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  1. petronius arbiter

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/12/25 in Risposte

  1. Buon Pomeriggio, oggi vorrei condividere con voi questo buono/gettone in bronzo da 20 centesimi coniato nello stabilimento privato della Johnson a Milano per l'esposizione di Milano del 1906 ( peso gr. 9,14 - diametro 28,71 mm. ). Seppur va riconosciuto che non si tratti di una moneta, ma di un buono token, lo trovo adatto ad entrare in collezione soprattutto per la bellezza della coniazione in rilievo in stile Liberty. All'interno del Forum si è già discusso di questo argomento, ma vorrei aggiungere che fu Napoleone ad introdurre in Italia raduni, mostre e fiere. Così durante l'esposizione milanese del 1906 nella zona di Parco Sempione, dedicata ai trasporti ed al traforo del Sempione del 1905, oltre agli innumerevoli gadgets; furono coniati questi buoni gettone - valore facciale 20 centesimi - da spendersi all'interno della fiera. L'iniziativa ebbe gran successo, tanto che dopo la manifestazione questi gettoni furono "trasformati in monete" che circolarono e furono spesi per molti anni in Italia e collezionati da molte persone. Allego foto del venditore ed alcune scattate da me del buono che è in media conservazione e sicuramente più modesto rispetto ad esemplari migliori. Grazie per l'attenzione.
    7 punti
  2. Saint-Gaudens apre uno studio nei giardini di Palazzo Barberini e inizia a lavorare alla sua prima scultura a figura intera, Hiawatha, una statua di nativo americano ispirato agli scritti di Henry Wadsworth Longfellow (The Song of Hiawatha, poema epico del 1855). Questo marmo mostra fino a che punto Saint-Gaudens sia stato temporaneamente influenzato dalla tradizione neoclassica che ha incontrato a Roma, ma egli deriva una maggiore ispirazione a lungo termine dai maestri italiani del XV secolo, Pisanello, Ghiberti, Verrocchio e, soprattutto, Donatello. (fonte: Metropolitan Museum - New York) Nel 1873-74 è di nuovo a Roma e, dal 1877, a Parigi, dove porta con sé l’importante commissione per il monumento all’Ammiraglio David Farragut (1881, Madison Square Park, New York), progettato in collaborazione con Stanford White. Il successo del monumento fa sì che la collaborazione tra l’architetto e lo scultore prosegua, Saint-Gaudens realizza altre statue per ambienti progettati da Stanford White. Nel 1892, Saint-Gaudens inizia a lavorare a quello che sarà il suo monumento pubblico più importante, dedicato al Generale William Tecumseh Sherman, ultimato nel 1903 (New York, Grand Army Plaza) e in cui il generale a cavallo viene condotto da una vittoria alata, che fornirà lo spunto per la “doppia aquila”. (fonte: Centralparknyk.org) Nel 1900, mentre si trova di nuovo a Parigi, gli viene diagnosticato un tumore. La notizia sprofonda l’artista in una grave depressione, che lo porta fino a meditare il suicidio. Così, secondo le parole del suo assistente, James Earle Fraser (che nel 1913 disegnerà il Buffalo nickel), Saint-Gaudens inizia a girare per le vie della città “deciso a porre fine al suo strazio con un salto nella Senna, conscio di vedere su ogni edificio una sola cosa: la parola Morte.” Ma, quando raggiunge il ponte da dove aveva pensato di gettarsi, ha una rivelazione: “forse fu la luce sul fiume. O il Louvre, che non gli era mai sembrato così splendido.” Saint-Gaudens decide di vivere: “Ogni cosa intorno a me era incredibilmente bella. Il carico di disperazione scivolò via, ed io ero felice. Mi sentii fischiettare.” Lo scultore a questo punto decide di seguire il consiglio dei medici francesi, torna in America e si sottopone a un intervento chirurgico presso il Massachusetts General Hospital di Boston. Intervento riuscito ma, dicono i medici a sua moglie Augusta, l’artista soffre di un cancro al retto, ed essi prevedono la necessità di un nuovo intervento entro i prossimi cinque anni. Sono, purtroppo, facili profeti. Nella primavera del 1906 Saint-Gaudens ha una grave ricaduta del suo male, e incomincia a fare un uso sempre più massiccio di morfina. In estate torna in ospedale, ma stavolta l’esito delle cure non è quello sperato. Il cancro progredisce sempre più, e lo scultore è costretto a lasciare al suo assistente, Henry Hering, le modifiche ai modelli delle monete. Alla fine di luglio del 1907 Augustus Saint-Gaudens, reso ormai irriconoscibile dalla malattia, entra in coma. Muore il 3 agosto nella sua casa di Cornish, New Hampshire, oggi monumento storico nazionale. petronius
    4 punti
  3. È un tornese con ara coniato a Napoli durante il regno di Filippo III di Spagna (1598-1621)... Le foto sono sfocate e faccio fatica a leggere la data, comunque la moneta è stata coniata dal 1617 al 1621... Sei sicuro del diametro?... Ecco la scheda del catalogo del forum... https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FIII/12
    3 punti
  4. Questo è il Francobollo della discussione dell' amico federr, .. sotto altri francobolli della stessa occupazione con soprastampa sicuramente autentica ma di minor valore di catalogo, ..anche se tutte queste emissioni hanno un valore di catalogo non proprio basso.. questo servirà a tutti per confrontare un pochino questa soprastampa...
