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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/10/26 in Risposte

  1. Buon Pomeriggio a Tutti, oggi vorrei condividere con Voi una moneta appena inserita in collezione, si tratta di un quarto di tallero austriaco del 1740 per Carlo VI° d'Asburgo del Sacro Romano Impero; diametro 32 - grammi 7,23 - Ag .875 - zecca di Hall in Tirolo/Austria. Carlo VI° che fu il padre di Maria Theresia d'Austria, oltre ad essere arciduca d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, fu Re di Spagna come Carlo III°, Re di Napoli, Re di Sardegna come Carlo III°, Re di Sicilia come Carlo III° e duca di Parma e Piacenza. La moneta che è abbastanza gradevole, presenta un po' di usura sulle basse ciocche dei capelli del sovrano, non so se sia stata lavata in passato ed a mio avviso dovrebbe avere una conservazione in BB; probabilmente anche qualcosina di più. In allegato mie foto e quelle del venditore. Grazie per l'attenzione.
    4 punti
  2. Probabilmente... questo francobollo appartiene ad una nazione (non più esistente tra l'altro), che i piu' non collezionerebbero mai, in quanto non sono antichi, appartengono ad una cultura lontana e soprattutto perché con questo materiale non si diventa ricchi e non si fa il businessssss. ... inoltre nessuno vuole gli italiani figuriamoci questi. Ovviamente un vero filatelista non ragiona così, ne vede la bellezza e la valenza culturale e se riesce mette assieme una collezione di questa nazione che sara' una vera e propria enciclopedia non solo filatelica. Vediamo l' oggetto in foto: Il francobollo è un'emissione della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) del 26 agosto 1950, celebrativa della mostra filatelica DEBRIA (Deutsche Briefmarkenausstellung) tenutasi a Lipsia. Valore nominale 84 + 41 Pfennig (il supplemento era destinato per finanziare la mostra). L'evento non celebrava solo il collezionismo, ma serviva a legittimare culturalmente il neonato stato socialista (fondato solo un anno prima, nel 1949) e a commemorare il centenario del primo francobollo sassone, il celebre "Sachsen Dreier" del 1850. Il bozzetto, opera di Egon Pruggmayer, è ricco di simbolismi: La colomba della pace elemento centrale che sorvola il globo e' il simbolo della propaganda pacifista tipica del blocco sovietico dell'epoca. Il richiamo storico in basso a destra dove è riprodotta la sagoma del primo francobollo della Sassonia da 3 Pfennig, crea un ponte ideale tra la tradizione filatelica classica e il nuovo corso politico. Questo francobollo rimane una delle testimonianze grafiche più eleganti del periodo di transizione tra la vecchia Germania e la strutturazione definitiva della DDR. Non sottovalutateli, questi Francobolli oggi si collezionano al costo di una carica di tabacco e offrono spunti filatelici, storico culturali importanti.
    4 punti
  3. Premesso che siamo su un Forum di Numismatica e non di fotografia ecco una immagine con maggior luce, per poter valutare adeguatamente la patina.
    3 punti
  4. Regno d'Italia - Vittorio Emanuele III - 50 Centesimi "Impero" - Acmonital/Nichel (antimagnetico) - Zecca di ROMA: Tiratura 9.372.000. Acquistata ad 1 euro. #0002#
    2 punti
  5. Raffaele, in effetti in questa Pubblica si nota il punto dopo la data e sono ben visibili i due globetti a chiusura della corona d'alloro. Frequenti sono le variazioni presenti in queste monete. In una "Publice" da me già postata su questo forum, il cui retro riproduco anche in questa occasione, i globetti a chiusura della corona sono addirittura cinque. Penso che tali variazioni non siano messe a caso e che qualcosa stiano a significare. Ritengo, però, che debbano essere considerate solo delle belle curiosità, in quanto non mi sembra aggiungano rarità alla moneta. Approfitto della circostanza per pubblicare un'altra mia Pubblica, in questo caso del 1623. Saluti a tutti.
