Questo è un post popolare filipponotgeld Inviato 15 Settembre, 2015 Questo è un post popolare #1 Inviato 15 Settembre, 2015 Nessuno colleziona Liangpiao (粮票) cinesi? Beh, prima di tutto, cosa erano i Liangpiao? Forse quasi tutti voi ne avrete visto almeno uno.. sono quei biglietti piccoli piccoli cinesi, con immagini di contadini, ponti, opere agricole, treni, operai.. spesso confusi con banconote ma in realta’ sono dei buoni di razionamento emessi fino ai primissimi anni 2000. I Liangpiao hanno una storia molto lunga, esistevano gia’ in epoca Qing a causa delle varie carestie che rendevano necessario il razionamento degli alimenti, soprattutto riso, cereali, olio e carne di maiale o pollame. Ritornano in auge negli anni 20 a causa delle devastazioni causate dalla guerra civile tra i vari signori locali, soprattutto nel nord e nord est, poi di nuovo a causa dell’invasione giapponese. Ma e’ dagli inizi anni 50 in poi, a causa dei disastri economici causati dal “balzo in avanti” , dalle carestie, e dalle centinaia di migliaia di morti, che vengono usati massicciamente, e anche forzatamente. Se all’inizio i liangpiao erano simili a tessere razionarie personali, dove il possessore era intitolato a una determinata razione di questo o quel bene in questi o quei determinati giorni, col tempo assumono un valore piu’ generico (non vengono piu’ emesse a titolo personale, ma ognuno puo’ usarli) e l’aspetto di piccole banconote, curate graficamente e molto colorate. Molti neofiti infatti li scambiano per banconote, ma in realta’ i valori indicati non sono monetari (in alcuni casi pero’ si), ma quasi sempre espressi in jin (1 jin = 0.5 kg), mi (metri), litri, o numero di polli, maiali, o di ogni altro bene ottenibile. I piu’ famosi esempi sono i “buoni del riso”, quelli esteticamente piu’ belli e diffusi, espressi, come detto, in Jin o anche in Kg. Ma furono emessi anche per l’acquisto di stoffa (in genere di dimensioni piccole e poco attraenti), carburante, olio da cucina, bestiame, ecc. Insomma, per l’acquisto di TUTTI i beni necessari alla sussistenza. Ne furono emessi a decine di migliaia di tipi e tipologie diversi. Ogni provincia, citta’, o villaggio li emetteva ed erano validi soltanto sul territorio di competenza di dove venivano emessi. Esistevano anche quelli validi su tutto il territorio nazionale, o quelli validi solo per l’esercito o la marina. Insomma, tantissimi, e ancor oggi nessuno sa esattamente quanti (poi vedremo il perche’). Il funzionamento e lo scopo e’ variato parecchio da zona a zona e da periodo a periodo. All’inizio, come dicevo, servivano per razionare beni di consumo come il riso, cereali e stoffe, limitati a causa della guerra contro il Giappone prima, e la guerra civile coi Nazionalisti poi. Circolavano a fianco della moneta ufficiale, lo Yuan, e soltanto nelle provincie piu’ disastrate o economicamente svantaggiate. Con l’inizio del “balzo in avanti” e la creazione delle comuni agricole, l’uso si diffonde in tutta la Cina. La qualita’ della vita peggiora giorno dopo giorno e i beni diventano sempre piu’ scarsi e inaccessibili. Il razionamento forzato diventa quindi obbligatorio in molte zone, anche per ragioni “politiche”: chi ha piu’ degli altri viene accusato di essere un imboscatore, borghese, e capitalista. Lo scopo delle comuni e’ quello di rendere tutti i cittadini uguali, con lo stesso ammontare di beni strettamente necessari, senza creare persone che hanno piu’ o meno degli altri. Insomma, tutti si devono