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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/13/26 in Risposte
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Fabio mi ha risposto: """Il 6 Crazie che mi hai mostrato lo ritengo autentico ed è anche un bel Francobollo ..non vedo bene la tonalità del colore o la sua freschezza, ma i carismi dell' autenticità ce li ha""". (Cit. Fabio) Speriamo con questa mia richiesta di aver distolto Fabio almeno per qualche momento dai problemi umani che solo le brave persone con 'Coscienza' vera come lui si prendono sulle proprie spalle, e che il Signore e la Madonna lo aiuti e gli dia forza per portarle avanti. Grazie Fabio siamo qui che ti aspettiamo, ricordandoti che questa sezione e' sempre casa tua.4 punti
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Ciao, sono nuovo in questo forum e purtroppo non parlo italiano - quindi ho usato Google Translate - spero che vada bene. Colleziono monete dello Stato Pontificio e ho alcuni esemplari di Sede Vancante. Questo è del 1555 (Guido Ascanio Sforza di Santa Fiora)2 punti
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Le monete delle belle arti però vendevano zero, dopo anni erano ancora disponibili in zecca, complice anche tirature troppe alte probabilmente. Io le avevo quasi tutte, poi avevo interotto e smesso di tenerle (in generale tutti gli argenti) e le ho mezze svendute anni fa. (l'unica che volevano tutti era quella di milano a memoria) Mi era rimasto il castello di fenix che ho ancora tutt'oggi, perchè mi offrivano 30 euro e lo avevo tenuto. Ci ero stato da bambino e per 30 euro ho deciso di tenerlo. Purtroppo l'ipsz, è brutto da dirlo, ma è non una onlus o un'azienda no profit.. e quindi ci ritroviamo delle emissioni tipo quelle del napoli e fiorentina, che io non acquisterei mai perchè non seguo il calcio ma invece vendono bene. Idem vasco rossi etc. 10.000 esemplari bruciati a 90€ tipo.. Quando altri argenti da 4000 non li vendono. Sono rimasto shockato non aver fatto un 2€ CC per le olimpiadi.. ma vabbè2 punti
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Aggiungo dei dettagli di studio.. che e' come si dovrebbe fare soprattutto noi principianti con questi francobolli non proprio semplici.. in più oltre alle informazioni a disposizione di tutti ci da modo di discuterne qui, che e' quello che si fa in forum. Intanto il colore: i principali colori di questo 6 Crazie sono indaco su azzurro del 1851 e indaco su grigio del 1852.. e sembrerebbe proprio che l' esemplare in foto sia proprio di questo colore. Altra cosa da prendere in considerazione sono le linee orizzontali della filigrana, per cui accludo una foto con la posizione dei francobolli. Le linee bianche ovviamente sono i francobolli sul foglio, sembrerebbe che manchi una linea nel nostro esemplare ma e' possibile che sia stato tagliato dal foglio proprio escludendo una linea di filigrana. Aggiungo inoltre immagini dell' annullo PD di "porto pagato" fino a destino, che sono pressappoco della stessa foggia del nostro esemplare, lasciando a tutti tentarne la corretta individuazione. Mi dedicherò intanto ad un ripasso della biografia su questi esemplari, e vi comunico che essendo curioso anche io ho contattato privatamente Fabio @fapetri2001 che se gentilmente mi risponderà ci dara' una luce definitiva su questo esemplare.2 punti
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Ricordo la conferenza di domani sera della Professoressa Monica Baldassari, per chi assisterà alla conferenza in presenza avrà la possibilità di vedere un bel numero di denari coniati dalla zecca milanese per i vari imperatori dalla fine del X secolo agli inizi del XIV...non sono inerenti alla conferenza ma sempre un bel vedere. Al termine della conferenza il consueto brindisi. Vi aspettiamo numerosi...a domani sera.2 punti
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Che i convegni facciano fatica è un dato di fatto, ma nella fattispecie questo Bologna mi è sembrato più che buono soprattutto il venerdì- Un plauso poi all'organizzazione per la sicurezza sempre attenta e disponibile appena si facevano notare presenze sospette. E' vero che ci sono tante aste soprattutto online, ma mi chiedo: vedere le monete a video è come vederle dal vivo? Per me assolutamente no. Inoltre il rapporto diretto commerciante con collezionista è fondamentale.2 punti