    3 punti
  5. Complimenti ad Enrico per l'interessante conferenza! @Testone68 ci ha fatti viaggiare per tutto il nord Italia (con qualche puntata anche in terra d'Oltralpe) tra argenti, ori e sculture. Con un pizzico di orgoglio campanilista posso dire che le monete milanesi hanno fatto la parte del leone; a ragion veduta data la quantità e varietà di rappresentazioni. E poi il cimiero sulle monete... è un primato visconteo!!! Grazie anche - come sempre - al CCNM per l'organizzazione. P.S. ieri si è tanto parlato dell'arca di Bernabò, di cui abbiamo visto solo dei dettagli. Mi permetto di postare l'immagine del monumento a figura intera. Un'opera assolutamente maestosa ed imponente, dopo tre secoli il più istrionico dei visconti mette ancora soggezione!
    3 punti
  6. Ciao a tutti. Come promesso, avendo un pò di tempo a disposizione, ho confrontato diversi esemplari della stessa tipologia con quello proposto da @modulo_largo. Ieri non mi ero accorto della legenda del rovescio che termina in AUGG e non AUG percui solo dal ritratto ho erroneamente attribuito con pochi dubbi (sbagliando 🙂) a Gordiano lll questa moneta ( per quest'ultimo la legenda termina sempre in AUG). Si tratta invece di Gordiano l'Africano ( restituiamo a Cesare, non io ovviamente che ho sbagliato, ma alla casa d'aste, quel che è di Cesare 🙂). La ricerca quindi è stata più agevole essendo la monetazione più limitata ed ho trovato, questo si con pochissimi dubbi, un sesterzio di Gordiano l'Africano in condizione decisamente migliori e che condivide gli stessi conii di dritto e rovescio. Posto foto che dovrebbero dimostrare la stessa identità di conii dove indico in particolare la posizione della T spostata a sinistra e le lettere GO uguali, l'equidistanza delle legende dalle figure centrali così come la S e la C, la punta della palma dalla lettera A, le gambe della Vittoria, stesso drappegio del busto e fiocco della corona. Cosa ne pensate? A voi la parola. ANTONIO
    3 punti
  7. Lo scultore che compì l'impresa Ovvero, Augustus Saint-Gaudens, Gus per gli amici , l'artista che ha creato la medaglia inaugurale "alternativa" di Roosevelt e il pattern Testa d'Indiano visti in precedenza, ma, soprattutto, le monete da 10 e 20 dollari d'oro destinate alla circolazione. Conosciamolo meglio Un artista del Rinascimento Sotto il nome di American Renaissance, termine utilizzato per la prima volta nel 1880, si è soliti inquadrare una corrente artistica e architettonica sviluppatasi negli Stati Uniti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, chiaramente ispirata all’arte del Rinascimento italiano. Le analogie con il Rinascimento sembravano evidenti. I baroni della finanza americana (definiti, non proprio amichevolmente robber barons ) erano stati preceduti dai principi mercanti italiani e francesi. Gli artisti trovavano una certa affinità con quel periodo storico, aspirando a ripetere le opere di personaggi come Bramante, Benvenuto Cellini o Pisanello. Gli esempi non mancarono: gli edifici progettati da Stanford White, copertine di riviste, gioielli, mobili e cornici, le vetrate e gli interni. Per alcuni, i periodi erano comparabili: Saint-Gaudens, proprio lui, esclamò dopo la sessione iniziale di pianificazione della World Columbian Exposition del 1892: "Questo è il più grande incontro di artisti dal XV secolo!" E Augustus Saint-Gaudens, dell’American Renaissance è stato il massimo rappresentante nel campo della scultura. Durante tre decenni di notevolissima carriera, ha reindirizzato e rinvigorito il corso della scultura americana, prendendo le distanze da un’ormai logora estetica neoclassica, per rifarsi a un vivace stile naturalistico, promuovendo il concetto nazionalistico di una scuola di scultura fiorente sulle coste americane. Nasce a Dublino, il 