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  1. Ptr79

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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/13/25 in Risposte

  1. Doppio Marengo di Napoleone, moneta molto comune
    6 punti
  2. Regno Lombardo-Veneto, Francesco I d'Asburgo-Lorena, coppiola di Sovrano di Fiandra (raro) e Mezzo Sovrano di Fiandra (molto raro), coniati nel 1823 nella zecca di Venezia con il bizzarro titolo di oro 919/1000 e recanti data 1793. Prese una decina d'anni fa, oggi anche mandandone una a fondere una prenderei ben più di quanto avevo pagato entrambe.
    4 punti
  3. Oggi posto anch'io una moneta aurea che ho posseduto fino a un paio di anni fa, si tratta di un bel dinar della dinastia Samanide coniato nella città di Nishapur, nella Persia orientale. Siamo nel decimo secolo, la civiltà islamica è al suo apice, enormi città in quel mondo sono ricche di biblioteche con decine di migliaia di volumi in carta, mentre in Europa la biblioteca più ricca a San Gallo ne possiede solo qualche centinaio in pergamena, abbondano studiosi, scienziati, teologi, filosofi e letterati di ogni genere, tutti scrivono nella lingua letteraria comune, l'arabo, incluso uno dei geni di quell'epoca, Ibn Sina, più famoso con il nome di Avicenna, di origine persiana e che inizia da giovane il suo percorso di studi proprio alla corte dei Samanidi, una dinastia a partire dalla quale la cultura e la lingua persiana si affiancheranno a quella araba fino ad assumere nei secoli successivi un ruolo eminente nel mondo islamico come lingua della grande poesia... Le radici di questa cultura e civiltà neopersiana, vecchia e nuova insieme, che ha rifulso nei versi di Rumi e Hafez (quell'Hafez a cui il grande Goethe si ispirò nel suo Divano occidentale-orientale) si trovano proprio in quel decimo secolo, in quella dinastia Samanide, in quelle leggendarie città di Nishapur, Bukhara, Samarcanda... In questa monetina coeva a quei tempi, che mi sedusse più di vent'anni fa, brillano gli inizi e i riflessi di una grande civiltà..
    4 punti
  4. 3 ducati 1854 La foto Non le rende tanta giustizia, ha i rilievi integri e metallo fresco e lucente
    4 punti
  5. Cari savoiardi nell'asta Nomisma 72 di ieri, oltre a confermarsi l'interesse ormai inesistente per le prove e per le coniazioni per numismatici di Vittorio Emanuele III, praticamente tutti invenduti, mi piace rilevare invece il grande realizzo per una moneta straordinaria, della più grande rarità e di eccezionale qualità per la tipologia, con una meravigliosa patina di medagliere. Si tratta di un testone per Torino di Filiberto II, che vanta un R9 sul Cudazzo, nuova edizione, che al numero 342 in SPL la quota 40.000 cucuzze. Il catalogo prende la base dall'ultima vendita in asta pubblica di un altro esemplare, che risale all'asta Nac 81 del 2014, lotto 276, dove, in conservazione SPL, ha realizzato infatti 38.000 euro + diritti. Ero presente all'epoca in sala e la ricordo bene, conservazione tutto sommato paragonabile a questa, e non aveva il brutto taglio sul viso. Certamente i prezzi rispetto ad allora di queste punte di diamante della monetazione sabauda sono sensibilmente scesi (almeno 20-30% in media) ed è un fatto. Ma rimane, a 26.500 più diritti, un bel colpo per chi se l'è aggiudicata. Col tempo avrà grandi soddisfazioni a mio avviso. In giro non ce ne sono ed è una coniazione con incredibile valore anche storico data l'epoca e il contesto. Il ritratto rinascimentale del duca è una meraviglia, peccato il taglio. Da ammirare!
