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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/22/26 in Risposte
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Salve amici, è da un pò che non ci si sente ma in realtà, al di là di qualche problemino familiare attualmente risolto, sono stato impegnato per il completamento della pubblicazione del libro che, in pratica, riguarda tutta la mia collezione di antoniniani. Non so se è il caso di inserire in questa discussione la foto della copertina , sarete Voi a farmelo sapere. Comunque, la mia collezione di monete della Dinastia Severiana si allarga con tre denari di Settimio Severo provenienti dal tresòr di Nizy Le Comte che erano parte di un lotto messo in asta nell'anno 2013 da ALDE NUMISMATIQUE (Hotel Ambassador - Paris). Sperando sempre di fare cosa gradita pubblico parte delle foto. Se da Voi ritenuto interessante, a richiesta, allegherò anche foto del catalogo d'asta nel quale era inserito il lotto in parola a pagina 20. Buona visione e buona serata a tutti. Mario5 punti
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Buonasera a tutti, voglio mostrarvi questa moneta dal valore particolare: 1/26 di scellino (pari a mezo penny inglese). è stata coniata nel 1861 durante il lungo regno della regina Vittoria per il Baliato di Jersey, una minuscola dipendenza della corona britannica nel canale della Manica, per il quale (insieme a Guernsey) tuttora i sovrani inglesi si fregiano dell'antico titolo di "Duca di Normandia", ereditato dai tempi di Guglielmo il Conquistatore, appunto Duca di Normandia, prima ancora che re d'Inghilterra. La moneta è sicuramente MB, ma si può ancora distinguere lo stemma di Jersey con i tre leoni passanti, praticamente identico a quello inglese. Al dritto campeggia il volto di Vittoria, ma quello che colpisce è la ribattitura decisamente evidente: 1861. Avete mai visto qualcosa del genere? Quale motivo potrebbe celarsi dietro questa "ripetizione" dell'anno di coniazione che compare poco sotto? Un goliardico forse? O magari nasconde un senso più profondo, chissà una visita della regina sull'isola proprio nel 1861? Grazie a chi risponderà e un cordiale saluto Regium3 punti
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DE GREGE EPICURI Beh, sul V secolo credo sia fondamentale il lavoro proprio di @Poemenius, uscito "a pezzi" su questo Forum ma poi completato e pubblicato integralmente. Per quando @Carlo. vorrà cimentarsi...2 punti
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@anto R grazie per lo spunto! Sì, la Biblioteca. Quest'anno verrà messa in bilancio una cifra (etta) (ma per noi qualsiasi cifra è importante) per l'acquisito di alcuni libri, proprio per rinnovare ed arricchire la biblioteca dei soci. Abbiamo un elenco di titoli possibili e il budget, quando avremo deciso i titoli vi avviseremo! La scelta infatti deve accontentare varie tipologie di studio e collezionismo.2 punti
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1981? scherzo ovviamente La data è ben affossata e non presenta nessuna usura, significa che non è stata punzonata nello stesso anno riportato sulla moneta, sicuramente successivamente l'operazione non è stata più utilizzata per la spendita. Motivi della punzonatura? tanti, uno meno probabili dell'altro, se è d'epoca, magari effettuata subito dopo la demonetizzazione (non ne siamo certi), sarà stata una data importante per chi l'ha marchiata in questo modo.2 punti
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giusto per non farla sembrare una "verità rivelata" allego....2 punti
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Bellissima moneta! Purtroppo questa versa in condizioni un po' vissute... Escluderei che anno della moneta e della contromarca coincidano perché la moneta presenta una diffusa usata da circolazione e non penso potesse circolare ancora dopo la contromarca. Magari si tratta di una moneta che era significativa per la data di conio che è stata reiterata e evidenziata con la contromarca, difficile dirlo ma forse può trattarsi di un love-token. In ogni caso una bella e vissuta moneta vittoriana!2 punti
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@Lorenzo999Lorenzo @gpittini @decio si tratta, come ipotizzato, di un semisse "imitativo" spagnolo compatibile con gli esemplari studiati e catalogati da Pere Pau Ripollès Alegre. In particolare (ad una velocissima scorsa) è avvicinabile dal punto di vista stilistico al tipo 35 in catalogo. Inoltre tale tipo al rovescio presenta davanti alla prua proprio una "C" e sull'esemplare postato si intravede in alto una "S" con la stessa forma leggermente sghemba. Nel link ad un mio vecchio post in materia trovate diverse risorse per il riconoscimento di queste monetine1 punto