1° marzo 1848, da padre francese e madre irlandese. Nel settembre dello stesso anno la sua famiglia emigra a Boston e, sei settimane dopo, si trasferisce a New York, dove il padre apre un negozio di calzolaio. Nel 1861, all'età di tredici anni, è apprendista di Louis Avet, un francese intagliatore di camei, lavora poi accanto a un altro francese, Jules Le Brethon, e completa questo lavoro con studi formali presso la Cooper Union School e la National Academy of Design. Nel 1867 si reca per la prima volta a Parigi, uno dei primi artisti americani a comprendere che la capitale francese, ancor più di Firenze o Roma, è il nuovo centro mondiale dell’arte. Nel 1870, in seguito allo scoppio della guerra franco-prussiana, si trasferisce a Roma, dove erano espatriati altri scultori neoclassici americani. Continua...
    3 punti
  8. Indian Head Double Eagle MCMVII E' la moneta mostrata nel post precedente, della quale raccontiamo ora la storia. Per molti anni, questa moneta è stata conosciuta negli ambienti numismatici come "J-1776", perché questa era la designazione abbreviata assegnatale dal Dr. J. Hewitt Judd nel suo libro di riferimento "United States Pattern Coins, Experimental and Trial Pieces". Il nome è diventato parte integrante dello status iconico della moneta grazie all'associazione casuale del suo numero, 1776, con l'anno della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti. Tuttavia, dopo aver acquisito i diritti del libro a inizio anni 2000, Whitman Publishing ha cambiato la designazione in J-1905 per fare spazio a nuove scoperte, poiché le monete sono mostrate in ordine cronologico. Il cambiamento ha sconcertato alcuni puristi, che lo considerano irrispettoso dello status speciale della moneta. Che, nella confusione e nell'incertezza che seguirono la sua produzione, non finì nelle mani di Saint-Gaudens o nel gabinetto numismatico della Zecca, bensì tra gli effetti personali di Charles Barber, che si batté con le unghie e con i denti per ostacolare la riprogettazione monetaria di Saint-Gaudens. Non si ha idea di come Barber ne sia entrato in possesso, ma la situazione ha offerto agli ammiratori di Saint-Gaudens lo spunto per numerose speculazioni. La più semplice, e in fondo probabile, è che Barber abbia semplicemente versato 20 dollari nelle casse della Zecca, portandosi via la moneta (ricordo che il valore dell'oro che contiene corrispondeva, allora, esattamente al nominale). A Barber, Saint-Gaudens sarà anche stato antipatico, ma dopo aver visto i disegni definitivi delle monete da 10 e 20 dollari, deve aver capito subito che questa sorta di ibrido tra le due rappresentava un unicum di enorme importanza numismatica e potenziale valore economico Dopo la morte di Barber nel 1917, i suoi eredi vendettero la moneta a Waldo C. Newcomer, un importante collezionista di Baltimora. Nel 1933, Newcomer si offrì di venderla per 10.000 dollari a John Work Garrett, la cui famiglia aveva formato una favolosa collezione, ma Garrett declinò l'offerta e la moneta fu poi venduta a Frederick CC Boyd, un noto collezionista di New York. A metà degli anni '40, la moglie di Boyd la vendette ad Abe Kosoff e Abner Kreisberg, importanti commercianti di New York dell'epoca, per 1.500 dollari. Questi, la diedero a re Farouk d'Egitto per poco meno di 10.000 dollari. Kosoff la riacquistò poi nel 1954, quando il governo egiziano vendette la collezione di monete rare di Farouk. Il prezzo fu di 1.200 sterline egiziane, circa 3.400 dollari. Kosoff la rivendette a sua volta a un numismatico americano, che la girò a un collezionista del Tennessee per 10.000 dollari. Nel 1979, dopo un paio di altri passaggi, la moneta arrivò nelle mani del numismatico professionista Julian Leidman per 500.000 dollari. Leidman la consegnò all'asta Bowers & Ruddy del 28 