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  1. Andrea Costa

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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/21/25 in Risposte

  1. Carissimi Lamonetai è arrivato il momento di lanciare una bomba a grappolo ,si a grappolo perché parliamo di un album formato da monete,francobolli,cartamoneta e un po' di storia postale. Ma prima di tutto vorrei iniziando ringraziando questo meraviglioso forum partendo per ordine cronologico. Parto dal @sandokan che subito mi ha accolto e con lui abbiamo parlato di fatti successi ad El Alamein (mio padre era carrista e fatto prigioniero dagli Inglesi proprio in questa battaglia). Poi passo a @caravelle82 con lui abbiamo diviso storie dei tempi passati,vado da @PostOffice con il suo famoso motto "prima i libri poi il materiale" con lui colonna della filatelia e storia postale abbiamo fatto molte pagine e Ancor oggi lo ringrazio,poi passo al nostro guru della filatelia @fapetri2001 anche a lui un ringraziamento speciale per i suoi insegnamenti,poi voglio ricordare anche la nostra Gabriela sempre pronta e presente per arrivare alla dolcissima Elisabetta Cortini,dico dolcissima perché c'è chi in una donna guarda solo il fisico il viso gli occhi le mani i piedi be...io mi sono innamorato della sua voce ed ogni volta che ci siamo sentiti è sempre stato un piacere,poi passo a @petronius arbiter e @nikita_ a loro va il mio ringraziamento perché mi hanno indicato la persona giusta, cioè Gerardo Vendemmia riconosciuto da tutti come il massimo esperto in carta moneta e titolare di Cartamoneta.com che proprio ieri a Verona fil ho avuto l'onore di conoscerlo personalmente. Bene ora quella bomba a grappolo ( r5) in condizioni tutte tra il superbo ++ a fds è in mano di Gerardo e sono convinto che è in mano giusta per valorizzare questo album. Un ringraziamento a tutti anche a chi non ho citato e grazie a tutto lo staff di esistere,spero solo che anch'io a mia volta possa essere stato utile a qualcuno. Vi aggiungo questo video Con Affetto Jagher. Seguiranno foto https://www.instagram.com/p/DQ9mvTyiNHr/
    7 punti
  2. Oggi a Venezia è la Festa della Salute. I fedeli che si recano attraversando il ponte votivo di barche alla Basilica della Salute venerano l’immagine della Madonna posta al centro dell’altare maggiore. Essa è giunta dall’isola di Candia il 26 febbraio 1670 portata dal doge Morosini. Il 21 novembre dello stesso anno essa venne collocata nelle nicchia dell’altare. I candiotti la chiamavano Madonna di san Tito, perché ritenevano che fosse stata dipinta da san Luca che poi l’avrebbe donata al loro primo vescovo. Veniva chiamata anche Mesopanditissa che significa mediatrice di pace perché dinanzi alla sua immagine i veneziani e i candiotti, nel 1264, avevano posti fine alla guerra che li aveva visti coinvolti per un sessantennio.
    7 punti
  3. Ciao! Ritornando al Morosini, mi permetto di postare alcune foto prese al Museo Correr e già qui postate anni fa. la prima e la seconda rigurdano la "Commissione" che il Doge Francesco Molin ha rilasciato a Francesco Morosini, nominandolo Provveditore dell'armata navale, con la relativa bolla plumbea Successivamente il "Corno" di quando, eletto Doge, veniva portato ordinariamente, differente da quello usato in particolari ricorrenze e della cosidetta "Zoia" (Gioia) che veniva indossata il giorno della elezione di un Doge o portata su un cuscino in alcune processioni. Di fianco il vestito di pelle indossato sotto la corazza, così da proteggere la sua di pelle e nel margine destro potete vedere lo scheletro della sua gatta che fece imbalsamare e mettere in una bacheca. Il suo libro di preghiere che in verità cela una pistola per finire il suo busto bronzeo, forgiato ancora vivente a deroga delle norme repubblicane, denominato il "Peloponnesiaco" a seguito delle numerose vittorie e posto nelle sale dell'armeria di palazzo Ducale. saluti luciano
    6 punti
  4. Medaglia da rosario delle cinque piaghe di Gesù, con doppio appiccagnolo, bronzo / ottone, del XVIII sec.- D/ Piede DX di Gesù , che rappresenta la seconda piaga (sono cinque).- R/ Il chiodo che ha trafitto i sacro piede di Gesù. Ciao Borgho
    4 punti
  5. Buonasera, ho letto con piacere l'arrivo nel forum di un nuovo amico filatelico e che ci ha subito inviato delle belle cose su cui discutere, l'amico PostOffice ha già ampiamente e egregiamente commentato il tutto, l'unico dubbio per il quale mi chiesto un parere e quello del segnatasse tagliato, in origine era logicamente stato apposto intero a sigillare la fascetta che si applicava nel lato delle comunicazioni della cartolina, intenta a non far leggere al destinatario gli scritti, così stappata significa che il destinatario ha pagato la tassa di 60 cent. , il doppio del porto mancante e si è trattenuta la cartolina, allego un esempio in periodo più moderno, ( quello che ora sotto mano) come si vede ha lo stemma Luogotenenziale, nella cartolina di cui stiamo parlando era sicuramente con lo stemma doppio, nel cado che io allego, la cartolina non venne ritirata dal destinatario , non pagata la tassa e la fascetta è rimasta attaccata alla cartolina. faccio i complimenti al nostro nuovo amico, sono delle belle cartoline, ottimo materiale di storia postale militare saluti
