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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 05/16/25 in Risposte
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Seconda puntata! Intanto metto subito la foto del bordo da 5 mm che sopra avevo dimenticato, se no il gioco di parole del titolo non funziona! Questi "biglietti" della lotteria sono simili ai primi: cambiò il motivo sul lato con il numero che presenta adesso un nastro ed una croce, l'altro ha mantenuto lo stesso soggetto modificando solo l'anno. Di nuovo, furono emesse in totale 60.000 medaglie che ora però costavano 30 marchi. Anche in questo caso i profitti sperati non sono stati conseguiti. Il 15 giugno 1923 venne estratta la seconda Lotteria della Porcellana, ma l'inflazione già dilagante distrusse completamente il valore dei proventi così generati. Io dico che hanno bisogno di un ulteriore lotteria!3 punti
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si scriveva anche nell'altra discussione ( che ne dici @jaconico, chiediamo al @CdC di unire tutte e due e magari modificare il nome?) che con una tecnologia abbastanza modesta, di barbatrucchi se ne possono fare. Secondo me le banconote postate di sopra sono uscite 30 anni fa dall' IPS ed il mese scorso da una stampante a getto d'inchiostro. nel dettaglio a sinistra si notano bene delle sbavature sull'"UNO" stampato a DX la stampa è migliore ma non perfetta, che forse il biglietto era usurato, circolato e la superficie era rovinata, la stampa così non è omogenea. Forse con un FSD viene fuori meglio, ed io avrei pure uno scanner fotografico da 4800 DPI e la stampante adatta, ma io non ci provo che prorio non riesco a pensare di rovinare un bel biglietto per questi esperimenti - anche perchè se ne dovrebbero usare un paio in più prima per bilanciare il colore di stampa con la carta del biglietto. Con gli euro purtroppo non funzionerebbe, che sono fatti per essere repellenti agli agenti, se no su un biglietto da dieci ci facevo un Picasso con firma originale, poi lo spendevo e aspettavo che lo mettessero in asta, come con quelli di Warhol😁 PS: La prova del nove per individuare l'inghippo consiste in un cotton fioc e due gocce di isopropanolo: se il batuffolo si macchia di colore...3 punti
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Buongiorno, Segnalo questo interessante servizio andato in onda ieri sera a Striscia la notizia . https://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/morello-a-perugia-storia-di-annunci-esca-di-monete-vere-e-soldi-falsi-2 ..se qualcuno ha monete in oro, da cedere, secondo me dovrebbe rivolgersi ad un professionista e/o scegliere dei canali più sicuri, altrimenti si rischia. magicoin3 punti
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Visto l'importante e cospicuo numero di articoli ricevuti finora la chiusura per il numero 12 e’ anticipata a fine maggio. Tutti gli altri che arriveranno dopo tale data saranno conservati comunque per il futuro numero 13.3 punti
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Buongiorno. Ho bisogno del vostro aiuto per identificare questa monetina (mm16;g.0,54) piuttosto consumata. Ho pensato a unobforte di Carlo I, X tipo, ma, come sempre ,è meglio d'avere i vostri pareri. Grazie.2 punti
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Ciao @clame66, io non voglio di certo essere il "guastafeste" ma confermo a mio avviso che si tratta di un normale baiocco di rame che è stato argentato. Ti porto altri due esempi, diversi rispetto a quelli già presentati. Inoltre ho scoperto che esiste uguale anche il mezzo baiocco. Inoltre se la tua moneta è la stessa passata da Ranieri, e lui l'ha descritta come rame argentato, direi che non è uno sprovveduto e della sua analisi si possa essere ragionevolmente certi😊. Michele2 punti
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salve qualcuno riesce a darmi una mano con la moneta in foto? Non riesco a breve a dare dati ponderali. Ringrazio in anticipo Ho dei dubbi sia una moneta2 punti
