Cerca nel Forum
Risultati per Tag 'mosaici'.
Trovato 2 risultati
-
Il mosaico di Ketton in Rutland rivela una versione della guarra di Troia di un'opera perduta di Eschilo
Vel Saties ha aggiunto un nuovo link in Storia ed archeologia
Al di là della notizia in se' voglio porre all'attenzione di lor signori il fatto che l'archeologia possa confermare e/o aiutarci a capire le letteratura antica e non solo viceversa. Il ritrovamento è del 2020, le notizie sui siti partonio dal dicembre del passato 2025 (a proposito auguri a tutte/i). Riferimento accademico NB: IL TESTO è DECISAMENTE TROPPO LUNGO X ESSERE COPIATO QUI MA ESSENDO UN RIFERIMENTO UFFICIALE AD UNA RIVISTA SCIENTIFICA NON DOVREBBE CANCELLARSI. Jane Masséglia, Jennifer Browning, Jeremy Taylor and John Thomas Troy Story: The Ketton Mosaic, Aeschylus, and Greek Mythography in Late Roman Britain Published online by Cambridge University Press: 03 December 2025 DOI: https://doi.org/10.1017/S0068113X25100342 LINK ALL'ARTICOLO: https://www.cambridge.org/core/journals/britannia/article/troy-story-the-ketton-mosaic-aeschylus-and-greek-mythography-in-late-roman-britain/AF6081088C925F10AB0DC670A7540A7D Abstract The Ketton Mosaic depicts the duel between Achilles and Hector, the dragging of Hector’s body and its ransom. Despite initial associations with the Iliad in the press, this article demonstrates that the Ketton mosaic does not illustrate scenes from Homer but an alternative variant of the narrative which originated with Aeschylus and remained popular in Late Antiquity. The composition also reveals its debt to a pattern repertoire shared by artists working in media such as painted pottery, coin dies and silverware, which had been circulating in the ancient Mediterranean for many centuries. Through its textual and visual allusions, the Ketton mosaic makes a strong case for the engagement of fourth-century Roman Britain with the cultural currency of the wider empire. LINK al PDF: https://www.cambridge.org/core/services/aop-cambridge-core/content/view/AF6081088C925F10AB0DC670A7540A7D/S0068113X25100342a.pdf/troy-story-the-ketton-mosaic-aeschylus-and-greek-mythography-in-late-roman-britain.pdf ----------------------------------------------------------------------------------------------- https://archaeologymag.com/2025/12/ketton-mosaic-in-rutland-roman-britain/ Ketton mosaic in Rutland reveals rare Aeschylean Trojan War scenes in late Roman Britain by Dario Radley December 5, 2025 Archaeologists have taken a significant step toward understanding one of the most striking Roman mosaics ever unearthed in Britain. A new study from the University of Leicester has confirmed that the celebrated Ketton mosaic in Rutland does not follow the familiar storyline of Homer’s Iliad, as originally assumed. Instead, it draws from a different and largely lost retelling of the Trojan War — one attributed to the Greek tragedian Aeschylus — which circulated in antiquity but survives today only through indirect references. The ransom of Hector (Panel 3, top) in the mosaic. Credit: University of Leicester Archaeological Services (ULAS) / J. Masséglia et al., Britannia (2025) Found by the local resident Jim Irvine during lockdown in 2020, the mosaic instantly attracted national attention for its size, artistic quality, and remarkably well-preserved scenes. Large-scale excavations immediately took place by the University of Leicester Archaeological Services and Historic England; the villa complex was quickly granted Scheduled Monument status. The newly published research now reshapes how specialists interpret both the mosaic and the cultural world that produced it. Set out in three dramatic panels, the artwork follows the clash between Achilles and Hector, the dragging of the Trojan prince’s body, and the final moment when King Priam seeks its return. It is the last scene that shows the strongest break from Homer. Rather than describing a negotiation over talents of gold, the mosaic