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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/10/25 in Risposte

  1. Finalmente ho trovato una copia originale..un pò rovinata..particolare curioso...hanno strappato la dedica di Mario Lanfranco a qualche personaggio..sicuramente una persona che non gradiva essere accomunata all'ex direttore della zecca
    4 punti
  2. Salve Signori ,volevo condividere con voi l'ultima arrivata in collezione, di sicuro non in altissima conservazione ma secondo me ancora collezionabile
    3 punti
  3. Alcuni esemplari con prezzi di aggiudicazione:
    3 punti
  4. Mercato di monete e francobolli a Milano, parco Novegro https://www.parcoesposizioninovegro.it/fiere/eurofil-5/
    2 punti
  5. Ciao. No..è un normale indice, molto scarno peraltro..In ogni caso tutti i capitoli pubblicati sulla Rassegna NUmismatica li trovi senza problemi on line
    2 punti
  6. Rimanendo in tema vicereale (che è ciò che seguo)e nello specifico le pubbliche di Filippo IV di spagna ,che è la mia moneta preferita, posso affermare che una pubblica in MB è comune,in BB molto rara, in SPL estremamente rara,in FDC introvabile... Quindi va da sé che prima di affermare che una pubblica e comune o rara io guardo la conservazione... Ma questa formula è applicabile a tutte le monete vicereali o comunque prodotte tramite la coniazione al martello,per la produzione al bilanciere possiamo attenerci allo scritto del Gigante che si riferisce all' eccezionalità della conservazione probabilmente riferito al FDC o quasi,come ad esempio,bordi taglienti,campi intonsi,eccetera... Per il viceregno questa formula non funzionerebbe a causa di un processo di produzione totalmente diverso, quindi l' eccezionalità sta nella conservazione secca...
    2 punti
  7. Secondo me il concetto di Gigante è diverso da ciò che almeno Layer ed io stiamo dicendo...
    2 punti
  8. Torna a Messina l'evento "Messina Colleziona": Borsa Scambi per Collezionisti e Presentazione del III° Bollettino del Circolo Numismatico dello Stretto Gli appassionati di numismatica, filatelia, mineralogia e collezionismo in generale hanno un appuntamento imperdibile: il Circolo Numismatico dello Stretto, con il suo Patrocinio, annuncia la nuova edizione di "Messina Colleziona", la Borsa Scambi per Collezionisti. L'evento si terrà Domenica 26 Ottobre 2025 presso il Royal Palace Hotel (Via T. Cannizzaro, 3, 98123 Messina ME), con orario continuato dalle 8:00 alle 15:00. "Messina Colleziona" rappresenta un'occasione unica per scambiare, vendere e acquistare esemplari di pregio, incontrando esperti e appassionati provenienti da tutta Italia. La manifestazione ospiterà una vasta esposizione di materiale da collezione, coprendo i seguenti settori: Numismatica (monete e medaglie) Filatelia (francobolli e storia postale) Mineralogia Piccolo collezionismo Cartofilia Giocattolo Presentazione del III° Bollettino Uno dei momenti più significativi della giornata sarà la presentazione ufficiale del III° Bollettino del Circolo, pubblicazione annuale che raccoglie studi e approfondimenti sulla storia della monetazione e del collezionismo, in particolare legati al territorio dello Stretto. Il Bollettino è un punto di riferimento culturale e scientifico per tutti gli studiosi del settore. L'evento si propone di valorizzare la tradizione del collezionismo e di promuovere la cultura numismatica e filatelica in Sicilia, offrendo un momento di incontro e confronto per i soci del Circolo e per tutti i visitatori. Dettagli Evento: Evento: Messina Colleziona - Borsa Scambi per Collezionisti Data: Domenica 26 Ottobre 2025 Orario: 8:00 - 15:00 Sede: Royal Palace Hotel, Via T. Cannizzaro, 3, Messina ME Organizzazione: Numismatica Pirrone (+39) 345 888 5748 - Numismatica Fonseca (+39) 388 1779 846
    2 punti
  9. I successivi post sono stati raggruppati in altra discussione: Questa discussione rimane aperta per Ferdinando IV, come da titolo.
    2 punti
  10. Ciao , il tuo Quadrante e' un Cr.251/3 e appartiene come emissione al Magistrato M. FABRINI , dove la NI finale e' scritto in basso sopra la prua di nave . E' classificato come : Comune .
