giova Inviato 20 Marzo, 2016 #1 Inviato 20 Marzo, 2016 Salve, ho una curiosità riguardante il retro di alcune monete di periodo augusteo con Gaio Cesare a cavallo sul retro. Potrebbe essere la rappresentazione di un lusus troiae, o qualcosa del genere, che ebbe Gaio come protagonista? Sperando che qualcuno possa essermi di aiuto vi posto il link della moneta a cui mi riferisco : http://dirtyoldcoins.com/roman/id/aug/aug049.jpg Grazie Cita
Theodor Mommsen Inviato 20 Marzo, 2016 #2 Inviato 20 Marzo, 2016 (modificato) Direi proprio di sì: anche Svetonio e Cassio Dione legano l'istituzione del Lusus alla figura di Cesare. Modificato 20 Marzo, 2016 da Theodor Mommsen Cita
grigioviola Inviato 20 Marzo, 2016 #4 Inviato 20 Marzo, 2016 Chi ha voglia di illustrare un po' il "lusus"? Cita Awards
Theodor Mommsen Inviato 20 Marzo, 2016 #5 Inviato 20 Marzo, 2016 Chi ha voglia di illustrare un po' il "lusus"? Se finisco dei lavoracci in tempo decente, lo faccio io... Ma se qualche forumista mi vuole precedere, ben venga: è un bell'argomento! Cita
Theodor Mommsen Inviato 20 Marzo, 2016 #7 Inviato 20 Marzo, 2016 @@grigioviola, ci sto lavorando su... Dieci minuti ed è pronto! Cita
Theodor Mommsen Inviato 20 Marzo, 2016 #8 Inviato 20 Marzo, 2016 (modificato) Edidit spectacula varii generis: munus gladiatorium, ludos etiam regionatim urbe tota et quidem per omnium linguarum histriones, item circenses athletas naumachiam. […] Troiam lusit turma duplex maiorum minorumque puerorum (Cesare fece rappresentare spettacoli di vario genere: un combattimento di gladiatori, e anche giochi per tutta la città, quartiere per quartiere, attori di tutte le lingue, e così pure giochi circensi, atleti e una naumachia. […] Una duplice schiera di fanciulli, grandi e piccini, si esibì nel gioco troiano). Così Svetonio, in Caes. 39, testimonia come – verosimilmente fra il 46 ed il 45 a.C. – Giulio Cesare avesse (re)introdotto la pratica del lusus troianus. Come si svolgesse questa antica esibizione equestre ce lo tramanda Virgilio che, in Aen., V 580-593, scrive (riporto, per comodità, la traduzione italiana): Quelli che son coetanei corrono e in tre gruppi separano i drappelli, e di nuovo chiamati invertono la direzione e le lance minacciose sostengono. Quindi eseguono cariche e ritirate fronteggiandosi sul campo, e giro dopo giro si alternano e danno l'impressione di una battaglia in armi; ed ora scoprono la schiena nella fuga, ora rivolgono le lance aggressivi, ora, fatta la pace, cavalcano affiancati. Come si riporta che sulle alture di Creta un tempo il labirinto un percorso composto di pareti cieche e un ambiguo inganno di mille vie avesse, in modo che seguire le tracce un errore trascurabile e fatale rendesse impossibile; non diversamente i figli dei Teucri le orme con il percorso confondono e intrecciano per gioco fughe e battaglie. Nel passo virgiliano, tre turmae, ciascuna formata da 12 giovani, un condottiero e due armigeri, eseguono complicate acrobazie sul dorso delle proprie cavalcature, in occasione dei giochi funebri, celebrati in onore di Anchise, il padre di Enea. Proprio questo collegamento ideologico con l’eroe troiano – capostipite della gente romana – renderà il lusus tanto caro, prima, a Cesare e, poi, ad Augusto, la cui politica – come è noto – sarà incentrata proprio sulla valorizzazione di quel passato mitico, cantato dal poeta mantovano. Il lusus troiae entrò ben presto nel cerimoniale di corte e venne spesso celebrato in occasione dei funerali imperiali, dei trionfi o della consacrazione di templi, come accadde per il tempio di Marte Ultore. Ad esibirsi erano i rampolli della nobiltà romana - il giovane Tiberio guidò una turma durante i giochi che celebrarono la dedicazione del tempio del Divo Giulio, nell'agosto del 29 a.C. – ancora troppo piccoli per prestare il servizio militare; un dettaglio, quest'ultimo, che denota la caratteristica esclusivamente ludica della cerimonia che, lungi dal voler essere una competizione, si presentava quale una semplice, seppur articolata, esibizione di bravura. Difficile stabilire – al di là del mito – quali furono le origini storiche del gioco troiano: le fonti, comunque incerte, non risalgono oltre la