    2 punti
  6. Ricevuta la busta contenente la Rivista Italiana di Numismatica, vol. CXXVII del 2026. Volume CXXVII (2026) Materiali B. Carroccio, Gli Enotri e la moneta. Aggiornamenti sui termini di un rapporto. G. Libero Mangieri, Matala (Creta) – Località Rigachi (proprietà Ulla): le monete. R. Kool, Y. Shivtiel, U. Berger, The Baldwin III hoard of Huqoq and more about moneta regis. Saggi Critici A. Perna, Allofoni e allografi di /f/ nel corpus osco-greco: lo studio della monetazione campana. C. Mondello, Voti pubblici per Diocleziano “Juppiter” e Massimiano Erculeo Augusti. S. Bini, B. Callegher, L. Sperti, Il pentanummo di Giustino I nel “IV cavallo” e una nuova cronologia della quadriga marciana. K. Sorochan, On the question of the routes and ways by which Byzantine coins entered the territory of Kyivan Rus’. W.R. Day Jr., Galley Tuppence? Silver grossetti of Bologna in late-medieval England. Tessere e Gettoni E. Spagnoli, Signum Tithasi. Osservazioni sulla forma di fusione per piombi monetiformi da Ercolano (scavi di Amedeo Maiuri, 1932-1934). Note L. Passera, Ritrovamento di denari papali in una necropoli longobarda presso Cerbara di San Giustino (PG). G. Carraro, Sulle tracce di Puschi: il tesoro di Verteneglio/Brtonigla del 1892. Nuove indagini e nuove interpretazioni. A.Mosca, A. Zub, Un grosso inedito del doge Tommaso Mocenigo (1414-1423). Discussioni, Recensioni e Segnalazioni T.M. Lucchelli, Osservazioni sulla storia monetaria della Fenicia (V secolo a.C. – III secolo d.C.) [A. Cattaneo, Monete fenicie del Museo Bottacin di Padova. Catalogo degli esemplari della Collezione Ravazzano, Padova 2024]. W.R. Day Jr.: M. De Benetti, I primi 100 anni del fiorino d’oro di Firenze (1252-1351): analisi e nuove prospettive di ricerca, “Bollettino di Numismatica” 61-62 (2024). L. Passera: G. Angeli Bufalini (a cura di), Scritti in memoria di Silvana Balbi de Caro. Tra ricerca e ricordo, Roma 2024 (Bollettino di Numismatica. Studi e Ricerche, 4). L. Passera: A. Aspetsberger, M. Boros, J. Hartner, A. Hylla, A. Lörnitzo, B. Prokisch (hrsg. von), Swer den pfenninc liep hât. Festschrift Für Hubert Emmerig zum 65. Geburtstag, Wien 2023. RIN2026_Abstracts.pdf.pdf
    2 punti
  7. Benissimo. Quello che deve avere però sono le prove (reali e non eventuali artifici postumi, come purtroppo fanno alcuni colleghi che poi vengono sgamati), senza quelle non può fare nulla. Comunque queste monete economicamente non valgono la pena di fare tutto questo lavoro (perché sono molto comuni e in uno stato di conservazione brutto). Per capirci se deve spendere ad esempio 500€ (saranno naturalmente di più per la consulenza legale, perché anche se ha un avvocato in famiglia, le tasse per la parcella si pagano comunque), le monete in totale non arrivano a 80/100€.... Quindi bisogna fare bene i conti... Io consiglio di tenersi le monete e basta. Se le vuole vendere, dovrà fare un iter lento, costoso e pure incerto. Alla fine ci rimetterà solo... PS: a scanso di equivoci non sto incoraggiando le persone a fare i furbetti, anzi, sono sempre prodigo nel dire che ogni ritrovamento deve essere consegnato alle Autorità competenti!
    2 punti
  8. Buongiorno @Carlo. fossero tutti come te... 🙂 Sarebbe una buona cosa fare come fanno su Numista ,dove, una volta identificata la moneta, oltre a postare la foto, l'utente spunta il post in Risolto (cosa che mi sembra non ci sia qui) .Si potrebbe fare lo stesso modificando il titolo e aggiungendo l'identificazione e allora si che @ARES IIIpiangerebbe di gioia 😂😉
    2 punti
  9. I giudizi sulla conservazione sono condivisibili. L'usura è pesante, ma abbastanza uniforme da rendere la moneta anxora gradevole. È l'esemplare più raro dei quattro coniati durante il regno di Umberto I: il Gigante riporta un grado di rarità R. Per confronto e copndivisione posto un mio esemplare:
    2 punti
  10. Raffaele, ciò che tu dici è condivisibile, comunque, aspettando il parere di qualche altro utente, posto, per gli appassionati della monetazione e per tutti gli altri collezionisti, un'altra Pubblica 1622 con la sigla "MC/P". Ti ringrazio. Sei sempre molto attento e disponibile al confronto.
