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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/31/25 in Risposte
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Con nonno Cesare ho avuto un rapporto a distanza negli ultimi quattro anni: lui mandava i suoi articoli a Mario che prontamente me li girava. L'anno scorso, sentendo l'approssimarsi dell'appuntamento con la "Signora dal nero mantello" e rendendosi conto che non avrebbe potuto concludere il suo immenso lavoro di ricerca, mi fece avere, oltre ai suoi articoli pronti per essere inseriti sul Gazzettino, anche i suoi appunti comprendenti anche il programma numismatico. Mi piace ricordarmelo così, assorto sull'elenco delle cose da fare e da sviluppare: ve ne faccio dono, chissà che qualcuno di voi non voglia raccogliere la sua eredità intellettuale. Sono sicuro che è per questo che mi ha spedito questa documentazione ed in cuor suo, finalmente liberato dalla sofferenza terrena, guardi verso di noi speranzoso che il suo disegno non vada del tutto perduto. 9 Monete d'oro.pdf Preludio alla numismatica.pdf LA MONETA E LA STORIA.pdf17 punti
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Buon giorno. Ripensando a questa moneta personalmente ritengo che il bb sia un po' riduttivo ma non è questo il punto della mia considerazione che è invece il seguente. Chi di voi venderebbe questa moneta, con l'argento quotato a quasi un euro al grammo, per soli 25 euro? Anche solo dal punto di vista di un profano sarebbe chiaro che 25 euro non sarebbero sufficienti a costruire un qualsiasi manufatto di questo peso nemmeno un tondello liscio, nemmeno un lingottino ; qui si sta parlando di un, seppur piccolo e comune, originale ed autentico pezzo di storia. Siamo d'accordo che esiste il prezzo di mercato ma francamente in questi casi mi sembra fuori luogo ed irrispettoso per l'oggetto trattato. Non voglio dire che si dovrebbe fare incetta di scudi a questi prezzi, la cosa non ne farebbe certo salire il valore, ma il fatto mi fa pensare a come le persone in genere non abbiano più capacità di riflettere, perché non educate a farlo, sul valore degli oggetti e non specificamente delle sole monete. Io non lo so, ma quanto costa una moneta di nuova emissione o un qualsiasi oggetto senza lavorazioni artistiche in argento di queste dimensioni e peso? Forse il mio modo di pensare è obsoleto, forse non si fa così a determinare il valore delle cose, forse sono troppo di parte quando si parla di monete o forse ho un po' di ragione? Per chi mi ha letta fino a questo punto mi scuso per la filippica ed auguro una buona giornata. Cordialità Gabriella6 punti
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...e questo: Monetazione Gurjjara definitivo (I parte).pdf Monetazione Gurjjara definitivo (II parte).pdf Sit tibi terra levis, amico.6 punti
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Materiali n. 77 - 2019 La collezione di Vittorio Emanuele IIIN. 77-2019 Le emissioni longobarde. Parte I. I primi decenni, il Regno e il Ducato della Tuscia di E.A. Arslan e G. FusconiRoma 2024 https://www.bollettinodinumismatica.it/#/rivista/materiali?idPrimoPiano=c998ee30-f608-4e63-97e0-d7d21cf1e418 Complimenti agli autori a cui segnalo (nella speranza si possa modificare)5 punti
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Ci sara’ anche un suo contributo nel futuro e nascente Gazzettino di Quelli del Cordusio con un ricordo della sua figura. Cesare, non appena pubblicato il Gazzettino, era sempre il primo a mandare un nuovo articolo, la passione e il suo voler essere in modo totalmente disinteressato a favore di una cultura per tutti, in particolare modo per i giovani, era il suo credo e il suo auspicio per il futuro.5 punti
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... che farebbe sognare Ali Baba. Ciao a tutti! Qualche giorno fa ho mostrato ad alcuni amici una parte della mia collezione, inclusa la serie completa delle ultime banconote della RDT, dai 5 ai 100 marchi. Uno mi dice: "No, non è la serie completa! Mancano i tagli da 200 e 500!" Ed io gli rispondo che abbiamo tutti e due ragione… ma forse io un po’ di più. 