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DE GREGE EPICURI Posso dire solo che non compare nella "Silloge dei denari del Limes" pubblicata sulla rivista Ticinum di PV, anno XI n. 1 dell'ottobre 2010 (è sicuramente molto incompleta, ma per ora è l'unica che conosco; comprende 243 tipologie).1 punto
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Grandioso ennesimo gesto, mai scontato e sempre apprezzato💯1 punto
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Siamo pronti … Se si potrà farlo, avremo modo anche qui di commentare l’evento e anche il libro/catalogo della Mostra che sarà donato agli appassionati presenti sabato.1 punto
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Grazie a tutti per le risposte. Immaginavo fosse molto difficile trovare una spiegazione. Rimarrà un piccolo mistero vittoriano, che accrescerà il fascino della moneta!1 punto
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Un bel 2 tari del 1540 per Carlo V, zecca di Messina.1 punto
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copiosa raccolta cerealicola CO pio, saracco L, tace rea L, I cola saracco : sega a mano di forma trapezoidale, con l’impugnatura fissata all’estremità più larga della lama Buona serata Apollonia1 punto
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A me piacerebbe vedere la copertina del tuo libro. Grazie. I denari sono molto belli.1 punto
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Malt E, MP oche, P asse, RAP resto = maltempo che passerà presto. Buon pomeriggio!1 punto
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Posto per confronto un esemplare coniato nell’anno successivo, con piccole foglie di palma alla base e perlinatura. (Antivm E-Live 35, lotto 344).1 punto
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grazie davvero per la descrizione di queste monete e del loro contesto. come avevo già scritto si tratta di una monetazione di cui si legge poco, per cui trovare le informazioni tutte insieme è davvero utile per approfondire. se ne avessi voglia e tempo, potresti riportare i vari post in un file pdf, in modo da poterlo conservare! grazie1 punto
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mi permetto.... tenete presente che il bronzo è un ambito in cui solo dal RIC X che è del 1994, il mondo è notevolmente cambiato. con tutto il rispetto ovviamente per la storiografia numismatica, e per alcune intuizioni geniali del Sear, e davvero senza voler sminuire alcuni grandissimi, tra cui citerei la Cesano, a inizio 900, prendere a riferimento qualcosa di più vecchio del RIC X, per il V secolo, mi pare poco sensato..... è come tentare di capire il funzionamento di una Fiat 500 ibrida leggendo un manuale della Ford T ... certo, alcune cose sono ancora così...... sul IV secolo, questo volume, per esempio, è semplice, utile, e soprattutto aggiornato... A Handbook of Late Roman Bronze Coin Types, 324-395 : Caza, Shawn M.: Amazon.it: Libri ma potrei fare altri esempi1 punto
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Mi sembra davvero un piccolo grande capolavoro di propaganda, tanto più affascinante quanto più fitta è la rete di rimandi su più piani culturali, dalle analogie spicciole per il popolo all’implicito richiamo a raffinate conoscenze teologiche e filosofiche per la classe ricca e colta. Mi scuso per essermi dilungato un po’, ma ho trovato tutto questo così affascinante che mi è venuta voglia di condividerlo… il materiale disponibile a riguardo era abbondante e ho cercato di riportarlo in maniera il più possibile concisa e comprensibile, ma non avevo ancora trovato una documentazione così approfondita a spiegare le “ragioni” di una moneta!😅1 punto
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Ops ! Hai ragione perfettamente! Sai questo succede soprattutto quando non si dorme per più di 24h... A mia discolpa: ho allegato immagini più belle!1 punto
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E si era data anche notizia del ritrovamento, ben due giorni fa! Stavolta sei arrivato tardi, stai perdendo colpi, eh Ciao1 punto
