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Segnalo la pubblicazione della mia monografia dal titolo "Le monete milanesi di Filippo II – Volume I – Dal 1554 al 1577". L'Opera tratta ed illustra tutte le emissioni di Filippo II di Spagna coniate dalla zecca di Milano, fino al 1577. Seguirà in futuro la pubblicazione di un secondo volume per le emissioni del periodo 1577-1598. I materiali sono ordinati secondo un'inedita impostazione cronologica, creando così una vera e propria narrazione di queste prestigiose emissioni tanto apprezzate sia dai numismatici sia dagli storici dell'arte. Numerose le novità presentate, tra cui spiccano nuove identificazioni (basate su fonti archivistiche d'epoca) e la descrizione di varietà inedite. L'acquisto dell'Opera è possibile unicamente presso il sito dell'Editore, Amazon e le principali librerie online. Titolo: Le monete milanesi di Filippo II – Volume I – Dal 1554 al 1577 Autore: Antonio Rimoldi ISBN 9791224037354 141 pagine Immagini a colori Formato 17x24 cm Copertina rigida Pagine in carta patinata da 130g/m2 Prezzo di copertina: 55,00 € + spedizione8 punti
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Buongiorno a tutti, quest'oggi ho il piacere di mostrarvi una rarissima prova napoleonica, ovvero il 3 centesimi 1810 di transizione. È la prima volta che questa specifica prova, di cui gli esemplari noti si contano sulle dita di una mano, viene mostrata su questo forum. Purtroppo, troppo spesso mi capita di sentir parlare impropriamente di R5 napoleonici... Ecco allora che ho voluto mostrare a voi tutti un autentico R5 di Napoleone per il Regno d'Italia. L'esemplare in questione proviene dall'asta Varesi 84 del novembre dello scorso anno (se ne ricorderà sicuramente @lucadesign85). Mi auguro che questa prova sia gradita agli appassionati (e non) di monetazione napoleonica. Sulle ragioni storiche che hanno portato alla realizzazione di questa prova (assieme a quella del soldo che ho già mostrato in passato) vi rimando al mio articolo pubblicato nell'ultimo numero del Gazzettino del Cordusio. Da un punto di vista tecnico, la particolarità di queste prove è che presentano il bordo liscio e rialzato, tipico dei nominali in rame del 2° tipo, mentre invece l'effige di Napoleone è diversa (simile ma non del tutto sovrapponibile a quella del 1° tipo).8 punti
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Acqua, acqua, acquazzone, tempesta.... (forse sarebbe meglio non dare risposte a caso...) Si tratta di un denaro (anche torellino) di Parma emesso a nome di Simone, Guido e Azzo da Correggio. Mario4 punti
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Un dollaro per McKinley... anzi, due! A quindici anni dall'assassinio, nel 1916, il Tesoro, per aiutare a finanziare un Memoriale eretto per ricordare McKinley a Niles, Ohio, sua città natale, emise una moneta commemorativa d'oro da 1 dollaro, il cui ricavato sarebbe stato destinato allo scopo. Fu l'ultima moneta creata insieme da Charles Barber (dritto) e George Morgan (rovescio), e purtroppo non si può dire che sia stato il loro capolavoro. Il ritratto disegnato da Barber ha soltanto una vaga rassomiglianza col soggetto, mentre il Memoriale al rovescio anticipa l'opaca frontalità di Monticello sul Jefferson nickel e del Lincoln Memorial sul centesimo. Alla fine, troppe colonne e troppe iscrizioni. Se a questo uniamo il fatto che la tipologia scelta non era certo la preferita dai collezionisti, a causa delle ridottissime dimensioni (15 mm. x 1,672 gr., più piccola di un centesimo di euro), si può capire come la vendita non sia stata un successo. Previste per essere coniate nel 1916 e 1917, per una quantità massima complessiva di 100.000 esemplari, alla fine ne furono prodotte meno di un terzo: 20.026 nel 1916 (i 26 sono esemplari di prova) e 10.014 (i 14 sempre di prova) nel 1917. Vennero messe in vendita a 3 dollari l'una (e nemmeno questo, probabilmente, aiutò, visto che il valore reale del metallo corrispondeva