dareios it Inviato 16 Febbraio, 2014 Supporter #1 Inviato 16 Febbraio, 2014 Guardando un pò la monetazione angioina, oggi mi sono accorto di una incongruenza riguardante un denaro di Carlo I d'Angiò. Sul MIR Sicilia, la moneta di cui parlo, è catalogata al n.161, la foto è la stessa riportata sullo Spahr al n.38, fin qui tutto ok. Ma guardando il MIR Italia Meridionale Continentale, ho notato che la moneta riportata al n.345 (secondo il mio parere), è la stessa del MIR Sicilia. Cambia la zecca e il grado di rarità da NC a R3, il chè non è poco. Gradirei una smentita o una conferma da parte dei compilatori del catalogo, in modo che non ci siano dubbi in chi ha bisogno di catalogare quel tipo di moneta. Naturalmente possono intervenire tutti gli altri esperti di questa monetazione. Cita
Rex Neap Inviato 16 Febbraio, 2014 #2 Inviato 16 Febbraio, 2014 Ciao @@dareios it ...scusami, se posso chiederti.....cosa significa "cambia la zecca" ? Lo spahr 38 è Messina giusto ? Cita
dareios it Inviato 17 Febbraio, 2014 Supporter Autore #3 Inviato 17 Febbraio, 2014 Ciao Pietro, sul MIR Sicilia naturalmente la zecca è quella di Messina. Sul MIR Italia Meridionale, si parla della zecca di Brindisi. Cita
Rex Neap Inviato 17 Febbraio, 2014 #4 Inviato 17 Febbraio, 2014 @@dareios it......ok allora attendiamo conferme; scusami...non potresti fare una foto al volume, alla nr.345, giusto per capire ? Grazie Cita
dareios it Inviato 17 Febbraio, 2014 Supporter Autore #5 Inviato 17 Febbraio, 2014 Ecco il denaro di Carlo I d'Angiò, classificato per Brindisi al n.345 del MIR Italia Meridionale Continentale (Zecche Minori) Questo il denaro classificato per Messina al n.161 del MIR Sicilia Cita
dareios it Inviato 17 Febbraio, 2014 Supporter Autore #6 Inviato 17 Febbraio, 2014 Ingrandimento delle due monete. 1 Cita
Rex Neap Inviato 17 Febbraio, 2014 #7 Inviato 17 Febbraio, 2014 @@dareios it .... un'esemplare è passato alla LAC 10 del 25 marzo 2012 lotto 225 > Base €. 25 realizzo €. 76 catalogato MESSINA Aspettiamo che qualcuno intervenga, 1 Cita
claudioc47 Inviato 15 Maggio, 2014 #8 Inviato 15 Maggio, 2014 @dareios it effettivamente c'è qualcosa che non và. Sul D'Andrea "Le monete medioevali della Puglia" lo inquadra come Brindisi o Messina grado R, e sul D'Andrea "Le monete siciliane dai normanni agli angioini" sempre Brindisi o Messina grado C. Lo Spahr non lo considera raro. Quindi si passa da C a R3 !!?? Chi può chiarire la questione? Cita Awards
odjob Inviato 15 Maggio, 2014 #9 Inviato 15 Maggio, 2014 Ciao @@claudioc47 questo Denaro di Carlo d'Angiò è ,a mio parere ,R2.Forse potrebbe essere anche R3 ma case d'asta che trattino la vendita di Denari medievali non ve ne sono molte.In tal caso,oltre a far riferimento alle case d'asta che trattano la vendita di questi Denari si può fare riferimento ad ebay e,regolandoci in tal senso,possiamo dire che la moneta è un R2. Forse,se ci fossero più case d'asta che trattassero la vendita di questi Denari medievali potremmo avere un'idea migliore sul grado di rarità della moneta. Voglio dire che può darsi che la tipologia,non ha attrattive verso gli acquirenti e pur essendo disponibile fra diversi venditori,non viene proposta in vendita. Non dimentichiamoci che c'è poco guadagno sulle monete medievali di questo genere per le case d'asta. --Salutoni -odjob Cita
dareios it Inviato 15 Maggio, 2014 Supporter Autore #10 Inviato 15 Maggio, 2014 Io aspetto un intervento da parte del dott. Varesi. La sua esperienza potrebbe essere molto utile. Cita
Alberto Varesi Inviato 15 Maggio, 2014 #11 Inviato 15 Maggio, 2014 Grazie ma non sono Dottore..... La monetazione del periodo svevo ed angioino è piuttosto complessa e, in molti casi, di non facile attribuzione per quanto concerne le zecche. Non è infatti difficile riscontrare, anche su opere di rilievo, attribuzioni incerte. Sullo stesso Spahr, probabilmente la massima autorità sulla monetazione siciliana, tali indicazioni sono spesso mancanti ("zecche diverse") o generiche ("Messina o Brindisi"). In taluni casi la stessa moneta è stata sicuramente battuta nelle due zecche, quindi non è errato trovarla descritta in due tomi distinti del MIR o del CNI e dell'Andreani. Difficile poi stabilire l'effettiva rarità delle monete medievali di biglione. Trattandosi di esemplari spesso sottovalutati dagli stessi commercianti e Case d'Asta, possono transitare in completo "anonimato", magari in contesti mal descritti come i lotti multipli, così da rendere talvolta fuorviante la convinzione che ci facciamo della loro rarità (se non la trovo vuol dire che è rara......ma è poi realmente così ?). Quando ho stilato il MIR sulla monetazione della Sicilia mi sono avvalso principalmente dello Spahr anche per le rarità e questo autore, come già è stato scritto, non la riporta rara. Se però dovessi fare una ricerca sui cataloghi d'asta o su alcuni motori di ricerca non ne troverei con facilità (anzi, CA manco ne riporta); in questo caso sarei portato a credere che si tratti di un pezzo molto raro. Personalmente ritengo invece che sia moneta che non vada oltre il grado di R e, prudenzialmente, l'ho classificata come NC Buona giornata Alberto 2 Cita
claudioc47 Inviato 16 Maggio, 2014 #12 Inviato 16 Maggio, 2014 @Alberto Varesi perfettamente chiaro il criterio di gradazione della rarità esplicitato e l'attribuzione prudenziale di rarità NC (io, inconsapevolmente, nel cartellino del monetiere avevo dato lo stesso grado, vista la variabiltià dei vari autori), però reputo che si sarebbe dovuto dare lo stesso grado su entrambe i tomi e non due gradi così differenti fra loro, proprio in funzione del chiarissimo ragionamento da lei esposto. Cordiali saluti Claudio 1 Cita Awards
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