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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/22/26 in Risposte

  1. Ciao, il ritratto sembra più quello di Filippo l'Arabo. Ci sono alcune lettere leggibili sopra la testa dell'imperatore e mi sembra ben visibile una lettera P. Tu con moneta dal vivo puoi vedere meglio. Posto esemplare che dovrebbe essere della stessa tipologia.
    3 punti
  2. Terminato di leggere. Non posso che complimentarmi con @Reale Presidio per l'ottimo lavoro svolto. Oltre alla parte iniziale dedicata alla storia dei Reali Presìdi, è stata altamente interessante la parte riservata, ovviamente, alle monete. Ogni moneta viene analizzata per millesimo e per valore senza trascurare i più piccoli dettagli. Le immagini sono di qualità ed è possibile godersi alcune monete del Museo Nazionale Romano e del Musero Correr. La presenza di tabelle, la collazione di testi dedicati a tale monetazione, un'appendice con la trascrizione di documenti d'archivio e altro ancora, rendono questo lavoro indispensabile per i cultori della monetazione napoletana e toscana.
    3 punti
  3. DE GREGE EPICURI Il titolo generale di questa discussione però è ingannevole; sarebbe stato meglio scrivere: "monete di restituzione di Traiano". Il termine inglese "restored" qui va tradotto "di restituzione", e non ha nulla a che fare con le tecniche di restauro (=interventi di miglioramento, modifica, pulizia, ecc.) delle monete antiche.
    3 punti
  4. Buona sera, vorrei condividere con voi questa bella cartolina riguardante il battesimo di Umberto Il, futuro re d'Italia per un mese e per questo chiamato "Re di Maggio". Come sempre sono gradite notizie al riguardo. Grazie mille.
    2 punti
  5. Salve. Posto le mie due piastre 1798 con sottocorona rigato e 9 torri. Una è identica alla tua. L'altra, pur riportando 9 torri, si differenzia perché ha la rigatura da sinistra verso destra e non ha lo scudo chiuso. Magliocca, a pagina 174 dell'edizione 2025 del suo manuale, le classifica ambedue R2, così come il Gigante. Per quanto riguarda il tuo quesito, il mio parere è che lo scudo chiuso non renda la moneta più rara. I cataloghi non la prendono mai in considerazione. Un caro saluto.
    2 punti
  6. Tanto di cappello e rispetto verso la tua pluridecennale esperienza… ma proprio parlando di requisiti minimi: hai letto cosa ho scritto e hai visto la foto che ho postato? E credo che “almeno decente” lo sia. Poi, ovviamente, tra i requisiti minimi serve moltissima attenzione. Però, quello che ci tenevo a dire è che, se si vuole iniziare con poca spesa, uno smartphone di oggi fa più di quella vetusta compatta con la quale ho iniziato. Per il resto, un po di fantasia aiuta ad allestire il set. La volontà è lo studio, poi, faranno la differenza
    2 punti
  7. Ciao @Pino 66 dovrebbe essere RIC V Valerian 190. https://numismatics.org/ocre/id/ric.5.val_i.190
    2 punti
  8. Ciao, C’è un punto alla fine della legenda, EXERC ITVS• , può essere Costantinopoli (RIC VIII 23-30) o Ciziko (i rari « RIC 0 ») Secondo me è Constantinopoli, Costanzo II o Costante (legenda D N CONSTA- NS P F AVG) https://www.nummus-bible-database.com/monnaie-109121.htm
    2 punti
  9. Buonasera a tutti, con questo post andiamo a chiudere il viaggio intrapreso della storia di Milda. Nel 1939 il governo lettone iniziò a prepararsi a coniare nuove monete da 5 lats da emettere nel 1941. La fanciulla lettone doveva essere sostituita da un ritratto del leader autoritario della Lettonia, Karlis Ulmanis, ma quelle monete non furono mai coniate causa lo scoppio della seconda guerra mondiale. Già prima della guerra la gente in Lettonia aveva iniziato ad accumulare monete d'argento per prepararsi alla crisi imminente ma il 23 agosto del 1939, dieci giorni prima dello scoppio della II guerra mondiale, il ministro degli esteri tedesco Joachim Von Ribbentrop giunse a Mosca per firmare insieme al suo omologo sovietico, Vjaceslav Molotov un patto di non aggressione fra la Germania di Hitler e l’Urss di Stalin che darà il via libera all’inizio del conflitto mondiale: Il patto di non aggressione venne reso pubblico, ma in quello stesso giorno Ribbentrop e Molotov firmarono anche un altro accordo, un protocollo segreto, con il quale Hitler e Stalin si spartiscono l’Europa orientale e i paesi baltici. Quel protocollo segreto segna, il 23 agosto del 1939, il destino di Lettonia, Lituania ed Estonia, che verranno invase nel 1940 dall’Armata Rossa, poi nel 1941 