    2 punti
  11. Salve. Pensate che questa pubblica 1622 possa essere fusa? Grazie.
    2 punti
  12. Grazie Raff per la stima che sai che ricambio, direi che hai già detto ciò che avrei detto anch'io... Si può aggiungere altro? assolutamente si, vediamo come si evolve la discussione...
    1 punto
  13. Ciao Releo, complimenti per la PVBLICE. Concordo con te. Sicuramente non aggiungono rarità ma servono a classificare i conii. In questa discussione e in altre discussioni specifiche sulle publiche @gennydbmoney ,che è il migliore su questa moneta, ha suddiviso i gruppi (gruppo A e gruppo B) facendo un match con globetti ,sigle e nome del sovrano (PHILIPP o PHILIPPVS ), quindi concordo con te, servono a qualcosa come in tutte le tirature "lunghe". Un caro saluto. Raffaele.
    1 punto
  14. Salve @scacchi dovrebbe essere un AE4 SPES ROMANORVM di Flavio Vittore. Mi sembra di leggere SMAQP quindi dovrebbe essere zecca di Aquileia. RIC IX Aquileia 55b. https://numismatics.org/ocre/id/ric.9.aq.55B
    1 punto
  15. Grazie mille per la risposta. mario98
    1 punto
  16. Ciao! Interessanti disquisizioni, ma personalmente mi riferirei sempre a quanto detta l'araldica che, non a caso, viene spesso identificata come "scienza araldica", sia per la forma degli scudi, sia per le eventuali partiture e sia per i colori (rappresentati al naturale o in bianco/nero). In questa scienza vengono infatti denominate situazioni che poco hanno a che vedere con i normali vocaboli, ma vengono usate accezioni proprie e non di facile intuizione. Poi, si sa, spesso gli incisori, veri artisti dei conii, si sono presi le loro "licenze artistiche", spesso dettate da problemi contingenti come inserire in spazi millimetrici le rappresentazioni araldiche, ed altre volte da fantasie personali. saluti luciano In rete c'è da sbizzarrirsi (es. IAGI)
    1 punto
  17. Io dopo quest'anno (in cui ho comunque preso le 2 proof normali) ho deciso che l'unica coda che farò d'ora in poi per le monete italiane sarà quella alla Banca d'Italia a Milano per prendere i rotolini dei due euro. Ora con calma vedo come vendere tutto il resto, fra cui tutte i vari 2€ proof usciti finora. Sempre più convinto della mia scelta, ditemi voi se devo fare tutta questa fatica e mi devo stressare per quattro monete in croce che poi restano chiuse in un armadio il 99.999% del tempo...
    1 punto
  18. Praticamente, in modi semplici, no… se non hai le prove , sono e restano illecite , a meno di coinvolgere la sovrintendenza in un processo lungo e incerto
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  19. Sì quello sono completamente d'accordo 😉
    1 punto
  20. In realtà il comunicato c'è stato...... Comunque CFN forse è meglio risolva prima le proprie grossissime lacune https://www.vaticanstate.va/it/novita/3935-monete-per-san-francesco-italia-vaticano-e-san-marino-insieme-per-la-prima-volta.html
    1 punto
  21. @Ale75 bisognerebbe fare una premessa distinguendo tra lecito possesso e lecita cessione. Poi ci sarebbe un modo che coinvolgerebbe la sovrintendenza e sarebbe alla fine anche una sua discrezionalità, ma non scrivo di più perché in giro ci possono essere tanti (troppi) furbetti ed io non li voglio agevolare nelle loro eventuali malefatte. PS: naturalmente questa precauzione non è nei tuoi confronti, che sei un bravo ragazzo!
    1 punto
  22. Credo molto difficile e sempre discutibile incasellare le descrizioni in un'unica definizione specifica e condivisa. Tutti i principali cataloghi (Serafini, CNI, Muntoni ecc.) usano termini differenti, e d'altra parte la fantasia degli incisori rende impossibile una semantica certa. D'altra parte cosa può ad esempio significare "semiovale" dato che la forma ovale è quella sottorappresentata e presenta un asse di simmetria verticale ma non uno orizzontale? Credo si intenda "semiellettico", ma chi mai usa questo termine? D'altra parte, contrariamente al passato in cui si abbondava in descrizioni, con una foto si può dire molto di più ...