😁 Prima parte I biglietti da 200 e 500 marchi della Repubblica Democratica Tedesca (RDT) non vennero mai effettivamente ufficialmente emessi o utilizzati nella circolazione regolare. Tuttavia, anche loro hanno una storia da raccontare. Il contesto storico è quello dei due stati tedeschi nel dopoguerra, di cui uno adottò il Mark der Deutschen Notenbank (poi chiamato Mark der DDR, abbreviato in M) come valuta ufficiale. Questa moneta era il simbolo del sistema socialista e della pianificazione centralizzata, in contrasto con il Deutsche Mark (DM) della Germania Ovest. La RDT emise in diverse serie banconote in tagli più comuni (5, 10, 20, 50 e 100 marchi), i biglietti da 200 e 500 marchi non furono mai messi in circolazione. Tuttavia, progetti e disegni di questi tagli vennero realizzati e furono addirittura stampati. Perché i tagli da 200 e 500 marchi non furono emessi? Possiamo solo fare speculazioni. - Limitazioni economiche: La RDT era uno stato socialista con un'economia pianificata. La maggior parte delle transazioni avveniva attraverso un sistema controllato dallo Stato, e i salari erano generalmente bassi. Non c'era bisogno pratico di banconote di valore così alto, dato che pochi cittadini avevano accesso a grandi somme di denaro. - Controllo sul denaro: La circolazione di contante era limitata, poiché lo stato promuoveva il risparmio e controllava rigidamente l'economia. I tagli elevati erano considerati inutili e persino rischiosi, poiché avrebbero potuto incentivare attività non ufficiali o il mercato nero. - Motivi politici: La RDT cercava di mantenere una facciata di uguaglianza sociale. L'uso di banconote di alto valore avrebbe potuto dare l'impressione di disuguaglianze economiche, un'immagine che il governo socialista voleva evitare. Ma allora perché i tagli da 200 e 500 marchi furono prodotti? All’ovest c’era una bancota da ben 1000 DM, volevano mostrare che anche ad est si poteva fare di più. Seconda parte Dopo la riunificazione della Germania, il marco tedesco occidentale (DM) divenne la valuta ufficiale della ex-RDT, a partire dal 1° luglio 1990. Di conseguenza, le vecchie banconote della Repubblica Democratica Tedesca persero ogni validità e vennero ritirate dalla circolazione. Per gestire questa enorme quantità di denaro ormai inutilizzabile, la Staatsbank Berlin decise di stoccare circa 100 miliardi di marchi della DDR (pari a 620 milioni di banconote) in una rete di tunnel sotterranei nei pressi di Halberstadt, nei monti Thekenberge. Le banconote furono trasportate in loco con convogli militari dalla vecchia sede della Reichsbank di Berlino e depositate all’interno di due lunghi tunnel di arenaria, ciascuno lungo sui 300 metri. L’area venne poi sigillata con colate di cemento (due metri di spessore) e pesanti porte d’acciaio, mentre il denaro venne coperto con ghiaia e sabbia con l’idea che, nel tempo, l’umidità naturale del sottosuolo ne avrebbe accelerato la decomposizione. Tuttavia, questa previsione si rivelò errata: un’indagine condotta nel 1992 confermò che le banconote si degradavano molto più lentamente del previsto. Il sito, poi noto come il "tesoro di Halberstadt", rimase abbandonato per diversi anni, ma la sua esistenza attirò l’attenzione di alcuni avventurieri. Nel 1999, due uomini del vicinato riuscirono a introdursi nel deposito attraverso una frattura non sorvegliata nel sistema di gallerie, portando via un numero significativo di banconote, inclusi i tagli da 200 e 500 marchi. Nel luglio 2001, la KfW-Bank (che aveva acquisito la gestione del sito dopo la fusione con la Staatsbank della DDR) venne informata che queste banconote stavano apparendo in circolazione nei mercati numismatici e persino agli sportelli delle banche (anche se non potevano più essere scambiate). I due responsabili del furto furono arrestati e condannati, ma il rischio di ulteriori intrusioni e il pericolo per eventuali incidenti spinsero la KfW a prendere una decisione drastica. Nel marzo 2002 iniziò l’operazione di rimozione e distruzione definitiva del denaro. Le pareti di cemento che sigillavano i tunnel vennero demolite e il denaro fu estratto con pale meccaniche, ripulito da sabbia e ghiaia e caricato in enormi container (33 metri cubi di capienza!). Un totale di 298 camion trasportò le banconote ad una centrale di incenerimento dove furono bruciate insieme ai rifiuti domestici. L’intera operazione si concluse il 25 giugno 2002, eliminando definitivamente quello che un tempo era stato il sistema monetario della RDT. Morale della favola: Questa faccenda non è mai stata completamente chiarita, e molti aspetti restano ancora dubbi. Tuttavia, si può affermare con relativa certezza che tutte le banconote di taglio “grande” non provengano da fonti ufficiali, lecite (cosa che mi ricorda un'altra italica leggenda che parla di calzetti e mutande). Ma non credo che la finanza vi sveglierà all’alba se ne possedete una, quindi potete dormire sonni tranquilli. Njk ==================== Testi trovati, copiati, tradotti e reimpastati anche da: https://www.tagesschau.de/wirtschaft/finanzen/ddr-geld-halberstadt-schacht-bargeld-geldscheine-100.html https://de.wikipedia.org/wiki/Mark_(DDR)#Vernichtung_der_Banknoten https://www.kfw.de/stories/gesellschaft/gesellschaftlicher-zusammenhalt/der-schatz-von-halberstadt/ Un ringraziamento particolare a: Lindo ed il piano quinquennale che porta stabilità per il supporto musicale.4 punti