dall’esercito tedesco nell’operazione Barbarossa, per tornare sotto l’occupazione sovietica fra il 1944 e il 1945. Dopo l'occupazione sovietica della Lettonia nel 1940, il lat continuò a circolare insieme al rublo sovietico, sebbene le monete d'argento fossero in gran parte scomparse dalla circolazione. Il 25 marzo 1941, la monetazione lettone fu sostituita definitivamente dal rublo russo. Si stima che 50 milioni di lats non siano mai stati scambiati con rubli. Le persone rimasero con monete e banconote improvvisamente senza valore, ad eccezione del valore sentimentale e del contenuto d'argento delle stesse. Le autorità sovietiche, tuttavia, avevano monete da 5 lats per un valore di circa 3,6 milioni di lats. Si dice che negli anni '60 la Vneshtorgbank dell'URSS commerciasse in lat d'argento lettoni, offrendoli a un prezzo piuttosto alto a collezionisti stranieri. A partire dal 1941, i lats divennero un oggetto da collezione. L’occupazione sovietica durò circa 40 anni con deportazioni di massa, esili e guerriglie da parte della resistenza lettone ma tale regime favorì soltanto una forte unità nazionale. Nella Lettonia occupata dai sovietici, i lettoni aiutarono i loro concittadini in tutti i modi possibili. In genere i lettoni fecero del loro meglio per mantenere la loro lingua, la loro cultura, le loro tradizioni e lo spirito e identità nazionale ricordato da Milda. Cinquanta anni dopo la firma del protocollo segreto, il 23 agosto del 1989, i Lettoni insieme agli Estoni e Lituani decidono di mettere in atto una clamorosa azione di protesta pacifica, per denunciare la firma fra nazisti e sovietici e mostrare a tutto il mondo la loro voglia e il loro diritto a tornare ad essere paesi liberi ed indipendenti. E’ la Via Baltica, una catena umana di circa due milioni di persone che scendendo in strada e prendendosi per mano compose una catena che attraversò i tre paesi baltici, unendo le capitali Tallin, Riga e Vilnius: Non fu semplice organizzare una protesta pacifica, senza i mezzi che abbiamo oggi, e difatti gli organizzatori comunicavano via telefono, via fax, da un distretto all’altro, per informare e organizzare la gente nei vari punti di raccolta. Di seguito un famoso fax che circolò per esortare tutti i popoli baltici alla protesta: Il problema per i movimenti di liberazione quel giorno non era solo quello di organizzare la buona riuscita della protesta all’interno dei tre paesi baltici, ma anche la pubblicizzazione e la diffusione delle immagini nei media internazionali. Era questo l’obiettivo della protesta: far sentire a tutto il mondo la voce dei popoli baltici che reclamavano il loro diritto alla libertà e all’indipendenza. L’obiettivo fu raggiunto grazie alla diffusione delle foto e delle immagini in tutto il mondo e la stampa internazionale diede grande risalto all’evento: Lettonia, Estonia e Lituania ottennero l’indipendenza due anni dopo, nell’agosto del 1991. Intanto in quegli anni Zelma Brauere continuò a partecipare a vari eventi presso la Casa degli Insegnanti (ora Ambasciata Svedese), davanti alla quale una sera fu investita da una motocicletta. Zelma all'epoca aveva 77 anni. Le autorità la fecero seppellire al cimitero di Lāčupe con il suo costume tradizionale come è stata disegnata sulla moneta. La Banca di Lettonia ha dedicato una moneta d'oro da 5 lats per commemorare i 90 anni della sua emissione: Infine con l’entrata dell’euro che rimpiazza il lat, ritorna Milda sulla moneta corrente per la felicità del popolo lettone. Sarà l’effigie della moneta lettone da 1 e 2 euro, anche se l’immagine non è quella originale del 1929 ma una nuova versione disegnata da Ilze Kalniņa che prende spunto dalla Milda originale: Come afferma Stradiņš a fronte dell’introduzione dell’euro: "Milda sarà la donna lettone più famosa, almeno in Europa. Quelle monete circoleranno in tutti i paesi dell'UE". Vi lascio anche un video sulla storia di Milda: 5 Lats, Milda, una moneta che racconta e continuerà a raccontare un popolo, le sue tradizioni, la libertà e l’identità nazionale. Grazie a tutti numys il viaggio e il racconto termina con questo post e ringrazio tutti coloro che con pazienza hanno seguito, spero con interesse, la storia di Milda. “La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro.” (M. De Cervantes)
    2 punti