    2 punti
  11. Sono d' accordo,non mi meraviglierei se gli esemplari più interessanti si fossero "volatilizzati"...
    2 punti
  12. @Carlo. Leggo spesso i Tuoi interventi dai quali traspare chiaramente, oltre alla personale educazione, una grande passione; anche se non richiesto, dunque, mi permetto di dare qualche consiglio sull'acquisto delle monete. Premetto che io non sono un appassionato di FDC "super, top, plus, migliore esemplare, eccezionale" e via dicendo, in quanto ricordo che le grandi collezioni miravano alla completezza e alla rarità, più che alla conservazione. Ciò detto, presta attenzione al fatto che il 5 franchi è abbastanza usurato e ha qualche colpo al bordo mentre il 5 pesetas presenta un evidente sfregio sulla guancia del Re. Traduco: magari aspetta un po' di tempo e, solo con qualche decina di euro in più, potrai trovare senza grande fatica esemplari che non presentino queste rilevanti (in negativo) caratteristiche. Spero di essere stato in qualche modo utile e Ti saluto cordialmente.
    2 punti
  13. Però secondo me è una crazia terza serie perché io leggo S IOANNE BAPTI... https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FIIMF/9 https://www.numismaticavaresina.it/firenze/43390/firenze-ferdinando-ii-de-medici-1621-1670-crazia-iii-serie-mir-493-312b.html
    2 punti
  14. Partecipo a questa discussione postando un mio 5 pesetas del 1871 (71) di Amedeo I di Spagna (Casa Savoia) comunemente circolato. . La sua peculiarità è di avere incorporato la croce di Casa Savoia al centro dello stemma al posto dei gigli di Casa Borbone
    2 punti
  15. Non è una moneta di Ferdinando IV ma credo renda la giusta conclusione al mio intervento: millesimo molto molto molto comune, ma in una qualità utopica. Certamente tra i primissimi esemplari battuti con i nuovi conii… rigatura della corona compresa (se proprio vogliamo trovargli un “difetto” a ogni costo, minime debolezze sulle armette dello stemma), non lavata, fondi lucenti (o come va di moda dire “a specchio”) soave patina di vecchia collezione, lustro brillantezza e satinatura impeccabili… insomma, UTOPICA PS: dimenticavo… anche questa passata ANONIMAMENTE in un’un’asta, senza nemmeno un ingrandimento. Ciò conferma quanto sopra esplicitato
    2 punti
  16. Lotto 1044 asta Artemide 72E 6-7/9/2025 Alberto Valla e Marietta Cornara, sposi. Medaglia, seconda metà del XVII secolo, Venezia. D/ ALBERTVS VALA ET MARIETTA CORNARA CONIVGES. I due sposi di fronte, lei a sinistra con lunghi capelli, lui a destra con copricapo. R/ SORS SEMPER AMA[T]... Albero di olivo a cui è attorcigliata una vite. Volt. 1166 (questo esemplare). AE.46.5 g. RRR. 54 x 48 mm. Inconsueta e gradevole fusione coeva. Rarissima. SPL. Esemplare Voltolina 1166. Ex The Serenissima collection II, Asta Arsantiqua 8 novembre 2002, lotto 169; ex Asta Astarte XIX, 2006, lotto 351.
    1 punto
  17. Lotto 1045 asta Artemide 72E 6-7/9/2025. Bartolomeo Barbarigo (...-circa 1476), vescovo di Scutari. Medaglia di restituzione, ultimo quarto del XVII secolo. D/BARTHOLOMEO BARBADICVS EPISCOPVS/ PARENTINVS. Busto a destra con mitra e piviale. R/ ALTERA IAPIDIAE SECVRITAS. Mitra episcopale appoggiata tra una croce astile ed un pastorale. Voltolina 1263. AE. 55 mm. Opus: G. F. Neidinger (attribuita a). Ex The Serenissima collection II, Arsantiqua 8 novembre 2002, lotto 181 Ex Astarte XIX, maggio 2006, lotto 363.
    1 punto
  18. Ricordo del Convegno Numismatico di Grenoble 2025 . Esemplare fotografato nel Cudazzo . Ex Collezione dell' amico francese G.G.