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Ragazzi posto per la prima volta in questa discussione dopo anni che la seguo...prima pescata: 2€ di tre monete (chiedeva 1€ al pezzo ma mi sono fatto fare lo sconto) Seconda pescata: chiedeva 50 cent al pezzo, poi mi ha fatto 3€ di tutto il lotto2 punti
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Sono stato al convegno il venerdì e onestamente non ho notato scarsa frequentazione o tavoli vuoti, tutt'altro a dire la verità. Era un po' che non andavo e devo dire che è stato interessante, pur con una offerta di materiale non eccezionale. Però, ce ne fossero di eventi numismatici come Bologna!2 punti
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Martedì 14 aprile dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza della Prof.ssa Monica Baldassarri su Il "ritorno all'oro nell'occidente Duecentesco": caratteristiche e vicende delle prime emissioni. Monica Baldassarri (PhD in Storia medievale, Specializzazione in Archeologia tardo-antica e medievale e Perfezionamento in Numismatica, Robinson Fellowship del British Museum) dal 2024 è Ricercatrice TT presso il Dipartimento di Studi Storici “Federico Chabod” dell’Università degli Studi di Milano. È inoltre docente a contratto di Numismatica Postclassica per la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi di Firenze. Fa parte dei comitati di direzione di diverse riviste e collane editoriali di ambito storico e archeologico, di livello internazionale e nazionale, e dal 2026 dirige la rivista “Numismatica e Antichità Classiche – Quaderni Ticinesi”. Si occupa di studi in numismatica e storia monetaria tra tardoantico ed età moderna, oltre che di studi su tessere e gettoni, sigilli e medaglie di devozione degli stessi ambiti cronologici. È inoltre impegnata in ricerche di archeologia medievale e post-medievale fra Toscana, Liguria e Mediterraneo occidentale, occupandosi anche di progetti diacronici di archeologia urbana e archeologia dei paesaggi, oltre che di esposizioni museali. I risultati di queste attività sono pubblicati in 25 volumi tra monografie e curatele e circa 300 tra saggi e contributi in cataloghi per mostre e musei. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati una settimana prima della conferenza.1 punto
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Questo francobollo fa parte della serie natalizia emessa in Irlanda (Éire) nel 1978. Il francobollo da 10 pence raffigura una Madonna col Bambino ispirata a una scultura in terracotta dell'artista rinascimentale Andrea della Robbia. L' annullo postale circolare fornisce informazioni interessanti, Baile Átha Cliath e' il nome in lingua gaelica di Dublino, che letteralmente significa "città del guado degli ostacoli". Non avevamo mai parlato di francobolli irlandesi, ora abbiamo una discussione in merito.1 punto
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Ciao @Ajax guarda se fosse questa provinciale di Plautilla per Anazarbo in Cilicia. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/type/845861 punto
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Ciao @Ajax bronzo pseudo autonomo di Berytos (Berytus) in Fenicia. https://www.acsearch.info/search.html?term=Ae+phoenicia+entwined+turreted&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=0 Per quanto riguarda la contromarca trascrivo la scheda di Wildwinds. Berytus. AE 18. Tyche/ Dolphin & Trident. An AE 18 of Berytus, Phoenicia, struck during 61/60 BC. References: BMC Phoenicia, p. 53, no. 13. Condition: Fine. Obv. Bust of Tyche right wearing turreted crown and veil. On neck, square countermark containing head and neck of bull; between horns, HP (or KP?). Rev. Dolphin entwined around trident, upright, between pilei of Dioscuri surmounted by stars; in field, LK.1 punto
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Buonasera @VALTERI, Può valere la pena ritornare al primo passaggio dell’asta di Hirsch del 2022, quando avevamo scambiato qualche opinione su questo esemplare:1 punto
