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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/17/25 in Risposte

  1. Sicilia, recuperato in mare un elmo della battaglia delle Egadi del 241 a.C. Straordinaria scoperta nelle acque delle Egadi: i subacquei riportano in superficie un elmo in bronzo in eccezionale stato di conservazione dall’area della storica battaglia navale delle Isole Egadi del 241 a.C. Con il reperto anche una maniglia in bronzo e armi individuate tramite indagini radiologiche. Un recupero che getta nuova luce su uno degli episodi più significativi della storia antica del Mediterraneo. Nelle acque delle Isole Egadi, lo scorso agosto (ma la notizia è stata data solo stamani), è stato riportato in superficie un elmo in bronzo del tipo “Montefortino”, in straordinario stato di conservazione e completo dei paraguance. A individuarlo e sollevarlo dai fondali sono stati i subacquei altofondalisti della Società per la documentazione dei siti sommersi (Sdss), guidati da Mario Arena, sotto la supervisione della Soprintendenza del Mare, con il supporto dell’Area marina protetta, del Comune di Favignana e della Capitaneria di porto. Il manufatto proviene da un’area di mare carica di memoria: quella in cui, nel 241 a.C., si combatté la battaglia delle Egadi, scontro decisivo della prima guerra punica tra Roma e Cartagine. L’elmo, del tipo utilizzato dalle truppe romane tra IV e I secolo a.C., rappresenta uno dei ritrovamenti più importanti degli ultimi anni, sia per l’integrità del reperto, sia per il contesto storico a cui rimanda. “L’elmo Montefortino è uno dei più belli e completi mai recuperati”, commenta l’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato. “Questi ritrovamenti non solo arricchiscono la conoscenza storica della battaglia del 241 a.C., ma rafforzano l’immagine della nostra Isola come custode di un’eredità culturale unica al mondo. È un risultato straordinario, frutto del lavoro congiunto della Soprintendenza del Mare, delle professionalità impegnate nelle ricerche e del sostegno di istituzioni e fondazioni internazionali. Continueremo a investire nella tutela e nella valorizzazione di questo patrimonio, consapevoli che rappresenta una risorsa identitaria e culturale fondamentale per la Sicilia”. L’elmo ritrovato L’elmo ritrovato L’elmo ritrovato Il recupero dell’elmo si inserisce in un’attività di ricerca più ampia, che negli anni ha portato alla scoperta di numerosi reperti legati tanto alla battaglia delle Egadi quanto ad altre epoche. Durante la stessa campagna è stata riportata in superficie anche una grande maniglia in bronzo, proveniente dal cosiddetto “relitto del banco dei pesci”, datato al V secolo d.C. La funzione precisa dell’oggetto resta incerta, ma la sua lavorazione e le dimensioni ne fanno un pezzo di grande interesse per gli studiosi. Tutti i reperti recuperati sono stati sottoposti a un primo trattamento conservativo grazie all’intervento delle restauratrici della Sdss. Le operazioni sono state rese possibili anche grazie al contributo del mecenate statunitense Michel Garcia, che ha sostenuto le attività di tutela e conservazione. Parallelamente, le ricerche si sono avvalse delle più avanzate tecniche diagnostiche. Presso lo studio radiologico del dottore Giuseppe Perricone, a Trapani, sono state eseguite tomografie computerizzate (Tac) su circa trenta reperti metallici recuperati in anni precedenti e ancora fortemente ricoperti da incrostazioni. Le indagini hanno permesso di identificare all’interno delle concrezioni spade, lance e giavellotti, armi che furono impiegate nello scontro del 241 a.C. e che per oltre duemila anni sono rimaste celate dal mare. La combinazione tra indagini scientifiche e recuperi subacquei conferma il ruolo centrale della Soprintendenza del Mare nel coordinare attività che uniscono professionalità diverse, dalla ricerca archeologica alla conservazione, fino alla diagnostica radiologica. Il lavoro della Sdss, con il supporto delle istituzioni locali, ha consentito di arricchire un patrimonio che, già oggi, costituisce un unicum nel panorama della ricerca mediterranea. Un ruolo decisivo in questa attività lo ha avuto anche la Rpm Nautical Foundation, fondazione privata statunitense che da anni affianca la Soprintendenza del Mare con proprie risorse e mezzi tecnologici. Grazie all’impiego di una nave oceanografica e a strumenti di indagine avanzati, la fondazione ha contribuito a mappare e documentare