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Buon pomeriggio a tutti e auguri di buone feste. Vorrei mostrarvi due monete che mi sono state regalate per Natale che, secondo me, sono davvero affascinanti sia per conservazione sia per tema rappresentato. La prima è un denario di Elagabalo con al rovescio la rappresentazione della Vittoria alata e la dicitura VICTOR ANTONINI AUG. Potrebbe trattarsi di un’abile mossa propagandistica dopo la battaglia di Antiochia del 218, quando il predecessore Macrino venne sconfitto (e poco dopo assassinato). Mostrare il nuovo imperatore come vittorioso poteva essere un ottimo punto di inizio per un regno che in realtà si rivelò breve come quasi tutti quelli dell'imminente crisi del III secolo e segnato dalle controversie causate da Elagabalo stesso. La moneta potrebbe essere stata coniata proprio per commemorare la vittoria sul nemico Macrino e quindi essere una delle primissime di Elagabalo appena salito al trono. La conservazione mi piace molto: si riescono a vedere distintamente le piume delle ali della Vittoria, la tunica gonfiata dal vento, la corona e le foglie del ramo di palma. Cosa ne pensate? Un cordiale saluto Regium3 punti
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Buon Natale a tutto il forum, Mi piacerebbe che chiunque se la sentisse esprimesse un parere sulla corrispondenza o meno tra l'esemplare transitato il 4 dicembre in asta da Bolaffi al lotto 71 e quello raffigurato sulle tavole di The Coinage of Gela del Jenkins per l’accoppiamento di conii 61A (O19-R24), appartenuto un tempo ai marchesi Gargallo (marchesi di Castel Lentini e baroni del Priolo) a Siracusa. Jenkins 61A, Gargallo, 8,30 grammi. Bolaffi 4 dicembre 2025 lotto 71, 8,31 grammi. Al netto di eventuali pulizie o rimozioni di depositi posteriori al 1970 (pubblicazione del corpus di Jenkins) e di una possibile raffigurazione di un calco in gesso sulle tavole per l’esemplare in questione, io vedo troppe corrispondenze (centrature, difetti/particolari del tondello, peso) per non credere che si tratti della medesima moneta. Ci sarebbero anche un paio di prove indiziarie da aggiungere, ma al momento le ritengo superflue rispetto alla comparazione delle immagini.3 punti
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Segnalo la pubblicazione della mia monografia dal titolo "Le monete milanesi di Filippo II – Volume I – Dal 1554 al 1577". L'Opera tratta ed illustra tutte le emissioni di Filippo II di Spagna coniate dalla zecca di Milano, fino al 1577. Seguirà in futuro la pubblicazione di un secondo volume per le emissioni del periodo 1577-1598. I materiali sono ordinati secondo un'inedita impostazione cronologica, creando così una vera e propria narrazione di queste prestigiose emissioni tanto apprezzate sia dai numismatici sia dagli storici dell'arte. Numerose le novità presentate, tra cui spiccano nuove identificazioni (basate su fonti archivistiche d'epoca) e la descrizione di varietà inedite. L'acquisto dell'Opera è possibile unicamente presso il sito dell'Editore, Amazon e le principali librerie online. Titolo: Le monete milanesi di Filippo II – Volume I – Dal 1554 al 1577 Autore: Antonio Rimoldi ISBN 9791224037354 141 pagine Immagini a colori Formato 17x24 cm Copertina rigida Pagine in carta patinata da 130g/m2 Prezzo di copertina: 55,00 € + spedizione2 punti
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Buongiorno a Tutti e Buona giornata di Santo Stefano, condivido questa moneta che mi è stata regalata a sorpresa in occasione delle festività. Si tratta di un marengo d'oro del 1851, zecca di Genova. Premetto che la moneta è stata acquistata ( periziata ) da persona inesperta di numismatica. Secondo me è in conservazione BB e presenta dell'usura nei capelli, nella la barba del Re, oltre che a rovescio nelle gemme della corona. Lo considero un ottimo regalo soprattutto per il valore del fino contenuto in oro. In allegato alcune foto con diversa luce. Grazie per l'attenzione.2 punti
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@anon88 Buonasera, per non partire troppo "carichi" potrebbe acquistare una coppia da 100 Lire e da 50 Lire "Italia su Prora" del 1931, anno IX. Porta a casa una moneta con un minimo di storia, Le avanza qualcosa dal budget ed evita, più facilmente che in altri ambiti, delle "fregature". Se Le farà piacere, ci aggiorni quando avrà deciso cosa comprare. Un saluto e grazie.2 punti
