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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/07/25 in Risposte
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Qualcuno anzi qualcuna, zita, zita, lo aveva portato all'estero... https://www.corriere.it/esteri/25_novembre_06/tesoro-asburgo-gioielli-diamante-florentiner-corona-sissi-4e6ed78b-864c-4a4f-82eb-1f3ca9057xlk.shtml4 punti
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I gioielli di Casa Savoia sono custoditi in Banca d'Italia dal 1946, consegnati da Re Umberto a Luigi Einaudi. In data 5 giugno 1946 Sua Maestà incarica il ministro della Real Casa, Falcone Lucifero, di consegnare i gioielli della Corona al governatore della Banca d’Italia Luigi Einaudi. Questo il verbale di consegna: “L’anno del 1946, il 5 giugno, alle ore 17 nei locali della Banca d’Italia, via Nazionale n.91, si è presentato il signor avvocato Falcone Lucifero, nella sua qualità di reggente il Ministero della Real Casa con l’assistenza del Grand’Ufficiale Livio Annesi direttore capo della Ragioneria del Ministero suddetto. L’avvocato Falcone Lucifero dichiara di aver ricevuto incarico da sua maestà re Umberto II di affidare in custodia alla cassa centrale della Banca d’Italia per essere tenuti a disposizione di chi di diritto gli oggetti preziosi che rappresentano le cosiddette ‘gioie di dotazione della Corona del Regno’, che risultano descritti nell’inventario tenuto presso il ministero della Real Casa e che qui di seguito si trascrivono”. Luigi Einaudi nei suoi diari (Paolo Soddu, Luigi Einaudi, diario 1945-1947, in Collana storica della Banca d’Italia, p. 23), ricorda il momento della consegna così: sono “racchiuse in un cofano a tre piani. Trattasi delle gioie (...) portate dalle regine e dalle principesse di casa Savoia. Vi è il celebre diadema della regina Margherita, accresciuto e portato poi dalla regina Elena (...). Trattasi in ogni caso di gioie le quali hanno avuto una storia particolare nelle vicende della Casa. Egli (re Umberto II, ndr) desidera che esse siano depositate presso la Banca d’Italia per essere consegnate poi a chi di diritto. La mia impressione è che egli dia dimostrazione di molto scrupolo, in quanto che potrebbe ritenersi che le gioie spettano non al demanio dello Stato, ma alla famiglia reale”. Questi i fatti storici, che mi hanno permesso di ricordare con piacere tre personaggi di primo piano della Storia d'Italia (Sua Maestà, Falcone Lucifero e Luigi Einaudi). I peracottari vennero dopo....4 punti
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Dipende dalle volontà dell'ultimo sovrano: o all'erede al trono o suddiviso tra i vari familiari. Vorrei esporre un episodio interessante: il marito di Maria Teresa aveva finanziamento con i propri soldi il debito pubblico statale. Alla sua morte figli e moglie erano diventati automaticamente creditori dello stato. Poi il figlio ed erede al trono, Giuseppe II, decise di cancellare il debito pubblico stracciando il proprio credito con lo stato. Quindi quando si parla di "personale" non si deve solo guardare al lato negativo ma anche a quello positivo. Gli Asburgo (da Maria Teresa in poi) hanno sempre avuto una politica illuminata e allo stesso tempo molto parsimoniosa, avrebbero potuto possedere gioielli molto più sfarzosi (come i sovrani francesi o britannici o russo), quindi (a mio parere) sarebbe adesso inopportuno una richiesta di restituzione, e poi a quale stato ? L'Austria non è la sola erede dell'impero. Qua a Budapest saremmo molto felici di allestire una mostra di questi gioielli, con le dovute garanzie ai proprietari...3 punti
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@anto R Grazie Antonio per la tua email. A dire il vero ci limiteremo al 1300, perché poi la "moda" del cimiero sulle monete dilaga (quasi banalizzandosi) e pertanto gli esempi sarebbero centinaia. Però ne porterò uno d'esempio del XV secolo perché molto caratteristico e importante storicamente, (non di Milano... ma quasi). A presto!3 punti