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Una nota curiosa che ho letto su Numista: Questi token sono comunemente noti come "monete nuziali". La sposa messicana riceve 13 monete d'oro dal suo fidanzato come prova che lui la accetta per tutta la vita e che sarà un marito buono, laborioso e devoto. Accettando queste monete, la sposa giura di essere una moglie fedele. Questi token furono quindi creati affinché la tradizione potesse continuare in tempi moderni. Praticamente quella presentata non è altro che la riproduzione non in oro di quella sorta di token da 0,40 gr. d'oro che utilizzavano come "monete nuziali". Il commento continua: Si tratta di una fantasia, la cui origine e il cui contenuto in oro sono addirittura dubbi, e ne esistono molti tipi. I primi esemplari, di discreta qualità, apparvero negli anni '60 ed erano probabilmente di origine italiana, ma anche e forse libanese. Gli esemplari più recenti sembrano essere di origine cinese e non contengono oro, ma semplicemente essere colorati. Attualmente sono realizzati in Cina.2 punti
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Dopo aver dimostrato nei mesi scorsi mediante esperimenti chimici che le banconote possono variare di colore con una certa facilità, stavolta ci siamo concentrati su un altro presunto errore di stampa che ultimamente vedo molto venduto (spesso accompagnato da perizie che ne attestano la genuinità). Abbiamo dunque provato a replicare questo errore per provare a dimostrare ai collezionisti che non tutto ciò che luccica è oro e che sarebbe meglio fare attenzione in sede d’acquisto onde evitare fregature. Qui di seguito mostro il trattamento eseguito su una Mille lire “Marco Polo” in cui al Verso abbiamo provveduto a sdoppiare una parte del disegno originale mediante un lavoro eseguito al computer e successivamente applicato su banconota grazie ad una stampante di media qualità. Come potete vedere il risultato è purtroppo ottimo e molto simile a quello dei biglietti che si vedono in giro spacciati per buoni! A sinistra potete vedere il dettaglio di un biglietto che ho trovato su una nota asta che addirittura presenta la perizia di autenticità. A destra invece la nostra riproduzione. Il lavoro fatto a sinistra è di qualità nettamente inferiore a quello nostro, che per assurdo sembra più credibile ! Pensate che siamo riusciti a realizzare un tale risultato usando mezzi non professionali, immaginate cosa sarebbe potuto accadere se avessimo usato mezzi di maggiore qualità!2 punti
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Grazie a te e a quanti hanno mostrato di apprezzare la discussione, che ormai è in dirittura di arrivo, prevedo di ultimarla in un paio di post. petronius2 punti
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Non necessariamente... la patina del piombo è molto condizionata dal luogo di giacitura, dalla interazione con agenti chimici e dalle modalità di conservazione... Di seguito: pallettone per arma ad avancarica e pietra focaia per archibugio con lastrina originale in piombo e sigillo datato 1735 (collezione pubblica BMG Guastalla)... oggetti tutti collocabili nel XVIII secolo e con patine molto simili all'oggetto in discussione ... della cui identificazione ritengo non si possa comunque dubitare.... Mario2 punti
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Gran bella vetrina di francobolli, annulli, buste e cartoline..., complimenti a Voi! buona serata2 punti
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Ti ha già risposto @mariov60, te li riporto analiticamente: C[RUX] S[ANCTI P[ATRIS] B[ENEDICTI] N[ON] D[RACO] S[IT] M[IHI] D[UX] C[RUX] S [ACRA] S[IT] M[IHI] L[UX] I[ESUS] H[OMINUM] S[ALVATOR] V[ADE] R[ETRO] S[ATANA] N[UNQUAM] S[UADE] M[IHI] V[ANA] S[UNT] M[ALA] Q[UAE] L[IBAS] I[PSE] V[ENENUM] B[IBAS] TRADUZIONE: C.S.P.B. = Crux Sancti Patris Benedicti (Croce del Santo Padre Benedetto) C.S.S.M.L. = Crux Sacra Sit Mihi Lux (la Santa Croce sia la mia luce) N.D.S.M.D. = Non Draco Sit Mihi Dux (non sia il demonio il mio condottiero) V.R.S. = Vade Retro, Satana! (allontanati, satana!) N.S.M.V. = Numquam Suade Mihi Vana (Non mi attirare alle vanità) S.M.Q.L. = Sunt Mala Quae Libas (sono mali le tue bevande) I.V.B. = Ipse Venena Bibas (bevi tu stesso i tuoi veleni)2 punti