depicts Priam placing heavy gold vessels onto a set of scales to match the weight of his son’s body, a detail which aligns with the now-lost tragedy Phrygians. This narrative choice suggests that the villa’s owner favored a more erudite and less widespread version of the myth, one that would have signaled learning and sophistication. Researchers also found that the mosaic’s design was anything but a provincial improvisation: many of its elements can be traced to artistic patterns circulating in the Mediterranean for hundreds of years. The image of Hector standing in his chariot is very close to a second-century coin from Ilion; the image of Achilles dragging the body is very similar to an Attic vase from circa 490 BCE. The small touches, like the snake beneath the horses, are also Greek models. The central weighing scene has a close parallel in a silver jug from Roman Gaul. Taken together, these parallels confirm that the craftsmen working in Rutland were part of an extensive network, drawing on visual templates passed down by generations of artists across the empire. Detail of a silver oinochoe from the Berthouville treasure, showing Achilles dragging Hector around the walls of Troy in the post-Euripidean variant, first century CE. Credit: Marie-Lan Nguyen, CC BY 2.5 This study shows how stories of the Trojan War moved not only through texts but through a shared repertoire of images created in pottery, silverware, coinage, and mosaics. The Ketton mosaic is evidence that people in late Roman Britain were not in a state of cultural isolation but drew upon the same artistic and intellectual currents that gave form to the wider classical world. This new interpretation deepens our understanding of the site’s inhabitants and the choices behind the artwork’s creation. It suggests a household eager to present itself as connected, educated, and attuned to the prestige of classical myth. https://tech.everyeye.it/notizie/archeologi-trovano-mosaico-racconta-versione-perduta-guerra-troia-850905.html Archeologi trovano un mosaico che racconta una versione perduta della guerra di Troia di Aurelio Sanguinetti 30/12/2025, ore 10:48 L'Iliade è sicuramente uno dei miti più importanti della cultura occidentale, il poema omerico da cui traggono origine le vicende di tanti altri miti, a cominciare dal viaggio di Ulisse fino ad arrivare all'assassinio di Agamennone, di ritorno in patria. Per quanto ognuno di noi abbia studiato almeno una volta nella vita l'Iliade a scuola, i testi che si trovano all'interno dei libri di testo traggono spunto dal poema classico, ovvero dalla versione più diffusa e meglio conservata del mito. Esistono tuttavia diverse altre versioni del conflitto di Troia, molti dei quali presentano vicende poco conosciute ai più. A dimostrarlo è stato il ritrovamento di un particolare mosaico in Gran Bretagna, di manifattura romana. Scoperto nel 2020, durante la pandemia da Covid, questo mosaico oggi è universalmente conosciuto come "mosaico di Ketton" e descrive una storia alquanto peculiare dell'Iliade. Si tratta dello scontro fra Achille ed Ettore, forse l'evento più importante dell'intera guerra di Troia e uno dei combattimenti mitici più famosi dell'intera letteratura occidentale. La cosa interessante è che in questo mosaico lo scontro viene narrato come una vera e propria graphic novel. Gli artisti romani hanno rappresentato il duello fra gli eroi, la vittoria di Achille, la scena in cui il cadavere di Ettore viene trascinato dietro un carro e il momento in cui Priamo, addolorato e da solo, giunge dentro la tenda di Achille per chiedere il corpo del figlio. A differenza però di quanto narrato nell'Iliade, lo scontro fra i due eroi non avviene a piede ma si svolge sopra due impressionanti carri da battaglia. Inoltre il corpo di Ettore presenta delle ferite che secondo il mito gli dei impedirono di formarsi. La differenza più grande si osserva però nella scena del trascinamento del cadavere. In questo mosaico