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  1. quinarius

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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/31/25 in Risposte

  1. salve, monetiere fai da me in castagno, che ne pensate?
    7 punti
  2. Buongiorno a tutti. Questo è il mio esemplare più bello, lo avevo già pubblicato anni fa qui sul forum. Oggi sappiamo che si tratta del 3° Conio: 😀
    6 punti
  3. sono un hobbista, mi sono documentato tantissimo tempo, non mi crederai ho speso piu tempo a documentarmi che a farla, ho usato solo materiale di qualità e niente di chimico......, alla fine ho risparmiato un bel po di soldi e sono convinto anche molto meglio di alcune costose online, è provvista anche di allarme e localizzatore...
    3 punti
  4. Secondo il mio "augusto parere" (😊 quando vengo evocato è il minimo), ma soprattutto secondo il Luppino in "Prove e progetti e rarità numismatiche della monetazione italiana dal secolo V al 2002. I casa Savoia (1713-1946)" Ed. Montenegro 2012, l'esemplare "prova" fu coniato con tondelli di rame con titolo 950/1000, il che spiega il colore più chiaro. L'autore non cita (ovviamente, tratta solo di prove) gli esemplari poi prodotti per la circolazione. Tuttavia, è indubbio che il colore più chiaro si ripresenti anche nel I conio (più raro e probabilmente utilizzando tondelli avanzati per le prove), mentre possiamo asserire che per i due conii successivi furono utilizzati tondelli con titolo 960/1000. Quindi, in conclusione, furono due le leghe utilizzate e per quanto riguarda gli esemplari "marezzati" - a mio avviso - si tratta unicamente della lega 960/1000 non ben amalgamata che ha dato origine a quelle striature chiaro-scure.
    3 punti
  5. Grissini, come è nata la specialità torinese più diffusa all'estero. Le origini, il nome e le varietà di Rosalba Graglia Il 31 ottobre si celebra la Giornata Mondiale del grissino, amato da Napoleone e da Luigi XIV, nato per curare un futuro re A pensarci sono stati gli Americani, che hanno istituito il National Breadstick Day, che si celebra l’ultimo venerdì di ottobre. Loro vanno pazzi per quei «bastoncini di pane» e ne ribadiscono l’origine, ricordando gli original breadsticks know as grissini, nati per curare gli intestinal disorders di Vittorio Amedeo II. Un’invenzione tutta torinese e famosa nel mondo, quindi. Celebrata oggi, 31 ottobre, con la Giornata Mondiale del Grissino. Tutelati dal marchio PAT, Prodotto Alimentare Tradizionale – ma ci starebbe una IGP, a proteggere un prodotto che oggi si può produrre ovunque, chiamandolo «Grissino di Torino» – i grissini sono la nostra specialità più diffusa all’estero. Grissini, la storia La storia, rigorosamente sabauda, narra del futuro re Vittorio Amedeo II che da bambino era gracile e soffriva di problemi gastro-intestinali. Colpa del pane del tempo, con una mollica poco cotta e umida che favoriva il proliferare di batteri. Per restituire la salute al principino si arrivò persino a organizzare un’ostensione straordinaria della Sindone. Finchè il medico Teobaldo Pecchio, originario di Lanzo e il panettiere di corte Antonio Brunero nel 1679 hanno l’idea giusta: fare un pane senza mollica. Brunero, anche lui di Lanzo, allunga l’impasto delle ghërse, i tradizionali pani affusolati, creando un bastoncino lungo e largo un pollice, lo cuoce in forno e nasce un pane senza mollica: il ghërsin, ovvero una piccola ghërsa. Vittorio Amedeo guarisce e i ghërsin, i grissini, diventano il pane prediletto della corte. Ritratto con grissino Carlo Felice li sgranocchiava persino al Teatro Regio durante gli spettacoli, e della principessa Felicita si narra di un ritratto con in mano un grissino. Luigi XIV il Re Sole aveva chiamato a Parigi un paio di panettieri torinesi apposta per sfornargli i grissini, e Napoleone, conquistato dai petits bâtons de Turin, aveva istituito addirittura un servizio di corrieri per farseli arrivare fragranti nella capitale francese. Una variante più commerciale della nascita del grissino racconta di un trucco escogitato dal panettieri per sostenere gli aumenti dei prezzi, ovvero assottigliare il pane, ma convince – e piace - molto di più la storia di Vittorio Amedeo II. Rubatà o stirato Una volta inventato, il grissino torinese si sdoppia. Il più antico e tradizionale è il rubatà (ovvero «rotolato»), lungo dai 40 agli 80 centimetri e arrotolato a mano, diffuso soprattutto sulla collina torinese, fra Chieri, Andezeno, Gassino. L'altro grissino è lo «stirato», più leggero e friabile, visto che la pasta non viene lavorata manualmente ma allungata tendendola dai lembi per la lunghezza delle braccia del panettiere. Rubatà o stirato, il mito del grissino resiste, tramandato nei secoli, viaggia tra i Paesi ed è proiettato nel futuro. Già, perché in quella favolosa cassetta interrata sotto l’Obelisco di Piazza Savoia, una specie di capsula del tempo alla piemontese, ci sarebbero una copia delle leggi Siccardi, i numeri 141 e 142 della Gazzetta del Popolo, monete, semi di riso, una bottiglia di Barbera e naturalmente loro, i grissini. Grissini, come è nata la specialità torinese più diffusa all'estero. Le origini, il nome e le varietà | Corriere.it
    3 punti
  6. I riscontri da parte del mondo numismatico e associazionistico sono stati tutti entusiastici e positivi, riporto qui quello dalla Pagina Facebook dell’autorevole NIP.