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Prego, però visto che non è magno-greca chiedo al @CdC di spostarla nella sezione giusta per unirla all altro post aperto 🙂 Chiedo anche a @joannes carolus se, una volta individuata la giusta corrispondenza, puoi mettere la foto per i posteri 😊1 punto
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Buonasera a tutti, Cavallo di Filippo II, testa a sinistra, dalla recente asta ACM1 punto
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Grazie mille cari amici per l'approfondimento sul francobollo. Grazie a@PostOffice per i pronti e precisi interventi. Grazie anche a @fapetri2001 per il Tuo intervento. Miza1 punto
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un precedente contributo alla classificazione proviene da D.M. Metcalf, Coinage of the Crusades and the Latin East in the Ashmolean Museum, Oxford, 1983. ringrazio @numa numa per aver condiviso in altra discussione alcune immagini del testo, di cui riporto sotto una traduzione. ERAT HAEC NOSTRA MONETA The preferred currencies: coins of Lucca and Valence VALENCE Le monete anonime dei vescovi di Valence, in nome di Sant'Apollinare, hanno come soggetto un angelo. Col tempo, la figura dell'angelo si degenerò fino a poter essere confusa con un'aquila. Queste monete furono in voga per gran parte del XII secolo, e un'ampia analisi stilistica è possibile. Le monete provenienti da vari tesori/ripostigli dell'Oriente Latino sono state suddivise in cinque gruppi, che potrebbero essere soggetti a una revisione più dettagliata, sebbene i gruppi A e B siano indubbiamente anteriori ai gruppi C-E. Sono anche meno rappresentati nei tesori. Gruppo A: l'angelo è riconoscibile come una figura di forma umana, con torso. Gruppo B: simile al gruppo A, ma con una X centrale nel punto di intersezione tra ali e cosce. Gruppo C : volto grande e fattura grossolana. Gruppo D : naso triangolare, tre file di punti per le piume delle ali. Gruppo D-i: un gruppo stilistico compatto, in cui l'"angelo" ha piedi tozzi. Le "sopracciglia" sono solitamente due mezzelune separate. Gruppo D-ii: stilisticamente molto simile al D-i, tranne per il fatto che i piedi sono rappresentati da linee sottili. Le sopracciglia sono solitamente sovrapposte e la testa è molto più stretta. Gruppo E: un angelo più alto rispetto al gruppo D, con quattro file di punti per le piume delle ali. Il naso è spesso arrotondato o bulboso, piuttosto che nettamente triangolare. L'analisi di sei esemplari del gruppo A provenienti dal primo tesoro/ripostiglio di Subak ha mostrato che il loro contenuto di argento era rispettivamente del 67%, 63%, 62%, 61%, 56% e 55%. Sei monete provenienti dal secondo tesoro/ripostiglio di Subak hanno dato risultati nettamente inferiori e più coerenti: Gruppo D-i, 41%, 39% e 38% di argento; Gruppo D-ii, 39% e 39%; Gruppo E, 33%. Altre due monete del Gruppo E provenienti dal tesoro/ripostiglio di Aleppo hanno dato il 35%. Sebbene siano auspicabili ulteriori prove, questi risultati inducono a pensare che il Gruppo E abbia un contenuto medio di argento leggermente inferiore rispetto al Gruppo D. Resta da chiarire se il Gruppo E sia di epoca successiva al Gruppo D. Le proporzioni nei tesori/ripostigli sarebbero più naturali se l'ordine fosse invertito, ed è possibile che il Gruppo D rappresenti una monetazione restaurata o addirittura – ancora una volta – un'imitazione locale di un tipo ben noto. Due recenti tesori/ripostigli di denari di Antiochia, probabilmente risalenti all'epoca della conquista di Saladino, possono essere considerati, secondo questa classificazione, come terminanti con il Gruppo E; tuttavia, il numero di esemplari è così esiguo che l'assenza del Gruppo D non risulta statisticamente significativa. I pesi medi delle varietà più tarde rinvenute nel tesoro/ripostiglio del Primo Subak sono: E, 1,07 g; D2, 1,04 g; D1, 1,03 g. Un'analisi dello stile di scrittura e della forma dei punti utilizzati per formare il bordo interno potrebbe eventualmente chiarire la sequenza nella parte finale della serie (Gruppi D ed E), dove il suo interesse per la storia monetaria dell'Oriente Latino è maggiore. I punti sono spesso a forma di rombo, in entrambi i gruppi. L'unica lettera nelle legende che offre un valido criterio di identificazione è la Є di VALЄNTIAI.1 punto