  10. Buonasera a tutti, ho voluto aprire questa discussione dopo aver acquistato il 5 Lati d'argento lettone, meglio conosciuta come Milda, per la mia collezione e fare un viaggio nel tempo e nello spazio con parole, immagini e video per rivivere la sua bellissima ed affascinante storia provando l'emozione che allora ed ancora oggi suscita questa moneta per questo popolo che per lunghi anni ha lottato per la conquista della propria libertà ed indipendenza. Spero che questo viaggio possa essere interessante e coinvolgente per tutti e qualsiasi approfondimento sarà ulteriormente apprezzato per migliorarne i contenuti. Quando il 1 gennaio 2014 in Lettonia è stato introdotto l'euro, è tornato in circolazione un simbolo molto popolare che celebra il trionfo della libertà, la fanciulla popolare lettone: icona dell'indipendenza e dell'orgoglio lettone è tornata nella monetazione quotidiana della nazione circa 70 anni dopo la guerra. Il suo conio risale al 1929 su quella che, indubbiamente, è la più popolare delle monete lettoni, il 5 lati d'argento: Ogni moneta è un piccolo libro di metallo prezioso ricco di storia e Milda ha una sua storia da raccontare dietro il design e la donna che ne hanno ispirato il motivo che sono senza tempo. Nel suo discorso l'accademico Jānis Stradiņš, membro del Comitato per il design delle monete della Banca della Lettonia, in occasione del 90° anniversario rimarcava: "I simboli sono molto importanti per l'esistenza ininterrotta di uno stato e di una nazione; non sono solo segni formali di distinzione. I simboli uniscono la nazione, fanno pensare ai percorsi della storia, al destino della nazione, danno origine alle tradizioni. Molti di questi simboli lettoni sono nati durante il cosiddetto risveglio nazionale (seconda metà del XIX secolo), ad esempio alla bandiera rosso-bianco-rossa e al nostro inno "Dio, salvi la Lettonia", ma altri all'alba della nostra indipendenza. Tra questi ultimi, lo stemma nazionale, l'istituzione della presidenza, il Monumento alla Libertà, la scultura della Madre Lettonia e altri simboli, tra cui il lati, associato alla moneta da cinque lati prebellica: la nobile fanciulla con il tradizionale copricapo e spighe di grano è il simbolo e l'immagine della Lettonia condiviso da tutti." In tutta la sua storia, la Lettonia ha conosciuto solo cinquantuno anni di indipendenza: vent'anni tra le due guerre mondiali (1919-1939) e trentuno dal 1991 ad oggi. Terra di missioni, conversioni accompagnate da interventi militari ed economici dal XII secolo, questo paese ha vissuto 750 anni di occupazione straniera. Che fosse germanica, svedese, polacca, russa, nazista o sovietica, questa dominazione ebbe generalmente conseguenze simili per questa popolazione: essere alla mercé degli occupanti, avere condizioni di vita spesso difficili, scarso potere economico e politico, conoscere l'imposizione di una lingua straniera. L'identità di questo popolo è stata costantemente minata, se non imbavagliata fino alle sue fondamenta. Grazie a tutti numys Il viaggio continua “La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro.” (M. De Cervantes)
    1 punto
  11. Ben trovati, il metodo è preistorico ma tuttora valido a meno che non si possieda uno smartphone con un buon macro.
    1 punto
  12. Da Alessandria di Egitto, un accattivante esemplare di tetradrammo in 'bronzo bianco' per Cornelia Salonina, con al diritto busto dell' augusta ed al rovescio figura di Elpis . Sarà il 4 Marzo in vendita CNG 605 al n. 552 .
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  13. Confermo @Pxacaesar stavo postando il Ric 😊 https://numismatics.org/ocre/id/ric.4.ph_i.174
    1 punto
  14. ben più che decente, davvero buona! Temo di aver cancellato la parte in cui, anzi, mi complimentavo per la tua arte dell'arrangiarsi. In particolare la chicca dell'autoscatto. Mi scuso perché ha reso antipatica senza volerlo la mia risposta, cosa che non voleva essere assolutamente. PS: la storia dei forchettoni mi ha fatto morire 🙂
    1 punto
  15. Ciao @latino secondo me è un AE3 SOLI INVICTO COMITI di Costantino I. https://www.acsearch.info/search.html?term=Soli+invicto+comiti++"constantinvs+avg"&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
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  16. No, non è nulla di ostico ma sono i requisiti minimi per fare una foto almeno decente. E la fotografia ha necessità di attenzioni per riuscire bene attenzioni che chi non è addentro alle questioni fotografiche o troppo aduso all'uso del cellulare senza attenzioni non ha, non conosce e non immagina. E lo dice uno che con la fotografia ci lavora e la insegna da almeno 3 decenni.
