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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/25/26 in Risposte

  1. Come non conservare queste splendide monete! Saranno pure comuni, ma vuoi mettere avere una bella serie di monete che han circolato nelle tasche dei nostri nonni e che fanno parte della nostra storia piuttosto che un asettico lingotto da investimento Bello anche averle in pila, così si apprezzano anche le diverse patine dell’argento
    7 punti
  2. Buongiorno e buona Domenica. Finalmente ho aggiunto in collezione il 120 grana del 47, l'ultimo millesimo che ancora non ero riuscito a trovare con combinazione prezzo/conservazione che mi garbassero. Mi mancano ancora però diverse varianti. Non è certo un'alta conservazione, ma piastra che non sfigura affatto nella mia raccolta di Sebeti, che cerca di essere completa per millesimi, tipi e varianti e quindi , per questioni di disponibilità, si accontenta anche di conservazioni inferiori. Era da un bel pò che cercavo questa piastra che è tra le più rare. Tutte le monete per Carlo di Borbone con millesimo 1747 si possono definire molto rare o rarissime. È un pò come per il millesimo 1804 per Ferdinando IV, perdonate questo paragone un pò tirato, ma il 1747 per Carlo e il 1804 per Ferdinando sono millesimi rari. Ecco le foto...usura omogenea, patina gradevole e collezionista soddisfatto!!
    4 punti
  3. L'argento galoppa e ciò comporta la fusione di centinaia di tonnellate di monete, che siano esse commemorative, caravelle o argenti del regno? Va bene così. Tutto ciò che viene rifuso è evidentemente materiale per il quale nessuno è disposto a pagare un pur minimo surplus di valore numismatico rispetto al fino, ed è sicuramente triste veder vendere un tanto al kg monete che dovrebbero avere valore storico. Se mai (cosa che non darei per scontata) queste monete si ridurranno significativamente, le rimanenti avranno un minimo di valore in più (un minimo! non pensate che diventino "rare", le caravelle continueranno ad essere comunissime, ma magari non verranno più sbattute sulla bilancia alla stregua di forchette e portafotografie), un po' come i pezzi da 2 lire di Vittorio Emanuele III, comunissimi e alla portata di tutti ma che non vengono venduti a peso, a differenza, per esempio, dei poveri scudi di Vittorio Emanuele II. Insomma, non temete che diventino di punto in bianco rare, nel momento in cui una caravella varrà qualche centesimo in più dell'argento che contiene, smetterà di essere rifusa.
    4 punti
  4. Buona sera, pubblico il link dove è possibile visualizzare la mia publicazione. Spero di fare cosa gradita. Ciao a tutti. M.C. https://www.amazon.it/gp/product/B0FXRGSM8F/ref=ox_sc_act_title_1?smid=A28MX8REFFJXRO&psc=1
    3 punti
  5. Io le accumulo non le fondo
    3 punti
  6. 3 punti
  7. Buongiorno a Tutti, da diverso tempo pensavo a questa moneta e così finalmente dopo il suo acquisto ( da commerciante perito NIP ) la condivido con voi, è la prima racchiusa in slab NGC che entra a far parte della mia collezione. Tra i tanti esemplari valutati ( mi sono anche avvalso dei preziosi consigli di un esperto utente del Forum 😊 che ringrazio ancora per gli insegnamenti ricevuti ); alla fine ho scelto questa moneta che mi ha colpito per la sua patina piuttosto omogenea, presumibilmente in media conservazione ( NGC MS 61 ), anche se non esente da qualche segno qui e là. Per quello che riesco a vedere nello slab, la godronatura mi sembra di I° tipo. In allegato alcune foto. Grazie per l'attenzione.