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Grazie mille per le risposte. Ho un altro esempio in cui il segno non esiste - era questa la mia confusione. grazie ancora.1 punto
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Paolo V - Quattrino per la zecca di Roma - Muntoni 163 Quello in basso a sinistra è il segno di zecca Bonanni-Pagliari-Martelli Ops! @rcamil ci siamo sovrapposti.1 punto
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IPZS deve guadagnare, come ogni altra azienda, quindi è giusto che producano articoli che sanno di poter vendere facilmente, non dico il contrario. Ma che optino SOLO per questa tipologia di "argomenti", questo no, direi che non va bene. Quanto all'Italia delle Arti non saprei, su 20 monete (ultima coppia emessa nel 2019) mi pare che ne siano disponibli solo 4-5 (al momento il sito è down, non posso verificare), quindi cmnq le hanno vendute, anche se non sono andate esaurite tutte e subito. Se una serie è bella (e quella lo è sicuramente), non vedo perché acquistarla solo se ha tirature basse: ma qui riapriamo un discorso trito e ritrito su cui è inutile ritornare p.s. è Fénis, con la s In proposito, ad es. con tutti i castelli valdostani, ci sarebbe da fare un serie che non finisce più1 punto
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@Bruzio Ti ringrazio per il riferimento. Confermo che si tratta dello stesso gettone. Sarebbe utile un confronto con il proprietario, ma temo che il suo profilo non sia più attivo... Ad ogni modo, adesso sappiamo che ne esistono per certo due e, forse, anche degli altri. Ciò mi spinge a rilanciare ulteriormente la ricerca, dato che tutto, a quanto ho letto, era rimasto comunque nel vago.1 punto
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Sì ancora Offline, un po anomala però questa cosa senza un messaggio di avviso o altro, visto che comunque son già 3 giorni che uno non può controllare stato degli ordini o semplicemente visitare lo shop 😅 Intanto sulla baia compare una vendita da 170k appena effettui la ricerca su google scrivendo IPZS 😶1 punto
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Sono d’accordo con te.. Oltretutto la serie delle fontane non è nemmeno 999… Però anche se sono micromonete, son fatte bene secondo me.1 punto
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Verissimo: la serie degli argenti 5-10€ sulle bellezze delle regioni italiane (Italia delle Arti) è durata troppo poco (1 moneta per regione è il minimo sindacale, dovrebbero davvero riprenderla, e farne più serie); c'è la serie sulle fontane monumentali, ma sono monete d'oro, non certo alla portata di tutti (per giunta sono micromonete, ancora più "esclusive"); poi c'è quella di "Ville storiche e giardini", argenti da 5€, ma è durata da Natale a S. Stefano (solo 4 monete, dal 2013 al 2016)... Diciamo che negli ultimi anni, IPZS è passata ad argomenti più nazional popolari (musica, eccellenze italiane), abbandonando il filone storico-artistico-culturale che invece aveva prodotto monete molto belle. Sui 2€ cc poi si potrebbe aprire un bel discorso: da molti anni la Spagna sta andando alla grande con la serie sui beni UNESCO (sono tutte monete splendide, davvero eccellenti, a dimostrazione che anche sui "piccoli" 2€ si può fare qualcosa di buono, senza necessariamente "scomodare" i formati più grandi degli argenti), persino la Germania ha rinnovato la serie sui lander, non capisco perché l'Italia non faccia lo stesso, invece di limitarsi ai soliti Michelangelo, Leonardo, personaggi storici in genere (scrittori, scienziati & co.) e forze dell'ordine varie1 punto
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Zeus Numismatics, Auction 3, 11 Jan 2020, lot 379 Lot 379. Starting price: 20 GBP. Price realized: 70 GBP. PHRYGIA. Cadi. Claudius ( 41-54 AD ).AE Bronze. KΛAYΔIOC KAICAP Laureate head of Claudius to right / EΠI MEΛITΩNOC ACKΛHΠIAΔOY - KAΔO/HNΩN. Zeus standing front, head to left, holding eagle in his right hand and scepter in his left. BMC 16. RPC I 3063. Condition: Very Fine.Weight: 4.8 gr. Diameter: 19 mm. apollonia1 punto
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Buongiorno a tutti, bella Pubblica, tondello ben centrato. E’ possibile avere i dati ponderali? Magari anche spessore. Per me coniata. Saluti Alberto1 punto