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Buongiorno, dalla foto si legge male, mi pare sia un primo tipo, ho provato ad ingrandire la tua foto ma sgrana, comunque ti allego spiegazione per riconoscerlo, pubblicata nel Sassone specializzato, con un lentino lo potrai vedere facilmente, nel primo tipo compare una piccola I inserita segretamente dall'incisore, cosa che manca nel II tipo, saluti Fabio3 punti
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Complimenti a tutti. Ho visto i video su Youtube e li ho trovati tutti molto interessanti, anche quelli che trattano argomenti diversi da quelli che m'interessano più da vicino. Volevo sapere se l'Autore dell'intervento sul 10 centesimi della Croce Rossa è iscritto o meno al Forum, così da potermi complimentare direttamente per la ricerca e l'esposizione. Peraltro, avrei qualche domanda da porgli.....😊2 punti
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Serve altro? Per quanto mi riguarda si. Come avrete capito, non sono affatto convinto della genuinità, grazie anche ai vostri contributi (in particolare di @lorluke e @favaldar). Tuttavia, mi interessa proprio capire che cosa sia, anche fosse una contraffazione/artefatto. Motivo per cui quando ne avrò occasione la porterò a vedere. E per il momento, da questo confronto, ho solo che da imparare. Che ho eventualmente "buttato" gli 80 euro dell'acquisto è decisamente il male minore, di cui mi interessa il giusto. Nell'ipotesi sia un 8 modificato in 6 vorrei capire come tecnicamente si fa (non per farlo a casa, ma per capire come si realizza): capisco il raschiare una porzione dell'8, ma non riesco ad arrivare a come rettificare il tondo superiore della cifra per farlo almeno assomigliare ad un 6. Del resto l'8 a fianco mi pare abbia proprio una forma non compatibile, ma sicuramente sono in errore. Mi piacerebbe anche che, vi esprimeste sulla domanda che ho posto, stimolato dall'intervento di @Gordonacci, ovvero se è possibile si tratti del punzone del 9 al contrario. In altre zecche in quel periodo mi pare di capire ci fossero diverse distrazioni, con ribattiture, elementi capovolti, ecc.: a Venezia era tutto perfetto? Non esistono errori documentati nella monetazione napoleonica? (Non so se @elledi nei sui studi abbia affrontato la questione, ma un suo parere sarebbe comunque gradito). Del resto, credo che in questo forum esista un bello spazio per il confronto: è bello congratularsi per i successi (ma è facile). Penso sia più soddisfacente analizzare gli insuccessi dai più diversi punti di vista per arrivare a una ricerca (nel piccolo) che può essere di aiuto allo studio. Grazie ancora a tutti2 punti
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Ciao @Ajax ΑΚΡΑϹΙΩΤΩΝ, bronzo romano pseudo autonomo (coniato sotto Settimio Severo) di Acrasus in Lidia. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/type/815122 punti
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A me piacerebbe che ogni tanto si salutasse,si chiedesse per cortesia e si ringraziasse,ma noto che in molti fanno veramente fatica ... E sarebbe il minimo nei confronti di chi si prodiga a dare una risposta...2 punti
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... ma noi la presentiamo lo stesso Come al solito, Charles Barber disegnò il dritto e George Morgan il rovescio, e per una volta fu proprio l'incisore-capo della Zecca a dare il meglio di se. Il suo ritratto è una combinazione di testa di profilo e busto di tre quarti, usata in diverse medaglie durante la presidenza Roosevelt. La faccia, forte e quadrata, dai contorni aggressivi, quasi truculenti, enfatizzata dal pince-nez, il ruvido soprabito con il gilet abbottonato, tutto è catturato con un'attenzione straordinaria alle generalità e ai dettagli. Il rovescio di Morgan è una chiara derivazione dal facile, femminile classicismo dei medaglisti francesi dal 1880 al 1900... cosa che ben potrebbe aver irritato tanto Roosevelt che