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  17. Grazie @Ale75
    1 punto
  18. Asse di Valeriano
    1 punto
  19. in questo caso specifico, hanno molta differenza, anche se creazioni prettamente filateliche. i tre francobolli avevano un valore facciale specifico per le tre destinazioni e pertanto usati singolarmente ricoprivano l'esatta tariffa, quindi averle allo stato di viaggiate, sono sicuramente molto più interessanti, averle acquistate allo sportello postale e fatte bollare FDC, sono semplicemente degli usati, soprattutto anche perché in qualche caso si trovano anche senza il bollo ufficiale commemorativo, le tue sono ok, saluti (PS: diverso tempo fà feci un post di diverse buste di questo tipo, rispondendo ad un post di un amico del forum che ora non ricordo , purtroppo non ho tempo per ritrovarlo, ma se vuoi ricercarlo, troverai alcuni pezzi carini, saluti Fabio
    1 punto
  20. Scritta così mette timore facendo sembrare la fotografia monetale qualcosa di ostico. Io ho iniziato con una compatta digitale del 2005, e come stativo usavo una scatola di scarpe e due forchettoni da insalata sulla quale poggiavo la compatta. Come luce una semplice da pochi euro. Autoscatto per evitare il mosso e via... Se c'è voglia di fare ci si arrangia... e tutto sommato il risultato non era malaccio Qui puoi trovare qualcosa che forse potrebbe interessarti...
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  21. Bella conservazione...sul nomisma la trovi come 465a (9 torri) indicata R2. Sul gigante è assente.
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  22. Ciao @odjob non vorrei dire una stupidaggine perché la moneta è abbastanza malconcia,ma per me è un AE3 FEL TEMP REPARATIO credo di Giuliano II (vedo che è un cesare). Aspettiamo comunque altri pareri. https://www.acsearch.info/search.html?term=Fel+temp+reparatio+julian+ae&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
    1 punto
  23. Ciao Cris, non è un Grano fuso. Personalmente non conosco fusioni di questa tipologia. Come tutte le Vicereali.
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  24. Ciao @Danyx72, Si percepisce il 2: con elevata probabilità si tratta di una ostruzione di conio che non ha consentito di imprimere correttamente il 2. È una semplice curiosità, anche abbastanza frequente per gli euro.
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  25. 1 punto
  26. DE GREGE EPICURI Direi un semisse, anche se la S non si vede quasi per nulla (forse una traccia al diritto). Al R naturalmente la prora verso dx; al di sopra della prora sembrerebbe di vedere una figurina, ma penso che sia un artefatto.
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  27. E mi sono reso conto che nel gruppetto, sempre a 64 centesimi, ho pescato anche 1 dihram 1960, unico millesimo in argento..
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  28. Ciao @ceolo non è un fals ma un burbe. https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=298339
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  29. Prendendo spunto da un'altra discussione mi sono chiesto: ma come (dove e quando) si chiamano queste monete?!? Le forme Pfennig, Pfenning o addirittura anche Pfening (senza la "n" doppia) sono varianti storiche della stessa parola e indicano la stessa tipologia di moneta, non monete diverse. Fino all’Ottocento inoltrato (e in pratica fino a circa il 1900) non esisteva una grafia unica standardizzata: le diverse regioni di area germanica ne utilizzavano di differenti sulle monete. Con la standardizzazione linguistica e monetaria tra XIX e XX secolo, e soprattutto con i sistemi monetari moderni, si è imposta definitivamente la grafia “Pfennig” - vedi la Germania pre Euro. Di conseguenza non ha senso parlare di forma “corretta” o “sbagliata” in assoluto: la forma va valutata in base al periodo e al contesto. Per una moneta moderna è corretto usare Pfennig, per una moneta più vecchiotta le altre grafie sono perfettamente legittime od addiruttura necessarie. In breve: non cambia la valuta, cambia l’epoca e la sua grafia. njk
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  30. È stata fatta una confusione incredibile tra R2 del Gigante e R4 del Magliocca senza neanche accorgersi che la 259b ( A chiusa e sottocorona liscio) e la 259c ( A chiusa e sottocorona rigato) non vengono citate dal Gigante che si limita alle varianti sottocorona rigato a sinistra e sottocorona rigato a destra, quindi era un paragone inutile perché si mettevano a confronto varianti diverse con rarità diverse, inoltre anche il Magliocca valuta le varianti solo con sottocorona rigato R2 quindi in linea con il Gigante...
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  31. Di seguito la 259b (A chiusa e sottocorona liscio) direttamente dal manuale delle monete di Napoli edizione 2025... Posto anche la foto originale della stessa, gentilmente concessami dall' amico Pietro Magliocca...
