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Buongiorno,è una moneta spagnola contromarcata "resellada". Il difficile è capire il valore totale con le contromarche, comunque la base dovrebbe essere un 2 maravedis di Filippo II .La contromarca IIII è del 1603 (Filippo III), la contromarca VI è del 1636 (Filippo IV) e la contromarca ReX e la S dall altro verso è di Filippo IV databile al 1658-1659. https://it.numista.com/catalogue/pieces372709.html7 punti
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Buongiorno a tutti! Sperando di essere nella sezione giusta per parlare di una moneta destinata alla circolazione sul suolo italiano ma battuta all'interno di una zecca estera...quest’oggi vorrei condividere con voi la Storia che si cela dietro a questa semplice moneta: un Soldo per la Principesca Contea di Gorizia e Gradisca coniato nel 1769 presso la zecca di Gunzburg, marchio G·, durante il regno della sovrana Maria Teresa d’Asburgo. La moneta, con un diametro pari a 20 mm ed un peso di 2,59 grammi, viene riportata nel VI tomo del Corpus Nummorum Italicorum al n. 56 all’interno della sezione dei conii goriziani. Prima di proseguire con la descrizione della moneta, riporto qualche cenno storico-biografico legato alla vita della grande sovrana Maria Teresa d’Asburgo. Maria Teresa d’Asburgo nasce a Vienna nel 1717 dal Sacro Romano Imperatore Carlo VI d’Asburgo e dalla consorte Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel. Dopo la promulgazione della “Prammatica Sanzione” e la definitiva abolizione della legge salica all’interno dell’Arciducato d’Austria, la giovane Maria Teresa diviene l’erede universale degli storici domini asburgici: l’Arciducato d’Austria, i regni d’Ungheria, Croazia, Slavonia, Galizia e Lodomiria, i ducati di Alta e Bassa Slesia, di Milano, Mantova, Parma, Piacenza e Guastalla e della Principesca Contea di Gorizia e Gradisca. Nel 1736 l’Arciduchessa sposa Francesco Stefano di Lorena che, dopo aver ceduto i suoi possedimenti al Re di Francia, ascende al trono mediceo diventando Granduca di Toscana ed elevando la coniuge a Granduchessa consorte. Alla morte di Carlo VI nel 1740 Maria Teresa si trova a capo di uno dei più vasti territori europei dell’epoca e deve fronteggiare in una sanguinosa guerra, passata alla storia come Guerra di Successione Austriaca, tutte le potenze straniere interessate ad occupare i territori asburgici con il pretesto di non riconoscere la “Prammatica Sanzione” promulgata da Carlo VI alla morte del suo ultimo erede maschio nel 1716, tra queste potenze ricordiamo: il Regno di Prussia, governato da Federico II “il Grande”, spesso ricordato come “acerrimo nemico” di Maria Teresa, il Regno di Francia di Luigi XV di Borbone, il Regno di Spagna di Filippo V e l’Elettorato di Baviera, governato dal duca Carlo Alberto, fatto eleggere Sacro Romano Imperatore come Carlo VII per mettere ancor più in difficoltà gli Asburgo durante la sanguinosa guerra di successione. La giovane Arciduchessa d’Austria, costretta a rifugiarsi nel Regno d’Ungheria, riesce ad ottenere l’appoggio dell’esercito magiaro dopo un lungo discorso da lei tenuto dinanzi alla dieta di Presburgo con in braccio il piccolo figlio Giuseppe, futuro Sacro Romano Imperatore, nato da pochi mesi: all’uscita dalla dieta la sovrana viene acclamata e rassicurata con festose grida di fedeltà ed esultanza, tra le quali spiccano le famosissime frasi “Moriamur pro rege nostro Maria Theresia” e “Vitam nostram et sanguine consecramus”. Durante i duri anni del conflitto, la giovane Arciduchessa d’Austria riesce a ricevere l’appoggio politico e militare da parte del Regno Unito e dall’Elettorato di Hannover governati da re Giorgio II, erede dell’omonima casata tedesca, dal Regno di Sardegna di Carlo Emanuele III di Savoia, dalle Province Unite e da molti elettorati tedeschi ostili alle politiche prussiane e bavaresi . Maria Teresa viene