'accordissimo con il tuo punto di vista, ma permettimi di "spezzare una lancia" nei confronti di chi cerca le monete "imbullettate" (non scrivo "periziate" visto che i ben noti cartellini costituiscono semplicemente un attestato di autenticità con parere di conservazione). Quello che tu osservi riguardo i collezionisti di monete medievali è sacrosanto, ma tra i due tipi di collezionisti c'è, spesso, un profondo divario. Escludendo chi colleziona il Regno da anni, queste monete di grande modulo sono molto attraenti per i nuovi collezionisti, che ovviamente non hanno l'esperienza e la preparazione per giudicare sia l'autenticità che la conservazione di queste tipologie molto falsificate. Una "perizia" Tevere, ad esempio, fa certamente gola, visto soprattutto la fama di grande serietà e integrità che questo noto Professionista si era costruito nel tempo. Quindi, per alcune categorie di persone, cercare le monete "periziate", è comprensibile. Certo, rimane sempre e ancora di più valido l'invito a imparare quanto prima: come scrivo sempre, è fondamentale imparare a fidarsi solo ed esclusivamente dei propri occhi e del proprio sapere, visto che il mercato numismatico è, purtroppo, pieno di venditori "generosi" quando devono vendere. Non è esagerazione ma un triste dato di fatto. Spendo due parole per quanto riguarda il sistema di valutazione che sto approntando, visto che serve a "completare" il concetto sopra espresso. Sia le "perizie" degli slab, che quelle nostrane sono estremamente "parsimoniose" in termini di spiegazioni. Di fatto, non ne hanno, a parte qualche brevissima nota sulla patina, su qualche difetto tecnico, ma poi, tutto finisce li... Non ci sono informazioni relative alla qualità di coniazione, o altri parametri valutativi che possano aiutare a capire il perchè si è giunti a un determinato grading. Ecco, riuscire a trasformare tutto questo in un concept rodato e modulare (in base alle tecniche produttive) è davvero molto ostico, ma sono certo che aiuterebbe i collezionisti che vorrebbero imparare a valutare tutti gli aspetti in gioco di una valutazione qualitativa.1 punto
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In realtà, se non ricordo male, la scrittura è della figlia: lui dettava.1 punto
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Dal ministero della cultura greca: https://www.culture.gov.gr/el/Information/SitePages/view.aspx?nID=49201 punto
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E per concludere una 58 aquile rovesciate. Un saluto a tutti. Raffaele.1 punto
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