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E così il vaso di Pandora fú aperto! cmq ognuno di noi come collezionista ha una sua storia personale da raccontare! Io stavo giocando alla guerra in un campo arato quando mi arrivo un pezzo di terra proprio in fronte,lo staccai(terreno era fangoso) e notai una moneta di Vittorio Emanuele II da 5 centesimi (1861 ma non zecca Bologna)...quindi letteralmente la numismatica da allora mi dà alla testa ☺️4 punti
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In questo sito ci sono un po' di mappe (in prevalenza dell'Italia) su cui venivano segnati gli itinerari postali. Sono tutte zoomabili e osservabili anche nei dettagli. https://www.issp.po.it/cartografia-postale/3 punti
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Ma non ci sono solo i libri: anche le pergamente (in questo caso un frammento di Torah) sono affascinanti. Queste sono le informazioni in mio possesso (se ho scritto stupidaggini, siete pregati di dirmelo )3 punti
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Per assecondare i gusti dell'Amico Antonio mi permetto condividere uno degli antoniniani della mia collezione della filosofa Julia Domna moglie di uno degli imperatori da me preferiti: Settimio Severo. Spero piaccia!!! P.S. è una moneta ex Tinia Numismatica Saluti a tutti Mario2 punti
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Continuare in vecchiaia a coltivare i propri interessi, con immutato desiderio di conoscenza e sapere ... con la mente ancora lucida e sana per poterlo fare. E' un bel finire la propria esistenza per un uomo di scienza.2 punti
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Lo Sherlock con luci di diversi colori è il top di questi filigranoscopi. Sono un tradizionalista, ma mi sono accorto che queste innovazioni tecnologiche valgono quello che costano, ovviamente conviene per controlli di grandi quantità.2 punti
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Questo il Morley Bright è per verificare la filigrana su francobolli su busta, credo che oggi sia introvabile.2 punti
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Questo è quello che ho io, acquistato molti hanno fa che mi ha dato molte soddisfazioni, considerando che sui francobolli inglesi controllavo qualche centinaio di filigrane alla volta. E devo dire che funziona benissimo, e' fatto solo per controllare francobolli, per le buste ne esiste un'altro che possiedo diverso da questo. La benzina rettificata va bene per controllarne uno o due alla volta, in quanto le esalazioni non sono poi molto salubri.2 punti
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LEGNANO MAGAZZENO ALIMENTARI FRANCO TOSI (alluminio)2 punti
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https://stilearte.it/scopre-nel-campo-questo-oggetto-antichissimo-cose-chi-lo-produsse-e-quale-segreto-nasconde-decifrati-i-simboli-di-cosa-parla-rispondono-gli-esperti/ Scopre nel campo questo oggetto antichissimo. Cos’è? Chi lo produsse? E quale segreto nasconde? Decifrati i simboli. Di cosa parla? Rispondono gli esperti Redazione 3 Gennaio 2025 Archeologia - Ultime notizie ed approfondimenti, News L’oro è acceso, tra le zolle. Gocce di granato sono gonfie, come l’affiorare di sangue che pulsa. Le vedete? Gocce di sangue e serpenti. Gli archeologi: “Il reperto risale ai tempi del periodo migratorio dei popoli”. “Migrazioni dei popoli”. Un tempo erano definite “invasioni barbariche”. In un campo vicino a Rostock è stata scoperta una preziosa spilla da abito in oro e argento. Risale al tempo della migrazione dei popoli ed è attualmente studiata dagli archeologi del Meclemburgo-Pomerania anteriore, in Germania. La spilla da veste in argento dorato, decorata con granati, risale all’inizio del VII secolo. Simile ad una spilla da balia, veniva utilizzata per tenere chiusi gli indumenti. Secondo l’archeologo statale Detlef Jantzen il ritrovamento è considerato, in Germania, uno dei più significativi del 2024 che si è appena concluso. La spilla è venuta alla luce in un campo, grazie all’intervento, con metal detector, di un archeologo volontario, che opera in raccordo con le Soprintendenze. Facciamo un passo indietro per inquadrare temporalmente il reperto. Il tempo delle migrazioni dei popoli noto anche come “epoca delle invasioni barbariche” , periodo in cui questo gioiello fu prodotto, si sviluppò soprattutto tra il IV e il VI secolo d.C., segnando la transizione e la fine dall’Impero Romano e la formazione dell’Europa medievale. Fu caratterizzato da massicci spostamenti di genti germaniche, slave, asiatiche e altre, spinte da pressioni interne e dall’avanzata degli Unni. Tra i protagonisti vi furono Goti, Vandali, Franchi, Sassoni e Longobardi, che penetrarono nei territori romani, destabilizzando il potere centrale. Questi movimenti furono spesso accompagnati da conflitti, saccheggi e il declino delle città. Tuttavia, posero anche le basi per la fusione di culture