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la legenda del contorno è composta dalle lettere iniziali della seguente invocazione: V R S N S M V – S M Q L I V B = Vade retro Satana – Numquam suade mihi vana – Sunt mala quae libas – Ipse venena bibas nei quarti della croce: C.S.P.B. = Crux S. Patris Benedicti. Sui bracci della croce: C.S.S.M.L. = Crux Sacra Sit Mihi Lux (in verticale) N.D.S.M.D. = Non Draco Sit Mihi Dux (in orizzontale) Mario2 punti
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Ps: Osservo ora E con piacere che con questa discussione ieri sera ho raggiunto il grado di CONTE. Saluti miza2 punti
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Buonasera a tutti. Condivido con voi questo bellissimo denario di Antonino Pio, non mio, ma attualmente in vendita presso un noto venditore. Ha un bellissimo ritratto e una bella patina.2 punti
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@Anto63 Quattrino di Pisa mistura 1350-1370 c.ca. classificazione Baldassarri A.XIV.3c. Peso un po abbondante ma compatibile. Ciao Giovanni.2 punti
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Io vedrò come si mettono le cose, come saranno realmente organizzate e di conseguenza deciderò se continuare o lasciar perdere tutto. Non ho alcuna intenzione di farmi il fegato marcio per l'eventuale ennesima presa in giro.2 punti
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La conferenza è stata molto interessante, come detto da Pittini un periodo monetale molto interessante con variazioni del valore delle monete circolanti. Nella RIN di quest'anno è presente uno studio del Toffanin che approfondisce questo periodo monetale. Un peccato per il temporale che non ha permesso a tutti di presenziare di persona. Molte le monete a disposizione ed anche documenti religiosi del periodo. Un ringraziamento al relatore e a tutti i presenti ed ai molti collegati da remoto.2 punti
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Ho ricevuto una loro risposta solo in merito alla monetazione pregressa del 2024. Mi è stato comunicato che avrò prelazione per completare gli ordini del 2024. Nulla invece mi è stato comunicato in merito la monetazione del 2025.2 punti
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DE GREGE EPICURI E' un vero piacere ascoltare Alessandro, uno dei massimi (se non il massimo) esperti della monetazione milanese del periodo visconteo e sforzesco. Intanto, sapevo poco o nulla di questo giubileo milanese, estensione/continuazione di quello romano del 1390. La cosa interessante è che ci si poteva risparmiare un viaggio fino a Roma per avere le indulgenze: però, bisognava pagare 1/3 del costo presunto del viaggio a Roma (i poveri erano esentati). E una parte del ricavato andava comunque alla Camera Apostolica. Altra cosa interessante (ma complicata!) le acrobazie finanziarie di GianGaleazzo Visconti, proprio a cavallo del Giubileo, con astutissime rivalutazioni del valore facciale delle monete, replicate poi a fine secolo.Insomma, il XIV secolo non aveva nulla da invidiare alle astuzie attuali dei banchieri e ministri del tesoro!2 punti
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E' uno dei regni anglo-sassoni di Britannia : tornato indipendente dopo la sottomissione da parte di Offa, é conquistato dai vichinghi danesi che ne sconfissero ed uccisero il re Edmondo, poi canonizzato . E' forse battuto in Ipswich, un " rare " esemplare di penny con al diritto monogramma e leggenda ed al rovescio croce e leggenda . Sarà il 31 Maggio in vendita LeuNum. 18 al n. 1008 .1 punto