esattamente al nominale), e alla fine ne furono vendute 15.000 nel 1916 e appena 5.000 nel 1917 (quantità stimate). Le restanti, circa 5.000 per ogni anno (sempre stimate), furono rifuse. Dovrà passare quasi un secolo prima che William McKinley torni a comparire su una moneta americana. Avverrà nel 2013, nell'ambito della serie dei Presidential dollars. Una moneta, anche in questo caso, solo per collezionisti, poiché la produzione per la circolazione era cessata nel 2011, dopo aver constatato l'ennesimo fallimento nel voler sostituire il frusciante biglietto da un dollaro con la sonante moneta di pari valore Bello, stavolta, il ritratto frontale realizzato da Phebe Hemphill petronius4 punti
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Nessun problema, figurati 🙂. Però permettimi, da neofita come te ma desideroso di capire questa bellissima monetazione, di farti solo un piccolo appunto. Si vede chiaramente dai tuoi interventi che non tolleri il fatto che tra le monete che acquisti e quindi possiedi ci siano monete non autentiche. Purtroppo la realtà, da quanto ho potuto appurare in circa sei anni, è che ce ne sono parecchie, alcune più individuabili ma altrettanto sono quelle ben riprodotte che solo gli esperti di lunga data che hanno maneggiato, studiato e quindi visionate migliaia di monete ( romane ovviamente) sono in grado di poterle individuare. Eppure anche questi non sono infallibili, essendo umani 🙂. Con questo voglio sottolineare ( parlo per me ovviamente, poi ognuno fa quello che vuole) sempre massima ammirazione e rispetto per chi esponendosi in prima persona, soprattutto perché conosciuti, partecipano a discussioni come questa. Sono gli unici da cui apprendere qualcosa percui li ringrazio nuovamente come ho fatto sempre in ogni discussione in cui sono intervenuti. Rappresentano dei fari che ci fanno da guida. Per concludere quindi entra nell'ottica ( perché è così🙂) che anche nella tua collezione come in molte delle nostre ci sono sicuramente monete non autentiche o dubbie. Secondo me ti farà godere più serenamente questa tua, che è poi quella di tutti noi, passione. Buona serata. ANTONIO3 punti
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Ciao, non è né una moneta speciale né un medaglione, ma una provinciale a priori inedita di grosso modulo per Marco Aurelio Cesare, come già scritto da Flavius Domitianus. Purtroppo l’etnico, probabilmente iscritto sotto il tempio, è illeggibile e si possono fare solo supposizioni, procedendo per eliminazione. Si intravede AYPHΛΙ[C?] BHPOC. Per questo modulo largo (più di 37-38 mm), che poche zecche hanno coniato, la qualità del ritratto (magnifico), la legenda BHPOC invece di OYHPOC e il tempio al rovescio farebbero pensare alla zecca di Hierapolis in Frigia come prima ipotesi, Maeonia in Lidia come seconda scelta. Ma è davvero solo per gioco.3 punti
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Questa lettera contiene un'ordinanza per l'abbattimento della facciata della Chiesa parrocchiale del comune di Torre Orsaia in provincia di Salerno, da parte del Commissario Prefettizio del paese, indirizzata al Provveditore delle opere pubbliche della Campania. La mia domanda è questa, come va inquadrata questa lettera nel collezionismo postale? Grazie e buona serata.2 punti
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A breve sul canale YouTube di Quelli del Cordusio tutti e 20 i principali interventi di Milano Numismatica, 9 di ambito Associativo e 11 di autori del Gazzettino di Quelli del Cordusio.2 punti
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La mia amica mi ha dato una moneta molto antica E' greca? No italiana, è sempre l'amica di La Spezia2 punti
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Fantastico... bella scatola, ..i doppi sono oro colato. Li guardiamo tutti.. hai/abbiamo ore di grande divertimento. Evviva !!!2 punti