anche sostenuta dall’Impero Russo nonostante questo sia sconvolto da continue rivoluzioni di palazzo iniziate alla morte del sovrano Pietro I Romanov detto “il Grande”. Nonostante le gravi perdite e gli innumerevoli danni subiti da entrambi gli schieramenti, nel 1748 viene firmata la Pace di Aquisgrana che, dopo otto lunghi anni di conflitto, mette fine alla Guerra di Successione Austriaca, riconoscendo la sovranità di Maria Teresa su tutti i domini asburgici, eccetto la Slesia che viene ceduta alla Prussia, e l’elezione del granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena a Sacro Romano Imperatore con il nome di Francesco I. Durante il regno di Maria Teresa, all’interno l’Arciducato d’Austria e di tutti i suoi domini stranieri, la sovrana cerca di introdurre nuovi usi e costumi atti a migliorare la vita dei suoi sudditi, rimanendo sempre fedele al motto illuminista “Tutto per il popolo, nulla attraverso il popolo”. Dopo aver assistito all’improvviso decesso del marito Francesco I nel 1765 e all’ascesa al trono del Sacro Romano Impero del figlio Giuseppe II e all’elevazione a Granduca di Toscana del terzogenito* maschio Pietro Leopoldo (futuro Leopoldo II del Sacro Romano Impero) Maria Teresa muore nel 1780 dopo ben quarant’anni di regno. *secondo quanto stabilito da Francesco I di Lorena, il trono del Granducato di Toscana veniva ereditato per secondogenitura ma, essendo il suo secondo figlio Carlo Giuseppe morto nel 1761, il titolo passò al più giovane Pietro Leopoldo. Ritornando al Soldo goriziano… Al dritto presenta lo stemma coronato della Contea di Gorizia e Gradisca, formato dal leone rampante goriziano e dalle bande di Aquileia, in cornice barocca. Al rovescio, invece, entro un ornato cartiglio barocco sono poste, su quattro righe, le scritte ·1· SOLDO, il millesimo 1769 ed il marchio di zecca G· La monetazione in rame goriziana, messa in circolazione a partire dal 1733 durante il regno di Carlo VI d’Asburgo con l’emissione dei pezzi da Mezzo, 1, 2 e 3 Soldi, prosegue per tutto il XVIII secolo con i conii da ½ ed 1 Soldo emessi da Maria Teresa, Giuseppe II e Leopoldo II. Con l’ascesa al trono di Francesco II, oltre ai conii tradizionali, vengono emessi i pezzi da 2 Soldi in rame (con millesimi 1799, 1801 e 1802) e il pezzo da 15 Soldi in mistura d’argento con millesimo 1802. Personalmente, ritengo che questa serie di monete spicciole in rame sia una delle più interessanti ed eleganti emesse nel corso del XVIII secolo. Se qualcun’altro vuole esprimere un suo parere su questi conii, scriva pure! Buona giornata.4 punti
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Buongiorno a tutti. L'ultimo acquisto fatto in una calda domenica d'agosto, è la moneta che vi presento Carlino da 10 grana del 1818 di Ferdinando I Pesa 2,26 grammi per un diametro di 18,5 mm Come già scritto, non è il mio ramo principale d'interesse, ma questa mi piaceva proprio Cosa ne pensate?3 punti
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Sono dei tondelli minuscoli, ma danno grandi emozioni a toccarle e tenerle in mano. il tuo esemplare presenta dei difetti di coniazione e arriva a stento secondo me al qBB. Per paragone condivido il mio in conservazione qSPL3 punti
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Dovrebbe essere un grano di Carlo III battuto a Palermo. Spahr 15/18 MIR 545. Se hai bisogno di altre informazioni su altre monete, inserisci sempre il peso e la misura.3 punti
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Pardon 4, come scriveva @macs. Basterebbe che io imparassi a contare 😅 Saluti3 punti
