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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/13/25 in Risposte
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Non so se lo avevo già postato. Se lo fosse, pazienza! Ferdinando II di Borbone (1830-1859) Tornese “UNO E MEZZO” 1838.5 punti
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Buonasera a tutti, oggi 12 Ottobre 2025 si festeggia il 533° anniversario della scoperta dell'America da parte del Genovese Cristoforo Colombo. Ho già ricordato l'evento nella sezione Napoli ma mi faceva piacere scrivere anche qui in piazzetta. Voglio rendergli omaggio postando un dittico in argento, una 200 e una 500 lire emesse dal Ministero Del Tesoro Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. 1^Emissione 1989 da me acquistata da De Falco a Napoli il 19/03/1991 ricordo la data perché annotata sulla busta esterna che contiene l'astuccio. Posto anche una mia Cinqvemila lire con Cristoforo Colombo al diritto e le Caravelle al rovescio, per fortuna la misi da parte quando era ancora in corso. Se non ricordo male dovrebbe esistere anche di un altro tipo, magari dopo faccio una ricerca in rete. Avrei voluto fotografare anche le mie 500lire Caravelle ma non le ho con me in questo momento. Se vi fa piacere potreste commentare la discussione e postare voi le 500 lire Caravelle o altre monete commemorative con Cristoforo Colombo. Una piccola riflessione, quanti di noi sanno che grazie a questa scoperta sono cambiate molte cose sulle nostre tavole? Certo non ci fu solo questo cambiamento ma lascio a voi lo spunto per approfondire. Saluti Alberto3 punti
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Buonasera Jager, è molto più complesso di quanto si possa pensare, soprattutto nella IV di Sardegna dove le gradazioni delle tonalità è una cosa difficile e molto laboriosa, per questa serie esistono alcuni testi in primis è l'edito da Vaccari e venne fatto in serie limitata di 100 esemplari dal costo allora di 500.000 lire poi ne sono usciti altri, uno edito da Tagliente (Laser Invest) , molto affidabile e un altro da Giacomo Bottacchi, eccellente, per gli altri stati, vedi Stato Pontificio, solo un paio di colori sono ostici, per gli altri ci si ritrova bene, il riprodurre i colori nei cataloghi da rotocalco come lo sono il Sassone, L'Unificato ecc., la cosa è impossibile, i colori non potranno mai essere reali e quindi porterebbe ancora più confusione, purtroppo l'unico catalogo che potrà aiutare è l'esperienza diretta nei francobolli che capirai dovranno essere tanti quelli che dovranno passare sotto mano, oppure settorialmente acquistare cataloghi specifici per ogni Stato Preunitario3 punti
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Quando la linguella e' tutta attaccata solitamente serve un po' a sviare il problema e un po' a rinforzare qualche deficienza del Francobollo. Sembrerebbe un non viaggiato, quindi possiamo anche supporre che il difetto sia avvenuto in stampa o durante il procedimento di preparazione della carta, quindi che nasca proprio così, non sembrerebbe un assottigliamento ma comunque l' inficio è presente e ne compromette un pochino il valore, ma chissene frega. Ho detto sopra sembrerebbe un non viaggiato, in quanto mi fanno pensare queste due piccole macchie, che potrebbero essere il segno di un annullo che ha sfiorato il francobollo.. ed in questo caso e' lecito pensare anche ad altri scenari. L' esemplare comunque è ben marginato e in collezione ci sta alla GRANDE.. ! Voglio spezzare una lancia anche per quel materiale con qualche piccolo difetto che personalmente e' sempre materiale apprezzabilissimo, non dobbiamo per forza collezionare soltanto prime scelte non ce lo ha ordinato il dottore, in collezione si mette cio' che si vuole e si può, quando capita qualcosa con qualche difetto lo apprezziamo perché anch'esso ci ha fatto imparare qualcosa. Ogni pezzo che acquisisci ha un mondo di approfondimenti e' sempre un arricchimento.3 punti
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Sempre più difficile trovare monetine nelle ciotole, se poi sono minuscole e in rame la ricerca diventa più difficoltosa Trovata in una ciotola a 3 pezzi un euro, ho dato 50 cent perchè ho preso solo questa, su per giù piccola quanto un eurocent, Bolivia 1951, un boliviano.3 punti
