giulianodeiana Inviato 19 Gennaio, 2019 #1 Inviato 19 Gennaio, 2019 Su un documento (Tariffa dei tabacchi del Regno di Sardegna) del 2 maggio 1829 - regnate Carlo Felice - leggo i prezzi dei vari tabacchi espressi in "lire, soldi, d.". Per le "lire", suppongo si tratti della lira sabauda che, come frazione aveva il centesimo. Dunque, se così è, che cosa sono i "soldi" e quella non meglio (per me) identificata "d."? Frugando su internet ho appreso che uno scudo sardo valeva 3,05 lire sabaude, ma anche 20 soldi. Dunque 1 soldo era l'equivalente di 3,05:20=0,1525 ovvero circa 15 centesimi di lira sabauda? E quella "d." che significa? Quanto costava, insomma, un sigaro? 6 che cosa? Qualcuno può aiutarmi a capire? Sto scrivendo un racconto ambientato in Sardegna e in quegli anni. Il personaggio ruba un sigaro. Vorrei dargli il giusto valore senza scrivere castronerie. Ringrazio quanti vorranno aiutarmi. Cita
Ase84 Inviato 20 Gennaio, 2019 #2 Inviato 20 Gennaio, 2019 mi viene in mente una conversione in ducati, ma non mi pare logico essendo tutto espresso in moneta circolante all'interno del regno di sardegna Cita
Gallienus Inviato 20 Gennaio, 2019 #3 Inviato 20 Gennaio, 2019 @giulianodeiana La lira era divisa in 20 soldi, il soldo in 12 denari (d.). La moneta da 2 denari era il taglio minore circolante nel regno, era analoga come dimensioni al nostro 2 centesimi di euro. Il taglio superiore era il soldo, dopodiché c'erano i tagli da 2,6 soldi e 7,6 soldi. Cita
TIBERIVS Inviato 20 Gennaio, 2019 #4 Inviato 20 Gennaio, 2019 (modificato) 16 ore fa, giulianodeiana dice: Su un documento (Tariffa dei tabacchi del Regno di Sardegna) del 2 maggio 1829 - regnate Carlo Felice - leggo i prezzi dei vari tabacchi espressi in "lire, soldi, d.". Per le "lire", suppongo si tratti della lira sabauda che, come frazione aveva il centesimo. Dunque, se così è, che cosa sono i "soldi" e quella non meglio (per me) identificata "d."? Frugando su internet ho appreso che uno scudo sardo valeva 3,05 lire sabaude, ma anche 20 soldi. Dunque 1 soldo era l'equivalente di 3,05:20=0,1525 ovvero circa 15 centesimi di lira sabauda? E quella "d." che significa? Quanto costava, insomma, un sigaro? 6 che cosa? Qualcuno può aiutarmi a capire? Sto scrivendo un racconto ambientato in Sardegna e in quegli anni. Il personaggio ruba un sigaro. Vorrei dargli il giusto valore senza scrivere castronerie. Ringrazio quanti vorranno aiutarmi. Forse la risposta è più semplice di quella che sembra: si parla del regno di Carlo Felice, che regnò dal 1821 al 1831, il sistema monetario era quello decimale, ereditato la Napoleone, quindi lasciamo la monetazione "antica". La lira sabauda era divisa in 20 soldi ( riminiscenza del sistema precedente) e 1 soldo era semplicemente 5 centesimi, e così si chiamò la moneta da 5 centesimi, fino agli anni 40 del XX secolo, quando la svalutazione causata dalla II guerra mondiale, eliminò le frazioni della lira dal nostro sistema monetario. Per i D. sicuramente sta a denari, come dice giustamente Gallienus, è la 12 parte di un soldo, presumo che questo valore così frazionale, non era rappresentato da una moneta fisica, ma solo da una frazione di conto di una moneta, ed era semplicemente da computare come la dodicesima frazione di 5 centesimi, o alla 240 esima frazione di una lira pari a Lire 0.0041 saluti TIBERIVS Modificato 20 Gennaio, 2019 da TIBERIVS 2 Cita
Ase84 Inviato 20 Gennaio, 2019 #5 Inviato 20 Gennaio, 2019 è vero, era la cosa più semplice e sensata Cita
giulianodeiana Inviato 21 Gennaio, 2019 Autore #6 Inviato 21 Gennaio, 2019 Ringrazio tutti e, in modo particolare, Gallienus e Tiberius per le loro esaurienti risposte. Grazie davvero! Cita