    1 punto
  32. Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una moneta asburgica che, a mio parere, non è tra le tipologie che si vedono molto spesso qui sul Forum: un Kreutzer in rame battuto nel 1803 all'interno della Zecca di Gunzburg (H) durante il regno dell'ultimo Sacro Romano Imperatore Francesco II d'Asburgo-Lorena. Questa moneta, assieme ai pezzi da ½ e ¼ di Kreutzer, venne battuta per la circolazione interna alla cosiddetta "Austria Anteriore" (Vorderosterreich), corrispondente, al giorno d'oggi, ad una serie di territori facenti parte di Svizzera, Vorarlberg, Alsazia, Baden-Württemberg meridionale e Baviera. Sin dai tempi di Maria Teresa d'Asburgo, venne affidato alla Zecca di Gunzburg il compito di coniare monete per questa regione austriaca. La moneta di cui oggi vi parlo, presenta: al dritto, lo stemma coronato dell'Austria Anteriore circondato dalle iscrizioni "FRANC II D G R I S A H B R A A M B", Francesco II Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Ungheria e Boemia, Arciduca d'Austria e Granduca di Borgogna; al rovescio, valore "EIN KREUTZER", millesimo "1803" e marchio di zecca "H" su quattro righe entro un elegante cartiglio. Condivido, assieme alle foto della moneta, anche un'utile cartina per identificare al meglio i territori della Vorderosterreich. Grazie per l'attenzione!
    1 punto
  33. La possibilità di lecito acquisto e possesso c’è sicuramente, tant’è vero che vi sono i commercianti di monete antiche con licenza dello Stato… il rischio, quando c’è di mezzo lo stato italiano, c’è su tutto, non solo sulle monete antiche…. Diciamo che su queste ultime , complice una legislazione profondamente idiota e totalmente a discrezione degli inquirenti come applicazione e interpretazione, bisogna muoversi con attenzione e, come dico spesso: “a volte bisogna essere intelligenti anche per gli altri” e controllare che siano veramente in regola e che facciano quello che devono fare.Perche poi i problemi sono dietro l’angolo…. Non è il caso di Nomisma, ma ci sono tantissimi commercianti numismatici senza alcun titolo per lavorare , né licenze né regolarità amministrativa, che magari sono attivi da anni , ogni tanto gli danno una torchiata, gli sequestrano lo stock, stanno fuori dai giochi per un po’, e poi li ritrovi al convegno dopo , con tavoli di monete da decine o centinaia di migliaia di euro, ma totalmente abusivi nell’esercizio dell’attività…. E non te lo dicono mica quando compri, anzi; ti fanno anche pseudo fatture con diciture fantasiose( “servizi generici”, è una delle tante” monete fuori corso” un’altra , emettere uno scontrino non descrittivo è altrettanto irregolare per le monete antiche e tanti altri sistemucci ) che non valgono assolutamente nulla dal punto di vista legale della liceità del possesso … devi capire tu se sono commercianti regolari o no… informandoti presso le associazioni legalmente riconosciute( una sola in Italia: la NIP, tutte le altre non contano nulla legalmente) o, per esempio , controllando le fatture che siano fatte a norma di legge, che abbiano la licenza specifica per il commercio di monete antiche , che siano realmente ditte attive…che citino i numeri di registro di carico in ingresso e uscita , e così via Purtroppo chi dovrebbe controllare la loro regolarità, o non lo fa, o , a volte, è a libro paga… quindi non v’è certezza … CAVEAT, dicevano i latini .
    1 punto
  34. Ecco qui andiamo meglio.. abbiamo qualche valore di catalogo.. non da diventare ricchi ma meglio di niente. Il lotto va studiato, .. nei caso di varietà.. la visione cosmetica e superficiale non rende merito al lotto.
    1 punto
  35. In breve : in Italia, no….
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  36. Questi sono francobolli di servizio (Dienstmarken).... con l'aquila imperiale (Reichsadler) volta a sx. In ambito filatelico si differenziano dai francobolli comuni, non potevano essere acquistati dai cittadini privati all'ufficio postale, erano distribuiti solo agli uffici governativi, ministeri e amministrazioni pubbliche del Terzo Reich. Servivano per tracciare e affrancare la corrispondenza ufficiale dello Stato, la loro natura era puramente burocratica . L'uso da parte di un privato su una lettera personale era illegale. Quelli sulla busta sono da 9 Reichspfennig, solitamente usati per lettere di peso standard o per distanze specifiche all'interno dei distretti amministrativi. Il soldato americano li ha usati come chiudi lettera. BUSTA INTERESSANTE !
    1 punto
  37. Il mittente è il Soldato (Pvt.) Thos. Throckmorton (matricola 33917400). Apparteneva alla 202nd Military Police Company, facente parte del comando U.S.F.A. (United States Forces in Austria). Questa unità era responsabile della sicurezza e della guardia d'onore per il quartier generale del Generale Mark Clark a Vienna. La lettera era indirizzata alla signora Thos. Throckmorton al 213 Garden Avenue a Grove City, Pennsylvania. Sotto il 213 di Garden Avenue a Grove City dove arrivo' la busta.