    1 punto
  19. Alexander III, 336 – 323 and posthumous issues Decadrachm of 5 shekels, Babylon circa 327, AR 35 mm, 38.92 g. Alexander on Boukephalos facing r., spearing at a mahout and his master seated on an Indian elephant retreating r.; the mahout and master look back towards Alexander, the latter grasps the end of Alexander's sarissa with his r. hand, the former brandishes a spear in his r. hand above his head while holding two further spears in his l. hand; above, Ξ. Rev. Alexander standing l. in military attire, wearing plumed Phrygian (?) helmet and holding a thunderbolt in his r. hand and a sarissa in his l.; above, Nike flies r. to crown him. In lower l. field AB ligate. BMC 61 and pl. XXII, 18. Price, Circulation at Babylon in 323 B.C. in Mnemata: Papers in Memory of Nancy M. Waggoner, 9B (this coin). Hollstein, Taxiles' Prägung für Alexander den Grossen, SNR 68 (1989), p. 6, 2 (this coin illustrated). Price, The Poros coinage of Alexander the Great, a Symbol of Concord and Community, in Studia Paolo Naster Oblata, pl. IX, 3. Mitchiner Type 21. Dürr, Neues aus Babylonien, SM 94, May 1974, p. 36, 1. Price pp. 452–453 and pl. CLIX, H. Zhuyuetang 101 (this coin) Exceedingly rare, ten specimens known of which only five are in private hands. An issue of tremendous importance and fascination, of which this is undoubtedly one of the finest specimens known. Areas of weakness, but unusually clear and complete and unusually good metal for the issue. Good very fine Ex Leu 45, 1988, 132 and Leu 54, 1992, 85 sales. Privately purchased from CNG (inventory number 50423) In 327 BC, Alexander the Great and his army entered the Indian subcontinent and waged war on a regional Punjabi king named Porus. At the Battle of the Hydaspes River (327 BC), the Macedonian army faced the Indian forces of Porus and his war elephants - terrifying creatures that no Macedonian or Greek in Alexander's army had ever seen or faced in battle before. However, despite the fear inspired by the elephants and the deadly accuracy of Porus' archers, Alexander's army won the day. Respecting the bravery and fighting spirit of Porus, Alexander appointed him as a local satrap to govern the region on his behalf. Alexander then continued the exploration and attempted conquest of India despite the increasing misgivings of his men. At last, in 325 BC, the army finally mutinied near the Ganges River and forced him to begin the long and gruelling westward march home. This extremely rare coin, one of the so-called "Porus medallions", is thought to have been struck as a form of commemorative donative paid out to the army after the return from India. The apparent use of the shekel weight standard has led to the conclusion that the coinage was produced at Babylon or possibly Susa while the specifically Indian and martial types may have been intended to remind recipients of their former glory in the East at a time when the army was tiring of Alexander's campaigns and desirous of returning home to Macedonia. In 324 BC, the army mutinied again at Opis in Babylonia and demanded that Alexander begin demobilising his loyal and long-serving veterans. The present piece - the largest denomination in the "Porus medallion" series - features remarkable types that are completely new for Greek coinage. The obverse seems to represent a remarkable duel between Alexander, charging right on the back of his famous steed Boukephalos, and Porus riding on the back of an elephant with an attendant. Alexander spears the attendant in the back while Porus turns to attack him. What is most interesting about this type, in addition to the fact that it is one of the earliest numismatic representations of an elephant, is that the duel shown here never seems to have taken place. The type, especially when read in connection with the reverse showing Alexander crowned by Nike, implies a direct victory over Porus in personal combat. However, none of the ancient historians, including Arrian, Curtius, or Plutarch ever suggest that any sort of duel like this ever took place. Instead, they report that Alexander fought alongside his own cavalry, but also watched Porus fight with admiration, frequently sending messengers to ask him to surrender in the hope that the Indian king would not realise his plan to die in battle. In the end, Porus did surrender, but not because he had been defeated personally by the Macedonian king, but because he was conquered by thirst and exhaustion. In short, the type is propaganda for Alexander's greatness. The reverse depicts the full figure image armoured for battle and crowned by Nike. This is the first unequivocal portrait of the famous Macedonian king on a coin (there still remains much doubt as to whether the image of Heracles on his imperial tetradrachms was considered to represent Alexander during his lifetime), but even here he is shown as something more than a mere mortal. He is elevated to the level of Zeus, the supreme god of the Olympian pantheon, by the placement of a thunderbolt in his hand. The type seems to advertise Alexander not only as a world conqueror, but as a conqueror of the universe extending even into the realm of the gods. The type appears to be related to a lost painting of "Alexander wielding a thunderbolt" executed by the court painter Apelles. https://www.numisbids.com/sale/9837/lot/31
    1 punto
  20. Fidati.. anche se non è sopra le pieghe, .. se è tutta attaccata è stata messa come rinforzo. È una vecchia pratica. Il tuo non ha strappi è stato piegato. Esistono linguelle arrotolate come un rotolo di nastro adesivo.
