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IGNORED

Neapolis?


TARAS
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Salve a tutti,

l'amico Nick Molinari chiede aiuto per l'identificazione di un misterioso bronzetto trovato in un lotto.

si tratta di Neapolis?

I tipi non sono catalogati da Sambon e Taliercio. In particolare mi incuriosiscono l'etnico apparentemente sbagliato e il simbolo incerto sopra il toro androprosopo. Possibile si tratti di una moneta ritoccata male? Oppure qualche altra zecca campana o sannita?

Grazie in anticipo per qualsiasi aiuto.

Nico

post-28866-0-82931100-1376842969_thumb.j

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Molto interessante. Al momento sembra più una emissione di imitazione (sannitica ?), ma vorrei avere, se possibile, dati di peso e diametro.

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Tra le zampe del toro vedo due lettere

Una "R" ?, (o è lo zoccolo del toro?)tra la prima e a seconda zampa vista da dx. a sx.

Una "A" o la L ? greca, tra la seconda e la terza zampa sempre da dx.a sx.

Pare anche a me una spiga di grano quella sopra, il tutto, con due foglie .

Ho dato una occhiata al garrucci non ho trovato nulla di riferimento.

La scritta sotto potrebbe essere letta da dx. a sx.? NOLA? CUMA? in alfabeto locale?

Es: potrebbe essere che:....

leggendo da dx. a sx. si legga N-O- , e ,se la A che segue la la vedo capovolta è la lettera L greca- ora , ammettiamo un errore di composizione dell'incisore) quindi, ...la scritta si potrebbe leggere N-O-L-O.. ecc.

Poter avere una miglior visione delle lettere, sotto, aiuterebbe molto.

attendo altre interpretazioni/letture dagli illustri e noti competenti colleghi.

Pietro

Edited by corzanopietro
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Si Pietro, anche tra le zampe ci dovrebbero essere delle lettere e sembrerebbero A ed R? (purtroppo è nel punto sfuocato dell'immagine)

Servono immagini con maggiore definizione anche per il D/.

ciao

skuby

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Sicuramente è una moneta da studiare bene.

Unisco a quanti richiedono di effettuare immagini più definite (e possibilmente con diverse angolature di luce), per riuscire a ricostruire almeno in parte le lettere sia al diritto davanti la testa di Apollo sia all'esergo del rovescio.

Poi noto una lettera piuttosto definita che sta sotto il ventre del toro, tra le zampe, che sembra essere un lambda (meglio accertare e differenziarla da una possibile A), una lettera che figura molto raramente nelle serie campane con Testa di Apollo/Toro androsopo.

Poi c'è la rilevare che la testa di Apollo volta a destra è molto meno frequente della testa rivolta a sinistra.

Infine c'è il simbolo sopra il toro, che in pratica prende il posto della solita Nike alata, ma che qui appare indistinto e ricorda più o un aratro o un fiore con foglie.

Sorprende un pò lo stile abbastanza aggraziato di Apollo (e anche il toro appare correttamente disegnato), che stride con l'evidente analfabetismo delle lettere apparentemente prese a casaccio.

Al momento prevale l'ipotesi di una imitazione "barbarica" in attesa di migliori letture......

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Premetto che non ho mai visto nulla di simile...

La tipologia dell'esemplare richiama (ovvio) la monetazione Campana ma,

Tranne Cales: un intero ed il gruppo di emissioni ridotte, simbolo lira

Suessa : un intero simbolo Nike,

e Neapolis: gruppo con simbologia variabile,

Non sono noti altri centri che hanno emesso moneta con testa del dritto volta a dx.

I due centri, Cales e Suessa, sono da scartare, non c'è corrispondenza dei simboli, quindi l'esemplare dovrebbe essere un emissione neapolitana, il punto è:

è un esemlare inedito ?

e un esemplare genuino ?

è un esemplare ritoccato ?

Il dritto, dalla foto, mostrerebbe tracce di ribattitura, potrebbe essere che alcuni elementi dell'iconografia siano dell' undertype,

La resa iconografica del dritto mostra uno stile tardo e non sovrapponibile con la prioduzione con simbolo variabile.

La R tra le zampe del toro è incongruente, non è "prevista" nell'alfabeto in uso a Neapolis

Non so quali siano le emissioni imitative Sannite? ( o forse barbariche, se il riferimento è il Sambon ), nel caso Sambon, non è dovuto ad imitazioni ma solo ad incisori, ma non è questo il caso, come ho scritto sopra l'esemplare mostra uno stile tardo, quindi di "bello stile"

So che potrebbe sembrare una castroneria, ma l'etnico da alcune lettere potrebbe richiamare ROMANO ? per il poco che si sa su tali bronzi, potrebbe essere un inedito assoluto....per Roma?