    2 punti
  8. Registrato come Cr.241/4 o probabilmente /5 , vi presento la domanda in titolo per commentare questa ambigua moneta repubblicana , indeciso se vada classificata come un Quadrante o un Sestante . Inizialmente ho avuto molti dubbi a causa della difficolta' di analisi basata solo dalla foto , se la moneta fosse un Quadrante o un Sestante , poi analizzandola piu' approfonditamente sono giunto alla conclusione che la moneta dovrebbe essere in effetti un rarissimo (R5) Sestante . I particolari della moneta che mi hanno fatto propendere piu' a favore del modulo del Sestante sono stati : 1) il basso peso di 2,8 grammi , pero' peso comune anche con il peso minimo del Quadrante , ma quasi tutti gli esemplari presenti nel catalogo "lamoneta" sono con pesi massimi compresi tra gli oltre 4 grammi e gli oltre 5 grammi , non sono presenti esemplari con pesi minimi , il peso del presunto Sestante e' di 2,8 grammi con il modulo piuttosto incrostato di sedimenti , ma comunque intero , nel rovescio della moneta si notano abbastanza bene due soli globetti davanti la prua che dovrebbero identificare il modulo del Sestante . 2) nel rovescio della moneta si notano abbastanza bene due soli globetti davanti la prua che dovrebbero identificare il modulo del Sestante . 3) venendo al dritto della moneta iniziano i problemi di certa identificazione , infatti dietro la testa di mercurio ci dovrebbe essere il caduceo , ma questo simbolo sembra inesistente , forse sommerso dalle incrostazioni , mentre sopra la testa sembra di intravedere il perimetro del cappello alato del dio e sopra quello ci dovrebbero essere due globetti posti prima e dopo le ali . Conclusione : per quanto esposto l' esemplare sembra piu' pertinente al Sestante piuttosto che al Quadrante , vorrei pero' conoscere i pareri dei piu' esperti del Forum relativamente a queste tipologie di bronzi . Certamente la differenza tra un Sestante e un Quadrante che presenta il nome di L.TREBANIO e' notevole perche' si tratterebbe di una rarita' R5 oppure di una comunissima : C A semplice livello collezionistico secondo me conta relativamente poco avere in collezione pezzi comunissimi o molto rari , questo potrebbe far piacere a chi investe in monete antiche , ma a chi compra monete per il piacere della storia che queste ci tramandano , le varie rarita' dalla C alla R5 , lasciano quasi indifferenti . Comunque sia ,si tratta come potete osservare di un nome di magistrato abbastanza leggibile di L. Trebanio , unico magistrato di questa Famiglia che ricopri' l' incarico tra circa il 135 a.C. e il 126 a.C. Come sempre uso fare , mi piace approfondire le informazioni storiche su monete e nominativi dei personaggi che firmarono le emissioni , da ricerche effettuate ne deriva che la Gens Trebania o Trebana e quindi il nome del magistrato L. Trebanio fu una quasi sconosciuta famiglia plebea dell' antica Roma , solo pochissimi rappresentanti di questa Gens sono noti , noti principalmente tramite pochissime iscrizioni pervenuteci . Il nomen Trebanius appartiene a una classe di gentilici formata da cognomina che solitamente derivano da toponimi , Trebanius sembra derivare dalla città di Treba in Sabinia , vicino al confine con il Lazio , forse l' attuale Trevi in Umbria , in quanto l' antica Sabinia si estendeva dalla bassa Umbria fino al nord est del Lazio con parte dell' Abruzzo , ma la radice del nome Trebanius potrebbe derivare anche dalla citta' degli Equi : Treba , nel Lazio , paese che oggi porta il nome di Trevi nel Lazio , l' antica Treba Augusta , per distinguerla dall' altra Trevi in Umbria Lucio Trebanio, fu un triumviro monetalis in un periodo compreso tra il 135 e il 126 a.C. circa . Le sue monete in argento mostrano la testa di Pallas sul dritto , mentre il rovescio raffigura Giove che muove una quadriga , invece per i bronzi le allegorie sono comuni con le tipologie del periodo repubblicano . Altri due rappresentanti di questa Gens furono : Gaius Trebanius Rufus , nominato in un'iscrizione in bronzo di Napoli in Campania e Publio Trebano Salistiano , sepolto a Trebula Mutusca all' età di trent' anni , in una tomba del I secolo d.C. , costruita dalla moglie, Ulpia Sabina . In foto la moneta bronzea indagata per aiuto identificativo .