il corpo di Ettore viene infatti trasportato insieme a dell'oro ed è posto sopra a delle enormi bilance, ad indicare che Priamo, prima di ricevere il corpo del figlio, dovrà riscattarlo con tutti i tesori della sua città. Questa versione dello scontro fra i due eroi è molto più antica rispetto alla versione attualmente presente nell'Iliade, ma questo ritrovamento ci fa capire che era abbastanza diffusa nell'impero romano, tanto da venir rappresentata in una provincia periferica come la Britannia romana. In particolare sembra che gli artisti romani abbiano usato la versione basata sull'opera perduta "I Mirmidoni" di Eschilo. In quest'opera Ettore viene infatti pesato su una bilancia e scambiato a peso d'oro (qui è possibile vedere il settore del mosaico in cui è stata descritta questa scena), mentre Achille trascina il corpo di Ettore attorno alla tomba di Patroclo, non lungo le mura di Troia. Nella versione di Eschilo Achille sembra quindi molto meno empatico nei confronti di Priamo, ma ugualmente accetterà di consegnare il corpo del nemico e di affrontare per un'ultima volta il destino, venendo ferito mortalmente al tallone, cercando di assediare la città. Di recente la guerra di Troia sembra essere divenuta un argomento caldo sul web, grazie alla proiezione nei cinema dei primi 5 minuti della prossima pellicola di Christopher Nolan.- 2 commenti
-
- archeologia
- britannia
- (e altri 4 tag)
-
Altri utilizzo (non monetale specifico) del "manufatto moneta" in epoca imperiale ad Aquileia
Illyricum65 ha aggiunto un nuovo link in Monete Romane Imperiali
Buongiorno, in questi ultimi giorni ho avuto modo di leggere l’interessante testo “Ritualità connesse alla costruzione di domus. Le offerte monetali di fondazione ad Aquileia” di Grazia Facchinetti ( https://www.academia.edu/1646860/Ritualit%C3%A0_connesse_alla_costruzione_di_domus._Le_offerte_monetali_di_fondazione_ad_Aquileia ). A seguito di ciò, nell’ottica di continuare un percorso già iniziato che indaga l’utilizzo non propriamente commerciale del “manufatto monetale” in favore di quello cultuale/spirituale in epoca romana vi presento un breve riassunto dell’articolo stesso. Per prima cosa va segnalato che non è pervenuta alcuna fronte scritta latina che descriva i rituali di fondazione (e in cosa consistessero) in relazione ad edifici privati. Cosa intendiamo con questo termine è presto detto: un insieme di pratiche religiose e divinatorie che venivano osservate non solo al momento della costruzione di un edificio (pubblico o privato) ma anche più in generale di insediamenti di carattere urbico. Secondo la tradizione, Roma e tutte le città definibili come urbes erano state fondate secondo un protocollo rituale di matrice etrusca i cui passaggi fondamentali sono riassunti da Plutarco nella Vita di Romolo. Ma tralasciando quest’ultimo aspetto focalizziamoci sulla costruzione di edifici. Si tratta di rituali già in uso nella preistoria - Fornace Gattelli (Ravenna) boccale in terracotta rovesciato sopra alla zampa destra di un cane e Serra Cicora (Nardò – Lecce) sepoltura T7 come un atto fondativo compiuto dal gruppo che per primo occupò il pianoro - per dirne due reperibili sul web. Tornando al contesto di apertura discussione, le indagini archeologiche svolte in Aquileia e nel suo territorio hanno evidenziato alcuni episodi di offerta di monete durante la costruzione di abitazioni. Questo tipo di ritualità trova numerosi confronti nel mondo romano e nella stessa Aquileia risulta praticato anche nel caso di edifici pubblici con funzione verosimilmente beneaugurante e protettiva nei confronti delle costruzioni in cui veniva realizzato. Le attestazioni di rinvenimento sono certamente sotto rappresentate in quanto: - - Nella maggior parte dei casi non sono state individuate perché ancora occultate - - Potrebbero non esser state interpretate come esiti rituali. Al momento dell’articolo il rinvenimento più arcaico era il seguente - - Quadrante del 8 a.C. rinvenuto