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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/30/25 in Risposte

  1. Buon pomeriggio a tutti, oggi vorrei parlarvi di questa monetina ( recentemente aggiunta in collezione ) in bronzo/rame del 1858 da 19 millimetri, un kreuzer ( soldo austriaco ), zecca di Milano che faceva parte della moneta spicciola del lombardo-veneto. Un breve cenno storico-culturale che forse non tutti conoscono ancora - nella parlata veneta soldi o denaro si traduce in schei . Ma da dove arriva questo termine ? A Venezia, la millenaria Serenissima Repubblica fino al 1797, aveva avuto il ducato e la lira veneziana che erano state la valuta legale. Durante la dominazione del '800 da parte dell'impero asburgico nel lombardo-veneto ( 1815-1866 ), le monete che circolavano in maggioranza erano le austriache e quelle del lombardo-veneto appunto, come ad esempio l'esemplare di questa discussione. Alcune avevano in leggenda a diritto la scritta SCHEIDEMÜNZE ( moneta spicciola ), ecco allora che per il popolo diventa schei che significava soldi e questo a tutt'oggi. Ed il ...DEMÜNZE ?? Anche questa porzione finale di scritta in leggenda ha fatto la sua parte : in quegli anni gli austriaci a Venezia avevano imposto la regola che se qualcuno veniva trovato in città senza almeno 5 soldi in tasca ( tasca = scarsèla in dialetto ), poteva essere accusato di vagabondaggio. Pertanto nella parlata dialettale veneziana una piccola somma di denaro veniva chiamata 5 schei de mona ( SCHEIDEMÜNZE ), mona può significare per indicare scherzosamente una persona sciocca ed ingenua; ma può anche essere utilizzata come espressione volgare -. In allegato oltre alle foto della moneta, una foto di un gadget souvenir che si può reperire ed acquistare a Venezia in qualche bottega artistico-artigianale. Grazie per l'attenzione.
    4 punti
  2. Buon giorno Fab-90. Potrebbe trovare informazioni su questa moneta cercando "lamoneta catalogo di numismatica". Osservando le immagini a me sembra certamente originale e nemmeno troppo consumata, purtroppo, con qualche graffio forse dovuto ad un tentativo di pulizia, lasci comunque le cose come stanno. Una caratteristica curiosa di questa moneta sta nel fatto che, sebbene camuffata da personaggio rinascimentale, la figura femminile fosse una persona, ai tempi, ancora vivente; era la moglie dell'autore (dico era perché penso che sia morta). Io sono nata nel 1954 , avevo quindi 4 anni quando questa moneta fu emessa, ma anche negli anni successivi , quando ne avevo 7 o 8, questa moneta rappresentava un tesoretto. Con 500 lire si potevano comperare 500 caramelline Golia, sarebbe stato persino difficile, per un bambino, contarle. Cordiali saluti. Gabriella
    4 punti
  3. Dato che sto riordinando il mio piccolo monetiere, posto i miei tre talleri che umilmente compongono le tre tappe dei talleri coniati in Italia. Il primo e’ quello di Umberto (spazzolato ma preso a buon prezzo), il secondo l’Italicum del 1918, ed infine il tallero di MT coniato a Roma. Come sempre ogni parere e’ ben accetto!