    3 punti
  6. Buonasera @Brios, la medaglia, come gia detto da chi mi ha preceduto, dovrebbe essere questa perché al rovescio, in esergo, c'è un riferimento esplicito agli alleati Inglesi e vi èraffigurato appunto un vascello della Marina Inglese. Napoli, Ferdinando IV (I) di Borbone. 1759 - 1818 Opus Conrad Heinrich Kuchler. Bronzo, peso gr. 64,10 diametro mm. 48 Dritto: Busto corazzato del Re rivolto a destra, sotto al centro le iniziali dell'incisore C H K nel giro FERDINAN • IV D:G • SICILIAR • ET HIER • REX. Rovescio: Veduta di Napoli con Castel Sant Elmo e San Martino, nella rada un vascello Inglese. In primo piano due gruppi di persone a sinistra le milizie della Santa Fede capitanate dal Cardinale Ruffo che inseguono i giacobini in fuga verso destra, sopra al centro una Vittoria Alata che innalza l'immagine del Re Ferdinando IV. Sotto in esergo: PER MEZZO DELLA DIVINA PROVVIDENZA DELLE DI LUI VIRTU DELLA FEDE E ENERGIA DEL SUO POPOLO DEL VALORE DE' SUOI ALLEATI E IN PARTICOLARE CL' INGLESI GLORIOSTE RISTABILITO SUL TRONO. LI 10 . LUGLIO . 1799 . Ciao, Sergio.
    3 punti
  7. Buon pomeriggio giretto domenicale al mercatino, ciotole da 50 centesimi, questo il pescato: 1 kopek Unione sovietica 1986 1 centesimo 1904 5 centesimi 1937 5 fils 1971 Yemen democratico 5 scellini 1997 Kenya 10 rentenpfennig 1924 F Germania 20 kopeks 1937 Unione Sovietica 200 cedis 1998 Ghana al dritto è raffigurata una "conchiglia di cowrie", usata un tempo dagli abitanti locali come moneta
    3 punti
  8. 20 lire 1809 Milano, Napoleone I° Re d'Italia "stella a 6 punte" , rara, Gigante 85a - periziata nel 2010 da Ernesto Memoli.
    3 punti
  9. Salve a tutti, premettendo che non sono attratto dalle varianti delle monete, essendomi messo a fare ordine della mia collezione alla ricerca di doppioni, mi sono imbattuto in due monete che sono tecnicamente la stessa ed identica moneta secondo tutti i testi consultati, ma che ovviamente, come si può riscontrare dalle foto, non sono esattamente identiche. Sto parlando del 2 Tornesi del 1852 nello specifico. Secondo voi queste due monete sarebbero da catalogare come differenti? Collezionando principalmente Napoli, mi ha sempre attratto l' imperfezione di tali monete, ma dovendo mettere un limite al numero di monete collezionate, ed ai soldi spesi per acquisirle, non sono proprio sicuro sia opportuno conservare tutto ciò che mi e' finora capitato sottomano solo per piccole differenze. Cosa mi suggerite?
    2 punti
  10. Cari amici come i collezionisti di monete sabaude (e non solo) sanno gli scudi da cinque lire emessi dal 1850 al 1861 da Vittorio Emanuele II in qualità di Re di Sardegna sono una tipologia monetale di grandi dimensioni e di stupenda bellezza. Ai tempi tuttavia hanno quasi tutte circolato, e molto, e tale circostanza rende assai difficile il reperimento di esemplari in elevato stato di conservazione. Condivido perciò volentieri qui un esemplare in collezione da circa tre anni che presenta (la foto è di una decina di giorni fa) una patinatura che ha acquisito progressivamente (e inaspettatamente) rispetto alle condizioni in cui fu acquistata nel 2022, epoca in cui la mostrai sul Forum. Al momento dell'entrata in collezione infatti presentava una colorazione decisamente più attenuata e assolutamente priva di riflessi. Il soggiorno sul velluto ne ha - diciamo così - ravvivato la patinatura, che ora, unita alla conservazione, ne fa a mio avviso uno dei migliori esemplari apparsi di questo millesimo, che è uno dei più comuni, ma che come detto inizialmente, diventa raro nelle alte e altissime gradazioni di qualità, soprattutto se con patina omogenea e senza segni di lucidatura o lavaggio come in questo caso.
    2 punti
  11. A beneficio di chi ci legga possiamo aggiungere qualche dato in più. La meravigliosa serie Impero 1936, che va dai 5 centesimi in rame fino ai 100 lire in oro, fu fortemente voluta da Vittorio Emanuele III proprio per celebrare l’ottenimento dell’Impero, circostanza che apparentemente poneva l‘Italia allo stesso livello dell’alleato tedesco e anche di quello giapponese. I pezzi da 2 lire, 1 lira, 50 e 20 centesimi furono coniate in nichelio (o nichel). La scoperta di tale metallo risale al secolo 18º, anche se le sue leghe erano conosciute dei Paesi orientali già parecchi secoli prima dell'Era Cristiana. Il nichel è un metallo leggermente meno duro del ferro puro (4 contro 4,5 sulla scala di Mohs) ed una conducibilità elettrica lievemente inferiore. Presenta una lucentezza bianco argentea con una lieve sfumatura tendente al giallognolo, riscontrabile nello spettro della luce riflessa. È universalmente conosciuto come resistente alla corrosione; tuttavia le monete coniate in questo metallo possono soffrire con una certa frequenza del “cancro del nichel”, una degenerazione fisica chimica che provoca buchi nei tondelli anche profondi e rilevanti. L’esemplare qui postato da Alan invece ne è indenne e quindi ulteriormente degno di nota.