i fondali delle Egadi, individuando relitti e aree di interesse archeologico. La battaglia delle Egadi, combattuta il 10 marzo del 241 a.C., rappresentò la conclusione della prima guerra punica. Lo scontro vide la flotta romana, guidata da Gaio Lutazio Catulo, prevalere su quella cartaginese comandata da Annone, decretando la vittoria di Roma e l’avvio della sua supremazia sul Mediterraneo occidentale. I ritrovamenti subacquei di elmi, armi e rostri navali hanno restituito negli ultimi decenni testimonianze concrete di quell’evento epocale, arricchendo il racconto storico con evidenze materiali. Il nuovo elmo Montefortino si aggiunge a questa serie di scoperte, distinguendosi per lo straordinario stato di conservazione. La presenza ancora integra dei paraguance lo rende un reperto rarissimo, capace di offrire agli studiosi dati preziosi sulla tipologia di equipaggiamento utilizzata dai soldati romani e sulle tecniche di fabbricazione del periodo. La sua integrità consente anche di ipotizzare future esposizioni museali, che potrebbero permettere al grande pubblico di ammirare da vicino un oggetto che ha attraversato ventiquattro secoli di storia. Il recupero della maniglia bronzea dal relitto tardoantico e l’identificazione radiologica delle armi testimoniano come l’area delle Egadi non sia soltanto legata alla battaglia del 241 a.C., ma rappresenti un vero archivio stratificato di vicende storiche e commerciali. I traffici marittimi, gli scontri navali e la vita quotidiana delle imbarcazioni trovano eco in questi ritrovamenti, che restituiranno, grazie a futuri studi, ulteriori tasselli di conoscenza. Infine, è stato pulito il rostro numero 25 già recuperato in una precedente campagna: è romano e presenta l’iscrizione “Ser.Solpicio C.F. Quaestor Probavi(t)”, probabilmente: “Servio Sulpicio, questore, figlio di Gaio, approvò”, sottinteso il rostro. Il Gaio, di cui il questore nominato era figlio, potrebbe ipoteticamente essere Gaio Sulpicio, console dal 243 a.C. e dunque in piena prima guerra punica. Il rostro 25 https://www.finestresullarte.info/archeologia/sicilia-recuperato-in-mare-elmo-battaglia-isole-egadi
    6 punti
  2. Buon Pomeriggio a Tutti, oggi condivido con voi questa piccola moneta arrivata da una recente asta. Si tratta di un comune 20 centesimi Valore in argento del 1863, zecca di Milano per Vittorio Emanuele II° Regno d'Italia. Mi piaceva lo stato di conservazione è così l'ho aggiunta in collezione anche per avere almeno un esemplare di questa tipologia. Vi chiedo cortesemente un parere in merito alla sua conservazione che secondo me, se non erro, dovrebbe essere abbastanza alta. In allegato prima le foto della casa d'aste e poi le mie. Grazie.
    3 punti
  3. cari amici volevo condividere quest'altro bel mattoncino che ho messo in collezione. si tratta di un bel 5 copechi 1803 coniato sotto Alessandro I, segno di zecca E. M. e che dire, ormai ci sto prendendo gusto per questi monetoni di rame russi.
    3 punti
  4. Buongiorno ragazzi.Ogni qual volta entro e leggo notizie numismatiche sul Vaticano qui sul forum mi si rizzano tutti i capelli che ho in testa. ”Anche al nuovo papa non interessa granché “ ”il Vaticano se ne fotte dei collezionisti”. Ma seri?Ovvio al nuovo Papa del collezionismo non freghi assolutamente niente, tanto meno dell’ufficio che conia le monete. L’ufficio e’ un azienda di Stato che deve fare profitti, come tutte le aziende al mondo. Non deve dare il fieno al bue e all’asinello e portare la voce del Signore in giro.A questo ci pensa il Papa semmai. A nessun azienda quindi fondamentalmente a nessuna zecca del mondo frega niente dei collezionisti perche’ anche in questo caso non stiamo parlando della Croce Rossa, non fanno volontariato, fanno, e e’ bene pure ne facciano piu’ possibili, PROFITTI.Tra l’altro ne’ piu’ ne meno di quello che fanno taaaanti, taaaanti rivenditori che poi hanno pure la faccia come il c… dí lamentarsi. Non c’e’ molto da stupirsi, non so come mai noto che c’e’ questo “sentore” che porta la gente a pensare che per qualche strano segno di nostro Signore la Zecca Vaticana debba comportarsi in modo diverso dalle altre. E’ veramente buffa questa cosa che noto in continuazione e che, nonostante le nefandezze di altri Stati(Monaco vende un commemorativo a una cifra con la quale ci compri 4 commemorativi del vaticano) si tende sempre a tornare a discutere sul SCV. Come se da quest’ultimo ci si aspettasse una grazia divina e particolare.