romane e barbariche, gettando le fondamenta delle future nazioni europee. La funzione simbolica della spilla La spilla del VII secolo: arte, tecnica e simbologia Descrizione del manufatto La spilla, risalente al VII secolo, è un raffinato esempio di oreficeria antica. Fu realizzata in argento placcato oro con l’uso della tecnica cloisonné. Questo metodo prevedeva l’inserimento di sottili fili metallici per creare cellette chiuse (cloison), all’interno delle quali venivano incastonati granati, smalti o vetri. Nella spilla in esame, i cloison sono costituiti da una lamina d’oro, che amplifica la lucentezza e la profondità delle pietre. I granati, accuratamente tagliati per adattarli alle cellette, sono disposti in un complesso motivo decorativo all’apparenza geometrico, che nasconde vividi elementi figurativi . La forma ovoidale della spilla è arricchita da celle rettangolari con lati curvi che culminano in granati a forma romboidale, rappresentanti le teste di serpenti. Prima delle teste, si trovano granati lavorati a cabochon (cioè tondeggianti come capocchie). Origini e influenze tecniche La tecnica e il design della spilla sembrano richiamare un substrato celtico radicato nelle manifatture della Gallia, con possibili influenze germaniche. L’intreccio geometrico e la complessità simbolica sono tipici delle tradizioni artistiche dell’Europa settentrionale e occidentale, rielaborate in chiave locale. Il soggetto sembra invece riferirsi al mondo scandinavo. Simbologia e significato protettivo della spilla Oltre alla sua funzione estetica, la spilla aveva un significato simbolico e fungeva da elemento protettivo dal Male. L’osservazione dei dettagli decorativi – come potete vedere dal nostro schema – suggerisce la presenza di un’ascia bipenne o di due lame che colpiscono il collo di altrettanti serpenti, rappresentati dalle teste romboidali, che abbiamo evidenziato con le linee rosse. Le gocce di sangue che sgorgano dal taglio provocato dall’ascia sono evocate dai granati cabochon. La raffigurazione della spilla potrebbe richiamare miti nordici e, in particolare, la mitologia norrena, con particolare riferimento al dio Thor, che combatte il serpente gigante Jörmungandr. Thor riuscì ad uccidere il serpente, ma poi morì avvelenato. Un sacrificio a favore del Bene. Una rappresentazione analoga a quella del gioiello è testimoniata in un’antichissima incisione runica, in Svezia. Il Mjolnir – o martello di Thor – assume le fattezze dell’Albero del Mondo o Axis Mundi (Pilastro Cosmico) in un’incisione, ad Åby, Uppland. Ecco l’immagine dell’incisione, qui sotto. Martello o ascia bipenne qui sono sorretti da due serpenti che quasi ne vengono schiacciati. Al tempo stesso i due serpenti e il martello-ascia – che diventa un albero – si raccordano alla tentazione di Adamo ed Eva nell’Eden. E’ probabile che queste raffigurazioni fornissero una visione sincretica dei popoli nordici dopo il contatto con il mondo romano-cristiano. Dobbiamo infatti tener conto del fatto che il Cristianesimo era divenuto religione di Stato dell’Impero romano che si estendeva – nel continente Europeo – dall’Italia alla Francia, dalla Germania alla Britannia, dalla Spagna al Portogallo, fino a coprire a tutte le regioni del Mediterraneo. I pagani nordici erano pertanto entrati in contatto certamente con il Cristianesimo e con il suo bagaglio iconografico. Thor mentre brandisce il martello-scure chiamato Mjöllnir, in un dipinto realizzato nel 1872 dal pittore scedese Mårten Eskil Winge La spilla aveva quindi una funzione simbolicamente protettiva. L’ascia bipenne agiva da deterrente rispetto a tutte le forze del Male, che si incarnavano nei serpenti. Dietro all’ascia si intendeva la presenza vigilante del dio. Le gocce di sangue, rappresentano lo sradicamento del mondo avverso al Bene.2 punti
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Gerhard Hirsch Nachfolger > Auction 395 Auction date: 11 February 2025 Lot number: 1056 Price realized: This lot is for sale in an upcoming auction Lot description: GRIECHISCHE MÜNZEN, GRIECHISCHES MUTTERLAND, THRAKIEN, ABDERA. Magistrat Mandronax.Tetradrachme. 473-448. Greif steht l. mit erhobener Vordertatze. Beizeichen Stern. Rs. Beamtenname um viergeteiltes Linienquadrat. Alles in Quadratum incusum. May 182 var. (A146/P-). AMNG 54 var. 14.80g, Schöne Tönung. RRR ss J.M.F. May war nur ein Exemplar mit diesem Vorderseitenstempel bekannt, der Rückseitenstempel ähnelt P152/P153, ist jedoch nicht stempelgleich, was v.a. an dem deutlich kleineren Delta zu erkennen ist. Estimate: 7000 EUR ILLUSTRAZIONE: Griffin fighting Arimaspian, Athenian red-figure calyx krater C5th B.C., British Mueseum2 punti