Spero di essere stato d'aiuto per proseguire nella ricerca...

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Guardando l'immagine a me paiono certe poche cose.

1)Il simbolo sopra il toro è una spiga con due foglie.

2)Dietro, tra e avanti le zampe del toro vi sono delle lettere, fra le quali quella centrale è un lambda.

3)Le prime tre lettere visibili dell'epigrafe in esergo è "POU" in alfabeto e caratteri greci.

A voi non sembra lo stesso?

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anche io ho pensato ad una ribattitura o riconiatura.

resta il fatto che senza peso, diametro e foto con buona risoluzione l'identificazione è ardua...

ciao

skuby

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Grazie alla segnalazione personale di un amico, vorrei sottoporre questo esemplare, che proviene dalla famosa collezione Weber, vol. I, n. 408, peso 6,84 g (Londra 1922).

In tale catalogo è attribuito a Suessa, per la presenza dell'etnico al diritto, con SVESANO con particolare grafia (la S è molto segmentata).

Si tratta di una variante sconosciuta al Sambon, con il toro androprosopo a sinistra, anzichè a destra, come normalmente.

Tra le zampe si intravvede una lettera, che è la sesta lettera dell'alfabeto osco (una sorta di C rovesciata e squadrata) e si pronuncia come "v".

Quindi abbiamo probabilmente una imitazione osca di una moneta campana di Suessa.

La cosa che mi ha colpito è la forma del rudimentale simbolo sopra il toro, che richiama da vicino quello della moneta postata in # 1.

post-7204-0-40261700-1376928688_thumb.jp

Edited by acraf
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Grazie alla segnalazione personale di un amico, vorrei sottoporre questo esemplare, che proviene dalla famosa collezione Weber, vol. I, n. 408, peso 6,84 g (Londra 1922).

In tale catalogo è attribuito a Suessa, per la presenza dell'etnico al diritto, con SVESANO con particolare grafia (la S è molto segmentata).

Si tratta di una variante sconosciuta al Sambon, con il toro androprosopo a sinistra, anzichè a destra, come normalmente.

Tra le zampe si intravvede una lettera, che è la sesta lettera dell'alfabeto osco (una sorta di C rovesciata e squadrata) e si pronuncia come "v".

Quindi abbiamo probabilmente una imitazione osca di una moneta campana di Suessa.

La cosa che mi ha colpito è la forma del rudimentale simbolo sopra il toro, che richiama da vicino quello della moneta postata in # 1.

attachicon.gifSUESANO AE Weber 408 6,84.jpg

Ottimo Acraf, allego copia pagina descrizione.

Direi che possa essere una variante di questa riportata.

post-7579-0-47942100-1376930384_thumb.jp

ciao

skuby

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Caro Alberto, si tratta dell' esemplare di Suessa di cui accennavo sopra, ma tranne la somiglianza del simbolo ....( tra l'altro, forse frettolosamente, viene riportato come Nike.)

Riguardo la lettera sotto il toro, non credo sia la V osca ( C squadrata ) questa lettera è presente anche su alcune serie di Neapolis ed alcuni nummi Apuli, ripeto non conosco imitazioni osche di tali monete, ma lettere simili, probabilmente di personale addetto alle officine monetarie, verosimilmente anche di chi le commissionava, quindi sigle di nomi, sono note anche in bolli di numerose anfore vinarie neapolitane rinvenute ad Ischia, sembra strano, ma ricalcano pari pari proprio le sigle di varie serie monetali.

Non sottovalutiamo che nel periodo di queste emissioni, e già da un bel po, gente di origine osca occupava cariche di rilevanza nel centro, quindi verosimilmente le lettere non greche potevano essere proprio sigle di nomi di questi personaggi.

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Ringrazio Cid1jazz.

In effetti prima di parlare di una possibile emissione "barbarica" (di ambiente sannita?) c'è da rilevare che già a metà del III secolo a.C. in Campania c'era una forte commistione tra le genti di origine greca e quelle di origini osche, con esponenti che ormai avevano raggiunto posizioni chiave.

Ovviamente non si può escludere, anzi è molto probabile, che nelle officine di alcune zecche campane, come ad esempio Suessa, che era comunque molto "contaminata" da precedenti invasioni di genti sannitiche, potessero operare maestranze di lingua osca e magari con poca dimestichezza con la scrittura greca.

Anche in alcune zecche apule, in particolare Arpi, è possibile riscontrare contaminazioni tra lettere greche e lettere osche.