    3 punti
  5. Ciao Gianfranco! Le riconiazioni (sia nel senso di ri-emissioni coeve durante il pontificato, sia nel senso di riconiazioni posteriori con fini speculativi) potevano essere richieste in oro, argento o rame. Ovviamente venivano pagati dal richiedente il prezzo del metallo impiegato e la lavorazione. In alcuni casi erano disponibili presso la zecca dei metalli con provenienze particolari, che però potevano essere usati solamente da una committenza diretta della Camera Apostolica o del guardarobiere del pontefice. Mi riferisco soprattutto ai metalli di assaggio generale o al cosiddetto "rame di Corinto", di cui parleremo in modo più approfondito martedì. L'uso di quello che noi oggi chiamiamo "metallo bianco" è tipico delle riconiazioni Ottocentesche dei Mazio. Tali riconiazioni avvenivano solitamente in rame, ma su richiesta era possibile ottenere medaglie in argento (non ho notizia di riconiazioni Mazio in oro, ma non ne escludo l'esistenza) ed in metallo bianco (in quest'ultimo metallo ho visto anche esemplari uniface).
    3 punti
  6. Il bronzo è una lega di rame e stagno; l’aggiunta di quest’ultimo elemento abbassa il punto di fusione del composto. Per un tenore di stagno fino all’8%, la lega presenta buone caratteristiche meccaniche e grande resistenza alla corrosione: essa è ancora lavorabile plasticamente e si può laminare, estrudere, forgiare, stampare e trafilare. Aumentando ulteriormente il tenore di stagno, la durezza raggiunge livelli tali da consentire solo pezzi ottenuti per fusione, chiamati anche getti. Per le monete e le medaglie si usa un contenuto di stagno variabile tra il 3 e l'8%: entro questo intervallo la resistenza all'usura e alla corrosione si accompagnano ad una discreta coniabilità. Nello specifico la lega per la monetazione del Regno d’Italia presentò un contenuto di stagno del 4%. Fu solo con l'avvento del Regno d'Italia che si parlò di bronzo. La monetazione degli Stati Preunitari era in rame, nonostante le impurità che potevano risultare disperse nel metallo. Questo il tenore di una lettera che il Direttore della Zecca di Bologna scrisse al Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio, che in quel periodo sopraintendeva alla zecca, e da cui si desume la "novità" della lega in questione (notare la data che è quella del giorno successivo alla proclamazione del Regno d'Italia): ASB, DZ, b. 254, tit. IV, f. G, prot. 56 - Bologna, 18 marzo 1861 - lettera del Direttore della Zecca di Bologna al Ministero AIC: “Facendo seguito al N. 40 del giorno 10 corrente mese, il sottoscritto si pregia di partecipare come in questa Zecca hanno avuto luogo i primi esperimenti di fusione e formazione del bronzo per la nuova monetazione alla lega di 960 rame e 40 stagno, e che detti esperimenti hanno sortito il miglior risultato per la omogeneità e malleabilità della risultante lega. Tali fusioni, che si proseguono giornalmente in piccole proporzioni, per quanto lo comportano i mezzi attuali che la Zecca possiede, saranno ben presto estese a proporzioni più concludenti non appena si saranno pratricate le modificazioni riconosciute indispensabili per avere un forno più economico atto alla fusione della lega. Frattanto siccome si è cominciata la laminazione delle lastre ottenute dalle fusioni compiute fino ad ora, onde procedere con sicurezza al successivo taglio dei tondini, tornerebbe molto opportuno di provvedere almeno un pajo di conii che dovranno servire alla monetazione, sia per prendere norma del diametro preciso che debbono avere i tondini stessi, sia per eseguire qualche esperimento di coniazione che valga a prevenire qualsiasi difficoltà potesse mai presentarsi nella estesa coniazione che fra non molto dovrà intraprendersi. ..." (vedi Panorama Numismatico, novembre 2024, pp. 13-48)