    4 punti
  6. In una calda mattina di luglio, durante lavori su un laghetto al Tetney Golf Club, nel Lincolnshire, emerge così un sarcofago di tronco d’albero, risalente a circa 4.000 anni fa, contenente i resti di un uomo dell’età del Bronzo sepolto con un’ascia. Quel giorno, il terreno rivela molto più di ciò che chi lo calpestava: sotto il limo e la ghiaia si cela una pagina perduta della preistoria. Non un delitto recente, quindi. Poliziotti e archeologi, in conciliabolo, lo confermano. Il laghetto dell’impianto di golf e, a destra, il materiale ligneo della bara dalla forma di barca e di tronco d’albero La delicatezza del legno, ancora imbevuto d’acqua, ha reso la situazione critica: appena esposto all’aria, avrebbe potuto disgregarsi in poche ore. Grazie a un finanziamento di circa £70.000 da Historic England, è stato possibile mettere in sicurezza la bara, conservandola dapprima in cold‑storage, per poi trasferirla al York Archaeological Trust per una conservazione specialistica. Il cofano misura circa 3 metri di lunghezza per 1 metro di larghezza, più o meno le dimensioni di una vecchia cabina telefonica. È stato ricavato da un’unica quercia a crescita rapida, utilizzando una tecnica detta “split‑timber”: il tronco veniva prima diviso longitudinalmente e poi scavato dall’interno. Anche parte del coperchio è sopravvissuta, suggerendo che originariamente la bara potesse essere chiusa quasi ermeticamente. Nel peso, si stima che il cofano arrivasse a circa mezzo tonnellata. Nel sarcofago è stato trovato il corpo di un uomo, dotato di un’ascia con la testa in pietra e un manico di legno ancora ben conservato. Secondo gli archeologi, questo oggetto non era semplicemente uno strumento, ma un simbolo di autorità: solo una dozzina di asce simili sono note in Gran Bretagna con il manico intatto. L’analisi osteologica ha suggerito che l’individuo avesse un’altezza di circa 1,75‑1,76 m, un valore notevole per l’epoca, e mostrava segni di osteoartrite, segno di intense attività fisiche durante la vita. L’accetta-mazzetta. Probabilmente, oltre ad essere un piccolo strumento di difesa-offesa, costituiva, per la sua bellezza, un simbolo di potere, simile a quello di uno scettro Uno degli aspetti più affascinanti della sepoltura è l’uso di materiale vegetale al suo interno. Gli studiosi hanno recuperato muschio, gemme, foglie di tasso o giuniper, nonché nocciole, che potrebbero essere state collocate come offerta alimentare. La presenza di gemme suggerisce che la deposizione sia avvenuta in tardo primavera, poiché molte piante a quell’epoca producono gemme. Il muschio potrebbe aver formato un letto morbido per il corpo, mentre le foglie di tasso o giuniper hanno un forte valore simbolico e rituale. Sebbene il legno provenga da un albero a crescita rapida, che rende difficile l’uso della dendrocronologia per una datazione precisa, gli archeologi stanno lavorando su una combinazione di radiocarbonio (C‑14) e wiggle matching, che confronta variazioni di anelli con le curve radiocarboniche per restringere il momento in cui l’albero fu abbattuto. Inoltre, sono previste analisi isotopiche sui denti dell’individuo, che potrebbero rivelare se proveniva dalla zona o da più lontano, offrendo dati su mobilità, provenienza e identità geografica. Una volta estratto, il legno è stato trasportato in celle frigorifere speciali per rallentare il processo di disidratazione e degradazione. Poi è passato al laboratorio della York Archaeological Trust, dove gli specialisti di conservazione del legno acquoso si attivati per stabilizzarlo con tecniche adatte a materiali estremamente fragili. Il processo è lento e meticoloso: il cofano, per via delle sue dimensioni, richiederà anni per essere completamente trattato. Il sito della sepoltura non è isolato: rientra in un cimitero di tumuli (round barrow cemetery) dell’età del Bronzo, protetto come Scheduled Monument. Il complesso comprende almeno otto barrow, disposti su una cima ghiaiosa presso le sponde marshy della costa del Lincolnshire. Secondo studi di paesaggio, l’area di Tetney non era solo luogo di sepoltura, ma parte di un paesaggio rituale più vasto, collegato ad altre evidenze funerarie dell’epoca. L’importanza di un albero maturo (la quercia usata