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Lotto 1044 asta Artemide 72E 6-7/9/2025 Alberto Valla e Marietta Cornara, sposi. Medaglia, seconda metà del XVII secolo, Venezia. D/ ALBERTVS VALA ET MARIETTA CORNARA CONIVGES. I due sposi di fronte, lei a sinistra con lunghi capelli, lui a destra con copricapo. R/ SORS SEMPER AMA[T]... Albero di olivo a cui è attorcigliata una vite. Volt. 1166 (questo esemplare). AE.46.5 g. RRR. 54 x 48 mm. Inconsueta e gradevole fusione coeva. Rarissima. SPL. Esemplare Voltolina 1166. Ex The Serenissima collection II, Asta Arsantiqua 8 novembre 2002, lotto 169; ex Asta Astarte XIX, 2006, lotto 351.1 punto
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DE GREGE EPICURI Quella grande è un bell'antoniniano di Postumo, di misura un po' eccedente la media. Quella piccola penso sia una produzione non ufficiale, diciamo pure una imitativa.1 punto
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DE GREGE EPICURI Già, però la mia valutazione è "a occhio" e senza misurazione; potrei essermi sbagliato, ma sicuramente non raggiungeva i 54 mm. ore 21.28: Ho scritto all'amico torinese che ha fatto una misurazione approssimata: "poco più di 50 mm"; quindi la medaglia dovrebbe essere regolare.1 punto
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Le Conferenze previste sabato di Accademia Numismatica Italiana che diventeranno un libro a breve della stessa che avrà come titolo : “ Contraffazioni e pene in Italia tra Medioevo ed età moderna”1 punto
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Ciao , dalla fattura del conio, a me sembra un falso d'epoca con data di fantasia, attendiamo pareri più autorevoli.1 punto
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Salve Decio,plausibile,anche se personalmente reputo una forzatura KA uguale Katane,ma mancando fonti storiche,che io sappia,può essere di tutto.comunque è bello speculare e non sapevo dell'ipotesi Cagliari1 punto
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@lorluke Fantastico, gran pezzo!!! Complimenti Saluti Gordon1 punto
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Dalla scatola ho già tolto tutti questi: Tantissimi sono i doppi, ma mi divertirò con gli annulli...1 punto
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Io vado contro corrente e come "prova" non mi piace ma come "curiosità" o "variante" abbastanza e sicuramente è una rarità, di che tipo R5 o R10 0 R3 non lo so ma sicuramente in alta o altissima conservazione e Raro. Complimenti per il tipo e l'acquisto chiaramente.👌🏼 ps: grazie per avercelo mostrato.😋 C'è anche il Soldo 1810 sempre Milano di alto spessore e liscio di contorno...... come riportavo nell'altra discussione.1 punto
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Complimenti @lorluke ! Veramente una soddisfazione poter avere in collezione un tale esemplare, bellissimo e molto raro.1 punto
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Complimenti @lorluke Un acquisto di pregio sotto tutti i punti di vista.1 punto
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In effetti ho fatto una foto dettagliata del nome degli incisori ma mi sembra non molto precisa. Grazie a tutti per il prezioso feedback.1 punto
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Perché per uno che si collega con 1 dispositivo ce ne sono 3 che si collegano con 10 dispositivi1 punto
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Tutto ha un valore, dipende dalla richiesta. Nello specifico sono monete commemorative circolanti; per me che faccio raccolta di monete rumene, per esempio un valore (piccolo) lo hanno.1 punto
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Bella anche questa, la ho anche io in collezione ed è una di quelle più curate nell'immagine dell'allunaggio. Questa ad esempio è di Niue https://it.numista.com/25504 ed è in argento1 punto