seconda guerra punica, senza offrire la certezza che si tratti della stessa manifestazione, così come pure molto discussa appare la possibilità che quella raffigurata su un oinochoe etrusco di VI secolo, rinvenuto nei pressi di Caere, e recante l'iscrizione TRVIA, sia la rappresentazione di un lusus Troiae (il sottoscritto è scettico in proposito). Forse più attendibile - ma altrettanto difficile da verificare - è l’affermazione di Arriano di Nicomedia, tramandata in Ars. 32-44, secondo cui tali esibizioni ebbero origine dalle unità di cavalleria non romane, fornite dagli auxilia, nel dettaglio dai Celti e dagli Iberi, particolarmente abili nell’uso del cavallo. Sarebbe interessante, a questo punto, confrontare le caratteristiche e le occasioni di svolgimento del lusus Troiae, con quelle delle altre esibizioni equestri, quali la transvectio e la decursio - ben attestata, quest'ultima, nei reperti numismatici - ma per questa sera credo di avervi annoiato abbastanza... Perciò vi do appuntamento alla prossima puntata... Modificato 21 Marzo, 2016 da Theodor Mommsen 8 Cita
MEDUSA51 Inviato 20 Marzo, 2016 #9 Inviato 20 Marzo, 2016 @@Theodor Mommsen Ottimo contributo....... :good: 1 Cita Awards
Theodor Mommsen Inviato 20 Marzo, 2016 #10 Inviato 20 Marzo, 2016 (modificato) Piccola postilla per i non addetti ai lavori: cosa c'entra tutto questo mio sproloquio con la possibilità avanzata da @@giova che sulla moneta augustea sia raffigurato Gaio Cesare, in atto di partecipare ai ludi? Bene, su uno dei monumenti più emblematici dell'arte augustea, ovvero l'Ara Pacis, sono raffigurati due fanciulli che sfilano in abiti orientali. Quasi unanimemente - con buona pace di qualche studioso anglosassone che sostiene il contrario - questi due bambini vengono identificati con Gaio e Lucio Cesare, che - abbigliati alla troiana - prendono parte al lusus del 13 a.C., in occasione della dedicazione del teatro di Marcello. Stando così le cose, non sarebbe affatto strano se l'aureo in questione presentasse l'immagine del piccolo Gaio che partecipa a quell'evento. Modificato 21 Marzo, 2016 da Theodor Mommsen 3 Cita
grigioviola Inviato 21 Marzo, 2016 #11 Inviato 21 Marzo, 2016 Ottima presentazione e soprattutto interessante la postilla in coda circa la spiegazione del rovescio dell'aureo postato in apertura che troverebbe quindi legame e fondamento con quanto raffigurato anche nell'ara pacis. Bravo @Theodor Mommsen! ottimo lavoro! 1 Cita Awards
Theodor Mommsen Inviato 21 Marzo, 2016 #12 Inviato 21 Marzo, 2016 (modificato) @@grigioviola e @@giova, non è così semplice come sembra.In realtà, ci sarebbe un'altra ipotesi, che preferisco, sostenuta, fra gli altri, dallo storico dell'arte Paul Zanker. L'aureo in questione - assieme all'omologo denario RIC 199 - potrebbe essere stato coniato in occasione della visita che Gaio Cesare - verso l'8 a.C. - fece alle legioni di Lugdunum, accompagnato da Ottaviano Augusto. In quel frangente, infatti, il dodicenne Gaio si esibì in una corsa equestre "simile al gioco troiano", ma evidentemente meno articolata.Ora, il fatto che tali emissioni siano state coniate proprio a Lugdunum, che alle spalle di Gaio Cesare si vedano chiaramente le insegne legionarie e che, in quel frangente, Augusto abbia decretato una distribuzione pubblica di denaro, farebbe supporre che la "galoppata numismatica" del rampollo imperiale sia proprio quella dell'8 a.C., piuttosto che il lusus troianus vero e proprio di cinque anni prima. Modificato 21 Marzo, 2016 da Theodor Mommsen Cita
Conservator Inviato 21 Marzo, 2016 #13 Inviato 21 Marzo, 2016 (modificato) Molto interessante sia la discussione che i contributi. Nel merito mi permetto di consigliare la lettura dell'articolo di J. Pollini (The meaning and the date of reverse type of Gaius Caesar on horseback, ANSMN 30, 1985), dove vengono passate brevemente in rassegna tutte le varie ipotesi di datazione e le correlate motivazioni riferibili alle emissioni dei denari e degli aurei con Gaio galoppante. Effettivamente, come già esposto da Theodor Mommsen, la più probabile sembrerebbe quella che collochi la loro coniazione all'8 a.C., in commemorazione della visita fatta dallo stesso Gaio con il