per la bara) e la laboriosa costruzione del sarcofago indicano che la sua produzione aveva un valore simbolico molto forte: secondo un recente articolo del Proceedings of the Prehistoric Society, i log‑coffin funerari erano un modo per contenere e avvolgere il corpo, ma anche per trasformare l’identità del defunto, collegandolo direttamente alla vita dell’albero. Scavata nella quercia La bara di Tetney è un’evidenza potente di come l’elite del Bronzo esprimesse status, identità e ritualità attraverso la morte. La scelta del tronco di quercia, la costruzione complessa, la presenza dell’ascia ben conservata, il letto vegetale e l’offerta alimentare riflettono una concezione rituale della sepoltura molto raffinata. Non è solo un luogo di riposo: è un monumento vivo, carico di simboli, memoria e potere. https://www.stilearte.it/stupore-e-meraviglia-nel-campo-di-golf-pala-meccanica-draga-il-laghetto-sincaglia-e-un-enorme-tronco-fatto-a-scatola-non-e-un-delitto-appare-un-uomo-di-4mila-fa-con-unascia-cosa-dicono-le/
    3 punti
  7. Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una delle mie monete asburgiche preferite, un pezzo semplice e piuttosto comune coniato da un Sovrano che, secondo me, meriterebbe maggiori attenzioni dal punto di vista storico e numismatico. La moneta in questione è un 20 Kreuzer battuto nel 1763 presso la Zecca di Vienna durante il regno del Sacro Romano Imperatore Francesco I Stefano di Lorena, a molti noto come "il marito di Maria Teresa". L'Imperatore, dopo essersi sposato nel 1736, salì al potere nel 1745 e morì nel 1765. Ebbe in tutto ben sedici figli. La moneta, dal diametro di 27 millimetri e pesante 6,68 grammi, presenta: al dritto l'effigie laureata del sovrano entro rami di lauro circondata dalle iscrizioni FRANC D G R IMP S A GE HIER REX LO B M H D, Francesco Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania e Gerusalemme, Duca di Lorena e Bar, Granduca di Toscana, mentre, al rovescio viene posta su di un cippo contenente il valore "20" l'aquila imperiale coronata brandente spade caricata dello scudetto del Sovrano circondata dal motto latino "IN TE DOMINE SPERAVI", dal millesimo 1763 e dalla Croce di Sant'Andrea. Ai lati del cippo troviamo il marchio di zecca composto dalle lettere W e I. Essendomi già soffermato sull'aspetto biografico di Francesco I Stefano in una passata discussione relativa ad un pezzo da 10 Kreuzer, quest'oggi vorrei presentare alcuni aneddoti sulla sua figura, spesso messa in disparte ed oscurata dalla grande flemma della sua consorte Maria Teresa d'Asburgo. Durante la sanguinosa Guerra di Successione Austriaca (1740-1748) il Sovrano, viste le sue scarse abilità militari, preferì sostenere la consorte amministrando in prima persona le finanze della Casa d'Asburgo, attività da lui svolta in maniera acuta e lungimirante. Una volta eletto Sacro Romano Imperatore nel 1745, Francesco I Stefano fu ben felice di affidare tutto il suo potere a Maria Teresa limitandosi a divenire il suo più fidato consigliere. L'Imperatore, essendo quasi sempre esonerato dalle incombenze di governo, riuscì, grazie alla sua spiccata abilità negli affari, a gettare delle solide basi per il patrimonio personale della nuova Casata degli Asburgo-Lorena separandolo da quello statale e sottoponendolo ad obbilgo fiscale. Questa ingente somma di denaro venne requisita dalla neonata Repubblica Austriaca dopo la Prima Guerra Mondiale. Francesco I Stefano, come già descritto, ebbe molto tempo da dedicare alle proprie passioni. Grazie agli influssi dell'Illuminismo, il Sovrano si interessò molto alle ultime scoperte scientifiche arrivando persino a porre una certa pressione sulla moglie affinchè queste entrassero nella corte di Vienna, portandola al passo con i tempi. Francesco I Stefano si distinse in particolare come uno dei più grandi promotori dello studio dell'astronomia nella Capitale austriaca. Il Sovrano, inoltre, viene ricordato come un abile collezionista dedito alla raccolta di curiosità naturali come conchiglie, minerali ed insetti. Questa passione la condivise con la figlia, l'Arciduchessa Maria Anna, la quale continuò l'opera da lui intrapresa ampliando le varie collezioni e andando a costituire il primo nucleo di quello che attualmente è il Naturhistorisches Museum di Vienna. Per me è molto importante notare come il Sacro Romano Imperatore Francesco I Stefano, studiando l'economia e la finanza, si sia appassionato anche alle monete e alle medaglie antiche, arrivando a costituire un'importante collezione numismatica oggi in parte custodita all'interno del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Un'ulteriore prova che dimostra quanto la sua figura venga ingiustamente messa da parte e raramente presa in considerazione. Grazie per l'attenzione!