    3 punti
  7. Coming soon... petronius
    2 punti
  8. grazie a @jaconico ho scoperto questa discussione, qui il mio piccolo contributo 3D! 3D? Sì, tutte le monete sono in rilievo, sul retro si vede meglio. questa era infilata in un libro che avevo preso un po' di tempo fa, non è l'unica della serie, qui alcune delle sue sorelle: ma non essendo molto economiche, la mia rimane "figlia unica" (sempre se non capita l'occasone) njk
    2 punti
  9. La prima moneta è si un 10 tornesi 1859 ma di Francesco II e non Ferdinando II,la piastra 1796 di Ferdinando IV è un' interessante falso d'epoca,la penultima è un 10 grani 1815 della zecca di Palermo durante il regno di Ferdinando III di Borbone,il resto sono tutte della zecca di Napoli... A mio avviso potrebbero migliorare effettuando una pulizia per eliminare l'ossido e quindi collezionabili,a parte la pubblica da 3 tornesi di Ferdinando IV che mi sembra abbia il dritto troppo compromesso... Le monete non si buttano mai, tuttalpiu puoi donarle a chi saprà apprezzarle anche in questa conservazione...
    2 punti
  10. Salve,crazia di Cosimo I de Medici Duca con stemma ovale https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CMT/30
    2 punti
  11. Buongiorno. Nell'inserzione, il reso era possibile? Se era possibile, devi accettarlo (anche se potresti contestare il fatto che le condizioni sono diverse). Se non era possibile, se le fotografie dell'inserzione erano chiare e dettagliate, e la colpa del danneggiamento è dello spedizioniere, allora puoi anche rifiutarlo (visto che il rischio è a carico dell'acquirente. Ebay ti darebbe ragione in caso di contestazione). Se le fotografie erano carenti, ti consiglio di accettare il reso (magari mettiti d'accordo sulla cifra, visto che comunque la spedizione era a rischio non tuo). Io comunque sono dell'idea, per questi oggetti, che la confezione è importante come il contenuto. Il discorso che si collezionano monete e non confezioni, per me, vale, appunto, per le monete, quelle vere. Per questi oggetti-giocattolo la confezione è importante come lo è per i collezionisti di bambole, giocattoli giapponesi, bustine di zucchero, etc.
    2 punti
  12. Ecco le prime immagini di questo convegno. Location bellissima, forse la migliore in assoluto del convegno di Castellammare, finora. Due sale spaziose e luminosissime, e un panorama mozzafiato. Un plauso all'organizzazione, soprattutto ad Attilio. Stamattina buona affluenza di collezionisti ma soprattutto molto e ottimo materiale numismatico.