Saint-Gaudens, che premevano per un rinnovamento nelle coniazioni statunitensi. A prima vista, presenta una Liberty (o Columbia) goffamente in bilico, che cerca di oscurare il Campidoglio con una piccola pergamena, che sembra un rullo. In realtà, l'intera composizione appare non solo oltremodo valida e dignitosa, ma anche con alcuni elementi di grandeur. Liberty, con il suo berretto francese e un abito da antica Grecia, è in piedi di fianco a un cippo, sormontato da un'urna. Il Campidoglio sullo sfondo è un capolavoro che dimostra come disporre un monumento gigantesco sulla superficie di una piccola medaglia. Certo è che dopo che il rovescio della maggior parte delle medaglie presidenziali del XIX secolo era stato composto solo da iscrizioni in una corona, questo di Morgan poco meritava la condanna riversata su di esso da parte del Presidente e dei suoi amici dei circoli artistici americani. petronius2 punti
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Buonasera, quella autentica dovrebbe essere d'oro, questa mi sembra un falso andato a male😅. Buona serata2 punti
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Buongiorno,per me MB/MB+,il manuale delle monete di Napoli la valuta 40 euro in MB ma personalmente non ci spenderei oltre i 20 euro...2 punti
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E' del 1° tipo.. 🧐 .. valutato la metà del 2° tipo ed ovviamente costa la metà, e' comunque un bel Francobollo fronte/retro margini, ex linguellato.2 punti
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La spiegazione che mi sono dato è relativa al passaggio dai nominali in rame di primo tipo (con bordo a filetti circolari paralleli tra loro) a quelli del secondo tipo (con effige di Napoleone diversa e bordo liscio). Da notare come in quel 1810 vi fu l’allontanamento di Luigi Manfredini dalla zecca di Milano per la vicenda della lira NATOLEONE. Il suo posto verrà preso da Girolamo Vassallo. A Manfredini verrà riaffidata la guida della zecca nel 1815, quando gli austriaci torneranno ad essere padroni del Nord Italia. Comunque, di tutto il contesto storico ne ho parlato nel video al post #31 e scritto sul mio articolo per il Gazzettino 12 del Cordusio.2 punti
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Sei in qualche modo imparentato con la famiglia reale ? Sei al meno un discendente di un suddito della monarchia austro-ungarica ? Bisogna avere un legame.... Ecco le foto e disegno del Fiorentino (tra l'altro porta sfortuna)... Io personalmente passo ...2 punti
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è entrato a fra parte della mia biblioteca questo libro che mi hanno regalato: lo sto leggendo , si parla anche di banchieri, i fiorentini Medici, e di denaro. Rileggere determinati pensieri, determinati trascorsi storici è sempre bene e c'è sempre qualcosa da apprendere. salutoni odjob2 punti
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Ciao. In realtà la questione è molto più articolata, anche per l'intervento plurimo del T.A.R. della Lombardia e del Consiglio di Stato (quest'ultimo intervenuto con una sentenza recentissima del 20 febbraio scorso che sembra smentire, almeno in parte, una propria sentenza del 30.1.2024). I Giudici del C.di S., con la sentenza di gennaio 2024 sembrano infatti riconoscere alla società proprietaria dell'area anche il ruolo di "scopritore fortuito" del reperti (a cui la legge attribuisce, così come lo fa con il proprietario dell'area, un premio commisurato ad una percentuale del valore del ritrovamento), mentre il TAR e la recente sentenza del C.di S. del 2025 ritengono che nella vicenda de qua non esista uno "scopritore fortuito" e dunque l'unico premio da riconoscersi sia quello per la società proprietaria dell'area sotto la quale è stato rinvenuto il "tesoretto" (o forse in questo caso sarebbe più opportuno chiamarlo..."tesorone"). Al proprietario dell'area, quando non è anche "scopritore fortuito", la legge accorda un premio "fino ad un massimo del 