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Buon Pomeriggio a Tutti, oggi vorrei condividere con Voi una moneta appena inserita in collezione, si tratta di un quarto di tallero austriaco del 1740 per Carlo VI° d'Asburgo del Sacro Romano Impero; diametro 32 - grammi 7,23 - Ag .875 - zecca di Hall in Tirolo/Austria. Carlo VI° che fu il padre di Maria Theresia d'Austria, oltre ad essere arciduca d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, fu Re di Spagna come Carlo III°, Re di Napoli, Re di Sardegna come Carlo III°, Re di Sicilia come Carlo III° e duca di Parma e Piacenza. La moneta che è abbastanza gradevole, presenta un po' di usura sulle basse ciocche dei capelli del sovrano, non so se sia stata lavata in passato ed a mio avviso dovrebbe avere una conservazione in BB; probabilmente anche qualcosina di più. In allegato mie foto e quelle del venditore. Grazie per l'attenzione.1 punto
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Nel 1713, dopo il trattato di Utrecht, Vittorio Amedeo II fu incoronato Re, prima volta per i Savoia. Il trattato dell'Aia del 1920, invece, obbligò lo scambio Sicilia-Sardegna tra Savoia e Asburgo. Formalmente, Vittorio Amedeo I, nel 1632 già si proclamò Re di Gerusalemme e Cipro, assumendo il trattamento di Sua Altezza Reale, ma si trattava solo di titolo onorifico, non esistendo un regno. Peraltro già nel '400 Luigi di Savoia fu Re di Gerusalemme e Cipro.1 punto
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Caro Miza ... dare un parere su queste emissioni e' una responsabilità che proverò ad assumermi con le cautele del caso. Il VERO esperto di queste emissioni è Fabio @fapetri2001 che io gentilmente cito anche qui, anche se so che al momento ha problemi personali e non puo' seguire il forum come vorrebbe, ma rimane lui la pietra miliare per gli ASI. Qualche domanda che se vuoi mi puoi rispondere anche privatamente, ... Su che piattaforma è venduto, costo, approfondimento del venditore.1 punto
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Sì ma l'araldica non è sempre rispettata in numismatica, e la definizione dei tipi di scudo non ne è certo l'elemento caratterizzante (quanto piuttosto partizioni e rappresentazioni). Sotto, una illustrazione autoesplicativa: vi è anche la targa con l'incavo; manca quello "semiovale" (termine che pure compare in vari autori). Tuttavia le denominazioni indicate non sempre sono rispettate e il termine "scudo sannitico", ad esempio, non viene mai impiegato in numismatica. Si torna a quanto mostrato da Roberto nel # 2 di questa discussione, con l'aggiunta dello scudo accartocciato (o meglio "con cartocci") che compare non raramente.1 punto
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Buonasera a tutti seconda acquisizione dell'anno nel solco della progressiva sostituzione dei colli lunghi con esemplari migliori. Siamo adesso a dieci su ventuno esemplari alla massima conservazione o quasi. Questo millesimo non è particolarmente raro ma come tutti i 5 lire del Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II non è facile da reperirsi in elevata qualità. Proviene dalla recente asta Ghiglione del 28 marzo e - per qualche arcana ragione che mi sfugge - non ha riscosso interesse e così l'ho portata a casa alla base, a un prezzo che definire invitante è forse dire poco. Il lieve difetto al bordo a ore 3 e 4 del R le toglie il FDC pieno (Ghiglione infatti l'ha indicata, per me correttamente, FDC/qFDC) , ma per il resto i rilievi sono assolutamente intatti. Queste immagini da me realizzate inoltre non rendono assolutamente omaggio alla delicata patina, che, soprattutto al R, è ricca di meravigliose iridescenze che vanno dal rosato all'indaco al blu. Appena riesco farò altre foto che spero possano rappresentare al meglio questo ulteriore pregio. Grazie dell'attenzione e saluti cari1 punto
