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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/13/25 in Risposte
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La storia dellaBanca d'Albania inizia con la sua fondazione nel 1925 come Banca Nazionale d'Albania (Banka e Shqipërisë). L'istituzione fu creata per stabilizzare il sistema bancario del paese, ma le sue attività furono fortemente influenzate dalla politica e dall'economia italiana (ed anche la monetazione fu opera di Romagnoli e Motti che a mio avviso sono anche le più belle monete Albanesi). Durante l'occupazione italiana del 1939 la banca fu profondamente influenzata dalle decisioni di Mussolini. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'Albania divenne uno Stato comunista, e l'istituzione bancaria subì una completa ristrutturazione in linea con il modello socialista. Con la caduta del comunismo, la Banca d'Albania si è trasformata nella banca centrale odierna, responsabile della valuta (il lek albanese) e della politica monetaria. La sua sede principale è a Tirana, con filiali in altre cinque città. Per festeggiare il centesimo anniversario della costituzione è stata emessa una moneta commemorativa (senza corso legale) da 100 lekë. Dati tecnici: Valore: 100 lekë Composizione: Argento 924/1000 Diametro: 40mm Peso: 30g Da un lato ci sono le figure riportate sulla prima banconota da 5 franga ari (ritratto di un bambino in costume nazionale) e il ritratto di Asdreni (compositore Albanese) che attualmente è riportato sulla banconota da 10,000 lekë (il taglio più grande). L’altro lato al centro c’è scritto 100 anni Banca d’Albania 1925-2025, con tutto attorno una serie di date importanti riguardo la banca d’Albania. Mentre al bordo c’è scritto “100 anni Banca d’Albania” (in albanese e inglese). Tutto sommato è una bella moneta, ma mi sarebbe piaciuto un richiamo alle prime monete (1/4 o 1/2 leke) e non alla banconota da 5 franchi. Voi cosa ne pensate?5 punti
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Questo è sempre il mio intervento a Milano Numismatica caricato su Youtube nel Gruppo di Quelli del Cordusio. https://www.youtube.com/watch?v=2cNuMoRp-y8 Ringrazio ancora una volta il Gruppo numismatico di Quelli del Cordusio.4 punti
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Aquileia: scoperte rare monete d’oro, antichi mercati e un porto fluviale dimenticato Tre monete imperiali, strade acciottolate e magazzini sepolti raccontano la vita quotidiana e i segreti di una città tra IV secolo e antico porto romano. Un piccolo tesoro emerge dal cuore di Aquileia: tre monete d’oro, strade acciottolate, magazzini e anfore dimenticate restituiscono un ritratto inedito della città romana, fra pericoli, feste imperiali e traffico di merci lungo il fiume Natissa. Ogni reperto racconta storie di commerci, cibi e abitanti che animavano il mercato, testimoniando come anche l’area meridionale della città fosse centrale nel sistema economico di Aquileia. Una delle monete d’oro delle tre monete d’oro portate alla luce con gli scavi del 2025: solido di Valente (367-375 d.C.), coniato nella zecca di Costantinopoli. Credit: Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia Un tesoro sotto il portico – Monete d’oro tra storia e mistero Il ritrovamento che parla di imperatori e tesaurizzazioni La Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia ha reso nota la scoperta. Le tre monete d’oro rinvenute appartengono a Valente, Magno Massimo e Arcadio, imperatori della fine del IV secolo d.C. Il fatto che siano nominali diversi e rari suggerisce che probabilmente non erano destinate alla circolazione quotidiana, ma erano doni imperiali, forse celebrativi di eventi ufficiali o ricorrenze della corte. La loro collocazione sotto il pavimento del portico lascia pensare che possano essere state tesaurizzate durante un periodo di grave pericolo, come guerre o incursioni barbariche, e mai più recuperate. Ogni moneta, oltre al valore materiale, porta con sé una storia di tensioni politiche e ritualità di potere, offrendo uno spaccato unico sul rapporto tra imperatori e cittadini privilegiati. La vita quotidiana del mercato romano – Strade e solchi di ruote Come si muovevano merci e persone nell’antica città La strada acciottolata scoperta tra due edifici mercantili restituisce una scena vivida della vita urbana: carri carichi di cereali, frutta e verdure, uomini e donne che percorrevano i decumani per commerciare, piazzare merci o incontrare conoscenti. I solchi delle ruote lasciati sul pavimento acciottolato raccontano in modo tangibile il passaggio dei mezzi di trasporto e confermano la presenza di un mercato organizzato e frequentato. Questa strada, collegata al decumano principale, era arteria vitale del complesso commerciale, e insieme alle strutture mercantili restituisce una dimensione quasi cinematografica della quotidianità romana. Il porto nascosto di Aquileia – Anfore e magazzini dimenticati Scoperte che riscrivono la geografia fluviale della città L’area meridionale della città rivela ora un porto fluviale più esteso di quanto noto in precedenza. Il ritrovamento di 19 nuove anfore, oltre alle precedenti 23, suggerisce un sistema di stoccaggio funzionale al commercio e alla gestione dell’acqua. Le strutture recuperate indicano magazzini probabilmente collegati a una banchina fluviale che consentiva il trasbordo di merci provenienti dal