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Il Francobollo è quello detto da Alan, ed è un perfin con lettere P F. Non e' una firma sul dietro ma iniziali, personalmente non ci riconosco una firma peritale ma magari Fabio fapetri si, potrebbero essere le iniziali di un ex possessore del Francobollo o di un commerciante. È possibile che "PF" possa essere un nome come "P. F. Smith & Co." o un'altra azienda con simili iniziali.1 punto
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PA reggia, re TI, in viola T è = pareggi a reti inviolate. Buona serata!1 punto
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Theodore Roosevelt divenne Presidente degli Stati Uniti alle 2.15 del mattino del 14 settembre 1901, l'ora esatta della morte di William McKinley a Buffalo (NY). Aveva 42 anni e 322 giorni, il che fa tuttora di lui il più giovane Presidente degli Stati Uniti (il più giovane eletto direttamente è invece JFK). William McKinley, 25º presidente degli Stati Uniti, il 6 settembre 1901 si trovava all'interno dell'Esposizione panamericana che si stava svolgendo a Buffalo: stava stringendo calorosamente la mano al pubblico presente quando un giovane anarchico di origini polacche, Leon Czolgosz, gli si avvicinò improvvisamente sparandogli a bruciapelo due colpi di pistola, che teneva nascosta avvolta in un fazzoletto: il primo lo sfiorò soltanto, mentre il secondo gli entrò nell'addome, senza che poi i medici riuscissero ad estrarlo. McKinley morì il 14 settembre, a causa della cancrena provocata dalla ferita. Vediamo un disegno che ricostruisce la scena dell'attentato. L'aggressore, dopo aver perduto il proprio impiego durante la crisi economica del 1893, si era convertito all'idea anarchica, convincendosi che fosse proprio dovere di anarchico uccidere McKinley, simbolo, a suo dire, dell'oppressione condotta dal capitalismo contro il proletariato. Leon Czolgosz fu catturato, processato, e condannato alla sedia elettrica: contrariamente a quanto accade oggi, l'esecuzione della sentenza fu pressoché immediata, il 29 ottobre 1901. petronius1 punto
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Dopo quasi novant’anni, la credenza lignea proveniente dall’appartamento V,18 sul Decumano Massimo di Ercolano torna finalmente visibile al pubblico. Il reperto, uno dei più straordinari esempi di arredo domestico dell’antichità, è stato trasferito dall’area archeologica all’Antiquarium del Parco Archeologico di Ercolano, dove trova posto nel nuovo spazio espositivo dedicato ai legni antichi. Si conclude così un lungo percorso di tutela, studio e restauro che ha restituito vita e leggibilità a un oggetto unico nel panorama archeologico mondiale. La credenza, rinvenuta nel 1937 accanto alla Casa del Bicentenario, è un armadietto in legno carbonizzato straordinariamente conservato, ritrovato insieme al suo contenuto originale: coppe, bicchieri, brocche e pentole, testimonianza preziosa della quotidianità domestica ercolanese. Il rinvenimento, documentato con cura nei Diari di scavo, offrì già all’epoca un’istantanea eccezionale della vita privata di una famiglia del I secolo d.C., sopravvissuta nei dettagli al dramma dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Dopo la scoperta, il soprintendente Amedeo Maiuri, ideatore del progetto di “città-museo”, volle che il mobile restasse in esposizione nel suo contesto originario. Collocato al piano terra della bottega sottostante l’appartamento e protetto da una teca di vetro, divenne uno dei simboli del suo ambizioso programma di restituzione della vita quotidiana attraverso la musealizzazione in situ. Quell’allestimento, tuttavia, durò poco. Per motivi di tutela e conservazione, la credenza venne successivamente rimossa e sigillata in una cassa lignea, dove rimase per decenni, lontano dallo sguardo dei visitatori e degli studiosi. Solo nel 2022, con la riapertura della cassa, è iniziata una nuova fase della sua storia. L’operazione ha dato avvio a un articolato progetto di studio e restauro, realizzato grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Drents Museum di Assen, istituzione olandese da anni impegnata nella valorizzazione dei materiali organici antichi. Il lavoro