25% del valore del ritrovamento", ma nel caso concreto la percentuale del premio è stata stabilita nella misura del 9,25% del valore dei reperti (percentuale determinata non certo "ad capocchiam", ma sulla base di una Circolare del Ministero risalente al 1999). Per quanto attiene al trattamento fiscale del premio di rinvenimento, per il TAR esso è soggetto ad una ritenuta alla fonte a titolo di imposta pari al 25% (ex art. 30, primo comma del DPR n. 300/1973), mentre per il C. di S. si tratta di un "ristoro per un'attività svolta nello stesso interesse pubblico" (e dunque da non assoggettarsi ad alcuna imposta). Di certo c'è che dalla lettura delle sentenze si apprende che il valore economico attribuito al rinvenimento sia stato di poco meno di 4 milioni di euro e che non sia stata contestata tanto la sua stima economica quanto piuttosto la percentuale del premio riconosciuta (come detto il 9,25%) e la sua sottoposizione all'imposta. Il discorso più interessante mi sembra quello articolato dal Consiglio di Stato nella sentenza del 2025 per escludere che in questa vicenda ci sia uno "scopritore fortuito": Riporto di seguito e testualmentre la parte saliente della sentenza, che spiega bene perchè in questo caso non ci sarebbe uno "scopritore fortuito": Come detto, però, la scoperta che dà luogo al riconoscimento del premio ex art. 92, comma 1, lett. c) del D.Lgs. n. 42 del 2044 deve presentare, come quid pluris, natura fortuita. In tale solco la giurisprudenza di questa Sezione ha chiarito che "La scoperta fortuita, viceversa, si caratterizza per il fatto di essere del tutto occasionale, costituendo un fatto giuridico eccezionale in cui non rileva la volontà dello scopritore, ma solo l' incontro con la cosa. La nozione di scoperta fortuita viene quindi ricavata in via residuale, dovendosi considerare tale ogni rinvenimento intervenuto al di fuori di un programma di scavi archeologici: da tale impostazione consegue che la scoperta di cose di interesse artistico-archeologico rimane "fortuita" anche laddove avvenga nell'ambito di un'attività di ricerca o di scavo, purché quest'ultima non sia finalizzata al ritrovamento di beni del genere di quelli concretamente ritrovati (come avverrebbe, ad esempio, qualora durante una campagna di scavi per la ricerca di reperti di epoca romana fossero trovati resti di uomini o di animali di epoca preistorica). Il criterio teleologico, quindi, distingue il negativo il ritrovamento fortuito, il quale, per tale ragione, viene a connotarsi come un ritrovamento che avviene "per caso", e come tale non era previsto o prevedibile" (Cons. Stato, Sez. VI, 5 gennaio 2024, n. 207). 6.1 Ebbene, facendo applicazione delle suddette coordinate ermeneutiche al caso di specie, vi è da ritenere che il rinvenimento dei reperti di che trattasi, a prescindere da chi ne sia stato l'effettivo scopritore, non sia stato "fortuito" con conseguente esclusione, per quanto qui interessa, del diritto di parte appellante al riconoscimento del premio ex art. 92, comma 1, lett. c), del D.Lgs. n. 42 del 2004 (e tanto indipendentemente dalla posizione che potrà meno essere eventualmente riconosciuta a O.I., anche eventualmente come proprietario scopritore non fortuito avente diritto ex art. 92, comma 2, alla maggiorazione del premio). Ciò in quanto, se è vero che la scoperta ha avuto luogo nel corso di lavori di ristrutturazione edilizia (e, quindi, non nell'ambito di un'attività precipuamente volta alla ricerca di reperti) la stessa è comunque avvenuta in un'area a rischio archeologico. Circostanza, quest'ultima che aveva, peraltro, spinto la Soprintendenza a prescrivere che le operazioni di scavo fossero condotte in affiancamento con una società specializzata (la S.) per il supporto alle operazioni (così la nota prot. (...) della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia in cui si è prescritto che "l' immobile è ubicato in zona a rischio di ritrovamenti archeologici tanto di età romana che di età medievale e che