    1 punto
  38. Grazie per la segnalazione. Mi permetto di condividere le recensioni di Panorama Numismatico e di Cronaca Numismatica, per le quali ringrazio le rispettive redazioni: https://www.panorama-numismatico.com/la-monetazione-dei-reali-presidi-di-toscana-nuova-edizione-del-volume-di-riccardo-martina/ https://www.cronacanumismatica.com/nuovo-libro-sulla-monetazione-dei-reali-presidi-di-toscana/
    1 punto
  39. Riccardo @Reale Presidio è il massimo esponente della monetazione dei Reali Presìdi di Toscana; sono certo che questo studio non deluderà i cultori della materia.
    1 punto
  40. semplicemente sono valori che qualche venditore ebay spara così, tanto per vedere se c'è qualche pollo disposto a spendere tanto per una "rarità introvabile": sono annunci per gonzi, su ebay chiunque può mettere in vendita la qualunque al prezzo che vuole, pure il tappuccio di una bic masticato a mille mila € dicendo che era di Elvis..... Vale il facciale, come tutte le monete che hai trovato e troverai nei resti della spesa
    1 punto
  41. Salve Condivido alcuni francobolli del titolo che mi sono stati donati anni fa. Il primo celebra il V centenario della nascita di Giorgio Vasari. apollonia
    1 punto
  42. Salve condivido con voi questa cartolinA e chiedo maggiori informazioni. Purtroppo il timbro non è molto nitido e soprattutto il francobollo sembra reincollato ma non perfettamente al suo posto. Ringrazio in anticipo
    1 punto
  43. Son passato stamattina, ho curiosato tra le bancarelle e non ho preso nessuna moneta. Molti stranieri, sia tra i visitatori sia tra i collezionisti, credo per lo più dell’est. mi son regalato degli splendidi astucci in legno, interno velluto rosso!
    1 punto
  44. Riporto in alto questa discussione per dare la possibilità di leggerla a chi a suo tempo non ha potuto e magari a qualche nuovo utente. Aggiungo pure l'immagine riportata sulla moneta da 50 santimu del 1922 ovunque citata con un generico "figura in piedi" , il creatore è sempre l'artista Rihards Zariņš, figura chiaramente molto somigliante alla nostra Milda.
    1 punto
  45. E' giusto completare questo viaggio di Milda ricordando che l'immagine di Zelma Brauere fu riportata anche su alcune banconote nel corso degli anni. Infatti Rihards Zariņš fu il disegnatore del taglio da 100 lats del 1923: Qualche anno più tardi l'artista fu commissionato per il disegno del 10 lats (1934): e successivamente sul bellissimo taglio da 20 Lats del 1935: Poi nel 1992 i disegnatori Imants Žodžiks e Valdis Ošiņš ripropongono Milda nel terza serie delle banconote lettoni: P.S.: qualsiasi integrazione e/o correzione di questa discussione sarà utile a migliorarla come strumento di condivisione di conoscenza. Grazie a tutti e un ringraziamento particolare a @nikita_ numys “La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro.” (M. De Cervantes)
    1 punto
  46. Buonasera a tutti o meglio buonanotte, anche se con alcuni giorni di ritardo proseguiamo il viaggio intrapreso della storia di Milda. Rihard Zarriņš per la creazione del suo design aveva bisogno di trovare il prototipo di ragazza che potesse rappresentare la fanciulla popolare lettone e allo stesso tempo riuscisse ad idealizzare la libertà e l’amore. Un giorno l’artista ritrovò sulla sua strada una donna che gli avrebbe cambiato la vita artistica e non solo, Zelma Brauere: infatti lei lavorava come revisore di bozze presso la tipografia di stato e grazie alla correzione di un grave errore su un libro, da mandare in stampa, di Zarriņš riuscì a conquistare la sua fiducia. Da quel momento l'artista rimase affascinato dal suo senso di responsabilità, dal contegno gentile, dalla sua intelligenza nonché dalla sua particolare bellezza. Ma chi era Zelma Brauere? Nacque 1900 a Riga e si laureò in filologia presso l'Università della Lettonia e conosceva sette lingue. Donna affascinata dal giardinaggio, si appassionò all'arte ed in particolare ai libri mantenendo sempre vive le relazioni con gli amici. Particolarmente attenta ad aiutare gli altri prestò servizio presso la Croce Rossa. Dopo la laurea, Zelma iniziò a lavorare come correttore di bozze presso la State Paper Printing House dove vi rimase per 43 anni fino al pensionamento. Giovane, bella, ma molto seria, tranquilla e riservata grazie al suo lavoro catturò l’attenzione dell’artista ed iniziò una lunga collaborazione tra i due. Infatti Zarriņš invitò Zelma a posare come modella con i costumi popolari lettoni immortalandola sulla rivista satirica "Svari" edita da J. R. Tillbergs e successivamente nell’edizione edita da Zarrins “Latvju raksti”, libro che trattava di