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Riconii,patacche,sole, riproduzioni e compagnia cantante per me sono tutti uguali,non sono originali d'epoca,punto... Anzi,tre punti...2 punti
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Fino alla prima emissione del 2024 (cioè prima del grande casino ), non c'era nessuna busta, se le hai trovate in vendita con è sicuramente un'iniziativa del commerciante di turno. Per le ultimissime non saprei, ma non credo. petronius2 punti
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Anch'esso dall'asta Nomisma Aste di Natale, ed è stato un regalo che mi sono fatto. Ottimo pedigree e conservazione molto buona (FDC) con bellissima patina: Ex asta Montenapoleone 1 (coll. Santamaria) del 25/02/1982, lotto 608. La moneta è più rara di quanto in genere riportato e non facile da ritrovare in alta conservazione; è l'ultimo testone emesso a Roma da questo papa. Buon Natale a tutti i forumisti!2 punti
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Buon pomeriggio a tutti e auguri di buone feste. Vorrei mostrarvi due monete che mi sono state regalate per Natale che, secondo me, sono davvero affascinanti sia per conservazione sia per tema rappresentato. La seconda è un antoniniano di Gordiano III dedicato a Giove Statore (che ferma e tiene saldi). Fa riferimento alla leggenda secondo cui i Romani di Romolo, in ritirata dopo la battaglia contro i Sabini (dopo il noto Ratto delle Sabine), furono sostenuti da Giove invocato da Romolo stesso e riuscirono a resistere bloccando l’avanzata nemica. Era un bel messaggio che richiamava alla stabilità e alla saldezza dell’esercito in un momento in cui in realtà le sorti degli imperatori erano decise soprattutto da legionari e pretoriani. In effetti il giovane imperatore fu molto amato dal popolo e, malgrado la sua triste fine, il suo regno fu uno dei più duraturi della crisi del III secolo. Al rovescio vediamo Giove dal cipiglio severo sorreggere un asta saldamente ancorata a terra, simbolo di stabilità, tenendo al contempo il suo principale attributo, la folgore, simbolo del suo potere e della protezione che offriva all’imperatore. Anche qui la conservazione mi sembra molto buona: il volto barbuto del dio è perfettamente visibile ed è emozionante vedere ancora il lustro di zecca dopo quasi duemila anni! Di questa moneta cosa ne pensate? Un cordiale saluto Regium1 punto
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il problema è che non fanno dei mostri ma copie molto vicine agli originali e nel pubblico molto più esteso tanti non hanno l'esperienza per distinguerle.1 punto
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Sì credo di sì, speriamo che continui su questa linea, non mi dispiacerebbe 🤣1 punto
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Complimenti @Alan Sinclair per il bel regalo ricevuto!1 punto
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Ecco una foto di gruppo alla festa patronale, con la vicesindaca di Seborga con la sua bella fascia tricolore. Quella ben si guardano tutti dal toglierla dato che servizi come le pensioni e la sanità (veri) vengono da lì.1 punto
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Ciao @odjob si dovrebbe essere corretta https://www.acsearch.info/search.html?term="Sb+1104"+M&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=01 punto
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Non si tratta propriamente di riconi ma di banali falsi (o, più volgarmente, patacche). Come afferma Ranieri nell'ABC del collezionista numismatico, i falsi sono prodotti con sistemi diversi dall'originale (come in questo caso), mentre i riconi sono stati eseguiti con il conio originale ma in epoca posteriore. https://www.numismaticaranieri.it/news/90-abc-del-collezionista-numismatico.aspx1 punto
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A N darà ST A: rincolli N A! = andar a star in collina. Buon pomeriggio!1 punto