mare lungo il fiume Natissa. In passato, il fiume era più ampio e navigabile, rendendo questa zona un polo commerciale strategico. Queste evidenze ridefiniscono il concetto di porto urbano, mostrando come Aquileia avesse un sistema logistico complesso e articolato, in grado di sostenere la sua fama di città commerciale di rilievo nell’Italia romana. Cibo e cultura materiale – Cosa mangiavano gli antichi aquileiesi Cariossidi bruciate e alimentazione romana Uno degli aspetti più affascinanti degli scavi riguarda l’alimentazione. Dal crollo del portico occidentale sono emerse numerose cariossidi di cereali bruciate, insieme a frammenti di alimenti carbonizzati, che offrono preziose informazioni sui prodotti consumati e sulle tecniche di conservazione. Le cariossidi rappresentano tracce di cereali come farro, orzo e grano, principali alimenti della dieta romana, spesso trasformati in pane o farina. Alcune erano probabilmente parte di scorte alimentari dei magazzini, mentre altre testimoniano episodi di cottura o incendio accidentale. Questi reperti permettono di ricostruire non solo cosa mangiassero gli antichi, ma anche le modalità di gestione del cibo: il commercio e lo stoccaggio erano strettamente legati al controllo delle risorse, alla prevenzione della carenza alimentare e alla pianificazione di feste e banchetti. Analisi future potrebbero anche chiarire se le varietà coltivate fossero locali o importate, aprendo uno spiraglio sulla rete commerciale mediterranea e sul ruolo di Aquileia come centro di scambio. Dopo il mercato – Continuità di vita e misteri delle sepolture Abitazioni, focolari e tombe senza corredo Anche dopo l’abbandono del grande complesso mercantile, l’area rimase frequentata. Sono stati individuati vanì abitativi con focolari, laboratori e una strada più tarda che seguiva il tracciato precedente, confermando la continuità di vita urbana. Alcune sepolture di inumati, prive di corredo, rappresentano un mistero: chi erano questi abitanti? Come vivevano? Le analisi al C14 in corso potrebbero collocarle temporalmente e fornire ulteriori dettagli sulla popolazione post-romana e sulle trasformazioni urbane successive. Oltre al valore scientifico, gli scavi hanno avuto un impatto culturale importante grazie all’apertura quotidiana al pubblico e alle visite guidate degli studenti. I due open day organizzati dalla Fondazione Aquileia hanno permesso a cittadini e appassionati di vivere in prima persona la scoperta archeologica, consolidando il concetto di archeologia partecipata: la storia non resta più confinata nei laboratori, ma diventa esperienza condivisa. Il gruppo di lavoro 2025 dell’Università di Verona, con la funzionaria della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia-Giulia Serena Di Tonto, il presidente Roberto Corciulo e il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi. https://www.stilearte.it/splendore-romano-ad-aquileia-scoperte-rare-monete-doro-antichi-mercati-e-un-porto-fluviale-dimenticato/3 punti
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Ciao @EmilianoPaolozzi per me ufficiale. Dovrebbe essere una Salvs Reipvblicae di Valentiniano II https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/corrisp/b475/b475.html3 punti
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Un sincero grazie ad Enrico Lesino, @Testone68, per l'interessante argomento che ha come al solito ben illustrato, un grazie alle persone intervenute di persona e da remoto che sono anche intervenute al termine della conferenza. @Sergio Gr grazie per l'apprezzamento sulle monete, questo è un quid del CCNM dove al termine delle conferenze si possono visionare monete, documenti e libri inerenti alla conferenza; il partecipare in presenza ha questo valore aggiunto. Altre immagini della serata da parte di Giancarlo3 punti
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Complimenti veramente bella 😍. Aggiungo anche io una messicana del 79. Anche se le mie preferite rimangono i 🐼 🐼 cinesi3 punti
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Martedì 25 novembre dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza su "Le oselle del doge Francesco Morosini il Peloponnesiaco" tenuta da Andrea Costantini. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati il mercoledì prima della conferenza.2 punti
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La stavo ricercando da un po’. Pasquale Cicogna Doge LXXXVIII, 1585-1595. Palmanova, Scudo-Medaglia 1593. Ag gr. 27,77 Dr. ✿PASCALE CICONIA DVCE VENETIAR•ET C•AN• - DNI•1593. Leone alato con spada, poggia le zampe posteriori sul mare e l'anteriore su rocce alla cui sommità vi è una piccola croce. Rv. +FORI IVLII•ITALIÆ•ET CHRIS•FIDEI PROPVGNACVLVM*. Grande Croce sulla fortezza di Palmanova, nel cui interno la scritta PALMA; sopra, IN HOC SIGNO TVTA•. Paol. 751; Voltolina 691. Rarissimo. Buon BB Questa medaglia viene da taluni riportata come moneta con la denominazione di scudo della Santa Giustina da 124 soldi per equiparazione di peso (vedasi il CNI vol. VI, pag. 207, nn. 1-3) La fortezza di Palmanova fu un esempio di eccelsa costruzione di architettura militare affidata prevalentemente a Giulio Savorgnan. L’esecuzione del piano venne affidata a cinque Senatori, con il titolo di Provveditori Generali: Marcantonio Barbaro, al quale si deve la scelta del nome della fortezza, Palma, simbolo di vittoria, Jacopo e Zaccaria Contarini, Marino