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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/20/25 in Risposte

  1. Buonasera. Condivido un mio recente acquisto di dicembre. Si tratta di un 6.400 Reis (anche detta 1 Peca; Reis è il plurale di Real) dell'anno 1780 coniato a Rio de Janeiro quando il Brasile era una colonia del Regno del Portogallo. La moneta pesa 14.34 g, 22 carati, tiratura 343.000 esemplari, presa a poco più del peso dell'oro contenuto. Al dritto troviamo i ritratti, in pieno stile Ancien Régime, della Regina regnante Maria I di Braganza e di suo marito il Re consorte Pietro III: Pietro era lo zio, il fratello del padre di Maria. Maria I salì al trono nel 1777 e verrà soprannominata "a Louca", cioè la pazza, poiché la sua salute mentale andò peggiorando fino ad impedirle di regnare. Al rovescio troviamo lo stemma del Portogallo, con al centro la croce realizzata mediante cinque scudi azzurri contenenti ciascuno cinque bisanti. Pregevole é l'uso di superfici lisce e ruvide (in fotografia purtroppo si vedono poco), come nel velluto della corona o nelle parti in secondo piano, cioè più profonde, dello scudo o anche in alcune pieghe del vestito della Regina. Altre due immagini con una diversa angolazione.
    4 punti
  2. Buongiorno a tutti, innanzitutto ringrazio nuovamente i partecipanti a questa discussione per i loro giudizi e commenti. Oggi vi porto l’esito della perizia. Rullo di tamburi…la moneta è falsa. Più nel dettaglio, si tratta di un falso d’epoca ottenuto per fusione, con modifiche apportate successivamente per renderlo più appetibile e simile all’originale. Morale della favola? Dal suono argentino non si scappa in tutti i sensi! 😅
    4 punti
  3. Salve, segnalo: S. Perfetto, Istituzioni di numismatica medievale. Una introduzione, Aracne, Roma 2025. 292 pp., 17 x 24, colori. Il volume si prefigge di avere un profilo prettamente didattico, senza per questo recare un carattere meramente divulgativo. Infatti, è stato realizzato attraverso una selezione di argomenti integrati da fonti inedite o recentemente rivalutate, che hanno posto sotto una luce diversa i medesimi temi trattati in altri manuali. Le istituzioni di numismatica medievale, illustrate a partire dalla loro nozione, sono trattate a livello europeo, mantenendo il costante focus sulla zecca di Napoli e sulla moneta detta augustale, rispettivamente scelte per l’internazionalità delle coniazioni e per la capitale centralità nella monetazione medievale. I temi si sviluppano seguendo la moneta dalla sua origine al suo occultamento, per cui sono ordinati secondo questo naturale iter sullo sfondo del contesto medievale. https://www.academia.edu/145489522/Istituzioni_di_numismatica_medievale_Una_introduzione_Aracne_Roma_2025_292_pp
    3 punti
  4. A gennaio 2026 nuova iniziativa, anche editoriale, per la divulgazione della numismatica del Gruppo Numismatico Quelli del Cordusio.
    3 punti
  5. Affrancatura meccanica. Impronta d’affrancatura impressa sulle corrispondenze, solitamente in rosso, con speciali macchine automatiche autorizzate e collaudate dalle Poste; può anche essere impressa su strisce di carta gommata da applicare ai plichi che non entrano nell’affrancatrice. È composta di tre elementi: il punzone di Stato recante l’indicazione del valore d’affrancatura, predisposto delle autorità postali e descritto come da appositi decreti come ogni carta-valore; il bollo datario con il nome della località; il numero distintivo della macchina o il nome dell’utente, il suo indirizzo ed eventuali altre diciture, anche pubblicitarie, L’Italia introdusse questo sistema d’affrancatura nel 1927, e la prima affrancatrice in uso regolare fu attivata il 26 giugno 1927 alle Esposizioni Riunite del Littoriale, a Bologna. Quindi la cartolina fu affrancata negli uffici della Rinascente di Milano dove era fisicamente la macchina affrancatrice. Era un sistema pre-pagato alle poste solitamente usato da grandi aziende che producevano molta corrispondenza, non venivano imbucate nella cassetta postale ma consegnate allo sportello postale in specifiche sacche. Il sistema serviva per velocizzare gli invii e semplificare il lavoro degli addetti postali. Hanno un loro collezionismo anche importante tra i Marcofili, la tua affrancata con 15c ha un annullo bello nitido visibile in tutte le sue parti. Bella. Ricordo che il nome "Rinascente" fu ideato dal Vate d'Italia Gabriele D'Annunzio.