accontentare della solita razione o della solita’ quantita’ di beni decisa dalle varie sezioni locali del partito, dai quadri, e dalle comuni. Comunque, dopo la fine del balzo in avanti, che tanta miseria e morte ha causato, si passa a un periodo transitorio dove viene premiata la produttivita’, fedelta’, e correttezza morale. I liangpiao vengono quindi usati, oltre a controllare il razionamento, anche come “buoni fedelta’”. Chi ha lavorato meglio e di piu’ ha diritto a avere razioni extra di questo o quel bene. Ricordiamo comunque che la moneta ufficiale circola ancora, anche se sempre piu’ limitatamente e accessibile a sempre meno persone. Le cose peggiorano con la rivoluzione culturale, quando in molte comuni viene de facto abolito il denaro, soprattutto in quelle piu’ radicali e estremiste del nord-est. Da interviste e racconti che ho raccolto da chi ha vissuto quell’epoca, pare che in molte zone i liangpiao venivano quindi usati adesso come unico pagamento e unico mezzo per ottenere beni e servizi, diventando de facto moneta circolante. Non che il denaro vero servisse a molto in altre comuni, dato che veniva razionato quasi tutto per creare cittadini perfettamente uguali in ideologia, fede e possesso di beni. Anzi, la frase “possesso di beni” risulta fuori luogo dato che tutto apparteneva alla comunita’, e quindi le uniche cose personali che uno poteva ottenere erano il cibo, vestiti, medicinali. Ma anche questi erano razionati in modo che nessuno non potesse averne piu’ del necessario o piu’ di altri. Soltanto nelle citta’ o centri piu’ sviluppati, come Shanghai, Pechino, Qindao, Tianjin ecc o nelle regioni avvantaggiate economicamente, esiste ancora un uso ampio e diffuso della moneta, ma si tratta di posti dove le guardie rosse hanno meno controllo, e la vita, anche se comunque ancora precaria e con molte limitazioni, continua con un’apparenza di quasi normalita’, se di normalita’ si puo’ parlare nella Rivoluzione Culturale. Dopo la fine della rivoluzione culturale, e con il boom demografico voluto da Mao, la timida apertura a forme di economia privatizzata, l’apertura al “capitalismo”, l’inizio del progresso economico cinese, le migliorate condizioni di vita e la richiesta sempre piu’ alta di beni alimentari e di sussistenza, fanno si che i razionamenti diventino ancora piu’ intensi, a causa della scarsa disponibilita’ dei beni stessi e dell’aumento demografico. La moneta ufficiale torna a circolare nei posti dove era stata –piu’ o meno ufficialmente- abolita, ma la situazione rimane precaria: stipendi troppo bassi, prezzi dei beni troppo alti, diffusione di beni alimentari o di necessita’ a macchia di leopardo, e fenomeni di mercato nero molto diffusi. Sono anni difficili per la Cina, di anarchia sociale e malcontento, che precedera’ l’apertura economica che portera’ alle conseguenze che tutti conoscono. I liangpiao vengono ancora massicciamente usati fino all’inizio degli anni 90, soprattutto in quelle provincie ancora molto sottosviluppate rispetto alle zone costiere, mentre nelle zone gia’ sviluppate o in via di sviluppo, scompaiono gradualmente nei primi anni 80. Comunque, tra alti e bassi economici, terranno botta nelle ultime localita’ “povere” fino ai primissimi anni 2000 (mi pare il piu’ recente che ho sia del 2003). Con la mutata situazione economica cinese e un maggiore benessere diffuso, il loro uso diventa inutile e anacronistico e scompare, anche con sollievo di tutti, senza troppi clamori o troppi rimpianti