Grimani e Leonardo Donà (entrambi futuri Dogi). La cerimonia di inizio lavori venne fissata per il 7 ottobre 1593, XXII anniversario della vittoria di Lepanto. Opera impontente, Palma venne costruita in modo che bastioni, casematte, cortine e caserme fossero tutte disposte in modo da formare un poligono regolare con diciotto lati ad angoli sporgenti e rientranti, simile a una stella a nove punte, corrispondenti ad altrettanti baluardi. Il 3 marzo 1797 Palma fu occupata dagli Austriaci che violarono così la neutralità di Venezia; appena quindici giorni dopo però essi furono sostituiti dalle truppe francesi, vincitrici sul Tagliamento. Napoleone fissò a Palma il proprio Quartier Generale e da qui, il 3 maggio 1797, pubblicò il Manifesto di Guerra contro Venezia. Il Trattato di Campoformio segnò il ritorno degli Austriaci a Palma; qui essi rimasero per sette anni, fino a quando cioè un forte contigente italo-francese, comandato dal Generale Massena, occupò la fortezza. Era il 1805: da questo momento Palma, entrata a far parte del territorio del Regno Italico, assunse il nome di Palmanova. Il 21 Luglio del 1960, Palmanova venne proclamata “città monumento nazionale” con decreto del Presidente della Repubblica. Asta Numismatica Ranieri n. 20 9/11/1025 Lotto 738 Ringrazio pubblicamente la Ranieri.2 punti
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Buon Pomeriggio a Tutti, oggi vorrei condividere una moneta new entry in collezione, si tratta di un fiorino d'argento della Regina Victoria del 1849, spesso soprannominato "Godless" - "SenzaDio" in quanto mancante in leggenda delle lettere D.G. o Dei Gratia. Grammi 11,31 - diametro mm. 28. A diritto ritratto di una giovane Regina Victoria che sedette sul trono più importante del XIX secolo con corona imperiale ed abito ricamato. Particolare la treccia dei capelli che spesso segnala l'usura della moneta, in questo caso la treccia è abbastanza in buono stato. A rovescio scudo d'armi cruciforme coronato intorno alla rosa Tudor centrale. Grazie per l'attenzione.2 punti
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Posseggo 1 euro Misaligned Core/Double Rim/Understruck/Unic Concordo2 punti
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Aggiungiamo anche il link di tutti i 20 interventi in Milano Numismatica, alcuni anche di Lamoneta, inoltre anche il mio intervento a San Marino Numismatica che trovate sul sito YouTube di Quelli del Cordusio. https://youtube.com/@quellidelcordusiogrupponum2306?si=-kMDDnzbJb5aByze2 punti
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Ho terminato la lettura di questo ultimo gazzettino, complimenti agli autori e al gruppo Quelli del Cordusio, altro volume da aggiungere in biblioteca2 punti
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Pompei, nel Thermopolium ritrovato un vaso invetriato con scene di caccia in stile egiziano Nel Parco Archeologico di Pompei è stata rinvenuta, nella cucina del Thermopolium della Regio V, ovvero in una sorta di “tavola calda” dell’antica città, una situla (vaso) in pasta vitrea decorata con scene di caccia in stile egiziano, realizzata ad Alessandria d’Egitto. Nel Parco Archeologico di Pompei è stata rinvenuta, al centro della cucina del Thermopolium della Regio V, ovvero in una sorta di “tavola calda” dell’antica città, ambiente scoperto nel 2019, una situla (vaso) in pasta vitrea decorata con scene di caccia in stile egiziano, realizzata ad Alessandria d’Egitto. Questo contenitore invetriato, solitamente diffuso nell’area vesuviana come elemento ornamentale di giardini o ambienti di rappresentanza, era stato riutilizzato in questo caso come utensile da cucina. Le analisi in corso, condotte dopo i restauri, potranno forse rivelarne il contenuto originario. I nuovi scavi avviati nel 2023 nella Regio V di Pompei, con l’obiettivo di migliorare la conservazione degli ambienti vicini al Thermopolium, hanno portato alla luce locali di servizio e un piccolo appartamento al primo piano, abitato probabilmente dai gestori dell’attività. Nella stanza al piano terra, dotata di piano cottura, sono stati rinvenuti strumenti per la preparazione dei cibi – come mortai e tegami – insieme a numerose anfore vinarie provenienti da varie regioni del Mediterraneo. Al momento dell’eruzione, il vano attiguo al Thermopolium fungeva da ambiente di servizio. Gli spazi interni risultavano organizzati in modo funzionale: un piccolo bagno si trovava accanto all’ingresso che dava sul vicolo dei Balconi, mentre una zona era destinata allo stoccaggio di anfore e contenitori per la conservazione di liquidi. La restante area ospitava oggetti utilizzati per la lavorazione, la cottura e la conservazione dei cibi. Tra i reperti più significativi rinvenuti qui figura proprio la situla in faience finemente decorata, una preziosa testimonianza degli intensi scambi commerciali e culturali che caratterizzavano Pompei. La situla Il thermopolium Ambiente retrostante con anfore Il piano superiore rispetto all’ambiente di servizio era suddiviso in due piccole stanze, una delle quali affrescata e decorata in IV stile, con architetture prospettiche illusionistiche e un pavimento colorato di giallo. L’ambiente era arredato con mobili, alcuni probabilmente rivestiti da lastre marmoree policrome, e con oggetti personali custoditi in cassette lignee riccamente ornate. Il progetto di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di