    2 punti
  12. @Scudo1901, @savoiardo. stesso conio.
    2 punti
  13. Recente acquisto (da asta Ghiglione M72).
    2 punti
  14. Ciao, testone raro, appare comunque facilmente sul mercato. Il foro otturato è purtroppo piuttosto deturpante. Classificato al Muntoni 15, al rovescio troviamo S. Magno a sinistra e San Brunone a destra. La moneta è stata emessa a memoria del giorno dell'elezione di Papa Alessandro VIII (il 6 ottobre), giorno in cui la Chiesa ricorda proprio i Santi Magno e Brunone. Esiste anche la versione con la data 1690 in esergo al rovescio ai lati dell'armetta. Michele
    2 punti
  15. Nell'attesa che venga ripubblicata la foto della moneta, ho realizzato un disegno della stessa modificando un po' quella del Promis...
    2 punti
  16. Secondo me si... legenda lunga e legenda corta.
    2 punti
  17. Il two pence blu è il secondo francobollo della storia della filatelia, fu emesso l' 8 maggio del 1840 due giorni dopo del penny black..questa emissione riguarda gli esemplari con le lettere nei due angoli in basso..come il tuo esemplare. L' emissione invece con le lettere nei quattro angoli è del 1858. Furono stampati usando i DIE (piatti) del black, alcuni esemplari dei primi piatti valgono di più dei penny black. Sono francobolli solitamente importanti. Togliere le linguelle va bene soprattutto se il dietro è molto sporco, evita muffe, ... comunque e' la prima volta che leggo che è stato spazzolato. Attenzione nei lavaggi con questi francobolli potrebbero scolorire, faccio notare che anche l'acqua fredda (consigliabile) li può lavare, solitamente se non ci sono ossidazioni sono contrario ai lavaggi su questi esemplari. Comunque ben fatto.
    2 punti
  18. Grazie all' aiuto prezioso di @FlaviusDomitianus ora l ho trovata. Bronzo di Elagabalo per Edessa in Mesopotamia. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/6/7744
    2 punti
  19. buongiorno e buona domenica, vorrei un giudizio su questo medagliere che ho acquisito poco tempo fa. Peccato che chi me lo ha venduto non ha saputo dirmi a chi appartenesse. I nastrini mi sembrano tutti originali. Grazie in anticipo a chi vorrà darmi il proprio parere. Enrico
    2 punti
  20. Sembrerebbe un piccolo gettone con i segni zodiacali dei gemelli e del cancro.
    2 punti
  21. Oggi mercatino più che dimezzato per le festività, ma ho trovato queste due monetine di Cipro per un euro (50 cent cadauna), Stranamente mi mancano, sono molto comuni ma molto probabilmente nel tempo per le monete cipriote mi sono focalizzato di più su quelle dalla Regina Vittoria sino a Giorgio VI°, non me lo so spiegare altrimenti. 25 e 50 millesimi di pound - entrambe del 1955
    2 punti
  22. Buongiorno, forse sforerò un pochino dalla discussione ma vi posto una moneta presa oggi ad un mercatino pagata molto più di 1 euro ( ben 4) e non presente in una ciotola ma in una valigia...
    2 punti
  23. Buongiorno @Oppiano, si la "forma" del numero uno è molto strana, sicuramente non è, stilisticamente parlando, un carattere moderno. Perciò nel mio precedente intervento scrivevo "punzonatura coeva". Forse, come hanno presupposto altri, potrebbe essere stata fatta dopo la fine del Regno di Napoli.