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Buongiorno, avrei il piacere visto che è stato aperto un post sulla serie Italia al Lavoro, di fare un lavoro tipo quello che stiamo facendo con i francobolli di RSI, e cioè partire dai valori più bassi fino ad arrivare al 200 lire, descrivendo le varie filigrane e dentellature , in quanto per ogni valore ne esistono diverse, nel pomeriggio inizierei con la serie ruota2 punti
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Buongiorno ART, il catalogo con il nome "il nuovo pertile" non lo trovi più perchè ha cambiato nome, ora si chiama "Interitalia" Pertile era il più grande dei studiosi di Interi Postali, dopo la sua morte continuarono Franco Filanci e il caro amico Carlo Sopracordevole, oramai non più tgra noi da diversi anni, oggi in memoria a Carlo Sopracordevole che prese le eredini di Pertile, il tutto per tutto e che fino alla sua morte era il più grande, il catalogo ha cambiato nome, rimasto sempre Franco Filanci e Domenico Tagliente, titolare della casa d'Asta Laser Invest ed editore del volume, i quali si sono arricchiti di collaboratori , tra i quali mi onoro di far parte, oggi il catalogo è totalmente a colori e ha ampliato notevolmente le informazioni, ti allego copertina , saluti2 punti
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Hai fatto una cosa stupenda, apprezzerà tantissimo da Lassú. Non lo conoscevo, ma giá sará sicuro così, in quanto so per certo che aveva una passione smisurata e chi ha grande passione,tutto ció lo avrebbe apprezzato 😀2 punti
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Il mio selettivo collezionismo di euro (tutte le divisionali tipologiche ma solo i 2 € commemorativi interessanti) è un derivato diretto del mio collezionare da sempre tutto il mondo e tutte le epoche, il che a sua volta deriva dalla mia passione per la politica internazionale, che deriva dalla mia antica passione per la storia e la geografia. Benchè selettivo il collezionismo di euro mi prende particolarmente, perchè come molti avranno già capito sono un "europeista sfegatato" (che non vuol dire fanatico o acritico: conosco molto bene l'Europa con tutti i suoi pregi e difetti) e quindi l'arrivo dell'euro anche in contanti per me è stata un'enorme soddisfazione 😀 Bravo, continua così! 😀 Fossi in te ci penserei seriamente, anche con una collezione più selettiva, perchè se molti 2 sono emessi "a caso" altri riportano testimonianze davvero importanti della storia sia a livello di stato che europeo, e sarebbe un peccato trascurarli. E' proprio per metterli in evidenza che ho aperto questo thread:1 punto
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scusa, qualcosa è andato storto, metto la "traduzione": trovata! aspettiamo fino a domani prima di svelare la soluzione?1 punto
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Grazie, propendo anche io come voi per un falso d'epoca di un denaro aragonese, effettivamente interessante , di questa tipologia non ne avevo ancora visti.1 punto
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Si anche la carta è differente . Non mi illudo mai ,ma voglio capire... Grazie @PostOffice @fapetri20011 punto
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Io per anni ho collezionato i 2€ commemorativi in fdc, ma solo quelli destinati alla circolazione. Questo fino al Covid. La trovavo e la trovo una collezione bella, interessante, varia, tutto sommato economica, facile da fare. Il problema (dopo aver faticato non poco a capire come conservarle in modo ottimale) era ed è che tali monete sono più orientate ai collezionisti che al popolo. Mi sentivo un po' preso in giro: io voglio collezionare monete, non voglio essere un consumatore di monete. Molte sono fatte senza criterio, fatte tanto per fare. Come qualcuno ha detto prima, è un po' come collezionare figurine. Quindi, durante il Covid, ho deciso di cambiare ed ora colleziono monete d'oro coniate per la circolazione in buona conservazione. Delle monete Euro porto avanti solo più le 2€ commemorative italiane (che prendo in Banca d'Italia) ed i 50 Centesimi del Vaticano. Non nascondo che però ogni tanto mi sorge la tentazione di riprenderla la collezione dei 2€. Alcune monete sono indubbiamente testimonianze storiche della nostra era, come quelle emesse per ringraziare gli operatori sanitari dopo il Covid, o quelle dei Paesi Baltici a favore dell'Ucraina, quelle delle Olimpiadi o del Giubileo1 punto
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Ciao, parere personale, da quando mi comunicano le foto non ci vedo incongruenze iconografiche sia per il dritto che per il rovescio. L'aspetto generale è quello di un sesterzio che "sembra" aver subito l'effetto del tempo e della circolazione ( percui se non autentico come matrice per gli stampi sarà stato usato un sesterzio originale vissuto). Resto come te in attesa di altri pareri 🙂. ANTONIO1 punto
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Forse lo eviterei questo negozio in Belgio.1 punto