verso il 2002-2003. Le nuove generazioni cinesi non hanno mai visto o sentito parlare dei Liangpiao. Quando li faccio vedere ai miei studenti universitari, mi accorgo che non ne hanno la minima idea di cosa erano stati o di cosa avevano rappresentato. Relegati per molto tempo al rango di carta straccia, distrutti a carrellate piene, venduti a chili per pochi centesimi, snobbati, ignorati e anche dimenticati, adesso sembra che stiano tornando di moda tra i collezionisti. Se fino a pochi anni fa si trovavano a prezzi infimi, roba tipo 1 euro per un centinaio di pezzi, adesso le quotazioni stanno andando su, soprattutto per esemplari della Rivoluzione Culturale con le citazioni del libretto rosso di Mao. Gli esemplari precedenti, quelli del “balzo in avanti” cominciano ad avere prezzi notevoli, soprattutto se in buone condizioni (difficilissimi da trovare a causa anche della carta poverissima su cui erano stampati che si sbriciola letteralmente). Ci sono anche molti collezionisti che collezionano soltanto i liangpiao emessi nelle province a forte minoranza etnica (Tibet, Xinjiang, Qinghai, Gansu, Inner Mongolia), graficamente molto belli e con scritte in arabo, mongolo, tibetano che ne impreziosiscono l’aspetto (e il valore). Purtroppo, come dicevo prima, i giovani non sono interessati a queste cose. I “vecchi” sono relativamente pochi, e i piu’ esperti ormai sono nel mondo dei piu’. Dato l’enorme numero di liangpiao emessi, in un numero spropositato di localita’, spesso difficili da identificare, il grandissimo numero di tipologie e usi diversi, la difficolta’ di reperire esemplari a causa della carta di qalita’ pessima ecc… e’ quasi impossibile farne una catalogazione completa. Qualche anno fa furono pubblicati cataloghi.. il meglio forse era quello dedicato ai “buoni del riso”. Anche se non completo (mancavano moltissimi esemplari) dava comunque una prima catalogazione “generica” dei buoni del riso. Lo stesso era stato fatto per i “buoni della stoffa”, ma purtroppo cio’ non era stato seguito dalla catalogazione degli altri tipi di liangpiao (olio, carburante, carni, ecc…) Purtroppo questi cataloghi, oltre ad essere lacunosi come quasi tutti i “pionieri”, non elencavano le emissioni locali, ma solo quelle a livello nazionale, provinciale o di citta’ consistenti. Le piccole localita’ erano ignorate. Esistono anche altri cataloghi piu’ specialistici, ma tutto sommato sono pochi e si limitano a una ristretta area geografica, come per esempio tutti i liangpiao della sola citta’ di Shanghai, o della sola provincia del Fujian, o soltanto della provincia del Henan. Insomma, non una panoramica completa. Inoltre, questi cataloghi pubblicati quasi 15 anni fa riportavano valutazioni molto basse, ma adesso sono aumentate anche del 300-1000% in piu’. Purtroppo questi autori sono ormai vecchi (se non gia’ defunti) e non sono stati pubblicati ulteriori cataloghi o aggiornamenti. Esiste un bollettino in formato tabloid diffuso tra i collezionisti, che e’ solo una una sale list e “listino di borsa” con aumenti e diminuzioni, ma senza foto o articoli di approfondimento. Sebbene la stragrande maggioranza si trova ancora a prezzi molto bassi, e’ difficile trovarli al di fuori della Cina. Ovviamente la preferenza va a esemplari FDS, ma essendo i cataloghi non aggiornati, i prezzi possono essere molto ‘elastici”, giungendo fino a propri esempi di sciacallaggio. Quel che si trova al di fuori della Cina sono gli esemplari piu’ economici esistenti, ma