    3 punti
  8. Ultimi 40 giorni per poter inserire gli orrori. Parteciperete all'assegnazione personalizzata della Pigna d'oro 2025
    3 punti
  9. Grazie Luciano! Di alcuni di questi cimeli ed anche di alcuni aneddoti parlerò durante la mia relazione. Anche il Morosini era un grande collezionista...di Trofei 😉
    3 punti
  10. Ricordo che questa è l'ultima conferenza per il 2025 e vedendo le prime anticipazioni non è da perdere assolutamente!! Ho cercato in rete, non conoscendo questa monetazione, le oselle di Francesco Morosini e sono rimasto affascinato dalla loro bellezza, quindi il consiglio che posso dare a tutti e ai cultori della monetazione veneziana di non perdere la conferenza...in presenza sarà ancora più interessante. Da NAC 122 lotto 710
    3 punti
  11. Martedì 25 novembre dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza su "Le oselle del doge Francesco Morosini il Peloponnesiaco" tenuta da Andrea Costantini. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati il mercoledì prima della conferenza.
    2 punti
  12. Buongiorno a tutti/e , in questa giornata nevosa , piovosa e fredda, condivido la mia ultima acquisizione calda e cioccolatosa . Appena l' ho vista mi è piaciuta proprio per quello, oltre per la tipologia di moneta. Buona serata .
    2 punti
  13. Sembra Valente , sul rovescio Roma seduta, URBS ROMA, Treviri
    2 punti
  14. Per le piastre del 1804 non è possibile prescindere dagli studi di Carlo Prota "La riforma monetaria del 1804-05 di Ferdinando IV di Borbone" e di Giovanni Bovi, "Le monete napoletane del 1804". Entrambi gli Autori pubblicano ed esaminano documeni d'epoca, ma incomprensibilmente il Bovi - sebbene avesse consultato la busta 13659 del Ministero delle finanze - gli sfuggì un incartamento datato al 3 settembre 1804 (il primo in ordine cronologico che si conosca) redatto dalla Regia camera della Sommaria. La particolarità di questo documento sta nella realizzazione di una piastra coniata appositamente per il re da sottoporgli per l'approvazione e che sino ad oggi risultava inedita. Possiamo leggere: "Il contorno dovrebbe rifarsi, ed in vece del motto, che presentemente si legge adversus fraudatores, sarebbe molto meglio adattato il seguente Cura optimi Principis." Il testo continua con il suggerimento di modifiche da apportarsi nella qualità dell'incisione dei caratteri e nella scelta delle legende. Si spiegano anche le ragioni della posizione delle sigle del maestro di zecca e l'omissione della firma di altri ufficiali: "Le lettere iniziali del nome, e cognome del Maestro di Zecca D. Luigi Diodati situarsi non già ai fianchi delle Vostre Regali Armi, ma al di sotto delle medesime, con proporzionarle allo spazio, che vi è sottoposto, senzanche nella moneta v'incidono altre lettere iniziali di altri individui della Zecca, perché altrimenti non risalterebbe il campo della moneta." Il testo chiude con l'attesa dell'approvazione regia. Osservando le poche piastre del 1804 arrivate sino a noi, sembra proprio che il re abbia acolto il parere della Regia camera della Sommaria.
    2 punti
  15. Il mezzo carlino del 38 è una moneta comune...ma la variante V al oosto delle A in GRANA è un R2/3
    2 punti
  16. Buonasera, ho preso tempo fa in offerta a prezzo inferiore del suo contenuto in argento, questo scudo del 1875 Milano. Pazienza per i graffi nella croce dello stemma a rovescio, ma qualche "buontempone" si è divertito a sfregiarlo nel campo a diritto, dietro la nuca del Re, con un bel numero 5. A mio avviso sarebbe addirittura preferibile una maggiore usura della moneta piuttosto che una tale deturpazione. Questa moneta ha le credenziali per entrare nel museo degli orrori ? 😁 Grazie.
    2 punti
  17. Ti dico subito che ho simpatia per chi è interessato hai libri, questo hobby come la numismatica è tutto documentato su bibliografia specifica, ... ....in questo caso ho consultato il volume dell' AICPM Associazione Italiana Collezionisti Posta Militare e Storia Postale, "La Posta Militare Italiana 1939/1945 del grande Giuseppe Marchese.. testo essenziale per la posta militare italiana della 2° guerra mondiale. Saluti.