questi spazi ha incluso anche il restauro delle strutture murarie e degli apparati decorativi emersi nei precedenti scavi, con lo scopo di preservarne l’integrità e la bellezza originaria. Per proteggere gli ambienti dagli agenti atmosferici e conservare i reperti, sono state installate coperture amovibili, progettate per armonizzarsi con il contesto archeologico. Inoltre, un impianto di illuminazione consentirà di valorizzare i dettagli e ammirare al meglio l’intero contesto. “Vediamo qui in atto una certa creatività nell’arredare spazi sacri e profani, cioè l’altare domestico e la cucina, con oggetti che testimoniano la permeabilità e la mobilità di gusti, stili e verosimilmente anche di idee religiose nell’Impero Romano”, spiega il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. “E vediamo questo fenomeno qui non a un livello elitario, ma in una retrobottega di una popina, uno street food di Pompei, vale a dire a un livello medio-basso della società locale, che si rivela però essenziale nella promozione di forme culturali e religiose orientali, tra cui i culti egiziani, ma più tardi anche il cristianesimo". https://www.finestresullarte.info/archeologia/pompei-nel-thermopolium-ritrovato-vaso-invetriato-decorato-in-stile-egiziano2 punti
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Frosinone, nuove scoperte e lavori di valorizzazione per le terme romane sul fiume Cosa Grazie ai fondi del PNRR e ai programmi europei, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Frosinone e Latina avvia la riqualificazione dell’area delle terme romane sul fiume Cosa. Il progetto prevede ampliamento dello scavo, restauro dei mosaici e nuovi percorsi di visita. A Frosinone prende forma un importante intervento di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio archeologico cittadino. È infatti prevista la riqualificazione dello scavo delle terme romane situate lungo la sponda del fiume Cosa, un complesso di straordinario valore storico riportato alla luce a partire dal 2021 grazie alle indagini della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Frosinone e Latina. L’intervento, sostenuto dai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Missione 1, Componente 3, Investimento 4.3 – “Caput Mundi Next Generation EU” – rappresenta uno dei progetti più significativi di tutela e promozione del patrimonio culturale del territorio. Il progetto elaborato dalla Soprintendenza prevede l’ampliamento delle aree di scavo per proseguire le indagini archeologiche e approfondire la conoscenza del complesso termale. Le analisi preliminari, condotte negli ultimi anni, hanno infatti indicato la presenza di ulteriori strutture ancora da riportare in superficie. L’obiettivo principale è garantire la piena conservazione e la valorizzazione di tutte le testimonianze archeologiche emerse, che costituiscono una parte essenziale della complessa stratificazione storica e urbanistica del territorio frusinate. Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, il progetto punta a unire ricerca scientifica, tutela e accessibilità, così da restituire alla città e al pubblico un sito di grande rilievo storico. “Il progetto di valorizzazione predisposto dalla Soprintendenza – ha spiegato il sindaco – prevede l’ampliamento dello scavo, poiché dalle indagini preliminari è emersa la presenza di ulteriori strutture archeologiche. L’obiettivo è garantire la conservazione di tutte le strutture riemerse, testimonianze della complessa stratificazione storico-archeologica che caratterizza il territorio. I reperti rinvenuti saranno oggetto di restauro conservativo: tra questi, spiccano i preziosi mosaici dell’ambiente del frigidarium. Il sito, nella sua interezza, sarà al centro di un intervento importante, con la realizzazione di una copertura per la protezione dei mosaici, una passerella che ne consenta l’accessibilità e la fruizione, l’installazione di pannelli didattici e la sistemazione del percorso di accesso all’area archeologica”. Terme romane di Frosinone. Foto: Comune di Frosinone L’intervento, che punta a rendere l’area fruibile e accessibile al pubblico, sarà condotto in sinergia tra la Soprintendenza e il Comune di Frosinone. Il progetto prevede infatti non solo la tutela del sito, ma anche la sua valorizzazione attraverso infrastrutture leggere che permettano ai visitatori di osservare da vicino i reperti senza comprometterne la conservazione. L’installazione di pannelli didattici e la creazione di un percorso di visita attrezzato contribuiranno a trasformare l’area in un vero e proprio polo di conoscenza e divulgazione del patrimonio archeologico cittadino. Il sindaco Mastrangeli ha voluto ringraziare pubblicamente il Soprintendente alle Belle Arti e Paesaggio delle Province di Frosinone e Latina, Alessandro Betori, insieme al personale della Soprintendenza e agli uffici comunali coinvolti, per l’impegno e la professionalità che hanno permesso di realizzare un progetto di tale portata. Parallelamente al progetto PNRR, l’amministrazione comunale di Frosinone ha inserito l’asse del fiume Cosa al centro della propria Strategia Territoriale, individuandolo come direttrice portante per lo sviluppo urbano e la valorizzazione culturale. Nell’ambito di tale strategia, il Comune è destinatario di un finanziamento di 16.180.000 euro, ottenuto attraverso il Programma Regionale cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. Tra gli