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Scoperto il relitto della nave naufragata nel 1715, con altre 10 imbarcazioni, mentre dall'America stava raggiungendo la Spagna con il suo prezioso carico proveniente dalle colonie americane Se ne erano perse le tracce per tre lunghi secoli. Ma quella nave affondata durante una tempesta al largo della Florida non era un’imbarcazione qualsiasi: faceva parte della «Flotta del tesoro» (la <«Plate Fleet», dove plata in spagnolo significa argento), naufragata nel 1715 con tutto il suo prezioso carico prezioso poco dopo la partenza dall’America per la Spagna. Individuata l’esatta posizione di un relitto, si è scoperto che si trattava di una delle undici navi spagnole della flotta. E da quello che rimaneva della nave sono state recuperate oltre mille monete d’argento, per un valore di un milione di dollari. Non solo sono stati anche recuperati cinque scudi d’oro (scudos de oro), che oltre ad avere un valore economico non indifferente hanno anche una grande importanza storica. Era stato un uragano a far naufragare le 11 navi dirette in Spagna: la flotta trasportava dal Nuovo Mondo circa 400 milioni di dollari in oro, argento e gioielli. Tutto il prezioso carico andò perso, assieme agli equipaggi. Solo di recente erano state rinvenute nuove tracce della rotta seguita delle imbarcazioni. Così la Corte distrettuale degli Stati Uniti per la Florida, che secondo la legge statunitense è proprietaria dei relitti, quest’estate ha incaricato la Queen's Jewels LLC di svolgere in esclusiva le ricerche del relitto. I sommozzatori hanno individuato un punto in fondo al mare in cui si scorgeva un relitto. È stato così che il capitano Levin Shavers e l'equipaggio della M/V Just Right hanno scoperto il tesoro ed hanno recuperato, una alla volta, tutte le monete. Le monete d'argento, note come Reales , erano state coniate nelle colonie imperiali di Perù, Bolivia e Messico, e il direttore operativo della LLC, Saul Guttuso, ha spiegato che ognuna di esse, in base alla data di conio visibile, al disegno o ai segni di frantumazione, ha una storia da raccontare. Ritrovata la «flotta del tesoro», recuperate dopo oltre tre secoli mille monete d'oro e d'argento | Corriere.it2 punti
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Ecco la locandina aggiornata e definitiva di Milano Numismatica del 25 ottobre 2025.2 punti
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Secondo me è un fenomeno i cui effetti si inizieranno a vedere tra almeno 10 anni. Ora monete in BB come questa 40 lire di Napoleone non le vuole nessuno e valendo l’intrinseco sono destinate a fare questa brutta fine. Forse tra 10 anni ci accorgeremo che per determinati nominali si trovano solo (o quasi) esemplari dallo SPL in su e lì capiremo che danno è stato fatto.2 punti
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Comunque sia , rimane una tra le piu' celebri e controverse monete repubblicane romane ; in questa moneta risiede la fine di un' epoca e l' inizio di un' altra epoca , tutta la storia romana si potrebbe racchiudere in tre distinte epoche di cui la repubblicana fu la piu' lunga e la piu' carica di eventi storici . Lasciando perdere l' aureo di questa moneta , chi emise questa moneta ? dalla legenda del dritto ci dice che fu certamente Lucio Pletorio Cestiano (Bruto IMP) con testa di Bruto a destra , piu' ufficialmente conosciuto dopo l' adozione da parte dello zio materno come : Quinto Servilio Cepione Bruto . Bruto emise questa moneta in argento , di cui certamente non immaginava lontanamente che sarebbe diventata forse la piu' celebre moneta romana della decadente repubblica , emessa per pagare , ed anche da buon psicologo , per incentivare con l' immissione del Pileo simbolo "proletario" della Liberta' civvile dei meno abbienti posto tra due pugnali , lo spirito combattivo dei suoi legionari repubblicani contro i cesariani . Forse il simbolo del Pileo fu scelto da Bruto perche' la battaglia decisiva contro i Cesariani si svolse in Grecia , patria della Democrazia , contro la minaccia monarchica che Cesare incarnava . Fu dopo tutto un normale Denario emesso da probabile zecca itinerante per pagare le truppe , al pari dei Denari legionari emessi pochi anni dopo da Marco Antonio per lo stesso motivo . Oggi , ma da sempre , e' una moneta ricercatissima e costosissima perche' legata ad un fatto omicidiario che cambio' per sempre la storia di Roma .2 punti