    2 punti
  18. There are many transfer die fakes, they have incomplete reverse legende with damaged letters ΣΥΡ Κ (K is damaged and looks like I) ΙΩΝ, should be ΣΥΡΑΚΚΟΣΙΩΝ. There is in late die state a die flaw in the obverse transfer die at E connecting it with head of Zeus. 2 of these transfer die fakes were sold by fake seller restbazar at ebay and one by fake seller Franceschino to Hermann Twiehaus, his collection is now at university Münster and one was sold by Bertolami as fake. I own the transfer dies and bought the one struck with it and sold by Bertolami as fake. There is at the moment an exhibition at uni Münster about Arethusa and there will be some information about fake in the collection Twiehaus, I loaned some of my Sicilian transfer dies for this exhibition, which were used to strike fake in the collection Twiehaus. in most cases it had been possible to connect the transfer die fakes with the transfer dies due to die flaws or die breaks in the transfer dies which were of course only in the transfer dies or that in my transfer die the dotted border and or the legend ltters and other details were wrong recut. I have from the authentic mother sometimes 2 dies, two identical herbessos obverse dies (no recut) details and 2 Naxos dies but on both the dotted border is different but of course always wrong recut. Recutting on each transfer die unique and exists so only on one transfer die and allows us to connect transfer die fakes struck with it directly to a die, if they have the identical wrong recut details. Often it is possible to even find the authentic mother of which imprints were taken to make the transfer dies. In other cases it is possible with die studies to reconstruct which details were in the dies at which die states, to see if there are bad details which should not be there individual characteristics of the mother or wrong recut details or die falws or die breaks in transfer die which are only in transfer dies or if details like here are missing which should be there. To recognize Sicilain transfer die fakes is generally very easy, but to prove it without the transfer dies or the authentic mother is very difficult, you have to make a die study and for this you need many well preserved and struck coins from same dies at different die states and so annoying. Here in the post only transfer die fakes struck with my transfer dies Can not upload pictures directly, compressed them all down to less then 1000 kb, 3 did not upload and then getting an error only 20kb allowed so did them up to a picture uploader, will not waste time on nonsense.
    2 punti
  19. A mio parere la moneta in questione vale sugli 8000€. i risultati delle aste vanno sì consultati, ma bisogna anche ricordare che alle aste entrano in gioco diversi fattori che possono portare ad aggiudicazioni particolarmente alte o particolarmente basse…!
    2 punti
  20. Partecipo col mio 100.000 Manzoni 1967, Carli-Febbrajo, il Gigante dice R2
    2 punti
  21. 1-3-4-6 Testone Pio VI 1796 A.XXII 9 - Testone Pio VI 1786 A.XII 7 - Mezzo scudo Pio VI 1778 A.IV 8 -Mezza scudo 1777 a.III 2 - Mezza scudo Pio VI 177? A.II (potrebbe 1775 o 1776 non si legge bene) 5 - Testone Clemente XIV 1773 A.V Tutte zecca di Roma Conservazione Mb o meno Valore 20/30 € per i testoni 30/40 € per i mezzi scudi
    2 punti
  22. A pochi giorni dalla conferenza, per chi non potrà essere presente di persona, comunichiamo i link da utilizzare per seguire la conferenza anche da remoto utilizzando google meet: CCNM - Conferenza 25 novembre Andrea Costantini 1 Martedì, 25 novembre · 9:00 - 10:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/wvy-vypv-wac CCNM - Conferenza 25 novembre Andrea Costantini 2 Martedì, 25 novembre · 10:00 - 11:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/qwj-dpbu-xvw Ricordo che alla conferenza possono partecipare tutti, al termine si potranno visionare delle monete inerenti la conferenza e si concluderà la serata con il consueto brindisi.