    2 punti
  13. Opto per questa possibilità, anche perché non può essere una T visto che le due braccia sono diverse...
    2 punti
  14. Buongiorno a tutti, Domenico @Oppianoho fatto mente locale osservandola in modo più approfondito. Ci sono altri tre dettagli che magari corrispondono a ciò che pensi. Globetto attaccato alla base della R di Luigi Ram L capovolta al posto della T in VTR T capovolta al posto della L in CAROLVS Saluti Alberto
    2 punti
  15. i cassetti li uso per mettere, utensili, come guanti, bilancia, pinzette, materiale per pulizia e monete di bassa qualità che comunque conservo
    2 punti
  16. Presto pubblicherò il mio esemplare, ma al di là del tipo di conio secondo me queste monete sono tra le più belle mai coniate in italia, oserei dire tra le mondiali
    2 punti
  17. Trovata, è effettivamente di Syedra, classificata su RPC X online con un numero provvisorio. Tra gli esemplari censiti ce n'è anche uno venduto da Inasta: https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/type/60546
    2 punti
  18. Ecco la cartolina che ho messo oggi, casualmente, in collezione!
    2 punti
  19. Volentieri. Ma per ora dovrete accontentarvi di una foto un po' sfuocata, sovraesposta e con la moneta più chiara di quel che è 😅
    2 punti
  20. Penso che sia doveroso e bello segnalare quando la numismatica balza agli onori della cronaca, specie se senza l'ombra di reati che ne offuscano l'immagine. Il recente articolo pubblicato da Lorenzo Bellesia nel numero di ottobre di Panorama Numismatico, relativo ad un sesino inedito emesso dalla zecca di Novellara, ha avuto infatti una vasta eco sulla stampa locale e nei più importanti giornali online della provincia di Reggio Emilia. La Gazzetta di Reggio ha posto la notizia in prima pagina e alcuni componenti del consiglio comunale di Novellara hanno oggi proposto di organizzare una conferenza presso il museo cittadino sulle recenti scoperte riguardanti la zecca di Novellara. Complimenti a Lorenzo per l'importante scoperta. Mario
    2 punti
  21. Buon pomeriggio a tutti. Chiedo un parere su questa moneta (dal peso di 3.8g circa e 26mm di diametro). Sul dritto Ludovico XII d’orleans con busto rivolto a sinistra, con legenda simile a quella presente sulla sua monetazione di asti. Sul rovescio lo stemma quadripartito con gigli e biscioni, seguendo lo stile del testone. La prima cosa che da all’occhio sono i dettagli quasi stilizzati. Si accettano opinioni, grazie mille in anticipo.
    1 punto
  22. Wow, che colpo! In una grotta con fiume della Campania scoprono una “civiltà” antica. Ambra magica che veniva dal Baltico e migliaia di reperti. Cos’è lama alla base del volto dell’archeologa? Redazione 27 Ottobre 2025 Archeologia - Ultime notizie ed approfondimenti, News Nelle viscere della montagna campana gli uomini antichi ha lasciato la propria impronta di ingegno e mistero. Le Grotte di Pertosa-Auletta, in provincia di Salerno, tra i monti Alburni e il Vallo di Diano, si rivelano ancora una volta come un archivio sotterraneo della memoria umana. Qui, durante una recente campagna di scavi avviata all’inizio del 2025, gli archeologi hanno portato alla luce migliaia di reperti, tra cui uno scalpello dell’Età del Bronzo eccezionalmente conservato, con il manico di legno ancora intatto e aderente alla lama metallica. Un ritrovamento che, per rarità e stato di conservazione, riporta in vita il gesto antico dell’artigiano che, tremilacinquecento anni fa, modellava il mondo con strumenti nati dal fuoco e dalla pietra. Lo scalpello, che si presenta come una splendida fusione, veniva utilizzato, in questo caso, per lavorare il legno. Era forse di uno degli abitanti delle palifitte ad utilizzarlo. Forse, proprio con questo utensile aveva scavato e sistemato il legno per quelle antiche residenze. L’umidità costante e la temperatura stabile delle grotte hanno agito come un involucro protettivo, impedendo la decomposizione dei materiali organici. È per questo che, in questo straordinario contesto carsico, il legno dello scalpello non si è dissolto come altrove. Le Grotte di Pertosa-Auletta, percorse da un fiume sotterraneo navigabile, sono un unicum nel panorama italiano. I visitatori di oggi possono attraversarle in barca, come in un viaggio simbolico tra le viscere della terra e della storia, fino a raggiungere la Sala Grande, un vano alto ventiquattro metri che sembra fatto per accogliere le cerimonie di un’umanità preistorica che già dialogava con il sacro. Le indagini hanno rivelato tracce di frequentazione umana antichissime, risalenti a circa ottomila anni fa, ma è nel II millennio a.C. che la grotta diventa un vero laboratorio di vita e di culto. Precedenti scavi avevano restituito i resti di una casa palafitticola preistorica, costruita – ed è un caso unico in Europa – in ambiente sotterraneo, tra il fiume e la roccia. La nuova campagna, condotta nel 2025, ha permesso di scoprire un’ulteriore estensione di