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Sai in questi anni (più di 10) ne ho visti di "collezionisti" di monete nel forum che poi volevano solo vendere i loro reperti magari trovati in modo più o meno legale... Allora non hai letto gli interventi prima del mio ? Se non erro ci si domandava cosa volessi chiedere, perché non si capisce... Sai non faccio il maestrino, ma dal momento che non ti sei espresso linguisticamente nel migliore dei modi, ho ritenuto di ribadire certi concetti normativi (dal momento che sei nuovo non sai quante volte bisogna scrivere ai nuovi iscritti che i reperti trovati debbono essere consegnati alle Autorità). Io ti ho chiesto i dati che continui a nascondere, perché ? Se non dai dei dati come ti si può aiutare ? Mica bastano due foto ? E chi credi che siamo dei maghi con la sfera di cristallo ? Cosa ne sai chi sono io o che cosa faccio o di cosa mi occupo ? Non credi di essere presuntuoso ? Guarda che nessuno ti ha cercato e nessuno si strapperà le vesti se fai i capricci e vuoi andartene, però non offendere il Forum perché qui ci sono fior di professionisti, studiosi e collezionisti che aiutano tutti GRATIS. Se non ti sta bene vai da un perito e pagalo.3 punti
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Rara moneta d’oro della regina Berenice II d’Egitto, coniata 2.200 anni fa, scoperta nella Città di David a Gerusalemme. Perché la regina tolemaica appare con il titolo sul conio e cosa rivela della città antica Una scoperta archeologica avvenuta nel cuore di Gerusalemme porta nuova luce sul ruolo della città nel III secolo a.C. Durante gli scavi nel Parcheggio Givati, all’interno del Parco Nazionale della Città di David, gli archeologi dell’Israel Antiquities Authority hanno rinvenuto una moneta d’oro di eccezionale rarità, raffigurante la regina egizia Berenice II, moglie del faraone tolemaico Tolomeo III Evergete. Il ritrovamento è avvenuto per caso, quando la giovane archeologa Rivka Langler, setacciando la terra di scavo, ha notato un riflesso insolito: «Stavo setacciando il terreno quando ho visto qualcosa brillare. Non potevo crederci, ma poi ho capito che era una moneta d’oro. Dopo due anni di scavi, finalmente avevo trovato l’oro!». Credit: Israel Antiquities Authority Un conio eccezionale e quasi unico Solo venti esemplari noti al mondo, il primo in contesto archeologico Si tratta di una quarter-drachma in oro purissimo (99,3%), datata tra il 241 e il 246 a.C. Sul dritto appare il ritratto di Berenice, con diadema, velo e collana, raffigurata come una regina ellenistica a pieno titolo. Sul rovescio compare una cornucopia, simbolo di prosperità e fertilità, affiancata da due stelle, con la scritta in greco «della regina Berenice». Secondo gli studiosi Robert Kool (IAA) e Haim Gitler (Israel Museum), il valore storico è notevole: «La moneta non mostra Berenice solo come consorte, ma forse come sovrana a pieno titolo. È tra i primi casi in cui una regina tolemaica viene raffigurata su una moneta con il suo titolo, durante la sua vita». Ad oggi sono noti appena una ventina di esemplari di questo conio, nessuno dei quali era mai stato ritrovato in scavo stratigrafico fuori dall’Egitto. Credit: Israel Antiquities Authority Gerusalemme nel III secolo a.C. Un centro urbano in ripresa e connesso al Mediterraneo Il rinvenimento contribuisce a chiarire l’immagine della Gerusalemme ellenistica, a lungo ritenuta un insediamento minore e povero dopo la distruzione babilonese del 586 a.C. Gli archeologi Yiftah Shalev ed Efrat Bocher, direttori dello scavo, sottolineano come la moneta, insieme ad altri reperti coevi, dimostri che la città, nel III secolo a.C., stava ricostruendo relazioni politiche, economiche e culturali con i grandi centri mediterranei. Non più un villaggio marginale, dunque, ma una realtà capace di inserirsi nelle dinamiche del potere tolemaico che dominava il Levante. Tra storia e simbolo Il ruolo delle regine tolemaiche e la propaganda numismatica La scelta di raffigurare Berenice su un conio non è casuale. Le regine tolemaiche avevano un ruolo centrale nella legittimazione del potere: il loro volto non rappresentava solo una figura dinastica, ma un messaggio politico e simbolico di fertilità, prosperità e continuità regale. Il conio di Gerusalemme appare così come un tassello prezioso della propaganda dinastica tolemaica, che utilizzava la moneta come strumento di comunicazione capace di attraversare i confini e i popoli dell’impero. https://stilearte.it/rara-moneta-doro-della-regina-berenice-ii-degitto-coniata-2-200-anni-fa-scoperta-nella-citta-di-david-a-gerusalemme-perche-la-regina-tolemaica-appare-con-il-titolo-sul-conio-e-co/2 punti