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Salve, mi pare lo scudo degli Aragonesi. Potrebbe essere del regno di Sicilia , con al verso aquila stilizzata.1 punto
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Buon giorno valerio93. Cosa importante che vedo di aver dimenticata è complimentarmi con Lei per l'acquisto di questa moneta che , se non si fosse capito, mi piace molto. Buona giornata. Gabriella1 punto
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Non credo di poter andare oltre, i campi, in special modo dove si trova Hailé Selassié, erano troppo compromessi, starà ancora un altro mesetto in ammollo ma non credo di poter ottenere miglioramenti. prima dopo prima dopo Sarà quasi impossibile trovarla in ciotola, rispetto agli altri valori che posseggo questa è veramente messa male, significa che dovrò comprarla extra-ciotola, magari con 15/20 euro comprese spese postali la dovrei avere.1 punto
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al contrario, io ho iniziato con l'euro, ed ero super entusiasta. poi ho iniziato a guardarmi intorno e approfondire il panorama numismatico, anche provando di tanto in tanto a comprare qualcosa di "diverso", forse per trovare qualcosa che davvero mi piacesse e non solo per dire ce l'ho. E qualcosa ho iniziato a trovare, in particolare mi piacciono le lire repubblicane e vaticane. a volte mi chiedo se non dismettere completamente gli euro, richiedono una costanza e un impegno importante per star dietro a tutte le nuove emissioni, siano 2 euro o siano divisionali: sinceramente me lo godo poco, sembra più una raccolta di figurine, per monete che spesso neanche sono belle.1 punto
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Caspita! Mi aspetto che al prossimo post ci mostri i Rotoli del Mar Morto! 🤣 Complimenti, davvero dei capolavori.1 punto
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Aggiungo qualche info & foto della Bibbia citata prima con la mappa: ... continua (spazio insufficiente per le foto):1 punto
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Chiedo scusa, mi è partita la risposta, dicevo: questi francobolli sono parte di una serie dal titolo "Italia al Lavoro" che prese luce nel 1950 e ogni francobollo rappresentava un immagine della Regione e del Lavoro tradizionale della stessa, partivano da cent. 50 fino ad arrivare a £.200 e andavano a sostituire la serie "Democratica" anche se per pochi anni hanno convissuto insieme, praticamente per circa 2 anni, la Democratica cessò la sua validità fine 1952. di questa serie venne prima emessa la tiratura con filigrana Ruota alata, essendo del 1950, poi alcuni esemplari vennero ristampati nel 1955 con il fondo di sicurezza, filigrana a stelle,1 punto
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https://www.archaeoreporter.com/it/2025/01/22/la-domus-aurea-di-nerone-svela-la-natura-dei-suoi-colori-scoperto-un-lingotto-di-blu-egizio/ La Domus Aurea, il maestoso palazzo voluto dall’imperatore Nerone, continua a rivelare segreti affascinanti legati alla sua complessa decorazione artistica. Recenti indagini archeologiche hanno portato alla luce un ritrovamento definito come “eccezionale” dai ricercatori: un lingotto di blu egizio, un pigmento straordinariamente raro in questa forma. Il ritrovamento, avvenuto in una delle botteghe adibite alla lavorazione dei materiali per gli affreschi, testimonia la raffinatezza e la specializzazione delle maestranze che lavorarono al cantiere della Domus Aurea. Guarda il video: Un lingotto di pigmento da due chili e mezzo Tra le strutture rinvenute – spiegano dal Parco archeologico del Colosseo – vi sono anche vasche utilizzate per spegnere la calce e per lavorare i pigmenti, tra cui ocra gialla, realgar e terra rossa, ma è il blu egizio a suscitare maggiore interesse. Il lingotto, che pesa 2,4 kg e misura 15 cm di altezza, è in una forma insolita rispetto alla consueta polvere o piccole sfere del pigmento, rendendo questo ritrovamento ancora più significativo. [Per iscrivervi al canale whatsapp e restare aggiornati a questo link https://whatsapp.com/channel/0029VavNbsg3wtbASuMf3z2o ] Un procedimento complesso per il blu egizio Il blu egizio è un pigmento artificiale, prodotto cuocendo silice, calcare, minerali di rame e carbonato di sodio ad altissime temperature. Conosciuto almeno dal III millennio a.C., questo colore brillante è stato utilizzato nell’arte egizia, mesopotamica e, successivamente, nel Mediterraneo antico. Nell’Impero Romano, il blu egizio veniva impiegato per creare effetti luminosi in pittura, come nel chiaroscuro dei panneggi o per dare lucentezza agli occhi delle figure. Alessandria d’Egitto è stato uno dei principali centri di produzione di blu egizio, ma recenti scoperte in Italia, come a Cuma, Literno e Pozzuoli, dimostrano che anche nel territorio italico