quella stessa palafitta, portando così a comprendere che il complesso abitativo era ben più ampio di quanto si immaginasse. Accanto agli strumenti d’uso quotidiano, le stratificazioni hanno restituito oggetti dal valore simbolico e rituale: vasi per unguenti, incensieri, figurine scolpite, resti vegetali bruciati, e numerose monete databili all’epoca ellenistica, tra il IV e il I secolo a.C. È evidente che la grotta, nel tempo, divenne un santuario sotterraneo, un luogo in cui gli uomini si immergevano nel buio primordiale per comunicare con le potenze invisibili. In un ambiente dove l’acqua scorre e il fuoco lascia tracce di cenere, le offerte rappresentavano il gesto più profondo di contatto con il divino. Tra gli oggetti emersi, uno in particolare ha destato grande interesse: un grande pezzo di ambra, lucente e calda, come una lacrima del sole. La sua presenza nel cuore della Campania meridionale non è casuale. L’ambra, già nel II millennio a.C., era al centro di una rete commerciale che univa il Baltico al Mediterraneo, lungo quella che gli studiosi chiamano la “via dell’ambra”. Attraversando Alpi e Appennini, i piccoli grani di resina fossile raggiungevano i popoli italici, i Micenei, gli Etruschi, i Greci. Nella grotta di Pertosa, quell’ambra — forse offerta votiva, forse amuleto — testimonia un contatto diretto con culture lontane, quando le merci e le idee viaggiavano sulle stesse rotte e gli oggetti preziosi fungevano da ponti tra mondi diversi. L’ambra appariva come una sostanza viva, a metà tra minerale e luce. Quando veniva strofinata, si elettrizzava, attirando piccoli frammenti, fili d’erba o capelli: un fenomeno che agli antichi sembrava magico, ma che oggi sappiamo essere elettricità statica, la stessa che si genera per attrito tra materiali diversi. La sua trasparenza dorata, simile alla luce del sole imprigionata nella resina, evocava l’idea di una luce eterna e divina. Inoltre, la presenza di insetti o semi intrappolati all’interno le dava un’aura di mistero e di immortalità, come se potesse conservare la vita al di là del tempo. Leggera, profumata se riscaldata, capace di galleggiare sull’acqua salata, l’ambra univa in sé aria, fuoco e luce, elementi che ne facevano una materia sacra e simbolo di energia vitale. La scultura in terracotta raffigurante una testa femminile ritrovata accanto all’ambra rafforza questa dimensione di sacralità. È possibile che rappresentasse una divinità fluviale o ctonia, una figura legata alle acque e alla fertilità della terra. Nelle grotte, dove l’uomo entrava con il lume tremolante per affidare i propri voti, il volto della dea accoglieva il silenzio e il mistero. Questa campagna di scavo, che fa parte di un progetto triennale, riprenderà il prossimo mese, ma già si annuncia come una delle più significative nel panorama speleologico e archeologico europeo. Per la prima volta, saranno coinvolti anche studenti delle scuole superiori, in un programma di tirocinio che li porterà a confrontarsi direttamente con le tecniche di documentazione e conservazione dei reperti. Una scelta che trasforma la scoperta del passato in un investimento nel futuro, con la stessa consapevolezza con cui, tremila anni fa, qualcuno lasciò il proprio scalpello in fondo alla caverna, certo che un giorno sarebbe stato ritrovato. Nel silenzio delle Grotte di Pertosa-Auletta, dove il suono dell’acqua pare ancora la voce di chi scavava, l’archeologia restituisce un’eco precisa: il legame tra uomo, natura e sacro non si è mai interrotto. L’ambra che scendeva dal Nord, la lama che tagliava il legno, il fuoco che illuminava le pareti umide: tutto racconta di una civiltà che, anche nel buio, cercava la luce. Si deve alla Fondazione Mida l’impegno e la competenza nell’ambito della scoperta e della valorizzazione di questi reperti. https://www.stilearte.it/wow-che-colpo-in-una-grotta-con-fiume-della-campania-scoprono-una-civilta-antica-ambra-magica-che-veniva-dal-baltico-e-migliaia-di-reperti-cose-lama-alla-base-del-volto-dellarcheologa/
    1 punto
  23. Complimenti davvero un ottimo lavoro e un bellissimo risultato
    1 punto
  24. Si si ovvio, gli ho proposto rimborso parziale, e vediamo cosa dice, anche perchè io sono via per il weekend e non vorrei farmi rompere da questo menagramo in continuazione, visto che mi ha pure chiamato sul mio cell. "Buonasera, vedo solo ora in quanto sono fuori per il weekend, mi dispiace per quanto accaduto, le assicuro le scatole erano perfette prima della spedizione, e come ha visto l'imballo era molto curato, con pluriball, carta etc.. non so come sia successo, non ho mai avuto problemi in passato.Detto questo, più che un reso, le vorrei proporre un rimborso parziale (di una buona cifra) per quanto riguarda la moneta in oggetto. Mi faccia sapere qualcosa e ci aggiorniamo lunedì mattina." Comunque prossima volta che ho certi presentimenti, taglio subito perchè già da alcuni messaggi si vedeva volesse creare problemi.