    2 punti
  9. Possiamo stare tranquilli che, finché ci sarà @Ptr79, le caravelle non si estingueranno! 😁
    2 punti
  10. Chissà da quante tasche e tasche sono passate😆 Cosa sono quei pezzettini sull' ultima destra in basso? Questa la mia pescata napoleonica da 50 c. Questa veramente ha ultra circolato. Rovescio piallato praticamente. Al sole oggi sono riuscito ad intravedere la corona al R/ ma ora manco ammazzato🫠
    2 punti
  11. Grazie ad entrambi, c'ero andato vicino vicino
    2 punti
  12. Pienamente d'accordo con Art, non bisogna mischiare la Gran Bretagna con l'Ucraina. Personalmente farei penare parecchio un eventuale reingresso agli Inglesi. Anche in considerazione del fatto che servirebbe di lezione ad alcuni stati tentati dall'uscita dall'UE... Inoltre non credo assolutamente che gli USA possano distruggere l'economia europea, così come non lo potrebbe fare la Cina o chi per essa... Dobbiamo smetterla di piangerci addosso. Arka # slow numismatics
    2 punti
  13. o meglio tagliarla a pezzettini e buttarla... Sembra troppo simile all’originale per poter passare come banconota teatrale o da gioco. Se trovi qualcuno delle forze dell’ordine un po’ permaloso, non finisce bene. Commenti Utilizzate nelle banche cinesi per insegnare ai cassieri come gestire diversi tagli e tipi di denaro. Queste banconote sono realizzate in cinese, euro, dollari statunitensi, sterline, dollari canadesi e rubli. https://it.numista.com/228159 EDIT: La regia mi ha aggiornato con una comunicazione urgente: "Gugoltrasleit dice che c’è scritto campione non destinato alla circolazione " =
    2 punti
  14. Sembrerebbe un mezzo follaro per Guglielmo II... https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GUII/8 Ciao Ale, scusami,ci siamo sovrapposti...
    2 punti
  15. Ciao @nikita_ aspettando gli esperti dico mezzo follaro di Guglielmo II zecca di Messina https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GUII/8
    2 punti
  16. Scopre una moneta d’oro rarissima. La deve restituire? No. Guadagnerà 300 mila euro. Come funziona il sistema dei ritrovamenti d’oggetti preziosi o antichi in Gran Bretagna? Come in Italia? Un pomeriggio qualunque in una fattoria del Devon, tra campi arati e prati che respirano il vento dell’Inghilterra rurale, un uomo armeggia con cura tra la terra umida. Non è un archeologo professionista, ma un ambientalista, un appassionato di storia, che da anni coltiva una passione insolita: il metal detecting. Quel giorno, la fortuna sorride a Michael Leigh‑Mallory. Tra la zolla di terreno e le radici, il suo strumento emette un segnale distinto: ciò che scopre è un piccolo disco dorato che racchiude oltre sette secoli di storia. È un penny d’oro di Enrico III, coniato nel 1257, durante un tentativo del re di riportare la moneta aurea al centro della vita economica del suo regno. La monetazione d’oro non ebbe successo: l’esperimento durò meno di un anno e oggi si conoscono solo otto esemplari, di cui due fuori dalle collezioni istituzionali. Michael Leigh‑Mallory mostra la moneta dal valore elevatissimo Michael Leigh‑Mallory non è un numismatico professionista, ma la sua sensibilità e la sua attenzione al contesto storico lo hanno portato a scoprire una moneta di valore eccezionale e importanza scientifica. Ha due figli, ai quali ha dichiarato di voler destinare parte del guadagno derivante dalla vendita della moneta per la loro educazione e formazione, sottolineando che la scoperta rappresenta per lui un contatto diretto con la storia. La moneta apparteneva quasi certamente a John de Hyden, signore di Hemyock Manor, vicino al luogo del ritrovamento. Nel XIII secolo, De Hyden aveva pagato 120 grammi d’oro al re per evitare il servizio di giuria e altre cariche pubbliche, successivamente partecipò alla campagna di Enrico III in Galles del 1257, finanziata con l’emissione di questi penny d’oro, 37.000 dei quali furono distribuiti per sostenere la spedizione, testimonianza di come la monetazione aurea fosse percepita come strumento di potere e obbligo sociale. Le monete furono coniate per circa un anno e la maggior parte fu rapidamente ritirata dalla circolazione o fusa, rendendo questi penny straordinariamente rari e preziosi oggi. La moneta d’oro, recto e verso, di grande valore perchè ne sono rimasti pochissimi esemplari Il sistema che ha regolato il ritrovamento di Leigh‑Mallory è il Treasure Act, legge britannica che disciplina la gestione dei ritrovamenti di oggetti di valore archeologico o numismatico. In base a questa normativa gli oggetti preziosi vengono immediatamente segnalati e valutati da esperti che ne confermano autenticità e importanza storica. Se un museo o un’istituzione pubblica decidono di acquisire il reperto, colui che ha portato alla luce l’oggetto riceve una ricompensa proporzionale al valore di mercato dell’oggetto. Di fatto la cifra è equivalente a quella di mercato. La legge liberale consente quindi di salvaguardare il patrimonio culturale e contemporaneamente di ricompensare chi contribuisce alla sua scoperta, incentivando il rispetto delle regole e la collaborazione tra privati e istituzioni. E’ proprio per questo che il treasure act è un’altra dimostrazione palese del rapporto armonioso e virtuoso tra Cittadino e Stato, e Stato e Cittadino – e