interventi previsti figurano la messa in sicurezza dell’area archeologica del Ponte del Rio, nei pressi della rotatoria Brunella, e la valorizzazione delle terme romane scoperte lungo il corso del fiume. Le origini del progetto risalgono al marzo 2021, quando, durante i lavori di rifacimento dell’impianto fognario in località Ponte della Fontana, emersero inaspettatamente i resti di un edificio termale di epoca romana imperiale. Le prime indagini archeologiche misero in luce porzioni di pavimentazioni musive e rivestimenti parietali marmorei che decoravano gli ambienti del complesso. La scoperta, per importanza e stato di conservazione, spinse la Soprintendenza a disporre l’immediata prosecuzione delle ricerche a fini conoscitivi, in collaborazione con l’allora amministrazione Ottaviani, per avviare le procedure di tutela ministeriale e impostare un futuro progetto di valorizzazione pubblica dell’area. Le indagini successive consentirono di definire una prima mappa del sito e di stabilire la cronologia del complesso, databile al II secolo d.C. Gli archeologi hanno rinvenuto resti di ambienti costruiti in opera reticolata e laterizia, nonché una vasca quadrangolare appartenente probabilmente al settore del frigidarium. Tra le superfici pavimentali si distingue un mosaico bicromo a soggetto marino, decorato con figure ispirate al mondo acquatico, raffigurazioni tipiche delle terme romane, simbolo della funzione originaria dell’edificio. Pianta della passerella. Immagine: Comune di Frosinone Planimetria. Immagine: Comune di Frosinone La posizione dell’area, accessibile da via San Giuseppe, sembra ricalcare un tracciato viario antico che collegava la città romana con il fiume. Ciò conferma che la sponda sinistra del Cosa era già frequentata e urbanizzata in età imperiale, probabilmente nell’ambito di un più ampio processo di rinnovamento della città in quel periodo. Il complesso termale rappresenta così una testimonianza diretta della vitalità economica e sociale di Frosinone romana, centro urbano che, pur di dimensioni contenute, partecipava pienamente alle dinamiche culturali e architettoniche dell’Impero. Il progetto di valorizzazione delle terme romane sul fiume Cosa si inserisce così in una più ampia strategia di rigenerazione culturale del territorio, che mira a integrare tutela del patrimonio, promozione turistica e sviluppo urbano sostenibile. Un intervento che conferma il ruolo della Soprintendenza e del Comune di Frosinone come protagonisti di un percorso condiviso di riscoperta e salvaguardia della memoria storica, restituendo alla comunità un luogo di grande valore archeologico e simbolico. https://www.finestresullarte.info/archeologia/frosinone-nuove-scoperte-e-valorizzazione-terme-romane-fiume-cosa2 punti
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Ciao Antonio, grazie! e sì, hai proprio ragione: Bernabò e l'arca hanno sempre un fascino incredibile! Analizzando ognuno degli elementi che compongono l'arca, escono storie, vicende ed aneddoti! Comunque sono passati 6 secoli e mezzo!!2 punti
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anche io farò sicuramente un giro. numismatica felsinea ci sarà ha inviato mail2 punti
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Ringrazio @dabbene Mario e gli amici del Cordusio, per avermi dato la possibilità di poter esporre anche quest'anno il mio piccolo contributo inserito nel Gazzettino n. 12, e per avere anche la visibilità su vari canali social. Oltre al mio naturalmente meritano di essere visti tutti gli interventi dei vari autori e degli esposnenti delle varie anime della numismatica italiana. Come si potrà notare anche quest'anno Milano Numismatica è stato un grande successo. Complimenti a tutti.👏👏👏2 punti
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I forellini che noti in vari punti del tondello sono quasi tipici delle piastre dei primi anni,ad esempio sulle piastre del 33 è più accentuato rispetto ad altri anni, questo potrebbe essere causato dal non corretto raffreddamento della lega di argento in fase di fusione,ma quelle mancanze e quelle sfogliature di metallo nei campi non dovrebbero esserci,ma anche il colore sottostante non sembra argento... Ma sono solo considerazioni che faccio senza avere la moneta in mano quindi potrebbe essere assolutamente genuina, però io qualche dubbio ce l'ho...2 punti
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Buongiorno, Buona, in bassa conservazione ma buona. Non farti ingannare dal confronto con le monetazioni di altri periodi dove il contorno può indicare falsità, Napoli ha una moneta a parte, questi particolari sono la normalità. Saluto tutti. Raffaele.2 punti
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La zecca è Milano. La parpagliola dovrebbe essere identificabile con le emissioni a nome di Filippo III... uso il condizionale perché da MIR le differenze sono minime... allego immagine estratta dall'opera di Toffanin per evidenziare il particolare che me la farebbe attribuire a Filippo III... Mario2 punti
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Ricordo che per questo esiste il Postcrossing, abbiamo una discussione su questo sistema di corrispondenza qui: https://www.lamoneta.it/topic/199234-postcrossing-project/#comment-2199475 Qui qualche spiegazione in italiano facilmente ottenibile dal traduttore del PC. L' iscrizione è gratuita, il costo è solamente quello dei francobolli per l' invio. Questa è un iniziativa grandiosa per gli amanti della posta che secondo me va supportata, spendete due minuti per capire come funziona ne vale la pena.2 punti