luglio 1981, dove fu acquistata dalla società Hancock & Harwell per 475.000 dollari. Infine, qualche anno dopo, fu ceduta in trattativa privata a un collezionista di monete di Saint-Gaudens del Nordest. Si ignorano sia il nome del collezionista (che dovrebbe ancora esserne in possesso), che la cifra pagata, quasi sicuramente a sei zeri E se quel collezionista, o i suoi eredi, decidessero di presentarla oggi in un'asta, quanto potrebbe realizzare? Anche qui le opinioni si sprecano, la più audace si spinge a ipotizzare oltre 20 milioni di dollari, una cifra che scalzerebbe dal trono di moneta più costosa al mondo la "cugina" Double Eagle del 1933, che qualche anno fa ha realizzato 18 milioni e rotti. Chissà, voi intanto incominciate a mettere da parte i soldi, così da farvi trovare pronti quando la moneta, prima o poi, riapparirà petronius
    3 punti
  9. La più datata sino ad ora: 1748 Certificato azionario spagnolo
    2 punti
  10. Dunque dunque dunque ... _____________________ La legio X entra nella storia nel 58 a.C., quando Cesare ha solo essa, a disposizione (nelle more che sopraggiungano le altre) per fronteggiare gli Elvezi che chiedono di attraversare la Gallia Narbonensis. Essa era infatti, già da prima, la legione lasciata a presidio di quella provincia. Alla fine di quell'anno, Cesare si reca a un incontro con Ariovisto scortato solo da cavalieri; lo aveva chiesto il re germanico, sapendo che la cavalleria usata dai romani era di dubbia fedeltà, ma Cesare è ricorso a uno stratagemma: ha fatto travestire da cavalieri e montare a cavallo i fidi soldati della X. Dopo quell'episodio, i legionari gli dicono che li ha promossi a cavalieri: è un gioco di parole scherzoso perché, nell'organizzazione censitaria romana, essere "cavaliere" significa essere molto ricco, ma da questo gioco di parole deriverà il soprannome della X: Equestris. Le fonti epigrafiche ci hanno trasmesso anche la memoria di una legio X Veneria: quasi sicuramente è la stessa, e "Veneria" ("devota a Venere", a sua volta mitica progenitrice della gens Iulia) era probabilmente il suo nome ufficiale. La X è protagonista di molte delle più epiche battaglie di Cesare: si tratta della legione con cui egli si dice disposto ad affrontare Ariovisto (da allora, per questo motivo, sarà soprannominata anche "la favorita di Cesare"); fu la prima a sbarcare in Britannia nel 55, seguendo il proprio aquilifer che gridava “Desilite, commilitones, nisi vultis aquilam hostibus prodere” (“Sbarcate, commilitoni, se non volete abbandonare l’aquila ai nemici” - De Bello Gallico, IV, 22); sostenne l'urto della preponderante cavalleria di Pompeo a Farsalo, nel 48. Nel 46, dopo la battaglia di Tapso, la X fu sciolta e ai suoi veterani furono assegnati terreni presso Narbo Martius; quando però, alla fine di quello stesso anno, Cesare transitò da Narbo diretto in Hispania, insoddisfatti della vita civile e bramosi di nuove ricchezze i legionari chiesero di essere reintegrati nell’esercito. Cesare ordinò allora ad Antonio di ricostituirla e la legio X combatté a Munda, nel 45. In quell'occasione Cesare stava per essere sconfitto e meditò di suicidarsi; per trovare comunque una morte onorevole scese da cavallo e raggiunse proprio i ranghi della X legione, per combattere insieme ai suoi soldati preferiti. La presenza di Cesare galvanizzò tuttavia i legionari della X, che cominciarono a battersi con tanto ardore da guadagnare terreno; allora Gneo Pompeo (figlio del Magno) tolse una sua legione dal fianco opposto e la mandò contro la X. Fu una mossa falsa: Cesare, pronto a cogliere l’occasione, inviò subito la cavalleria ad attaccare nel punto in cui l’avversario aveva tolto la legione. Vinse così - nuovamente, grazie alla X - anche quella battaglia. Rimasta con pochissimi effettivi, fu