mettiamo tutto maiuscolo per sottolineare l’equivalenza valoriale dei termini – che divengono una stessa entità. Il Cittadino non è considerato un ladro potenziale, ma un buon membro dello Stato, sino a prova contraria. E lo Stato non è un’entità staccata, grifagna, sempre pronta ad aggredire il Cittadino che si sente estromesso, ma è l’insieme di Cittadini. Un ordinamento diverso da quelli, meno liberali, che conosciamo direttamente. Il caso di Leigh‑Mallory permette di spiegare più nel dettaglio il sistema britannico dei ritrovamenti: tutti gli oggetti sospetti o preziosi devono essere segnalati, ogni ritrovamento viene esaminato da archeologi, numismatici e funzionari dei musei, se il reperto è riconosciuto come tesoro nazionale può essere acquisito da collezioni pubbliche, il cercatore riceve una ricompensa proporzionale al prezzo di vendita, gli oggetti acquisiti vengono catalogati, studiati e conservati, e questo sistema ha l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio senza penalizzare chi contribuisce a scoprirlo. Nel caso in cui l’oggetto non venga riconosciuto come Tesoro, esso può essere venduto dal cercatore, che divide la cifra a metà con il proprietario del terreno. In Italia, invece, il quadro normativo è profondamente diverso. Non è possibile svolgere ricerca archeologica, nemmeno nei campi arati, che non presentano più stratigrafie. Secondo il Codice dei beni culturali e del paesaggio, tutti i ritrovamenti di interesse storico, archeologico o artistico appartengono allo Stato o alla Regione e devono essere immediatamente denunciati. Il ritrovatore non può trattenere l’oggetto anche se lo ha scoperto casualmente. La legge prevede sanzioni per chi non comunica il ritrovamento. In caso contrario può scattare un’accusa di furto ai danni dello Stato. I premi previsti per chi si imbatte casualmente in un reperto archeologico sono esigui e, in genere, difficili da ottenere, spesso limitati ai casi maggiori e cioè alla possibilità di esporre il reperto in una collezione pubblica. Non esiste un meccanismo equivalente alla ricompensa proporzionale al valore di mercato che in Gran Bretagna permette al metal detectorista di ricevere una cifra significativa. Questo differenzia profondamente i due sistemi: il Regno Unito valorizza la passione dei ritrovatori, la loro collaborazione con esperti e la possibilità di ottenere un beneficio economico, mentre l’Italia tutela in modo rigoroso il patrimonio ma non prevede incentivi economici reali, il che può scoraggiare la collaborazione e rendere più complesso il recupero di reperti archeologici da parte di privati. Forse è per questo che in Italia le notizie di ritrovamenti da parte di privati sono quasi nulle? Quanto non verrà tutelato dai ritrovatori proprio per evitare problemi? Quanto verrà – oggi – risepolto o gettato in discarica – negli ultimi anni i casi sono frequenti – proprio per timore dello Stato? Quanti reperti verranno distrutti – ancora – durante gli scavi? Ma torniamo alla moneta ritrovata. Dal punto di vista storico, i penny d’oro di Enrico III rappresentano una fase unica nella monetazione inglese, quando il re tentò di ristabilire la fiducia nella moneta aurea, coniando esemplari che fossero riconoscibili, durevoli e funzionali a sostenere operazioni militari e fiscali. Il fatto che oggi si conoscano solo otto esemplari sopravvissuti e che la maggior parte sia conservata in musei o collezioni private rende la scoperta di Leigh‑Mallory un evento eccezionale, capace di unire la fortuna, la passione personale e l’importanza storica. Il penny ritrovato è oggi la moneta singola più preziosa mai scoperta in Gran Bretagna, la moneta medievale britannica più costosa in assoluto, e un esempio tangibile di come la storia viva possa emergere dalla terra sotto i nostri piedi, tra i campi e le fattorie che ancora custodiscono segreti del passato. Leigh‑Mallory ha commentato: “È davvero miracoloso come sia sopravvissuto a tre quarti di millennio relativamente indenne. Come ogni appassionato che continua a sognare, quel giorno il mio desiderio si è avverato, e sono stato proprio io il più fortunato.” Questa scoperta mostra come la passione, la conoscenza storica e la fortuna possano convergere in un momento straordinario. Un piccolo disco d’oro diventa il filo conduttore tra il XIII secolo e il presente, tra il destino di un nobile medievale e quello di un moderno ambientalista, tra la legge britannica e quella italiana, mostrando come la regolamentazione possa influenzare il valore umano ed economico di una scoperta. Gli elementi chiave della vicenda si possono riassumere in riga: il ritrovista Michael Leigh‑Mallory è un ambientalista con due figli, scopre un penny d’oro di Enrico III coniato nel 1257, la moneta apparteneva quasi certamente a John de Hyden signore di Hemyock Manor che pagò oro al re per evitare cariche pubbliche, il reperto viene venduto all’asta per £648.000 con ricompensa netta per il ritrovista di circa 300.000 euro, il sistema britannico incentiva la segnalazione e premia il ritrovista mentre il sistema italiano prevede obbligo di denuncia e premio simbolico ma non ricompensa proporzionale, la scoperta è la moneta medievale britannica più preziosa e oggi fa parte del patrimonio storico studiato e conservato.