pertanto tutte le opere di scavo dovranno avvenire con controllo di operatore archeologo" - doc. 2 alla produzione della difesa erariale in primo grado del 27 marzo 2023). È, infatti, evidente che il rinvenimento di reperti della specie di quelli scoperti (di età romana e tardo antica) era certamente prevedibile, trattandosi di zona, non solo qualificata a rischio archeologico secondo il Piano di Governo del Territorio del Comune di Como (si veda il relativo estratto - doc. 1 alla produzione della difesa erariale in primo grado del 27 marzo 2023), ma sulla quale già risultavano cointesti archeologici peraltro riferibili anche al periodo romano e tardo antico (lo stesso in cui si inseriscono i reperti di che trattasi). Del resto, l'esclusione del diritto di T.C. al premio ex art. 92, comma 1, lett. c) del D.Lgs. n. 42 del 2004 appare in linea con la ratio che sottende a tale specifica disciplina. Il riconoscimento di un premio per il ritrovamento in favore dello scopritore fortuito è giustificato dalla particolare meritevolezza del comportamento tenuto dal soggetto beneficiario, il quale si viene a trovare nella condizione di poter nascondere la scoperta, ma ciò nonostante si attiva per rendere noto il ritrovamento, custodirlo e garantirne la consegna adempiendo ai doveri di cui all'art. 90 (in termini anche Cons. Stato, sez. VI, 5 gennaio 2024, n. 207). Nella vicenda che occupa, invece, proprio in ragione dell'avvenuto affiancamento disocietà specializzata (che ha, peraltro, svolto la propria attività dietro corrispettivoesborsato dal committente), l'appaltatore non avrebbe comunque avuto la possibilità di occultare il rinvenimento. 6.2 Alla luce delle considerazioni che precedono diviene, peraltro, del tutto irrilevante ai fini della decisione della presente controversia l'individuazione di chi per primo sia entrato materialmente in contatto con la res (cioè i dipendenti dell'appaltatore ovvero i tecnici della S. o anche i dipendenti diretti della T.C.); aspetto, questo, che potrà (e dovrà) peraltro essere approfondito nella diversa sede della riedizione del potere a seguito del giudicato di annullamento portato dalla pronuncia n. 920/2024 del 30 gennaio 2024 di questa Sezione. E ciò in quanto, anche ove fosse riconosciuto in tale ulteriore nuovo frangente procedimentale a T.C. il ruolo di scopritore, quest'ultima non avrebbe comunque, per ciò che qui più interessa, diritto al premio ex art. 92, comma 1, lett. c) in quanto non sarebbe in ogni caso, per le ragioni sopra esposte, uno scopritore "fortuito". In allegato trovate la sentenza del T.A.R. della Lombardia e la Circolare del Ministero sulle percentuali sul valore economico da riconoscere per i rinvenimenti archeologici. In buona sostanza, la vicenda sembra essersi definita nei termini seguenti: 1. Valore del ritrovamento: 4 milioni di euro (circa, poco meno); 2. Premio spettante al proprietario dell'area in quanto tale: 359.041,36 euro, corrispondente al 9,25% del valore del rinvenimento (vedi sentenza del TAR e Circolare Ministero allegate); 3. Trattamento fiscale del premio: nessuno, a seguito della sentenza del 2024 del C. di S. (mentre per il TAR esso doveva essere sottoposto ad un'imposta pari al 25%); 4. Premio spettante allo scopritore fortuito: sembrerebbe nessuno, a seguito della sentenza del 2025 del C. di S. che esclude che nel caso de quo possa essere individuato uno scopritore fortuito, ancorchè la sentenza del C.di.S. del 2024 parrebbe dire una cosa diversa. M. Sentenza TAR Lombardia n. 01263_2022.pdf 5-Circolare-n.-21109-del-23-dicembre-1999.pdf2 punti
