Legio II Italica Inviato 14 Febbraio, 2019 Autore #76 Inviato 14 Febbraio, 2019 (modificato) Riapro momentaneamente questo post per discutere brevemente sull' identita' dei Legionari imperiali , non dal punto di vista etnico in quanto e' noto che questi provenivano da tutte le Provincie dell' immenso Impero e che ricoprivano tutte le carriere militari , dal semplice soldato fino ai piu' alti gradi dell' esercito , tranne quello di Legato di Legione , che fino alla riforma di Gallieno era ad esclusivo incarico di un Senatore ; l' identita' che vogliamo esaminare e' quella del grado di istruzione del Legionario : in pratica cosa si richiedeva in tema di cultura ad un soldato di Roma ? che sapesse scrivere e leggere ? oppure era sufficiente che fosse robusto e di sana costituzione onde sopportare la dura vita da militare ? Per rispondere a queste domande ci viene in aiuto un antico scrittore della fine del IV secolo inizi del V : Publio Flavio Vegezio Renato che fu un funzionario romano ed appartenne al ceto più alto dell' aristocrazia tardoromana , ma al contrario di quello che si potrebbe pensare , in quanto autore dell’ Epitoma rei militaris , non dovette essere un soldato di professione , anzi probabilmente fu estraneo alla vita militare , anche perché nel suo trattato militare si astiene da riferimenti tecnici e pratici nella vita di un campo militare ; comunque Vegezio in due passi del suo trattato , cosi' si esprime : "Poiché nella Legione ci sono molti incarichi che richiedono soldati in grado di leggere e scrivere , e' giusto che chi esamina le reclute prenda in esame la statura , la forza fisica e l' agilita' mentale di ciascuno ; in alcuni casi pero' si privilegia la bravura nell' usare le notae e la pratica di calcolo e di computo" (Rei Milit. 2 , 19) "Infine bisogna sapere che in battaglia giova piu' l' istruzione delle armi che la forza ; infatti se viene meno l' educazione all' arte militare , non ci sara' nessuna differenza tra un soldato e uno zotico" (Rei Milit. 2 , 23) Da quanto ci fa sapere Vegezio , sembra di capire che l' istruzione nel sapere leggere , scrivere e fare calcoli era richiesta a quei soldati che erano addetti a determinati incarichi nell' esercito , mentre per tutti gli altri era sufficiente avere prima la mente veloce e pronta ad apprendere le tecniche delle armi e del combattimento , piu' che la forza fisica che certamente era una qualita' in piu' , ma non esclusiva per entrare nelle Legioni . Modificato 15 Febbraio, 2019 da Legio II Italica IV - V secolo 2 Cita
clairdelune Inviato 16 Febbraio, 2019 #77 Inviato 16 Febbraio, 2019 (modificato) Salve @Legio II Italica , interessanti i requisiti di istruzione richiesti ai legionari. Anche se riguarda prettamente quelli fisici, vorrei aggiungere quest'altro passo di Vegezio a proposito delle caratteristiche prese in considerazione durante la probatio, l'esame medico che un cittadino romano doveva superare per entrare nell'esercito come legionario: "[...] Che venga quindi preso in considerazione per l'attività militare il ragazzo con lo sguardo sveglio, collo eretto, un ampio torace, spalle muscolose, braccia forti, dita lunghe, stomaco piccolo, glutei piccoli e con polpacci e piedi non pieni di carne superflua ma saldi e muscolosi. Nel caso in cui si trovino in una recluta queste caratteristiche, non è da rimpiangere un'alta statura. Infatti è più utile che i soldati siano forti piuttosto che alti." (Vegezio, Epitoma rei militaris , I, 6) Per la questione dell'altezza, infine, avevo letto che l'altezza minima richiesta (se non ricordo male) era di 1,60 m, mentre per i legionari della prima coorte era di almeno 1,65 m, e di 1,72 m per i cavalieri. Grazie come sempre per gli approfondimenti Un saluto e buona giornata Modificato 16 Febbraio, 2019 da clairdelune 1 1 Cita