in un muro augusteo-tiberiano della domus attigua dei magazzino portuali, rinvenuto inglobato nella malta e frammenti di calcare di Aurisina. Il fatto che non provenga sia stata rinvenuta conglobata alla malta del muro ma in giacitura secondaria, per quanto prossima, non permette di suffragare con una buona probabilità l’ipotesi del rito di fondazione. D’altra parte la presenza di scaglie di calcare nella malta è tipica delle fondamenta delle abitazione dell’epoca (in elevato malta + laterizio). - - Follis di Costante emesso tra il 337 e il 340 ad Aquileia rinvenuto dopo il distacco di alcune tessere musive dalla domus dei Putti danzanti ( file:///C:/Users/Andrea/Downloads/83_84_12.pdf ). La sua posizione subito sotto le tessere del mosaico fa ritenere che sia stato deposto prima del confezionamento dello stesso. Altre monete sono state rinvenute nel 2010 ma al momento dell’uscita dell’articolo non erano ancora state studiate: nota interessante, in genere sono deposte agli angoli della stanza. - - AE3 di Costanzo II (FTR del periodo 351-561) in un livello di preparazione di un mosaico della domus delle Bestie ferite. Una seconda è illeggibile. Entrambe rinvenute agli angoli della sala mosaicata. - - Moneta nello strato di preparazione di un mosaico di età tardo antica in Fondo ex-Violin (struttura di utilizzo non ben noto). Tre esemplari sono stati scoperti sotto i basoli dell’attigua area scoperta. - - Moneta illeggibile proveniente da un intonaco da edificio ad est de Foro (domus? Edificio pubblico?) - - Follis di Massenzio (307 d.C.) sotto il pavimento in cotto dell’ambiente C della Villa di Vidulis e moneta di Massimiano nel livello di preparazione del mosaico della sala V Vi sono poi segnalazioni in edifici pubblici aquileiensi di cui allego stralcio dello scritto: Si può pertanto segnalare che le maggiori documentazioni sono legate a deposizioni a livello pavimentale che non murario. Forse il fatto che le domus dei Putti danzanti e quella delle bestie ferite siano cronologicamente prossime può indicare che nel periodo vi era un rituale propiziatorio (?) che prevedeva la deposizione di esemplari agli angoli dalla stanza; va segnalato che nei riti di fondazione urbici le deposizioni sono sempre nei pressi di porte o angoli, ritenuti punti importanti. Altro dato interessante è il fatto che le deposizioni coinvolgono monete comuni di rame/bronzo e non nominali di pregio. La scelta era casuale? Si posizionava una moneta di basso valore perché tanto il gesto era meramente simbolico? La maggior evidenza in epoca tardoantica è casuale (sono state indagate maggiormente domus del periodo) o spiegabile con lo svilupparsi di nuovi riti più tardi? La moneta avveniva solo in occasione di fondazione o anche in caso di restauro. Chi poteva essere l’offerente? Il proprietario dell’edificio o gli stessi mosaicisti magari auspicando un buon esito del lavoro in opera? La deposizione aveva lo stesso significato in ogni stanza o vi erano diversi auspici a secondo dell’utilizzo del vano? In altre occasioni ed in altre zone si sono visti fenomeni di deposizioni simili ma non uguali: scavi Università cattolica di Milano, rinvenimento di un vaso fittile contenente 3 denari I-II secolo a.C. sotto vari strati di pavimentazioni successive; Ptuj, contenitore in terracotta contenente 2 assi I secolo d.C., 1 lucerna, ossa di uccello e gusci d’uovo. Una ipotesi proposta è stata quella, nel caso dei ritrovamenti tardoantichi, che si trattasse di nuovi riti simbolici da parte di proprietari di religione cristiana, dal momento che vi è qualche attestazione di riti di fondazione nei luoghi di culto (Battistero?). Tante domande aperte e che rimarranno irrisolte… questa volta poche immagini ma sempre delle nostre care monete abbiamo parlato! Saluti Illyricum- 1 commento
-
- 6
-
-
- tardoantico
- mosaici
-
(e altri 1 tag)
Taggato come:
Lamoneta.it
La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.
Il network
Hai bisogno di aiuto?