ornamenti lettoni: L’artista era molto legato a Zelma, non solo professionalmente: infatti, da alcune lettere ritrovate, erano evidenti i sentimenti per la giovane donna ma la loro relazione rimase platonica. Del resto Zelma fu fidanzata con un pilota di aereo che sfortunatamente rimase coinvolto in un incidente mortale all'aeroporto di Krustpils nel 1935. Da quel momento lei rimase fedele al suo compagno e non si sposò mai vivendo fino alla sua morte con la sorella in una casa di legno sopravvissuta fino ad oggi nel distretto di Āgenskalns di Riga. Zarriņš, apprezzando Zelma come donna virtuosa, onesta e nobile, non c'è da meravigliarsi che l'abbia scelta come modello ideale per il 5 lati d'argento. Così Rihards Zarriņš disegnò l'allora 29 enne giovane donna: per rappresentala come la fanciulla popolare, così umile, intatta e pura per natura, diventando tra le immagini più popolari del folklore lettone. Sul dritto disegnò Zelma di profilo, vista dal lato destro, circondata da entrambi i lati dall'iscrizione “Latvijas Republika” ma per far emergere l'idea di amore e libertà in modo potente, l'artista optò solo per pochi dettagli: spighe di grano che ricoprivano la spalla della modella, una ricca treccia che le scendeva lungo la schiena e il colletto e il copricapo ricamati con un disegno ornamentale caratteristico del costume popolare lettone. L'espressione artistica era intensificata dalla bellezza serena del rapporto reciproco di tutti gli elementi e dalla simultanea leggerezza e fermezza della silhouette. Ma un contributo fondamentale al raggiungimento dell’obiettivo lo offrì l'incisore britannico Percy Metcalf che rese l'immagine più nobile, più espressiva, un simbolo di libertà e di etica. Quindi il pezzo a cinque lats fu il risultato del lavoro congiunto di artisti lettoni e britannici. Oggi, grazie alla gentile concessione della British Royal Mint, possiamo ammirare le forme in gesso usate molti anni fa per coniare la moneta da 5 lats con la possibilità di confrontare l’originale di Zarriņš, un ritratto realistico di Zelma Brauere, con le modifiche apportate dall'incisore britannico Percy Metcalf: A sinistra il disegno di Rihards Zariņš a destra la fotografia dei modelli in gesso di Percy Metcalfe. Per il rovescio scelse il suo disegno del 1921 del grande stemma araldico della Repubblica di Lettonia, creato sulla base del progetto dello stemma statale realizzato dall'artista grafico Vilhelms Krūmiņš. Il bordo della moneta fu contrassegnato dalla frase “DIEVS SVETI LATVIJU”, che si traduce in "Dio benedica la Lettonia". Coniata in argento fino all'83,5% in 25 grammi di peso e 37 mm di dimensione: la coniazione di questa moneta durante i suoi tre anni di breve durata è stata di soli 3,6 milioni. Quando la moneta fu emessa il 23 dicembre 1929, i residenti formarono lunghe file in banca per averla e bisogna tener presente che in quell’anno la Lettonia stava attraversando una crisi economica ma anche una "svalutazione del valore della moneta", secondo la Royal Mint: "La gente desiderava qualcosa di nobile, bello e il disegno sulla moneta era ampiamente accettato come incarnazione sentimentale di quelle qualità. Il popolo lettone, la classe contadina lettone, è sentimentale e sensibile alle idee romantiche nazionali: il nuovo pezzo da cinque lats era l'incarnazione del suo ideale di bellezza.” La moneta d'argento da 5 lats divenne estremamente popolare grazie alla sua piacevole espressione artistica, al suo valore e la sua immagine ottenne un grande significato simbolico al pari della statua del Monumento alla Libertà a Riga: Durante la seconda guerra mondiale, nella Lettonia occupata, le belle monete da cinque lats non avevano più corso legale, ma continuarono la loro vita di simbolo, forse rafforzandone il significato. Le monete salvate durante le occupazioni tedesche e sovietiche, servirono per fare spille e ciondoli, diventarono un regalo ambito in occasione di matrimoni e battesimi. Erano state tenute come un prezioso cimelio di famiglia da persone in Lettonia, nonché da coloro che erano stati deportati in Siberia e in esilio all'estero. Il pezzo d'argento da cinque lats svolgeva una missione molto rara per una moneta: per chi "sapeva" era un simbolo di libertà e statualità della Lettonia, come spilla significava l'appartenenza alla nazione lettone e la speranza di riconquistare l'indipendenza. Grazie a tutti numys il viaggio continua .... ma ormai siamo quasi alla fine della storia “La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro.” (M. De Cervantes)