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Ciao, ΒΑΣΙΛΕΟΣ ΛΥΣΙΜΑΧΟΥ, bronzo di Lisimaco re di Tracia. È una parte di leone e quella che sembra una coda è una punta di lancia. https://www.acsearch.info/search.html?term=ΒΑΣ*+++ae++helmeted+Lysimachos+&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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E questa discussione ancora di più. Se davvero sei interessato a quel vaso puoi aprire una nuova discussione nella sezione che ti hanno segnalato, fornendo tutti i dati che ti sono stati chiesti, e soprattutto con maggior rispetto nei confronti degli altri utenti. Chiudo.2 punti
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Salve,paxcaesar,so che sei giustamente prudente e non assertivo,ma abbiamo due idee diverse di come affrontare la questione,non che una sia migliore dell'altra.avendo visto come sono realizzati i falsi,sia da visione diretta sia anche da filmati in rete,specialmente per le civette ateniesi e per gli stateri,per me non è essenziale la coniatura per decidere ma tanti piccoli particolari accessori.una di questa è la patina sia che sia cerargite o ossido cosi' detto piombino,ti assicuro che sono difficilmente replicabili ,un'atra cosa è l'uso di zolfo ma anche questo riconoscibile.un buon falsario queste cose le sa,anche le striature di conio sono conseguenza di una falsa coniata.spero di ascoltare altri pareri sulla questione ma non mi sento di esprimere un giudizio da foto.il nostro amico potrà farsi un'idea precisa avendo la moneta in mano.non dico altro per non essere tacciato di incompetenza e non voglio polemizzare con alcuno,Nino2 punti
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Buongiorno, intervengo nella discussione per mostrare una monetina della stessa tipologia proveniente da asta Lucernae. La monetina ha un diametro di 11mm e pesa 1,79 g. Zecca punica itinerante nel sud della Spagna e inquadrabile nel periodo della seconda guerra punica. Monetina dal profondo valore storico con Tanit ed elmo cartaginese stilizzato. Saluti Antonio2 punti
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Salve Modulo Largo,mi riprometto sempre di non intervenire in queste discussioni ma ci casco sempre.al rovescio sembra piallato,usura o cattiva pulizia?si dovrebbe indagare sulla natura di quell'ossido al dritto per me dirimente e quella macchia verdastra sulla fronte.ma ci saranno persone più tecniche che esprimeranno giudizi più articolati2 punti
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Ora, a me sembra che la moneta sia ricomparsa… Inizialmente, visto un bel denaro secusino debole di Umberto III ad un prezzo di partenza “invitante”, ho pensato di partecipare all’asta… Poi ho trovato la vecchia discussione, e ho cominciato ad avere qualche dubbio sull’effettiva opportunità di prenderla… Tuttavia, l’assenza di iniziali sospetti al primo sguardo da parte di tutti i partecipanti alla discussione (invero, al solo esame delle foto) e la persistenza di dubbi anche in seguito - nonostante le dichiarazioni “definitive” del (temporaneo) proprietario - mi hanno fatto anche venire qualche dubbio sull’opportunità di lasciarla lì dov’era… Alla fine, ho provato a fare un’offerta, deciso a non rilanciare: sta di fatto che la moneta me la sono aggiudicata io… E vorrei ora approfittarne per condividere un esame un po’ più approfondito con coloro a cui possa interessare…2 punti
