apollonia Inviato 7 Dicembre, 2017 Supporter #1 Inviato 7 Dicembre, 2017 Salve. Nella prossima asta Tkalech di Zurigo sarà battuto un bronzo della zecca del titolo con la raffigurazione frontale del dio fluviale Piramo sul rovescio. Cilicia Hieropolis-Kastabala Civic Issue, circa 2nd-1st century BC. AES-Unit, 7.65., 22mm. Obv.: Draped, veiled and turreted bust of Tyche r. Rev.: ΙΕΡΟΠΟΛΙΤΩΝ / ΤΩΝ ΠΡΟΣ ΠΥΡΑΜΩI River-god Pyramos swimming right, holding eagle in right hand. SNG Levante 1569; SNG France 2212-2213; SNG Copenhagen 144; BMC Cilicia pg. 82, 3; SNG von Aulock 5571; Laffaille -. Dark brown patina. Stando alla didascalia, Piramo tiene sulla mano destra un’aquila, che però non si vede: dev’essere volata via! No, veramente non si vede neanche la mano, che dev’essere fuori tondello aquila compresa. 1 Cita
apollonia Inviato 7 Dicembre, 2017 Supporter Autore #2 Inviato 7 Dicembre, 2017 Ecco un esemplare con l’aquila in bella evidenza (Triton V). CILICIA, Hieropolis-Kastabala. Civic Issue . Circa 2nd-1st Century BC. Æ 22mm (6.38 gm). Draped, veiled and turreted bust of Tyche right / IERO/POLITWN above, TWN PROS TW PURAMW below, river-god Pyramos swimming right, holding eagle in right hand. SNG Levante 1569; SNG France 2212-2213; SNG Copenhagen 144; BMC Cilicia pg. 82, 3; SNG von Aulock 5571; Laffaille -. EF, dark greenish-brown patina, well centered, strike on the reverse a touch soft. Cita
apollonia Inviato 7 Dicembre, 2017 Supporter Autore #3 Inviato 7 Dicembre, 2017 Piramo è il nome antico del fiume Ceyhan (Turchia meridionale) che, dopo aver attraversato le zone montagnose del Tauro, la Cappadocia e la Cilicia, sbocca in mare nel Golfo di Alessandretta. (Dalla Treccani online). Ma nella mitologia greca, il dio fluviale omonimo della Cilicia è protagonista di una diffusissima leggenda, narrata fra gli altri da Ovidio nelle Metamorfosi, del suo amore per la ninfa Tisbe. Secondo una versione del mito, Piramo e Tisbe sono due fanciulli babilonesi che abitano in due case contigue e, grazie alla vicinanza, si conoscono e col tempo s’innamorano. Ma l’amore era contrastato dai parenti e i due erano costretti a parlarsi attraverso una crepa nel muro che separava le loro abitazioni. Questa difficile situazione li indusse a programmare una fuga d'amore. Nel luogo dell'appuntamento, che era di notte, vicino a un gelso, Tisbe, arrivata per prima, incontra una leonessa dalla quale si mette in salvo perdendo però il velo che viene stracciato e macchiato di sangue dalla belva stessa, le cui fauci erano insanguinate per aver prima divorato un cerbiatto. Quando Piramo arriva e riconosce il velo dell'amata macchiato di sangue, la crede morta e si trafigge con la spada. Sopraggiunge Tisbe che lo trova in fin di vita e, mentre tenta di rianimarlo, gli sussurra il proprio nome: Piramo riapre gli occhi e riesce a guardarla prima di morire. Per il grande dolore, anche Tisbe si uccide accanto all'amato sotto il gelso. Tanta è la pietà degli dei nell'ascoltare le preghiere di Tisbe che trasformano i frutti del gelso, intriso del sangue dei due amanti, in color vermiglio. Da qui l’origine del Gelso rosso (Morus rubra). 1 Cita
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