    2 punti
  6. Bella notizia! Domenica peraltro sarò a Milano, anticiperò l’arrivo così da riassaporare il mercatino domenicale! spostarlo altrove non sarebbe la stessa cosa, spero rimanga lì o nelle immediate vicinanze
    2 punti
  7. Questo non è del tutto vero. Ci sono realtà che funzionano (vedi "Quelli del Cordusio" capitanati da @dabbene, vedi questo Forum) e che sanno "innovare nella tradizione" e dove l'età media non è elevata. Certo che se l'approccio alla Numismatica avviene con i tondelli dell'IPZS è chiaro che uno si disaffeziona alla svelta, dopo che si accorge di aver speso un capitale e, alla lunga, di non avere in mano nulla. Certamente la Numismatica non è (e non credo sia mai stata) un ritrovo di ventenni, così come non lo è qualsiasi disciplina che richieda un minimo d'impegno.
    2 punti
  8. Buonasera. Un tornese 1599 con data e rovescio ben conservato per Filippo II di Spsgna. Postumo dunque. Sul ritratto, il punto per centrare la moneta? Cosa non perfettamente riuscita :)) Moneta che non si vede spesso. Graditi i pareri. Buona serata. Cristiano.
    2 punti
  9. Buongiorno. In questo contributo che presentai sul forum qualche anno fa puoi trovare un catalogo preliminare delle monete con gli etnici di Crotone e Pandosia. Colgo l'occasione per annunciare che ho in corso lo studio sistematico delle monete di Pandosia (comprese quelle a legenda Cro-Pando) finalizzato all'edizione del corpus. Ho consegnato da poco ad una nota rivista di numismatica un saggio preliminare di questo studio che dovrebbe essere pubblicato (salvo imprevisti) entro il prossimo anno. Vi terrò aggiornati.
    2 punti
  10. Alessandro Giaccardi Le monete infamanti di Ferdinando II di Borbone. Collana ‘Nummus et Historia’ XLIII – Associazione Culturale Italia Numismatica. Ed. 2025. Pagine 48, illustrazioni a colori, f.to 17x24cm. € 10,00 (gratuito ai Soci ACIN iscritti nel 2022) Dall’Indice: Introduzione. Il Re Bomba Nessuna moneta rivoluzionaria per la Sicilia Le contromarche L’intendente, il sottintendente e l’ispettore I periodici dell’epoca I documenti dell’epoca Catalogo Tabelle Collezioni e vendite esaminate Bibliografia Salutoni odjob
    1 punto
  11. Buongiorno a tutti Denaro viennese di Savoia II Typo D/ SABAVDIE R/ SABAVDIE CP Zecche : Chambéry C 518 R5
    1 punto
  12. Ciao @Ajax bronzo greco di Larissa Phrikonis in Aeolis. La seconda foto va ruotata di 90° in senso orario. https://www.acsearch.info/search.html?term=Larissa+Phrikonis+ae+river+bull+&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
    1 punto
  13. Devo dire che questa esperienza mi sta facendo capire meglio quanto tenessi al Cordusio. Nonostante anch'io negli ultimi anni abbia molto approfittato di Internet, il fatto di avere un mercato fisico dove poter osservare dal vero le cose, anche senza comprare, è un elemento di grande importanza. Conosco il mercato da quand'ero ragazzino, da quando il mio lattaio di fiducia del negozietto di alimentari vicino alla mia rimpiantissima vecchia casa dell'epoca me ne parlò e mi svelò la sua posizione. Con lui spesso discutevo di monete e mi teneva da parte quelle "strane" perchè sapeva che mi piacevano. Ebbene, il pensiero che quel luogo dove ho iniziato seriamente la mia carriera di collezionista potesse finire nei ricordi del passato come il lattaio mi ha messo più a disagio di quanto pensassi.
    1 punto
  14. A vedere le immagini del MIR, quello sopra la "E" ritengo sia sempre un giglio, male interpretato. E' uno dei simboli dello stemma Pamphili, facile (oserei dire usuale) che sia riproposto come "abbellimento" anche sul conio del rovescio: Ciao, RCAMIL.