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Buongiorno a tutti! Dopo lungo cercare, riesco finalmente a postare anch’io un esemplare di denaro per me davvero particolare… …con i cerchi perlinati grossi… con la porta urbica quadrata e di stile grossolano… …con le lettere di fattura grossolana, con le caratteristiche “R” e con il segno di abbreviazione di “CVNRAD(vs)” obliquo (anche se non proprio un apostrofo come avevo visto talvolta…) Insomma, un denaro che secondo me si può ben attribuire al gruppo I/1.Ib secondo Baldassarri, cioè a quel gruppo battuto nei primi anni dalla concessione alla città del privilegio di zecca, successivi soltanto ai “veri primitivi” (quelli con la legenda al rovescio “CVNRADVS REX II”)… databili al 1140-1150, per intenderci! Peso: 0,98 g - Diametro: 16,60 x 16,86 mm Proprio questo esemplare, poi, mi sembra di particolare interesse per le sue caratteristiche metrologiche: un bordo con la legenda a tratti “smangiata” mi fa pensare a mancanze di tondello, da usura o da tosatura… ciononostante, il peso di questo denaro è prossimo al grammo. Comincio a pensare che il peso legale di 1,05 g tramandato dagli antichi Autori non fosse così campato per aria, come avevo invece finora immaginato dalla distribuzione dei pesi della grande maggioranza dei denari in circolazione, e che effettivamente i primi denari prodotti dalla zecca di Genova possano aver avuto davvero quello standard ponderale… voi cosa ne pensate?2 punti
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E bravi i detectoristi .. senza di loro questa importante scoperta non sarebbe avvenuta. Paese con leggi intelligenti che beneficiano tutte le parti coinvolte: chi rinviene la moneta, il museo locale, tutta la comunità che puo’ godere dell’oggetto, gli studiosi che ricostruiscono la storia del Paese..2 punti
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Buonasera a tutti, mi fa piacere vedere che questa discussione si sia ripresa dopo un po' di tempo e ne approfitto per condividere questo nuovo 8 tornesi "SICL" che sono riuscito a mettere in collezione. Purtroppo è carente proprio sulla legenda, ma è comunque discretamente visibile e, tutto sommato, non mi sembra malaccio.2 punti
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Buongiorno e buon Ferragosto, poiché questo thread è stato la causa della mia recente passione per il Viceregno, voglio condividere i miei acquisti.2 punti
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Salve a tutti! “A volte ritornano”… sì, le monete… e anche le discussioni… …correva l’anno 2009, e su LaMoneta.it veniva pubblicata questa discussione da alcuni definita “surreale”… Si parlava di una moneta secusina e della sua classificazione, come obolo o come denaro, a partire dal peso… Poi, a distanza di tempo, un altro utente postava una moneta appena acquisita, chiedendo un parere… era - combinazione - la stessa moneta la cui immagine compariva ad inizio discussione, ed ancora si discuteva della sua classificazione come denaro o come obolo… Infine, improvvisamente, e nel giro di pochi post, il proprietario della moneta chiudeva il discorso riferendo di aver ottenuto “quasi certa” sentenza sulla falsità della moneta, desunta da rilievi troppo “piatti” (e quindi indicativi forse di una metodica di produzione diversa dalla coniazione a martello, come ci si sarebbe attesi per una moneta originale?): la moneta era stata quindi restituita alla Casa d’Aste di provenienza. Punto. Espressioni di sconcerto da parte degli altri partecipanti alla discussione, che avrebbero voluto approfondire meglio l’argomento, ma senza ulteriore seguito.1 punto