    2 punti
  23. Ottima come sovrana e amatissima dal popolo di Parma. Ricordo che durante l’epidemia di colera del 1836 sacrificò parte dei propri oggetti preziosi per sostenere la popolazione. Come moglie di Napoleone, invece, non fu proprio il massimo. Diciamo che non si dimostrò particolarmente dispiaciuta per quanto accadde al marito dalla Russia a Sant’Elena… Condivido questo interessante video di Bolaffi riguardo la storia e la monetazione di questa sovrana
    2 punti
  24. È una SECVRITAS REIP di Costante. Al 99 % ... 😉 Arka # slow numismatics
    2 punti
  25. Grazie mille sono molto contento che l'articolo le sia piaciuto Visto che l'articolo sul Soldone della Croce Rossa è stato molto apprezzato ho già iniziato a scrivere un altro articolo per il prossimo articolo del gazzettino di quelli del Cordusio
    2 punti
  26. Salve La Mitologia è stata il filo conduttore delle mie offerte sui denari della Repubblica Romana nell’asta Varesi 86. Denario della Claudia CLAUDIA - P. Clodius M.f. Turrinus (41 a.C.) Denario. B. 15 Syd. 1117 Cr. 494/23 A.V. 187 D/ Testa di Apollo; dietro una lira R/ Diana Lucifera con due lunghe torce. Ag 3,64 g 19 mm q.BB P. Clodio Turrino faceva parte del quadrunvirato, un gruppo di quattro monetieri nominati dal Secondo Triunvirato (Antonio, Ottaviano e Lepido) per supervisionare la regolare produzione di monete d'oro presso la zecca di Roma. Di lui si sa poco, a parte le monete coniate a suo nome che in genere raffiguravano Apollo e Diana Lucifera come in questo denario. Diana è una divinità di origine italica e romana il cui nome è associato da Varrone e Cicerone a “dies“, cioè “giorno”, rendendolo simile a “Splendente” o “Luminosa”. Da qui deriverebbe anche uno dei suoi epiteti, Lucifera (“portatrice di luce”), e uno dei suoi attributi, la fiaccola. Diana era venerata soprattutto come assistente per le partorienti, come Giunone, ed era considerata protettrice delle donne. La sua principale caratteristica era quella di regnare nell’ambiente silvestre e di soprintendere alla vita degli animali. Da qui i boschi come luoghi prescelti per il suo culto. Nel Lazio la sua venerazione aveva luogo nel santuario del Bosco d’Ariccia, presso il lago di Nemi, intitolato a “Diana Aricina”, dove secondo Ovidio (Fasti, III, 397), le donne si avviavano la vigilia delle feste da Roma ad Aricia munite di fiaccole (marcia fatta di notte per arrivare all'alba). apollonia
    1 punto
  27. Grazie a Tutti per i complimenti. Il perito l'ha valutata Fdc, valutandola bell'esemplare. Poi credo che la valutazione sia soggettiva . Mi è piaciuta sia dalle foto e ancora di più dal vivo per la patina/colorazione che ha preso.
    1 punto
  28. Sono delle V al posto delle A Ciao e grazie, sì, direi comunissima, wow addirittura così rara?! Meravigliosa notizia 😍
    1 punto
  29. Dall' odierno resto del bar, e da un barattolo di casa con vecchi ricordi, due monete con il simbolo dell' Irlanda, l' arpa legata al nome di Brian Boru, sovrano supremo di Irlanda tra il 1002ced il 1014 .
    1 punto
  30. È una riproduzione regalata dai biscotti Mister Day della Parmalat. Lo vedi dalla picco R (riproduzione) che c'è prima della I... Arka # slow numismatics
    1 punto
  31. Menomale che c'è qualcuno che mi capisce 😅
    1 punto
  32. Veniamo ora ad approfondire ogni singola cartolina. Benché timbrata T S non fu tassata a destino. La Posta militare n.84 fu assegnata alla 26° Divisione di fanteria "Assietta", che inquadrava il 29° e il 30° reggimento fanteria, il 25° reggimento artiglieria e la 17° Legione CC.NN. d'assalto. Nel 1940 prende parte alle operazioni contro la Francia entrando il 20.6.1940 in territorio francese nella conca di Arbies e nella conca di Briancon. La dislocazione dell' Ufficio postale alla data del 19.6.40 era in località Cesana Torinese (Torino) in Alta Valle Susa in una zona alpina a 1354m s.l.m. molto vicina al confine francese. Il timbro nitido di questa posta militare con questa data quotato su una scala da 1 a 13. e'...nove 9. Quindi annullo abbastanza raro valutato sui 150€. da conservare con attenzione. SEGUE.........
    1 punto
  33. V usate al posto delle A.... bel pezzo, un conio molto raro questo
    1 punto
  34. Secondo me, no. Bordo arrotondato e impreciso. FERT non buoni. Guarda questa foto, sopra FERT buoni, sotto FERT fasulli. Fai una comparazione con uno scudo buono, se puoi. Altra foto, nodo buono sopra. nodo fasullo sotto
    1 punto
  35. Grazie, solo anche per un post così, valeva e vale la pena farlo !
    1 punto
  36. Buongiorno,premesso che rispetto ogni pensiero,ma se vogliamo parlare di lecito,e di ciclo di vita delle monete,allora il restauro non ha senso,e si lasciano come sono,che siano obliterate da sedimenti,così come affette da cancro del bronzo e via dicendo. Per il sottoscritto,ogni intervento atto a “recuperare e preservare l’integrità della stessa,dona dignità e godibilita’ alla stessa”, sulle monete così come su altri manufatti. Altro discorso sono gli interventi a bulino quelli si che sono da condannare,ritornando al lavoro di restauro,non ho l’attrezzatura in quanto il forno deve scaldare il tondello fino a farlo diventare rosso,e quello di casa non raggiunge quella temperatura,rimaniamo sempre lì,e’ complicato trovare quel “bravo restauratore”.