    2 punti
  4. Carissimi, in queste calme (e calde!) giornate agostane sono felice di condividere per la prima volta con voi un acquisto di diversi mesi fa, che mi ha spinto a fare un approfondimento sul tesoro "della centrale a gas" di Limoges scoperto nel 1926. Sul forum ho notato diverse discussioni volte a raccogliere informazioni sul tesoro in oggetto (ad es. qui IL TESORETTO DI LIMOGES). Spero queste mie righe possano essere utili per tutta l'utenza. La moneta La moneta, acquistata in "retail" presso la francese CGB (Comptoir Général de la Bourse), è un comunissimo denario di Settimio Severo (RIC 150) dal peso di 3.28 gr e dal diametro di 19.5 mm. Al diritto, un ritratto dell'imperatore ancora gradevole, con legenda SEVERUS AUG PART MAX. Al rovescio, la Vittoria alata che sorvola uno scudo posto su un cippo, e la legenda PM TR P VIII COS III PP. Di seguito una foto (credits Cgb.fr). La moneta era messa in vendita insieme a un cartellino identificativo da collezione, di cui vi posto le foto qui di seguito, con catalogazione di Occo (rif. p. 274 linea 8). Era la prima volta che acquistavo una moneta con "pedigree" e, intrigato da questo fatto, mi sono subito messo a cercare notizie sul tesoro. Tuttavia, come altri prima di me, inizialmente non sono riuscito a trovare informazioni rilevanti e di "prima mano". Poi un giorno, consultando il sito "Coin hoards of the Roman Empire" (https://chre.ashmus.ox.ac.uk/reference/1155), mi è apparso il nome di un tale Henri HUGON, che avrebbe scritto un articolo a riguardo nella rivista "BSAHL" del 1927. Facendo ricerche su tale Hugon, mi sono imbattuto nella Société Archéologique et Historique du Limousin (SAHL), di cui tale Hugon faceva parte. Ho finalmente compreso che la B di BSAHL stava per "Bollettino", e sono riuscito a trovare sul sito della Biblioteca Nazionale di Francia, il "Bulletin de la Société" del 1927, in cui figura lo studio di Henri Hugon, che fu incaricato insieme ai Sig.ri Delage e Martinaud di realizzare l'analisi del tesoro. Il Bollettino del 1927 è leggibile e scaricabile al seguente link (https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6552329x/f66.item). Lo studio sul tesoro va da p. 60 a p. 71. Il tesoretto "della centrale del gas" di Limoges (1926). Di seguito una mia sintesi dello studio realizzato dal Sig. Henry Hugon, pubblicato nel 1927. Il tesoro è stato scoperto il 7 maggio 1926 à Limoges, presso i terreni appartenenti alla Società anonima del gas e dell'elettricità di Lione, proprietaria anche della centrale a gas di Limoges. Durante dei lavori edili, gli operai della Società urtano una giara di tipo "dolium" alta 40 cm, che si rompe e rivela il suo contenuto ossidato. Compreso il contenuto, gli operai presenti (non sappiamo quanti) si riempiono le tasche di denari e disperdono dunque una parte del tesoro (ancora oggi si ignora il numero totale delle monete disperse in quei primi momenti). Alcune monete verranno in seguito recuperate dalla Società in cambio del pagamento di una somma in denaro per il ritrovamento. La cosa interessante è che, per calcolare il peso dell'argento contenuto nei denari (e quantificare l'indennizzo), la Società farà analizzare il metallo contenuto in alcuni denari presi a campione. Questo il risultato: Denario Settimio Severo: AR 48.7% Denario Julia Domna: AR 48.8% Denario Caracalla: AR 47.3% Denario Geta: AR 45.1% Denario Alessandro Severo: AR 37.8% Denario Julia Mamea: AR 36.7% Raccolto l'insieme, la Società incarica la SAHL di realizzare un inventario dettagliato della scoperta. Purtroppo, l'articolo pubblicato nel bollettino non fornisce nel dettaglio le tipologie dei denari trovati, ma soltanto un riassunto del numero di monete e tipologie per imperatore. In totale sono state trovate 6.393 monete, tutti denari d'argento tranne quattro antoniani, che vanno da Antonino Pio a Postumo. I tre personaggi più presenti sono Caracalla (2.126 denari, 16 tipologie di diritto e 72 di rovescio), Settimio Severo (1.453 denari, 6 