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Qualche anno fa in un' Asta mi capito' di acquistare questo Denario di Ottaviano , fu un acquisto relativamente facile , nel senso che non ebbe nessuna offerta , sebbene la moneta pur essendo in conservazione vissuta e scadente (le mie preferite) , forse appena un MB , rientra comunque tra le monete poco “comuni” nell' ambito dei Denari emessi per decreto dal Senato in onore di Ottaviano . Il Denario infatti dovrebbe risalire come datazione al 43 a. C. , emessa a Roma dopo la battaglia di Filippi contro gli uccisori di Cesare , Bruto e Cassio . La statua equestre di Ottaviano era situata nei Rostra Nova , Rostri ricostruiti all' epoca di Cesare per fare spazio al Foro di Cesare , erano tribune presso le quali i Magistrati romani tenevano le assemblee pubbliche . La moneta presenta al dritto la testa di Ottaviano barbuta , barba fatta crescere per onorare la morte del padre adottivo Cesare , con legenda che le gira intorno C CAESAR IMP , di cui nella moneta sono leggibili solo le due C iniziali , al rovescio la statua equestre di Ottaviano con la mano destra alzata e in esergo SC . Classificata come Crawford 490/1 , peso 3,3 grammi .1 punto
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Grazue, provo appena rientro. Buonasera e grazie! Già provveduto, bustine e slab da me durano pochissimo...1 punto
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Non hai mai assillato e non hai mai rotto le scatole.. anzi i tuoi post ci hanno fatto sempre piacere. Posta materiale e chiedi quanto vuoi.. dal tuo materiale impariamo tutti.1 punto
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Mi permetto di intervenire. A mio parere non è esatto dire/scrivere che “secondo il CNI conia unicamente”.. Valgono le Avvertenze generali del Corpus. Il CNI non fa altro che riportare sia la Collezione di proprietà privata di Sua Maestà (che forma il fondamento principale del Catalogo), sia quella Reale di Torino in dotazione della Corona. Poi, delle monete non comprese in queste due Collezioni, si descrivono quelle esistenti (in quel momento e sulla base delle conoscenze/informazioni a supporto) in altre, mentre quelle riportate dagli autori il Catalogo descrive solamente quelle che non si trovavano nelle raccolte (all’epoca) conosciute. Non dimentichiamo che l’Opera per renderla più completa possibile, fu inviata (in bozza via via che i volumi erano disponibili) alle principali Raccolte italiane e straniere, con preghiera di notarvi le varianti e le aggiunte.1 punto
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Personalmente ritengo che il tallero di zecca Venezia seppur malconcio e in bassissima conservazione rimanga un oggetto storico di maggior interesse che un normale riconio senza storia coniato nei giorni nostri con valore bullion dalla zecca di Vienna. I talleri di zecca Venezia e Milano sono a mio avviso tutti collezionabili, sono monete rare e interessanti anche da studiare.1 punto
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Ciao, tenendo presente che esprimiamo solo pareri su foto, per me sembra coniato percui dovrebbe essere autentico. Come ho già specificato in un altro intervento, da foto le patine, gli ossidi, le corrosioni ecc... io non le prendo mai come elementi che influenzano il mio giudizio perché si possono replicare e solo un esame diretto può essere dirimente per questi elementi ( cosa che penso chi ha venduto la moneta a @fullons avrà sicuramente fatto 🙂) ANTONIO1 punto
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Buonasera, chiedo l'aiuto per l'identificazione di questo quadrante, che sembra un Cr 265/3 tranne per il fatto che ha la M e la A non in monogramma, caratteristica che invece è di standard per quella emissione. Peso 3.52g Diametro ~17g Mi chiedo se siamo davanti ad un inedito. Allego foto1 punto
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ciao a tutti, ho alcne monete del nonno. spero riusciate ad aiutarmi a capire di dove sono e quanto possano valere grazie a tutti in anticipo1 punto
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Buongiorno @gennydbmoney scusa ,non ho capito che aspetto ha il tondello 😂1 punto