    1 punto
  23. Buonasera, è un ottimo esemplare, soprattutto se va a sostituire in meglio altra moneta. Presenta lustro, patina e bei rilievi. Aggiudicazione riuscita.
    1 punto
  24. Significato numismatico: La sigla indica il rapporto tra il metallo prezioso (argento) e il metallo vile (rame) nella lega della moneta, o il suo valore di scambio. Interpretazione classica (RIC): Indica che 20 (XX) di queste monete valevano 1 (I) aureo.
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  25. Benvenuto tra gli illuminati. Ovviamente sei consapevole che non diventerai ricco.
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  26. @savoycoins non ho capito la domanda @Ernestina maschio 40enne caldo a un km da te
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  27. A pochi giorni dalla conferenza, per chi non potrà essere presente di persona, comunichiamo i link da utilizzare per seguire la conferenza anche da remoto utilizzando google meet: CCNM - Conferenza 14 aprile Monica Baldassarri 1 Martedì, 14 aprile · 9:00 - 10:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/hxi-svsy-fij CCNM - Conferenza 14 aprile Monica Baldassarri 2 Martedì, 14 aprile · 10:00 - 11:00PM Fuso orario: Europe/Rome Informazioni per partecipare di Google Meet Link alla videochiamata: https://meet.google.com/ocw-xmgd-yvx
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  28. Ripeto, migliorabile è vero, ma comunque molto meglio delle precedenti vendite, almeno così io e molti altri abbiamo avuto la possibilità di comprare quello che ci piace senza ricorrere agli speculatori.
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  29. Cartolina illustrata in perfetta tariffa per l'interno con cinque parole con un bel 20c rosso 'Opera Nazionale Balilla' dell' emissione del 1932 della serie "Decennale della Marcia su Roma". Annullo di partenza di BERGAMO ARRIVI-PARTENZE del 5.11.33 + annullo di arrivo frazionario di SAVA del 6.11.33. L' immagine da un dipinto di Cesare Tallone (1853–1919), uno dei più influenti ritrattisti della pittura lombarda di fine Ottocento, fu il pittore preferito dell'alta borghesia e dell'aristocrazia di cui documentò con precisione lo stile e il gusto dell'epoca. Bella sotto tutti gli aspetti, il Francobollo non ha un'alta quotazione di catalogo ma io la ritengo di valore filatelicamente. A trovarle così belle.
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  30. Salve @joannes carolus dovrebbe essere questa onkia di Kentoripai (Centuripae) in Sicilia. https://www.acsearch.info/search.html?id=7483457 https://www.acsearch.info/search.html?id=14892957 https://www.vcoins.com/en/stores/variana_coins/298/product/sicily_bronzekentoripai_after_241_bc_ae10mm_1g_laureate_head_of_apollo_l_rv_kentopi_branch/1982887/Default.aspx
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  31. Avventura in Amazzonia Come un famoso eroe dei fumetti... beh, quasi Dopo aver perso la corsa per il terzo mandato, Roosevelt aveva inizialmente programmato un tour di conferenze in Argentina e Brasile, seguito da una crociera sul Rio delle Amazzoni. Ma il governo brasiliano gli propose di accompagnare il famoso esploratore Cândido Rondon nella sua esplorazione del Rio da Dùvida (il Fiume del Dubbio), fino ad allora sconosciuto, le cui sorgenti erano state scoperte solo di recente dallo stesso Rondon. Roosevelt, in cerca di avventura e nuove sfide, accettò. Si portò dietro ancora una volta il figlio Kermit, che non ne era entusiasta, ma alla fine decise di unirsi alla spedizione su insistenza della madre Edith, per proteggere il padre. Vediamo, insieme, Roosevelt e Rondon con una preda di caccia. La spedizione partì da Cáceres, una piccola città sul fiume Paraguay, nel dicembre 1913, e raggiunse il Fiume del Dubbio il 27 febbraio 1914. Iniziò quindi la discesa lungo il fiume. Fin dall'inizio, la spedizione fu costellata di problemi. Insetti e malattie come la malaria affliggevano quasi tutti i partecipanti, lasciandoli in un costante stato di malessere, con ferite purulente e febbre alta. Le provviste alimentari erano inadeguate, costringendo a diete da fame. La tribù indigena dei Cinta Larga seguiva la spedizione e rappresentava una costante fonte di preoccupazione: gli indigeni avrebbero potuto in qualsiasi momento annientarli, ma fortunatamente scelsero di lasciarli passare. Dopo aver percorso solo circa un quarto del fiume, i membri erano fisicamente esausti per la fame, le malattie e la fatica costante di trascinare le canoe tra le rapide. Alla fine