tipologie di diritto e 55 di rovescio) e Julia Domna (1.031 denari, 5 tipologie di diritto e 28 di rovescio). Ad eccezione di Annia Faustina, è presente tutta la dinastia severiana. Di seguito la tabella riassuntiva. Hugon nell'articolo precisa di aver realizzato un inventario più dettagliato per l'insieme delle tipologie, consegnato alla Società del gas e in duplice 2copia alla SAHL, di cui tuttvia non sono riuscito a trovare traccia in internet. In compenso, Hugon descrive in maniera narrativa alcuni dei pezzi più rari trovati nella giara: alcune monete di Pertinace, Clodio Albino, ma sopratutto un denario "ibrido" (mule?) mai recensito, con al diritto il busto di Settimio Severo e al rovescio il busto e i titoli di Caracalla infante. Data la presenza dei quattro antoniani (1 di Treboniano Gallo, due di Valeriano e uno di Postumo), Hugon ipotizza l'esistenza di almeno un'altra giara andata perduta, contenente le monete più contemporanee di chi ha nascosto il tesoro. Infatti, i lavori di scavo hanno permesso di stabilire che la giara era stata posta in un ampio spazio scavato in una parete di tufo. Un crollo parziale di questa cavità avrebbe permesso a questa giara di denari di non essere vista e quindi di rimanere dov'era. Realizzato lo studio, Hugon accenna che una parte del tesoro fu donata dalla Società a diversi musei d'oltralpe, senza però dare maggiori dettagli. Incrociando queste informazioni con quelle riportate nel seguente articolo del "Corpus des Trésors Monétaires Antiques de la France", p. 76, (https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bd6t5370037z.image) possiamo avere un'idea più dettagliata del numero di monete donate: 324 monete al Museo municipale di Limoges, altrettante al Museo nazionale delle Antichità di Lione e al Museo delle antichità di Parigi. 16 al piccolo Museo di Gueret e 15 alla "Società degli Antiquari di Poitiers". In totale, circa un migliaio di monete furono donate al "pubblico", le restanti sono rimaste alla Società negli uffici centrali di Lione e nella Centrale a gas di Limoges. Non sono riuscito a trovare maggiori informazioni sulle tipologie dei pezzi donati ai musei. Inoltre, non ho trovato notizie sul destino che gli abbia fatto fare la Società del gas: le ha vendute in asta? Le ha distribuite agli azionisti? Sono state tenute dall'Amministratore delegato o dal Direttore della centrale di Limoges come "bonus"? L'insieme di queste ipotesi? Secondo Hugon, la scoperta del tesoro di Limoges ha posto le basi per ridisegnare la storia della regione. Fino a quel momento infatti, nella regione dell'antica Augustoritum (Limoges) non erano stati ritrovati tesori importanti, e questo aveva spinto numerosi studiosi a ipotizzare un declino della città per cause naturali. Hugon nel suo studio ipotizza invece come il tesoro della centrale a gas sia da inquadrare negli anni turbolenti dell'ascesa di Postumo (di cui è stata trovata una singola moneta nel ripostiglio) e della nascita "dell'impero delle Gallie". Due parole vorrei spenderle sul numismatico Henri Hugon, classico erudito di fine Ottocento, che fu chiamato a gestire la classificazione del tesoretto. Alto funzionario pubblico francese, diventa Direttore Generale dell'Agricoltura in Tunisia, all'epoca protettorato francese. In Tunisia, scrive il primo trattato di numismatica del Paese, "Numismatique Beylicale", che diventerà la referenza per le monete dei Bey di Tunisi. In pensione, va a vivere nel limosino dove si dedica interamente alle attività storico-archeologiche della SAHL, di cui diventerà presidente. Mi sembrava giusto rendergli omaggio. I "passaggi" della moneta e l'etichetta da collezione Un altro fatto curioso ma importante riguarda i vari passaggi che la moneta ha effettuato. CGB nel pedigree aveva inserito unicamente la provenienza dal tesoretto di Limoges. Tuttavia, sono riuscito a individuare almeno due altri passaggi: nel 2017, è stata messa all'asta dal sito "La galerie des monnaies .fr" che ha gestito la vendita di un ampio lotto di monete romane per conto della casa d'aste Prado Falques di Marsiglia (Monnaies Romaines LES SÉVÈRES (193-235 après J.