    3 punti
  7. Buona giornata a tutti. Non sapevo nemmeno che esistesse questo ufficio, forse perché uno simile non esiste in numismatica. Vorrei saperne di più su questa cartolina stampata un mese prima che io nascessi. Grazie
    2 punti
  8. Agreed, a fairly rare issue from Harpasa, RPC II 1214: LINK
    2 punti
  9. Ciao, grazie mille! La moneta era periziata in FdC e pur essendo consapevole del fatto che non lo fosse pienamente ho deciso di acquistarla, perché dalle foto del venditore si percepiva la buona conservazione. Vi assicuro che non ha usura e presenta solo dei colpetti (uno al bordo e alcuni segnetti sul dritto), anzi probabilmente ha circolato pochissimo se non niente. Non mi spiegherei altrimenti la presenza della bava di conio al bordo e della lucentezza del metallo (non parlo di lustro). Sappiamo tutti quanto la zecca napoletana non fosse all'avanguardia e che spesso sfornava monete già "mal ridotte" di per sé, senza essere entrate in circolazione. Lo testimoniano anche i graffi di conio al rovescio, piccole escrescenze nei campi attorno alle 3 righe che recitano nominale e millesimo. Saluti... Ronak
    2 punti
  10. alcuni modelli più fluorescenti degli altri, qui sotto una luce UV:
    2 punti
  11. @miza, ecco il cartellino fronte e retro della casa d'aste che accompagna la moneta.
    2 punti
  12. Il testo descrive le caratteristiche e la storia delle Freimarken (francobolli automatici) della Deutsche Bundespost emesse nel 1981, con particolare attenzione alle valutazioni FDC (First Day Cover) e al loro utilizzo. Emissione e Caratteristiche: Le Freimarken con l'emblema della Deutsche Bundespost furono emesse dal 2 gennaio 1981 al dicembre 1992. Erano stampate in tipografia su carta fluorescente, con sottostampa multicolore e presentavano due fori di trasporto sui bordi superiore e inferiore. Valori e Validità: I valori andavano da 5 a 9995 Pfennig, in scaglioni di 5 Pfennig. Erano francaturgültig (validi per l'affrancatura) dal 2 gennaio 1981 e le macchine automatiche furono messe in funzione a partire dal 5 gennaio 1981. Particolarità: Ogni quinta marca presentava un numero di serie sul retro, e le marche con numero di serie avevano un sovrapprezzo del 50%. Dettagli Tecnici e Commerciali: La tiratura totale fu di 320.000.000 pezzi per tutti i valori. La vendita ufficiale durò dal 2 gennaio 1981 al 31 marzo 1994. [ndr: traduzione AI] ========= e già che non si butta mai via niente! 😁 questi erano infilati in un album che avevo preso per altre cose, njk
    2 punti
  13. La Deutsche Bundespost (DBP) era l'amministrazione postale, telegrafica e telefonica della Germania Occidentale, in funzione dal 1947 al 1989. Hai fatto bene a non buttarlo, sono catalogati nel Michel tedesco. Sono francobolli automatici come detto dall' amico sopra, sono collezionabili. Il tuo è usato e si vede l' annullo, questo un esemplare nuovo..