    1 punto
  15. Queste monete erano denominate "half-joe" in Nord America e nelle Indie Occidentali del settecento e del primo ottocento, dove circolavano diffusamente insieme ai dobloni ispanoamericani e ai pezzi da otto reales...
    1 punto
  16. @Presidente Che occhio!!
    1 punto
  17. Grazie mille. Ho modificato il titolo come suggerito. Con "presentazione" intendevo semplicemente la mia condivisione della moneta
    1 punto
  18. Complimenti, molto particolare,di questo tipo di errori non me ne sono mai capitati...
    1 punto
  19. Re parto antico VID = reparto anti-COVID. Buon pomeriggio!
    1 punto
  20. repetita iuvant? 🤣🤣
    1 punto
  21. Erano diversi i dettagli che secondo me non erano a favore dell' autenticità,in primis quelle sfogliature di metallo dietro la testa del Re...
    1 punto
  22. Con quel peso volevano emulare un decadramma https://www.acsearch.info/search.html?id=2309535
    1 punto
  23. Ciao a tutti. Tripolitania con francobollo Libia.
    1 punto
  24. Ho due euro con errore di cronio Come questa menzionata in questa discussione: Ci sarà un errore Si certo, un errore di cronio Ma vale veramente così tanto? Certo, ma solo per quelli che hanno un errore nel cranio!
    1 punto
  25. Buonasera a tutti! Le monete da 1 Yen in argento sono alcune delle mie preferite, l'iconografia del drago presente sul fronte di queste monete è indubbiamente molto riconoscibile. Il Giappone iniziò a coniarle per la prima volta nel 1870 a seguito della Rivoluzione Meiji (l'incipit della radicale e velocissima epoca di modernizzazione a fine 1800) con l'intenzione di utilizzarle come moneta commerciale all'estero. L'anno è indicato come 3° anno dell'epoca Meiji. Questa versione fu l'unica ad essere coniata con testo esclusivamente Giapponese e fu subito sostituita. Nello specifico sul fronte abbiamo la scritta "1 Yen" in basso, assieme all'anno e all'iscrizione Dai Nippon (Grande Giappone) mentre sul retro, senza testo, lo stemma imperiale assieme ad un prominente sole che sorge (link a F/R d'esempio). Queste negli anni subirono diversi cambi di disegno e modulo. L'ultima volta che lo Yen d'argento fu coniato fu nel 1914, che era il 3° anno dell'epoca Taisho (la successiva a quella Meiji). Fu coniato una sola volta nell'epoca Taisho ed è curioso come questo avvenne nel terzo anno, così come per il primo anno di conio. Il modulo è minore rispetto alle prime versioni ed abbiamo la dicitura in inglese sul fronte del valore della moneta, mentre sul retro in Giapponese la scritta "1 Yen" assieme allo stemma imperiale (link a F/R d'esempio). Eccole fianco a fianco, spero vi piacciano! A presto!