-C.). Insieme alla mia moneta, altri 50 pregevoli pezzi provenienti dallo stesso tesoro. La cosa interessante, tuttavia, è che tra queste 51 monete figura anche il denario con al diritto il busto di Settimio Severo e al rovescio il busto di Caracalla infante, considerato un ibrido unico, descritto nello studio di Hugon (vedi sopra) come il pezzo più raro trovato nella giara. Con ragionevole certezza, pensavo poter affermare che questo lotto di monete, (tra cui anche la mia), facesse parte di quelle catagolate da Hugon nel 1926, poi "tenute" dalla Società del gas di Limoges e quindi disperse chissà come. Poi però ho notato che tra le monete esitate, figura un denario di Gordiano Africano, non recensito dallo studio di Hugon: che fosse una delle monete intascate dagli operai e acquistate dal collezionista? Che ci sia stato un errore in sede di inventario da parte di Hugon? Nel frattempo, ho scritto una email al sito "La galerie des monnaies", chiedendo se potessero rivelare maggiori dettagli sulla provenienza del lotto di monete in questione. Vi farò sapere se dovessero mai rispondermi (tentar non nuoce). Alcune delle monete vendute nel dicembre 2017 sono riapparse nel 2018 da CGB, tra cui il denario ibrido/mule con i busti di Settimio Severo e Caracalla, che ha rivenduto nella Live auction del 5 giugno 2018. Nel 2024, la mia moneta insieme ad altre 8 (sempre tutte precedentemente passate da Prado Falques/La galerie des monnaies) è poi riapparsa tale e quale nell'E-Auction 8 di MDC del 9 marzo 2024. CGB ha nuovamente fatto incetta e le ha acquistate tutte e messe in boutique. Cercando in rete, sono riuscito a trovare un'altra etichetta di una moneta proveniente dalla stessa collezione esitata da Prado Falques e poi da MDC (Finally: a type I've wanted for years! - Roman Empire - Numis Forums), e un'altra etichetta del 1914 che potrebbe essere dello stesso collezionista, proprio su questo forum (https://www.lamoneta.it/topic/169001-aureliano-comune-ma-con-pedigree/#comment-2120863), che però non ho ritrovato sul catalogo online "La galerie des monnaies" del 6 dicembre 2017. Considerazioni personali finali Mi sono divertito molto a fare queste richerche. Questo è stato uno dei primi acquisti e mi ha spinto ad approfondire tanti aspetti non prettamente "numismatici" che però mi hanno ugualmente entusiasmato. Credo di aver pagato un po' troppo (200 EUR), soprattutto considerata la tipologia e qualità di conservazione della moneta. Cercando i vari "passaggi" del pezzo ho infatti notato come solamente nel marzo 2024, nell'asta MDC, il prezzo di aggiudicazione fu di soli 50 EUR. Forse i prezzi MDC erano un po' bassi, ma quello che ho pagato trovo sia un tantino alto. In compenso, la moneta mi piace molto e ha una storia particolare da raccontare (oltre alla storia initrinseca della sua coniazione). Spero questo mio (lungo) intervento vi abbia entusiasmato quanto ha entusiasmato me scriverlo. Rimango ovviamente in attesa di commenti, info aggiuntive, considerazioni o critiche. Grazie mille per l'attenzione e un caro saluto a tutti. K
    2 punti
  5. No, intendevo dire che come variante è comparsa la tua DUN e finora è un esemplare unico.
    2 punti
  6. Concordo sulla tua scala di rarità. Ritengo anche ne esistano altre, perchè negli ultimi mesi sono comparse sia AMMIRAGLO, sia la tua DUN. Posto la mia DELLE con D ruotata di 180°. Saluti
    2 punti
  7. Ma credo sia meno raro di GIOACHINO (3/4 esemplari) AMMIRAGLO(2 esemplari)e NAPO(4/5 esemplari )almeno così ricordo,per DELLE non ho mai appuntato passaggi,mentre GNAND ricordo a memoria 6/7 esemplari,ma potrei sbagliarmi e non di poco... il 3 grana oggetto della discussione è nella mia raccolta da diverso tempo ma nonostante le mie ricerche periodiche non ho trovato nessun'altro esemplare... Quindi azzardo che potrebbe essere il più raro tra queste varianti...