    2 punti
  14. IO! Sono bolli delle macchinette, venivano stampati "just in time", nel senso che tu decidevi il porto, pagavi come in un distributore automatico ed anzichè del caffè uscivano i francobolli. A = Lettera di distinzione dela macchina per l'annullo dell'ufficio postale B = ufficio postale (Münc) HEN 4 - Monaco 4? C = ora della timbratura -13 E = data xx.xx.88 (?) Sono in teoria collezionabili, ma non sono proprio di mio gusto. Njk ================== https://de.wikipedia.org/wiki/Automatenmarke_(Deutschland)
    2 punti
  15. scusate, ero convinto di aver già risposto, invece non avevo schiacciato "invia" 168 combinazioni. le cifre della combinazione giusta sono tutte diverse fra loro e la prima è la somma delle rimanenti quattro a questi vincoli va aggiunto che la prima cifra deve essere minore o uguale di 9 (vincolo sottointeso). possiamo individuare quindi degli insiemi di quartuple che rispondono ai vincoli sopra esposti: (0,1,2,3) (somma 6), (0,1,2,4) (somma 7), (0,1,2,5) (somma 8), (0,1,2,6) (somma 9), (0,1,3,4) (somma 8), (0,1,3,5) (somma 9), (0,2,3,4) (somma 9). Per ciascuno di questi 7 insiemi la prima cifra è fissata (= la somma) e le quattro cifre rimanenti possono comparire nelle posizioni da 2 a 5 in diverso ordine, quindi in 4! = 24 modi distinti. quindi il totale delle combinazioni è dato da 24 (combinazioni date dall'ordine delle 4 cifre) x 7 (insiemi di quartuple) = 168 combinazioni. saluti Carlo
    2 punti
  16. Qui si sta valutando l’opera, non la professionalità o le qualità del suo autore. Se ci sono degli errori, delle sviste o delle inesattezze credo sia giusto segnalarle, soprattutto se continuano a ripetersi a distanza di 9 anni (mi riferisco, ad esempio, alla questione soldo - 5 soldi). Le osservazioni fatte, in altre parole, non sono rivolte alla persona ma al contenuto del lavoro svolto. Il catalogo Gigante rimane, in ogni caso, il principale punto di riferimento per chiunque si voglia avvicinare al collezionismo di monete italiane.
    2 punti
  17. Salve Cerco maggiori info anche qui, grazie come sempre😄
    2 punti
  18. buongiorno @alessandro2960 ed @Alan Sinclair, mi accodo per segnalare questo ulteriore esemplare che mi sono aggiudicato pochi giorni fa. purtroppo non in alta conservazione ma sufficiente per apprezzarne la variante. quando lo avrò in mano proverò a fare ulteriori fotografie del dettaglio.
    2 punti
  19. Buongiorno @nuvola_rossa sai che qui non ci arrendiamo facilmente 🙂 prova comunque a fare altre foto in altre angolazioni e a luce naturale,come siano siano. Come detto magari esce fuori qualcosa che a un occhio piu esperto può essere utile...provare non costa nulla 🙂
    2 punti
  20. Rimanendo in tema di torretta in posizione insolita posto una piastra sempre del 56 con al centro in basso della partizione del Portogallo due torrette accoppiate in orizzontale in posizione 69,la moneta in questione è catalogata al numero 566h,pagina 398 del manuale dopo la mia segnalazione a Pietro Magliocca... Non credo ci siano dubbi sul fatto che siano due torrette...
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  21. @viganò domenica scorsa sono stato al mercatino con altri amici ed espositori, mentre parlavamo dei lavoratori hanno scoperto la segnaletica stradale per riaprire la circolazione da ieri. Quindi domenica dovrebbe riaprire il mercatino...come sempre noi ci saremo per ritrovarci e per un caffè...cross the fingers!!!
    2 punti
  22. Grazie. Finalmente dopo sessant'anni Giuseppe Mannara, padre di Raffaele, trova la sua corretta collocazione in zecca. L'ultimo a citarlo fu Michele Pannuti; ma chissà perché questo maestro delle prove cadde nell'oblio.
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  23. Buondí Condivido questa busta con lettera. Chi mi fornirebbe maggiori info? Grazie Ci sono ancora le imponte sulla busta. Fa impressione😃
    1 punto
  24. Il Cordusio è il mercatino dove ho cominciato io negli anni 80, altri tempi, ero un ragazzino, c'era un'altra Milano, pure un altro mercatino, sentire che rischia di non riaprire più mi mette molta tristezza. D'altra parte, non vedo cosa poter fare per impedirlo se, come si dice, l'amministrazione cittadina ha deciso di farlo fuori.
    1 punto
  25. La busta riporta l' annullo speciale della manifestazione sportiva e' quindi interessante per i marcofili, ma non e' una primo giorno perché in concomitanza non è stato emesso il francobollo.
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  26. Messo davvero bene, mi piace molto.