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Ciao @lorluke! Mi ricordo perfettamente della vendita, una delle più emozionanti a cui io abbia mai assistito!!! C'è stato un altro collezionista che ti ha inseguito fino all'ultimo... Omaggi ad entrambi. Cosa dire, io ho diversi R4 e sono il fulcro della mia collezione. R5 siamo su un ordine di grandezza superiore come costi e devo contenermi, altrimenti la mugghiera mi scanna, LOLLLL, ma senza dubbio capisco il tuo orgoglio nel pezzo d'eccellenza 😀! Non posso che complimentarmi, sono già intervenuto in un'altra discussione al soggetto della virola, nella monetazione francese si assiste alle stesse evoluzioni. Direi che quel che è emozionante e che con questi tondelli, in quegli anni 1807-1811 si passa dalle monete settecentesche alle monete moderne. Tutto un soggetto di discussione in sé... e che in parta credo ci motivi a ricercare di completare le nostre collezioni! Saluti Napoleonici, L1 punto
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Grazie dei complimenti intanto, non credo sia su Lamoneta, però mi informo e poi ti so dire. Gli riferirò di sicuro comunque i complimenti !1 punto
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Questo conferma ciò che già s'intravedeva (seppur a fatica) nelle immagini su deamoneta. A proposito del 6 della data, notavo la particolare ossidazione limitrofa a quella cifra. Possibile che si trattasse di un 8 poi manipolato in 6?1 punto
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Certo, Gorizia dal 1500 al 1918 fece parte dell'impero austro-ungarico ( con una breve parentesi dovuta al dominio napoleonico ) e le sue monete venivano coniate in diverse città dell'impero.1 punto
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Buongiorno, oggi ho ricevuto la moneta. inserisco le fotografie che ho fatto, mi scuso ma sono abbastanza di bassa qualità, del resto un ingrandimento molto elevato con la fotocamera del telefono non è facile da riprendere. nell'ultima immagine, chiedo conferma, intravedo una "V" della zecca di Venezia. in ogni caso, porterò, appena mi sarà possibile, la moneta da uno degli esperti che mi sono stati consigliati. saluti1 punto
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Buongiorno,questa variante è riportata al numero 552a, pagina 395 del manuale delle monete di Napoli con rarità R3... Magari lo sai già...1 punto
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io ho scritto il contrario, cioè che se il mercato va a 20 e la voglio vendere a 100 non la venderò, con elevata probabilità. in ogni caso, direi che si è già detto molto in questa discussione e ti sono stati dati consigli, suggerimenti, fatte riflessioni, ecc. se e quando la porterai a periziare facci sapere1 punto
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concordo appieno, complimenti a Lorenzo Palanca anche per la qualità dell'esposizione in pubblico!1 punto
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Salve Atexano,per me bella moneta che parla al di là della corretta classificazione1 punto
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Il denario RIC 29 è una moneta molto comune, per la quale sono stati pertanto prodotti molti conii diversi. Esemplare nella norma, nessuna variante.1 punto
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Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del date di disponibilità delle due emissioni straordinarie di Pallacanestro Varese (13 novembre) e del trittico delle religioni monoteiste (18 novembre assieme alla divisionale Proof).1 punto
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A pochi giorni dalla conferenza, per chi non potrà essere presente di persona, comunichiamo i link da utilizzare per seguire la conferenza anche da remoto utilizzando google meet: CCNM - Conferenza Enrico Lesino 1 Martedì, 11 novembre · 9:00 - 10:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/yjf-ccyr-zvc CCNM - Conferenza Enrico Lesino 2 Martedì, 11 novembre · 10:00 - 11:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/sqc-vvpu-gow Ricordo che alla conferenza possono partecipare tutti, al termine si potranno visionare delle monete inerenti la conferenza e si concluderà la serata con il consueto brindisi.1 punto