    1 punto
  21. https://varesi.bidinside.com/it/lot/9723/paolo-v-1605-1621-testone-sd-roma-/
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  22. Oggi è uscito il video con il riassunto di quello che è stato Calabria Colleziona. Buona visione e appuntamento all'anno prossimo!
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  23. @CdC potresti gentilmente allegare il video della moneta, perché non riesco ad allegarlo, grazie mille ( sh)
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  24. Quanti fdc rame rosso di una moneta del viceregno comunissima riusciamo a trovare? Ho estremizzato l'esempio per dare l'idea che in fondo pure la conservazione ha il suo peso su una rarità, anche se quelle riportate nei cataloghi riportano la rarità in senso assoluto della moneta, anche perchè quanto devono essere grandi questi cataloghi?
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  25. Quindi la Rarità in funzione (anche) del grado di conservazione. Corretto?
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  26. Buongiorno, per chiudere gli acquisti un piccolo lotto di Antichi Stati di media qualità: - Modena 10 centesimi rosa con punto dopo la cifra (sassone 9) - Parma 5 centesimi giallo arancione (sassone 6) - Pontificio 5 centesimi verde azzurro chiaro c. Lucida (sassone 25).
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  27. Ciao @Atexano , grazie a te , della romana Gens Fabrinia non ci sono notizie storiche attualmente conosciute . Poche informazioni di questa Gens sono presenti nel sito Moruzzi Numismatica , te le riporto : Moruzzi Numismatica 10 dicembre 2020 Secondo il numismatico austriaco Joseph Hilarius Eckhel (1737–1798) la Gens Fabrinia non è mai stata registrata su fonti storiche o monumenti antichi , eccetto le monete , che ne costituiscono l'unica testimonianza . Il nome M FABRINI (Fabrinus) appare su trienti , quadranti (come nel nostro caso) e semissi della monetazione romana repubblicana . Il quadrante che andiamo a presentarvi è stato coniato nel 132 a.C. e presenta , sul dritto , la testa di Ercole con leontè a destra e tre globetti dietro la nuca , mentre sul rovescio abbiamo la legenda M. FABRINI sopra una prora di nave a destra e ROMA sotto . GENS FABRINIA , M. Fabrini , QUADRANTE, 132 a.C., Ercole con leontè / prora di nave , zecca di Roma , mBB , (Crawford 251/3) / AE QUADRANS (monete romane repubblicane antiche di bronzo - moneta romana repubblicana antica - Repubblica Romana) Conservazione: 45/70 (mBB) Rarità: 20/100 Metallo e Patina : 100/100 Stile : 95/100 Coniazione : 95/100 Provenienza 60/100 Per avere maggiori informazioni sulla moneta , compreso il prezzo , basta cliccare sul link o la foto e verrete reindirizzati direttamente sulla pagina specifica della moneta del nostro sito web . Ciao , Decio
    1 punto
  28. Beh, nemmeno io la comprerei ma puoi renderti conto dei prezzi che ci sono per i 5 Tornesi del 1819 su ebay, ad esempio --> https://ebay.us/m/uXFddc Per questo pensavo che la mia valesse almeno 25€, ovviamente non voglio venderla a nessuno, la tengo anche come moneta da studio nella lista "monete da non comprare" 😄
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  29. Grazie mille @decio non avevo capito che quelle fossero lettere...