    1 punto
  37. non mi piace tutta quella perlinatura poco chiara e poco definita al dritto parte destra.. anche i fert sembrano troppo marcati.. se la vuoi acquistare direi di passare. Un paragone con la mia..
    1 punto
  38. Ci sono arrivato confrontando i due fiaschi. Non sapevo che la paglia si chiamasse "sala", ho cercato dopo il significato e ho avuto conferma dell'esattezza della soluzione. Buonanotte!
    1 punto
  39. Niue 2025 - 1 dollaro in ag. 999 (gr.31,10) A forma di piatto e rilievi in lacca- La Paella
    1 punto
  40. Bravissimo @darioelle questa è la numismatica non solo collezionare ma ricercare cosa era la moneta ed il suo uso. Confermo le classificazioni di @Ale75 e aggiungo la catalogazione del Gamberini di Scarfea al numero 300, questo volume, Le principali imitazioni e contraffazioni italiane e straniere di zecche italiane medioevali e moderne, edito nel 1956 cataloga tutte le imitazioni e contraffazioni delle monete milanese da parte delle zecche minori lombarde, piemontesi ed emiliane.
    1 punto
  41. Casale, quattrino di Vincenzo Gonzaga
    1 punto
  42. Da Cronaca Numismatica la bella presentazione della conferenza. https://www.cronacanumismatica.com/al-ccnm-le-oselle-di-francesco-morosini-il-peloponnesiaco/
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  43. Cari amici, cominciamo ad entrare in tema e vi ingolosisco con il magnifico e famoso rovescio dell'osella anno I del doge Marco Antonio Giustinian, correva l'anno di grazia 1684 e la Serenissima si apprestava ad una nuova campagna contro i Turchi sotto il comando di Francesco Morosini. Le galee davanti alla piazza sono pronte a salpare...come scrive Jesurum il motto allusivo alla flotta significa "Con la guida di Dio condotta"...
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  44. Buonasera Ulpianensis, il riferimento bibliografico era al MEC 12, pag. 115, in cui si dice: These coins of Asti still weigh around 0.75g or slightly less, again less than contemporary denari of Genoa. Some of the denari astigiani of this class have been overstruck on Genoese denari, but overstrikes are also known on deniers of the southern French mint at Melgueil and other southern French coin types (e.g. 79–80). E alla plate 5, figg. 79-80, di cui riporto la didascalia: 79 B 0.72g 60°.Overstruck on denier of Melgueil.Obv.annulets and bON from the reverse legend of the under-type visible. CNI ii, 9.5; Bobba and Vergano 1971, 21. 80 B 0.70g 60°. Overstruck on denier of Carcassone, Roger II (1157–94). Rev. long cross and C from the obverse of the under-type visible. Cf. CNI ii, 9.3. Il riferimento era quindi a Roger II (1083-1129) Visconte di Carcassonne. Questa tipologia di denari di Asti, con cerchi perlinati, non è la prima emissione astense (non del 1141 almeno). La classificazione dei denari di Asti è stata ampiamente rivista e ripresa in questo articolo: Luca Oddone 2023, Denari della zecca di Asti e loro frazionari tra il XII e il XIV secolo: seriazione cronologica, varianti inedite e ambiti di circolazione, NAC - Quaderni Ticinensi, che si può scaricare da Academia.edu.
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  45. Buonasera a tutti, mi sento in dovere di dire la mia in questa discussione perché sono un giovane collezionista di monete. Credo che la carenza di giovani appassionati, specialmente tra i minorenni e i neo-maggiorenni, sia ormai un problema evidente. Secondo me – e parlo per esperienza personale – uno dei motivi principali è che oggi la società spinge i ragazzi a investire soldi ed energie nell’apparenza piuttosto che nella cultura o in passioni meno “alla moda”. Spendere per una moneta antica, invece che per un paio di scarpe firmate, un taglio costoso o per il biglietto di un concerto di un rapper, viene spesso visto come qualcosa da “sfigati”. Il ragazzo medio non si pone neanche il dubbio se iniziare una collezione: punta direttamente a ciò che gli garantisce approvazione sociale. Io ho 16 anni e condivido questa passione con mio fratello gemello. La nostra fortuna è stata incontrare un amico che già collezionava e che ci ha aperto la porta su questo mondo. Da lì ci siamo appassionati, abbiamo studiato, investito tempo, fatto sacrifici, e oggi possiamo dire di avere una collezione che non è comune per la nostra età, vi dirò di più non penso ci siano mai stati così tanti giovani in tutta Italia a possedere collezioni di questo calibro in tutta la storia. Ritornando a prima, non tutti hanno questa possibilità: iniziare da soli, senza punti di riferimento, è estremamente difficile. In rete ci sono tante informazioni, ma spesso sono confuse o frammentarie, e senza una guida si rischia di scoraggiarsi o di fare errori costosi. In più, c’è un altro ostacolo importante: il giudizio degli altri. Molti ragazzi non iniziano nemmeno perché temono di essere