venivano prodotti e utilizzati pigmenti di alta qualità. Il ritrovamento a Roma, in un contesto imperiale, conferma l’impiego di pigmenti pregiati e l’alto livello di competenza degli artigiani che lavorarono per Nerone. Raffaello e la Galatea La scoperta non solo arricchisce la conoscenza della Domus Aurea, ma offre anche spunti per esplorare l’uso di questo pigmento durante il Rinascimento, come nel caso del Trionfo di Galatea di Raffaello, dove il blu egizio fu riscoperto e riutilizzato. Alfonsina Russo, Direttore del Parco archeologico del Colosseo, commenta: “Il fascino trasmesso dalla profondità del blu di questo pigmento è incredibile. La Domus Aurea continua a emozionare, restituendo la brillantezza dei colori che decoravano le stanze di questo straordinario palazzo imperiale.” Tags archeologia blu domus aurea nerone pigmenti roma scoperte archeologiche1 punto
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Così è proposto un esemplare in AE dalla Cilicia, al nome di Valeriano I, con al diritto busto dell' imperatore ed al rovescio figura di Artemide . Sarà a giorni, il 2 Febbraio, in vendita Num. Naumann 149 al n. 436 .1 punto
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Sede Vacante 1590, Testone Roma ritengo entrambi della Massima rarità : L'angelo che libera S.Pietro dalla prigione, stesso conio della Quadrupla, ex NAC81, ex B.LEU 36, ex. Ratto, ex. Ruchat, conosciuto in pochissimi esemplari. S.Pietro seduto, ex. Christie's 2011, ex. Hamburg '65, Mancava nella Coll. De Falco......1 punto
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Ciao, la tua tessera è presente sul Banti alla numero 65 ma non viene attribuita. Lo stesso simbolo, invece, viene attribuito dal Bernocchi alla famiglia Della Sanna, numero 27. ”1 punto
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Carissimi, molte grazie della segnalazione. Sono venuta sul forum giusto per linkare il volume visto che è pubblicato anche open access e liberamente scaricabile (sia per intero dal pulsante che per singoli saggi aprendo l'indice dal pulsante capitoli) e ho visto che avevate già provveduto. Come si può notare già dall'indice si tratta di contributi su monete e/o vari aspetti legati alle monete di diversa area e cronologia e che trattano tanti temi diversi, in linea anche con il titolo del volume, oltre che con la produzione scientifica di Lucia Travani, alla quale il volume è dedicato. Buona lettura! MB1 punto
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Buongiorno,ho frequentato diverse volte (almeno fino all'avvento del COVID)il mineralshow che si svolge all'unipol arena di Casalecchio di Reno a Bologna, confermo quanto hai precedentemente affermato sull'organizzazione del congegno dei minerali, aggiungo che sono disponibili anche attività per bambini in modo che un genitore possa visitare e fare i suoi acquisti in tutta tranquillità,ogni volta che ci sono andato c'era sempre una mostra a tema con importanti pezzi esposti ed un esperto che ne spiegava la storia e le caratteristiche, inoltre mi dissero che se un'espositore sarebbe andato via prima dell' orario stabilito dall' organizzazione sarebbe stato escluso per una o due manifestazioni successive (non ricordo esattamente)... Il biglietto costava 15 euro,ma bambini e categorie protette pagavano meno... Ricordo che sono stato sempre soddisfatto di come era organizzato il convegno,per la sicurezza (giravano polizia, carabinieri e guardia di finanza in borghese) l'illuminazione,gli spazi tra gli stand e per come era esposto il materiale,infine ,e non da meno,la squisita gentilezza di tutti gli espositori con cui ho avuto modo di interagire... Quindi perché ai convegni di numismatica non si può?... È solo ed esclusivamente una questione di voglia, almeno secondo me...1 punto
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Il Convegno di Verona dovrebbe essere fatto oggetto di studi di Sociologia. Probabilmente è un unicum nel suo genere, non solo in Italia ma nel mondo. Da un certo punto di vista è (o, più probabilmente, era) un "laboratorio" umano nel quale convivevano fianco a fianco - e direi anche in perfetta armonia - autorevoli commercianti Numismatici in giacca e cravatta al cui fianco non era raro notare personaggi in braghette e sandali, che nei 4 giorni della Fiera probabilmente non si erano neppure mai cambiati le mutande, ma sul cui banco potevi notare monete del valore di milioni di euro (e vi assicuro che "milioni di euro" non è un'iperbole). Ricordo ancora, in una delle mie prime esplorazioni del Convegno, che notai nella vetrinetta sul banco di un Espositore, un 100 Lire del 1868 che sapevo valere tra i 200 e i 250 mila euro. La moneta aveva intorno a sè altri "pezzi da 90" in oro che incutevano - almeno su di me - un notevole timore reverenziale. A spanne, in quella vetrinetta da 50 