nuovamente sciolta. __________________________________ Nel 44, dopo la morte di Cesare, molti suoi soldati chiesero di poter tornare a combattere per vendicarlo. Lepido allora costituì una X legione e due anni dopo essa combatté a Philippi agli ordini di Antonio (perché Lepido era rimasto a presidiare l’Italia). Probabilmente fu di nuovo sciolta, perché abbiamo attestazioni epigrafiche di veterani della "Veneria" stanziati vicino a Cremona. _________________________________ Nel 34, una legio X ricompare nell'elenco delle truppe che Antonio condusse in Armenia; nel 31 essa combattè ad Azio, ove emise il denario che tu hai postato. _________________________________ La X costituita da Lepido nel 44 era la stessa ricostituita da Antonio nel 46 e, quindi, la Equestris? Quasi sicuramente sì, perché egli era uno dei più fedeli collaboratori di Cesare e, all'indomani della sua uccisione, non avrebbe potuto dare quella numerazione gloriosa a un altro reparto. La X che Antonio nel 34 conduce in Armenia è di nuovo la stessa, la Equestris? Qui le cose si fanno complicate. Sono passati 8 anni dalla battaglia di Philippi; non è detto. Del resto, cosa identifica una legione come "la stessa"? Non il numero, che fu dato anche ad altre legioni (come vedremo dopo). La stessa insegna? Gli stessi legionari? [difficile, ma non impossibile: all'epoca, essi prestavano servizio dall'età di 17 anni a quella di 46; addirittura qualcuno dei veterani della campagna contro Ariovisto poteva essere ancora sotto le armi ad Azio, 27 anni dopo] In realtà, abbiamo un indizio forte del fatto che i contemporanei consideravano la X di Antonio come la stessa di Cesare: nel 37-36 Ottaviano costituisce una legione addestrata alla guerra anfibia per invadere la Sicilia e, per infonderle maggior coraggio, le assegna la numerazione più gloriosa, X. E tuttavia il nome della legione di Ottaviano è legio X Fretensis (ossia "dello stretto [di Messina]"); evidentemente egli, benché figlio adottivo ed erede di Cesare, non poteva chiamarla Equestris/Veneria in quanto un reparto con quel nome era già agli ordini di Antonio. _________________________________ All'inizio dell'Impero le fonti smettono di citare la Equestris/Veneria e parlano invece di una legio X Gemina, ossia “gemella”. Probabilmente la Equestris è confluita nella Gemina: questo nome infatti veniva dato a legioni nate dalla fusione di altri due reparti, rimasti con troppi pochi effettivi per conservare la loro individualità. La Fretensis invece sopravvive e si distinse durante il celeberrimo assedio di Masada; forse erano suoi anche i soldati incaricati di giustiziare Gesù.
    2 punti
  11. Oggi mi sono arrivati questi due nuovi quinari:
    2 punti
  12. Buongiorno Quante ne avete viste di 3 grana Brockage ? Spero con il tempo di aggiornare un dritto 🙂
    2 punti
  13. Grazie Enrico per la bellissima conferenza. Starei delle ore ad ascoltarti mentre parli di Milano. Peccato non avere un video, lo riguarderei più e più volte.
    2 punti
  14. Nuntio Vobis: ed il giorno prima, il 12 si terrà la 25a asta MONTENEGRO di Numismatica
    1 punto
  15. Buonasera a tutti! Dopo aver condiviso la “famigerata” piastra di Ferdinando II del 1834 dal suono stonato nella sezione dedicata, vi presento un altro recente acquisto che entra nella mia collezione di grossi moduli in argento degli Stati Preunitari. 🙂 Si tratta di uno scudo milanese del 1785 di Giuseppe II, una moneta che desideravo da tempo per via del suo stemma che racchiude un po' tutta l'essenza di Milano. Particolarmente affascinante la patina iridescente, che le conferisce una luce davvero unica dal vivo. Avete qualche informazione o curiosità in più su questa tipologia? In rete ho trovato davvero poco... Ringrazio in anticipo! Xenon97 P.S. questa suona veramente bene!