derisi o esclusi. Se racconti in giro che collezioni monete, potresti facilmente essere preso in giro, etichettato come strano o noioso. E così anche chi ha una curiosità iniziale si blocca, smette, oppure tiene tutto nascosto. Questo, secondo me, è uno dei motivi principali per cui la passione per la numismatica resta spesso invisibile tra i giovani. Nonostante tutto, io continuo a crederci. Penso che se siamo riusciti ad arrivare dove siamo oggi – io, mio fratello ed il nostro "gruppetto" di collezionisti – è anche grazie all’incontro con persone più esperte che ci hanno saputo dare consigli, orientamenti e anche qualche dritta preziosa per evitare fregature. Questo mi ha fatto capire quanto sarebbe utile, per noi giovani, avere una sorta di “saggio” che ci guidi e che ci insegni questa materia. Non servono grandi cose: anche solo un adulto appassionato che si prende mezz’ora per spiegare, per ascoltare, per dare un consiglio, può fare la differenza. So benissimo che questo sito da la possibilità di fare ciò che ho appena scritto, io soprattutto ultimamente che sono a casa a riposo, per via che sono da poco stato operato, grazie a questo sito ho imparato e sto imparando molte cose nuove, ma capite bene che non è affatto come andare nella numismatica del proprio paese e osservare il perito eseguire delle perizie o catalogare dei lotti... Se solo ci fossero più circoli numismatici sono convinto che ci sarebbero anche più giovani, perchè il circolo numismatico più vicino a me dista 40 minuti di auto, forse sono uscito dall'argomento principale perchè mi sto riferendo alla formazione dei giovani e non più alla nascità di giovani collezionisti, ma entrambi gli argomenti sono di fondamentale importanza. È vero, collezionare monete richiede impegno, studio, e sacrifici. Ma è anche una passione che apre la mente, insegna la storia, e dà soddisfazioni immense. Per questo continuo a pensare che il collezionismo non morirà, finché ci saranno persone, giovani e meno giovani, disposte a sostenerlo e tramandarlo. Ma serve un cambio di mentalità, e serve anche che chi ha più esperienza cominci a coinvolgere attivamente chi si affaccia per la prima volta a questo mondo. Spero che sia gradito il mio messaggio. Giraud R.
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  46. Condivido solo in parte il pessimismo di @NeroCupo, nomen omen!😄 Alcuni settori del collezionismo secondo me sono sicuramente in difficoltà rispetto a tempi passati ma non penso si estingueranno mai del tutto. Sicuramente la filatelia è stata molto forte ma ha sofferto una pesante bolla speculativa negli anni passati. Inoltre si usano sempre meno francobolli, quindi secondo me le nuove reclute vengono più da chi ha familiarità coi francobolli da generazioni in famiglia che da un riscontro con la quotidianità. Lo stesso rischia di capitare con le monete se dovessero sparire dall' uso corrente, meno persone ne avrebbero familiarità e molte nuove reclute potenziali andrebbero perse. La curiosità verso questo mondo a me è venuta proprio dalle monete contemporanee, anzi da 1€ greco che effettivamente rappresenta una tetradramma ateniese quindi se vogliamo una moneta che richiama un'altra moneta! Spesso non si inizia coi pezzi da 90 ma con qualcosa di umile che si trova già a casa dai nonni e con cui si ha familiarità. Tuttavia mi sento più ottimista del nostro Nerocupo perché i nostri tempi hanno qualcosa in più rispetto al passato che è la possibilità di avere tramite internet molte più informazioni e di mettersi in contatto con delle comunità già solide e ben formate che possono incuriosire e dare modo di imparare tantissimo ad un neofita. Quando ho iniziato a collezionare monete a 10 anni non conoscevo nessun altro mio coetaneo a cui fosse balenata la stessa passione. Questa grande comunità da la possibilità di incontrare persone con lo stesso comune interesse e nel contempo di rafforzarlo. Finché ci saranno la moneta fisica e comunità così preziose non mi sento in conclusione così nerocupo😄come @NeroCupo! Un'unica minaccia secondo me è costituita dalla grande speculazione che si sta creando attorno alle emissioni solo per collezionisti delle zecche contemporanee, emissioni a mio avviso sempre più banali e prive di significato... Ma la storia del collezionismo di monete è lunga e solida più di ogni altro quasi... E con l' asso nella manica di internet secondo me oggi checché se ne dica è più viva che mai!
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  47. Grazie mille! Quali sono i riferimenti bibliografici di tale variante? io in genere uso catalogo Montenegro per le monete di venezia ma salvo disguidi non menziona tale variante PS. con l'occasione mi complimento per il libro sui multipli di venezia, che ho acquistato, veramente bel lavoro
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