tutti, tranne Rondon, erano malati, feriti o entrambe le cose. Lo stesso Roosevelt era in fin di vita a causa di una ferita alla gamba che si era infettata, e si temeva per lui ogni giorno. Fortunatamente, incontrarono dei seringueiros, poveri raccoglitori di gomma che si guadagnavano da vivere a stento con gli alberi della foresta, abbattuti per la nuova domanda di pneumatici per automobili. I seringueiros li aiutarono a percorrere il resto del fiume, meno soggetto a rapide rispetto al tratto superiore. La spedizione si riunì il 26 aprile 1914 con una squadra di soccorso brasiliana e americana. Rondon aveva precedentemente organizzato l'incontro con loro alla confluenza con il fiume Aripuana, dove speravano di emergere dall'affluente. Roosevelt ricevette assistenza medica, mentre il gruppo tornava a Manaus. Ma solo 16, dei 19 componenti iniziali. Uno era morto annegato accidentalmente nelle rapide (il suo corpo non fu mai ritrovato), e all'inizio di aprile, un portatore di nome Julio aveva sparato e ucciso un altro brasiliano che lo aveva sorpreso a rubare cibo. Dopo aver tentato invano di catturare l'assassino, la spedizione, esausta, lo abbandonò semplicemente nella giungla. Tre settimane dopo, un Roosevelt molto debilitato fece ritorno a casa, accolto come un eroe a New York. Ma la sua salute non si riprese mai completamente dopo il viaggio Il fiume fu infine chiamato "Rio Roosevelt", in onore dell'ex presidente, mentre a Cândido Mariano da Silva Rondon (1865 – 1958), il suo paese ha dedicato, nel 1990, una bella banconota commemorativa da 1000 cruzeiros (Collezione privata) petronius
    1 punto
  32. Ciao a tutti, nuova entrata in collezione, presa da un po' ma ancora non l'avevo postata Napoleone, 5 Lire 1812 Bologna, II tipo, puntali sagomati ex Nomisma live 43 (lotto 612, BB, https://www.numisbids.com/sale/10197/lot/612) Il Gigante la da "rara", dalla mia ricerca in almeno 30 anni sono apparsi in asta non più di 7 esemplari diversi, la R secondo me è strettina, moneta ostica da mettere in collezione. Secondo me molto più rara del 1810 Bologna II tipo che invece è dato R4 (!) Voi l'avete in collezione?
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  33. 5 lire blu, marche per tassa lusso e scambi, emesse nel 1938, filigrana scritte, dentellatura 12 o 13 o 14 o anche miste. Erano composte da due parti la tua e' la parte sx. E' sottinteso dire che se questo materiale si trova su documento va lasciato dov'è, non vanno mai staccati.
    1 punto
  34. Grazie a tutti per gli utilissimi contributi. Per rendere onore a questo pezzo di storia aggiorno con delle foto decenti...
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  35. Moneta q.BB al R/ e MB+ al D/. Nell'insieme ancora accettabile per l'usura abbastanza uniforme. Posto un esemplare per confronto e condivisione:
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  36. Augurandomi possa essere di interesse vi inoltro il video fatto dalla Camera dei Deputati, la prima parte, seguirà poi la seconda pomeridiana. Sine Iussionem Regis ( parte prima ) Video registrazione della prima parte (ore 11-13) del Convegno di Accademia Numismatica Italiana sui falsari del 16 marzo 2026 svoltosi nella Camera dei Deputati a Roma, Sala della Lupa. Relatori in ordine di apparizione : Stefano Bertuzzi, Alberto D’Andrea, Umberto Moruzzi, Raffaele Iula, Bruno Buratti, Michele Asolati, Davide Fabrizi. https://drive.google.com/file/d/1OfXnnI69rV5qSrATiULfkNEwai8M4wiU/view?usp=drivesdk
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  37. A mio avviso, il 17 marzo dovrebbe essere festa nazionale. Certo, abbiamo già il 2 giugno che, come festa della Repubblica, è un po' la festa della Nazione, ma credo che una festa dell'Unità d'Italia sarebbe molto più significativa. Sia perché nel nome c'è la parola "unità", sia perché farebbe leva su un sano amor patrio. Non dimentichiamoci, inoltre, che poco meno della metà degli Italiani non ha votato repubblica (quindi è una festa dei vincitori più che di tutti), mentre l'Unità d'Italia, a dispetto di alcuni recenti revisionsmi neoborbonici, fu un qualcosa di molto sentito tra la classe intellettuale italiana dell'epoca e fu un qualcosa di straordinario. Per esempio Garibaldi all'epoca era un eroe di una popolarità internazionale difficile oggi da immaginare. Durante il 2011 era bello vedere appese ai balconi molte bandiere italiane. Sarebbe bello rivivere quei momenti almeno un giorno all'anno (e non solo, cosa comunque molto bella, quando gioca l'Italia ai mondiali).