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A Meißen, in Sassonia, la chiesa di San Nicola, edificata probabilmente nella seconda metà del XII secolo, versava in condizioni di grave degrado dopo la Prima guerra mondiale. Nacque così l’idea di trasformare l’edificio in una chiesa commemorativa dei caduti (Krieger-Gedächtnis-Kirche). Il progetto fu sostenuto anche dal direttore generale della Manifattura di Porcellana di Meissen, membro del comitato cittadino, che promosse una lotteria per raccogliere fondi con premi costituiti – ma che combinazione! – da articoli proprio prodotti dalla celebre manifattura stessa. A sostegno dell’iniziativa fu coinvolto il noto medaglista Emil Paul Börner, che realizzò una medaglia in porcellana, concepita come fossero biglietti numerati della lotteria, di cui furono prodotti una serie di 60.000 pezzi. La medaglia è spessa 5 mm, del diametro di 42 mm, e reca sul dritto un rettangolo verticale con croce, due torce accese, le iscrizioni "MEISSEN" e "KRIEGER-GEDÄCHTNIS-KIRCHE", e le caratteristiche spade incrociate, marchio della manifattura. In basso, il numero della lotteria è inciso a mano. Sul rovescio è raffigurata una donna inginocchiata che sparge fiori su tombe segnate da due croci per lato; in alto, l’anno “19*22”. Il contorno è decorato da un sottile cerchio perlato, il bordo è liscio. Ogni “biglietto” aveva un costo di 20 marchi, l’estrazione si svolse il 30 marzo 1922 a Dresda. Questi gettoni furono da subito molto ricercati, per cui - anche se non si vinceva - si portava a casa un premio di consolazione certo. Purtroppo, la lotteria non ebbe il successo sperato: i proventi coprirono appena le spese per i rinforzi strutturali e i progetti preliminari, rendendo necessaria una seconda lotteria… ma questa è un'altra storia. njk1 punto
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Amici del Forum Buon Pomeriggio, oggi condivido con voi una delle ultime aggiudicazioni asta. Moneta 10 lire biga del 1929 - una rosetta - Vittorio Emanuele III°. Rara da catalogo. Vi chiedo per cortesia vostra valutazione in merito alla sua conservazione. La moneta è periziata, ma vorrei cortesemente i vostri esperti pareri. Grazie.1 punto
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Mi dispiace ma è una riproduzione moderna di nessun valore. Veniva regalata negli anni '80 dalla MisterDay Parmalat. https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/falsi/ParmalatMisterDay/MisterDay.html1 punto
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Ciao Alan, Veramente bella e mi piace tantissimo la patina! La perizia Tevere le da quel quid in piú ed anche una certa sicurezza e garanzia nell'acquisto/vendita.1 punto
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Novità editoriale: Le monete della Serenissima, il 18° secolo di Andrea Keber La monetazione del 1700 della Repubblica di Venezia da Alvise Mocenigo II a Ludovico Manin (248 pagine). Vengono analizzati i massari (ove presenti), le varianti sia stilistiche che della legenda. Il lavoro si aggiunge ai precedenti già pubblicati:1 punto
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Il numero 31 in rettangolo è l' identificativo della cittadina di Ballater (Aberdeenshire) Scozia. Le lettere I D pongono il nostro eroe nella posizione 99 del foglio. Ben marginato, fresco, non ha difetti pieghe o altro. Molto bello Abbiamo approfondito cosmeticamente, dove possibile (cioè dove l'annullo permette di vedere) andrebbero studiati i plates, cosa non semplicissima che richiede tempo, esperienza e pazienza, ma che credo sia stata considerata nel prezzo di questi esemplari.1 punto
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Buongiorno @PostOffice, i tuoi scritti sono come lezioni universitarie filateliche. Ho appreso nuovamente delle nozioni sia storiche che di filatelia. Tutti questi tuoi post vanno salvati e conservati soprattutto per coloro ( come me ) che iniziano a collezionare.1 punto
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Il numero identificativo 10 in rombo è per London Inland section (sezione Interna di Londra) ed e' l' identificativo del quartiere londinese di south Kensington. Le lettere A A lo posizionano al numero 1 del foglio. Ben marginato, piega nell'angolo inferiore sx, a schermo sembrerebbe non presentare altri difetti. Bello complimenti.1 punto