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  27. Dovrebbe essere la chiamata alla leva partita dal comune di Favria (TO), e diretta al sindaco di Bosconero (TO), 18 febbraio 1892, francobollo da 10 centesimi di Umberto I
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  28. È una tipologia che non colleziono ma sono molto belli, complimenti per l’acquisto!
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  29. Una bella moneta @Alan Sinclair, il colpetto a ore 11 è veramente molto contenuto, quasi non si vede, per me come conservazione Spl+.
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  30. Buongiorno a tutti, in una recente asta mi sono aggiudicato il lotto intero della serie 2 lire quadriga veloce. Non ne avevo nemmeno una in collezione. Tra le quattro monete ce ne sono una rara ed una rara2. Secondo me sono monete lavate ed in conservazione mediocre ( graffietti, usura, 1911 con colpetto al bordo ); vi chiedo per cortesia se a vostro parere arriviamo almeno al BB per ognuno di questi quattro esemplari. In allegato foto del lotto e monete fotografate singolarmente. Grazie. 2 lire 1908 - 2 lire 1910 R - 2 lire 1911 R2 - 2 lire 1912
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  31. Croazia 2025 10 Centesimi dedicati a Nikola Tesla:
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  32. L’interno della tomba monumentale scoperta in Albania Scoperta in Albania orientale una tomba romana monumentale Il rinvenimento della struttura, databile tra il III e il IV secolo d.C., è stato effettuato all’inizio di agosto Nell’Albania orientale, nella valle di Bulqizë, presso il villaggio di Strikçan, una squadra di archeologi albanesi ha portato alla luce una tomba romana monumentale, datata tra il III e il IV secolo d.C., la prima di questo tipo rinvenuta nel Paese balcanico. La scoperta è avvenuta all’inizio di agosto, quando l’Istituto di Archeologia ha avviato gli scavi dopo la segnalazione di alcuni abitanti che avevano notato pietre insolite in un altopiano vicino al confine con la Macedonia del Nord. L’indagine ha rivelato una struttura sotterranea di 9 metri per 6, alta 2,40 metri, costruita con grandi lastre di calcare incise con lettere greche. La tomba si articola in tre ambienti principali: una grande scalinata d’accesso, un’anticamera e la camera di sepoltura. Il sepolcro, molto più imponente rispetto ad altri ritrovamenti nell’area, apparteneva con ogni probabilità a un membro facoltoso della società. A confermarlo sono anche i reperti rinvenuti: un frammento di tessuto ricamato con fili d’oro, recipienti in vetro, manufatti in osso e coltelli. Secondo il responsabile degli scavi, Erikson Nikolli, l’iscrizione principale, bilingue, indica che la persona sepolta si chiamava Gelliano e dedica la tomba a Giove. È probabile che un secondo individuo, forse un familiare, fosse sepolto nello stesso luogo. Si tratta della prima iscrizione di questo tipo rinvenuta nella regione, a testimonianza del livello culturale che caratterizzava l’area nell’antichità. Altri testi incisi, non ancora decifrati, potrebbero appartenere a un monumento vicino oggi circondato da campi di mais e da una cava. Il sito era stato già violato in passato: una prima volta in età antica e successivamente quando macchinari pesanti avevano spostato un masso sopra la camera funeraria. Il monumento è stato classificato dalle autorità come patrimonio di grande valore storico e culturale, con l’obiettivo di preservarlo e renderlo, in futuro, visitabile anche per un pubblico più ampio. https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Scoperta-in-Albania-orientale-una-tomba-romana-monumentale Meravigliosa. Una tomba romana che parla due lingue. Architettura, tessuti d’oro e sculture di pietra. Ecco cos’è stato trovato. E quello che gli altri non dicono In una valle appartata della Dibra settentrionale, poco oltre Bulqizë, una scoperta archeologica ha riportato alla luce una delle sorprese più affascinanti dei Balcani: una tomba monumentale romana, la prima del suo genere nella regione, dedicata a un individuo il cui nome, Gellianos, sembra trasportarci in un tempo sospeso tra Oriente e Occidente, tra lingua greca e latino. La tomba, risalente al III-IV secolo d.C., misura circa 9 metri per 6 e presenta una camera funeraria alta 2,4 metri, affiancata da una monumentale scalinata decorata con motivi geometrici. Non si tratta di un semplice