    1 punto
  16. Buonasera, quando le ricevo quasi mi dispiace che il loro valore sia esiguo.
    1 punto
  17. Buonasera, sono molto belle queste buste piene di francobolli... è bello di tanto in tanto riceverne una.
    1 punto
  18. Busta ricevuta oggi
    1 punto
  19. 1914 Qui l'incisore/creatore ha avuto dei problemi con le proporzioni, sindrome del biberon? Sembrerebbe una 100-55-80.
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  20. Tutto nella norma...
    1 punto
  21. Sono due varianti di questi altri due quinari già in mio possesso:
    1 punto
  22. @gennydbmoney Ti ringrazio per l'identificazione. È proprio la moneta ad essere sfocata.. nel senso che è molto usurata. Potrei aver sbagliato con il diametro, domani mattina lo verifico e ne do conferma o correzione. Grazie
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  23. A mio parere si tratta di un tornese di Napoli di Filippo III del 1615 Purtroppo dalla seconda foto non ci vedo tanto, per il regnante non sono sicuro dato che non conosco bene chi ha coniato questa tipologia di moneta Ma l'anno mi sembra quello dalla foto Di foto per comparare ho trovato solo questa
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  24. grazie @prtgzn provo .
    1 punto
  25. Buonasera, grazie mille per questo prezioso suggerimento, non ne ero minimamente a conoscenza di questo e di tutti gli altri libri che ho visto adesso riguardo alla monetazione romana. Ho sempre pensato che fosse troppo difficile districarsi tra queste monete ed ho sempre lasciato perdere, fino a due anni fa' quando mi ci sono trovato praticamente dentro senza neanche volerlo, per puro caso. Siccome è molto più entusiasmante, almeno per me ed in questo momento, di qualsiasi altro periodo storico, la monetazione romana si è presa tutto il tempo libero ed è diventata davvero un'ossessione, tant'è che tutte le persone intorno a me non appena pronuncio la parola moneta si danno alla fuga, e mi sento molto nervoso per questo. Quando qualcuno poi mi dice che la moneta è falsa, il cervello mi va "en panne". Divento nervoso e non focalizzo l'informazione correttamente; successivamente tutta la frustrazione si attenua e comincio a rendermi conto, sia in senso positivo o affermativo che in senso opposto. Pubblico post sul forum solo da quando sono venuto a contatto con questa monetazione (prima avevo chiesto si e no due pareri) e lo faccio in primis perché ho abbastanza fiducia nelle persone che frequentano questa sezione, e poi per avere opinioni, per discuterne, per sapere cosa ho tra le mani e perché no, anche per mostrarle. Oltre questi, non ci sono altri fini! Certe volte ometto di dire particolari di cui sono già a conoscenza, non per testare, bensì per avere conferma. Altre volte, perché mi sembrava strano (specie in questi ultimi giorni) che qualsiasi moneta fosse falsa, non ho detto della provenienza per cercare di capire se le valutazioni fossero reali oppure no (ma in effetti a chi dovrebbe importare di dire qualcosa di diverso da ciò che pensa solo per venirmi contro?) ed è stato un atteggiamento stupido. Nelle ultime tre discussioni ho davvero superato i limiti e me ne rammarico, e chiedo scusa anche a lei @vickydog per aver reagito in quel modo stupido (se non sbaglio persona) nel post di Domiziano. Non sono una cattiva persona e non sono affatto maleducato, mi dispiace davvero essere arrivato così in basso. Mi ero innervosito fino all'inverosimile per nulla ed ho scritto stupidaggini una dopo l'altra. Grazie ancora per questo libro che mi ha suggerito, sono sicuro che mi sarà di grande aiuto.
    1 punto
  26. Il problema è il quando purtroppo, visto che chi vive sperando, lo dice un proverbio, muore disperato. Noi viviamo sperando sempre per il meglio, in un approccio diverso da parte dello stato (funzionari innanzitutto) nei confronti del collezionista privato, ma rischiamo di non ricordare un cambiamento, se mai ci sarà. La realtà è che, aldilà degli apprezzamenti veri o di facciata, siamo come le classiche due rette parallele, che mai si incontrano. Lo dimostrano i fatti, purtroppo.
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  27. Ciao,si sono d'accordo ( non sul fatto che sono un mago 🙂). Se noti anche la M di MANT (ed anche qualche altra lettera) sembra più piccola perché è stata ripassata ed assottigliata, purtroppo.