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  30. Ciò che devi verificare con una lentina sono questi segni. Non sono sulla bustina. Questo potrebbe fare ritenere dagli enti la moneta "cleaned". Buona giornata
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  31. E vabbé ma se parti dal principio che bassa conservazione non é sinonimo di esclusione a priori, vedrai che non é cosí. Poi comunque un pezzo con usura piú omogenea, si fa apprezzar di piú di un' altro .
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  32. Bene o male è il suo prezzo per un tallero in questa conservazione. La richiesta è giusta. Magari nella trattativa avrei insistito perché il venditore la facesse periziare prima di comprarla, così da togliersi ogni dubbio.
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  33. confronta C169 e RIC 47 b descritti come vittoria che tiene un diadema su uno scudo,comune anche,credo a sept,severo
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  34. DE GREGE EPICURI Però c'è scritto FILI (che è vocativo) e non FILII. Quindi: Figlio, offri il tuo cuore.
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  35. Allora ragazzi, vi ringrazio per tutte le risposte e i messaggi che mi state mandando ma vi assicuro che l’ultima cosa che occorre è sapere che le monete siano originali. Non abbiamo alcun dubbio al riguardo per nessuna di esse perché conosciamo la passione e la disponibilità economica di chi ha collezionato per anni. il mio intento è di avere un’idea più o meno di quello che valgono alcune monete. Quelle d’oro infatti faranno un percorso diverso.
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  36. a me vengono solo cattivi pensieri riguardo a questa situazione.
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  37. @torpedomagari fosse come affermi ma non lo è affatto. E comunque sono assolutamente ORIGINALI.
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  38. @torpedoMagari prima di scrivere inesattezze o commentare pareri di altri utenti è preferibile informarsi meglio. Non ho la presunzione di conoscere le quotazioni esatte di queste prove ma essendo in generale le prove ed i progetti il mio campo di studio e passione cerco di essere il più obiettivo possibile. @RogerRaphael se ti occorre un aiuto per poter catalogare altre prove o progetti in tuo possesso ,se vuoi posso esserti volentieri d' aiuto rispondendo qui nel forum. Andrea
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  39. Buongiorno a tutti, mi è capitato questo pesa monete con astuccio. In rete ho trovato Pesa moneta Priviligiato della ditta Percivalle di Firenze ma sull'oggetto che ho io queste scritte non sono presenti. Vi chiedo i vostri pareri su autenticità e valore. Grazie pesa monete.pdf le immagini jpg
    1 punto
  40. Bellissimo scudo conservazione buona, soprattutto a rovescio, complimenti !
    1 punto
  41. Dato che mi chiedi (giustamente) da dove discende l'ipotesi che ho esposto al post #23 di questa discussione, ti spiego. L’esperienza mi insegna che le sentenze non riportano mai tutti i fatti che hanno caratterizzato l’iter processuale, ragion per cui molto spesso alcuni passaggi motivazionali, agli occhi del lettore che di quel processo non è stato parte (come il sottoscritto), possano risultare contraddittori o, peggio, illogici. Poiché mi rifiuto di credere che la decisione contenga una contraddizione tanto macroscopica come quella evidenziata da @gioal , mi sforzo di leggere “tra le righe” della motivazione. Ciò premesso, la mia interpretazione non può che fondarsi solo ed esclusivamente sui seguenti dati testuali. Nella parte in “fatto” della pronuncia si legge che: “Deduce ancora la difesa che il privato può rivendicare la proprietà dei beni archeologici, che si presumono di proprietà statale, fornendo la prova che […] c) i reperti siano stati acquisiti in epoca anteriore alla entrata in vigore della legge n. 364 del 1909, ad eccezione del collezionista, per il quale non si applica la presunzione di appartenenza allo Stato. Pertanto, essendo il ricorrente un collezionista numismatico ed avendo prodotto fatture di acquisto di esemplari numismatici, che ne comprovano l'acquisto attraverso legittimi canali, diversamente da quanto affermato nella ordinanza impugnata, il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto disporre la restituzione al ricorrente di tutte le monete, dal momento che le fatture di acquisto prodotte erano idonee a provare il legittimo possesso da parte del ricorrente di tutti i reperti”. In definitiva, sembrerebbe che una delle argomentazioni spese dalla difesa sia stata la seguente: (i) la presunzione di appartenenza allo Stato non si applica al collezionista; (ii) il ricorrente è un collezionista, qualità che ha comprovato di possedere attraverso la produzione di fatture di acquisto di esemplari numismatici (si badi, non è specificato “degli esemplari di cui si chiede la restituzione”); (iii) quelle fatture, poiché documentano l’acquisto di esemplari numismatici (si, ma di quali, mi domando), sono idonee a provare il legittimo possesso di tutte le monete (e, quindi, devo desumere che si intendesse sostenere, anche di quelle che detta documentazione di acquisto non possedevano). Secondo me, ciò che traspare dalla lettura è che la documentazione di acquisto fornita dalla difesa fosse esclusivamente finalizzata a provare che l’imputato fosse aduso all’acquisto di monete e, quindi, che fosse un collezionista, così da poter legittimare il possesso anche di monete che – pur presenti in collezione – risultavano tuttavia prive di documentazione comprovante l’acquisto (interpretazione che risulterebbe pure coerente con la premessa svolta dalla difesa che, come ricordato sopra, tra le altre cose deduceva che al collezionista “non si applica la presunzione di appartenenza allo Stato”). Perché altrimenti non enfatizzare espressamente la circostanza (probabilmente dirimente) che la documentazione fornita fosse riferibile proprio alle monete oggetto di sequestro e successiva confisca? E che lo scopo della documentazione fornita dall’imputato fosse, evidentemente, quello di provare la qualità di collezionista piuttosto che di provare l’acquisto delle specifiche monete non restituitegli, lo si evince ulteriormente – a mio avviso – dalla posizione che la Corte prende sul punto, affermando che: “1.3. Neanche è persuasivo il riferimento alla figura del collezionista numismatico, che il ricorrente afferma e documenta di essere”. E’ la stessa Corte, in altri termini, a raccontarci che il ricorrente ha documentato di essere un collezionista ma non anche di aver acquistato legittimamente pure quegli esemplari che, presenti nella sua collezione, sono tuttavia risultati privi di documentazione di provenienza. Magari le mie sono solo elucubrazioni mentali. Una cosa però è certa: la Corte non scrive da nessuna parte che l’acquisto tra privati non vale a conferire legittimità al possesso dei reperti. Non lo dice neanche il Codice dei Beni Culturali, come giustamente qualcuno in questa discussione ha già fatto rilevare. Saluti.
    1 punto
  42. si è una replica fatta realizzare dalla Cassa Rurale di Villazzano per una piccolissima pubblicazione edita nel 1984 per il V centenario della nascita del Principe Vescovo. Nel minuscolo libretto vi era uno spazio apposito ove era inserita la replica del tallero.
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  43. In realtà ha ragione @Andrea imperatore. Ho dato un'occhiata ad un po' di passaggi in asta recenti per queste prove e vicine al FDC vanno sui 500 euro ciascuna (quando va bene). Purtroppo tra le numerose prove di Vittorio Emanuele III quelle dei buoni da 1 e 2 lire sono tra le meno rare ed ambite dai collezionisti. Riporto un esemplare di PROVA DI STAMPA passato da Ranieri nella primavera del 2024 ed aggiudicato a 450 euro più diritti: https://www.numisbids.com/sale/7814/lot/488 Questo esemplare PROVA, invece, è stato venduto da Bolaffi a soltanto 325 euro più diritti: https://www.numisbids.com/sale/8654/lot/?lot=1419 Ad ogni modo, suggerisco a @RogerRaphael di far visionare entrambe le prove in suo possesso ad un perito NIP
    1 punto
  44. Palau 2025 - 1 dollaro in oro da grammi 0,50 Grandezza massima mm. 13,9 In proporzione con un eurocent
    1 punto
  45. Questa è la locandina con anche segnate le conferenze e gli orari delle medesime. NumIta_X2025_Locandina500x700_251006.pdf
    1 punto
  46. per chi fosse interessato: https://www.academia.edu/144185625/I_FERLINI_GIULIO_SAVORGNAN_E_LE_MURA_CIPRIOTE_DI_NICOSIA
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  47. E' un grosso di Andrea Contarini: ANDR QTARENO... Arka # slow numismatics