    2 punti
  8. Da Alessandria di Egitto, un esemplare in AE al nome di Traiano, con al diritto busto corazzato dell' imperatore ed al rovescio particolare biga con pariglia di 2 serpenti . Sarà il 14 Ottobre in vendita Gorny&Mosch 314 al n. 567 .
    2 punti
  9. Salve @hobbes ,sembrerebbe di sì 😊 https://it.numista.com/catalogue/pieces42535.html
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  10. Ricordo che da Dotti (era lui?) acquistai moltissime mie serie della collezione filatelica. Ti aggiungo quello che è scritto nel volume di Villoresi "Le monete di Ancona e del Legato Pontificio della Marca".
    2 punti
  11. Un programma di transito che richiede meno tempo può essere questo: Andata P1+P2= 2 min Ritorno P2= 2 min Andata P7+P10= 10 min Ritorno P1= 1 min Andata P1+P2= 2 min Totale 17 minuti apollonia
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  12. Tre gradevoli monetone con usura uniforme. Direi per tutte e tre BB (o anche BB+). Per confronto e condivisione posto le mie tre in buona conservazione:
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  13. Posto di seguito il mio 12 Carlini, versione con abbreviazione. Qualche segno sul collo … Al solito ogni parere e’ ben accetto! Gabriele
    1 punto
  14. Posto la mia 120 grana del 1808. Ogni parere e’ benvenuto. Gabriele
    1 punto
  15. Il reperto raffigurante un vichingo è stato recentemente ritrovato negli archivi del Nationalmuseet di Copenhagen Photo: Roberto Fortuna, courtesy of the Nationalmuseet of Denmark Trovato in Danimarca il primo ritratto vichingo (in soli 3 centimetri) Il curatore del Nationalmuseet di Copenhagen Peter Pentz ha individuato negli archivi del museo una piccola statuetta risalente al X secolo: una rara (se non unica) rappresentazione visiva di un illustre personaggio nordico La figura del vichingo, così come tramandata nell’immaginario collettivo (rude, selvaggia, avvolta da pellicce…) potrebbe essere errata: una recente scoperta, emersa dagli archivi del Nationalmuseet di Copenhagen, ci restituisce un’immagine umana e curata di questi leggendari guerrieri nordici. Parliamo di una statuetta in avorio di tricheco, databile al X secolo, alta appena 3 centimetri ma incredibilmente dettagliata. A individuarla è stato il curatore Peter Pentz, che l’ha trovata dimenticata in un deposito, dove giaceva da oltre due secoli. Il piccolo manufatto raffigura il busto di un uomo dai tratti distinti: capelli ordinati con la riga in mezzo, barba intrecciata e baffi arricciati in stile imperiale. Un ritratto individuale, fatto raro (se non unico) per l’arte vichinga, finora dominata da motivi zoomorfi e rappresentazioni simboliche. «Se pensate ai vichinghi come a un popolo selvaggio e barbaro, questa statuetta dimostra il contrario. È molto ben curato, ha dichiarato Pentz. Questo è il primo oggetto che si avvicina a un ritratto del periodo vichingo che io abbia mai visto. Alcuni dicono che abbia un aspetto diabolico. Ma io penso che sembri piuttosto come se avesse appena raccontato una barzelletta». La vivacità dell’espressione e la precisione del dettaglio suggeriscono che si trattasse di un personaggio di spicco, forse addirittura un re. «Un’acconciatura come questa, molto ordinata, con piccoli riccioli o ciuffi di capelli che ricadono sulle orecchie, suggerisce che questo personaggio fosse ai vertici», suggerisce il curatore. Secondo un’ipotesi si tratta di Harald Bluetooth (911-985), il sovrano danese noto per aver unificato la Danimarca e introdotto il cristianesimo, cui dobbiamo anche il nome della tecnologia Bluetooth. La statuetta (con ogni probabilità un pezzo da gioco per l’Hnefatafl, antico gioco da tavolo nordico) fu ritrovata in una sepoltura equestre vicino a Oslo nel 1796, ma solo oggi è possibile studiarla per comprenderne il valore storico e artistico. Peter Pentz con in mano il reperto raffigurante un vichingo. Photo: Camille Bas-Wohlert/Afp https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Trovato-in-Danimarca-il-primo-ritratto-vichingo-in-soli-centimetri
    1 punto
  16. Ciao, il ritratto mi sembra con pochi dubbi quello dell'imperatore Valeriano. Per quanto riguarda la tipologia purtroppo le legende totalmente illeggibili non ci aiutano molto. Tuttavia la figura ben visibile è quella di Apollo. Posto esemplare stessa tipologia 🙂. ANTONIO
    1 punto
  17. Ci sono diversi esempi di monetazione in ferro durante le fasi di guerra, ad esempio per la Germania o la Danimarca. Il ferro fra le sue caratteristiche ha quella di dare monete dall'aspetto un po grezzo e poco rifinito, come lo zinco anche lui spesso usato durante gli eventi bellici, niente a che vedere con il bronzo e il rame. Inoltre il ferro si ossida facilmente, per cui non è difficile trovare monete mal conservate arrugginite.