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Sono al cellulare ma le cose sembrano tutte al solito posto, una cosa che non posso verificare al volo, mi confermi che l'immagine della la seconda moneta è più piccola? Perchè all'inizio avevo dei dubbi perchè la coda del cavallo nella prima sembra più lunga ma poi controllando le posizioni delle parti della figura sono uguali quindi è dovuto alla diversa dimensione della foto 😃 Concordo anche sul "nasone" se mi passate la citazione dai Monty Python 😅1 punto
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Hallo,could it be Moesia,Dionysopolis?head of dionyso and grasp of wine?It looks like but we wait Ale1 punto
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Potrebbe avere tracce di gomma parziale. Questo è quanto scrissi al post #41, questo esemplare allo stato di nuovo schizza ad un valore di catalogo di cinque sei volte l' usato, quindi è plausibile anche una falsificazione moderna per questo esemplare. Per falsificazione intendo la cancellazione del lieve annullo che forse lo colpì. Considerando che oggi la chimica moderna ha facile ragione su un inchiostro di periodo vittoriano, e non tutti i commercianti e venditori sono onesti. La mia è una supposizione e per carità non vuole essere il Vangelo, ma ci porta a contemplare altri scenari oggi plausibili che purtroppo non credo verranno mai chiariti.1 punto
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Spero tu sia ancora sveglio a quest'ora! Mi sono deciso e l'ho tolta dalla perizia. Si riaccendono le speranze 🤞🏻Tenuta al centro col polpastrello della mano sinistra, ho subito colpito con l'unghia della mano destra il bordo. Emana un magnifico "Tin - tin" che si propaga per qualche millesimo di secondo (come eco) tipico dell'argento!!! Di sicuro non è rame. Conosco bene l'odore del rame. Non emana odore e tintinna. Domani la peserò. Sono davvero contento ragazzi 😊 Come faccio a fare video e pubblicarlo qui? Vorrei farvi ascoltare il tintinnio.1 punto
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Direi "vide" e quindi il plurale CHIAVI. Buona notte, apollonia1 punto
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Ciao @Asclepia non mi sembra, però so che è stata trovata una moneta con AMMIRAGLO. Ma tu sicuramente ne sai di più. Ciao a Tutti e Ciao Cristiano1 punto
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L'unico errore è nella testa di chi ha fatto una cosa simile, ed è un grave errore. Uno sbaglio che urla vendetta... ma non è nostro il dovere di compierla, perchè ci penserà Chi di dovere, Qualcuno molto più potente di noi. E chi ha commesso questo raccapricciante orrore finirà a "vivere" in un posto molto simile a questo:1 punto
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Bene, questo “medaglione”, appartenente al medagliere di Firenze, è stato ricavato , tramite rilavorazione , da un “ aes grave” repubblicano, con tutta probabilità della serie “ giano /mercurio”… quindi, ricavare la moneta di heritage da un aes grave o da un aes rude di forma adatta, con una patina spessa, senza eliminarla del tutto, è molto più facile di quanto pensiate1 punto
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Buonasera a tutti. Mi aggiungo alla discussione e faccio un esempio. Chi colleziona monete Borbone (roba di oltre 235 anni fa circa) e non ha documentazione perché ha acquistato o scambiato nell'arco degli anni da amici che deve fare? Grazie, Sergio.1 punto
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La gente morta l’hanno tagliata. Hanno fatto un processo di registrazione che manco per comprare i Bitcoin è così complesso. Vogliono non solo vedere che sei vivo e ti muovi, ma pure che sei in salute. Nonnismo perché uno vuole continuare una collezione iniziata da sempre… ma siete sul forum giusto, o sbaglio io posto? Prendi quello dopo. Fai l’esempio del calcio. vai a dire a un abbonato interista da 20’anni che la finale di champions si fa col clickday e che lui si deve fare la stessa coda online che mi posso fare io che tifo pure un’altra squadra. Vai vai. Poi mi fai sapere se ti ha lasciato tutto intero.1 punto