quasi sempre in serie incomplete (una serie poteva avere fino a 12-15 esemplari, come i francobolli o le notgeld). Trovare serie complete non e’ difficilissimo, ma bisogna innanzitutto sapere di quanti pezzi e’ composta tale serie, e qui incominciano le difficolta’ a causa proprio della mancanza di una catalogazione accurata. Io ne ho un 7000-8000 pezzi.. non li colleziono tutti ovviamente perche’ richiederebbe troppo tempo, e poi molti sono esteticamente brutti. Mi limito soltanto a qualli graficamente piu’ belli, in particolare a quelli incisi e illustrati dagli artisti di stato che hanno illustrato anche le banconote ufficiali. Beh, che dire, posto qualche immagine! 13 Cita
filipponotgeld Inviato 15 Settembre, 2015 Autore #2 Inviato 15 Settembre, 2015 tipico esempio di Liangpiao per il riso. In generale, le emissioni del 1975-1980 sono molto curate esteticamente, e spesso illustrate o finemente incise da artisti di stato che hanno illustrato anche le banconote ufficiali 1 Cita
filipponotgeld Inviato 15 Settembre, 2015 Autore #3 Inviato 15 Settembre, 2015 (modificato) spesso i soggetti erano piuttosto ripetitivi... ponti, dighe, trebbiatrici.. se ci fate caso nella foto, a sinistra, sul pezzo da 1 Jin (marrone) si vede una trebbiatrice e un camion, quasi identica alla foto del post precedente (0,5 jin viola). A fianco, su sfondo bianco, dei Liangpiao della Mongolia Interna, con un paio di immagini di folclore locale (almeno si cambia soggetto!) e scritte in mongolo. Queste emissioni per provincie a forte presenza minoritaria etnica sono piuttosto ricercate dai collezionisti. Modificato 15 Settembre, 2015 da filipponotgeld 1 Cita
favaldar Inviato 15 Settembre, 2015 #4 Inviato 15 Settembre, 2015 Grazie per avermi (averci) portato a conoscenza di questi "buoni-banconote" che secondo come vedo io la Numismatica ne fanno sicuramente parte di questa scienza. Qualsiasi cosa fosse o è usata per acquistare o scambiare beni materiali per me si può definire denaro,moneta. 1 Cita
filipponotgeld Inviato 15 Settembre, 2015 Autore #5 Inviato 15 Settembre, 2015 le emissioni delle regioni a forte presenza minoritaria, come questo pezzo dello Xinjiang sono particolarmente ricercate dai collezionisti dato che sono bilingue. Mi scuso se a volte non mi riesce uploadare delle foto, ma qui in Cina e' molto difficile aprire siti stranieri ultimamente, soprattutto se devo uploadare files. 1 Cita
filipponotgeld Inviato 15 Settembre, 2015 Autore #6 Inviato 15 Settembre, 2015 qui ci sono alcuni esempi di Liangpiao emessi in piena rivoluzione culturale. Ognuno di essi ha nei riquadri rossi citazioni di Mao Zedong (con tanto di sua firma). Questi pezzi sono adesso ricercatissimi soprattutto dai nostalgici di Mao e cominciano a valere anche cifre discrete. In genere i valori piu' alti (20, 50 100 Jin) sono molto difficili da trovare in condizioni FDS, piu' semplici invece i valori bassi. I due pezzi piu' piccoli sono buoni di razionamento per vestiti o tessuti che in genere erano di dimensioni ridotte e non riccamente illustrati. Strettamente parlando, il termine "liangpiao" si riferisce ai soli buoni del riso, mentre i buoni per altri tipi di beni assumevano altre denominazioni, che finivano comunque tutti con -piao (che in cinese significa "buono", "ticket", "ricevuta", "bollo", "marca", "biglietto" ecc..) 1 Cita