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Ciao a tutti Oggi vi mostro una nuova entrata in collezione. Un obbrobrio a primo impatto (ed è proprio così) ma oserei definirla "un brutto anatroccolo". Mi spiego meglio: non l'avevo mai vista prima d'ora nè dal vivo come anche in nessun listino d'asta o archivi online. Non disponendo di testi come il CNI, il muntoni e il MIR onestamente non ne sapevo neanche della sua esistenza! Mi è soltanto capitato di trovare, peraltro grazie ad una discussione vecchissima qui sul forum, la foto di una pagina del muntoni in cui è presente tale moneta (ma la foto è in bianco e nero e presenta un curioso errore di zecca in cui la scritta riportata al rovescio è "mezo baicocco") Dunque, fatte queste premesse, oltre a mostrarvi il pezzo, mi piacerebbe sapere che rarità le attribuite voi personalmente e, visto che creo una sorta di "pedigree" per ciascun esemplare della mia raccolta, mi piacerebbe sapere se avete foto in archivio di altri esemplari, se l' avete in collezione o più semplicemente se vi è mai capitato di vederne alcuno. In questo modo saprò grazie al vostro aiuto darle una rarità e farmi un'idea precisa. L'anno di emissione, come scritto in legenda (che per fortuna è praticamente l'unica parte leggibile), è l'anno primo. Vi ringrazio in anticipo per gli eventuali interventi e vi auguro una buona serata 🙂1 punto
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Buon Pomeriggio, oggi vorrei condividere con voi questo buono/gettone in bronzo da 20 centesimi coniato nello stabilimento privato della Johnson a Milano per l'esposizione di Milano del 1906 ( peso gr. 9,14 - diametro 28,71 mm. ). Seppur va riconosciuto che non si tratti di una moneta, ma di un buono token, lo trovo adatto ad entrare in collezione soprattutto per la bellezza della coniazione in rilievo in stile Liberty. All'interno del Forum si è già discusso di questo argomento, ma vorrei aggiungere che fu Napoleone ad introdurre in Italia raduni, mostre e fiere. Così durante l'esposizione milanese del 1906 nella zona di Parco Sempione, dedicata ai trasporti ed al traforo del Sempione del 1905, oltre agli innumerevoli gadgets; furono coniati questi buoni gettone - valore facciale 20 centesimi - da spendersi all'interno della fiera. L'iniziativa ebbe gran successo, tanto che dopo la manifestazione questi gettoni furono "trasformati in monete" che circolarono e furono spesi per molti anni in Italia e collezionati da molte persone. Allego foto del venditore ed alcune scattate da me del buono che è in media conservazione e sicuramente più modesto rispetto ad esemplari migliori. Grazie per l'attenzione.1 punto
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Aha, mi fai morire. Si si ma hai ragione eh, lo sai ormai la mia e’ solo una lotta di principio😂😂 Pero’ vero quello che dici, ce ne sarebbe anche un’altra di storica “armata “ da ricordare per il significato che ha avuto, ma quella solo a nominarla mi ritrovo la Schlein sotto casa😂😂😂1 punto
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Una strana coppia, due Leopoldi insieme mi sono venuti a trovare. Tra l'altro lo scudo di Leopoldo II era proprio l'incipit di questa discussione. Inserisco direttamente le foto della coppia, Leopoldo I in qBB e Leopoldo II in BB, entrambi con alcuni colpetti al bordo, che non mi disturbano troppo.1 punto
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Tranquillo.. ma avevo stimato ad occhio essere 135.. invece erano 122.5. A volte si sbaglia.. 🤣 Comunque ho già preparato il prossimo indovinello!1 punto
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Buonasera, @ak72 ha ragione, complimenti 😊 É un follaro di Antiochia di Tancredi. https://www.acsearch.info/search.html?id=125324631 punto
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Bellissima moneta, complimenti Successivamente, per ovviare all'incresciosa dimenticanza, dal 1851 in poi (tipo gotico) è stato portato il diametro da 28 mm. a 30 mm. ed aggiunto D.G.1 punto
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L'esemplare che posseggo l'ho trovato più di dieci anni fa al mercatino in mezzo a della ferraglia varia, lucchetti, chiavi, posate, borchie di mobili ecc ecc e porta pesantemente i segni di tutti questi compagnetti che non si sono limitati a schiacciargli solo il naso1 punto
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Mi raccomando alle sue preghiere che proprio ne ho di bisogno.1 punto
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Il mio primo cavallotto, incredibilmente sfuggito alle razzie di @Oppiano. Non di grande qualità, ma lo trovo gradevole e sono felice di averlo inserito in collezione. nella sua descrizione, leggo: Carlo Emanuele I, Cavallotto 1587, Nizza (2,22 g), MB. La zecca la individuo come N in esergo, l'anno non riesco a trovarlo.. Saluti, Carlo1 punto
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Salve, credo che per avere la stima da parte del perito, debba fare anche la perizia. Giustamente anche. Da semplice collezionista, io direi sui 20 - 25 euro. Sarei curioso di sentire il parere di altri collezionisti.1 punto