sepolcro: la struttura sembra un piccolo mausoleo, concepito per celebrare il prestigio e la memoria del defunto. La scoperta è stata annunciata dal Ministro albanese Blendi Gonxhja, sottolineando l’importanza storica e culturale del sito. Gli scavi, parte del progetto “Ricerca archeologica nella valle di Bulqiza”, sono stati condotti dall’Istituto di Archeologia con esperti locali, tra cui l’accademico Adem Bonguri e il Dott. Erikson Nikolli. Gellianos: un nome che racconta storie Il nome inciso nella pietra, Gellianos, porta con sé una complessa eredità culturale. La radice latina “Gall-” potrebbe indicare un’origine gallica o il legame con famiglie romane di alto rango, mentre il suffisso -ianos, tipico dei gentilizi romani, denota appartenenza, legame familiare e memoria. Gellianos non è solo un defunto, è un individuo immortalato nella pietra con la stessa cura dedicata ai dettagli architettonici e ai tessuti d’oro che avvolgevano il suo corpo. Il bilinguismo: greco e latino Elemento straordinario della tomba è la doppia lingua dell’iscrizione, un fenomeno rarissimo nella Dibra romana. Il latino, lingua ufficiale dell’Impero, convive con il greco, portatore di cultura, religione e filosofia. La combinazione delle due lingue non è solo un atto commemorativo, ma un vero dialogo culturale, che riflette il contesto cosmopolita e l’appartenenza di Gellianos a un’élite capace di navigare tra due mondi. Una curiosità unica: la scalinata principale sembra progettata per offrire un “doppio sguardo”. Chi saliva poteva leggere l’iscrizione latina da un lato e quella greca dall’altro, come se Gellianos avesse voluto farsi comprendere da due civiltà. Questa progettualità simbolica trasforma la tomba in uno spazio di comunicazione culturale, più che in un semplice sepolcro. Architettura e tesori La costruzione della tomba evidenzia notevoli capacità architettoniche: grandi pietre modellate con precisione, scalinate monumentali, stucchi geometrici. Nonostante i saccheggi antichi, gli archeologi hanno recuperato vasi di vetro, pettini d’osso, coltelli e frammenti di tessuti intrecciati con fili d’oro, testimoni della raffinatezza e dello status sociale del defunto. La tomba si articola in tre aree principali: la camera funeraria, un’anticamera e la scalinata monumentale, con ulteriori strutture murarie che suggeriscono la funzione di mausoleo. Dibra: crocevia tra Roma e l’Oriente La regione di Dibra, nota nell’antichità come Doberus, è stata abitata fin dal Neolitico. Durante l’epoca romana faceva parte della provincia della Mesia, una terra strategica e crocevia di scambi commerciali, militari e culturali tra l’Impero e l’Oriente. La presenza di fortificazioni, strade lastricate e insediamenti testimonia la sua importanza strategica. La romanizzazione portò latino, istituzioni romane e pratiche culturali imperiali, ma le tradizioni locali sopravvissero, come dimostrano le tombe monumentali e le iscrizioni bilingue. La fusione di elementi romani e locali creò un patrimonio unico, in cui il cosmopolitismo si mescolava alla memoria di comunità antiche. L’eredità romana nel paesaggio di Dibra Oggi, Dibra conserva fortificazioni, strade lastricate e tombe monumentali, testimoni della persistenza dell’eredità romana. La scoperta della tomba di Strikçan aggiunge un ulteriore tassello alla conoscenza del passato romano della regione, evidenziando l’importanza della ricerca archeologica per valorizzare e comprendere il patrimonio culturale albanese. https://stilearte.it/meravigliosa-una-tomba-romana-che-parla-due-lingue-architettura-tessuti-doro-e-sculture-di-pietra-ecco-cose-stato-trovato-e-quello-che-gli-altri-non-dicono/
    1 punto
  33. Ciao Luciano il catalogo Finarte lo ho, ti ringrazio della disponibilità. Santini da non confondere con Gastaldello Lo Jerusum non tratta le Oselle di Murano ma unicamente quelle di Venezia. Oltre al CNI per Murano si ha unicamente lo Zanetti. Il catalogo Finarte (in un certo senso) esegue un copia/incolla dalle pagine dello Zanetti con errori compresi in quantolo stemma della famiglia muranese Giandolin è come si evince anche da un'osella che collega senza ombra di dubbio lo stemma al nome riportato in legenda
    1 punto
  34. Le ultime che hai postato si aggirano tutte sui 5/6€ l' una da catalogo, l' unica che non ho quotazione e' quella del viaggio di Kennedy in quanto non fu emesso francobollo. Spettacolare storia su buste.