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Angelo cortesemente metti sempre anche l'altra faccia delle cartoline mi aiuta ad avere un insieme coerente dell' oggetto. Converrai con me che sono affrancature particolari, basta guardare i valori di catalogo, se non ti dispiace scrivimi privatamente quanto ti sono costate, anche questo aiuta a capire. Per quella con annullo Mogadiscio bisogna trovare e controllare l' annullo, per l'altra da 30c vedi se con un lente ravvicinata riesci a leggere l'annullo. Per questo materiale Fabio e' sicuramente più esperto di me, vediamo se risponde al tag sopra. Contattarli e' difficile, gli ho scritto tempo fa non hanno mai risposto, quando trovi i loro libri non farteli scappare. Forse Fabio ti può aiutare anche in questo, lui conosce tutti nella Filatelia italiana e non.1 punto
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Il Francobollo fa parte delle Colonie Italiane "Emissioni Generali", Pro Società Dante Alighieri francobolli d'Italia in colori cambiati, soprastampati ""COLONIE ITALIANE "", emessi con questa soprastampa il 11 luglio 1932. Non è la soprastampa che fa aumentare il valore, infatti se tu guardi a catalogo i non soprastampati hanno valori maggiori, ma e' il fatto che e' su busta/cartolina in questo caso, che ne aumenta il valore. Inoltre abbiamo l' annullo del Piroscafo Postale Italiano Crispi che aggiunge valore (non poco), non essendo affatto comune. Ho controllato per quanto riguarda il Francesco Crispi ed il periodo e' compatibile con la tratta del Piroscafo. Nel 1932 la nave operava per il Lloyd Triestino (società in cui erano confluite diverse compagnie nell'ambito del riassetto della marina mercantile italiana di quegli anni). Era impiegata principalmente sulla rotta celere tra l'Italia e l'Africa Orientale (Somalia ed Eritrea), servendo porti come Aden, Massaua e Mogadiscio. Di valore l' affrancatura + annullo + la cartolina con immagine animata, che è praticamente presa da una foto. Insieme MOLTO INTERESSANTE !!!1 punto
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Ma sono imitative barbariche, come dovrebbero essere altrimenti ? Prendevano un modello e poi lo rielaboravano fino all'inverosimile. Basta ricordare l'immagine del leone nelle dracme "padane" che arrivano a somigliare a dei mostri, a tratti quasi degli "scorpioni" ... Queste rielaborazioni sono il sintomo visibile della creatività umana, anche perché non nascono con lo scopo di ingannare i Romani, ma per una propria circolazione, o meglio per una propria tesaurizzazione.1 punto
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Anche questo è un secondo conio. L'osservazione dei tre conî è di @El Chupacabra, a lui il merito! Ha scritto un articolo al riguardo sull'ultimo Gazzettino del Cordusio. Il primo conio ha firma di Giorgi come nella versione prova, più piccola e vicina al bordo, con L allineata alla T Il secondo conio ha la L allineata circa al punto di D. e le firme sono della stessa altezza Il terzo conio ha le due firme allineate a sinistra e della stessa altezza. In termini di frequenza, il primo conio sembrerebbe essere più raro, il terzo il più comune. Ti inserisco un immagine del primo conio, una mia moneta, in conservazione accettabile.1 punto
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La scultura “Attila” di Giovanni Bonazza lascia Rovigo per la grande mostra al Museo Nazionale Ungherese Il busto marmoreo attribuito al maestro del barocco veneto, di proprietà della Fondazione Cariparo, sarà esposto a Budapest nella rassegna internazionale “Attila the Hun. Myth and Reality” dal 22 gennaio al 12 luglio 2026 ROVIGO – È partita da Palazzo Roncale la scultura “Attila”, attribuita a Giovanni Bonazza (1654–1736) e di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, diretta a Budapest per essere esposta nella grande mostra “Attila the Hun. Myth and Reality”, in programma all’Hungarian National Museum dal 22 gennaio al 12 luglio 2026. Bonazza, tra i principali scultori del barocco veneto, operò per importanti cantieri religiosi e civili e per i giardini di numerose ville della nobiltà veneziana, tra cui Villa Pisani a Stra e il Giardino Botanico di Padova. La rassegna internazionale dedicata alla figura storica e leggendaria di Attila riunirà circa 350 opere provenienti da istituzioni museali di numerosi Paesi, tra cui Ungheria, Turkmenistan, Azerbaigian, Uzbekistan, Armenia, Macedonia, Romania, Francia, Germania, Slovenia, Svezia e Abu Dhabi. L’opera in prestito – un busto in marmo del peso di circa 300 chilogrammi – reca alla base l’iscrizione “Attila / Flagellum / Dei” ed è stata attribuita a Giovanni Bonazza dallo storico dell’arte Camillo Semenzato