    1 punto
  18. Se poi volessimo essere pignoli, tutti gli elementi più pesanti dell'elio presenti sulla terra provengono da altri sistemi solari..
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  19. La patina è tipica del rame o bronzo, magari può esserci una piccola quantità di ferro ma questo deve venire fuori dalle analisi
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  20. Bellissima la tua moneta del 1748 che Traina Mario Le monete dei Savoia del XVIII secolo ( 1675 – 1800 )” Bologna 1967 non riporta, come non riporta la tua moneta ancora più interessante del 1750 dove , come avrai notato, oltre alla mancanza delle T manca anche la P(edemontis) finale, moneta che se non sbaglio avevo notato su eBay alcuni anni fa (oppure sbaglio?). Certo che il progetto del Traina Mario (conosciuto negli anni 90) di fare un catalogo con tutte le varianti di lettere e punteggiature diventerebbe un vero rompicapo, soprattutto per il primo periodo (1730-1755) di Carlo Emanuele III dove le varianti di lettere e punteggiatura sono innumerevoli.
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  21. A tue spese, per fortuna su una moneta dal minimo valore, hai scoperto che la pulizia, o la lucidatura, non vanno fatte (il risultato è stato il rovinare irrimediabilmente la moneta). Si fanno solo in casi molto particolari e solo se si è in grado di farlo. La norma è che le monete non si puliscono (il resto è eccezione)
    1 punto
  22. Complimenti @Alan Sinclair per la tua moneta e per l'ottima presentazione.
    1 punto
  23. Grazie mille per l'aiuto. Sempre molto gentile!
    1 punto
  24. Sulla base del disegno torna tutto, ad occhio si nota meglio, grazie a tutti per l'aiuto
    1 punto
  25. Salve , potrebbe essere proprio MURENA , sebbene sia un Asse come rarita' molto alta , un R4 , e' possibile . Secondo me sarebbero incerte le prime due lettere iniziali MU.... mentre il seguito ....RENA e' abbastanza identificabile . Il Semisse sarebbe leggermente sotto peso , ma considerando lo stato generale scadente della moneta , ci puo' stare . Con un po' di fantasia potrebbe anche essere un Semisse di M. Herenni , Cr. 308/2 , o di P. BLAS Cr. 189/2 , quando nella moneta pare di leggere una S finale , dopo la A . Difficile classificarla con estrema certezza .
    1 punto
  26. Bellissimo esemplare @Alan Sinclair, questi Kreuzer sono sempre monetine simpatiche. Mi permetto di aggiungere che, oltre alla "venetizzazione" della scritta SCHEIDEMÜNZE in schei, i miei conterranei del XIX secolo hanno storpiato anche altre diciture presenti sulle monete austriache: il termine “franchi”, per esempio, non deriva dal nome della valuta francese, ma bensì dalla storpiatura del nome dell'Imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo-Lorena che sulle legende delle monete era abbreviato in FRANC IOS, da cui deriva il popolare “franco” per indicare la moneta in generale, "Esser sensa un franco" significa essere senza soldi. Inoltre, quando iniziarono a circolare i primi pezzi da 20 Kreuzer austriaci sul suolo del neonato Regno Lombardo-Veneto, la parola tedesca zwanzig kreuzer, venti kreuzer, troppo "crucca" per noi veneti, venne storpiata in "svansica". Negli anni '90, qui dalle mie parti, "avere sento svansiche" era una maniera popolare per dire avere 100 Lire o avere un po' di soldi in generale. In Lombardia, per esempio, la parola svanzica ha sempre identificato le monete da 20 Kreuzer. Buon pomeriggio!