Legio II Italica Inviato 16 Febbraio, 2019 Autore #78 Inviato 16 Febbraio, 2019 1 ora fa, clairdelune dice: Salve @Legio II Italica , interessanti i requisiti di istruzione richiesti ai legionari. Anche se riguarda prettamente quelli fisici, vorrei aggiungere quest'altro passo di Vegezio a proposito delle caratteristiche prese in considerazione durante la probatio, l'esame medico che un cittadino romano doveva superare per entrare nell'esercito come legionario: "[...] Che venga quindi preso in considerazione per l'attività militare il ragazzo con lo sguardo sveglio, collo eretto, un ampio torace, spalle muscolose, braccia forti, dita lunghe, stomaco piccolo, glutei piccoli e con polpacci e piedi non pieni di carne superflua ma saldi e muscolosi. Nel caso in cui si trovino in una recluta queste caratteristiche, non è da rimpiangere un'alta statura. Infatti è più utile che i soldati siano forti piuttosto che alti." (Vegezio, Epitoma rei militaris , I, 6) Per la questione dell'altezza, infine, avevo letto che l'altezza minima richiesta (se non ricordo male) era di 1,62 m, mentre per i legionari della prima coorte e i cavalieri delle ali era di 1,75 m; l'altezza media di un legionario doveva quindi essere intorno a 1,70 m. Grazie come sempre per gli approfondimenti Un saluto e buona giornata Grazie @clairdelune , il soldato ideale secondo Vegezio era come un Rocky Balboa ; peccato che pochi decenni dopo Vegezio nelle Legioni o di quello che ne rimaneva , venivano arruolati tutti e con le piu' diverse caratteristiche fisiche , infatti per fuggire alla leva molti si mutilavano da loro stessi , molti erano i latitanti , altri disertavano ; il tempo in cui i cittadini romani si presentavano volontariamente alla leva era tramontato per sempre . Una bella giornata anche a te . 1 Cita
clairdelune Inviato 18 Febbraio, 2019 #79 Inviato 18 Febbraio, 2019 (modificato) Salve @Legio II Italica , grazie a questa e ad altre belle discussioni sull'esercito romano, ho voluto affacciarmi anch'io alla realtà quotidiana di una legione, così ho acquistato il libro di Giuseppe Cascarino "Il manuale del legionario romano", che prende in esame la vita del legionario nel periodo augusteo. Arrivato proprio oggi, ho subito iniziato a sfogliarlo, e vorrei apportare qualche piccola modifica e aggiunta al mio intervento precedente. A quanto pare i legionari dovevano essere mediamente più alti: 1,65 m era l'altezza minima richiesta, per passare a 1,72 m per i legionari della prima coorte e 1,78 m per i cavalieri. In ogni caso non ha molta importanza, in quanto come si è visto i requisiti fondamentali riguardavano la forma fisica e la buona salute. Accanto a queste erano altrettanto importanti le qualità morali come il rispetto dei ruoli, il mettere in primo piano l'interesse comune e dello Stato rispetto a quello personale, il rispetto della disciplina militaris e il senso dell'onore. Un saluto Modificato 18 Febbraio, 2019 da clairdelune 1 Cita
Legio II Italica Inviato 19 Febbraio, 2019 Autore #80 Inviato 19 Febbraio, 2019 13 ore fa, clairdelune dice: Salve @Legio II Italica , grazie a questa e ad altre belle discussioni sull'esercito romano, ho voluto affacciarmi anch'io alla realtà quotidiana di una legione, così ho acquistato il libro di Giuseppe Cascarino "Il manuale del legionario romano", che prende in esame la vita del legionario nel periodo augusteo. Arrivato proprio oggi, ho subito iniziato a sfogliarlo, e vorrei apportare qualche piccola modifica e aggiunta al mio intervento precedente. A quanto pare i legionari dovevano essere mediamente più alti: 1,65 m era l'altezza minima richiesta, per passare a 1,72 m per i legionari della prima coorte e 1,78 m per i cavalieri. In ogni caso non ha molta importanza, in quanto come si è visto i requisiti fondamentali riguardavano la forma fisica e la buona salute. Accanto a queste erano altrettanto importanti le qualità morali come il rispetto dei ruoli, il mettere in primo piano l'interesse comune e dello Stato rispetto a quello personale, il rispetto della disciplina militaris e il senso dell'onore. Un saluto Grazie della segnalazione @clairdelune ; e' vero . una Legione romana era come un piccolo Stato autonomo , lapidario Tito Livio quando descrive un campo militare romano alla sua epoca : "L' accampamento e' come una seconda patria , il Vallum ha preso il posto delle mura della Citta' e la tenda rappresenta per ogni soldato la casa e i Penati" , questo spiega anche il grande senso del bene comune che animava ogni soldato romano ; nella vita del campo ognuno aveva i suoi compiti da svolgere sia in pace come in guerra e un accampamento , provvisorio o stabile , era strutturato come una piccola Roma . Ottimi i libri di Cascarino ai quali , nel caso non l' avessi ancora , ti segnalo anche : Castra , Campi e Fortezze dell' Esercito Romano . Ciao e grazie 1 Cita
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