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E adesso si torna a parlare di monete William Kneass Nel 1834, dopo che erano già state coniate un po' di quarter e half eagles, le due monete furono sottoposte a un importante restyling. Non solo estetico, con nuovi disegni, ma soprattutto pratico, con un necessario aggiustamento di peso, diametro e titolo dell'oro. Ci si era accorti, già da un pezzo a dire il vero, che Alexander Hamilton quarant'anni prima (vedi post #6), nello stimare il rapporto tra oro e argento in 15 a 1, aveva commesso un piccolo errore di calcolo. Ad accorgersene era stato in realtà fin da subito, Thomas Jefferson, che glielo aveva fatto notare, ma poiché tra i due non correva buon sangue Hamilton aveva tirato dritto per la sua strada. La cosa divenne sempre più evidente quando il valore dell'argento rispetto all'oro iniziò a calare sui mercati internazionali. Alla fine, il rapporto tra i due metalli era diventato di 16 a 1, il che significava che le monete d'oro americane, che continuavano a essere prodotte seguendo il vecchio rapporto, contenevano una quantità d'oro superiore al loro nominale. Di conseguenza, sparirono dalla circolazione (già se ne vedevano poche), poiché era più conveniente fonderle e vendere il metallo. Bisognava porre rimedio, e lo si fece riducendo diametro, peso e titolo dell'oro. Le quarter eagles mantennero il diametro, già ridotto nel 1829, di 18,2 mm., ma il loro peso passò da 4,37 a 4,18 grammi, e il titolo dell'oro scese da .9167 a .8992, per risalire a .900 nel 1837. Le half eagles ridussero anche il diametro, da 23,8 a 22,5 mm., il peso scese da 8,75 a 8,36 gr., e il titolo dell'oro seguì le stesse fluttuazioni dei quarters. A seguito di ciò, il valore dell'oro contenuto nelle monete scese, di poco, al disotto del facciale Queste modifiche furono anche l'occasione per aggiornare i vecchi disegni Capped Head di John Reich. A realizzare i nuovi venne chiamato William Kneass, che nel 1824 era subentrato a Robert Scot nella carica di Chief-engraver. Nato il 25 settembre 1780 a Lancaster, Pennsylvania, aveva prestato servizio nella guerra del 1812 come volontario associato degli ingegneri di campo, contribuendo a costruire fortificazioni sul fronte occidentale di Philadelphia. Gestiva un ufficio di incisione a Philadelphia, che era un popolare luogo di incontro per "ingegni e uomini di cultura". Il 29 gennaio 1824, fu nominato incisore-capo della Zecca degli Stati Uniti. Nel 1835, il direttore della Zecca Samuel Moore scrisse di lui: "Il signor Kneass, il nostro attuale incisore... è un funzionario accettabile, popolare e molto utile, forse uno dei più rapidi nell'esecuzione negli Stati Uniti. Non so se si sarebbe potuto trovare un altro la cui celerità nella professione sarebbe stata sufficiente a fornire tutti i conii che abbiamo impiegato negli ultimi cinque anni." Purtroppo, il 27 agosto 1835 Kneass subì un ictus debilitante che lo lasciò paralizzato sul lato destro. Da allora in poi, gran parte del lavoro di incisione sarà svolto da Christian Gobrecht, assunto come suo aiutante, ma Kneass manterrrà la carica di incisore-capo fino alla morte, nel 1840. Una prassi, quella di rimanere fino alla fine, inaugurata già da Robert Scot, e che sarà seguita da tutti i suoi successori fino a John R. Sinnock (autore del Roosevelt dime), morto in carica nel 1947. petronius1 punto
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Piccole donne Ma, indiani (e schiavi neri) a parte, com'era strutturata la società americana ai tempi di Andrew Jackson? Era davvero quella nazione di liberi e uguali vagheggiata dai Padri Fondatori? Per Alexis de Toqueville autore del classico La democrazia in America, pubblicato nel 1835, la caratteristica che distingueva gli americani era "l'uguaglianza di condizioni". L'intera società americana si era "fusa nel ceto medio", per cui pochi erano molto ricchi o molto poveri. Un'opinione condivisa da altri viaggiatori e cronisti europei dell'epoca, come Charles