filipponotgeld Inviato 15 Settembre, 2015 Autore #7 Inviato 15 Settembre, 2015 e per finire, alcuni esempi (bruttini anzicheno') di emissioni locali di buoni per diversi tipi di merce: verdure, zucchero, farina, cereali... con le quantita' espresse in numeri arabi o in caratteri cinesi tradizionali (mentre il resto delle scritte e' in caratteri semplificati). le emissioni locali sono numerosissime e finora poco studiate e soltanto in piccolissima parte classificate e catalogate. Gli esemplari degli anni 50 e primi anni 60 sono difficli da trovare in FDS dato che la carta era molto porosa e di qualita' scadente che col passare del tempo tende a sbriciolarsi o a far scomparire l'inchiostro di stampa. 3 Cita
giulira Inviato 16 Settembre, 2015 #8 Inviato 16 Settembre, 2015 Grazie per averci mostrato questi biglietti, molto interessanti e rappresentativi di un'epoca storica. E' come aprire un nuovo mondo collezionistico di cui io personalmente non avevo idea. Cita Awards
Erdrückt Inviato 17 Settembre, 2015 #9 Inviato 17 Settembre, 2015 (modificato) Grazie! :) Io ne ho una 30ina di questi rice coupon e devo dire che li adoro :wub: Infatti mi sto mobilitando per averli tutti :D Modificato 17 Settembre, 2015 da Erdrückt Cita
filipponotgeld Inviato 18 Settembre, 2015 Autore #10 Inviato 18 Settembre, 2015 (modificato) "tutti" mi sa che sara' impossibile... dato che neanche in Cina c'e' chi li ha tutti. Vai su www.taobao.com e digita 粮票 ne troverai a migliaia e a prezzi bassi (per standard europei) Modificato 18 Settembre, 2015 da filipponotgeld Cita
filipponotgeld Inviato 18 Settembre, 2015 Autore #11 Inviato 18 Settembre, 2015 tra l'altro guardero' anche se ti mando il catalogo dei rice tickets.. non e' completissimo ne' aggiornato, ma e' l'unico esistente, giusto per avere un'idea di massima... Cita
filipponotgeld Inviato 18 Settembre, 2015 Autore #12 Inviato 18 Settembre, 2015 (modificato) giusto per eendere un'idea: https://item.taobao.com/item.htm?spm=a230r.1.14.260.5qRbRG&id=521779225429&ns=1&abbucket=12#detail https://item.taobao.com/item.htm?spm=a230r.1.14.81.5qRbRG&id=38733611461&ns=1&abbucket=12#detail https://item.taobao.com/item.htm?spm=a230r.1.14.29.5qRbRG&id=40524249863&ns=1&abbucket=12#detail https://item.taobao.com/item.htm?spm=a230r.1.14.177.5qRbRG&id=44910514979&ns=1&abbucket=12#detail https://item.taobao.com/item.htm?spm=a230r.1.14.24.5qRbRG&id=521417930902&ns=1&abbucket=12#detail https://item.taobao.com/item.htm?spm=a230r.1.14.193.5qRbRG&id=13106308917&ns=1&abbucket=12#detail https://item.taobao.com/item.htm?spm=2013.1.20141003.23.7cLl7w&scm=1007.10011.11474.100200300000001&id=520669500329&pvid=db4b61b1-576c-4506-bea6-0e3b4d184b78 https://item.taobao.com/item.htm?spm=a230r.1.14.179.5qRbRG&id=19868862930&ns=1&abbucket=12#detail https://item.taobao.com/item.htm?spm=a230r.1.14.90.5qRbRG&id=45008774593&ns=1&abbucket=12#detail https://item.taobao.com/item.htm?spm=a230r.1.14.147.5qRbRG&id=520639966010&ns=1&abbucket=12#detail queste sono tra le serie piu' "rare".. (I prezzi sono in CNY) Si ci sono altre 2 o 3 serie che passano i 500 euro, ma in genere quasi tutte le altre sono a prezzi veramente stracciati o comunque sempre affordabili per un collezionista europeo. Ci sono MIGLIAIA di serie che costano meno di 5-10 euro a serie (o anche meno di 1 euro) Modificato 18 Settembre, 2015 da filipponotgeld Cita