nel 1974. Si tratta del primo prestito assoluto della scultura, nonché di uno dei pochissimi contributi italiani presenti all’interno dell’esposizione. La mostra La rassegna del Museo Nazionale Ungherese esplora la figura di Attila tra mito e realtà, ricostruendone la complessità storica, culturale e simbolica attraverso un ampio corpus di reperti unni, manufatti medievali e opere di epoca moderna. In dialogo con le fonti antiche, il percorso espositivo presenta gioielli e armi con intarsi di gemme rosse, preziosi oggetti in oro e numerose testimonianze che raccontano, da un lato, l’immagine occidentale del “flagello di Dio”, dall’altro la tradizione germanica e ungherese, che tramanda la figura di Attila come sovrano e condottiero ideale. Tra i nuclei più rilevanti figurano i materiali connessi al Tesoro di Nagyszentmiklós (Kunsthistorisches Museum di Vienna) e le opere che rievocano il celebre incontro con papa Leone I, episodio centrale nell’iconografia rinascimentale. https://www.rovigo.news/la-scultura-attila-di-giovanni-bonazza-lascia-rovigo-per-la-grande-mostra-al-museo-nazionale-ungherese/1 punto
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Figurati rispondere e' stato un piacere. Capisco benissimo che quando si cambia device ci sia sempre difficoltà a familiarizzare con il nuovo. Circa i francobolli che mostri trovo che sia già materiale interessante, non di grande valore venale a prima vista, (che ci interessa secondariamente, anche se va evidenziato), ma ottimo materiale da studio che potrebbe dare molte soddisfazioni. Partendo da sx il terzo esemplare è un Regina Victoria, emesso nel 1881, 1d (old penny), porpora profonda, del 2° tipo. Il primo da sx è un Edoardo VII emissione 1911 tra l'altro è anche un perfin con iniziali A A O che sicuramente sta per "Army Accounts Office", il fatto che sia un perfin e' un plus valore. Gli altri sono emissioni del Regno di Giorgio VI, differenti emissioni non meno interessanti. Se vorrai postare quanto altro contiene il raccoglitore saremo felicissimi di visionarlo, per qualsiasi domanda non esitare chiedi pure. Se mi permetti di consigliarti, lascerei i francobolli così come sono in queste pagine di raccoglitore, in quanto e' un album vecchio tipo con immagini e informazioni (vedi angolo sx in alto) che non si trovano piu' oggigiorno, valorizza anche visivamente l' insieme.1 punto
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Buon giorno Alex Cinquantenario. Premetto che preferisco le monete spatinate a quelle che presentano patine troppo scure e pesanti e quindi anche se questa operazione fosse stata effettuata personalmente non la riterrei discriminante per la moneta in discussione. Chiedo scusa per questa mia affermazione, agli amanti delle patine che purtroppo per me sono tanti. Dico purtroppo perché non vorrei essere oggetto di mira dei loro strali . Cercate almeno di lanciarmeli solo vicino senza colpirmi , grazie! Tornando alla moneta, per quanto riguarda la patina, direi di lasciare la moneta il più possibile all'aria aperta girandola ogni tanto se si notano differenze tra dritto e verso. Buona giornata.1 punto
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Così e’ raccontata la mostra sulle monete al tempo di Gesù dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana1 punto
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Difficile spiegare il perché della contromarca, ma rimane pur sempre una bella moneta segnata dal tempo, specifica ed emessa per le isole del canale inglese.1 punto
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è una moneta di Onorio, zecca Roma RIC 1357 officina Terza saluti1 punto
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Buongiorno Apollonia, l'avevo postato pochi giorni fa anch'io (al post #12242).1 punto
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La scoperta. Trovano un principe mercenario 17enne sepolto con cavallo, scudiero e forse il padre. Aveva un mucchio di monete italiane, corredo ricchissimo. Chi era? Cosa accadde? Cos’hanno stabilito le ricerche? Un lembo di pianura, dove l’erba oggi cresce uniforme e il vento scorre senza ostacoli, ha restituito il racconto di una giovinezza armata e di un potere esercitato in sella. Le ossa, disposte secondo rituali rigorosi, parlano di velocità, di guerra e di prestigio. Oggetti che un tempo brillarono alla luce del sole sono riemersi intatti, come se il tempo avesse scelto di fermarsi. Qui la morte non fu spogliazione, ma ostentazione. Qui il rango