    2 punti
  17. Buona serata a tutti. Questa sera volevo mostrarvi alcuni puledri della mia mandria. Comincerò con alcuni di Federico, per mostrare soprattutto le varie differenze che si possono ammirare su queste piccole monetine sempre affascinanti. Mi piacerebbe che tutti contribuissero a classificarli e a evidenziare particolari e varie. Magari attribuire anche il grado di rarità e di conservazione in base alle proprie conoscenze. Ecco il primo. Grammi 2.32
    1 punto
  18. Da Canterbury e dal regno di Mercia, un " sehr selten " esemplare di penny per Offa re, con al diritto busto e nome ed al rovescio croci e lettere in ornato . Sarà il 3 Febbraio in vendita Solidus 154 al n. 1336 .
    1 punto
  19. Buonasera, due minuti li ho , il Neghelli è un annullo molto poco comune, come vedi è un 9 punti ed è esattamente il numero 1, il Mogadiscio è molto più comune 3 punti ed è esattamente il numero 3, se hai spedito le foto all'indirizzo indicato avrai certamente delle risposte, posso aggiungerti che sono ambedue autentiche di francobolli e di annulli, un cordiale saluto . Fabio
    1 punto
  20. Mi piace tirar fuori qualche rotolino, metterle in fila e apprezzare le differenze
    1 punto
  21. Le immagini postate sono eloquenti, tanta partecipazione ed interesse per un evento che coniuga, storia, numismatica e religione. Anche questo dimostra come le monete siano legate in tutti gli ambiti della vita delle persone e nella storia dell’umanità, fin dalla loro prima coniazione. Il tutto poi è stato condito dalle introduzioni sulla mostra e dalle spiegazioni della Dott.sa Giampiccolo.
    1 punto
  22. Salve,il francobollo lire 1,75 detto "Parmeggiani" con l' asterisco è stato emesso nel 1927 con dentellatura 11 per tutti 4 i lati,se ha dentellatura mista 11 X 13 1/4 e 13 1/4 x 11è abbastanza raro. Lo stesso francobollo è stato emesso nel 1929 con dentellatura 13 3/4 ed è uno dei francobolli italiani più rari allo stato nuovo,usato è comunque raro. In ogni caso serve un odontometro per misurare la dentellatura del francobollo con l' asterisco, a occhio a me sembra quello più comune(è solo una mia opinione). Comunque come ho detto serve un odontometro per misurare la dentellatura.
    1 punto
  23. Grande affluenza e grande interesse per la visione delle monete esposte al tempo di Gesù.
    1 punto
  24. Mi risulta che abbiano il finale in CYP tutte a parte il 1680 che ha una legenda completamente differente e finisce in CYPRI. Non conosco il finale di quello con il numerale Il in legenda perché quello che ho visto non era leggibile...
    1 punto
  25. non basta che un'emissione sia titolata da collezione dall'emittente perchè lo sia effettivamente... solo l'interesse di chi colleziona fa di essa una moneta da collezione o da investimento.... o da nulla se di metallo vile finchè l'interesse speculativo sarà preponderante su quello da collezione non c'è speranza per le migliaia di tipologie di divisionali san marino vaticano animaletti ecc... e forse proprio perchè ne hanno creati troppi non c'è interesse guardate i marenghi, anche con quelli c'è il rischio reale che vengano fusi a prescindere dallo stato di conservazione piuttosto che collezionati... su questo c'è da arrabbiarsi, non sui divisionali
    1 punto
  26. Comprata questa mattina al mercatino per 50 cent appositamente per questo Museo Speravo in un falso ma purtroppo è autentica, è la prima volta che vedo una moneta da 10 cent così conciata, è stata argentata e forata nel verso giusto per potere avere Umberto I° dritto qualora fosse indossata, con il tempo l'argentatura ha perso la sua brillantezza dando vita ad un colorito piuttosto curioso. Misura 30mm di diametro e pesa 9,79 grammi, che ve ne pare? Più che argentata sembrerebbe colorata... chissà.