di restauro, concluso nel 2023, ha permesso di consolidare la struttura del mobile e di renderlo idoneo al trasporto e alla nuova esposizione, restituendogli stabilità e leggibilità senza alterarne la natura di reperto fragile e irripetibile. Il trasferimento della credenza dall’area archeologica all’Antiquarium è stato un momento complesso e delicato. A causa della fragilità del legno carbonizzato, l’operazione ha richiesto la partecipazione coordinata di restauratori, archeologi, tecnici e operatori specializzati. Per un’intera giornata le squadre hanno lavorato con estrema cautela, garantendo la sicurezza del reperto in ogni fase del movimento. Il trasporto, realizzato con supporti appositamente progettati e sistemi di ammortizzazione, ha rappresentato una sfida logistica e scientifica di grande rilievo. Oggi la credenza è collocata al piano ammezzato dell’Antiquarium, nel cuore del nuovo spazio espositivo che accoglie i legni antichi provenienti da Ercolano. L’allestimento è stato concepito per restituire al visitatore l’atmosfera originale dell’esposizione voluta da Maiuri negli anni Trenta, con un’attenzione particolare alla disposizione dei reperti e alla loro relazione con il contesto abitativo di provenienza. Grazie alla documentazione fotografica e scritta degli scavi del 1937, è stato possibile ricomporre fedelmente l’aspetto originario del mobile, riposizionando sulle sue superfici le stoviglie e gli oggetti domestici rinvenuti al suo interno. Il risultato è un’immagine viva e autentica della vita domestica di duemila anni fa, restituita nella sua dimensione più intima. Accanto alla credenza sono esposti una culla, simbolo della dimensione familiare, e il larario rinvenuto nello stesso vano dell’appartamento V,18, restaurato nel 2021 grazie alla XIX edizione di Restituzioni, il programma di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e archeologico promosso da Banca Intesa Sanpaolo. Il Parco Archeologico di Ercolano ha previsto anche un programma di visite serali per permettere al pubblico di ammirare il reperto in una cornice suggestiva. Nell’ambito dell’iniziativa Una Notte al Museo, ogni martedì e giovedì, dalle 20:30 alle 23:30 (ultimo ingresso alle 22:30), sarà possibile accedere con biglietto ridotto al Padiglione della Barca, alla mostra dei legni e a quella degli ori. Durante queste serate speciali i visitatori potranno incontrare archeologi, restauratori e architetti del Parco, che racconteranno le fasi del restauro, gli interventi conservativi e i dettagli dell’allestimento, offrendo uno sguardo diretto sul lavoro quotidiano di tutela e ricerca che anima il sito. Fonte: https://www.finestresullarte.info/archeologia/restaurata-credenza-di-ercolano-dopo-90-anni-di-silenzio Nota mia: l'incredibile reperto provenie dall’appartamento V 18 sul Decumano Massimo1 punto
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Non è un fattore di secondaria importanza, se il cofanetto fosse prodotto dalla zecca ci sarebbe una buona probabilità che le monete siano pienamente UNC. Se il cofanetto è stato creato in seguito la conservazione potrebbe anche essere più bassa. Insieme al set c'è una certificazione del loro grado? Ti sembrano tutte perfettamente UNC? resta in ogni caso molto bello complimenti davvero!1 punto
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Esattamente! A farci da guida in questa discussione sarà Theodore Roosevelt, 26° Presidente degli Stati Uniti, uno dei più importanti, ma soprattutto, probabilmente, il più popolare, come hanno ben capito i pubblicitari, che hanno usato la sua immagine per promuovere Bibbie, dischetti per computer, lievito in polvere, liquori e altro ancora. Milioni di bambini hanno giocato, e giocano, con Teddy Bear, il classico orsacchiotto di peluche il cui nome è entrato nell’uso comune della lingua inglese, a lui dedicato perché durante una battuta di caccia il Presidente preferì tornare a casa a mani vuote piuttosto che uccidere un cucciolo d'orso. E