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Sei andato in banca a richiederla in quel momento? 😅 No perché io tra il mettere l'oggetto nel carrello e tirare fuori (dal portfoglio che quando sono a casa è nei pantaloni in camera) la carta di credito ci impiego tra i 15 e i 20 secondi...1 punto
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Di nulla !!! , aggiungo riferimenti bibliografici : CNI vol. IX n. 1/2 , MIR (Monete Italiane Regionali ) 11851 punto
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Ciao e Buone Feste! Su questi quarti molte sono le varianti, è stata una produzione molto abbondante, quindi come sempre questo è possibile. La principale variante è proprio il nome del Duca che può essere sia E PHILIBERTVS come E PHILIBER. Anche il finale di legenda può variare ed essere SAB, SABA, SABAV, dipende dallo spazio residuo in legenda... Poi altra variante importante è che la legenda può partire da diverse posizioni nel diritto, io poi ne ho uno in cui le legende sono invertite... Comunque bel regalino, una moneta che è carica di storia, questi quarti di Aosta erano ben accettati in tutto il ducato e anche nei paesi vicini e sono passati in tante mani!! Grazie di avercelo fatto vedere!1 punto
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Voglio ricordare all’amico @viganò che ha preso in considerazione una moneta del Regno d’Italia di Vittorio Emanuele III, che anche in quella monetazione lo Stato coniava monete “su richiesta” dei collezionisti e vendute ben 4 volte in più del valore del facciale. Ma quella era VERA numismatica giusto?1 punto
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Buon Natale e Felice Anno Nuovo. (praticamente).1 punto
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In esergo al rovescio (sotto la porta) si dovrebbero leggere alcune lettere. Prova a vedere se con una lente di ingrandimento riesci a leggerne qualcuna1 punto
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Ho trovato questa informazione su un altro forum: Sembrerebbe quindi rientrare nella tolleranza accettata, che arriva fino al doppio della differenza da lei riscontrata.1 punto
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Sono meno di 50 milligrammi di differenza, o, come dice giustamente @Carlo. meno dello 0,16%: potrebbe essere anche un errore di tolleranza della bilancia. Dopo provo a pesare alcune delle mie once di nazioni diverse, così vedo se c'è differenza tra di loro: una comparazione tra di loro mi sembra il metodo più sicuro.1 punto
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Grazie per l’intervento. Per la corretta identificazione del conio di martello si può osservare la corrispondenza della frattura di conio che dalla punta del naso del toro androprosopo si estende alla parte superiore delle lettere C ed E dell’etnico, nonché quella “parallela” appena sopra ed una ulteriore, meno marcata localizzata tra le due che si posiziona nell’area appena sopra le stesse lettere C ed E estendendosi dall’estremità superiore della C, quasi a formare una H. Da aggiungere che l’usura del conio e le conseguenti numerose fratture qui visibili fanno parte dell’evoluzione del conio R24, che qui è rappresentato nella sua fase finale di utilizzo e quindi di maggior deterioramento, con rilievi che occasionalmente possono apparire deformati. Allego le immagini dello stato iniziale e di uno intermedio di questo conio in due esemplari: Jenkins 55.5 (O17-R24) al British Museum di Londra da prima del 1876. 8,5 grammi. Jenkins 59.9 (O18-R24) nella collezione della American Numismatic Society. 8,4 grammi. Jenkins 61A (O19-R24), 8,31 grammi.1 punto
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Una cosa che differisce in modo macroscopico (ma in questo caso è solo una cosa minima): è la perlinatura nella parte alta che nella moneta in asta è più sfuggente e meno definita. Quisquilie....1 punto
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Ciao e Buon Natale!! ottimo occhio, potrebbe essere la stessa moneta. Quella suL Jenkins probabilmente é un calco1 punto
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bronzo seleucide, poco comune, Seleucia sul Tigri, Seleuco II: https://numismatics.org/sco/id/sc.1.7801 punto
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Evoluzione delle coniazioni con il crescente "danno" al conio del D. Uno è il mio, indovinate quale... 😒 Ciao, RCAMIL.1 punto