    1 punto
  26. Buongiorno a tutti! Espando questo mio vecchio topic aggiungendo l'ulteriore evoluzione delle monete d'argento di grosso modulo del Giappone dopo la serie degli Yen d'argento (durata appunto dal 1870 al 1914). Dopo il 1914, le monete di grosso modulo non furono più coniate, ne avevano forse fatte abbastanza e sempre comunque intese per la circolazione in territori extra nazionali come Taiwan. In Giappone erano di fatto state ritirate dalla circolazione ancora prima del 1900. Successivamente il Giappone entrò nel periodo pre-WW2 e poi WW2 dove l'economia fu decimata dalle spese belliche. Dopo la resa il sistema monetario fu stravolto introducendo i nuovi Yen e l'argento fu usato solo per alcuni anni per le monete da 100 Yen. Dopo la WW2, l'evento forse più importante per il Giappone in cui si volle dimostrare la fine della crisi post-WW2 furono sicuramente le olimpiadi del 64. Per questo fu coniata la moneta commemorativa da 1000 Yen in argento. finalmente il grosso modulo riappariva nelle tasche (o cassetti in questo caso) dei Giapponesi! Il design è famosissimo e molto bello, con un prominente Fuji-san. Tiratura molta alta (15 milioni) e risulta tutt'ora una moneta molto comune ad eccezione delle altissime conservazioni o proof. Dopo questa moneta, ci furono più di 20 anni senza un'altra commemorativa in Argento di grosso modulo, fino al 1986 quando si volle festeggiare il 60esimo anno di regno di Hirohito. Anche in questo caso tiratura molto alta (10 milioni) e per questo risulta una moneta molto comune, che si trova ancora oggi spesso nei blister nella zecca originali. Venne assegnato il valore simbolico (ma comunque onorato) di 10.000 yen; tant'è che ne esistono anche dei falsi anche se ideati per il valore di facciata e non quello numismatico. Passato il 1986 ed avvicinandoci ai nostri giorni, iniziarono le serie colorate delle prefetture o alcune per eventi minori e comunque a mio avviso non fondamentali per la storia del paese. Insomma, dopo la 10000 Yen di Hirohito non ho ancora trovato un degno successore! Trovo particolarmente interessante il confronto tra i vecchi Yen e la moneta del 1964 per mostrare l'inflazione che rimodulò completamente il valore dello Yen, così come il passaggio poi alla 10.000 dove fondamentalmente l'argento venne ufficialmente relegato alla sfera commemorativa dove il valore facciale e del metallo non avevano più alcuna correlazione. Eccole tutte e 4 assieme! A presto!
    1 punto
  27. Buongiorno, formulare la richiesta non credo sia un problema, l'Associazione che gestisce il Mercatino ne ha senza dubbio piena facoltà. Il problema è che l'esito della richiesta soggiace alla discrezionalità dell'Amministrazione. Se diamo per buono l'assunto che ripetiamo da un pò, cioè che il Mercatino è considerato più un fastidio che un valore aggiunto, temo che la risposta non potrà che essere negativa. Certamente, qualora fossi nei panni dell'Associazione, non esiterei a formulare la richiesta, così da non tralasciare alcuna iniziativa utile. Quanto alla collocazione in Duomo mi fa piacere che condivida la mia idea e l'abbia arricchita con altri particolari (al fatto di essere al coperto non avevo pensato ma è un vantaggio non da poco). Personalmente, accoderei le monete ai libri in quanto sono argomenti affini e l'effetto del connubio tra le due realtà credo possa essere davvero sinergico. Sul punto, peraltro, faccio un esempio che ho vissuto in prima persona: l'anno scorso in piazza Diaz ho incontrato un libraio di Torino che aveva predisposto un catalogo di libri sulla numismatica e l'ho pubblicato qui sul Forum. Risultato? Libri esauriti in dieci giorni e libraio felicemente stupito. Più di così....😊 Teniamoci aggiornati. Un saluto e a presto.
    1 punto
  28. Sono contento per la riapertura! Con tutte le difficoltà che potrebbero esserci è sempre meglio di niente. Non si potrebbe fare una richiesta in tal senso? E se si facesse ogni mese proprio in quella locazione, direttamente a partire dalle arcate di piazza Duomo dove inizia il mercato dei libri, che sarebbe ancora meglio come visibilità (e protetto quando piove)? E' un luogo già ben sperimentato e utilizzato una volta al mese, quindi non ci sarebbe problema ad usarlo anche per altro ogni domenica. Quando c'è il mercato dei libri ci si potrebbe accodare o sospendere solo per quella domenica. In ogni caso bisognerebbe cercare di rimanere nei pressi del Duomo: è una posizione eccellente, secondo me la migliore possibile.
    1 punto
  29. 1 punto
  30. ...vicina al qFDC...non circolata ma conservata (male) non all'altezza
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  31. Al più posso esprimermi sul fatto che sia coniata o no…è coniata …. Quanto all’autenticità, con le foto e basta,ho sempre detto che la sicurezza, a meno di casi eclatanti, non c’è.