    1 punto
  25. Salve La scritta sul dritto è esatta: ΚΟΡΝΗΛΙΑ ϹΑΛΩΝΙΝΑ ϹΕ(Β), ΙΑ, cioè Cornelia Salonina Augusta con data 11 in lettere numerali. Salonina è il nome della consorte di Gallieno, donna intelligente e colta che favorì gli studî di filosofia e promosse la fondazione della scuola neoplatonica (https://www.treccani.it/enciclopedia/salonina_(Enciclopedia-dell'-Arte-Antica)/). La scritta sul rovescio è proprio la stessa di quella sulla moneta di Gallieno per Syedra, che si traduce in “grandiosa, gloriosa, meravigliosa, dei Syedrani” sottint. “moneta”. ϹΕΜΝΗϹ ΕΝΔΟΞΟ ΤΕΡΑϹ ϹΥΕΔΡΕΩΝ apollonia
    1 punto
  26. Quando si fa una richiesta, un "per favore" e un "grazie" sono sempre dovuti per una questione di educazione.
    1 punto
  27. 1000 Forint, Ungehria, 1992-96 L’immagine è quella di una scultura (*) che raffigura una donna seduta nel gesto dell’allattamento, ritraendo uno degli oggetti di questa discussione nella sua funzione primaria. Sì, ebbene, dopo tutte queste pagine e dozzine di immagini, c’è anche questo aspetto! 😁 njk ================= (*) Per saperne di più: https://www.moneypedia.de/index.php/Ferenc_Medgyessy https://it.numista.com/207294
    1 punto
  28. Salve , volevo chiedervi se questa moneta sia vera (il venditore è uno professionale) , qualche informazione, materiale e se conviene comprarla a meno 30€. Grazie e buona serata!
    1 punto
  29. Ho trovato l'articolo di Price. Vedi mia risposta precedente alla tua (ci siamo sovrapposti).
    1 punto
  30. Detti x e y (in litri) il contenuto di una caraffa grande e di una media si ha: 5x = 8y Supponendo inoltre che il fusto di birra sia pieno prima delle ultime 6 spillate si ha: 2x + 4y + 0,4 = 5x Risolvendo si ottiene x = 0,8 L, quindi un fusto pieno contiene 4 L. Un saluto, Valerio
    1 punto
  31. Ciao, è rame? qui una similare: In quella discussione si parla di falso, certo che a due anni dalla morte di Giuseppe II d'Austria (1790), questo tondello con quel 1792 in bella mostra fa pensare.