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Hai proprio ragione. Nel forum mostriamo solo una parte di noi e spesso capita di farsi idee sbagliate (a volte positive, altre negative). È uno dei più grandi limiti dell'era social. Persone che, magari, sembravano amichevoli ed affidabili su lamoneta si sono rivelate poi dei doppiogiochisti nella vita reale (parlo per esperienza personale). Magari, invece, utenti che sul forum non si sopportano, nella vita reale sarebbero grandi amici (chi può dirlo?).2 punti
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Mi permetto di intervenire per proporre alcune riflessioni su questo esemplare e sulla sua identificazione. La ricerca e la classificazione come denaro tornese proposta da @Ale75 mi sembrano corrette; dubito però che l'esemplare in oggetto possa essere attribuito a Filippo IV, o a chiunque altro, senza ampi margini di dubbio. Perchè non a nome di Filippo IV?: il denaro tornese emesso a nome di Filippo IV era moneta reale con oltre il 300 %o di fino e peso legale di 1,1g - 1,2g. La percentuale di fino contenuta, seppur bassa, conferisce alla moneta un aspetto sempre "argenteo" anche quando molto usurata. Ritengo quindi, ma è un mio parere, decisamente improbabile che da una zecca reale di fine XIII secolo, inizio XIV secolo potesse uscire una moneta con contenuto in fino così basso (qui resta solo il rame) e peso, seppur soggetto ad usura, ridotto a un terzo. L'aspetto della moneta in oggetto è proprio di un esemplare prodotto con conii soggetti ad una precedente collisione "a vuoto", in cui parte dei caratteri del dritto rimangono impressi sul conio del verso, e conseguente riporto sulla moneta successivamente coniata di un verso "mescolato" con porzioni di caratteri del dritto in incuso... A tal proposito va evidenziato che il riferimento riportato nel collegamento proposto, penso reperito con ricerca per immagini, (Duplessy 223) è il riferimento ad una tipologia di moneta normale e non ad un esemplare con tracce in incuso. In definitiva io penso che, come correttamente proposto da Ale75, la moneta in oggetto possa essere identificata come denaro tornese, ma che probabilmente si tratti di imitazione o falso d'epoca (bassissima % di fino e peso scarso), in cui la collisione dei conii è stata al tempo voluta e sfruttata ad arte per confondere le legende e rendere non rintracciabile l'autorità emittente. Sperando, con queste mie riflessioni, di aver dato un contributo utile alla collocazione di questo esemplare... un saluto Mario2 punti
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Ciao, le tipologie con legenda e busto frontale di Tiberio all'interno della ghirlanda ( o cornice) sul rovescio sono due. Quella già postata con la dicitura CLEMENTIA e con la dicitura MODERATIONI ( che posto ora). Purtroppo non possono essere datati con precisione perché non ci sono riferimenti sulle legende ( tipo tribunicia potestas) ma da quanto sostengono numerosi studiosi sicuramente sono stati battuti nei primi anni del suo regno che durò ben 22 anni. Moderazione e clemenza forse era il messaggio che veicolava a tutti su quello che sarebbe stato il suo modo di governare l'impero? Un messaggio di rassicurazione per tutti amici e nemici? Restiamo in attesa di ulteriori interventi in proposito 🙂. ANTONIO2 punti
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Allo Ajax,I think it is Mysia,Pergamon 200bc.head of Athena/trophy Athena nikephoros:bringing victory2 punti
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Ciao, il ritratto è quello dell'imperatore Tiberio ed il peso da te indicato fa propendere come nominale per un dupondio. Posto foto di un esemplare della stessa tipologia 🙂 ANTONIO2 punti
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Buongiorno. Dalle foto che hai mostrato e dai dati "tecnici" (peso e diametro) direi proprio che la moneta è autentica. "Troppo perfetta per essere vera" direi proprio di no. L'esemplare presenta i rilievi molto consumati: i capelli di Napoleone sono appiattiti ed anche il rovescio non brilla. In questa conservazione vale praticamente l'oro di cui è fatta, che di questi tempi (viste le attuali quotazioni) non è comunque poco! Di seguito riporto un'immagine di un 40 lire del 2° tipo in alta conservazione. Osserva i capelli ed i dettagli al rovescio come sono diversi, oltre al lustro (la brillantezza) del metallo.2 punti
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E' presentato " De la plus haute raretè " un esemplare di solido in oro al nome di Ludovico I il pio, con al diritto busto laureato dell' imperatore ed al rovescio croce in ghirlanda . Sarà il 6 Novembre in vendita Elsen 163 al n. 803 .1 punto