    1 punto
  27. Grazie mille @Vel Saties , per il momento non so che rispondere , provero' ad analizzare meglio questa moneta : L. TREBANI , modulo e sue caratteristiche generali . Ti terro' informato .
    1 punto
  28. Bellissima moneta @Alan Sinclair Il lento incedere dei cavalli attribuisce a questa moneta una maestosità affascinante. Complimenti
    1 punto
  29. Grazie per l'identificazione. Ruotandola corrisponde. Si intravede anche la M di S M ai lati di San Matteo.
    1 punto
  30. Certamente. Sinceramente, neanch'io sono particolarmente soddisfatto di questo aumento esponenziale dei prezzi perché, naturalmente, mi limita molto negli acquisti (non avendo a disposizione un budget infinito). Ciononostante, un po' di sterline e marenghi comuni continuerò comunque a comprarli perché non vorrei pentirmi tra qualche anno pensando: "Certo che quando i marenghi si compravano ad 800 euro..." Prezzi che, ad oggi, ci sembrano folli ma chissà in futuro... Ma questi sono gli stessi personaggi che oggigiorno offrirebbero ad un privato al massimo 700 euro per una sterlina. Per me sono dei semplici troll. Non vanno nemmeno presi in considerazione.
    1 punto
  31. Anche oggi ho potuto vivere una splendida giornata numismatica, non casuale, l’evento dell’Ambrosiana è stato aperto con una presentazione della mostra e del catalogo ad essa dedicato, grazie al contributo del Gruppo del Cordusio. Poi visita alla mostra con spiegazione delle monete e dei volumi miniati, a seguire nella sala 19, si è continuato a poter vedere le teche con l’esposizione permanente delle monete. Un evento bellissimo legato alla spiritualità cristiana e la numismatica. Complimenti a Mario per aver reso possibile questa nuova, e non mai scontata, giornata evento. 👏👏👏👏
    1 punto
  32. Buongiorno. A mio avviso è ovvio che le commemorative d'argento di Italia, San Marino e Vaticano siano destinate alla fusione. Sono oggetti commerciali d'uso e consumo: creano un'emozione immediata in quanto novità scintillante, poi cadono nel dimenticatoio con il passare dei decenni (un po' come un giocattolo o uno smartphone: forse ancora peggio, nessun museo un domani le esporrà in quanto oggetti di nicchia già oggigiorno e senza significato storico). Anche per le commemorative Euro è è sarà lo stesso. È la normalità. Nessun danno. Per fortuna l'aumento enorme del prezzo dell'argento sta creando l'occasione di poter vendere tutto questo materiale ad un prezzo che riduce le perdite (o che crea un piccolo guadagno).
    1 punto
  33. Buonasera a tutti, voglio condividere con voi questa (a mio parere) affascinantissima cartolina del 1932. Raffigura il mercato di Lahej, protettorato britannico nei pressi di Aden, nell'attuale Yemen. Chi l'ha scritta era un belga e in Belgio, a Liegi, l'ha inviata con un "grand bonjour d'Aden, où nous sommes en escale". Territorio e cartolina inglesi, mittente belga, ma... francobollo italiano! Un vero e proprio mélange che mostra il passaggio degli europei nella realtà del basso Mar Rosso dell'epoca dove si ritrovavano colonie e protettorati inglesi, francesi e italiani. Il francobollo dovrebbe essere quello della serie "Pro Società Dante Alighieri", emesso proprio lo stesso anno (1932) e rappresenta Carducci: reca la sovrastampa "Colonie Italiane". Ma a rendere ancor più magica la nostra storia è l'annullo: è stato timbrato a bordo del Piroscafo Postale Italiano Francesco Crispi. Mi sembra quasi di vedere la scena: durante una calda giornata di ottobre (mi sembra di leggere un 10 nell'annullo) il nostro signore (o signora, non riesco a interpretare bene la firma) belga fa scalo ad Aden durante il suo viaggio di ritorno in Belgio: decide di scendere a terra e compra una cartolina per scrivere a una sua conoscente, Madame Duquesse, per informarla che entro un mese sarà in Belgio (il viaggio sarà ancora lungo, ma sicuramente ricco di meraviglie). Tornato a bordo scrive con calma la sua cartolina e acquista un francobollo della nuova serie "Società Dante Alighieri". La lascia nelle buone mani di un marinaio addetto alle spedizioni, che solerte la timbra facendo partire un viaggio parallelo, ma sicuramente più rapido verso il Belgio, dove giungerà sana e salva. Chissà se le