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  28. Il valore in soldini, 2 e mezzo, corrispondeva a 10 tornesi. È per questo che ci sono entrambi. Arka # slow numismatics
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  29. Buongiorno,è un quattrino papale bolognese. Toccherebbe identificare la data per capire di quale papa perche sono un po tutti similari. Mi sembra di leggere 1681 quindi dovrebbe essere Innocenzo XI. https://www.acsearch.info/search.html?term=quattrino+bologna+1681&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
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  30. U di re UN avo, cela mento SA = udire una voce lamentosa. Buona giornata!
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  31. U di re UN avo cela mento SA Udire una voce lamentosa Facilissimo!!
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  32. Si,che la moneta raffigurata non è veneziana,ma è una provinciale romana dell' imperatore Adriano...
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  33. Due considerazioni secondo me simpatiche. La prima e’ che hanno un conio veramente eccellente e che le trattano veramente con “ i guanti” . Pensando alle ditate che trovavo nei primi Be nostri da 2 euro mi ci scappa ancor piu’ da sorridere. La seconda e’ il mio solito pallino😁😁 Bocciati i 2 euro Alpini e io mi trovo un Santo (ordodosso ma sempre un santo) nella moneta da 1 euro Bulgaro☺️ Alla fine tutto il mondo e’ paese, o meglio tutta l’Unione e’ paese. Le “correnti” , vai a pensarla male ma la penso e la pensero’ sempre cosi’, videro del fascismo(?????😂😂😂) nei due euro Alpini e quindi e’ andata come e’ andata. Tanto a bocce ferme ‘sta cosa dalla testa non me toglierà’ mai neanche il loro Santo nella moneta da un euro 😂😂
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  34. Appena passato sulla baia questo rarissimo grano NEAPOLIS REX con doppia data 1622-1623... La conservazione è scarsa ma le due date si vedono benissimo...
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  35. https://www.bundesbank.de/en/tasks/cash-management/euro-coins/collector-coins/collector-euro-coins-623396 Bundesbank, non banca, che poi sarebbe anche la zecca. Ed è vero che queste monete non sono destinate alla circolazione e non circolano anche se in teoria potrebbero farlo. Altre versioni fondospecchio etc. vengono vendute a più del nominale. Se ne parlava anche qui njk
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  36. Questa avevo dimenticato di citarla, forse perché l'ho nel folder e come tutte le monete in folder le guardo più raramente. È molto bella per me. Una simile a questa fu coniata dall'Ungheria. Mi è arrivata proprio oggi
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  37. Le vendite a prezzi piccoli esistono, questa proviene dalle scadute per esempio Non troveranno mai un compratore quelle messe a prezzi assurdi semmai come non troveranno nessun compratore quelle circolate messe a prezzi che sembrerebbero bassi ma nello stesso tempo esagerati per una moneta usata e comunissima. Sono d'accordo sugli scambi che si possono effettuare considerando solo il valore facciale, per li colleziona circolate è un'ottima cosa, ma c'è pur sempre una spesa di spedizione tra entrambi le parti, ancor più salata sa da o per l'estero, in ogni caso ci sarà un rincaro sul facciale.
    1 punto
  38. Concordo,a mio avviso sono vendite fittizie con lo scopo di creare un precedente.... Anche il discorso che qualcuno sia disposto a spendere più del facciale solo perché non riesce a trovarla in circolazione mi sembra poco plausibile,ci sono diverse piattaforme dove i collezionisti possono scambiarsi monete contemporanee di tutto il mondo,euro compresi...
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  39. Secondo me andrebbe messa tra le provinciali
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  40. Purtroppo da noi è un disco rotto la gestione dei beni culturali, in teoria di tutti e in pratica "privatizzati" ad uso e consumo dei baroni del ministero. Avete mai provato a chiedere la possibilità di accedere a collezioni statali per uno studio? Magari negli anni è cambiato qualcosa, ma quando lo chiesi io, senza essere amico di qualche "amico", per lo studio che stavo facendo su Emiliano, più di un museo mi rispose che le collezioni numismatiche erano in restauro, oppure catalogazione o altro ancora che non ricordo (tipo l'impossibilità di avere del personale incaricato per la cosa, forse...), ma che non erano accessibili per uno come me, insomma. Dimenticavo di dire che alcune istituzioni pubbliche non hanno nemmeno mai risposto alle mie richieste via lettera o email. Eppure, fino a prova contraria, le collezioni sono pubbliche e dovrebbero essere, nei limiti del possibile, fruibili dal cittadino (di fatto comproprietario). All'estero, invece ho constatato che è tutto diverso: foto, dati, disponibilità ad una visita diretta...