Inoltre ricordo che pure nella serie campane con Testa di Atena/Gallo esistono esemplari che sembrano "barbarici".

Potrebbero invece essere prodotti dalle zecche ufficiali, con minore controllo da parte delle maestranze. Spesso erano emissioni prodotte in grande quantità e quindi potevano esserci monete di "modesto stile" o con evidenti errori linguistici, accanto a monete di "buon stile".

Ovviamente solo uno studio molto accurato, un vero Corpus, permette di chiarire gli aspetti di questa variabilità.

Restano in ogni caso auspicabili nuove foto per meglio leggere le varie lettere e magari riuscire a trovare qualche collegamento con l'etnico di Suessa, anche se storpiato.....

Edited by acraf
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Secondo me è un bronzetto di Neapolis molto raro databile al 300-275 a.C., del tutto simile a quello riprodotto nella foto che allego e che reca al diritto la testa laureata di Apollo. Si potrebbe trattare di due emissioni "sorelle" contraddistinte una dal simbolo della spiga di grano e l'altra (quella della mia foto) dal simbolo del tripode. La legenda potrebbe indicare il nome di un magistrato monetale e questo spiegherebbe perchè non è la consueta legenda NEOPOLITON.

La moneta da me allegata proviene dalla collezione Thomas Virzi, riferimenti: Taliercio IIa; HN Italy 582.

post-37078-0-70042800-1377003565_thumb.j

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Awards

Il gruppo IIb di Taliercio è composto da 40 emissioni, distinte dal particolare simbolo sopra il toro (il tripode è uno di questi) e da una o due lettere sotto il ventre del toro androprosopo. L'etnico, NEOPOLITON (in greco), normalmente sta al diritto e solo in alcuni casi è trasferito all'esergo del rovescio (mai in ambedue i lati della moneta).

Nel Corpus della Taliercio sono illustrate tutte le emissioni e non è possibile riconoscere questa particolare variante.

Ovviamente si dovrebbe cercare di decifrare la legenda davanti alla testa di Apollo, ma non credo si possa attribuire la moneta a Neapolis.

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Secondo me è un bronzetto di Neapolis molto raro databile al 300-275 a.C., del tutto simile a quello riprodotto nella foto che allego e che reca al diritto la testa laureata di Apollo. Si potrebbe trattare di due emissioni "sorelle" contraddistinte una dal simbolo della spiga di grano e l'altra (quella della mia foto) dal simbolo del tripode. La legenda potrebbe indicare il nome di un magistrato monetale e questo spiegherebbe perchè non è la consueta legenda NEOPOLITON.

La moneta da me allegata proviene dalla collezione Thomas Virzi, riferimenti: Taliercio IIa; HN Italy 582.

Questa specifica variante, con tripode affiancato da sigma a sinistra e alfa a destra, corrisponde al n. 27 del gruppo IIa di Taliercio

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Grazie a tutti i partecipanti alla discussione, è molto appassionante osservare come un piccolo bronzetto logoro e apparentemente insignificante (faceva parte di un lotto) possa diventare oggetto di interesse storico-artistico. Ho aggiornato la discussione sul fac citando alcuni tra i vostri commenti più significativi (http://www.forumancientcoins.com/board/index.php?topic=90187.0).

Nick oggi ha postato su mia richiesta le dimensioni (18mm, 6,91g) e altre foto prese con luce da differenti angolazioni, spero che ciò possa portare a nuove ipotesi e commenti da parte vostra.

Dalle nuove foto mi pare che il simbolo, come già osservato da Enodia alias Peter sul fac, possa assomigliare ad un ippocampo alato reso un po' rozzamente, che ne pensate?

a_zpsc2b3b7c5.jpg

Saluti.

Nico

post-28866-0-44798500-1377013034_thumb.j

post-28866-0-77080100-1377013045_thumb.j

post-28866-0-63837400-1377013057_thumb.j

post-28866-0-66368200-1377013069_thumb.j

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Per Acraf, a titolo informativo, questo gruppo ( per Neapolis ) è noto in 48 serie di cui 26 con testa di Apollo volta a dx., purtroppo quello della taliercio è un catalogo non un corpus quindi "incompleto".

Riguardo l'ippocampo, datosi l'emissione "ignota" e senza termini di paragoni, potrebbe essere tutto o niente, ma anche se fosse identificato il simbolo resterebbe comunque ininquadrata.

In ogni caso,ed ininfluente ai fini, nel gruppo neapolitano è gia nota una serie con ippocampo ma reca la testa a sx.

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