poi il cinema, le numerosissime biografie, perfino i fumetti, di cui parleremo nel corso della discussione, che prenderà avvio dalla nomina improvvisa di Roosevelt alla presidenza nel 1901, a seguito dell'assassinio di William McKinley, per arrivare alla fine della Prima Guerra Mondiale e al 1919, anno della sua prematura scomparsa. Un ventennio, il primo del Novecento, che ha visto Roosevelt tra i protagonisti assoluti, non solo da presidente, e non solo in America. Anche, altrimenti non ne parleremmo qui, in ambito numismatico. Si deve principalmente a lui lo "svecchiamento" delle monete americane (che considerava "of atrocious ugliness", di atroce bruttezza) operato da Augustus Saint-Gaudens, e che ha portato alla nascita di due tra le più belle monete, non solo americane, di ogni tempo, i 10 e i 20 dollari d'oro. Dei secondi ci siamo già occupati ampiamente, mentre i primi, nel forum, sono sempre rimasti un po' nell'ombra, sarà l'occasione per conoscerli meglio. E non solo loro, ma anche le altre monete del periodo, non solamente americane. Gli anni della presidenza Roosevelt furono quelli dell'imperialismo americano nascente, che ebbe tra le sue molte conseguenze (arduo elencarle tutte ) anche emissioni monetarie al difuori dei confini, dalla vicina Cuba alle lontane Filippine, nella cui capitale, Manila, venne addirittura aperta una filiale della Zecca degli Stati Uniti, della quale racconteremo la storia. E molto altro ancora, spaziando come al solito dalla numismatica all'economia, alla politica, al costume, e in realtà a qualunque tema mi verrà in mente nello sviluppo della discussione Che ora, giustamente, omaggia chi ha dato lo spunto per il titolo della stessa, l'attore John Alexander, straordinario interprete di Roosevelt nel film del 1944 Arsenico e vecchi merletti, diretto da Frank Capra. petronius1 punto
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I riscontri da parte del mondo numismatico e associazionistico sono stati tutti entusiastici e positivi, riporto qui quello dalla Pagina Facebook dell’autorevole NIP.1 punto
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Ma il momento più toccante e virtuoso di sabato a Milano Numismatica e’ stata l’iniziativa per i giovani di Quelli del Cordusio, iniziativa ripetuta da sempre ogni anno e che quest’anno ha previsto il dono oltre della moneta ai giovani di un libro. Riteniamo che l’abbinata 1 libro, 1 moneta sia quella che possa creare più passioni e più consapevolezza verso il giovane per la storia, la cultura e la numismatica. Se vedrete tutto il video che e’ sui social ci sarà anche il triste ricordo del nostro amico numismatico Marco Boscolo mancato a soli 34 anni. Con l’occasione, grazie all’aiuto di un collezionista amico di Marco, ho potuto dare una medaglietta che doveva essere spedita a lui, a un altro giovane meritevole Lorenzo Palanca in un passaggio di testimone tra giovani veramente da libro cuore, non dimenticheremo Marco !1 punto
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Salve,Licinio Lucullo,tu pensi che da buon siciliano di 74 anni,anche se non li dimostro,non sono capace di usare espressioni più colorite,ma l'educazione specie in un dibattito pubblico mi impone dall'astenermi anche perchè non c'è motivo in una discussione numismatica,altra cosa è l'attacco astioso e immotivato che esula dal contesto.se si vuole convivere anche in un club virtuale i modi sono tutto e le parole sono pietre,solo i bambini capricciosi si possono capire non tra adulti vaccinati😀1 punto