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Theodore Roosevelt era chiaramente preferito dall'elettorato repbblicano. Quell'anno, per la prima volta nella storia, si tennero, anche se solo in 13 stati, le elezioni primarie: Roosevelt ottenne 248 delegati, contro i 48 di Taft e i 36 di Robert La Follette, un terzo candidato più radicale dello stesso Roosevelt. Ma i sostenitori di Taft controllavano l'apparato del partito, così, alla convention repubblicana di Chicago del giugno 1912, Taft vinse la battaglia su alcuni seggi contestati, e ottenne la nomination. I seguaci di Roosevelt gridarono al furto e abbandonarono la convention, per poi riunirsi di nuovo in agosto e proclamare la candidatura di Roosevelt e la nascita del Progressive Party, subito ribattezzato Bull Moose Party Ovverossia "il partito dell'Alce" (maschio), in contrapposizione a quello dell'Elefante (i Repubblicani) e dell'Asino (i Democratici). Poco dopo la sua candidatura a vicepresidente nel giugno del 1900, Theodore Roosevelt scrisse a Mark Hanna, leader del partito: "Sono forte come un alce maschio e puoi usarmi fino al limite". Hanna lo fece, inviando il candidato in un energico tour elettorale in tutto il paese. Quando Roosevelt si ricandidò nel 1912, la sua affermazione fu ricordata dai suoi sostenitori californiani che si fecero chiamare "Bull Moosers". Fu una manna per i vignettisti che adottarono subito l'animale come simbolo del nuovo partito... l' ultimo arrivato allo zoo politico, secondo Harper's Weekly del 20 luglio 1912, da cui è tratta questa vignetta di Edward Windsor Kemble. L'Alce Progressista sfoggia il caratteristico sorriso dentato e gli occhiali di Roosevelt, mentre l'Asino Democratico e l'Elefante Repubblicano ferito osservano da dietro la recinzione politica. Il barile d'acqua si riferisce a George W. Perkins, un ricco uomo d'affari che fu presidente del Partito Progressista e contribuì generosamente alla campagna elettorale di Roosevelt. Come socio della JP Morgan and Company, Perkins aveva orchestrato la fusione che diede vita alla International Harvester Company e ne era membro del consiglio di amministrazione. I critici sostenevano che la creazione della società violasse le leggi antitrust e il legame di Roosevelt con lui era controverso persino all'interno del Partito Progressista. Dello stesso tenore quest'altra vignetta, con l'Elefante e l'Asino spaventati dall'arrivo dell'Alce, sempre con le sembianze di Roosevelt Le elezioni del 1912 Non c'è molto da dire su queste elezioni, se non che confermarono, per l'ennesima volta, l'antica saggezza dei proverbi: nel caso specifico, quello che recita che tra due litiganti il terzo gode Il terzo in questione era, naturalmente, il candidato del Partito Democratico, Woodrow Wilson, che vediamo ritratto su una banconota Gold Certificate da 100.000 dollari del 1934 Wilson conquistò ben 40 Stati (su 48), lasciandone sei a Roosevelt, e appena due a Taft. Ma a quello che, grazie al particolare sistema elettorale americano può sembrare un plebiscito, non corrispose affatto altrettanto consenso popolare. Wilson ottenne appena il 42% dei voti, a dimostrazione che, se i Repubblicani non si fossero divisi, con ogni probabilità avrebbero vinto ancora. Quanto al Partito Progressista, sebbene avesse ottenuto un risultato migliore del previsto (27,4% dei consensi contro il 23,2% dei Repubblicani, caso unico di un terzo partito che batte uno dei due tradizionali), il fatto di essere stato essenzialmente lo strumento personale di Roosevelt lo portò a un'inevitabile declino non appena questi, l'anno seguente, smise di interessarsene per correre dietro a una nuova avventura... che racconteremo nel prossimo post petronius1 punto
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Ma ci mancherebbe, di cosa devi scusarti? Non ho scritto che appare “così spesso” ma “abbastanza sovente”. C’è una bella differenza. Battute a parte, ho utilizzato questa locuzione solo per dire che secondo me non ci sono occultamenti di rotolini della Zecca.😂👌🏽1 punto