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La discussione si chiude, almeno per il momento, per fare calmare gli animi. Si valuterà se esistono le condizioni per riaprirla. Per quanto sussistano opinioni contrastanti e inconciliabili, è intollerabile l'uso di un linguaggio volgare e aggressivo.1 punto
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Avevo questa moneta cubana coniata esclusivamente per il mercato numismatico, come collezionista di monete destinate esclusivamente alla circolazione anni fa l'ho ceduta.1 punto
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Buonasera, vi vorrei mostrare questa mia moneta da 6 tornesi del 1800. @Carlo. e @caravelle82 la conoscono già e gli ringrazio per essere intervenuti nell'altra discussione. Buona serata1 punto
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Stavo rivedendo la mia piastra e rileggevo il post. La Numismatica ormai è dentro di me e mi spiace che molti Lamonetiani di un tempo non postino più come prima, mi dispiace che la rivista Cronaca Numismatica ora sia solo on-line, che fonti autorevoli tipo cataloghi e libri ma anche i vari Club non siano uniti scambiando le opinioni e le varie "scoperte" invece di fare a gara tra di loro a chi è meglio. Alla fine ci ritroviamo tutti da soli, chi si scrive il proprio catalogo o libro inserendo poco cose alla volta invece di trovare un modo di unire il tutto. Capisco che non è semplice ma solo per il solito motivo Soldi e Paternità. Chissà forse un giorno cambierà anche se non credo che io lo vedrò, pero mai dire mai.😉 Sono passati due anni anzi quasi tre ma questo post/ricerca/lavoro, chi l'ha letto? Lo sapranno mai tutti gli appassionati di questa monetazione e non solo o rimarrà solo un post qui sul forum? Avanti Numis...1 punto
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600€ al pezzo ad un privato (senza passare per la vendita registrata) è già grasso che cola 550€ onesto.... non è poi così disonesta l'offerta ricevuta pensare di realizzare al prezzo spot, adesso, dopo la performance del giallo degli ultimi anni è irrealistico pensa se dovessi pagarci il 26% di tasse.... ehhh1 punto
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Considerata la peculiarità e rarità di questa emissione, mi piacerebbe sentire il parere di appassionati e studiosi della monetazione napoleonica che finora non sono intervenuti: @elledi, @Giov60, @Laurentius, @Costi92 e @mty1805. Spero di non essermi dimenticato di nessuno1 punto
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Buongiorno. Io, avessi trovato questa moneta, farei così. Per prima cosa la farei periziare da un esperto del settore, come Del Pup: https://www.numismaticadelpup.com/perizie/ Dove, oltretutto, i costi sono molto contenuti. Poi la venderei subito (magari 100€ o più li spunti). Questo periodo storico è ottimo, l'interesse per gli errori di conio è al massimo. Le mode cambiano, un domani varrà molto ma molto meno. Questo è quello che farei io, ma io colleziono altro 😊1 punto
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un consiglio da un vecchio collezionista (ma vecchio vecchio😁). Non avere mai e poi mai fretta di acquistare, prendile sempre in discreta conservazione e mai con i colpi nei campi e bordi.1 punto
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Ciao @Ajax,impero ottomano, fals o mangir di Murad III zecca di Misr in Egitto. Ne esistono molte varianti. https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=347111&cat=5236&ppuser=&sortby=d&way=desc1 punto
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Per chi volesse approfondire il contesto storico in cui vennero realizzati il soldo ed il 3 centesimi di tipo transitorio, consiglio caldamente di guardare il video in cui presento il mio articolo per il Gazzettino n.12 del Cordusio. Ne approfitto per ringraziare @dabbene per aver caricato sul canale YouTube tutti i vari interventi che si sono tenuti durante la Milano Numismatica.1 punto