cose sono andate davvero così? La storia del piroscafo Francesco Crispi è invece più triste: venne riadattato al trasporto truppe durante la seconda guerra mondiale e affondato il 19 aprile 1943 proprio dai siluri di un sommergibile britannico, l'HMS Saracen, nei pressi dell'Isola d'Elba. Cosa ne pensate? Avete qualche altra informazione da aggiungere alla nostra storia? Non sono molto esperto di francobolli, ma ho un vecchio catalogo e non ho potuto fare a meno di cercare il valore di questo francobollo: sembra che la sovrastampa "Colonie Italiane" lo impreziosisca notevolmente. Ma è davvero così? Ed è vero che anche l'annullo del piroscafo Crispi ne incrementa il valore? Sicuramente il valore storico è più alto ai miei occhi di quello economico, ma adesso sono curioso e mi rimetto a voi esperti. Grazie a chi risponderà e un cordiale saluto Regium
    1 punto
  34. Buonasera. Martello pesantuccio, non una mazza ma magari un martello a manico corto, che permette più controllo e assesta dei bei colpi agli angoli dello slab,, colpi in serie, 2 per ogni angolo e via così, ad un certo punto si aprirà come una cozza in padella e potrai terminare l'opera aprendo il tutto con le sole mani. Io ho sempre fatto così ! Cordialmente. Cristiano. P.s. colpire gli angoli ti garantisce di evitare la moneta e di schiudere un pò alla volta lo slab. Tieni tutto ben fermo magari avvolgendo lo slab in uno straccio, lasciando esposto solo l'angolo da colpire e proteggendo relativamente la mano che fa da morsa.
    1 punto
  35. 1 punto
  36. Salve amici, è da un pò che non ci si sente ma in realtà, al di là di qualche problemino familiare attualmente risolto, sono stato impegnato per il completamento della pubblicazione del libro che, in pratica, riguarda tutta la mia collezione di antoniniani. Non so se è il caso di inserire in questa discussione la foto della copertina , sarete Voi a farmelo sapere. Comunque, la mia collezione di monete della Dinastia Severiana si allarga con tre denari di Settimio Severo provenienti dal tresòr di Nizy Le Comte che erano parte di un lotto messo in asta nell'anno 2013 da ALDE NUMISMATIQUE (Hotel Ambassador - Paris). Sperando sempre di fare cosa gradita pubblico parte delle foto. Se da Voi ritenuto interessante, a richiesta, allegherò anche foto del catalogo d'asta nel quale era inserito il lotto in parola a pagina 20. Buona visione e buona serata a tutti. Mario
    1 punto
  37. Ciao, lodevole ed interessante iniziativa 🙂. Per quanto mi concerne, cosa più che graditissima come penso la quasi totalità di chi colleziona e studia le monete. Senza condivisione delle stesse ( perché tutto parte dalle monete 🙂) non si potrebbe parlare di niente che riguardi la Numismatica, e lo dico senza nessun timore di essere smentito, percui...A tal proposito CONDIVIDO due miei esemplari della stessa tipologia dei tuoi. Uno con Giove sul rovescio ed il secondo con lo stesso Settimio Severo rappresentato in tenuta militare, con patera, altare e lancia, nell'atto di compiere un rito sacrificale ( il tuo con legenda RESTITVTOR VRBIS e RIC 167, il mio invece con legenda RESTITVTORI VRBIS RIC 168). 18 mm 2,90 g RIC 196 19 mm 3,15 g RIC 168
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  38. 1 punto
  39. Con il ritmo a cui crescono i debiti pubblici delle economie occidentali, sarei stupito a vedere il prezzo delle materie prime più preziose crollare o tornare indietro a tanti anni fa. poi per carità tutto può succedere.. basta vedere i cataloghi di anni fa, i prezzi delle monete degli anni 90, chi ha comprato e tenuto sicuramente non ha buttato via i propri soldi
    1 punto
  40. Un buon inizio 2026 a tutti La collezione si è estesa a una siliqua di Teodosio II. È un pezzo che cercavo da molto tempo e va a coprire un periodo molto complicato. In pratica nel 408-409 governarono l'Impero Romano ben 4 imperatori: Teodosio II, Onorio, Arcadio, Costantino III e il suo cesare Costante III. Sebbene la storiografia moderna presenti Costantino III come usurpatore di fatto questo era stato riconosciuto da Onorio distinguendosi da altri personaggi come Prisco Attalo, Massimo, Giovino e Sebastiano motivo per cui c'è l'ho tra i personaggi da inserire nella collezione.