sopravvisse alla carne. Ad Akasztó, nell’Ungheria meridionale, nel cuore del bacino dei Carpazi e lungo uno dei grandi corridoi naturali che collegano l’Europa centrale ai Balcani e al Danubio, gli archeologi hanno portato alla luce tre tombe di eccezionale ricchezza appartenenti a guerrieri d’élite del periodo della Conquista ungherese, databili tra il 920 e il 930 d.C.. La scoperta si inserisce in una fase decisiva della storia europea, quando i Magiari stavano completando la loro trasformazione da confederazione nomade di cavalieri a potere territoriale stabile, destinato a diventare il regno d’Ungheria. Le ricerche storiche, linguistiche e archeogenetiche collocano l’origine dei Magiari nelle regioni a est degli Urali, tra la steppa forestale e le aree nord-caspiche. Comunità di lingua ugrofinnica, dedite alla pastorizia mobile e alla guerra a cavallo, che nel corso dei secoli entrarono in stretto contatto con popolazioni turcofone delle steppe eurasiatiche. Questa lunga storia di mobilità e di alleanze lasciò tracce evidenti anche sul piano biologico. Le analisi antropologiche mostrano infatti una popolazione marcatamente eterogenea: accanto a individui con tratti europei – statura medio-alta, crani dolicocefali o mesocefali – compaiono soggetti con caratteristiche eurasiatiche orientali, come zigomi pronunciati, orbite ampie e basse, profili facciali più piatti. Proprio nell’élite guerriera tali elementi sembrano essere più frequenti, a conferma del ruolo di questi gruppi come custodi di un’identità militare e simbolica radicata nella cultura delle steppe. La prima sepoltura di Akasztó colpisce per l’età del defunto: un giovane di 17 o 18 anni, già investito di un rango altissimo. La tomba non è mai stata saccheggiata e il suo corredo la colloca tra le più ricche mai rinvenute in Ungheria per questo periodo. Il corpo era ornato con un anello d’oro con castone in vetro blu, cerchi d’oro intrecciati tra i capelli e anelli d’argento decorati indossati su braccia e gambe. Oggetti che non erano semplici ornamenti, ma segni visibili di appartenenza a un gruppo ristretto, destinato al comando. Il fulcro simbolico del corredo è una cintura monumentale, composta da applicazioni in argento dorato conservate in condizioni straordinarie. Gli archeologi hanno rimosso l’area della vita in un unico blocco di terra, recuperando non solo i metalli, ma anche fibre di seta, resti tessili e frammenti di cuoio. Una struttura così complessa, giunta fino a noi con i suoi materiali organici, rappresenta un caso senza precedenti nella documentazione dell’Europa centrale e orientale e offre una rara finestra sulle tecniche artigianali e sul linguaggio visivo del potere guerriero. Il rango del giovane è ulteriormente attestato dalla presenza di una piastra d’argento a forma di sabretache, l’ornamento applicato alla borsa di cuoio che conteneva gli strumenti per accendere il fuoco. La sabretache era un oggetto al tempo stesso pratico e identitario: il metallo della piastra – bronzo, argento o oro – indicava il livello gerarchico del guerriero o il legame con una famiglia principesca. Di questi oggetti se ne conoscono appena una trentina; qui, in modo eccezionale, si è conservata anche la borsa in cuoio, completa di borchie. Secondo un rituale riservato all’élite militare della Conquista, il giovane fu sepolto insieme al cavallo, di cui furono deposti testa, zampe e pelle. Anche la bardatura è riccamente ornata da finiture in argento dorato, a conferma del ruolo centrale della cavalleria nella costruzione dell’identità e del prestigio magiaro. La seconda tomba apparteneva a un guerriero di 15 o 16 anni, probabilmente uno scudiero o un giovane membro dell’entourage. Accanto a lui sono stati trovati una faretra con sette frecce e un arco rinforzato da piastre di corno, tecnologia tipica delle culture delle steppe, progettata per garantire potenza, elasticità e durata. La terza sepoltura, quella di un uomo adulto di 30-35 anni, comprendeva un braccialetto d’argento, una lunga sciabola, arco e frecce, oltre a una bardatura equina decorata con monete d’oro. Le analisi genetiche indicano che quest’uomo era probabilmente il padre o il fratello maggiore del più giovane, e che tutti e tre erano imparentati per linea paterna. Il dato più sorprendente riguarda il tesoro monetale. In totale, dalle tre tombe provengono 81 monete d’argento italiane, tre archi, trenta punte di freccia in ferro e circa 400 altre monete. Il numero di emissioni italiane è tale da raddoppiare quelle