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Mi permetto di riportare la posizione di @acraf che, a differenza mia, è uno studioso: “i denari repubblicani suberati sono vere monete antiche e l'opinione del Crawford che fossero in genere dei falsi d'epoca mi sembra piuttosto restrittiva. Sicuramente la maggior parte dei denari suberati fu prodotta fuori della zecca ufficiale, ma dipende molto anche dal tipo di emissione. Ci sono emissioni che hanno pochissimi denari suberati e quelli presenti sono per lo più fatte fuori della zecca ufficiale, ma altre emissioni, in genere quelle prodotte in situazioni di emergenza, presentano un numero non indifferente di suberati. Ho la sensazione che, come nel caso di Cornuficius (RRC 509/1-5), il monetario iniziò con una produzione di denari che sono in buon argento, ma poi, come subentrava una situazione di grave emergenza e penuria di argento, compaiono diversi denari suberati. Serve uno studio molto accurato e con buone basi anche statistiche” Ora, provo a rispondere alle Vostre eccezioni. ___________________________________ Sempre @acraf ha identificato alcuni incorci di conio fra denari suberati e denari in buon argento. Cito di seguito alcuni suoi interventi qui sul forum. “Nel caso della monetazione di Domitius Calvinus (RRC 532/1), che fu comunque prodotta a Osca, in Spagna, in condizioni ambientali favorevoli e senza reale penuria di argento, ho trovato in tutto solo 6 sicuri suberati contro 170 denari in buon argento. Di questi 6, 4 sembrano provenire da conii ufficiali e 2 da conii che non ho trovato con buon argento e che presentabo pure uno stile un pò difforme.” “Un altro esempio di moneta suberata riguarda l'emissione di L. Vinicius (RRC 436/1), che sto studiando. Ho raccolto immagini di quasi una settantina di questi rari denari e uno solo era suberato (CNG ea 238/2010, 340, g. 2,95) … Questo suberato risulta coniato con i miei conii O3/R3 (su un totale provvisorio di 9 conii diritto e 13 conii rovescio, con numerosi incroci di conio). E' noto almeno un altro esemplare con la stessa combinazione dei conii, in buon argento (NAC P/2005, 1781 g. 4,03)” In altri casi ne ha parlato con riferimento ai lavori compiuti per redigere altre sue monografie (quindi, con riferimento ad altre monete). ___________________________________ Queste tue considerazioni sono verissime, ma (secondo me) non dirimenti. ATTENZIONE: non dico che i suberati sarebbero stati accettati lo stesso, se si fosse scoperto che erano tali; dico che era difficile accorgersi che fossero tali sulla sola base del peso. Non si trattava quindi di un "corso forzoso", ma di un imbroglio di Stato (se e quando erano prodotti dello Stato). I saggi dei nummulari dimostrano che la gente voleva sapere se le monete erano in buon argento (e - quindi - concordo con te sul fatto che il valore intrinseco fosse ancora un cardine del sistema monetario), ma dimostrano anche che non bastava il peso a distinguere le monete suberate da quelle in buon argento. Mi spiego: gli aurei pervenuteci presentano pesi molto precisi, i denari pesi abbastanza variabili, i bronzi pesi estremamente variabili. Prendiamo, a titolo di esempio, tre monete coeve: l'aureo RRC 359/1dell'84-83 a.C. varia da 10,65 a 11 g, il denario RRC 364/1 dell'83-82 a.C. da 2,83 a 4,23 g, l'asse RRC 355/1dell'84 a.C. da 7,85 a 17,44 g; nel primo caso la variazione (in più o in meno rispetto alla media aritmetica dei pesi) è dell'1,6%, nel secondo caso del 19,8%, nel terzo del 38,9%. Non si tratta di uno studio scientifico (occorrerebbe estrapolare la media ponderata dei soli esemplari in alta conservazione, per avere dati più significativi) ma rende bene l'idea. Questo fatto, riscontrabile in tutta la monetazione repubblicana, dimostra una cosa molto semplice: quanto meno il metallo valeva, tanto meno il pubblico poneva attenzione al valore intrinseco. In altri termini, la monetazione repubblicana presenta un fenomeno di progressivo disinteresse del pubblico al peso esatto della moneta, che non è ancora un "corso forzoso" ma ci si avvicina; nell'argento, tale migrazione si presenta già a uno stato avanzato, alla fine della Repubblica Quanto sopra implica non che ipotetici "denari in bronzo" fossero bene accetti in un'ottica di corso forzoso, bensì che - in un contesto di estrema variabilità ponderale - nessuno potesse ritenere suberata una moneta, per il solo fatto che pesava leggerissimamente di meno di altre. Si