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Se guardi le foto del catalogo di questo sito vedrai esemplari con la scritta simile a questa1 punto
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Anch'io sognavo di trovare il denaro da 1 grammo ma ho dovuto ricredermi a fronte dell'evidenza. Una volta credetti anche di averlo trovato ma poi si rivelò essere un grosso da 4 e rimasi molto deluso. Negli oltre 3000 denari ritrovati a Padru la media di peso è 0,75/0,85 e nei 2 esemplari "veri primitivi" il peso è 0,75 gr. E' vero che esistono esemplari più pesanti, come il tuo, ma credo trattarsi di eccezioni delle quali, essendo moneta in mistura, in zecca probabilmente non si preoccupavano troppo di qualche decimo di grammo, diverso era per le monete in argento dove credo fossero più precisi. Saluti1 punto
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F in I ma IO lì che fa? E NT in E? = Fini maioliche faentine. Buona giornata!1 punto
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Aggiungerei infine, a titolo di esaustività, i dati che nel 2009 non c’erano, ma che adesso sono a disposizione. Consultando il libro del Rovera, ho notato che effettivamente è descritta come classe a sè, tra le monete di Umberto III, quella con croce al diritto “svasata”, lettere “T” a base larga con barretta orizzontale “non-apicata” e crocette in legenda sprovviste dei lunghi “apici” all’estremità dei bracci (cfr. la discussione “Denaro VMBERTVS II” ) Si tratterebbe di un ultimo tipo di emissione per questo regnante, il settimo, di cui sarebbero noti soltanto oboli ma non denari debili né denari buoni… Il Rovera respinge l’ipotesi che si tratti di una tipologia di falsi d’epoca… e non pone neppure il sospetto che si tratti di falsi moderni. Osservando gli esemplari riportati sul Biaggi, peraltro, per quel che si può giudicare da una foto, mi sembra che neppure questi siano provvisti di rilievi particolarmente “alti” in confronto alle foto del mio esemplare… ragion per cui mi viene da pensare (certo, tirando l’acqua al mio mulino… so bene che “l’occhio del padrone ingrassa il cavallo” 😅) che forse neanche la mia monetina sia un falso (moderno)… …e, a questo punto, con quel peso, si porrebbe di nuovo la domanda? Ma sarebbe un obolo…? …oppure un primo, inedito esemplare (ri-)conosciuto di denaro (debile) del settimo tipo di secusini secondo Rovera???1 punto
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Intanto, vorrei considerare l’aspetto “buona” versus “falsa”… …e comincerei dall’esame della moneta: Peso 0,63 g - Diametro 14,5 mm I rilievi, in effetti, non sono “brillanti”, da come si può intuire dalle foto… Per facilitare una valutazione “fotografica” (mi rendo conto che non sarà mai come averla in mano, ma almeno cerco di venire incontro al vostro occhio…) aggiungo una serie di fotografie “di taglio”, con luce radente dapprima naturale “all’infinito” e poi artificiale da vicino. Luce naturale: Luce artificiale da vicino: Cosa ve ne pare?1 punto
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Ho acquistato quattro marenghi comuni a marzo 2025 da compro oro, a prezzo di borsa. Sono monete mediamente disastrate, si può arrivare massimo a bb. Questa è quella che ho scelto a 530€, erano disponibili 3 Carlo Alberto, a mio giudizio un buon BB: Ho sempre cercato una coerenza in collezione, avendo acquistato in precedenza vari marenghi preunitari - Subalpina, Murat, Vittorio Emanuele I, G. P. Lombardia - già difficili (e costosi) da trovare in BB senza segni di montatura ho optato per la stessa conservazione anche per i marenghi del Regno. Ultimamente però ho dubbi in merito, e vorrei fare un upgrade ai marenghi di Carlo Felice e Carlo Alberto, considerando che ho acquistato un fascetto e Aquila Sabauda in qFDC.1 punto