    1 punto
  35. Dovrebbe essere una moneta dell'India antica, tetradramma in bronzo , impero Kushan
    1 punto
  36. Ciao! In effetti il tuo ragionamento, alla luce degli stemmi e nominativi riportati, è corretto. Mi riservo di verificare un paio di pubblicazioni .... saluti luciano
    1 punto
  37. Orecchie d’elefante Buona notte Valerio
    1 punto
  38. Grazie per la delucidazione tecnica. A questo punto si può dire che la “nuova” indicazione riportata sul Gigante è, dunque, errata? O si riporta che le monete sono in bronzo (senza indicare percentuali), o si scrive Cu 960. Bronzo 960 mi pare un’indicazione errata (sia concettualmente che nella forma), o sbaglio? Inoltre, il Gigante non fa distinzione tra monete del Regno e preunitarie. Come si può vedere, anche il 3 centesimi di Napoleone viene descritto come in bronzo.
    1 punto
  39. Buonasera a tutti, in un primo momento avevo pensato a Nerva ma leggendoti è sfumata questa ipotesi. Saluti Alberto
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  40. Strana domanda. Da quale presupposto nasce questo dubbio? Negli ultimi anni sono stati pubblicati numerosi inediti mantovani e gonzagheschi. E' stato prodotto un catalogo on line decisamente attendibile (a cura di alcuni utenti del forum) che ha messo ordine alla confusione sulle emissioni mantovane assegnate dal CNI a Casale e su nominali non correttamente definiti. Cosa più importante, dal 2014 sono state pubblicate a firma di Lorenzo Bellesia diverse monografie: nel 2014 la monografia aggiornata su Pomponesco e Bozzolo e la monografia su Sabbioneta; nel 2020 la monografia su Solferino; nel 2023 la monografia su Castiglione delle Stiviere... che si sono aggiunte a quelle su Guastalla e Novellara. Dal 2014 ad oggi sono inoltre comparsi altri esemplari inediti o varianti di esemplari mancanti ai cataloghi di Bellesia e regolarmente pubblicati sulle riviste di settore. La risposta quindi è: si, esistono... ed esistono grandi collezionisti di gonzaghesche, con passione, competenza e cultura numismatica. Mario
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  41. @nuvola_rossa si puo provare una leggera pulizia come dice @Antonino1951 e comunque fare altre foto in altre posizioni anche se sembra inutile ma magari può uscire fuori qualche elemento utile 😊
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  42. Salve,la sparo pure io...naso aquilino è "scucchia" sembra Massimino il Trace. Vedo una figura in piedi a sinistra. Potrebbe essere questo Pax Avgvsti? https://www.acsearch.info/search.html?id=12108223
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  43. Nel mio esemplare (dello stesso conio) non somiglia affatto ad una torretta...
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  44. I Cataloghi e Manuali attuali e futuri non possono riportare tutte queste differenze nei conii, sarebbe impossibile! Si discuteva al Convegno di Rende con @ferdinandoII, Emanuele e @Raff82, di cui ho avuto il piacere e Onore di incontrare di persona...di portare avanti una pubblicazione periodica specifica da parte dell'associazione Collezionare Rende. Raffaele e Alessandro li ritengo i massimi esperti per questo nominale. Spero e mi auguro che il progetto venga portato avanti.
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  45. Bel lotticino, complimenti @marco1972belli anche quelli di seconda scelta Ho in arrivo un lotticino simile con Napoli, Pontificio, Romagne... Che spero di postare presto per approfondimenti... Saluti a tutti 😀
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  46. concordo anche io con la conservazione non alta della moneta, pur essendo gradevolissima, direi un qspl per i rilievi, ma quel colpo al bordo tira giù la valutazione, ha ragione @El Chupacabra quando rimane sul BB+
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  47. avevo letto l'articolo qualche giorno fa. i complimenti vanno ai genitori che hanno educato il bambino, oltre che al bambino stesso che ha recepito i valori trasmessi!
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