    2 punti
  24. Sì @nikita_ si potevano convertire in lire anche le monete di vecchie tipologie. Considera che - nell'anno 1835 - circolava ancora: [moltissima e ben conservata moneta coniata dal 1683 al 1693 (Carlo II) e non poca di quella di Carlo VI e di Filippo V]. Fonte: "Della storia delle finanze del Regno di Napoli" Lodovico Bianchini 1835
    2 punti
  25. Per me non è necessario possedere o collezionare monete d'oro per discuterne, e in effetti è un peccato che se ne parli poco, l'argomento può ispirare molti spunti di studio e approfondimento assai interessanti, alcune monete auree hanno segnato epoche intere, si pensi al solido bizantino, al dinar islamico, al fiorino di Firenze o al ducato di Venezia, per limitarsi al solo medioevo, tutte monete che hanno avuto un ruolo enorme nella storia economica e dei commerci, sono inoltre monete che hanno una storia così ricca e complessa che ancora adesso è sempre possibile scoprirne e approfondirne aspetti e situazioni nuove... A tal proposito di seguito posterò non delle monete auree, ma dei libri sulle monete auree che trovo assai illuminanti nell'esplorazione di alcune di queste monete così' ricche di storia... Il primo volume è la raccolta di studi e saggi sul tarì d'oro presentati qualche anno fa nel relativo convegno tenuto al Centro di Cultura e Storia Amalfitana, contiene dei saggi di alcuni dei maggiori specialisti di numismatica medievale dell'Italia Meridionale su una delle monete auree che più di tutte hanno marcato la storia economica di quei territori, alcuni studi approfondiscono la storia e la diffusione in senso diacronico del tarì in Sicilia e Italia Meridionale, altri invece entrano nel dettaglio della sua circolazione e diffusione in zone specifiche... Il secondo volume è la recentissima pubblicazione di uno studio-repertorio, precedentemente disponibile solo in formato digitale, sulle emissioni dei primi fiorini di Firenze, dall'anno di prima coniazione, il 1252, fino alla metà del secolo seguente, si tratta di un repertorio estremamente accurato e il più aggiornato attualmente disponibile, con foto a colori, nitide e molto dettagliate, anche dei particolari inerenti legende, immagini e soprattutto i vari segni degli zecchieri, ogni ipotesi di datazione e di classificazione viene ricostruita e fondata su un'attenta analisi dei ripostigli al momento conosciuti e su accurate e minuziose analisi dello stile iconografico, si affronta anche l'argomento, molto complicato, delle imitazioni cosiddette non firmate, cioè delle monete uguali o molto simili ai fiorini di Firenze coniati in quel periodo ma provenienti da zecche diverse e non ravvisabili come tali da leggende o segni presenti sulle monete in questione... Il terzo volume è in realtà poco più di un opuscolo di una ventina di pagine, ma di estremo interesse in quanto inquadra la storia di una moneta famosissima, il ducato/zecchino di Venezia, all'interno di un contesto poco noto, cioè l'India e l'area dell'Oceano Indiano, si tratta della raccolta di ducati e zecchini conservati al Museo di Madras, nell'India meridionale, con dei saggi che approfondiscono la storia e la circolazione di questa moneta in territorio indiano e nelle aree limitrofe, un argomento decisamente suggestivo e su cui c'è ancora tanto da conoscere e scoprire...
    2 punti
  26. Mi dispiace che pensi questo ma quando si presentano monete del genere la prudenza non è mai troppa,non esistono documenti che attestano che monete da 5 tornesi di Ferdinando IV siano state punzonate con un numero 10 per elevare il valore da 5 a 10 tornesi,tra l'altro per lo stesso anno abbiamo già il taglio da 10 tornesi quindi la teoria della contromarca per raddoppiare il valore nominale non sta in piedi... Inoltre se proprio doveva essere una punzonatura ufficiale non credi che sarebbe stata un minimo più elaborata e magari con riferimenti all'autorità competente?mentre così come si presenta l'avrebbe potuta fare chiunque e portare il valore anche a 20 o 30, esistono molte monete punzonate,marcate, dorate, argentate e quant'altro,ma nel 99,9% dei casi non hanno nulla a che fare con la loro epoca ma sono rimaneggiamenti postumi e spesso anche molto recenti,le cause potrebbero essere infinite e lontane dalla nostra logica ma come si sa la mente umana è un mistero... La mia teoria l' ho già esposta,per me è stata realizzata con una fresa e non con un punzone altrimenti avresti una schiacciatura al rovescio,e se la moneta la scaldi per ammorbidirla a maggior ragione avresti una schiacciatura al rovescio, inoltre la patina all' interno del numero è differente dal resto della moneta, quindi vuol dire che la punzonatura e molto più recente rispetto al 1798... Se questo esperto ti ha detto che la moneta è interessante e sa anche il perché di questa contromarca credo che in tanti qui saremmo interessati a leggere un suo commento...