    1 punto
  27. Ciao dovrebbe essere un denier parisis.. https://www.cgb.fr/charles-vi-le-fou-ou-le-bien-aime-denier-parisis-n-d-s-l-ttb,bry_733924,a.html
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  28. Buongiorno,in attesa di pareri molto più autorevoli ci provo... Licinio Murena? https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G246/10
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  29. La nota dice che L’acquirente è Dotti e l’aggiudicazione 2350
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  30. Ciao è lei. La moneta è molto conciata al dritto e non vedo lo spazio per la legenda.... Ma dovrebbe essere lei... In percentuale residuale, una imitativa ma non credo. Giustino II no, è una attribuzione alternativa di quella di Giustiniano
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  31. Perché il nickel veniva ( e viene) impiegato per l'acciaio usato per i cannoni e in genere armi da fuoco di un calibro elevato, per conferire maggiore resistenza meccanica, tenacità e resistenza alle alte temperature dell'arma (Leghe al nichel-cromo-molibdeno). E' lo stesso motivo per cui in Italia, vennero ritrate le monete "Impero" in nickel. Esigenze belliche. Gli Austriaci, usarono il ferro, che ovviamente era molto più facile da reperire.
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  32. Il continente europeo e il suo nome Il nome Europa significa "ampio sguardo" e forse fa riferimento alla luna piena. In alternativa separando la parola in eu-ropa otteniamo un significato che rimanda all'abbondante presenza d'acqua. I Greci usavano chiamare 'Europa' la zona centrale della Grecia; solo in un secondo momento con questo nome si riferirono all'intero territorio greco. Attorno al 500 AEC, la parola Europa stava ad indicare l'intero continente europeo (sebbene i Greci conoscessero bene solo le aree costiere del Mediterraneo) con la Grecia alle sue estremità orientali. Il fiume Don, a nord del mar Nero, era normalmente considerato il confine oltre il quale si trovava l'Asia. Erodoto (4.45) riferisce che il continente era conosciuto come Europa, ma ammette che i suoi precisi confini non erano noti e non riuscì a scoprire per quale motivo gli fosse stato dato questo nome. Erodoto sottolinea il curioso fatto che i Greci avessero dato nomi di donna alle grandi terre emerse, definendole Europa, Asia e Libia. Da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-15614/europa/ apollonia
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  33. Buonasera @urza1 per me ottima conservazione per la tipologia, rovescio meglio del dritto, in complesso va benissimo. Le Borboniche, come le Murattiane ultimamente sono salite molto di prezzo, quindi bisogna trovare il giusto compromesso tra soldi e conservazione. A me manca ancora, ad avercela una così.
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  34. Buonasera @urza1, in effetti questa tipologia di moneta in alta conservazione costa un botto. La tua, per me, è un giusto compromesso tra prezzo e conservazione, quindi ti faccio i complimenti. Mi piace. Figurati che a me manca ancora.
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  35. Sì, i cartellini sono in effetti quelli di un collezionista attivo all'inizio del Novecento: mi sovviene ora che in una vecchia discussione era saltato fuori un cartellino della stessa mano che rinviava a un'asta di Santamaria del 1914, il che dimostra che l'estensore era uno che acquistava. Ecco il link: E qui un antoniniano, anch'esso reso noto da @grigioviola, con analogo cartellino e indicazione di provenienza dall'Algeria: E' vero che Gordiano I non c'è nel censimento di Hugon e che di Balbino ne risulterebbe uno solo. Sono quindi d'accordo con te: premesso che bisognerebbe vedere quei cartellini (dei quali purtroppo non abbiamo foto), è possibile che questi due esemplari (Gordiano I e uno dei due denari di Balbino) derivino da quella parte del tesoro che inevitabilmente andò dispersa nell'immediatezza del ritrovamento, ed è possibile che il collezionista, con quei numeri in esponente accanto al nome dell'imperatore, avesse voluto comunque tener conto del censimento di Hugon. DIfficile dire di più. Comunque sia, i cartellini sono autentici senza alcun dubbio e appartengono a un antico collezionista, raffinato e preciso nel tenere nota delle provenienze.