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Buonasera, Denario repubblicano di Clodius M. F. Turrinus con una splendida conservazione. Al dritto, purtroppo decentrato, Apollo laureato con lira mentre nel rovescio troviamo Diana con due torce accese. Vorrei un'opinione riguardo alla moneta, non ho dubbi sulla autenticità, e sul prezzo; quale prezzo sarebbe onesto? Grazie Peso 3.87 g per 17.9 mm Atexano1 punto
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Ciao @Cecco se possono essere di aiuto per farti un’idea sul presumibile valore commerciale della tua medaglia:1 punto
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La carta lucida la trovi nei pontifici (seconda e terza emissione) come ben evidenziato da @fapetri2001. Il tuo francobollo lo trovo molto gradevole e degnissimo di stare in collezione. Si tratta anche di un valore con quotazioni importanti, quindi: complimenti!1 punto
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Direi di no, più probabile che le macchie siano dovute alla "vita vissuta" della moneta, ossia dove è stata conservata e come, tra l'altro son passati più di 2 secoli...1 punto
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La discussione è stata ripulita da una lunga serie di interventi di due utenti, esperti e stimati, per una diatriba nata davvero sul nulla. Capisco che a volte possa capitare, ma cerchiamo, per il futuro, di risolvere in privato queste questioni. Grazie. L'opera di ripulitura ha comportato, giocoforza, anche la rimozione di post di utenti non coinvolti nella diatriba, ma che citavano parti di messaggi della stessa, o vi facevano comunque riferimento: mi scuso con gli interessati.1 punto
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Si conferma, purtroppo, ciò che ho scritto. Così facendo si crea un danno a lungo termine perché monete oggi comuni finiranno per diventare sempre più rare e, soprattutto, sopravviveranno alla fusione solo gli esemplari in conservazione più alta. Si finisce quindi col distruggere monete risalenti a 100-200 anni fa, con tutta la storia che le accompagna, solo per un interesse economico immediato... Vai tranquillo, non c'è problema.1 punto
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Buonasera miza, l'autenticità è indubbia, il fatto che hai rilevato più o meno lucido al fronte, non è un alterazione postuma, è un fattore di carta su cui è stato stampato, ricordiamoci che sono stati stampati in alta quantità e in più riprese, lo stesso caso si presenta nel grigio rosa e nei dentellati, ti posto alcuni esempi che ho scelto per vedere le varie formazioni, comunque il tuo è un buon francobollo, lo lascerei così come è , saluti1 punto
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@miza, è un francobollo da avere in collezione. Comunque gradevole, degli aspetti legati alla conservazione si è già discusso nei precedenti posts, non si possono sempre avere esemplari perfetti ed intonsi. A volte guardo i miei che sono prime, seconde e terze scelte e mi ritengo contento e fortunato per quelli che ho.1 punto
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Quoto appieno. Sicuramente il francobollo di primissima scelta è il massimo. Dovendosi però scontrare anche con l'aspetto economico, un giusto compromesso tra costo, rarità e qualità è assolutamente condivisibile. I francobolli di seconda scelta, in linea di massima sono ancora molto gradevoli, motivo per cui ne ho parecchi. Analogo ragionamento, almeno per me, vale anche per le monete. Anche se monete in FDC e SPL sono stupende, esemplari in BB sono assolutamente collezionabili e gradevoli. Anzi, dimostrano di essere stati utlizzati e per questo assumono ancora più fascino in quanto sono stati testinomi di un piccolo pezzo di Storia. Poi ovviamente ognuno colleziona quello che preferisce. E' questo il bello di questo mondo, ogni collezione non è giusta o sbagliata, bella o brutta, ma un testimone del proprio proprietario e del tempo che le ha dedicato.1 punto
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Ciao a tutti! Voglio condividere con voi questi 10 centesimi di Umberto I, 1894, Birmingham. Acquistata a Trieste qualche giorno fa. Ha quella strana sfumatura sul dritto che mi affascina, sembra quasi un fascio di luce. E' stato anche piacevole scoprire che questa moneta venisse coniata in Inghilterra, non lo sapevo.1 punto