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  32. Si confermato questa mattina da un amico con banchetto...felicissimo di esser stato smentito 😃
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  33. Buongiorno a tutti Domenica si ricomincia Abbiamo l’autorizzazione dal Comune Vi aspettiamo utti
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  34. Hai ragione, è un’altra difficoltà. Ci sono infatti pochi esemplari nei quali si possa ragionevolmente distinguere una barba da una capigliatura. L’esemplare di Marcianopoli postato da gpittini ne fa parte, mi sembra, così come un altro bronzo della stessa città per Macrino e Diadumeniano. È proprio questa la difficoltà: uno solo di questi attributi non può bastare, e nessuno è né specifico né del tutto necessario. Il celebre marmo della fine del II secolo proveniente da Tomi in Mesia (l’attuale Costanza) non presenta, a rigore, una testa umana. Talvolta viene descritta come una testa di cane o di agnello… Le convenzioni di rappresentazione possono variare a seconda dei contesti geografici. Osservo la grande prudenza degli autori del RPC, che riconoscono veramente Glicone solo nella provincia di nascita del dio reincarnato, la Bitinia-Ponto, con Nicomedia, Tium e naturalmente la piccola Abonoteichos, ribattezzata Ionopolis da Marco Aurelio su richiesta del «profeta» Alessandro, la culla del nostro rettile, dove l’errore non è possibile, poiché egli è chiaramente raffigurato con una lunga capigliatura e talvolta persino nominato. Per Lucio Vero, ΓΛΥΚΩΝ all’esergo: Bisognera attendere l’ultimo volume del RPC non ancora in linea per vedere come vengano descritti, sotto i Severi, questi bronzi di Tracia e di Mesia, ma in tutta logica persino il bel pentassarion di gpittini con i busti affrontati di Caracalla e Giulia Domna rischia di non essere riconosciuto come un rovescio raffigurante Glicone. Il che non significa neppure che non lo sia.
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  35. VENERDI' 18.12.2025 trovandomi oggi una mattinata libera, ho preparato alcune scan per questo fine mese, per riuscire a riprendere un pò il giro, saluti
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  36. Un guerriero per eccellenza, Alessandro Magno, la testa raffigurata con elmo crestato ed ornato, sul diritto di un esemplare in Ae, per la lega macedone al tempo dell' imperatore Alessandro Severo : esemplare in vendita il 13 Gennaio 2026 in CNG Triton XXIX al n. 465 . Come sempre @King John un grazie per la Tua ammirevole fatica, con, per il Periodo imminente, i miei migliori Auguri
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  37. Quando c’è una transazione di mercato in genere quello è il valore
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  38. neanche in argento Valore economico pressoché nullo
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  39. A cominciare dal rifiuto di una commissione d'inchiesta neutrale subito proposta dagli spagnoli. Poi, dopo che quanto restava del Maine era stato praticamente dimenticato per anni nel porto de L'Avana, nel 1911 si decise di recuperarlo. Dal 16 giugno 1911, il relitto del Maine fu racchiuso in un bacino provvisorio realizzato a tempo di record dall’US Army Engineers Corp per mezzo di cassoni di fondazione (coffer dams) affiancati, e le operazioni di recupero si conclusero rapidamente entro lo stesso anno. Ma le modalità di recupero non furono tali da permettere un'obiettiva analisi dell’incidente, in quanto il recupero aveva solo lo scopo di riaffermare il potere e il riscatto della US Navy, non certo il chiarimento dei fatti e delle dinamiche. E questo, naturalmente, non mancò di alimentare le teorie complottiste Il relitto del Maine fu poi rimorchiato dal porto de L'Avana, e affondato circa 4 miglia al largo nel canale della Florida, ma alcune parti vennero conservate e musealizzate. L’albero maestro è oggi al centro del Cimitero di Arlington (Virginia), dove riposano anche i resti delle vittime del Maine, l’albero di trinchetto è all’Accademia di Annapolis (Maryland), mentre il timone è ancora conservato sulla piazza d'ingresso del vecchio arsenale de L’Avana. In questa cartolina del 1911 (da collezione privata), vediamo la rimozione delle componenti di prora del Maine danneggiate dall'esplosione. Un soggetto che oggi sarebbe considerato di dubbio gusto, ma all'epoca le sensibilità erano diverse, e così la cartolina non solo fu stampata, ma qualcuno la comprò e la mandò in giro per il mondo. Da L'Avana ad Amburgo (è scritta in tedesco), via New York, spedita