veda la bella collezione di suberati pubblicata da @apollonia in questa discussione: molti di questi suberati pesano più di 3 g, alcuni addirittura più di 4 g; nessuno si sarebbe accorto della suberatura per il solo fatto del peso, a maggior ragione se fossero stati mischiati ad 8 o 9 denari di buon argento. ___________________________________ Immagino che sia una questione tecnica: le temperature di fusione di argento e bronzo sono tali, che e n'è una raggiunta la quale l'argento superficiale aderisce al cuore di bronzo rendendo il prodotto molto più stabile di una mera e banale "argentatura". Inoltre, i pesi specifici sono abbastanza simili, rendendo come visto difficilmente apprezzabili le differenze. ___________________________________ In verità abbiamo un caso lampante di circolazione di monete in argento misto a metallo non nobile, ed è quella dei quadrigati con legenda in rilievo entro cornice (comunemente ritenuti successivi ai quadrigati con legenda in incuso su tavoletta). In quel caso, fu lo Stato che, evidentemente per necessità belliche, aumentò sensibilmente la percentuale di rame nella lega d'argento argento. A me personalmente la suberatura sembra solo un metodo più raffinato, rispetto alla mistura, di compiere la medesima "truffa di Stato": a parità di argento, si aumenta la quantità di monete che possono essere immesse in circolazione aggiungendovi bronzo; con il vantaggio ulteriore che il suberato, a differenza della moneta di mistura, essendo quasi indistinguibile, non innesca il processo inflattivo. ___________________________________ Aggiungo tre considerazioni in chiusura, che secondo me depongono a favore della produzione di suberati "di Stato". Primo: i simboli di controllo sembrano mirati a controllare chi utilizzava determinati conii. Questa esigenza di controllo si può spiegare nel senso che si voleva evitare una produzione sovrabbondante di suberati (che avrebbe permesso al personale della zecca di "fare la cresta" sull'argento utilizzato) rendendo possibile una verifica ex post. IMHO. Secondo: l'editto di Gratidiano era verosimilmente mirato a far ritirare i suberati dal mercato. Il fatto che egli sia stato osannato dal popolo ma odiato dall'aristocrazia dimostra che la sua iniziativa andava contro il volere delle persone (gli aristocratici, appunto) che governavano lo Stato e, quindi, che i suberati fossero bene accetti dalle persone fisiche che incarnavano la volontà dello Stato. Terzo: molte emissioni repubblicane, ossia quelle imperatoriali, erano al contempo "ufficiali" (perché fondate sull'imperium del magistrato emittente) ma anche "private" (perché volute da un singolo per sue esigenze personali). Sembra naturale pensare che un protagonista delle guerre civili, rimasto a corto di buon argento, possa aver fatto ricorso alla suberazione (e, in effetti, molti suberati sono di monete imperatoriali). In questo caso, non avrebbe però senso definirli "falsi d'epoca".1 punto
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L’obiettivo prefissato per questa edizione era di riuscire a condividere la giornata con le tutte le realtà associative presenti oggi in Italia, obiettivo molto difficile ma ora possiamo dire felicemente raggiunto. Tutti erano presenti con i Presidenti o loro autorevoli rappresentanti e hanno potuto raccontare scopi e programmi associativi e parlare del futuro della numismatica. Non sono mancati comunque i soliti asset e le consuete finalità di Milano Numismatica, divulgazione col Gazzettino, Premi per i giovani, relatori e autori e servizio per la collettività col workshop sulle monete. Pubblico presente incredibile, molto seguito dai social in diretta e nei commenti, una edizione da record e da ricordare nel tempo.1 punto
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Sentite condoglianze alla famiglia, davvero triste che un ragazzo giovane con tanta vitalità e passione debba abbandonarci così presto!1 punto
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