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grazie a tutti per il Vostro parere ed il Vostro tempo. Ho provato a contattare Del Pup nella speranza che mi possa dare una stima preliminare. Vi tengo aggiornati. Buona giornata1 punto
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Concordo con l’analisi di @gennydbmoney. Mi rendo conto di quanto risulti difficile realizzare foto molto nitide di un così minuscolo dettaglio che, a visione diretta, andrebbe osservato con illuminazione adatta e contafili. Dalle foto la parte sottostante mi lascia qualche dubbio, ma ripeto, le foto, specie se realizzate con cellulare (anche se di ottima qualità) sono sempre molto limitanti. In questo caso vanno esaminati scrupolosamente anche i più piccoli dettagli, come ad esempio la stessa conformazione dei contorni delle sfogliature, la loro profondità, e la parte del sottostante metallo. Dettagli che vanno visti, ripeto, con criterio e discernimento. In foto potrebbe essere tutto e il contrario di tutto. Per me “continuerebbe” a essere buona, ma come si può ben immaginare, non ci metterei la firma da una foto. Il suono sordo, di per sé, non è un indice assoluto di falsità. Come è stato accennato, alterazioni nella lega metallica (avvenute sia in fase di preparazione delle paste metalliche che durante la successiva vita della moneta) possono essere la causa di queste anomalie1 punto
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Buongiorno, contribuisco con una missiva dall'Italia per gli USA , tornata al mittente per i Dazzi doganali, e due da San Marino una tutta in Euro e una mista saluti1 punto
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Grazie per questa magnifica rassegna di te... titoli, alcuni graficamente assai gradevoli. Mi stai quasi facendo venire voglia di collezionarne qualcuno (non per le tette, lo giuro).1 punto
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Quello che vedi sopra le due T di OTTO è la O finale di OTTO, questo vuole dire che la moneta è stata ribattuta una seconda volta ruotando il tondello di circa 45° gradi a sinistra,il perché è stata ribattuta non lo so,ma i motivi possono essere diversi,dal problema tecnico alla distrazione...1 punto
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Mah… io quasi quasi rinuncio alla nuova CFN salutando affettuosamente con un VF la supersuora, il super magistrato e tutto il palazzo del Governatorato1 punto
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Buonasera a tutti! Innanzitutto, grazie a tutti i partecipanti per le vostre idee e osservazioni sulla moneta in questione. Ho scattato altre due foto più altre due con la lente, con focus sulle due cavità. Spero che siano un po’ più nitide (non mi sento certo Robert Capa 😅). Inoltre, ho confrontato il suono con quello di una moneta in bassa conservazione: un due ducati tipo Libertina della Repubblica di Ragusa che avevo già condiviso qui sul forum qualche mese fa. Il risultato? Meno limpido ma comunque argentino, decisamente migliore rispetto al suono della 1834 protagonista di questo post. Ancora grazie! 🙂 Xenon971 punto
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Non sono stato molto presente sul forum negli ultimi 3/4 anni, ne ha beneficiato il mio lavoro, affetti, ma anche la mia passione numismatica che talvolta necessita pause, 'tanto se è vera rimane, ma ti ritrovo molto cresciuto numismaticamente, Antonio, un vero valore aggiunto. Non lo dico per questo post in particolare, ma in generale. [P.S. detesto le smancerie specie reciproche alla do-ut-des, quindi non mettere "like"! 😆 Però ci tenevo a dirlo]1 punto
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Lo scultore che compì l'impresa Ovvero, Augustus Saint-Gaudens, Gus per gli amici , l'artista che ha creato la medaglia inaugurale "alternativa" di Roosevelt e il pattern Testa d'Indiano visti in precedenza, ma, soprattutto, le monete da 10 e 20 dollari d'oro destinate alla circolazione. Conosciamolo meglio Un artista del Rinascimento Sotto il nome di American Renaissance, termine utilizzato per la prima volta nel 1880, si è soliti inquadrare una corrente artistica e architettonica sviluppatasi negli Stati Uniti tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, chiaramente ispirata all’arte del Rinascimento italiano. Le analogie con il Rinascimento sembravano evidenti. I baroni della finanza americana (definiti, non proprio amichevolmente robber barons ) erano stati preceduti dai principi mercanti italiani e francesi. Gli artisti trovavano una certa affinità con quel periodo storico, aspirando a ripetere le opere di personaggi come Bramante, Benvenuto Cellini o Pisanello. Gli esempi non mancarono: gli edifici progettati da Stanford White, copertine di riviste, gioielli, mobili e cornici, le vetrate e gli interni. Per alcuni, i periodi erano comparabili: Saint-Gaudens, proprio lui, esclamò dopo la sessione iniziale di pianificazione della World Columbian Exposition del 1892: "Questo è il più grande incontro di artisti dal XV secolo!" E Augustus Saint-Gaudens, dell’American Renaissance è stato il massimo rappresentante nel campo della scultura. Durante tre decenni di notevolissima carriera, ha reindirizzato e rinvigorito il corso della scultura americana, prendendo le distanze da un’ormai logora estetica neoclassica, per rifarsi a un vivace stile naturalistico, promuovendo il concetto nazionalistico di una scuola di scultura fiorente sulle coste americane. Nasce a Dublino, il 1° marzo 1848, da padre francese e madre irlandese. Nel settembre dello stesso anno la sua famiglia emigra a Boston e, sei settimane dopo, si trasferisce a New York, dove il padre apre un negozio di calzolaio. Nel 1861, all'età di tredici anni, è apprendista di Louis Avet, un francese intagliatore di camei, lavora poi accanto a un altro francese, Jules Le Brethon, e completa questo lavoro con studi formali presso la Cooper Union School e la National Academy of Design. Nel 1867 si reca per la prima volta a Parigi, uno dei primi artisti americani a comprendere che la capitale francese, ancor più di Firenze o Roma, è il nuovo centro mondiale dell’arte. Nel 1870, in seguito allo scoppio della guerra franco-prussiana, si trasferisce a Roma, dove erano espatriati altri scultori neoclassici americani. Continua...1 punto