da L'Avana il 4 agosto 1911 alle 9 del mattino E' stato possibile seguire la prima parte del suo viaggio, fino a New York. Imbarcata, con ogni probabilità, sul piroscafo Saratoga della Ward Line (New York and Cuba Mail Steamship Company), partito da L'Avana il 5 agosto, e arrivato a New York tre giorni dopo, 8 agosto 1911. Da lì in poi diventa impossibile tracciare il percorso, a causa delle troppe variabili, ma se la cartolina è subito ripartita con una nave che andava direttamente in Germania, è stata con molta probabilità consegnata al destinatario non più tardi di 12-13 giorni dalla partenza da New York, impiegando quindi in tutto, poco più di due settimane. Oggi, probabilmente, ci vorrebbe di più, ma allora le poste funzionavano Dal punto di vista filatelico, la cartolina presenta una particolarità interessante, un'affrancatura fuori tariffa. E' stata affrancata con due francobolli, da 1 e 2 centavos, raffiguranti, rispettivamente, Bartolomé Masó e Máximo Gómez, ma in realtà sarebbe stato sufficiente il secondo. Due centavos era infatti la tariffa corretta per una cartolina diretta all'estero. Molto probabilmente il mittente lo ignorava, o forse avrà pensato che affrancandola con un centavo in più, sarebbe arrivata prima petronius
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  40. Diversa dalla precedente: Samoa 2025 - 5 tala in ag. 999 (gr. 62,20) Kit mission
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  41. Salve a tutti, amici delle monete di Savoia. Oggi, un amico mi ha chiesto aiuto per l'identificazione di questa monetina di rame , purtroppo in pessimo stato di conservazione. Ho dimenticato di chiedere le dimensioni ma penso che il compito sara facile per voi.
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  42. Incipit: ἐξετάζω46 «Ho mantenuto la promessa: vi avrei informato alla fine del giudizio. Ora posso farlo, con la certezza che la verità documentale ha prevalso.» Il giovane avvocato e la nuova generazione Ho scelto di affidarmi a un giovane avvocato, animato dal desiderio di apprendere e di misurarsi con la complessità di una vicenda che richiedeva rigore documentale e chiarezza metodologica. La sua preparazione giuridica e la sua umiltà hanno dimostrato che la competenza, unita alla serietà, può prevalere sugli errori di chi si presenta come esperto senza esserlo. La prova documentale e il ruolo del perito Non ho mai ritenuto necessario assumere un perito, poiché esistevano già le fatture, documentazione probatoria che in giudizio si è rivelata decisiva. Un perito da me interpellato, al solo leggere le affermazioni dell’ausiliario dei Carabinieri circa l’“unicità acclarabile” delle monete — concetto ambiguo e privo di reale fondamento — pretendeva quindicimila euro per una perizia difensiva. Dopo gli esposti che ho presentato, e grazie ai richiami del giudice, lo stesso perito ha dovuto riconoscere che tutte le monete erano state acquistate legalmente. I precedenti avvocati e l’accusa di diffamazione Alcuni avvocati che mi avevano assistito si sono ritirati, ritenendo che i miei scritti critici nei confronti dei Carabinieri fossero diffamatori e mi avrebbero condotto in galera. I fatti hanno dimostrato il contrario: la mia difesa era fondata su documenti e contestazioni precise, e l’esito giudiziario ha confermato la correttezza della mia posizione. Una lezione di vita Da questa vicenda traggo una riflessione più ampia: nella vita sono necessarie due cose, non mentire e avere il coraggio di esprimere le proprie verità quando si è convinti. Il futuro del giovane avvocato Il giovane avvocato che mi ha assistito si è mostrato umile anche nelle pretese di pagamento della sua parcella, segno di serietà e rispetto per il cliente. Mi auguro sinceramente che abbia il meritato successo nella vita, perché ha dimostrato che la preparazione giuridica, unita all’onestà, può ancora fare la differenza. La perizia difensiva e la pretesa economica Per una perizia difensiva, a seguito delle affermazioni dell’ausiliario dei Carabinieri secondo cui le monete sarebbero state “uniche, di cui non esiste doppione”, il perito da me interpellato, al solo leggere tali parole, pretendeva quindicimila euro. Una richiesta che dimostra quanto la teoria dell’“unicità acclarabile” fosse più fonte di speculazione che di reale fondamento scientifico. Firma: ἐξετάζω46
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  43. Della moneta in argento Campari cosa ne dite? Mi sembra la più bella delle emissioni 2025....
    1 punto
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