ART Inviato 18 Settembre, 2015 #13 Inviato 18 Settembre, 2015 (modificato) Molto interessante, specialmente dove si parla dei folli tentativi di abolire il denaro contrastati da qualche parte con l'uso dei Liangpiao come valuta. Ricorda la situazione che c'era in Cambogia ai tempi di Pol Pot, ma non mi risulta che in quest'ultimo caso fosse circolato qualcosa di corrispondente ai buoni cinesi. Vista l'immensità del numero di emissioni se io collezionassi Liangpiao mi organizzarei come faccio per le valute del mondo: un po' di tutto ma approfondimento solo delle zone e dei periodi più interessanti. Modificato 18 Settembre, 2015 da ART Cita
filipponotgeld Inviato 19 Settembre, 2015 Autore #14 Inviato 19 Settembre, 2015 ai tempi di Pol Pot era semplice.. per la popolazione, denaro abolito ovunque nelle campagne. Veniva usato solo dai dirigenti e quadri comunisti. All'inizio, prima che iniziassero le deportazioni di massa e lo svuotamento delle citta', il denaro veniva ancora usato per corrompere i militari e gli ufficiali, o comprarsi un passaggio per la Thailandia. Poi gradualmente scomparve, imboscato e usato dai soli militari e funzionari. Non esisteva nessun sistema di buoni o monetazione d'emergenza. Per i liangpiao, il periodo piu' interessante e' il 1966-1976, graficamente ci sono esemplari molto belli e hanno una valenza politica e storica enorme. Esiste gia' parecchia letteratura in merito,, anche se solo in cinese e non completissima, ma filologicamente e' il periodo meglio documentato. Le zone.. mah, li e' un po' piu' soggettivo... io ho una leggera preferenza per le province con minoranze etniche, ma e' una cosa puramente soggettiva perche' mi piacciono questi buoni bilingue o trilingue. Cita
ray-ban Inviato 19 Settembre, 2015 #15 Inviato 19 Settembre, 2015 Bellissima ed interessantissima discussione! Quindi vivi ed insegni in cina? Si trova molto materiale numismatico? Sia cinese che europeo...? Cita
filipponotgeld Inviato 20 Settembre, 2015 Autore #16 Inviato 20 Settembre, 2015 si, abito e insegno in Cina da quasi 12 anni. Materiale numismatico si trova, anche se il mercato e' confuso e i prezzi sono piuttosto "selvaggi": i commercianti applicano prezzi di vendita piuttosto liberi rispetto ai valori di catalogo. Come dicevo su un altro topic, ci sono anche molti falsi, ma gli esperti o i negozi specializzati non sono moltissimi, quindi e' anche facile prendere qualche bidone. Cita
Silver1970 Inviato 20 Settembre, 2015 #17 Inviato 20 Settembre, 2015 Buongiorno, Interessantissimo argomento, anche a me sconosciuto nonostante i miei frequenti viaggi di lavoro in Cina dal 1998. Per quanto riguarda Taobao consiglio di stare molto attenti, e' un sito noto che vende abbigliamento fake. Basta digitare un brand a caso, dal lusso al mass market e magicamente saltera' fuori un catalogo con svariati modelli, tutti falsi. Falsificare questi bigliettini non mi sembra difficile e senza un catologo di riferimento, non oso immaginare cosa possano combinare. Saluti e buona Domenica Silver Cita
Afranio_Burro Inviato 20 Settembre, 2015 #18 Inviato 20 Settembre, 2015 Questa discussione me l' ero persa!! Veramente interessante, grazie per averla postata! Sono stato in cina ormai 5 anni fa, a Pechino... Devo dire che è stato un viaggio traumatico :rofl: Cita