    1 punto
  32. Ciao Riusciresti a mostrare foto migliori? Grazie. Ciao, potresti motivare il qbb? Giusto per capire. Grazie.
    1 punto
  33. Hai fatto benissimo,per la conservazione non mi esprimo con queste immagini...
    1 punto
  34. PI anta, R Eros, sigla di O LI = piantare rossi gladioli. Buona giornata!
    1 punto
  35. Per me classificazione corretta
    1 punto
  36. Salve Riporto la moneta della Gorny & Mosch Auction 241 per evidenziare la scritta del nome della città di Kypsela con la E normale, formata dalle lettere K Y ai lati del pentagramma, Ψ E ai lati del kotỳle e Λ sotto il kotỳle. GRIECHEN, THRAKIEN, KYPSELA. AE (2,19g). ca. 420 - 380 v. Chr. Vs.: Kopf des Hermes mit Petasos n. r. Rs.: KΥΨEΛ, Kotyle, darüber Pentagramm. BMC 1; SNG Cop. 537. Dunkelgrüne Patina, ss Nel bronzo della Gorny & Mosch Auction 259 la E retrograda si trova al posto della Ψ mentre questa lettera ruotata a destra di 90° si trova al posto della E. GRIECHEN, THRAKIEN. KYPSELA. AE (1,42g). ca. 420 - 380 v. Chr. Vs.: Kopf des Hermes mit Petasos n. r. Rs.: KU-Y-EL, Kotyle. SNG Cop. 532 (Var.). Dunkelgrüne Patina, ss-vz Anche nei bronzi della Hirsch Auction 336 e dalla Savoca 251st Weekly Blue Auction si verifica lo stesso spostamento delle due lettere, come molto probabilmente avviene anche nel bronzo della discussione dove si vede bene solo la E retrograda. Hirsch GRIECHISCHE MÜNZEN, GRIECHISCHES MUTTERLAND, THRAKIEN, KYPSELA. AE-12 mm. 4. Jh. v. Chr. Hermeskopf mit Petasos r. Rs: Zweihenkliges Gefäß. SNG COP. 532 var. Schöne Patina. Vs. l. dezentriert. ss-vz/ss. Seit den frühen 1980er Jahren in deutscher Privatsammlung. Savoca Greek, Thrace. Kypsela circa 420-380 BC. Bronze Æ 13 mm, 1,64 g. Nearly Very Fine. apollonia
    1 punto
  37. Non preoccuparti. La mia intenzione è di mantenerla tutta assieme. Anzi se a qualche mercatino trovo qualche altra busta la aggiungo!!! Visto che le apprezzi, ti posto anche il resto.
    1 punto
  38. DE GREGE EPICURI Il personaggio che regge la lira (Apollo?) sembra accosciato, a differenza dalla figura mostrata da Gallica (citata da @apollonia). Oltretutto, la zecca di Colbasa ha coniato pochissimo, e non è rappresentata in molte collezioni. Per ora non l'ho trovata, non saprei.
    1 punto
  39. Samoa 2025 - 5 tala in ag. 999 (gr. 62,20) Kit spia
    1 punto
  40. L e F accende SB; rigate vele D; avo I Dal 7 gennaio 2019 questa discussione ha ospitato molti rebus ispirati alla Mitologia, alla quale pure si ispira la Numismatica sia nelle monete sia nelle medaglie e nei gettoni. L’accostamento Numismatica-rebus attraverso un comune tema mitologico, come pure l’accostamento diretto rebus-moneta e rebus-medaglia spesso corredato da famose espressioni del mondo dell’arte, è stato perseguito e lo sarà sempre finchè si trovano degli esempi pertinenti. Ritenendo che la dimestichezza con il mondo rebus e dell’enigmistica potesse anche contribuire alla conoscenza di alcune parole della nostra lingua e a frenare la proliferazione di errori ortografici e lessicali che costellano alcuni interventi sul forum, generando spesso confusione in chi legge, ho pensato di aprire le porte a tutti i rebus. Quindi la non attinenza di un rebus alla Numismatica è già stata prevista in questa discussione che attualmente conta 466 pagine e si sta avvicinando ai 12.000 post che (tengo a precisare) non sono conteggiati nel numero di interventi. apollonia
    1 punto
  41. Non conosco la monetazione, ma posso dire che per la tipologia di moneta è ottimamente conservata, complimenti.
    1 punto
  42. Salve. Condivido la mia piastra 120 grana 1798 con la variante SICILAR. Mi sono accorto che è la stessa sopra pubblicata da Scudo1901 qualche anno fa. Grazie per l'attenzione. Saluti.