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  47. Buonasera a tutti, riprendiamo questo viaggio storico-numismatico del 5 Lati. Uno dei maggiori artefici della rinascita lettone fu Zigfrīds Anna Meierovics, il quale si recò in Inghilterra per provare ad ottenere l’appoggio delle forze dell’Intesa per la fondazione del nuovo Stato: Sulla carta sembrava una montagna troppo ardua da scalare, invece Meierovics mostrò di avere una sopraffina arte diplomatica e ottenne l’approvazione scritta tramite una lettera firmata dal ministro degli Esteri inglese Lord Balfour: Meierovics era partito da Pietrogrado con in tasca la lettera che gli dava pieni poteri di rappresentanza degli interessi lettoni all’estero. Nella lettera in realtà non c’era solo la delega a Meierovics, ma vi si trovavano descritti i contenuti principali della missione diplomatica lettone. Il Consiglio Nazionale lettone si proponeva come organismo in grado di prendere il controllo politico e amministrativo del territorio lettone, garantendo la libera navigazione del mar Baltico e l’accesso ai principali porti lettoni. Uno stato lettone indipendente avrebbe assicurato la libera circolazione di persone e merci dall’Europa occidentale verso la Russia e il libero accesso ai porti del mar Baltico, questioni che stavano particolarmente a cuore alle potenze dell’Intesa, specie al Regno Unito. Sul sostegno di Regno Unito e Francia i lettoni contavano molto per la formazione del loro nuovo stato, in contrapposizione alle mire espansionistiche tedesche e come argine da opporre al nascente stato bolscevico in Russia. L’11 novembre 1918, dopo aver ricevuto la missiva, il brillante politico lettone poté gettare le basi per arrivare all’agognata libertà del territorio di Riga. Il 17 novembre 1918 fu costituito il Tautas Padome, il Consiglio nazionale lettone. Ovviamente, siccome non c’erano le basi e nemmeno il tempo per indire delle elezioni, non si trattò di un organismo scelto dal popolo, ma formatosi dall’unione delle due principali forze politiche del periodo: Latviešu Pagaidu Nacionālā Padome (Consiglio lettone nazionale temporaneo) e Demokrātiskais Bloks (Blocco Democratico) che raccoglieva diversi movimenti ma non formava una realtà politica unitaria e autonoma. Lo storico evento del 18 novembre si tenne alla presenza di appena 34 deputati. In molti, infatti, non riuscirono a raggiungere in tempo Riga perché il Paese era ancora in regime di guerra, con diversi territori occupati da tedeschi e russi. Il Latviešu Zemnieku Savienība, il partito dei contadini guidato da Kārlis Ulmanis, fu quello che riuscì a presenziare con il numero più alto di esponenti. Il palco ormai era sovrastato dalle bandiere della nuova Lettonia, due bande orizzontali rosso scuro divise da una banda bianca: questi colori erano stati usati la prima volta nel 1873, in occasione del I Dziesmu Svētki, il festival delle canzoni popolari. In quell’occasione nel 1873 fu cantato per la prima volta anche “Dievs svēti Latviju” (Dio benedica la Lettonia), che quella sera del 18 novembre 1918 sarebbe diventato l’inno ufficiale della Lettonia. Uno dei tanti paradossi di quel giorno fu che il presidente eletto, Jānis Čakste, trovandosi fuori città, non ricevette in tempo il telegramma di convocazione ed allora fu il vice presidente, Gustavs Zemgals (Partito Radicaldemocratico) a prendere la parola, per proclamare la nascita della Repubblica di Lettonia. A seguire Kārlis Ulmanis, nominato il giorno prima dal Tautas Padome capo del governo provvisorio lettone, nel suo discorso affermò che l’obiettivo del governo era quello di rafforzare la Lettonia sia all’interno del suo territorio, che all’esterno attraverso il grande lavoro diplomatico di Meierovics. Ulmanis non nascose la gravità della situazione in cui versava il paese ma per il processo di ricostruzione fece leva sullo spirito nazionale lettone, sulla volontà di tutto un popolo di liberarsi da secoli di schiavitù e oppressione. C’era un fotografo in sala, Vilis Rīdzenieks che immortalò in una foto leggendaria, l’unica foto che ritraeva il palco di quella straordinaria serata: Da quel giorno in realtà passerà ancora un anno di guerra e grandi tribolazioni prima che la Lettonia possa considerarsi davvero uno stato libero e indipendente in buona parte del suo territorio. La ricostruzione del nuovo Stato della Lettonia libero ed indipendente non poteva prescindere da un elemento di fondamentale importanza: una nuova unità monetaria identitaria. ....ma di questo parleremo nel prossimo post Grazie a tutti numys Il viaggio continua “La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro.” (M. De Cervantes)
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