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L'eredità di Weinman I mezzi dollari Walking Liberty, in argento .900, per un peso di 12,5 gr. e un diametro di 30,6 mm., sono stati coniati, in maniera non continuativa, dal 1916 al 1947, nelle Zecche di Philadelphia, Denver e San Francisco, per un totale di 485.394.640 monete. Le coniazioni sono iniziate nel 1916, proseguite fino al 1921, sospese nel 1922 e riprese nel 1923, poi è seguita una pausa più lunga. La produzione è ripresa dal 1927 al 1929, e ancora una pausa fino al 1933, anno dopo il quale non vi sono più interruzioni fino al 1947. La gran parte delle emissioni è comune, in particolare quelle dal 1933 in poi, che in media conservazione (da BB a SPL) possono essere facilmente reperite a poco più del valore dell'argento che contengono. Le rarità vanno ricercate tra le monete dei primi anni, in alta conservazione: segnalo il 1916 (Philadelphia), 1919 (Denver e San Francisco), 1923 (San Francisco). Le monete di Weinman hanno goduto di grande favore presso il pubblico americano, rimanendo in circolazione per circa un ventennio dopo la cessazione della loro produzione: dimes e mezzi dollari sono stati ampiamente usati fino alla metà degli anni '60, quando il valore dell'argento che contenevano ha superato il nominale. Ma la loro fortuna è continuata anche dopo. Nel 1986, vengono coniate per la prima volta le American Silver Eagles, monete da investimento in argento .999, dal peso di un'oncia (31,101 gr.) e valore nominale di un dollaro. Il disegno scelto per il dritto, è la Libertà in Cammino di Weinman Un disegno amato da milioni di collezionisti e investitori, tanto da rimanere sulla Silver Eagle anche quando è stato introdotto un nuovo disegno per il rovescio nel 2021. E qualche anno fa, anche il Mercury dime ha conosciuto una nuova giovinezza. E' stato infatti scelto per il dritto della prima oncia da investimento in palladio, emessa nel 2017. E per questa oncia, anche il rovescio è opera di Weinman, sebbene non proveniente da una moneta. L’aquila appollaiata su una roccia, che stringe nel becco dei rami d'albero, è quella originariamente comparsa nel 1907 sulle medaglie premio in oro dell’American Institute of Architects, conferite a quegli architetti o ingegneri civili il cui lavoro aveva avuto un impatto duraturo sull’architettura americana e sulla sua evoluzione. Una medaglia con al dritto i ritratti dei grandi architetti dell’età classica. E con questo post la ricreazione (numismatica) è finita , dal prossimo si torna a scuola (di politica), con il movimento progressista e le elezioni presidenziali del 1912, che vedranno di nuovo la candidatura di Theodore Roosevelt. Ma non disperate: ormai non manca molto al termine della discussione, una decina di post (speriamo ), e prima della fine ci sarà altro spazio per un po' di ricreazione, ci sono ancora delle monete da mostrare petronius1 punto
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Una modella per due monete Anche per il mezzo dollaro Walking Liberty ci si è chiesti se l'artista si fosse ispirato a una persona reale per modellare la sua Liberty, o essa fosse solo frutto della sua fantasia. In questo caso, a differenza di altri, la risposta sembra essere semplice: la donna che ha ispirato Weinman è Elsie Kachel Stevens, moglie del poeta Wallace Stevens, che Weinman avrebbe ritratto non solo sul mezzo dollaro, ma anche sul dime. All'inizio di agosto del 1909, gli Stevens affittarono un appartamento al 441 West della 21st Strada a New York, e lo abitarono fino al 1916. Il proprietario dell'appartamento era Adolph Weinman, che all'incirca nel 1913 realizzò un busto in bronzo di Elsie. A esso si sarebbe ispirato per disegnare le monete per il concorso. Era nella tradizione di Saint-Gaudens usare un gesso o un busto in bronzo come passaggio intermedio tra un modello vivente, o una statua dell'antica Grecia, e il ritratto ideale di Liberty su una moneta. Elsie Kachel Stevens, come interpretata nel busto da Weinman, e il ritratto sul dime, hanno abbastanza punti in comune perché la connessione tra loro sia convincente. La folta chioma sotto il cappello e le ali, il labbro insolitamente deciso e il mento forte ma sensibile, possono essere ricondotti ai lineamenti fragili e spigolosi di Elsie. A me non resta che mostrarla nella sua bellezza, mettendo poi a confronto le due monete (da Ira&Larry GoldBerg Auctions), e lasciando a voi il giudizio finale petronius1 punto
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A vedere le immagini del MIR, quello sopra la "E" ritengo sia sempre un giglio, male interpretato. E' uno dei simboli dello stemma Pamphili, facile (oserei dire usuale) che sia riproposto come "abbellimento" anche sul conio del rovescio: Ciao, RCAMIL.1 punto
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