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  38. Molto bene! Posta delle foto fronte retro senza dimenticarti di indicare peso e diametro
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  39. Chissà quante volte se ne sia discusso sul Forum, ma non importa! Dal Paolucci Le monete dei Dogi di Venezia leggiamo (pag. 58): ”Il 15 maggio 1528 venne messa in circolazione una nuova moneta d’oro che doveva servire al soldo delle armate mercenarie dislocate sul territorio italiano. Essa fu chiamata scudo d’oro perché imitava i vari scudi d’oro del sole delle zecche italiane”.
    1 punto
  40. Salve allego foto di una cartolina, raccolta Roma, e chiedo maggiori informazioni ai più esperti. Ringrazio in anticipo
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  41. 1 punto
  42. 1 punto
  43. La monetazione in rame sotto Filippo IV abbonda di simboli e marchi, ma spesso mi sono chiesto :perché le pubbliche no? Iniziando delle ricerche e osservando più attentamente gli esemplari che man mano passavano nelle aste ho cominciato a notare che effettivamente qualcosa di interessante c'era... Inizio col dire che ho diviso le emissioni del 1622 in due gruppi principali : Gruppo A, formato dalle pubbliche con la trascrizione del nome del Re in PHILIPP... Gruppo B, formato dalle pubbliche con la trascrizione del nome del Re in PHILIPPVS... per le emissioni del 1623 ho notato un solo gruppo, in tutti gli esemplari che ho potuto, visionare, sia dal vivo che in rete, presentano tutti la trascrizione del Re in PHILIPPVS...
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  44. Nei miei appunti : 1 globetto 2 globetti 3 globetti 4 globetti 5 globetti Croce Nulla Quando avrò un po' di tempo approfondirò il discorso e aggiungerò delle immagini...
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  45. Complimenti, bel pezzo... Questa è la mia...
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  46. Buona giornata Grazie! La presenza stabile di veneziani in Puglia è un dato di fatto. Pensa che nel 1592 fu Sindaco di Lecce un tale Pietro Mocenigo e l'anno dopo un Vittorio Prioli; cognomi certamente veneziani. Che dire poi di un tal Giovanni Domenico Veneziano, Sindaco anch'egli di Lecce nel 1629; ci giurerei che il cognome è di quelli che indicano la città di provenienza. Nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, sempre a Lecce, c'è un'altare laterale con un dipinto che rappresenta Maria Maddalena ed è inserito in una struttura marmorea con in cima il leone marciano, affiancato da due scudi araldici della famiglia Zorzi, che, probabilmente, l'ha commissionato.