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... ma noi la presentiamo lo stesso Come al solito, Charles Barber disegnò il dritto e George Morgan il rovescio, e per una volta fu proprio l'incisore-capo della Zecca a dare il meglio di se. Il suo ritratto è una combinazione di testa di profilo e busto di tre quarti, usata in diverse medaglie durante la presidenza Roosevelt. La faccia, forte e quadrata, dai contorni aggressivi, quasi truculenti, enfatizzata dal pince-nez, il ruvido soprabito con il gilet abbottonato, tutto è catturato con un'attenzione straordinaria alle generalità e ai dettagli. Il rovescio di Morgan è una chiara derivazione dal facile, femminile classicismo dei medaglisti francesi dal 1880 al 1900... cosa che ben potrebbe aver irritato tanto Roosevelt che Saint-Gaudens, che premevano per un rinnovamento nelle coniazioni statunitensi. A prima vista, presenta una Liberty (o Columbia) goffamente in bilico, che cerca di oscurare il Campidoglio con una piccola pergamena, che sembra un rullo. In realtà, l'intera composizione appare non solo oltremodo valida e dignitosa, ma anche con alcuni elementi di grandeur. Liberty, con il suo berretto francese e un abito da antica Grecia, è in piedi di fianco a un cippo, sormontato da un'urna. Il Campidoglio sullo sfondo è un capolavoro che dimostra come disporre un monumento gigantesco sulla superficie di una piccola medaglia. Certo è che dopo che il rovescio della maggior parte delle medaglie presidenziali del XIX secolo era stato composto solo da iscrizioni in una corona, questo di Morgan poco meritava la condanna riversata su di esso da parte del Presidente e dei suoi amici dei circoli artistici americani. petronius1 punto
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Nessun problema, figurati 🙂. Però permettimi, da neofita come te ma desideroso di capire questa bellissima monetazione, di farti solo un piccolo appunto. Si vede chiaramente dai tuoi interventi che non tolleri il fatto che tra le monete che acquisti e quindi possiedi ci siano monete non autentiche. Purtroppo la realtà, da quanto ho potuto appurare in circa sei anni, è che ce ne sono parecchie, alcune più individuabili ma altrettanto sono quelle ben riprodotte che solo gli esperti di lunga data che hanno maneggiato, studiato e quindi visionate migliaia di monete ( romane ovviamente) sono in grado di poterle individuare. Eppure anche questi non sono infallibili, essendo umani 🙂. Con questo voglio sottolineare ( parlo per me ovviamente, poi ognuno fa quello che vuole) sempre massima ammirazione e rispetto per chi esponendosi in prima persona, soprattutto perché conosciuti, partecipano a discussioni come questa. Sono gli unici da cui apprendere qualcosa percui li ringrazio nuovamente come ho fatto sempre in ogni discussione in cui sono intervenuti. Rappresentano dei fari che ci fanno da guida. Per concludere quindi entra nell'ottica ( perché è così🙂) che anche nella tua collezione come in molte delle nostre ci sono sicuramente monete non autentiche o dubbie. Secondo me ti farà godere più serenamente questa tua, che è poi quella di tutti noi, passione. Buona serata. ANTONIO1 punto
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Ho scritto direttamente a Ute Warterberg, la quale, molto gentilmente, mi ha riferito che Price all'epoca ebbe una svista. Poco dopo la pubblicazione del suo articolo, infatti, ci si rese conto che tutte le monete presenti nel "ripostiglio" altro non erano che copie moderne per turisti. Non ricordava dove se ne fosse scritto, ma dovrebbe esistere un articolo al riguardo. Pertanto le uniche monete che presentano questa particolare iconografia sono quelle in elettro. Se ne è parlato in questa discussione, nella quale trovate citato l'articolo della Warterberg al riguardo:1 punto
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Buona sera condivido con voi l'ultimo aggiunto in collezione Buona sera condivido con voi l'ultimo aggiunto in collezione Buona sera condivido con voi l'ultimo aggiunto in collezione Buona sera condivido con voi l'ultimo aggiunto in collezione1 punto
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Ecco le monete che, secondo me, riportano al R/ il Colosso così come fu eretto sotto il regno di Nerone: 1) AU Aureo battuto tra il 64 e il 65 d.C. D/ NERO - CAESAR, busto laureato a destra. R/ AVGVSTVS - GERMANICVS, Nerone, togato e radiato, stante frontalmente regge con una mano un globo niceforo e coll'altra un ramo. Rif.: BMC 56; Calico 402; Coh. 44; RIC 46. Esemplare custodito al British Museum.1 punto
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