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Il fatto che tu non lo veda non significa che non lo sia. Più volte ti ho consigliato di accertarti prima di scrivere assurdità come questa. Impara a leggere le foto e a essere più consapevole delle tue lacunose conoscenze numismatiche, perché commenti come questi (e ne hai fatti davvero tanti) non solo sono fuorvianti per chi sta ancora imparando, ma sminuiscono al contempo la qualita generale della sezione (sempre più allo sbando) e dei tuoi commenti. Ecco. Impara e fai tesoro1 punto
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Grazie a Marco per avere aperto questo thread per gli auguri... A tutti gli amici del forum e della sezione Filatelia e storia postale Buon Natale.1 punto
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@ManuelDL spero si risolva tutto. Purtroppo io avevo scritto una mail alla casa d'aste chiedendo la provenienza in quanto i lotto avevano sollevato qualche perplessità soprattutto perché in molti casi il leone appariva identico anche su monete di diversa topologia. Non essendo un perito ma solo un collezionista volevo con quella mail porre l'attenzione su quei lotti ma non ho raggiunto lo scopo. Direi però che ora con l'opinione di 2 periti tra cui il Sig. Bordin (ritengo i suoi studi condivisi tramite il suo sito una fonte di apprendimento e confronto notevole) si risolverà tutto al più presto. Io ho anche la convinzione che tutti i 33 lotti delle celtiche abbiano la stessa provenienza proprio per la similitudine delle caratteristiche che hanno sollevato dubbi. @ManuelDL sarebbe utile, se volesse, condivedere l'evoluzione della controversia. Intanto è già stata molto utile la sua segnalazione.1 punto
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@Lorenzo Palanca ti suggerisco di leggere questa interessantissima discussione riguardante i gettoni della Croce Rossa scritta da @apollonia1 punto
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Mi inserisco in questa discussione e vi ringrazio per avermi suscitato diversi dubbi … essendomi aggiudicato alcuni lotti di celtiche ho contattato Rolando Mirko Bordin per una valutazione sull’autenticità delle monete, il quale con grande professionalità ha purtroppo confermato quanto da voi evidenziato … sto quindi formalizzando una contestazione scritta alla casa d’asta nei termini contrattuali per la restituzione del materiale e il rimborso1 punto
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Nella vulgata comune quel periodo è noto come "dominazione spagnola", ma in effetti sarebbe più corretto parlare di dominazione degli Asburgo di Spagna, ne tratta anche Giuseppe Galasso a proposito di Napoli specificando che è improprio parlare di dominio e impero spagnolo, almeno dal punto di vista formale e giuridico, sia le corone di Napoli che di Sicilia, così come il Ducato di Milano, erano Stati formalmente indipendenti con proprie specifiche istituzioni e leggi e uniti solamente dalla comune soggezione politica ad una sola dinastia, molto appropriata la definizione in spagnolo di quella monarchia come "conjunto dinàstico"...Poi è anche vero che a partire dal regno di Filippo II nei fatti a prevalere furono gli interessi e gli uomini di governo castigliani su tutti gli altri, ma tra gli altri c'erano anche domini nella stessa Spagna come i territori catalani che vennero sempre più trascurati a favore della Castiglia... Per chi è interessato all'argomento anche dal punto di vista storico segnalo un bel volume che studiai anni fa, purtroppo non tratta del Ducato di Milano, ma vi sono comunque dei saggi molto interessanti per capire il funzionamento di quell'agglomerato di corone che fu la dominazione degli Asburgo di Spagna...1 punto
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Il gettone nel metallo più nobile era posto in vendita al costo di 10 volte quello del gettone d’argento e 50 volte quello del gettone di bronzo, come si vede dal manifesto dell’epoca che in quel di Padova pubblicizzava tutte le iniziative prese dalla Croce Rossa per raccogliere fondi nell'imminenza del conflitto.1 punto
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