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  48. Buona sera a tutti. Per poter parlare dell'insuccesso tecnico di Don Domenico Perger, che culminò con la sua sostituzione con Don Filippo Rega, incisore di pietre dure, bisogna fare un passo indietro e parlare della nascita di questo tipo monetale nella zecca di Napoli, il c.d. "tipo inglese". In tempi immediatamente successivi alla nomina di Luigi Diodati a Mastro di Zecca, nomina risalente al giugno 1804, la zecca napoletana venne rinnovata e dotata di moderne attrezzature; il Diodati ricevette subito l'incarico di realizzare un nuovo modello per la coniazione di pezzi da 120 grana. Il primo progetto della nuova piastra, corredato da disegno a firma di Domenico Perger, fu presentato nel luglio 1804, ma al re Ferdinando IV non piacque il suo busto, in veste romana, e con testa cinta di una corona di lauro. Subito dopo il Diodati ricevetto l'ordine di approntare un nuovo progetto di piastra, questa volta con l'indicazione di attenersi al modello di una moneta inglese con l'effige di re Giorgio III. Trattavasi del due pence in rame che venne coniato, nel 1797, presso la zecca privata di Matthew Boulton ubicata a Soho, nei pressi di Birmingham, utilizzando i conii incisi da C.H. Kukler (lo stesso incisore della medaglia coniata a Napoli per il ristabilimento di Ferdinando IV nel 1799, dopo la caduta della Repubblica Napolitana). Questa moneta inglese è di notevoli dimensioni, pesa circa 56-57 grammi, ed ha la caratteristica di avere, sia al dritto che al rovescio, la leggenda perimetrale incusa su ampia fascia rilevata. Questa moneta inglese, proprio per via della pesantezza e della fascia rilevata perimetrale al D e al R, somiglia ad una ruota e, dunque, i britannici la soprannominarono, assieme alla sua metà (1 penny), cart wheel, letteralmente ruota di carro. Dunque il primo progetto avanzato in tal senso dal Perger aveva al D e al R proprio una leggenda incusa su fascia rilevata, ne fu iniziata la coniazione ma....le monete per via della pressione trasmessa dai conii, si slabbravano o, addirittura, si spezzavano. Il Perger, dunque, si mise al lavoro per un altro progetto di moneta, dalle leggende perimetrali in rilievo su campi lisci (è la moneta di prova pubblicata all'inizio di questa discussione; il Gigante la definisce moneta campione). Purtroppo anche in questo secondo caso non venne avviata una coniazione regolare, forse per motivi tecnici, probabilmente per motivi estetici e per il fatto che detta moneta non era per nulla somigliante al prototipo inglese sopra menzionato (queste ultime affermazioni sono mie congetture). Il Perger, quindi, approntò un terzo progetto avente leggende in rilievo su fascia perimetrale rilevata; questo progetto fu scelto in via definitiva il 18.10.1804 e si fece una piccola liberata di monete con queste caratteristiche nel dicembre 1804. Purtroppo ancora una volta la moneta non incontrò il gradimento del re, il busto reale essendo ritenuto di scarso contenuto artistico; inoltre si ebbero, anche in questo caso, non ben specificati problemi tecnici in fase di coniazione. La coniazione venne sospesa, ma alcuni esemplari dovettero entrare in circolazione, visto che l'esemplare della collezione di re Vittorio Emanuele III mostra segni di circolazione. Dopo l'ennesimo fallimento di Don Domenico Perger, gli appaltatori per la monetazione argentea affidarono il compito di approntare nuovi conii per le piastre di nuova fattura a due maestri esterni alla zecca di Napoli: Filippo Rega per il dritto e Michele Arnaud per il rovescio. L'abilità di questi Maestri è alla base del pregio artistico delle piastre "tipo inglese" che conosciamo, sia coi capelli fluenti che lisci.... Proprio a causa di questi tre fallimenti consecutivi il maestro incisore dei conii Don Domenico Perger perdette il proprio incarico.... Per maggiori dettagli consultare: - Giovanni Bovi "Una moneta inglese modello di una napoletana"; - Corrado Minervini "La vera storia delle piastre tipo inglese di Ferdinandi IV di Borbone" su quaderno del Circolo Filatelico Molfettese ottobre-novembre 1998; - Giuseppe Ruotolo, Corrado Minervini "Le grandi monete d'argento dei Borboni di Napoli", Numismata Italia, Vicenza ottobre 1999.
    1 punto
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