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monete con errori se ne vedono da sempre.... ricordo una siliqua di Costantino III con scritto CONSTNTINVS senza A.... su FAC USA c'è una lunghissima sezione di errori anche molto divertenti1 punto
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A me sembra una imitazione serba del grosso veneziano a nome di Urosio II... Arka # slow numismatics1 punto
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Grazie per gli ulteriori chiarimenti riguardo al difettuccio del Francobollo napoletano da UN GRANO. @PostOffice dice: "Voglio spezzare una lancia anche per quel materiale con qualche piccolo difetto che personalmente e' sempre materiale apprezzabilissimo, non dobbiamo per forza collezionare soltanto prime scelte non ce lo ha ordinato il dottore, in collezione si mette cio' che si vuole e si può, quando capita qualcosa con qualche difetto lo apprezziamo perché anch'esso ci ha fatto imparare qualcosa. Ogni pezzo che acquisisci ha un mondo di approfondimenti e' sempre un arricchimento". Mi trovi perfettamente d'accordo. La prima scelta è sempre da apprezzare, ma di tanto in tanto devi (almeno secondo me) guardare anche alla spesa e all'aspetto generale di un francobollo o moneta che sia. Questi ultimi due francobolli che ho postato in questa discussione sono a parte i piccoli difetti molto belli da vedere e ognuno acquistato al prezzo di un cappuccino. Ogni tanto faccio a meno di un cappuccino con piacere... alla prossima1 punto
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La prima è sempre speciale. Ad ogni modo a mio avviso è ancora una moneta più che piacevole.1 punto
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Buongiorno, @mariov60 dopo questa magnifica spiegazione non posso che dirti che hai ragione, potrebbe anzi è sicuramente un falso d epoca. Non sono esperto della monetazione ma nel cercarla non l ho trovata in quella ufficiale ( dove ho trovato solo la classica col chatel) e a dire la verità non l ho trovata da nessuna parte ma solo in quel sito. 🙂1 punto
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Se non sta nulla oltre quello e se il bordo integro, sará vicina al fdc, ma non pienamente. Tipo qFDC o FDC/qFDC 🤷1 punto
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Buongiorno, la provenienza della moneta dovrei averla acquistata anni fa da un collezionista o suo parente. per quando riguarda le due macchie, ho rifatto la foto dopo avermi lavato con sciampo anti forfora , scherzi a parte auguro a tutti una buona giornata.1 punto
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Questa moneta gli porta sfiga, visto che potrebbe rimanere in regola morendo.1 punto
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Sono d’accordo, i tipi descritti sono tanti e sinceramente lo “stile trascurato” ed il “bello stile” non so quanto fossero stati una “distinzione calcolata”… Direi che però la presenza o l’assenza dell’anellino, “o”, a fine legenda, mi sembra una cesura indiscutibile… la comparsa di ulteriore punteggiatura la considererei anche un elemento in grado di distinguere emissioni, e mi sembra che i famosi “cunei” si associno in maniera piuttosto biunivoca con uno stile di lettere diverso, a far pensare una consequenzialità temporale… il bisantino in legenda come in questa moneta mi sembra, al pari dei “cunei”, in grado di distinguere un’emissione da un’altra… forse è per questo bisantino che si è voluto identificare questa moneta come esemplare di una tipologia sufficientemente distinta dalle altre da meritare un R10…1 punto
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Grazie ad entrambi per le preziose informazioni. Come ha giustamente visto @fapetri2001 una delle due mazzette "Propaganda" e una delle due "Orazio" erano tenute da elastico, ho iniziato a liberare la prima. Ecco a voi il colpo d'occhio di 57 pezzi: Li ho osservati uno ad uno tutti, a parte alcune decentrature della sovrastampa e/o del bollo, e qualche fascetto non pieno di colore, non mi sembra di aver notato delle varianti. Per quanto riguarda la filigrana, è presente la Corona, che credo sia normale Ed infine, l'altezza della mazzetta una volta ricomposta... Prima erano uguali! Prossimamente farò lo stesso con la seconda mazzetta e con quella dei pacchi postali, vi terrò aggiornati!😉1 punto