    1 punto
  41. Siamo pronti … Se si potrà farlo, avremo modo anche qui di commentare l’evento e anche il libro/catalogo della Mostra che sarà donato agli appassionati presenti sabato.
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  42. L'11 ottobre 1920, meno di tre mesi dopo l'apertura della Zecca, scoppiò un incendio ai piani superiori dell'edificio che la ospitava. Un fatto, purtroppo, non nuovo nella storia delle zecche statunitensi, ma che stavolta, per fortuna, non interessò direttamente quella di Manila: mentre gli uffici ai piani superiori andarono quasi completamente distrutti, la Zecca potè riprendere la sua attività già il giorno seguente continuando a coniare tutti i nominali correnti all'epoca, ovvero da 1 a 50 centavos: la produzione del mezzo centavo e del peso era stata definitivamente sospesa rispettivamente nel 1908 e 1912. E nel 1921 venne a cessare anche la produzione dei 50 centavos, che dunque furono coniati a Manila per soli due anni, per un totale di poco più di 2.700.000 esemplari. Per quanto riguarda gli altri nominali, il centavo in bronzo fu coniato dal 1920 al 1922, dal 1925 al 1934, e in ultimo nel 1936. I 5 centavos in rame e nickel furono coniati per i primi due anni, poi dal 1925 al 1935, ad eccezione del 1929 e 1933. Nel 1930 furono ridotti di peso e diametro, da 5 a 4,75 gr. e da 20,5 a 19 mm. Questo perché si tendeva a confonderli con le monete da 20 centavos, sebbene il disegno fosse diverso. L'argento, infine. Detto dei 50 centavos, coniati solo per due anni, anche i 10 e 20 centavos ebbero una produzione limitata. I primi, dopo il 1920 e 1921, furono coniati solo nel 1929 e 1935, i secondi, dopo i primi due anni, gli unici in cui furono prodotti tutti i nominali, riapparvero solo nel 1928 e 1929. (tutte le foto da Heritage Auctions) All'inizio, la Zecca di Manila non aveva marchio. Tutte le monete prodotte nel 1920 e 1921 e i centavos del 1922, non portavano alcun segno identificativo. Ma quando le coniazioni ripresero, nel 1925, una piccola M fece la sua comparsa al rovescio, nella stessa posizione in cui, in precedenza, compariva la S di San Francisco, sotto il punto che separa la data dalla parola UNITED. Non avvenne per caso, ma fu il risultato delle pressioni esercitate dai numismatici delle Filippine, che cercavano il giusto riconoscimento per la loro monetazione... allora i numismatici contavano qualcosa petronius
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  43. Buongiorno, direi piuttosto un follaro di Salerno a nome di Guglielmo duca (1111-1127). Al dritto il busto frontale di San Matteo fra S - M, al rovescio una croce con VI - CTO - RI - A nei quarti. Al momento non ho testi a portata per dare riferimenti, ma qui c’è un esemplare della stessa tipologia e in conservazione migliore: https://www.acsearch.info/search.html?id=6438822 P.S. la prima foto va ruotata di 180 gradi
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  44. Posta una foto nitida fronte retro e magari anche i dati ponderali (peso e diametro). se troppo pesante fattela inviare su whatsapp da altro telefono vedrai che dopo questa operazione le dimensioni saranno adeguate
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  45. L’articolo completo è qui. https://www.academia.edu/46592298/BOEHRINGER_C_Die_Barbarisierten_Münzen_von_Akragas_Gela_Leontinoi_und_Syrakus_im_5_Jahrhundert_v_Chr Le argomentazioni iniziali sono in tedesco, ma le discussioni che seguono sono in italiano, con vari luminari della numismatica. “E — per non rovinare il divertimento — uno degli argomenti principali è che molte delle monete barbarizzate provengono da tre città specifiche vicine tra loro e da un arco di tempo molto limitato, per cui potrebbero essere associate a territori sotto il potere di Ducezio, anche se non si tratta, a quanto pare, di una sua monetazione propria.
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  46. Ecco il secondo. Grammi 1.49 mm 17-18
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