Dickens. Essi notarono la mancanza di barriere sociali e di distinzioni di rango, l'inesistenza di titoli, tranne alcuni blandamente onorifici come "giudice" o "colonnello", un comportamento generale assai meno formale di quello europeo, al quale gli immigrati dal vecchio continente si conformavano rapidamente, assumendo atteggiamenti egalitari. I politici vantavano le loro umili origini, o si scusavano per non averle, parole come "servitore" erano considerate avvilenti, "padrone" un termine troppo servile, raramente usato (tranne che negli stati del Sud). Perfino i bambini rifiutavano il principio dell'autorità. Gli europei, attenti alle divisioni di classe, trovavano questo spesso sgradevole, ma tutto ciò non faceva altro che rafforzare la convinzione che nell'America di Jackson ogni uomo valesse quanto qualsiasi altro La realtà era, naturalmente, diversa, soprattutto nelle grandi città del Nordest. All'epoca della visita di Toqueville (1831-1832), nella sola New York c'erano almeno un centinaio di persone che possedevano centomila dollari, e 75 a Boston. All'estremo opposto, l'immigrazione stava creando una massa crescente di poveri. E nonostante la presunta mancanza di classi, la società americana era tutt'altro che priva di stratificazioni: dovunque c'erano differenze di istruzione e posizione sociale, e in città come New York, Boston, Philadelphia esisteva, se non un'aristocrazia formale, un'élite di ricchi che viveva con pretese di signorilità e, soprattutto tra le donne, dimostrava un forte esclusivismo. Tuttavia, la tesi egalitaria non mancava di validità. Il fattore ricchezza non bastava da solo a conferire potere e prestigio, anche i ricchi dovevano lavorare per vivere, e in una società che premiava l'industriosità, il lavoro finiva per essere un elemento livellante. Inoltre, in una dimensione sconosciuta agli europei, gli americani parlavano e si vestivano tutti allo stesso modo: tipiche espressioni americane erano comuni a tutte le classi e in tutte le località. Altrettanto strana per gli europei, era quella che uno storico ha definito "la democraziadell'abbigliamento". Anche gli operai portavano i guanti, e il console britannico a Boston, osservando nel 1840 che le ragazze della servitù "erano gravemente affette dal cattivo gusto nazionale di essere troppo eleganti", si lagnava che fosse difficile "distinguerle dalle loro padrone" Anche il fattore demografico ebbe la sua influenza, gli Stati Uniti erano una nazione giovane non solo come storia: nel 1830 il 45% della popolazione non aveva ancora 15 anni, il 32% era sotto i 10. Questa straordinaria giovinezza contribuiva a spiegare la libertà di cui godevano i ragazzi americani, e che tanto sfavorevolmente colpiva gli osservatori europei. Dato che la manodopera era relativamente scarsa, gli adulti erano necessariamente occupati nel lavoro e i ragazzi dovevano diventare autosufficienti. La conseguenza fu, come osservava ancora Toqueville, che in America l'adolescenza era sconosciuta: come si espresse un altro osservatore, gli Stati Uniti erano una nazione senza ragazzi, con solo "piccoli uomini e piccole donne che stavano diventando grandi" petronius1 punto
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per le stampe in bianco e nero! 🤣 ma sai quanto costano i toner a colori?!? Adesso poi sono pure uscite le stampanti CMYK-W con il bianco per stampare per es. trasferibili su tessuti scuri. Per l'altro sistema di colori RGB, il nero non viene preso in considerazione. Ma sentiamo cosa dice @Gapox1 punto
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Una spiegazione ci sarà sicuramente, personalmente trovo strano che in zecca avessero due orlatrici diverse (treccia, cerchietti e quadratini), il terzo taglio è liscio quindi nessuna orlatrice...altra domanda che mi viene in mente è perché se in zecca avevano due orlatrici diverse (quindi numero di pezzi orlati pressoché uguali) quelli a cerchietti e quadratini sono molto più ostici da trovare? Ecco il mio umile 471 punto
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