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@Den 1890765 intanto carico le foto, per quel poco che si può vedere. Le ho anche orientate correttamente Dovrebbe essere questa Qing Qianlong (1736-1796) Zecca di Pechino, board of revenue Valore storico sicuramente, economico massimo un paio d'euro, sono monete molto comuni Saluti1 punto
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Ho una discreta letteratura sul tema. Che intendi con Tresor di Morrisson? I ritrovamenti ci sono ed è proprio a causa dei ritrovamente che ora c'è la tendenza degli studiosi ad attribuire ad Alessandria ad Issum quello con ALEXAND in esergo. Mi chiedo se Niceta occupò Alessandria (in Egitto) o lasciò perdere la città e proseguì verso la Siria e verso Cipro... La pezzatura da 2 nummi data a Cipro è decisamente difficile da digerire. Parliamo di un paio di anni, e quindi i ritrovamenti sono significativi per dirci se una moneta circolava più in un posto che nell'altro, ma non servono per comprendere se i due busti precedono il busto unico, o viceversa. Come tu sai, prediligo un approccio più storico che numismatico e quindi è nella storia della guerra mozza dall'esercito di Niceta che cerco delle risposte, ma i cronisti bizantini sono molto poveri di notizie al proposito. Alcuni studiosi ipotizzano una zecca itinerante, prima a Cipro e poi ad Alessandretta. L'analisi dello stile potrebbe dare qualche risposta se davvero sia un'ipotesi sostenibile. E' interessante l'articolo di Grierson del 1950 sulle emissioni consolari, anche se nel DOC si rimangia (giustamente) alcune affermazioni fatte in quell'articolo...1 punto
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È un difetto tipico di alcuni dritti del SICL... Anche il mio esemplare presenta la stessa schiacciatura in quel punto.1 punto
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Aspettiamo con ansia, anche se (come dici tu sarà parziale) e i collezionisti, le case d'asta continueranno a riferirsi al Corpus (privo di molte tipologie e varianti). Un esempio è il massaro M. Dolfin (lo cito perchè questo Doge lo stò trattando in questo momento, ma ci sarebbero ulteriori esempio con diversi Dogi). Il massaro è operativo per un brevissimo arco temporale (morte del Doge) e secondo il CNI conia unicamente: mentre, sia dovuto a mancata lettura della rivista belga che a nuove apparizioni sul mercato, il massaro conia: Scudo della croce il mezzo scudo con S. G. 40 soldi 20 soldi (da CNI) un BdN, ahimè, non le inserirà e di conseguenza non aggiornerà il CNI1 punto
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Conoscendo, anche se solo virtualmente @ACERBONI GABRIELLA e la sua serietà, concordo con chi ritiene che abbia voluto essere ironica, e pazienza se manca la punteggiatura, per una volta può scappare. Chiudiamola qui.1 punto
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ciao è citato eccome nel vol VII ma hanno saltato un intero volume della pubblicazione belga 🤪1 punto
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Punzonatura Oro 750. Così era la forma tra il 1944 e il 1968. Da capire se abbia un valore collezionistico oltre al valore intrinseco dell'oro contenuto.1 punto
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@aieieprazu, complimenti! Sarebbe bello poterle ammirare una per una con foto chiare e nitide.1 punto
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Per i romani quel globo prendeva proprio il nome di “orbis terrarum”, anche se il concetto risultava privo della moderna nozione riguardante la sua rotazione nello spazio. Appare per la prima volta già in età repubblicana: https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G213/1 Un denario imperiale, purtroppo molto raro, che trovo magnifico a livello di scena di rovescio è questo VESTA MATER di Julia Domna1 punto
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Buongiorno a tutti volevo condividere con voi il mio ultimo acquisto che ve ne pare1 punto
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