filipponotgeld Inviato 20 Settembre, 2015 Autore #19 Inviato 20 Settembre, 2015 (modificato) falsificare liangpiao non e' semplicissimo... molti sono litografati quindi si sente al tatto il "rilievo" della stampa soprattutto dove ci sono piu' colori diversi, e inoltre non hanno un mercato cosi' vasto da giustificarne la falsificazione. Inoltre, anche il principiante piu' principiante puo' riconoscere un pezzo autentico da una fotocopia a colori, per via della tecnica di stampa, i colori, la consistenza della carta, anche l'odore stesso ecc. I Liangpiao (almeno quelli a livello statale e provinciale) sono in tutto e per tutto simili alle banconote normali, per tecnica di stampa, carta, filigrana ecc. Esistono pero' ristampe di alcune serie dei primi anni 50 eseguite dalle lastre originali. Furono ristampati senza autorizzazione a meta' anni 90 per il mercato collezionistico. Difficile definirli "falsi": direi piu' che si tratta di ristampe successive, dato che usano gli impianti di stampa originali. L'unica differenza e' la carta: nelle ristampe e' piu' consistene, solida e bianca, mentre negli originali e' porosa, friabile e grgiastra/marroncina. Ripeto, si tratta in generale di ristampe di poche serie degli anni 50, e in genere i venditori su Taobao lo specificano chiaramente. Taobao non vende necessariamente falsi. Ho comprato molti notgeld tedeschi originali, tra cui 3 serie complete di Memel originalissime (ne ho avute 7 complete in tutto, e quindi ho potuto fare confronti sicurissimi), diversi stoffgeld di Bielefeld, e anche altre banconote mondiali, e non sono mai incappato in un falso. Certo, comunque un po' di esperienza per riconoscere un vero da un falso ce l'ho... Se su Taobao vendono banconote false, queste sono quasi unicamente gli Yuan/RMB della Rep. Pop. Cinese, o le emissioni imperiali, o le varie banche europee in Cina del secolo scorso o emissioni di fantasia come quel 1000 Gold Yuan del 1945 postato su questo forum. Tutte cose facilissime da riconoscere comunque. Modificato 20 Settembre, 2015 da filipponotgeld Cita
Erdrückt Inviato 25 Settembre, 2015 #20 Inviato 25 Settembre, 2015 (modificato) @@filipponotgeld Grazie mille!! :)Tra i 31 che ho io ce ne sono parecchi che mi piacciono molto come ad esempio questi due: Ti volevo chiedere una cosa: Dietro moltissime di queste emissioni c'è un cerchio con la stella rossa come sfondo e sopra una sorta di "elenco"... ecco se hai un po di tempo mi potresti tradurre cosa c'è scritto? Thanks!! :)Edito: ecco la foto di un retro: Modificato 25 Settembre, 2015 da Erdrückt Cita
filipponotgeld Inviato 26 Settembre, 2015 Autore #21 Inviato 26 Settembre, 2015 (modificato) il primo buono e' della Provincia dello Shanxi.. valeva quindi in tutte le comuni e i centri di tale provincia dove era in vigore il razionamento. Il secondo buono (quello con l'omino sul trattore) e' della citta' di Xining, la capitale della provincia del Qinghai, regione con forti minoranze musulmane e mongole. Valeva soltanto nell'area amministrativa della citta'. I liangpiao avevano quasi tutti lo stesso retro in comune, con le stesse 3 linee esplicative, la stella nel cerchio ecc. (a parte alcune emissioni di villaggi minori dove a volte tali istruzioni mancavano). Le tre linee dicono (piu' o meno): 1 - Questo buono puo' essere usato soltanto nell'area indicata dal buono stesso per comprare riso, e non e' valido al di fuori dell'area indicata. 