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Macché trascrittore di testi antichi... Il fatto è che quando io ho iniziato a scrivere era quello il sistema di scrittura corsiva normale. Io ho iniziato a scrivere con pennino intinto nell'inchiostro. 😄 Credo tu abbia ragione per Trecenta.1 punto
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E' valutato RR un esemplare di dionkion da Zancle di Sicilia, con al diritto delfino in rada portuale con etnico ed al rovescio conchiglia in quadrato incuso tra quadrati e triangoli . Sarà il 14 Ottobre in vendita Gorny&Mosch 314 al n. 107 .1 punto
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Sarebbe anche utile non “mischiare” gli esemplari. Una cosa è il 100 lire altra cosa e’ l’80 lire. Magari si apre altra discussione. Per non parlare dei nodi Savoia:1 punto
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Salve a tutti, ritengo che, sul conio, all'inizio fossero state coniate le seguenti lettere in in ordine: H E I R (scambiando le vocali) Dopo essersi accorti dell'errore, hanno cercato di porre rimedio, provando a riempire sul conio le stanghette della E, senza riuscirci pienamente, mantenendo solo l'elemento verticale, cercando di ricavarne una lettera I. Mentre sulla I hanno punzonato una E; infatti sembrano convivere le due lettere in modo un po' pasticciato. Bellissimo esemplare @giuseppe ballauri A presto1 punto
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Ciao @Franzo...complimenti per il post, un'idea preziosa quella di tentare la ricostruzione della bibliografia numismatica inerenti le collezioni presenti nei musei, si potrebbe fare una bibliografia ad hoc collegata ad una pagina che offra più informazioni possibili su ciascuna collezione per i vari musei, una specie di "numismatour", magari potrebbe essere un'idea Lamonetiana, chissà.... Intanto ti posto un po' di informazioni circa la situazione bibliografica inerente le collezioni museali presenti a Napoli, la mia città. La collezione di monete più importante è quella conservata nel Museo Archeologico Nazionale, si tratta di una raccolta enorme comprendente più di 100.000 esemplari tra monete greche, romane, medievali e moderne, attualmente visitabile, in un limitato campione di esemplari, in una sezione numismatica che però non sempre è accessibile al pubblico, di questa sezione è disponibile una piccola guida introduttiva con testi specifici per ogni periodo storico, tuttavia per poter conoscere tutti gli esemplari conservati nella raccolta bisogna affidarsi ad un catalogo piuttosto datato, quello pubblicato da Giuseppe Fiorelli negli anni sessanta e settanta dell'ottocento e costituito da quattro volumi, il primo per le monete greche, il secondo per le romane, il terzo per le medievali e il quarto per le moderne. Il catalogo è solo epigrafico, cioè descrive ciascuna moneta senza corredo di immagini di alcun tipo. Di seguito ti posto due link, il primo ti conduce alla versione digitale del catalogo e il secondo è un breve ma succoso articolo del Giornale della Numismatica dedicato alle pubblicazioni numismatiche nella Napoli ottocentesca in cui è trattata anche l'opera del Fiorelli: https://catalog.hathitrust.org/Record/100931273 http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/dossier-speciale-opere-di-numismaticapubblicate-a-napoli-al-tempo-dellunita-ditalia-2/ A Napoli vi è inoltre un'altra importantissima collezione conservata al Museo Civico Gaetano Filangieri, la collezione Giovanni Bovi donata al museo dalla vedova, Luisa Mastroianni Bovi, una collezione di più di 3000 monete inerente le zecche di Napoli e dell'Italia meridionale dal medioevo ai Borbone, purtroppo non visitabile per motivi inerenti alle croniche deficienze di fondi e personale di cui soffre il museo, fortunatamente esiste un catalogo della collezione di notevole qualità editoriale anche se le foto, stranamente, non sono proprio il massimo, ma almeno in tal modo la collezione può essere conosciuta e consultata in tutti i suoi esemplari. Esiste poi anche un'altra importante collezione conservata nella Biblioteca della Società di Storia Patria, la collezione Eugenio Scacchi, importante come quella del Bovi per qualità, quantità e tipologia del materiale, di cui purtroppo al momento non è disponibile un catalogo consultabile anche se è stato fatto un progetto di catalogazione digitale i cui risultati non sono ancora visionabili. Per Napoli, al momento, è tutto...1 punto
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