    2 punti
  27. Da Alessandria di Egitto, un esemplare di tetradrammo al nome di Nerone, con al diritto busto radiato dell' imperatore ed al rovescio vascello in navigazione . Sarà il 28 Aprile in vendita Busso-Peus 442 al n. 235 .
    1 punto
  28. Tanta roba un "collo lungo" così... Veramente stupendo!
    1 punto
  29. “Miguel de Molinos è stato un teologo e mistico del barocco spagnolo, passato alla storia del pensiero per aver innovato una corrente filosofica e spirituale eterodossa chiamata Quietismo, detto anche Molinismo. La sua Guida Spirituale ebbe un grande impatto in Europa, soprattutto in Italia. … La dottrina molinista rappresenta l'abnegazione del Sé portata al suo massimo estremo: l'annientamento personale come spazio di relazione con Dio. Per raggiungere la pace interiore è necessario rinunciare alla propria volontà e sottomettersi incondizionatamente a quella divina, eliminando ogni traccia di amor proprio e di autostima: "Questa idra a sette teste dell'amor proprio deve essere massacrata per raggiungere la cima dell'alta montagna della pace". Chi ama Dio non può amare se stesso: «La felicità non sta nel godere, ma nel soffrire con calma e rassegnazione» Molinos definì l'annientamento perfetto come "avere una bassa opinione di sé stessi e di tutte le cose del mondo". Il cammino per raggiungere la fusione con Dio passa attraverso il nulla: "Rivestiti di quel nulla e di quella miseria, e fai di quella miseria e di quel nulla il tuo costante sostentamento e la tua casa". La scelta volontaria del non-essere o del non-sé è il culmine del vero essere: "Attraverso la via del nulla devi raggiungere il punto di perderti in Dio, che è il grado supremo della perfezione". In breve, il modo migliore per raggiungere Dio e trovare la felicità è non fare nulla: l'anima deve essere pura e senza peccato, libera da ogni preoccupazione o meditazione, e per farlo deve essere ferma. Questo vuoto dello spirito è la via più breve per raggiungere Dio, e Lui penserà al resto. … Il 13 settembre 1687 ebbe luogo nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva il solenne atto di abiura. Sotto tortura e davanti a 23 cardinali, chiese perdono e confessò tutto ciò di cui lo accusavano. Fu condannato all'ergastolo per "immoralità ed eterodossia". Trasportato dalla prigione a un monastero a Roma, Molinos morì il 28 dicembre 1696. Il 20 novembre 1687, Innocenzo XI pubblicò la bolla Coelestis Pastor con la quale condannava le 68 proposizioni molinarie della Guida Spirituale come eretiche, blasfeme, sovversive, immorali e incitanti al peccato sessuale. L'argomento teologico più ripetuto è quello dell'immoralità e dell'incitamento al peccato, cioè al desiderio sessuale. Accusò Molinos di promuovere una spiritualità che avrebbe lasciato la responsabilità morale in sospeso, in virtù dell'appello alla quiete, il che avrebbe portato all'irresponsabilità morale del peccato sessuale. In sintesi, gli argomenti principali sarebbero i seguenti: 1) Molinos incarna una tendenza naturale, scritta nella natura umana, ad evitare gli sforzi, in questo caso gli sforzi spirituali, la pratica della virtù. 2) Nel difficile equilibrio tra sforzo e grazia divina, Molinos ed il quietismo esagerano l'elemento della grazia; esso pare esimerli dallo sforzo, li precipita nell'abbandono. 3) Il quietismo esagera la passività, fino al punto di eliminare la volontà, la responsabilità, esso conduce di fatto all'ozio spirituale. 4) Il quietismo modifica il carattere dell'unione mistica, andando verso una forma di panteismo, dove tutti i limiti tra la creatura e Dio spariscono. …” https://www.lampadaaimieipassi.it/webgmf/blog/index.php?idArticolo=20250211181902
    1 punto
  30. Buonasera. Io consiglio di individuare le case d'asta più vicine a dove abiti. Così avrai modo di andare a visionare personalmente i lotti (cosa che consiglio vivamente se è possibile)
    1 punto
  31. Buonasera @besson, moneta che si vede poco nel Forum, ma molto bella. Conservazione alta, con lustro, peccato per i colpetti al bordo, complimenti !
    1 punto
  32. "Me par na monada" cit.
    1 punto
  33. Complimenti @Kriper0204, le austro-ungariche sono tra le mie preferite !
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  34. Secondo me hai fatto un affare 😉
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  35. BB ci sta tutto, secondo me
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  36. Di nulla,per me è sempre un piacere...