2 - Questo buono non puo' essere rivenduto o ceduto a terzi o scambiato privatamente con altri beni, e i falsificatori saranno puniti dalla legge 3 - In caso di smarrimento, danneggiamento o manomissione, questo biglietto non verra' rimborsato e il titolare dovra' presentarsi alle autorita' per denunciarne la perdita. Il cerchio portava il nome della provincia, o citta', o distretto in cui erano emessi ed erano validi. Nonostante la linea 2 dicesse che questi buoni non potevano essere venduti a terzi, in molte aree lo furono, soprattutto dove si era sviluppato il mercato nero. Per esempio un buono 10 Jin di riso (5 chili) veniva cambiato al mercato nero con 10 uova, o venduto per 5 Jiao (10 Jiao = 1 Yuan) in moneta corrente nelle citta' dove non vigeva il razionamento o non amministrate dalle Comuni, o nelle Comuni stesse dove ancora circolava il denaro (non tutte le Comuni lo avevano formalmente proibito). Ufficialmente questi buoni potevano essere usati per ottenere beni soltanto negli spacci gestiti dalle Comuni o dall'Armata di Liberazione del Popolo (i cosiddetti Spacci Xin Hua). L'uso al di fuori di tali spacci, o l'acquisto presso privati era proibito. In pratica, questi Xin Hua erano gli unici spacci o "supermercati" esistenti all'epoca nelle comuni, quindi la gente era per forza di cose obbligata a comprare soltanto li'. I liangpiao divennero quindi la moneta "ufficiale" di questi spacci. Oggigiorno, gli spacci Xin Hua sono diventati la catena nazionale di supermercati "Xin Hua Du" dove ovviamente oggi si paga in denaro contante.. Modificato 26 Settembre, 2015 da filipponotgeld 3 Cita
apulian Inviato 29 Settembre, 2015 #22 Inviato 29 Settembre, 2015 Grazie per l'interessantissima dissertazione! Personalmente non sono un amante di notgelt, buoni e similari ma dopo questo inquadramento storico e culturale prometto che guarderò con più rispetto a quelle piccole banconote con gli ideogrammi che spesso saltano fuori nei lotti :) Cita
rintintin Inviato 4 Novembre, 2015 #23 Inviato 4 Novembre, 2015 (modificato) Grazie prof! mi hai illuminato :) ne ho una sessantina e non sapevo bene che fossero, adesso torno a riguardarli meglio, ce n'è uno che sembra scritto in arabo. la definizione di "serie" può essere: buoni dello stesso anno emessi dalla stessa entità? ne ho anche uno in verticale anzichè in orizzontale sarà sicuramente preziosissssssimo :rofl: appena riesco metto una foto Modificato 4 Novembre, 2015 da rintintin Cita
filipponotgeld Inviato 5 Novembre, 2015 Autore #25 Inviato 5 Novembre, 2015 Per "serie" si, si puo' intendere buoni dello stesso anno emessi dalla stessa entita' e accomunati dallo stello tema/ stile grafico. Comunque e' accaduto spesso che alcuni pezzi componenti una serie siano stati riemessi anni dopo con colori spesso identici, ma con data diversa e/o valore diverso. Per esempio, la serie di buoni "valida in tutto lo stato" emessa con data 1965 non e' semplice da trovare, mentre la stessa con data 1966 (identica in tutto e per tutto a quella del 1965, ma con data 1966 e mancante del taglio da 0.5 Jin) e' comunissima. La stessa serie fu riemessa con data 1982 ed e' piuttosto rara. Il pezzo in arabo e' della provincia dello Xinjiang. Gli altri pezzi nella seconda foto sono della provincia dell'Henan. Di questi pezzi dell'Henan esistono molte varianti, a seconda dei caratteri neri impressi (nella parte bassa sopra la data in quelli verticali, e nella "rosa" del valore in quelli orizzontali). La serie completa, considerando tutte le varianti di scritte, sono 48 pezzi. Comunque, sono pezzi comunissimi. Dell'ultima foto, ci sono pezzi emessi da varie provincie o citta' o distretti. Sono pezzi molto comuni ma molto belli. L'unica eccezione sono i due pezzi a destra (verde e rosa). Non riesco a vedere di che provincia sono, dato che lo stesso design era stato usato per molte altre provincie, ma sono della fine anni 50-inizio anni 60 e valgono gia'qualcosina di piu'. 1 Cita
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