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  41. L'aquila e l'indiano Arrivare alle monete, era in realtà lo scopo principale di Roosevelt già prima d’incontrare Saint-Gaudens alla cena del gennaio 1905, come scrive chiaramente in questa lettera al Segretario al Tesoro, Leslie Mortier Shaw, del 27 dicembre 1904: “I think that our coinage is artistically of atrocious hideousness. Would it be possible, without asking permission of Congress, to employ a man like Augustus Saint-Gaudens, to give us a coinage that would have some beauty?” Il Presidente non le manda a dire, per lui le monete americane correnti sono “di atroce bruttezza” e, paventando le resistenze del Congresso a un loro cambiamento, si chiede fin da subito se sia possibile procedere senza il permesso del Congresso stesso, assumendo un artista come Saint-Gaudens per “darci monete che abbiano qualche bellezza”. E Saint-Gaudens, nel luglio 1905, dopo aver ultimato la medaglia, accetta di lavorare anche sulle monete: ridisegnerà tutte quelle d’oro, da 2,50 a 20 dollari, e il centesimo in rame: le altre non si possono cambiare, non essendo ancora trascorsi, come prescrive una legge del 1890, venticinque anni dalla loro entrata in circolazione... riuscirà a rispettare l’impegno solo per i due nominali maggiori, 10 e 20 dollari. Come al solito, Roosevelt trovò il modo non solo di aggirare il Congresso, ma anche di superare i dubbi di Saint-Gaudens riguardo alla collaborazione con lo staff di incisori della Zecca, in particolare con l'incisore capo Charles Barber, con il quale si era scontrato aspramente nei primi anni del 1890 riguardo alla progettazione di una medaglia per l'Esposizione Colombiana Mondiale. Questa volta, gli assicurò Roosevelt, avrebbe avuto un protettore alla Casa Bianca mentre tramavano quello che il presidente chiamava il suo "crimine preferito" (my pet crime ). L'artista preparò modelli che raffiguravano la Libertà in cammino e l'Aquila in volo, che finirono per apparire sulla moneta da 20 dollari. Tuttavia, riflettendo su possibili disegni per un nuovo centesimo, aveva ideato il disegno della Testa d'Indiano che mostrava la Libertà adornata con un copricapo piumato, e sebbene il copricapo fosse stato un'idea di Roosevelt, Saint-Gaudens era giunto alla conclusione che questo, e non la Libertà in cammino, sarebbe stato un dritto migliore per entrambe le monete d'oro. Lo comunicò al presidente in una lettera datata 12 marzo 1907, in cui scrisse: "Mi piace così tanto la testa con il copricapo (e a proposito, sono molto contento che voi abbiate suggerito di realizzare la testa in quel modo) che mi piacerebbe molto vederla riprodotta non solo sulla moneta da un centesimo, ma anche su quella d'oro da venti dollari, al posto della figura della Libertà. Vorrei che la zecca realizzasse un conio della testa anche per la moneta d'oro, e poi si potrà scegliere tra le due una volta completato." E così Roosevelt ordinò alla Zecca di coniare una moneta d'oro da 20 dollari utilizzando questa combinazione, testa d'indiano al dritto e aquila in volo al rovescio, i disegni che sarebbero poi comparsi, rispettivamente, sui 10 e 20 dollari. Si ritiene che ne sia stato coniato un solo esemplare, di cui parleremo diffusamente nel prossimo post. Per ora, lustriamoci gli occhi con questo assoluto capolavoro dell'arte numismatica (foto da PCGS Coin Facts, courtesy of David Akers/Bob Harwell - Conservazione PR65) petronius
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  42. Poi ci sono i Kookaburra, che hanno la caratteristica di avere quelli che vengono chiamati i "Privy Mark", che per quanto ho capito servivano all'Australia a sforare sul numero di pezzi preventivati senza inficiare la tiratura prevista. In questo caso ve ne sono due, con due "Privi Mark" differenti
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  43. Poroseguo con il postare il il numero 4 di Gran Bretagna 1841- two pence azzurro, nella versione nuovo e striscia di tre usata, potrete notare nel basso del francobollo, ai lati della scritta del valore , delle lettere che rappresentano la posizione nel foglio
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