    1 punto
  36. Ti posto le immagini del mio 1750 per farti vedere la legenda del diritto Visto che ci sono anche il 1748, anche in questo caso non tutte le T sono presenti...
    1 punto
  37. Sono 20 centesimi 1908, in nickel, moneta comune, conservazione bassa, molto circolata; come valore commerciale, si trova in ciotola a 1 euro. Come valore storico, molto alto; è una delle più belle monete del Regno. saluti
    1 punto
  38. "In verità, in verità ti dico chi è senza peccato scagli la prima pietra. Perché, o Viganò, tu mi perseguiti con il "lei"? È, evidente, che mi sono confuso ormai prossimo al declino dell'intelletto. Nel 1862 fu la sola zecca di Napoli a coniare i centesimi di rame (10, 5, 2 e 1), quindi, come giustamente hai fatto notare, anche il 2 Centesimi è ascrivibile alla zecca di Napoli...
    1 punto
  39. Buongiorno, si avvicina Settembre e volevo chiedere se ci sono aggiornamenti circa l'effettiva ripresa del Mercato. Per dovere di cronaca, segnalo che la via Armorari è tuttora libera da lavori di qualsiasi natura: ci sono passato questa mattina e nulla è cambiato rispetto alle foto di fine luglio (pioggia compresa). Attendo Vostre e Vi saluto cordialmente. grazie
    1 punto
  40. Quando andavo a scuola io, i voti sopra la sufficienza erao: discreto; buono; distinto; ottimo. Se non te la senti di usare il termine ottimo (a mio avviso lo meriterebbe), almeno un distinto + 😆
    1 punto
  41. Grazie mille a tutti per le preziose indicazioni. Credo che acquisterò entrambi i volumi. Buona giornata
    1 punto
  42. Una bella giornata Buona notte, Valerio
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  43. Ecco a voi la rassegna culturale completa di ciò che troverete nei due giorni del Convegno. Vi aspettiamo 👍🏻
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  44. Il loro peso non è quello desiderato, sono leggere, ma il loro diametro è del tutto rispetto e, peso a parte, sono considerate di grande modulo, 15 e 30 kreuzer austriaci del 1807. Una delle mie in modesta conservazione.
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  45. Il vostro As è il quarto esempio conosciuto. Lo stile, il peso e il diametro sono accettabili. Quindi penso che siano antichi, ufficiali o imitazioni. Dato che esiste più di un conio sul dritto, li ritengo ufficiali, ma la certezza è impossibile. Esistono molte antiche imitazioni di coniate AE Repubblicani. Richard
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  46. Buonasera a tutti. E' passato circa un mese e mezzo dalla sospensione del Cordusio. Allego alcune foto, scattate questo pomeriggio, che attestano lo stato della via Cordusio (prima foto) e della via Armorari (le altre).
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  47. Buongiorno, ho controllato la moneta non è magnetica, e si è graffiata nel mio primo tentativo di pulizia, (poi ho scoperto il bicarbonato 😂) al di fuori di questo è stata la mia prima moneta ritrovata e nella sua bellezza delle 3 caravelle e del volto rinascimentale (che a mia insaputa fosse la moglie del produttore, cosa molto interessante tra l'altro) che nella sua bellezza mi ha ispirato a collezionare, Vorrei ringraziavi per quanto siano gradite e utili le vostre informazioni , visto che ho cercato informazioni su oggi moneta che posseggo su Google e voi tirate fuori sempre qualcosa di nuovo ed interessante , grazie
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