VALTERI Inviato 29 Settembre, 2018 #1 Inviato 29 Settembre, 2018 (modificato) Nel suo " Museo archeologico nazionale della Sibaritide . Il medagliere " ( Pandemos 2010 ) A. Polosa illustra, con altri, il ripostiglio rinvenuto nel 1976 in S. Nicola di Amendolara . Tra i 42 incusi pervenutici di quel ripostiglio, al n. 40 è censito uno statere incuso ( con fotografia insufficiente ) attribuito a Sibari, privo di etnico . L'Autrice, piuttosto che ipotizzare leggende evanide, pare orientarsi sull'esistenza di esemplari anepigrafi . Nel suo " La monetazione d'impero e d'alleanza di Crotone " ( 2008 ), anche A. Montesanti nella sua Prima serie I-A , pubblicava un diverso esemplare di statere incuso attribuito a Sibari ( anch'esso con fotografia insufficiente ),là descritto con " legenda assente " Modificato 29 Settembre, 2018 da VALTERI 3 Cita
dracma Inviato 29 Settembre, 2018 #2 Inviato 29 Settembre, 2018 (modificato) Lo statere classificato al n. 40 nel volume della Polosa, proveniente dal ripostiglio di San Nicola di Amendolara (inv. 3887, anepigrafe), è schedato dalla Spagnoli (La prima moneta in Magna Grecia: Il caso di Sibari, 2013) al n. 262c (fase C : 514-510 a.C.). Esso è tratto da una coppia di coni (D 165 – R 213) che batte uno statere proveniente dal medesimo contesto (262a = Polosa 22), un es. della coll. Fabricius (262b, anepigrafe) ed il n. 822 dell'ANS (262d anch’esso anepigrafe). In totale quindi 4 monete da una stessa coppia di coni. Gli ess. nn. 262 b-c-d della classificazione Spagnoli solo apparentemente sono anepigrafi e la leggenda in origine era ben presente come si evince dall’es. n. 262a, sul quale si legge chiaramente il san (M) dell’etnico VM (con ductus retrogrado). In pratica la Polosa non si è accorta che due degli stateri da lei schedati (nn. 22, 40) sono tratti dagli stessi coni e che sul secondo la leggenda è parzialmente visibile (M). Per quanto concerne invece la dracma (Polosa 41; Spagnoli 1049a) la questione è più complessa in quanto nella sequenza della Spagnoli essa è l’unica “superstite” della coppia di coni n. 1049 e pertanto priva di confronti. Tuttavia la studiosa non rileva l’assenza della leggenda, presente al D/ in esergo (VM). Modificato 29 Settembre, 2018 da dracma 2 Cita
VALTERI Inviato 29 Settembre, 2018 Autore #3 Inviato 29 Settembre, 2018 (modificato) Unisco dal volume di A. Polosa, il suo n. 22 ( Amend. inv. 3888 ) in descrizione e fotografia . La fotografia di questo n. 22, pur insufficiente, consente però di leggere parte della lettera M in esergo, come da descrizione : l'esemplare dunque corrisponde correttamente al n. 262a in Spagnoli . Permane la divaricazione tra il n. 40 ( Amend, inv. 3887 ) censito in Polosa come esemplare anepigrafe ( stralcio in post 1 : "non mostra infatti tracce di lettere" ) , mentre Spagnoli lo censisce al proprio n. 262c come esemplare con VM in esergo . Una qualche imprecisione sembra emergere . Modificato 29 Settembre, 2018 da VALTERI Cita
dracma Inviato 29 Settembre, 2018 #4 Inviato 29 Settembre, 2018 Concordo pienamente. Sarebbe stato opportuno che l'autrice avesse annotato l'assenza dell'etnico, come per l'esemplare "Fabricius, 93". Altra anomalia (o svista?) è che nella scheda relativa al ripostiglio di Amendolara riportata a p. 253 venga citata solo l'edizione del ripostiglio ad opera di Guzzo 1976-77 omettendo quella della Polosa. Cita
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