cm. x 50 cm., potevano esserci monete per un valore di mezzo milione di euro. Il titolare del banco, con il quale divenni in seguito amico, con una mano stava azzannando un panino con la mortadella e con l'altra mi aprì la vetrinetta per farmi ammirare meglio la moneta. Il tutto con una semplicità disarmante (almeno per me) al cospetto di veri gioielli (c'erano delle guardie di sicurezza? Ma neanche per sogno). In altri luoghi e con oggetti di valore di gran lunga molto meno importanti, chiunque altro non avrebbe neppure distolto lo sguardo dal panino e mai mi avrebbe aperto la vetrina. Capitava anche involontariamente di osservare fra gli stand della Numismatica trattative molto importanti (e, per discrezione, ci si allontanava rapidamente) per finire a pochi metri di distanza in banchetti dove si vendevano i Puffi e dove l'oggetto della trattativa all'ultimo sangue era ottenere lo sconto di 1 euro. Da un punto di vista "democratico", il Convegno di Verona è (o è stato) un esempio di avanguardia sociale e, paradossalmente, forse è stato questo il suo più grande limite. Nel senso che, per una serie di motivi, non si è voluto mai ammettere che si fosse al cospetto dell'equivalente di una vera e propria "Fiera dell'Oro" internazionale, ma si è voluto mantenere - per motivi che si possono anche intuire - quella dimensione mista di "sagra paesana" e di Convegno numismatico internazionale, aperto a tutti, dal Titolare della prestigiosa Casa d'aste al privato che prendeva il tavolo piuttosto che ai "chierici vaganti" che arrancavano con i trolley pieni di monete tra le corsie, fermando amici e conoscenti e, di tanto in tanto, chiedendo "asilo politico" a qualche Espositore per prendere fiato e riposare per qualche minuto le stanche membra. Questa dimensione ibrida di quello che in realtà e a tutti gli effetti era un Convegno Numismatico internazionale molto importante come Verona, non solo per l'Italia ma anche per i commercianti esteri, è per me il limite più vistoso nel momento in cui si è posto il grave problema della delinquenza e della sicurezza degli Operatori, che infatti - non risolvendosi il problema sicurezza - hanno progressivamente iniziato a disertare la manifestazione. In conclusione mi sentirei di dire che il Convegno di Verona, prima dell'attuale declino, pur avendo avuto nel tempo una sempre costante crescita e successo commerciale, è rimasto nella sua essenza una manifestazione per molti versi più simile alla "Sagra della salamella" piuttosto che ad un importante Convegno Numismatico commerciale internazionale quale esso è stato a tutti gli effetti. M.1 punto
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Dato che spesso compare nel mio materiale posto foto di due cartoline filateliche raffiguranti il centro di Sava @PostOffice o chiunque sappia qualcosa in più! Che cosa è questo tipo di materiale filatelico? Ne ho tantissimo di tanti comuni, città, periodi e ricorrenze più disparate… ringrazio in anticipo1 punto
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Purtroppo non è così e in italiano questo vuol dire che Morello 30i non è l'identificazione corretta. Calciati I 110, 41 Ds 6 non è l'unica identificazione possibile, perchè anche Morello 30i, BMC p. 111 n. 30 oppure Minì 59, sono altrettanto "possibili". Sarò anche facile ad offendermi, ma la frase quotata suona come una correzione (immotivata) dei miei interventi nei due post. Egregio Luigi, Speravo che la questione fosse chiusa con le mie scuse, ma lei va avanti in questa oziosa discussione, e adesso pretende anche di darmi lezioni di italiano. Lei scrive: "in italiano questo vuol dire che Morello 30i non è l'identificazione corretta.". Le consiglio di leggere il testo "Logica e conversazione" di Paul Grice, in quanto lei fa un uso delle implicature conversazionali piuttosto spericolato. Ciò che a lei "suona" dei discorsi degli altri non le consente di ergersi a insegnante di Italiano. Ho già cercato di spiegarle il senso delle mie parole, sottolineando che "l' unica identificazione possibile" era riferito al testo di Calciati, significando chiaramente "l'unica identificazione possibile tra le monete dei Mamertini catalogate da Calciati", e non "l'unica identificazione possibile nel Universo". Non ho mai affermato, come a lei "suona", che Morello 30i non fosse una identificazione corretta, sarei folle se pensassi che la moneta in questione fosse stata pubblicata solo da Calciati e da nessun altro autore nella storia della numismatica. Si sforzi di cogliere il senso implicito dei discorsi altrui senza essere troppo autoreferenziale. E con questo la saluto, e mi auguro che potremo andare oltre queste sterili e puerili recriminazioni, e usare il nostro tempo per discutere amichevolmente di numismatica. Cordialmente Nicola1 punto
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