nonno Augusto alle legioni reniane stanziate a Lugdunum. Mentre sembrano da scartare, per diversi motivi, l'ipotesi che siano stati licenziati nel 5 a.C. (in onore dell' assunzione da parte di Gaio del titolo di Princeps Iuventutis) o addirittura sul finire del 2 a.C, ovvero quando a Gaio fu accomodato il comando della missione diplomatica in Siria per trattare la "questione Armena" con il re partico Fraate V (in questo caso si è supposto che le monete celebrassero la partenza di Gaio a cavallo dal Foro di Augusto e le tre insegne visibili dietro di lui fossero quelle perse da Crasso e recuperate da Augusto nel 20 a.C.). Modificato 22 Marzo, 2016 da Conservator 1 Cita
giova Inviato 22 Marzo, 2016 Autore #14 Inviato 22 Marzo, 2016 (modificato) @@grigioviola e @@giova, non è così semplice come sembra. In realtà, ci sarebbe un'altra ipotesi, che preferisco, sostenuta, fra gli altri, dallo storico dell'arte Paul Zanker. L'aureo in questione - assieme all'omologo denario RIC 199 - potrebbe essere stato coniato in occasione della visita che Gaio Cesare - verso l'8 a.C. - fece alle legioni di Lugdunum, accompagnato da Ottaviano Augusto. In quel frangente, infatti, il dodicenne Gaio si esibì in una corsa equestre "simile al gioco troiano", ma evidentemente meno articolata. Ora, il fatto che tali emissioni siano state coniate proprio a Lugdunum, che alle spalle di Gaio Cesare si vedano chiaramente le insegne legionarie e che, in quel frangente, Augusto abbia decretato una distribuzione pubblica di denaro, farebbe supporre che la "galoppata numismatica" del rampollo imperiale sia proprio quella dell'8 a.C., piuttosto che il lusus troianus vero e proprio di cinque anni prima. A me interessa il possibile rapporto dello schema iconografico presente sul rovescio della moneta, con la rappresentazione di scene riguardanti parate equestri: tale rapporto anche seguendo questa ipotesi non verrebbe a mancare. Mi potresti dare il riferimento bibliografico del contributo di P. Zanker? Grazie Modificato 22 Marzo, 2016 da giova Cita
giova Inviato 22 Marzo, 2016 Autore #15 Inviato 22 Marzo, 2016 Molto interessante sia la discussione che i contributi. Nel merito mi permetto di consigliare la lettura dell'articolo di J. Pollini (The meaning and the date of reverse type of Gaius Caesar on horseback, ANSMN 30, 1985), dove vengono passate brevemente in rassegna tutte le varie ipotesi di datazione e le correlate motivazioni riferibili alle emissioni dei denari e degli aurei con Gaio galoppante. Effettivamente, come già esposto da Theodor Mommsen, la più probabile sembrerebbe quella che collochi la loro coniazione all'8 a.C., in commemorazione della visita fatta dallo stesso Gaio con il nonno Augusto alle legioni reniane stanziate a Lugdunum. Mentre sembrano da scartare, per diversi motivi, l'ipotesi che siano stati licenziati nel 5 a.C. (in onore dell' assunzione da parte di Gaio del titolo di Princeps Iuventutis) o addirittura sul finire del 2 a.C, ovvero quando a Gaio fu accomodato il comando della missione diplomatica in Siria per trattare la "questione Armena" con il re partico Fraate V (in questo caso si è supposto che le monete celebrassero la partenza di Gaio a cavallo dal Foro di Augusto e le tre insegne visibili dietro di lui fossero quelle perse da Crasso e recuperate da Augusto nel 20 a.C.). Grazie per l'articolo di J. Pollini. Molto utile Cita
Theodor Mommsen Inviato 22 Marzo, 2016 #17 Inviato 22 Marzo, 2016 Il riferimento alle emissioni di Lugdunum si trova in P. Zanker, Augusto e il potere delle immagini, Torino 1989, p. 221.Per inquadrare meglio la figura di Gaio, nel più vasto panorama della politica augustea, suggerisco, inoltre, la lettura del piacevole A. Fraschetti, Roma e il principe, Roma-Bari 1990. Cita
giova Inviato 23 Marzo, 2016 Autore #18 Inviato 23 Marzo, 2016 Il riferimento alle emissioni di Lugdunum si trova in P. Zanker, Augusto e il potere delle immagini, Torino 1989, p. 221. Per inquadrare meglio la figura di Gaio, nel più vasto panorama della politica augustea, suggerisco, inoltre, la lettura del piacevole A. Fraschetti, Roma e il principe, Roma-Bari 1990. Grazie! Cita
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