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Mi ero perso la pubblicazione dell'articolo di Fischer-Bossert, a completamento della conferenza del 5 dicembre 2022, di cui al video pubblicato al post precedente: https://www.academia.edu/143899133/FAΛFET_and_KVKAΛIM_in_J_Bodzek_A_Bursche_and_A_Zapolska_eds_Proceedings_of_the_XVI_International_Congress_of_Numismatics_11_16_09_2022_Warsaw_Vol_I_Greek_Numismatics_Turnhout_2025_pp_403_409 Devo ancora leggerlo, ma ho aspettative altissime. Dopo decadi di discussioni, Fischer-Bossert dovrebbe aver finalmente fatto ordine nella cronologia della dinastia dei Mermnadi, attribuendo ai rispettivi regnanti le legende WALWEL e KUKALIM. Ora, forse, manca uno studio dei coni? FAFET_and_KVKAIM_in_J_Bodzek_A_Bursche.pdf1 punto
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Trovato il Lotto 984 esitato durante la famosa asta della Collezione del Comm. Aldo Curatolo, seconda parte. Ratto, marzo 1972, Milano. In questo caso, si parla di “Progetto del pezzo da 3 centesimi”.1 punto
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In alto il foglio di 240 esemplari. Le altre due immagini servono come riferimento per il plattaggio dei francobolli attraverso la filigrana. L' immagine con il numero 9 identifica il francobollo nel foglio al numero 147. Le 12 corone, sebbene molto simili, sono in realtà tutte diverse tra loro ed in questa particolarità risiede la possibilità di determinare la posizione di un determinato francobollo che presenti un frammento di corona nella sua filigrana. Bisogna anche dire che la filigrana si può presentare in 4 diverse configurazioni rispetto al lato su cui è stampato il francobollo... ....come segue: Verso e Dritta (VD): ovvero l'impronta della filigrana è visibile al verso del francobollo e le corone sono orientate verso l'alto, Verso e Capovolta (VC): ovvero l'impronta della filigrana è visibile al verso del francobollo e le corone sono orientate verso il basso, ovvero in quello opposto a quello dei francobolli, Recto e Dritta (RD): ovvero l'impronta della filigrana è visibile al recto del francobollo (sulla stessa faccia della carta dove è avvenuta la stampa) e le corone sono orientate verso l'alto, ovvero nello stesso verso del francobollo, Recto e Capovolta (RC): ovvero l'impronta della filigrana è visibile al recto del francobollo e le corone sono orientate verso il basso, ovvero in quello opposto a quella dei francobolli. Ho aggiunto questa forse non semplice spiegazione per fare capire quanto meravigliosi possono essere queste emissioni e fino a che punto possono essere studiate, gli Antichi Stati Italiani A.S.I. sono francobolli ricercati in tutto il mondo, piacciono per la loro indubbia bellezza e la loro storia. Sono francobolli che meritano l' acquisto di libri specializzati per poter studiare e capire a fondo queste emissioni.1 punto
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Le aste battute però (ovvero quelle al 22,5%) vanno live solo su biddr (almeno fino all’ultima asta) e pertanto non vi è una vera scelta. le aste web invece vanno tutte live sulla piattaforma Leu. cio premesso, il consumatore non può scegliere su quale piattaforma fare offerta live. Per le aste battute può invece scegliere di partecipare in presenza e magari pagarle e ritirarle in persona, così da risparmiarsi anche il costo dell’ assicurazione che concorre nel suo piccolo a far lievitare il prezzo di aggiudicazione.😩1 punto
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Certo che potevi fare un piccolo sforzo per scrivere un post con un titolo più sobrio e una breve presentazione! Ad ogni modo, benvenuto!1 punto
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quanto al timbro non ne sono certo.. è un pò mosso.. la prima parola a ore 8 dovrebbe essere Caserma, poi tre lettere illegibili, un pò staccati due segni illegibili, ore 1 c'è una parola le cui prime lettere non si capiscono poi sembra "imento" in basso sembrerebbe "Castellamare di Stabia", con un pò di sforzo e di fantasia indirizzata a Sava (TA) nessun problema1 punto
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