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  37. I'm not familiar with these. Anyway my guess is Elagabalus, with Tyche seated on reverse, from a Syrian mint.
    1 punto
  38. Buon pomeriggio riprendo questa discussione , con questa moneta da due bese 1909, presa a martellate, presumo....
    1 punto
  39. Moneta gradevole, credo tu l' abbia pescata in ciotola. Un MB+ a mio avviso, bellino perché ha mantenuto il bel colore del rame.
    1 punto
  40. È solo pallini da screenshot succede con gli Oppo altrimenti caricando la foto mi dava errore
    1 punto
  41. L’ho pagata 50 euro in un negozio di numismatica, come vi sembra il prezzo?
    1 punto
  42. Nei musei vengono classificati come piedini a forma di pelta, per pentolame, di epoca romana. un esempio: https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchaeologicalProperty/0300109865 oppure come inserti decorativi: https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=28825&force=1 https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=28826 Comunque ben lontani da oggetti premonetali... Mario
    1 punto
  43. Di niente.. e' anche mia curiosità. Nei prossimi giorni ho schedulate delle visite mediche che mi impegnano un po'.. ma non appena riesco ad avere tempo in tranquillità mi dedicherò a questa nuova avventura sicuramente. Abbi pazienza @miza non appena riesco a concentrarmi in merito approfondiro'.
    1 punto
  44. Buongiorno secondo me spl+ ottima moneta.
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  45. It looks like Trajan from Beroea in Syria. Hard to me to tell which one of these: https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/search/browse?q=beroea+trajan+wreath
    1 punto
  46. Io avevo puntato a tutti e due e anche al ducato di Michele Steno lotto 605... a bocca asciuttaaaaaaa! Cmq tolta l' amarezza iniziale poi arriva la serenità sono ligure sarà per quello.
    1 punto
  47. http://www.archeologiasubacquea.org/2011/03/un-acquario-per-la-nave-fenicia-di.html Pubblicato da Michele Stefanile marzo 17, 2011 Un acquario per la nave fenicia di Mazarron La nave di Mazarrón II, uno straordinario relitto di imbarcazione fenicia scoperto nel 1994 e scavato tra il 1999 e il 2001, a poca distanza dalla città di Cartagena, in Spagna, sarà presto recuperata ed esposta in un museo costruito per l'occasione, all'interno di una grande vasca che ne permetterà la conservazione. Il relitto, lungo poco più di 8 metri e in perfetto stato di conservazione, si trova al momento protetto da un sarcofago metallico, nel luogo di rinvenimento, Playa de la Isla, laddove si conservavano anche i resti del Mazarrón I, e attende di essere recuperato e musealizzato (per il momento esiste solo una replica fedele nel Museo ARQVA di Cartagena e un secondo modello al Centro de Interpretacion del Barco Fenicio di Mazarrón). Si tratta di un'imbarcazione mercantile databile al VII secolo a.C., affondata con il suo carico di oltre 2 tonnellate di ossido di piombo, proveniente dalle vicine miniere, e con alcuni elementi minori di grande interesse tra cui l'ancora; colpisce per l'eccellente stato di conservazione dei legni, che ha reso possibile uno studio approfondito dell'architettura navale: la trave di cipresso della chiglia, le robuste ordinate di fico, le tavole di fasciame in pino e le minuterie in olivo andavano a costituire un insieme complesso e resistente, costituito secondo il principio antico a guscio portante, e assemblato, alla maniera del tempo, con cuciture. Una grande vela, issata su un albero di cui resta prova nella carlinga rimasta visibile sul fondo dell'imbarcazione, costituiva il sistema propulsivo. Il relitto, secondo quanto annunciato alla stampa dal responsabile scientifico Martin Bueno, docente di archeologia subacquea a Saragozza, e dalle autorità locali, sarà presto reso visitabile grazie all'allestimento di un museo di 530 mq, direttamente a Mazarrón, laddove oggi è presente il Centro di Interpretazione. L'edificio avrà un grande acquario al piano terra, in cui troverà spazio il relitto, che sarà così preservato e al tempo stesso reso visibile dal pubblico, e una sala espositiva e per conferenze al secondo piano. Il sindaco di Mazarrón, Francisco Blaya, spera con questo investimento in campo culturale di poter trasformare la località costiera di cui è amministratore in una destinazione turistica internazionale, che possa offrire ai visitatori un reperto unico al mondo insieme alle spiagge e al sole della Spagna.
    1 punto
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