    1 punto
  43. L'hanno fatto sparirei servizi segreti! 🤣
    1 punto
  44. Buongiorno a tutti, io ne posseggo una sola del tipo 3. Già mostrata ma la ripropongo.
    1 punto
  45. O magari far lievitare il prezzo in asta …
    1 punto
  46. Dipende di che monete si sta parlando. La 2 lire 1812 è un R3, quindi non così facile da reperire già di suo. Ovviamente in altissima conservazione diventa quasi introvabile. Della 2 lire 1813, invece, esistono diversi esemplari in alta conservazione, passati anche di recente in asta. Mostro l'esemplare in mio possesso, che ebbi modo di comprare all'ultimo convegno di Modena pre-covid (gennaio 2020). Per chi volesse recuperarsi la discussione:
    1 punto
  47. Riprendo la discussione dell'amico Daniele @danielealberti - che non leggo da tanto nel Forum e che mi piacerebbe molto leggere di nuovo - per un piccolo aggiornamento su questa interessante questione. Come sappiamo la magistrale opera del Rizzo - piu' storico dell'Arte che puramente numismatico e quindi in grado di fornirci una lettura estremamente interessante sotto il profilo stilistico delle emissioni della Sicilia greca, in particolare orientale - doveva comporsi di una paret dedicata all'approfondimento delle emissioni, degli incisori e delle varie influenze stilistiche delle emissioni riportate e illustrate nei due volumi della sua opera piu' completa: Monete Greche della Sicilia edito dalla Libreria dello Stato nel lontano 1946. In quest'opera, composta di due volumi, dopo una parte metodologica si passa direttamente alla descrizione delle monete riportate per ciascuna zecca esaminata, nelle tavole che compongono il secondo volume. Opera peraltro di qualità eccelsa sotto il profilo estetico - oltre che fondamentale sotto quello dell'analisi artistica e stilistica delle emissioni esaminate. Nel volume - denominato dall'Autore II volume - che non fu mai pubblicato si sarebbe dovuto affrontare lo studio e l'analisi delle varie emissioni. Questa parte non vide mai la luce ma da alcuni accenni del Rizzo possiamo immaginare che almeno 'parte' di questi contenuti siano stati ripresi nelle due pubblicazioni che precedettero in date diverse l'opera maggiore. I Saggi Preliminari su L'Arte della Moneta nella Sicilia Greca pubblicato nel 1939 si compongono di tre capitoli : I. Qualche Osservazione sull'Arte della Moneta di Siracusa II. I tetradrammi Arcaici di Catana e il Maestro del Sileno III. Eukleidas Rizzo nella prefazione del volume ci informa che il primo ed il terzo capitolo sono stati pubblicati in precedenza sul Bollettino d'Arte (pubblicazione della Libreria dello Stato) nel febbraio e nel marzo del 1938 rispettivamente (Anno 31 Numero VII e VIII). Ho potuto verificare che i testi - nel Bollettino e nei Saggi Preliminari - sono quasi identici (variano solo alcune note di apparato in fondo al testo e il numero delle illustrazioni). In un'altra pubblicazione: Studi d'Archeologia e d'Arte a cura della Soceità Paolo Orsi, pubblicata nel 1939 a Milano compare un altro studio del Rizzo: Studi Archeologici su le Monete Greche della Sicilia che si compone di due capitoli: I. I Maestri Incisori di Catana II. Syracusae: Il tipo di Zeus Eleutherios credo che questi capitoli siano poi stati ripresi nell'opera che il Rizzo pubblico' nel 1939 e intitolata : Intermezzo: Nuovi Studi Archeologici sulle Monete Greche della Sicilia che contiene i seguenti capitoli: I. Maestri Incisori di Catana II. Syracusae: il tipo di Zeus Eleutherios III. Le Monete di Selinunte e le Opere Idrauliche del Taumaturgo Empedocle Ovvero, in buona sostanza, Intermezzo riprende le due parti pubblicate negli studi della Società Paolo Orsi e vi aggiunge un capitolo ex novo dedicato a Selinunte. In conclusione - pur non conoscendo l'esetnsione del famoso volume II dell'opera del Rizzo - che pero' lui ci conferma essere stato completato a livello di manoscritto e giacente tra le sue carte - possiamo considerare questi capitoli pubblicati nei Saggi Preliminari, in Intermezzo e negli Studi d'Archeologia ed Arte come facenti parte, a pieno titolo , del non pubblicato II volume dell'opera magna del Rizzo. Tali parti peraltro non sono state riprese nel volume I della sua opera maggiore che è puramente descrittiva, mentre in questi capitoli si affrontano le questioni stilistiche, la sequenza delle emissioni e soprattutto le caratteristiche di ciascuna emissione oltre naturalmente all'analisi dei maestri incisori. Mi auguro che Daniele possa legegrci prima o poi e magari proseguire l'affascinante ricerca e analisi degli scritti di questo formidabile Autore.
    1 punto
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