savoiardo Inviato 24 Gennaio, 2019 Supporter #7 Inviato 24 Gennaio, 2019 (modificato) Il 20/1/2019 alle 12:04, TIBERIVS dice: Forse la risposta è più semplice di quella che sembra: si parla del regno di Carlo Felice, che regnò dal 1821 al 1831, il sistema monetario era quello decimale, ereditato la Napoleone, quindi lasciamo la monetazione "antica". La lira sabauda era divisa in 20 soldi ( riminiscenza del sistema precedente) e 1 soldo era semplicemente 5 centesimi, e così si chiamò la moneta da 5 centesimi, fino agli anni 40 del XX secolo, quando la svalutazione causata dalla II guerra mondiale, eliminò le frazioni della lira dal nostro sistema monetario. Per i D. sicuramente sta a denari, come dice giustamente Gallienus, è la 12 parte di un soldo, presumo che questo valore così frazionale, non era rappresentato da una moneta fisica, ma solo da una frazione di conto di una moneta, ed era semplicemente da computare come la dodicesima frazione di 5 centesimi, o alla 240 esima frazione di una lira pari a Lire 0.0041 saluti TIBERIVS Non sono completamente d'accordo... In questo caso bisogna specificare che due erano le monete del tempo, monete circolanti e di conto Sulla tabella sono indicate quelle di conto, riminiscenza della monetazione antica, come afferma TIBERIVS, lira = 20 soldi = 240 denari Un'altra la moneta in circolazione.. Lira, 50 centesimi, 25 centesimi, 5 3 e 1 centesimo come frazioni. Se guardiamo quindi e prendiamo come esempio la seconda riga della tabella per una libbra di tabacco rapato di seconda qualità ci voleva una lira e 10 soldi, quindi lire una e cinquanta centesimi. Se guardiamo il prezzo dei sigari indica che 100 costavano due lire e dieci soldi, quindi due lire e mezza, uno 6 denari (100 sarebbero 600 denari che fa sempre due lire e mezza, 240 + 240 + 120) Porta quindi a calcolare che un sigaro costava nel sistema decimale 2,5 centesimi pagabile con un 3 centesimi ed avendo il resto di 5 monetine da un centesimo, oppure se ne compravano due con una bella moneta di rame da 5 centesimi. Praticamente 40 sigari con una lira. Spero di essere stato chiaro nella mia spiegazione è di essere stato utile per il lavoro di @giulianodeiana. Modificato 24 Gennaio, 2019 da savoiardo 1 Cita
bizerba62 Inviato 24 Gennaio, 2019 #8 Inviato 24 Gennaio, 2019 Ciao. Propongo un' ulteriore ipotesi. Poiché nel 1829 continuavano a circolare, accanto alla monetazione in lire e centesimi, anche i soldi, i mezzi soldi e le monete da due denari, e considerato che le monete denominate in centesimi (1,3 e 5 in rame e 25 in argento) erano state coniate per la prima volta solo nel 1827 (vedi Manifesto della Regia Camera dei Conti del 9.2.1827), è possibile che la Tariffa dei tabacchi postata indicasse ancora, per le frazioni di lira, anziché i centesimi, la vecchia moneta d'appunto. Insomma, una "confusione" fra moneta denominata in Lire e quella di vecchio conio probabilmente non casuale ma pensata per agevolare chi ancora non aveva la disponibilità delle monete da 1,3 e 5 centesimi e utilizzava ancora la vecchia moneta in rame. Peraltro, come già detto in precedenza, per abitudine e ancora per molto tempo si continuò ad utilizzare il termine "soldo" anche per indicare la moneta da 5 centesimi e dunque dove leggiamo "soldo" possiamo tranquillamente sostituire la voce "centesimi 5". I soldi e mezzi soldi del Regno di Sardegna (chiamati anche gergalmente "Maurizii" e "Mauriziotti") cessarono di avere corso legale soltanto nel gennaio 1864. Saluti. M. 1 Cita
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