renato.ber Inviato 24 Settembre, 2010 #51 Inviato 24 Settembre, 2010 (modificato) Ciao . Le conclusioni che intendevo si basano sulla prima affermazione che ho fatto : non conoscevano i punti di evaporazione dei metalli. Vai e rivedere nei tuoi libri universitari tale argomento e capirai cosa intendo. La tabella delle percentuali di zinco varia proprio per questo effetto, a loro sconosciuto, non dico che questa sia l'unica causa però penso sia una effetto importante da non trascurare nei saggi di tali monete e poi come avrebbero potuto fare saggi delle leghe prodotte ? Noi ora possiamo avere le percentuali con le nostre tecniche, con le nostre conoscenze in metallurgia. Prova solo a pensare quanti fattori entrano in gioco quando si fanno delle leghe, loro tutto questo non lo sapevano. Comunque è un dato di fatto l'oricalco è stato prodotto. Sicuramente non facevano saggi sulle leghe di oricalco che producevano e non conoscevano i punti di evaporazione dei metalli, ma avevano le cognizioni tecnologiche per produrle e per potere "gestire" lo zinco. Inoltre volevo aggiungere che gli ottoni con queste percentuali di zinco non sono leghe critiche , ma è noto che a contatto con soluzioni corrosive, specialmente saline possono subire una perdita dello zinco (dezincificazione). Studi importanti sono quelli già pubblicati nei primi anni 40 da F.W. Fink su Trans. Amer. Electrochem. Soc 75, 441. Quando si producono delle leghe entrano in gioco molti fattori ma, il sistema binario Cu-Zn è perfettamente miscibile e lo zinco parte da poche unità per cento fino a tenori di oltre il 90% , cambiando soltanto la fase cristallina (in totale si hanno una decina di fasi). Degno di nota è il fatto che con contenuti di Zn intorno al 15-20% sia ha la massima duttilità e lavorazione a freddo. Sono in pieno accordo che l'oricalco sia stato prodotto e per lungo tempo, mettevo solo in dubbio che la gestione dell zinco nella lega non fosse in percentuale stabile per alcuni effetti che provabilmente non sapevano gestire in maniera adeguata e forse lo stesso andò diminuendo la sua percentuale a causa del continuo rifondere le monete senza ripristinare le perdite dovute alla fusione. Credo che fossero pienamente coscienti del metallo che stavano usando e gestendo con varie tecniche. Cosa non facile a quei tempi, proprio per questo lo zinco venne ridotto sempre più a causa dei costi di gestione ? Preciso che questa è una mia teoria del tutto discutibile non è facile dedurre la causa che ne determinò la riduzione. Ciao RENATO Modificato 25 Settembre, 2010 da renato.ber Cita
Arma Inviato 15 Giugno, 2012 #52 Inviato 15 Giugno, 2012 Ciao . Le conclusioni che intendevo si basano sulla prima affermazione che ho fatto : non conoscevano i punti di evaporazione dei metalli. Vai e rivedere nei tuoi libri universitari tale argomento e capirai cosa intendo. La tabella delle percentuali di zinco varia proprio per questo effetto, a loro sconosciuto, non dico che questa sia l'unica causa però penso sia una effetto importante da non trascurare nei saggi di tali monete e poi come avrebbero potuto fare saggi delle leghe prodotte ? Noi ora possiamo avere le percentuali con le nostre tecniche, con le nostre conoscenze in metallurgia. Prova solo a pensare quanti fattori entrano in gioco quando si fanno delle leghe, loro tutto questo non lo sapevano. Comunque è un dato di fatto l'oricalco è stato prodotto. Sicuramente non facevano saggi sulle leghe di oricalco che producevano e non conoscevano i punti di evaporazione dei metalli, ma avevano le cognizioni tecnologiche per produrle e per potere "gestire" lo zinco. Inoltre volevo aggiungere che gli ottoni con queste percentuali di zinco non sono leghe critiche , ma è noto che a contatto con soluzioni corrosive, specialmente saline possono subire una perdita dello zinco (dezincificazione). Studi importanti sono quelli già pubblicati nei primi anni 40 da F.W. Fink su Trans. Amer. Electrochem. Soc 75, 441. Quando si producono delle leghe entrano in gioco molti fattori ma, il sistema binario Cu-Zn è perfettamente miscibile e lo zinco parte da poche unità per cento fino a tenori di oltre il 90% , cambiando soltanto la fase cristallina (in totale si hanno una decina di fasi). Degno di nota è il fatto che con contenuti di Zn intorno al 15-20% sia ha la massima duttilità e lavorazione a freddo. Sono in pieno accordo che l'oricalco sia stato prodotto e per lungo tempo, mettevo solo in dubbio che la gestione dell zinco nella lega non fosse in percentuale stabile per alcuni effetti che provabilmente non sapevano gestire in maniera adeguata e forse lo stesso andò diminuendo la sua percentuale a causa del continuo rifondere le monete senza ripristinare le perdite dovute alla fusione. Credo che fossero pienamente coscienti del metallo che stavano usando e gestendo con varie tecniche. Cosa non facile a quei tempi, proprio per questo lo zinco venne ridotto sempre più a causa dei costi di gestione ? Preciso che questa è una mia teoria del tutto discutibile non è facile dedurre la causa che ne determinò la riduzione. Ciao RENATO LA diminuzione dello zinco in funzione di pareggiare la svalutazione con i denari e antoniniani è una ipotesi di Dungworth D. 1996, Caley’s zinc decline reconsidered, Numismatic Chronicle, 156, pp. 228-234 che confuta le indicazioni di CAley : Caley E.R. 1964, Orichalcum and related ancient alloys: origin, composition and manufacture with special reference to the coinage of the Roman Empire, New York. The American Numismatic Society che invece afferma si tratti di una diminuzione relativa alla "semplice" riduzione della materia prima nel tempo. L' argomento è complesso ma HA ragione Caley e torto Dungworth. I sesterzi (come assi e dupondi) sono monete ampiamente fiduciare e non seguono la svalutazione dell'argento (e per questo, vengono ampiamente tesaurizzati). Spero diessere più chiaro quando saranno pubblicati gli atti del convegno di Biassono (9-6-2012) saluti a tuttiArma. Cita
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