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  47. E' notorio che talune aree della Puglia, sebbene per poche decine d'anni, tra il 1484 e il 1530, erano state “Terra di San Marco” ed erano soggette alla Serenissima; in quegli anni, pur in tempi differenti, a Monopoli, Trani, Brindisi, Otranto, Mola, Polignano e Gallipoli c'erano Governatori e/o Provveditori veneziani che amministravano il territorio. I mercanti veneziani commerciavano però da secoli con la Puglia; i documenti ci dicono che i rapporti erano fiorenti già ai tempi dei normanni e degli svevi; ed erano di casa nelle città marinare del Tacco d'Italia: da Bari a Bitonto, da Terlizi a Tricase, da Monopoli a Melendugno e poi Lecce, San Cataldo, Nardò, Barletta e Otranto; dove c'era un grande o piccolo porto o un mercato ben frequentato, la Serenissima era presente. Dai porti pugliesi prendevano la rotta per Venezia i prodotti tipici del territorio: vino, olio, grano, legumi, cera, canestri, ceramiche, formaggio, sale, pelli, frutta secca, mandorle, zolfo, legno e bestiame; in cambio vi arrivavano soprattutto prodotti lavorati, come i tessuti di lana, seta, lino, cotone e misti; ferramenta, utensili in ferro e rame, cornici, specchi, vetrerie, spezie, zucchero, drapperie, mobili, tappeti e beni di lusso. Spesso la presenza della Serenissima era permanente, con veri centri operativi retti da consoli, con depositi per stivare le merci e con rappresentanti in loco delle più importanti famiglie mercantili veneziane. A Lecce la “nazione veneta” aveva il proprio centro operativo nella antica piazza dei Mercanti (ora piazza Sant'Oronzo) e nell'attiguo isolato detto delle Capande, cioè dei portici dove insistevano le botteghe ed i depositi alternati alle residenze civili, al consolato e all'ospedale; non poteva mancare la chiesa, denominata Cappella di San Marco, che fungeva da sede alla confraternita dei cittadini della Serenissima. Piazza S. Oronzo alla fine dell'800 con i portici (Capande) ancora esistenti La stessa Piazza e a destra, a lato dei portici, la non più esistente via San Marco e la chiesa di San Marco, dove si vede, sopra l'entrata, il leone marciano Ingrandimento del leone marciano Piazza S. Oronzo oggi; al posto dei portici e della via San Marco, un ampio spazio aperto con, al centro, nel selciato, lo stemma di Lecce Malauguratamente nel racconto di cui al soprascritto link non ci sono immagini del tipo di ducato a nome del Doge Gritti. Ritratto del Doge Andrea Gritti - 1540 Tiziano Vecellio Prescindendo dalle eventuali varianti determinate da differenti interpunzioni ed errori nella legenda (ce n'è un tipo che presenta, al posto del consueto ° S ° M ° VENETI alle spalle di S. Marco, la scritta ° S ° M ° VINITI), le differenze iconografiche sono tre. C'è il ducato tipo, che non si discosta dal ducato del Doge precedente, come segue: La prima differenza iconografica riguarda la banderuola in cima all'asta che S. Marco consegna al Doge genuflesso; non è il solito rettangolo minuscolo e statico, spesso poco definito, è una bella e lunga bandiera che garrisce al vento, con tanto di coda svolazzante che lambisce il corno ducale. La seconda differenza iconografica riguarda la coda svolazzante della banderuola; talvolta si vedono, come sopra, due svolazzi ben distinti, altre volte se ne vede chiaramente uno solo. Sempre nel tipo con la bandiera svolazzante, abbiamo un tipo che, al rovescio, all'interno della mandorla, non presenta le solite stelline a cinque raggi, ma a sei. saluti luciano
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  48. Aggiungo la seguente segnalazione bibliografica : U. MAZZINI "Di una zecca di Luni dei secoli sesto e settimo finora ignorata " in Miscellanea di Studi Storici in onore di Giovanni Sforza (Lucca 1920) pp. 620-39 Allego anche il mio esemplare , attribuito al vescovo Venanzio, vissuto a Luni nel VI secolo che ebbe, tra l'altro, intensi rapporti epistolari con Papa Gregorio Magno (540-604). La metrologia dei pezzi conosciuti, la particolare tipologia, l'assenza di riferimenti ad autorità imperiali e infine il metallo che più che mistura (cosi descritto nel MIR) sembra essere in realtà piombo, tutti questi elementi contribuiscono a distaccare fortemente tali emissioni da quelle congruenti del periodo inerente la loro circolazione. Non sono infatti emissioni longobarde (nel quale apparentemente non esistevano emissioni enee o in mistura (e anche l'argento era rarissimo); né tantomeno paiono emissioni bizantine (a meno che non si voglia identificarle come "tetarteron" locali. Appaiono nel panorama altomedioevale delle coniazioni italiane come un vero e proprio unicum talché sorge spontanea la domanda se non siano piuttosto da interpretarsi come tessere mercantili o emissioni autonome dei vescovi lunensi per sostenere il florido commercio navale della zona. In ogni caso le monete di Luni sono molto rare, e raramente compaiono in aste numismatiche, anzi ricordo un piccolo gruppo in una vendita di alcuni anni fa che mi fu riferito da esperti essere false. Diversi ottimi esemplari possono essere ammirati nel minuscolo ma interessante museo di Luni nei pressi dell'omonima antica città. numa numa
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