finora note nel bacino dei Carpazi. Si tratta di monete risalenti al regno di Berengario I (888-924), sovrano di ampie porzioni dell’Italia settentrionale e pronipote di Carlo Magno. Le fonti ricordano come guerrieri magiari fossero spesso arruolati come mercenari nelle guerre che devastarono l’Italia di quegli anni. È plausibile che questi uomini abbiano combattuto nella penisola e siano stati pagati direttamente in argento, accumulando una ricchezza che li distingueva nettamente dal resto della popolazione. Le cause della morte restano ignote. Nessuna ferita evidente consente, per ora, di parlare di caduta in battaglia. L’analisi degli isotopi nei resti ossei rivela una dieta ricca di proteine animali, coerente con uno stile di vita guerriero e con l’accesso privilegiato alle risorse. La disposizione delle sepolture e la qualità dei corredi suggeriscono che il giovane principe, nonostante l’età, fosse una figura di vertice, affiancata da membri fidati della propria guardia personale. Un comando militare in miniatura, cristallizzato nel terreno, in un momento in cui l’eredità delle steppe eurasiatiche stava fondendosi con la nascente società dell’Europa medievale. https://www.stilearte.it/principe-mercenario-magiaro-akaszto-tombe-guerrieri/ Precisazione: l'articolo accenna ad un mucchio di monete, ma nella conferenza stampa e poi successivamente sono state mostrate solo tre1 punto
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DE GREGE EPICURI Anzitutto direi di controllare bene i dati, perchè 7 g. non sono molto compatibili con 17 mm. Detto ciò, potrebbe essere una moneta semi-ufficiale (tipo quelle ispaniche).1 punto
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Interessante, sono certo che Songa saprà come sempre incuriosire chi (come il sottoscritto) non si occupa di monetazione antica e fornire precise informazioni agli specialisti. Mi permetto di ricordare che sono aperte le iscrizioni al CCNM per l'anno associativo 2026; il mio consiglio - specie per i nuovi soci - è di passare a iscriversi direttamente in sede, in modo da poter conoscere gli altri membri del sodalizio e di poter usufruire della biblioteca!1 punto
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Ciao, sembrerebbe questo 30 para libico #348487 - Ottomans in Libya Sultan Mahmud II 30 para Solitamente gli utilizzi delle monete forate sono molteplici.1 punto
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Da Taranto, un classico, accattivante esemplare di didrammo, con al diritto ragazzo su cavallo al passo con piccolo capitello ionico tra le zampe ed al rovescio Falanto sul delfino . Sarà domani, 22 Gennaio, in vendita Gorny&Mosch 2026/1 al n. 28 .1 punto
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We Marco ma che caravelle hai? Mamma mia altro che fdc, qua ci sta pure eccezionale. Tranne se non sta qualche imperfezioncina sul contorno, son le caravelle più belle che abbia mai visto💯1 punto
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Posta una foto nitida fronte retro e magari anche i dati ponderali (peso e diametro). se troppo pesante fattela inviare su whatsapp da altro telefono vedrai che dopo questa operazione le dimensioni saranno adeguate1 punto
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Proviamoci: Myzgin_K_Vida_I_Wiecek_T_Gold_imitations-2.pdf1 punto
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Pregherei di visionare il video per apprendere nuovi dati (e di ignorare gli eventuali politici in esso visibili).1 punto
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Qualunque siano queste probabilità non so quanto siano misurabili, e di sicuro nulla ha mai fermato il crimine in nessuna parte del mondo. cassette di sicurezza, io ne ho anche più di una in banche diverse per diversificare ulteriormente il rischio1 punto
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Benvenuto!! Se valesse quella cifra sarei veramente ricco, ne ho un astuccio pieno!!1 punto
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Altro pezzo da 5 grana sempre millesimo 1815 ma testa intermedia, corona con punte più corte e tozze, e taglio del collo diverso, in legenda al dritto tra il punto e ET c'è una spaziatura (. ET), mentre al rovescio la legenda SECVRITAS PVUBLICA senza punto a chiudere. D : FERD.III.P.F.A. SICILIAR. ET HIER.REX sotto 1815. R: SECVRITAS PVBLICA V.B. sotto G.5. Contorno Rigato Ecco le foto (esemplare davvero in grande conservazione). Saluti.1 punto
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